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Capitolo
1 1| ricolmano di lagrime.~ ~Ecco: era lassù! da tutte le strade 2 1| guardia al portone: il portone era ad arco con grosse bugne 3 1| perchè la mia famiglia era nobile: io non sono più 4 1| ma la mia famiglia, dico, era nobile e di buona razza. 5 1| crescet in aevum. Dietro v'era il roseto, ma grande, grande 6 1| ne faceva niente perchè era la mamma che non voleva, 7 1| per il declive del colle. Era una meraviglia! Venivano 8 1| ricordo di maggio (allora c'era il maggio per me e c'era 9 1| era il maggio per me e c'era la primavera) quella lunga 10 1| La gente diceva che ella era molto superba: certo nel 11 1| reputazione di superbia; ma non era vero. Era piuttosto, io 12 1| superbia; ma non era vero. Era piuttosto, io credo, una 13 1| amici.~ ~Perchè mio padre era tutt'il contrario. Alto, 14 1| principesca liberalità. Il palazzo era corte bandita. Ma il signor 15 1| patrimonio; ma la sua buona fede era tanto grande che forse non 16 1| dopo un banchetto che si era protratto oltre la mezzanotte, 17 1| davanti alla cappella, dove era entrata la signora contessa, 18 1| Ma no! quello, vedi, era un gesto di manifestazione 19 1| mamma io non lo seppi mai. Era debolezza di carattere, 20 1| debolezza di carattere, era acquiescenza e venerazione 21 1| venerazione ai desideri di lui, era timore di infliggergli un 22 1| ripeto, non lo so: forse era un po' di tutto questo.~ ~ 23 1| accorsero che il meglio era mietuto e che poco restava 24 1| molto amichevolmente. Io era allora un giovanetto sui 25 1| specie dopo pranzo.~ ~V'era una gran stanza da pranzo 26 1| no. Quello che faceva lui era ben fatto. Egli si eccitava 27 1| attività irrequieta gli si era aperta e ne ragionava con 28 1| larga, ardente su la testa: era la sua mossa favorita, e 29 1| balzano da due piedi, che era una grazia, per me da cavalcare: 30 1| genere di spassi signorili, era stata temperata dal gusto 31 1| villa.~ ~Mio babbo oramai era tutto assorto nel suo lavoro 32 1| limite e la sua felicità era raggiante: il patrimonio 33 1| casa così! Dicevano che non era niente, che era svenuto, 34 1| che non era niente, che era svenuto, perchè aveva il 35 2| e la gente raccontò che era uscita di senno. Molti anni 36 2| che risonava a vuoto, v'era troppa morte e troppo dolore; 37 2| direttrice. La nostra casa era caduta, la nostra casa doveva 38 2| riuscire: io doveva riuscire! Era questo pensiero che la teneva 39 2| secondo il tuo destino.~ ~Tale era la frase impreteribile, 40 2| affari di casa, e forse era anche per questo che non 41 2| madre diceva così, dunque era così; e poi mi pareva che 42 2| semplice che io sapessi darvi era quella di vivere onoratamente 43 3| a far le feste con lei: era tanto che non ci era stato 44 3| lei: era tanto che non ci era stato e morivo della voglia 45 3| fole, a grandi falde.~ ~Ma era il Natale! Quanti ricordi 46 3| quando tutto il palazzo era in festa, quando v'erano 47 3| dell'arrivo del treno. Egli era tutto chiuso in una vecchia 48 3| ma la carrozza, dico, non era più la nostra; era un fiacre 49 3| non era più la nostra; era un fiacre da nolo di forme 50 3| forza di corde: il cavallo era così alto e macilento che 51 3| pianto. Per buona sorte non v'era alcuno per la via, e i pochi 52 3| capiva che da poco tempo era stato acceso quell'etico 53 3| di fine cristallo non c'era più.~ ~Il vento borea della 54 3| contessa B....; che cosa n'era della figliuola della signora 55 3| Domandava se la marchesa A.... era sempre così bionda, se dava 56 3| un pensiero dominante - era forte sì, figlio mio, ma 57 3| forte sì, figlio mio, ma era troppo gentiluomo. Ma tu 58 3| Raccontai quello che non era, quello che non mi sentiva, 59 3| inspirata e poi, quando era sola, la scorgevo piangere, 60 3| silenzioso: tutto, io dico, mi era entrato nell'animo con lo 61 3| vedo fermo, mentre il treno era in moto, con la tuba in 62 3| delle veglie invernali.~ ~Era dolce il ripensarvi, dolce 63 3| turbava e mi sconvolgeva era che dovevo essere io, proprio 64 3| contatto e la mia gioventù era corsa senza scosse, come 65 3| buon fine. Avrei potuto, ed era dovere, esaminare sino a 66 3| patrimonio e rimediarvi se era cosa possibile. Ma sia che 67 3| che non ci pensai né meno. Era un grumo di vermi enormi 68 3| che mi desse da vivere. Era costui un giovane pieno 69 3| fatto tutto da sé, perchè era figlio di povera gente, 70 3| più forte di me, mi si era affezionato molto e di cuore; 71 3| idealità di fortuna e di onori, era andato a cadere in un ufficio 72 3| quanto mi dissero, dove c'era da coprirsi contro le raffiche 73 3| di dover rivivere quando era ragazzino e facevo i miei 74 3| da cui non molto lungi era la cittaduzza destinata 75 4| sorpresa.~ ~Quando arrivai era una domenica: domando ad 76 4| quella fosse la scuola, né mi era sbagliato.~ ~Un uomo che 77 4| intento a legare dei libri (era il custode) mi precedette 78 4| attendeva già da qualche giorno. Era il direttore di quel ginnasio.~ ~ 79 4| ginnasio.~ ~Un'altra persona era con lui; un vecchietto mal 80 4| che è uscito poco fa e che era qui mentre ella è entrato, 81 4| porticato e in mezzo vi era un cortile con un pozzo. 82 4| davanti alla cattedra che era in forma di tavolo. E mi 83 4| bisognava ben dire!~ ~V'era un ragazzetto che poteva 84 4| respirarono. La domanda non era stata difficile.~ ~- Bravo, 85 4| rappresenta?~ ~La domanda era difficile. Anche l'alunno 86 5| vivaci, così buoni, che era uno svago viverci in mezzo. 87 5| gran bene.~ ~Il direttore era diventato per me una persona 88 5| modo di trattare che non era propriamente quello a cui 89 5| propriamente quello a cui era assuefatto. Capii però che 90 5| il suo giusto merito.~ ~V'era poi la moglie del direttore, 91 5| ironia perchè dicevano che era lei che faceva fare al marito 92 5| sotto la sua protezione.~ ~Era una donnetta rossiccia sui 93 5| ciarliera quanto il marito era duro e tutto d'un pezzo. 94 5| dialetto di tutte le città dove era stata: il fondo era piemontese, 95 5| dove era stata: il fondo era piemontese, ma con spunti 96 5| come uno specchio.~ ~Ella era la sola che mi sconsigliasse 97 5| quelle minuzie; e lui che era molto colto in materia, 98 5| carriera, e di fatto io mi era messo a studiare di buona 99 6| sentivo anche che io non era più quello di una volta; 100 6| volta; mia madre invece era un po' meglio in salute 101 6| creditori per cui a mia madre era lasciato vita natural durante 102 6| resto cose e persone non era caso che ci turbassero. 103 6| rivedermi con piacere.~ ~Egli era allora tutto intento a compilare 104 6| fondo della latinità in cui era immerso: - Invero tu hai 105 6| ne avvidi né pure.~ ~Mi era inoltre affezionato a tante 106 6| la mia stanza d'affitto era per me un piccolo mondo: 107 6| se non sapeva che tutto era a posto, tutto spolverato, 108 6| Ma lei stava bene, lei era contenta di me ed io non 109 6| miei pensieri.~ ~E come io era solitario e poco esperto 110 6| una facciata bianca dove era facile scriverci ciò che 111 6| lo stesso di quello che c'era nel piatto.~ ~La prima intenzione ( 112 6| mi vi aveva consigliato) era stata quella di studiare 113 6| in cui sino allora io mi era riposato, diventarono povera 114 6| dannosa, col Bene tutto era possibile e bene. Questa 115 6| semplice mi ossessionava, e si era così impadronita di me da 116 6| insensibile alle cose esterne.~ ~Era una specie di eroismo o 117 6| invincibile. Finalmente io era forte! cioè mi pareva!~ ~ 118 6| domenica, quando la biblioteca era chiusa, andavo su a piedi 119 6| pensavo anche a me. Che cosa era io? Niente: io era la formica 120 6| cosa era io? Niente: io era la formica che porta il 121 6| attività; e questa missione era la scuola.~ ~In queste fantasticherie 122 7| volle pagare da bere perchè era il suo onomastico. Per ragioni 123 7| alla mezzanotte; poi si era fatto cuocere un gran piatto 124 7| maccheroni di zita e si era bevuto ancora...; si era 125 7| era bevuto ancora...; si era bevuto molto quella sera. 126 7| per averla lasciata dove era. Domani me ne disfarò. Questa 127 7| di chiudere la finestra. Era presto; e nessuna delle 128 7| pinguedine gialla in soggolo. V'era poi sul comò un Bambino 129 7| fatto di salcicciotti tanto era pingue anche lui! Tutti 130 7| protettore della città, che era un vescovo effigiato in 131 7| umilmente che da un anno e mezzo era con loro, che mi dovevano 132 7| pensai che il mezzo migliore era di levarmi e vestirmi. Ma 133 7| ordinare tutte le mie cosucce era per me divenuta un'abitudine; 134 7| che cosa.~ ~La cagna si era fermata ne le sue scorribande, 135 7| volsero in su per vedere. Era la cagna che si era sporta 136 7| vedere. Era la cagna che si era sporta fra i ferri del balcone 137 7| Quando tornai di scuola, c'era su l'uscio della mia stanza 138 7| che non la finiva mai.~ ~Era costei una zitella ventenne 139 7| facezia, in verità, non era delle più felici; ma io 140 7| abbozzando una smorfietta che non era priva di grazia, domandò.~ ~- 141 8| perchè quella bestiola non c'era verso che mi si volesse 142 8| festa, se avessero detto che era bellina, che era graziosa; 143 8| detto che era bellina, che era graziosa; e se lei mi avesse 144 8| dietro a guardarmi dopo ch'io era passato.~ ~Tutto ciò mi 145 8| tutto mi impacciava, perchè era ferito ne la mia timidezza, 146 8| abitato, per le viuzze dove c'era un po' di sole, lei si faceva 147 8| anch'io che la cagnolina era poco bella: povera bestiola!~ ~ 148 8| fu: in fondo al corso v'era un negozio di mode con un 149 8| due: io e la cagna. Lei era, come il solito, col muso 150 8| mi pareva curva, anch'io era macilento, l'occhio spaurito 151 8| senza colore.~ ~Ma dove era fuggita la mia giovinezza?~ ~ 152 8| indimenticabile riso.~ ~Un'altra volta era di domenica, l'ora della 153 8| l'ora della messa, e c'era un bel sole; uno di quei 154 8| va contro quegl'altri!»~ ~Era vero: contro quegl'altri 155 8| la cagna del professore. Era o non era così? Sì, certo! 156 8| del professore. Era o non era così? Sì, certo! e allora? 157 8| fuor del paese, dove non c'era gente, dove non c'era nessuno 158 8| c'era gente, dove non c'era nessuno per le vie polverose 159 8| non mi raggiungessero. V'era qualche cosa; qualcuno che 160 8| che mi correva dietro.~ ~Era un char-à-banc, come usano 161 8| andando, giunsi che il sole era alto e la campagna deserta, ( 162 8| campagna deserta, (perchè era domenica), giunsi, dico, 163 8| lieta e riposata d'allora. Era una domenica e avea con 164 8| degne. Poi, al ritorno, si era fatto un piccolo asciolvere 165 9| che terminava in ai.~ ~C'era lì nel paese un certo signor 166 9| voleva che salissi; se era al caffè mi costringeva 167 9| sorbirmi una bibita, che non c'era verso di pagare.~ ~- Voi 168 9| un tono di voce che non era privo di dignità!~ ~Allora 169 9| esterrefatto - allora che era di me? Quella virtù, quel 170 9| riempiva tutta la mia vita, non era altro che una tragica farsa 171 9| farsa ne la quale io solo era attore e spettatore ad un 172 9| andando sempre dove non c'era gente, lungo la spiaggia 173 9| Quegli è un matto! Egli era nato in buono stato; poteva 174 9| squallido cavaliere, si era messo una corazza di cartone 175 9| accorsi che la cagna non c'era più: evidentemente si era 176 9| era più: evidentemente si era smarrita o si era addormentata, 177 9| evidentemente si era smarrita o si era addormentata, ed io mi ero 178 9| io mi ero levato e me n'era andato.~ ~Non ne provai 179 9| seguente mi persuasi che si era affogata; perchè altrimenti 180 9| allora che Patirai non c'era più. Perchè v'era quel brutto 181 9| non c'era più. Perchè v'era quel brutto nome di Patirai, 182 9| che fa ridere! Ma la cagna era affogata: dunque tutto era 183 9| era affogata: dunque tutto era finito; anche il nome mi 184 9| dalla mattina alla sera, ed era noioso come un moscone! 185 9| Anche la scuola che era stata un caro asilo di pace, 186 9| Massimo e tanti altri, io non era più capace, come una volta, 187 9| anche quel vecchio latino mi era venuto in uggia: quel latino 188 10| Dunque la cagnolina era smarrita da un mese: io 189 10| pensavo più.~ ~Un giorno - era un cheto meriggio - mentre 190 10| gemendo con suono umano: era la cagna. Balzò su la cattedra, 191 10| urlo angoscioso e feroce.~ ~Era magra più di prima, avea 192 10| fortuna la scuola intanto era finita. Mi rifugiai a casa 193 10| sei un debole?» No, non era tanto il torpore come questo 194 10| Mi avevano riconosciuto: era il maestro, l'entusiasta 195 10| albero dove la cagnolina era legata con un grosso canape; 196 10| tutta la strada.~ ~Il pelo era mezzo bruciacchiato che 197 10| tanto che la zampina ne era offesa e la teneva sul mio 198 10| fanali della barriera (si era fatta notte), la deposi, 199 10| abbandonarla lì sola; ma era troppo sfigurata e deforme, 200 10| io stesso che il sorriso era più tosto una smorfia dolorosa; 201 10| che quell'idea che mi si era inchiodata di dentro; finalmente 202 10| voce che sentivo che si era alterata, alle proporzioni 203 10| atroce di barbarie che non era, no, una sciocchezza. Certo 204 10| meraviglia. Anche il cuoco si era accostato al tavolo, col 205 10| stambugio a piano terreno, era esposto un cadavere, meglio, 206 10| medico positivista tanto era deforme! Quando si pensa 207 10| morto, il morto!» perchè uno era venuto a dar la notizia, 208 10| vederlo, e tutti attorno: era un gridìo, un cinguettìo 209 10| vinse, mi sedetti, che mi era levato in piedi senza avvedermene, 210 10| in quel riso generale v'era una punta di scherno per 211 10| idea «così debole!» mi si era fissa nel cuore. «E non 212 10| sentii come un gemere fioco: era lei che faceva una nenia, 213 10| quella lunga stupidità si era svanita come quella di persona 214 11| pazzia come cadde dopo: ma era un equilibrio a suo modo.~ ~ 215 13| pensa più sembra vera.~ ~«Ma era il vostro buon senso, era 216 13| era il vostro buon senso, era l'istinto naturale che reagiva 217 14| regole grammaticali, ed era così pieno di equità, e 218 14| essa pareva felicissima. Ma era venuto l'estate e i cagnacci 219 14| indecentemente.~ ~Un giorno che si era a spasso assieme, il direttore 220 14| che voleva non parere ed era invece serio nell'intenzione:~ ~- 221 14| shame! for shame! - perchè era stata istruita in un pensionato 222 16| percorreva abitualmente era una delle più belle che 223 16| diletto. Il sole però (si era ai primi di giugno) battendomi 224 16| pratico.~ ~La mia ragione era formata come di farfalle 225 16| intuitive con cui si riesce. Non era scritto anche nei libri 226 16| fortuna al loro carro?~ ~Ma era una vana impresa!~ ~La mente 227 16| in un abbandono che non era però privo di piacere quasi 228 16| tre; lasciavo la terra ed era bell'e spedito per il paese 229 16| sentivo più. Ero libero perchè era lontano dalle cose vere: 230 16| compreso. Ma la madre mia era lontana: amante o amico 231 16| fissarmi. Che angoscia era per me anche quell'affetto!~ ~* ~ ~ 232 17| dietro di me. La campagna era silenziosa e poche vele 233 17| lingua fuori. Io non mi era mosso dal luogo ove prima 234 17| esprimere un pensiero. Non era più dubbio: quella piccola 235 17| diversione delle idee.~ ~Ma tutto era inutile! Io non potevo distogliere 236 17| presso la siepe dove io era prima; e fosse effetto del 237 17| cose lontane.~ ~Il silenzio era solenne. E allora, in quello 238 17| dei denti bianchi. L'altra era più piccola e con un volto 239 17| come argento.~ ~Poi quando era caduta giù supina, si rizzava 240 17| delle spighe.~ ~Allontanarsi era facile: ma le rise di quelle 241 17| e pure la loro impurità era bestiale ed orribile, orribile 242 17| contempla gli abissi.~ ~E non v'era nessuna imagine o voce di 243 17| poteva né meno esso, che era stato così potente. E pronunciai 244 17| benedizione.~ ~Il riso lascivo si era mutato in una voce distinta 245 18| dietro di me. Vedi: la selva era nuda ed irta. Oggi è tutta 246 19| imagine e la voce svanì.~ ~Era giunto senza avvedermene 247 19| la via maestra e Patirai era di fronte a me che stavo 248 19| ingiù. Un lamento, ma che era forte come un nitrito, squarciò 249 19| mi rimase nell'orecchio. Era caduta su di una punta aguzza 250 19| aguzza dello scoglio; si era squarciata il fianco: almeno 251 19| mossi per soccorrerla; anzi era una specie di piacere o 252 19| sangue perchè ogni tentativo era sempre più debole e la lieve 253 19| digrignìo dei denti. Nulla. Era una pietà, una gran pietà 254 19| il passo dal luogo dove era; e mi avvidi che correvo 255 19| accorsi con meraviglia che era venuta la notte.~ ~Finalmente, 256 19| ravvolto delle tue ombre, ed io era entrato nel bagno delizioso