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Capitolo
1 I| piacque di vivere.~ ~Egli era cresciuto secondo certe 2 I| filosofo; e la sua fede era troppo viva per venire a 3 I| con la ragione; la quale era molto rimessa e più intenta 4 I| letture.~ ~Ora, quand'egli era in vita, passando presso 5 I| bene qui! -~ ~Il cimitero era tutto quadrato da un muricciuolo 6 I| in piena luce.~ ~Quella era la buona casa antica di 7 II| CAPITOLO II.~ ~G. Giacomo era nato in sul principio di 8 II| fu patria di G. Giacomo era ricca di molte leggende 9 II| di quella terra, il quale era così ebbro de la primavera 10 II| a stento, impedito come era, oltre che da le dette cause, 11 II| il bisogno di novità. Vi era passato, è vero, folgorando 12 II| Napoleone; ma poi tutto era tornato come prima, non 13 II| restaurazione, quando G. Giacomo era giovinetto.~ ~Oltre ai monumenti 14 II| sino a S. Catterina, ed era molto se qualcuno si moveva 15 II| taluni di quegli orticelli v'era anche un pergolato di gelsomini 16 II| dei lavoratori in genere era assai esiguo, tanto quanto 17 II| assai esiguo, tanto quanto era richiesto dai bisogni de 18 II| giorni rosei di primavera, era molto silenzio e tristezza. 19 II| cocchiere barocco a cassetta: era qualche gentildonna che 20 II| ad olio e sino all'alba era silenzio, rotto di quando 21 II| A quel tempo G. Giacomo era un buon abatonzolo nel seminario 22 II| Una sua zia (la mamma gli era morta da un pezzo) gli teneva 23 II| resto nessuno più di lui era valente a cantar salmi ai 24 II| romani!~ ~La sua coltura era povera cosa: quella che 25 II| completo quello studio.~ ~Era anzi divenuto un buon scolaro 26 II| detto che l' impero di Roma era stato dall'imprescindibile 27 II| umana gente, al quia, - era di Dante: Petrarca cantò 28 II| che sapeva a meraviglia era tutto il vecchio arsenale 29 III| dai tarli.~ ~Il babbo che era notaio e viveva con quella 30 III| e perchè in quel tempo era morto il suo scrivano, così 31 III| vetrine de la credenza.~ ~Era già tutto pronto per il 32 III| quella fiamma, perchè il dì era stato rigido e nebbioso.~ ~ 33 III| sincerarsi che il babbo era in casa, s'affacciò ai vetri 34 III| quando s'avvide che e' non s'era neppur mosso al rumore dell' 35 III| altrimenti dar segno di vita.~ ~Era rimasto lì stecchito su 36 III| persuadersene e prese moglie.~ ~* ~ ~Era costei una giovinetta fiorente 37 III| vorrete bene.~ ~Perchè ella era stata allevata con questo 38 III| pensieri di Paola quando non era disposata ed era fiorente 39 III| quando non era disposata ed era fiorente giovanotta; e il 40 III| perchè il superfluo non era entrato ne gli usi de la 41 III| bisognevole per l'esistenza, nè era necessario essere soggetti 42 III| rivi.~ ~Uno di quei poderi era posto in molto ameno luogo, 43 III| maggior piacere per lui era quello di avere pronta una 44 III| di quella minestra ve n'era per tutti e voleva che il 45 III| carità; e dicendo colui che era roba sua, rispondea: - Quando 46 III| stati di un suo avo, gli era avvenuto di leggere questo 47 III| perchè il filo del grano era sbucato fuori de le zolle 48 III| altre varie specie di frutta era tutto odoroso dell'opimo 49 III| aperto, allora ben dolce cosa era lo starsene in casa, quando 50 III| alto di un colle, mirabile era a vedere il sorgere del 51 III| apre al sole. Ma una deità era certo, qualunque fosse il 52 III| No: egli arava perchè era buon lavoratore e la gaudiosa 53 III| inno, ma G. Giacomo non era nè un poeta nè un filosofo, 54 III| madre terra, la sua anima si era snebbiata dei molti errori 55 III| questo suo diportamento era da gli altri inteso e spiegato 56 IV| misteriosamente.~ ~Da poco tempo s'era perduta l'eco dei dodici 57 IV| parrocchia, e grande e ardente era il meriggio su i Campi: 58 IV| sarebbero vissuti così come egli era vissuto; e poi sull'alto 59 IV| pagliaio. Ma ne la stalla era una dolce frescura perchè 60 IV| giungeva a casa il desinare era già fumante sul desco, e 61 IV| anima, conviene dire che non era la memoria che rintracciava 62 IV| rintracciava quei versi, ma era la divinità stessa di questi 63 IV| questi nostri campi latini, era la mistica e tacita maestà 64 IV| ricordarsene.~ ~Il sole era sparito; il canto dei grilli 65 IV| una larga via maestra.~ ~Era la via Flaminia.~ ~Per quella 66 IV| tristezza lo invadeva: ma era cosa di breve durata, perchè 67 IV| quella potenza di Roma era stata destinata a diffondere 68 IV| quadretti di santi minori: v'era S. Giuseppe col bastone 69 IV| Così che l'oggi non solo era uguale al dimani, ma le 70 V| parlare alquanto.~ ~Egli era stato un cospiratore e un 71 V| gloria niuna interruzione v'era stata; perchè i re barbari 72 V| una trattoria vicina, gli era avvenuto d'incontrarsi, 73 V| leggendo, e corse ad aprire.~ ~Era la giovane vicina.~ ~Un 74 V| suo regno.~ ~La pupilla era quasi vitrea; i capelli 75 V| luce immota, e il tempo era segnato dal fungo del lucignolo 76 V| sbiadiva la luce.~ ~L'uomo si era seduto lì accanto e stava 77 V| che non fosse. L'occhio era spaventosamente aperto e 78 V| Fissò prima la madre che era ricaduta sui guanciali, 79 V| riprese la vita di prima, ed era così stanca e disfatta che 80 V| piaciuto.~ ~Ed ella che era sola e triste, accettò.~ ~ 81 V| patita figura di donna si era sciolta come neve, sì che 82 V| ignorare a lei stessa che era giovane e piacente, ma rifioriva 83 V| sorriso, diceva che ella era ancora bambina, anzi la 84 V| raccontò la sua storia che era assai semplice: suo padre 85 V| assai semplice: suo padre era stato per più di trent'anni 86 V| tener lieto il suo nido. Era un uomo sempre sereno, quasi 87 V| gli anni passati, quand'era giovanotta, in Edimburgo: 88 V| giovanotta, in Edimburgo: v'era una casa piccina ed un orticello, 89 V| mai d'ascoltare: quello era il suo unico svago, perchè 90 V| desiderio di carnalità.~ ~Egli era oramai maturo d'anni e di 91 V| quella volta la giovanetta era più sconsolata che mai e 92 V| sconsolata che mai e la sera era fredda e tetra: da' suoi 93 V| la sua stanza, che vi si era rinchiusa e più non si faceva 94 V| Il dottor Lorenzo era vissuto fino allora con 95 V| esiglio il tenue peculio era sul finire, e però ella, 96 V| Invece la giovane donna si era tutta obliata ne la sua 97 V| suoi vecchi abiti di quando era giovinetta, e cantava certe 98 V| memoria, finchè il bimbo si era addormentato.~ ~Se poi il 99 V| cuore; e perchè come medico era più valente di quello che 100 V| ogni altro sentimento.~ ~V'era in Roma un prelato che era 101 V| era in Roma un prelato che era suo lontano congiunto, e 102 V| conviene dire di un prete che era parroco di quella terra 103 V| chiamava Don Leonzio ed era grande amico di G. Giacomo.~ ~ 104 V| la sua condizione e però era triste e pieno d'ombra.~ ~ 105 V| Di lui si sapeva che era stato prolegato in alcune 106 V| che già da quel tempo si era dimesso da ogni pubblico 107 V| suo paese natio e quivi si era ritirato sdegnosamente.~ ~ 108 V| cavalluccio slombato. Il fanciullo era già alto per la sua poca 109 V| mondizia del bimbo? Forse era l'anima de la madre morta, 110 V| stretta relazione col dottore, era rimasto come incantato di 111 V| così serio e compassato com'era; e ogni volta che passava 112 V| diritte, ma il cuore di lui era lontano lontano.~ ~ 113 VI| CAPITOLO VI.~ ~L'estate era passata e Don Leonzio si 114 VI| campi in cerca di sole. Poi era venuto il novembre e tutto 115 VI| il novembre e tutto il dì era una pioggerella fine fine, 116 VI| villetta che da pochi istanti era suonata l'avemaria e le 117 VI| ad entrare.~ ~La cucina era grande e luminosa. Sul focolare 118 VI| un lieve tepore. In mezzo era una tavola grande di pulita 119 VI| che il dottor Lorenzo si era fatto muto e guardava con 120 VI| dai suoi professori e che era uno dei primi.~ ~- Insomma 121 VI| Questi che fin'allora si era rimasto ad ascoltare quella 122 VI| seguitava dicendo che non era ragione di allevare tutti 123 VI| coltura, e che per lo meno era cosa strana vedere tutti 124 VI| stata nel tempo avvenire.~ ~Era nel suo pensiero tutto un 125 VI| gioventù italica; perchè non era solo la generazione presente 126 VI| morte, quando il corpo che era velo e carcere, si è sciolto 127 VI| giorno che quell'imagine gli era più viva in mente, passando 128 VI| giovinetto savio e ubbidiente; ed era bello e forte come novella 129 VII| giorni dopo Lamoricière era vinto, Pimodan ferito a 130 VII| dire che se ciò avveniva era perchè Dio lo voleva; e, 131 VII| perchè Dio lo voleva; e, se era un bene, non sarebbe tardato 132 VII| anni e diceva che tutto era un bene, una benedizione 133 VII| ragionava di suo figliuolo che era a la Università e dava molto 134 VII| umane.~ ~Ma un nuovo fatto era avvenuto che volse in tristezza 135 VII| tanto che quello che prima era dieci, ora era diventato 136 VII| che prima era dieci, ora era diventato quasi il doppio; 137 VII| ove non solo il ritardo era gravemente multato, ma era 138 VII| era gravemente multato, ma era detto che non pagando entro 139 VII| nuova.~ ~Disse che il suo era ben poco; appena tanto da 140 VII| volta con un certo tale che era cavaliere e agente de le 141 VII| grano e de le altre derrate era di fatto cresciuto, come 142 VII| dottore, a dire il vero, gli era venuto un po' in uggia, 143 VII| aveva detto che il mondo non era quale tu imaginavi! Il progresso 144 VII| anima si riposa. -~ ~Eppure era cosa triste vivere così; 145 VII| eterna.~ ~Ma G. Giacomo non era un teologo nè un asceta, 146 VII| faccia in pochi anni: tutto era stato intonacato e imbiancato.~ ~ 147 VII| vere perchè erano nuove. Era per le vie un affollarsi 148 VII| campagne la vita di un tempo si era sensibilmente mutata in 149 VII| volgere d'anni: la terra era suddivisa in poderi più 150 VII| ognuna di quelle possessioni era una casetta rustica ed in 151 VII| La coltivazione stessa era stata mutata per modo da 152 VII| il consenso e l'influsso: era come un derivare a spiagge 153 VII| continuo del suo Giorgio che era ritornato in patria e trionfava 154 VII| Aveva oramai vent'anni ed era un giovanotto gagliardo 155 VII| in secondo grado e però era chiamato a partecipare de 156 VII| famiglia di sua madre, che si era stabilito in quella città 157 VII| risovvenne di quel suo cugino che era ricchissimo, almeno a quello 158 VII| vecchio soprabito nero che era quello de le nozze, baciò 159 VIII| chiamato! -~ ~La macchina s'era fermata, ma non cessava 160 VIII| figliuolo, che il treno si era mosso con aneliti e fremiti: 161 VIII| Ogni rumore del giorno era cessato, e per quelle lande 162 VIII| più fragoroso e monotono era il rombo del treno. Non 163 VIII| sonnolenti, quasi increscioso. Era pur dolce cosa l'essere 164 VIII| arrestò quasi di colpo. Si era giunti.~ ~G. Giacomo scese. 165 VIII| Giacomo scese. La macchina era lì a pochi metri davanti, 166 VIII| buona notte e se ne va.~ ~Era un albergo signorile e la 167 VIII| immondizia. Quella invece era assolutamente pulita; le 168 VIII| sacca un mezzo pollo che gli era rimasto de la colezione 169 VIII| quella roba sua. Il pollo era stato cotto la sera prima 170 VIII| con lo spago; e anche v'era un cartoccino col sale e 171 VIII| di cuoio dove il vecchio era morto. Lì invece era un 172 VIII| vecchio era morto. Lì invece era un luccicare di mobili fini, 173 VIII| scrivani molti.~ ~Evidentemente era aspettato, che, appena detto 174 VIII| affabilità. Certo in quell'ora era oppresso da affari; pure 175 VIII| chiara risposta. In verità era giunto assai inopportuno 176 VIII| suo grado, come colui che era abituato a ben diverso genere 177 VIII| lo sguardo e nel muoversi era quel non so che di umano 178 VIII| modo; e, come seppe che era nuovo de la città e solo, 179 VIII| mezzo a molta gente, che era l'ora vagabonda del vermouth 180 VIII| albergo dove cenare; ed era sì confuso e smarrito che 181 VIII| che gli si parò dinanzi.~ ~Era una sala grande, con vetriate 182 VIII| di stelle. Quella invece era una mistura di un liquido 183 VIII| ingredienti. Ad ogni modo era buona al palato, ancor che 184 VIII| si lasciava bere; ma non era il suo vino, che profumava 185 VIII| simiglianti parole.~ ~Non era privo d'ingegno il signor 186 VIII| sul volto del vecchio che era un piacere il proseguire.~ ~* ~ ~ 187 VIII| turbava e lo meravigliava era l'incessante andare de la 188 VIII| storia lo deve sapere) s'era usato ai veleni. Poi mi 189 VIII| il volto di G. Giacomo si era fatto scuro e doloroso. 190 VIII| fatto scuro e doloroso. Gli era venuto a mente il suo figliuolo, 191 VIII| essere. Pure nel vestire era anche in lei la pretesa 192 VIII| vero? Lui (e l'arguirlo era facile) ha il suo impiego, 193 VIII| dopo colezione - la quale era stata succolenta, e le bottiglie 194 VIII| genio. Dieci anni or sono era un miserabile giornalista, 195 VIII| Ma il vecchio non udiva: era come atterrito.~ ~ ~Quelli 196 VIII| convincimento doloroso che era ne le parole del vecchio, - 197 VIII| in silenzio.~ ~Il tempio era freddo e nudo, e tutta quell' 198 VIII| di uomini e di donne si era ristretta presso un pulpito 199 VIII| sfacciata. In verità non era gran predicatore e si vedeva 200 VIII| predicatore e si vedeva che era un nuovo prete che faceva 201 VIII| mammole e di primavera, era improntata da una melanconica 202 VIII| fra quella gente.~ ~Freddo era il tempio; ma quelle parole 203 VIII| accoccolata su le calcagna era una bambina di sette od 204 VIII| avevano bastonata perchè c'era poco carbone. -~ ~Evidentemente 205 VIII| le macchine, la gente che era venuta a pregare in quella 206 VIII| fronte! -~ ~ ~La nebbia si era sciolta in una pioggia sottile, 207 VIII| brontolava assopito e lontano, era improvvisamente scoppiato 208 VIII| incessante e montava sempre.~ ~Era l'immensa città che si destava 209 VIII| presto interrotto!~ ~Come era lieto e vigoroso quel destarsi 210 IX| Lorenzo, se ve ne ricordate. Era giovane già fatto, e sicuro 211 IX| gli s'apriva dinanzi; ed era venuto per vivere un po' 212 IX| Una volta dunque - ed era un luminoso e riposato vespero 213 IX| affliggo.~ ~Tu lo vedi; egli era stato allevato perchè vivesse 214 IX| come quegli in cui la fede era troppo viva per discutere 215 IX| de la sua casa; la cena era già pronta e la tavola fumava 216 IX| del villaggio vicino. Non era forse bene vendere le giovenche 217 X| e sua fine.~ ~Egli morì. Era l'ora che i buoi tornano 218 X| vecchio e buon Iddio non v'era!~ ~Ahimè! le povere madri 219 X| tua casa. -~ ~ ~La casa era bianca per la luna che vi 220 X| Ed anche il suo studiolo era tutto assestato e raccolto 221 X| letto vi riposava quella che era stata così buona e mansueta 222 X| grigia, la faccia scarna era adagiata su di un alto guanciale 223 X| grossa corona.~ ~Forse si era addormentata pregando; e 224 X| fiorente di giovanezza, era posata sul petto di lui, 225 X| di lui, il suo petto dove era il suo mite ed imbelle cuore.~ ~ 226 X| compiere l'opera per cui era venuto, e gliene aveva dato 227 X| nuova pietà o nuova idea era maturata in lui in così 228 X| se a quel suo viaggio si era mosso per il bene del figlio, 229 X| sue carni; forse pensò che era meglio, finchè gli era concesso, 230 X| che era meglio, finchè gli era concesso, vivere ne la vita 231 X| ma visse in quella come era vissuto suo padre, visse