Ferdinando Petruccelli della Gattina
Il re dei re

VOLUME PRIMO

NOTA.

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NOTA.

 

Perchè non si credano miracolose le pruove di forza accennate nel capitolo VIII si ricordino questi fatti storici.

Azzeddoulat, principe persiano, colle sole braccia stramazzava a terra un toro, e faceva la caccia ai leoni.

Babaram, figlio di Iezdegerdo re di Persia, tolse la competutagli corona fra due leoni affamati, che uccise, disarmato, e sbranò!!

Bouflers signore di Piccardia, come assicurano Loisel, Memorie del Beauvese, e La Marlière nelle sue Case Illustri, rompeva con le dita un ferro di cavallo - da stare su di un piede niuno lo rimoveva - si alzava sulle braccia un cavallo e lo portava per molta distanza - con gli stivali alle gambe passava di un salto i più larghi fossi - uccideva di una sassata i quadrupedi al corso, gli uccelli al volo - in una corsa di dugento passi avanzava un cavallo di Spagna.

Cleomede, dall'oracolo disegnato ultimo degli eroi, defraudato del premio della lotta, ruppe la colonna di una scuola sotto le cui rovine perirono 60 persone. E qui si ricordi anche Sansone - se i semidei della Bibbia non sono miti o favole come quelli delle Mille ed una notte.

Federico-Augusto I, re di Polonia - Ettore - Ercole - Federico II elettore di Brandeburg soprannominato dente di ferro, ebbero forza maravigliosa.

Firmio, chiamato il Ciclopo, che si fece proclamare imperatore in Egitto per vendicare Zenobia, si dava a battere i metalli sul petto come sopra un'incudine.

Luigi Gonzaga, signore di Sabbioneta nel Mantovano, soprannomato il Rodomonte, al dir del Guazzo, storico contemporaneo, ogni grosso ferro di cavallo apriva, e spezzava di una sola scossa una fune grossa come cinque corde d'arco.

Il padre di Giacomo Rouxel, de Medavy, conte di Grancey e maresciallo di Luigi XIII, avendo passato fuor fuori il signore di Frepigny, uomo d'arme, lo portò in aria tutt'armato qual era15 ed infilzato alla sua spada per più di 4 passi.

Graziano, padre dell'imperatore Valentiniano I;

Marco Aurelio - Mario che con un dito fermava una carretta nel massimo del corso;

Giovanni Podikove che rompeva in due un ferro di cavallo;

Andrea Everardo Rauber signore di Petrouel, che rompeva anche un ferro di cavallo, e che aveva una barba lunga fino a terra e da terra alla cintura, per sposare una figlia di Massimiliano duellò con uno spagnuolo a chi mettesse l'altro in un sacco, e ve lo mise;

Il celebre Giorgio Castriota detto Scandeberg, il quale per la sua forza invogliò Maometto II a volerne vedere la scimitarra. Giorgio gliela mandò dicendogli: che si era ben guardato mandargli altresì il braccio il quale l'adoperava;

Cervione - Charri - e per ultimo Ugone Tudextisen, di cui parla Summonte, che, per dar saggio di gagliardia agli ambasciadori greci, scaricò un colpo di pugno sulla testa di un cavallo, e l'uccise.

Questi esempi, ed altri numerosissimi, fanno fede che noi non esagerammo nelle prove che descrivemmo poc'anzi.

 

 

 





15    Nell'originale "qual'era". [Nota per l'edizione elettronica Manuzio]



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