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Alfredo Panzini Il libro dei morti Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Capitolo
4004 IV| radici le riarse zolle e succhiarne la vita come da mammella 4005 VIII| colezione - la quale era stata succolenta, e le bottiglie erano state 4006 VII| volgere d'anni: la terra era suddivisa in poderi più o meno piccoli 4007 VIII| fantasia con quel po' di sudiciume che i viaggiatori precedenti 4008 X| la spesa de le messe pel suffragio de la sua anima e la spesa 4009 III| poi facciano il bene come suggerisce la loro coscienza. -~ ~ ~ 4010 | sull' 4011 IV| tumido per la marea:~ ~…iam summa procul villarum culmina 4012 VI| che da pochi istanti era suonata l'avemaria e le ultime vibrazioni 4013 VI| disse a voce alta:~ ~- Suonate presto eh l'avemaria adesso? -~ ~- 4014 X| ferite si sentì venir meno, suonò il corno, sì che le tempie 4015 II| confacente ed affine a la loro superstiziosa inerzia.~ ~Io poi penso 4016 X| Il giovane giaceva fermo, supino, ne la beatitudine del sonno, 4017 VI| che vengono al vespero a supplicare i grandi santi neri; forse 4018 VII| di ferro de la macchina suppliva a molte braccia di carne. 4019 IX| i nostri antichi? E pur supponendo che il futuro possa essere 4020 VI| mente de gli scolari.~ ~E supponete pure che sia possibile di 4021 V| visse non avrebbero fatto supporre e parlava spedito l'inglese, 4022 VIII| Guardi, io le faccio una supposizione de le più arrischiate: ponga 4023 VIII| di ciò che producono, e supposto anche che volessero cessare, 4024 VI| ma il buon liquore non suscita che fantasmi dolorosi: la 4025 III| gli è necessario per la sussistenza e desse il resto a gli indigenti, 4026 VIII| attraversati la notte, provò un sussulto al cuore e come un fremito 4027 VII| oltre il tetto, cantava la sussurrante canzone a la brezza marina; 4028 IV| sotto la canzone dei pampini sussurranti; e poi altri campi di grano 4029 VI| oscillare, confondersi, poi svanire da la mente de gli scolari.~ ~ 4030 VIII| continuo che cresceva e svaniva ad un dato ritmo.~ ~Si riebbe, 4031 VIII| indignazione di G. Giacomo, svegliavano in lui la più lepida parlantina 4032 X| Ma io ti darò di più: ti svellerò da l'anima tutti i pregiudizi 4033 IX| esercito di coloro che la sventura o la natura ha colpito, 4034 VIII| filosofo: categorie di persone sventurate. Ma dica un po': se ella 4035 V| cupamente nel pensiero de le sue sventure con istraziante voluttà: 4036 VI| materiale, si possa in lui sviluppare l'ingegno se ne ha? Mio 4037 II| le tenebre.~ ~Di tutto lo svolgimento del pensiero italiano egli 4038 VIII| colorati a varie tinte: poi svoltarono in un vicolo stretto, entrarono 4039 VIII| carrozza si mosse rapida, svoltò, attraversò un dedalo di 4040 | t' 4041 VIII| orari, quadri di fotografie, tabelloni con chiavi, tessere, numeri. 4042 VI| e così dicendo levò dal taccuino un foglietto e seguitò): 4043 IV| latini, era la mistica e tacita maestà de la sopravveniente 4044 VIII| abbatte secondo che gli talenta. -~ ~- Ma il merito, signor 4045 | tali 4046 | taluni 4047 III| faccia stravolta; ed il tanfo di quei libri gli ricordava 4048 VIII| la moda o il tempo, e di tant'altre cose che non so nemmeno 4049 VIII| che scendevano su la turba tapina come raggio di sole.~ ~Perchè 4050 VIII| tavoli foggiati ad arte, tappeti, scrivani molti.~ ~Evidentemente 4051 III| giudice?~ ~Voi coprite di tappezzerie le nudità de le muraglie, 4052 II| un po' di teologia. Alto, tarchiato, con un faccione tutto a 4053 VII| era un bene, non sarebbe tardato molto ad apparire.~ ~La 4054 III| Quando l'autunno tardo incombeva su i campi con 4055 VI| grandi quadri, con le cornici tarlate e grevi: monache idropiche, 4056 V| quel petto orribile. Poi tastò il polso, e, mentre la giovane 4057 VIII| fini, bei scaffali di noce, tavoli foggiati ad arte, tappeti, 4058 VIII| porse una seggiola presso un tavolino appartato, e postogli innanzi 4059 VIII| uguale, sempre al medesimo tavolo o al medesimo finestrino 4060 VIII| lavoro primitivo in utensili tecnici che non possono essere adatti 4061 I| fretta, come dice una ballata tedesca, ed egli non molto andò 4062 V| vecchia dando lezioni di tedesco, di spagnuolo e di pianoforte, 4063 II| la lavanda a profumare i teli di lino ne le grandi arche; 4064 I| cursori del fisco, come tu temevi, a sequestrare i raccolti, 4065 VI| ho contraria opinione e temo forte che, chiamando tutti 4066 X| tu sei forte ed io ti ho temperato nel battesimo del vero.~ ~ 4067 V| Per qualche tempo si temperò un poco de la sua tristezza 4068 IV| curvano sotto lo spirito de la tempesta.~ ~Un'ebbrezza di memorie, 4069 V| canna d'una pistola a la tempia e stramazzava ai piedi del 4070 X| suonò il corno, sì che le tempie gli si spezzarono e per 4071 IX| ed accorte.~ ~È come un temporale che sorge, e l'ombra si 4072 VI| si studia per educare e temprare le nuove generazioni ai 4073 VI| percepire e di conoscere, tenacia ne l'opera, coraggio, abilità, 4074 VIII| nè si dorme più sotto la tenda; ma ogni mattina capitani 4075 VIII| una luce gelida.~ ~ ~Poi, tendendo l'orecchio, gli parve udire 4076 VIII| gemere le stagge de le ruote, tendere il collo ed i garetti ai 4077 II| qualche carrozza signorile, le tendine calate, con de' cavalli 4078 II| cui le menti ed i sogni tendono come a speglio e che si 4079 X| te; per dissipare quella tenebra di semplicità e di fede 4080 V| quando in quando, un dolore tenebrante contraeva i muscoli del 4081 V| Giacomo pur obbiettandogli la tenera età del fanciullo, gli si 4082 VII| in pace, lo vinceva una tenerezza melanconica e lagrimosa. - 4083 V| apertamente amico e la pregò di tenerlo in conto di fratello o di 4084 VIII| le macchine non soltanto tenessero avvinte a sè le tristi squadre 4085 VIII| eredità di G. Giacomo, gli tenne compagnia quasi due ore 4086 X| visione, ogni utopia che tenta sottrarsi a l'inesorabile 4087 VI| coraggio, abilità, astuzia nel tentare ne lo infingersi e via dicendo, 4088 IX| errore e nel falso. E questi tentativi stessi di conciliazione 4089 II| grandi colpevoli che avevano tentato di traviare l'umanità dal 4090 V| quegl'anni d'esiglio il tenue peculio era sul finire, 4091 VI| queste barriere del governo teocratico saranno abbattute, come 4092 IV| così che eglino, come narra Teocrito, più non osavano di spingere 4093 II| studiava filosofia e un po' di teologia. Alto, tarchiato, con un 4094 IX| de la fede e de la morale teologica, le coscienze incapaci di 4095 VII| Ma G. Giacomo non era un teologo nè un asceta, ma soltanto 4096 II| Senato romano al console Terenzio che vinto da Annibale, per 4097 II| i giri dell'orazione che terminavano con un bel esse videatur 4098 VIII| elevarsi altissimi, con terrazze sorrette da cariatidi sporgenti 4099 VII| l'alto del settimonzio, terribile, folgorante di gloria e 4100 VIII| Poi venne la zuppa in una terrina d'argento, fumante ed odorosa.~ ~ 4101 V| con voce indefinibile di terrore e di dolore: - È morta? -~ ~- 4102 V| scarpine lucide, le calze nere, tese ed allacciate sopra il ginocchio.~ ~ 4103 VIII| Una guardia gli prese la tessera, la forò; gli aperse lo 4104 III| rigogliosa.~ ~La filavano e la tessevano le donne ne la stalla, quando 4105 VIII| che siano, furono filati e tessuti a casa mia.~ ~E queste poche 4106 II| i monumenti e i luoghi, testimoni dei fatti, facevano quasi 4107 II| che sembravano stare lì a testimoniare la fragilità di ogni impresa 4108 V| mai e la sera era fredda e tetra: da' suoi capelli fumava 4109 VIII| porta di un gran casamento tetro e scomparvero in un andito 4110 VIII| Si trovò sotto una grande tettoia, dinanzi ad uno spiazzale, 4111 VIII| quelli specchi vide avanzare timidamente la sua povera figura di 4112 VI| sono per natura un po' timide e disdegnose.~ ~E poi l' 4113 VIII| spazzacamino con voce un po' timorosa:~ ~- Accendiamo il fuoco. -~ ~- 4114 IV| il pasto de la sera e si tinge in alto ai rossi incendi 4115 VIII| appena il frontone in alto si tingeva d'una lieve zona di luce, 4116 III| la farmacia e il vecchio tino avrebbe anche per lui stagionato 4117 VIII| fondo si perdevano in una tinta azzurra i colli e le montagne 4118 VIII| vistosi e colorati a varie tinte: poi svoltarono in un vicolo 4119 IX| assurgere quando che sia ad un tipo umano consentaneo ad essa, 4120 V| Italia, divisa, soggetta ai tiranni, ma benedetta dal sole! 4121 IX| non so quale libertà, la tirannia sia stata più dura, giacchè 4122 VI| piante ancora ignote, essere tirati su come fossero tanti cedri 4123 VI| loro ragionari, il dottore tirava in questione l'odio dei 4124 II| si leggeva serenamente di Titiro che sta seduto all'ombra 4125 X| la tua giovanezza oramai tocca e matura il suo fiore; e 4126 VII| mille lire gli sarebbero pur toccate di sua parte.~ ~Rispose, 4127 VIII| commensali! Sedevano impettiti, toccavano appena le vivande con la 4128 IV| perduta l'eco dei dodici tocchi a la parrocchia, e grande 4129 VI| Lui poi ritornerebbe al tocco per l'ora del pranzo…~ ~- 4130 IV| su di poderosi cavalli, o togati, ne la curia, col braccio 4131 VIII| che ella combatterebbe per togliere ad altri quello che altri 4132 VIII| poi col medesimo diritto toglierebbe a lei. Non le pare ciò assurdo? -~ ~- 4133 VIII| mezzo a una luce scialba che toglieva la vista; e il convoglio 4134 VIII| levarlo da l'imbarazzo.~ ~Gli tolse il pastrano, gli porse una 4135 VI| infine quando parve ora, tolsero commiato promettendo che 4136 VII| 59 a l'anno che Roma fu tolta al Pontefice, gli avvenimenti 4137 VII| faceva quei vecchi compiti, tolti da la storia romana e da 4138 VIII| perchè lo spaventa e gli ha tolto ogni pace. Ma quegli risponde: - 4139 X| Giacomo ritornò ne la sua tomba; e intanto per la cilestre 4140 I| Agostino , nè Lattanzio , nè Tommaso da Kempis; d'altra parte 4141 VIII| spazzacamino con una bella faccia tonda e rossa come una mela settembrina, 4142 III| sentito girar la chiave ne la toppa.~ ~Il figliuolo scese in 4143 VIII| voce piuttosto insolente, torcendo e levando in su il volto 4144 VIII| le vie, non varrebbero a torcere d'un millimetro il cammino 4145 II| reggere la vanga che il torchietto in coro. Del resto nessuno 4146 X| de la lucernetta, usciano torme di cavalieri andanti e pompe 4147 VI| vedere il mio figliuolo tormentato a quel barbaro modo per 4148 I| buoni morti, se i morti tornassero; ed allora il ritorno sarebbe 4149 II| Napoleone; ma poi tutto era tornato come prima, non altrimenti 4150 II| cavalcate di gente d'armi, di tornei, di belle e forti opere, 4151 II| gran diana a le coscienze torpide ed avvinte ancora al sogno 4152 X| preghiere di tutti; che è torre eburnea, salute de gli infermi, 4153 II| oggi rimangono solo due torrioni ad uso di carcere. Allora 4154 V| guanciali dove posava un torso spaventosamente scarno ed 4155 VIII| per erte, giù per declivi tortuosi, o entro gallerie cupe e 4156 VIII| quelli immensi sotterranei di tortura quali si vedono ne le antiche 4157 VIII| lampadari, del vasellame, de le tovaglie: in uno di quelli specchi 4158 VIII| bottiglia; l'avvolse in una tovagliuola, la stappò, ne forbì l'orlo 4159 III| pentola di minestra, un bel tozzo di pane ed un bicchier di 4160 VIII| fruttivendoli, senza lasciare traccia di sè a l'infuori che a 4161 VII| niente. Non voleva mica trafficare lui col prodotto de' suoi 4162 VII| la vita! Commerci, faccia traffichi col grano, con l'uva, con 4163 III| è suo e ne vorrebbe far traffico o usura ed ammassare dei 4164 VIII| lasciava dietro di sè lunghi traini di merci e gli occhi spalancati 4165 II| Abitavano vecchie case che si tramandavano di padre in figlio, dove 4166 IV| perchè il tempo vi passava tramezzo, non il dolore nè il tedio.~ ~ 4167 IX| non soffri tu a vedere tramontare e cadere tanti dolci affetti, 4168 II| sbocciò al tuo raggio, oramai tramontato per sempre!~ ~Ma dopo la 4169 X| G. Giacomo; nè il lento tramutarsi del suo essere in nuove 4170 VIII| conquistare quella vita ideale, tranquilla, libera che lei s'imagina 4171 IX| per l'Egeo, si udì ne la tranquillità del tramonto una voce che 4172 V| avesse un angolo fiorito e tranquillo in quel cimitero, dove nè 4173 VIII| scivolavano allegramente i tranvai, già pieni di gente, ad 4174 V| ad una porticina da cui trapelava un filo di luce - È qui - 4175 VI| deforma quando il seme ne è trapiantato in un terreno inadatto), 4176 V| i limiti del tempio per trarre gli auspici di Roma futura; 4177 III| rendevano ed erano assai trasandati.~ ~Ora egli ci prese tanto 4178 VI| tutto il mare e monta e trascina in alto chi di buon grado 4179 II| sono dure a cadere e si trascinano morte per lungo tempo: ma 4180 VII| sentiva invincibilmente trascinato.~ ~* ~ ~Il dottor Lorenzo 4181 II| botti del vino nuovo; e li trascinavano grandi, solenni e candidi 4182 VIII| scintille e di ottoni, che trascinavasi dietro il profumo dei campi 4183 II| governo.~ ~Il più del tempo lo trascorrevano in quei loro palazzi; d' 4184 VI| fatale.~ ~Gli eroi de le età trascorse, i martiri, i poeti combattevano, 4185 V| buona fra l'esule e l'orfana trascorsero alcuni mesi.~ ~ ~ ~Ora fu 4186 IX| leggendo la storia dei tempi trascorsi, ti è mai avvenuto di abbatterti 4187 IX| costumi dei nostri tempi sono trascurati o avuti in conto di errore. 4188 II| visto come veramente si trasfigurò il Signore, e Michelangelo 4189 VIII| de l'accumulazione, che trasforma senza alcun rischio il danaro 4190 VIII| numero infinito di salariati; trasformare gli arnesi del lavoro primitivo 4191 X| se dai nostri occhi si trasfuse ne l'anima tua quest'anima 4192 X| fatale eredità di errori trasmessi col sangue; ti strapperò 4193 X| cui si pasce, e che ella trasmuta nel fiore de la speranza, 4194 VI| riderebbero di voi che sognate di trasmutare questo fango de l'anima 4195 V| quel prete che si avviava trasognato e solo verso la morte.~ ~ 4196 VIII| rispose il vecchio - se si trattasse proprio di liberare tutta 4197 VII| il telegrafo, la posta, i trattati di commercio, le società 4198 VII| entusiasmo come si fosse trattato di cosa viva e di grande 4199 VII| speranza di maggiori guadagni o tratti da la bufera di questa nostra 4200 V| per rifocillarsi, in una trattoria vicina, gli era avvenuto 4201 | traverso 4202 II| tempio, in certe sue arche di travertino, rinchiuse i poeti, gli 4203 II| si conciava, tanto che le travi del celliere scomparivano 4204 II| colpevoli che avevano tentato di traviare l'umanità dal sentiero de 4205 I| c'incalza senza tregua e travolge. -~ ~ ~Molti risponderebbero 4206 VIII| folla dei viaggiatori lo travolse ne la discesa dai vagoni, 4207 V| Un giorno si trovò come travolto da un torrente di fuga ed 4208 I| presente c'incalza senza tregua e travolge. -~ ~ ~Molti 4209 VI| l'entusiasmo la voce gli tremava come di pianto. Solo si 4210 VI| ultime vibrazioni ancora tremavano ne l'aria ferma ed umida 4211 VIII| sorge da quella turba un tremito indistinto di ultime preghiere; 4212 II| fondo a le lunghe navate un tremolare di candele su per l'altare 4213 V| padre era stato per più di trent'anni precettore in una scuola 4214 VII| fuggiva come invasato sul suo trespolo. Un'altra volta gli ragionava 4215 VIII| il giornale, il libro, la tribuna, le linee ferroviarie ne 4216 VIII| milioni, anche passando per i tribunali, è sempre una persona molto 4217 II| Sacramento, si udivano scoppi e trilli di rondini che nidificavano 4218 VIII| tutti stavano gravi; e nel trinciar le vivande e ne l'usar le 4219 X| de l'esistenza. Va! Va e trionfa, perchè tu sei forte ed 4220 VIII| manifestazione de la moda trionfante: abiti da passeggio corretti, 4221 X| il bel sereno, ridente e trionfatrice de la materia; nè il regno 4222 VII| era ritornato in patria e trionfava proprio davvero; stampava 4223 VI| volere che i figli propri trionfino? Domandatene a G. Giacomo 4224 VIII| vi sia, anche se avessero triplo salario che non hanno. Ma 4225 VII| Mentre egli viveva in queste tristezze, gli intervenne un caso 4226 VIII| di giornali sbucavano dai trivi urlando le ultime notizie 4227 VIII| elegante signore, molto tronfio e sdegnoso - quegli è riuscito 4228 V| volterriani, carbonari, nemici del trono e de l'altare. Voci male 4229 | troppi 4230 VII| partenza del babbo. L'asinello trottava lesto su la via bianca a 4231 VI| opere ed i consigli: invece trovano più affinità con i mediocri 4232 VIII| nuove produzioni, lanciarle, trovar nuovi sbocchi al commercio: 4233 VI| La prima sera che si trovarono a veglia da G. Giacomo fu 4234 VIII| l'opprimeva, pensando di trovarsi solo ed ignoto in quella 4235 I| natura, senza che queste si trovassero in disaccordo con quelle; 4236 V| lavorare sino a quell'ora; l'ho trovata così come è adesso su la 4237 VIII| dopo molti anni, li avrebbe trovati così come quella famiglia.~ ~ 4238 IX| Giacomo, così che sovente si trovavano assieme a conversare o a 4239 VII| impiego e vedrai come si troverà contento. Che cosa vuoi 4240 VI| meccanismo di studi, si troveranno ad aver percorsa la via 4241 VIII| non avesse del suo, non troverebbe con tutti i suoi scrupoli 4242 VIII| sono detto, che io certo mi troverei infelicissimo se dovessi 4243 IX| ricerca spassionata del vero troviamo un piacere se non lo stesso, 4244 VIII| fogge peregrine, cappelli a tuba, baffi irti, cravatte e 4245 II| giungessero clangori di tube e di litui o apparissero 4246 IV| finche veniva l'ora che dai tuguri s'alza il fumo per il pasto 4247 VI| canto la madia capace e tumida. La signora Paola ed una 4248 IV| fiotto che sale nel mare tumido per la marea:~ ~…iam summa 4249 VIII| de la civiltà, senza il tumulto de le passioni, il cozzo 4250 I| nuova gente non è venuta a turbarci: il bifolco e la sua famiglia 4251 IV| conoscevano. Allora il suo spirito turbato da quegli antichi fantasmi, 4252 VIII| Ma ciò che sopra tutto lo turbava e lo meravigliava era l' 4253 VIII| del cielo! -~ ~Rivedeva le turbe de la vigilia affaticantisi 4254 V| babbo; cioè un giubbetto turchino scuro con un collare di 4255 IV| di raccogliere il grano turco e si vegliava sotto la capanna 4256 II| cheta montava un profumo di turiboli acre d'incenso ed un gemito 4257 IV| suono ed il richiamo a le turme de' cavalieri, ben saldi 4258 VI| verità, che può darsi sia tuttora in fondo al pozzo e vi debba 4259 VI| essere giovinetto savio e ubbidiente; ed era bello e forte come 4260 IV| mortificata da la fede e dall'ubbidienza.~ ~Egli rivedeva le legioni 4261 II| da le mura si stendevano ubertosi piani e colli e il mare 4262 VI| l'essere schiacciato ed ucciso, ciò non riguarda me, ma 4263 VIII| tendendo l'orecchio, gli parve udire come un lamento continuo 4264 VIII| confortare un umile ed ignorante uditorio.~ ~Tuttavia non mancava 4265 II| adorazione del Sacramento, si udivano scoppi e trilli di rondini 4266 VII| gli era venuto un po' in uggia, perchè un'altra volta che 4267 VI| poco le cose stesse, in uguali scuole, determinando il 4268 I| arrampicavano i tronchi de gli ulivi - gentile pianta latina - 4269 I| dove maturava la spica e l'ulivo e dove egli visse la sua 4270 IX| savio. Ora sappi che i fatti umani non si debbono giudicare, 4271 IV| cadunt altis de montibus umbrae.~ ~Vero è che per bene intendere 4272 V| città de le Marche e de l'Umbria e che nel reprimere ogni 4273 VI| tremavano ne l'aria ferma ed umida de la sera. Le due finestre 4274 VIII| primo gelo de le coperte umidicce, incrociò le mani sul petto 4275 VIII| città vi sono i buoni, gli umili, i dolorosi che vengono 4276 IV| Una beatitudine, fatta di umiltà e di rassegnazione, lo faceva 4277 VI| per fartene persuaso) a undici anni studia l'italiano, 4278 | une 4279 | uni 4280 V| ascoltare: quello era il suo unico svago, perchè avea tanto 4281 VIII| e sacri; ma una pianura uniforme si stendeva a perdita d' 4282 VI| quando ella sarà tutta unita, tutta forte; ricca di opere 4283 VII| tutti quegli agi che per la universalità de gli uomini non è possibile 4284 VIII| lasciato: spalliere di poltrone unte e consunte, mozziconi di 4285 VIII| elettrici, ne l'afa putre e untosa, gli si improntarono ne 4286 II| pontefici, tutta del resto untuosa ed austera ne le pratiche 4287 VIII| avea cotto anche quattro uova, poi aveva tutto avvoltolato 4288 I| fulmine non ci percosse e l'uragano non ci divelse; ma stiamo 4289 VIII| presunzione, con così schietta urbanità, come uomo parla ad uomo, 4290 III| la seggiola.~ ~Mandò un urlo, abbracciò il babbo, lo 4291 VIII| trinciar le vivande e ne l'usar le stoviglie adempivano 4292 I| sacra ai buoni dei Lari, ora usata solo a condire i capponi 4293 VIII| storia lo deve sapere) s'era usato ai veleni. Poi mi sono domandato 4294 X| al lume de la lucernetta, usciano torme di cavalieri andanti 4295 VI| tutta quella gente dotta che uscirà da le vostre scuole, sarà 4296 IV| indistinto o fremito di vita che uscisse da la terra stessa e da 4297 III| vorrebbe far traffico o usura ed ammassare dei soldi. 4298 VI| loro di immediata e pratica utilità. -~ ~- D'altra parte - rispose 4299 X| sentimentalità, ogni visione, ogni utopia che tenta sottrarsi a l' 4300 VIII| sognatore del passato nè un utopista de l'avvenire, e nemmeno 4301 | utrum 4302 V| CAPITOLO V.~ ~In quel contado, poco 4303 VII| dei campi già cominciava a vacillare e a scomporsi.~ ~Molti che 4304 VI| il mio figliuolo studi e vada avanti; e non ho altra paura 4305 VIII| molta gente, che era l'ora vagabonda del vermouth e de l'assenzio!~ ~ 4306 V| certe sue cantilene dolci e vaghe che le rifiorivano ne la 4307 V| la nenia de la madre che vagheggiava il bimbo) e lo vinceva un 4308 II| o a le notti d'inverno, vagheggiavano il tempo quando il babbo 4309 VIII| pensieri confondersi in un vago assonnamento e come vinto 4310 VIII| alcuni si ricorda che il vagone di terza classe li aveva 4311 VIII| travolse ne la discesa dai vagoni, nel marciapiede d'asfalto 4312 IX| vedo triste e spesso te ne vai come smemorato. Che hai 4313 VIII| capitale, precipitando come valanga, staccò da le loro piccole 4314 VIII| un mercato universale e, valendosi del telegrafo, de la stampa, 4315 VI| tutti i mezzi per farsi valere. Ma queste, tenetelo a mente, 4316 X| Morte gli parve che tanto valesse conoscere il vero come vivere 4317 IX| che le congiunte energie valgano ad assicurare il benessere 4318 IX| perchè coloro che oggi si valgono dei materiali progressi 4319 VIII| smisurate e monotone. Il treno valicava le pianure, echeggiava su 4320 VIII| le nuove fatiche! Giù le valigie da le reticelle, addosso 4321 IV| cresceva per le chiostre de la vallata.~ ~* ~ ~La cena è lieta 4322 VIII| commercio di ogni genere di valori negoziabili, le operazioni 4323 III| Questo capitale si poteva valutare circa a dieci mila scudi, 4324 I| nemmeno per voi, che siete vane ombre; voi ci ricordate 4325 II| parevano più atte a reggere la vanga che il torchietto in coro. 4326 IX| mendicare a continui errori ed a vani sogni un bene contrario 4327 X| bambola mistica, simbolo vano, che pur diventa realtà 4328 IX| derise; e vedi costoro che si vantano di essersi liberati da questi 4329 II| anche ne l'età di mezzo vantarono gloriosi ricordi ne la storia 4330 VI| figliuolo (non dico per vanto ma per fartene persuaso) 4331 VII| irrompeva la macchina a vapore stridendo e fischiando e 4332 II| anche oggidì, benchè la vaporiera vi passi da presso tutta 4333 X| Giacomo! Le rondini già varcano il mare, le viole sbucano 4334 VII| di morte, erano state in varii punti abbattute e per quella 4335 VIII| gli affissi de le vie, non varrebbero a torcere d'un millimetro 4336 VIII| scintillare dei lampadari, del vasellame, de le tovaglie: in uno 4337 I| gigli e di maggiorana per il vaso de la Madonna, nei giorni 4338 V| figura nera di prete, la si vedea passare per i sentieruoli 4339 X| cavaliere nessuno.~ ~Allora, vedendosi vicino a morte, si piegò 4340 IX| avviene? Certo che è doloroso veder cedere i puntelli de l'edificio 4341 VIII| essere felici, perchè a vederli in faccia sembrano assai 4342 V| gutturali ed aspri, specie poi a vederlo così serio e compassato 4343 VIII| sotterranei di tortura quali si vedono ne le antiche incisioni.~ ~- 4344 X| sua casa, ora solitaria e vedova, scendeva ne l'ineffabile 4345 VIII| più conforme a natura, e vedrà che la vita le sembrerà 4346 VII| avere un bell'impiego e vedrai come si troverà contento. 4347 VI| dottore - è ben poca cosa. Voi vedrete i nostri figli! Come l'ameranno, 4348 VI| religione e di morale; poi se vedrò che abbia testa, andrà anche 4349 VII| quando sarai morto? che ci vegeti su come una pianta? -~ ~ ~ 4350 IV| attorno a le spighe: le donne vegliarono sino a notte tarda ad impastare 4351 IV| raccogliere il grano turco e si vegliava sotto la capanna sino a 4352 X| quando tua madre ed io ti vegliavamo ne la culla, da quando seguivamo 4353 VIII| di carrozzelle: uomini, veicoli, tutti in fuga, curvi, sotto 4354 V| macchinalmente lo scotimento del veicolo, lasciava lente le redini 4355 VIII| quelle poche braci che già si velavano di cenere.~ ~- Ma ti bastano 4356 II| furia del vento e de le vele fu trasportata oltre.~ ~* ~ ~ 4357 IX| non so in che punto, che veleggiando una nave per l'Egeo, si 4358 VIII| deve sapere) s'era usato ai veleni. Poi mi sono domandato come 4359 III| i campi con i suoi grigi veli di nebbie e di pioggie, 4360 X| affrettava di giungere e andava veloce chè veloci vanno i morti, 4361 X| giungere e andava veloce chè veloci vanno i morti, come dice 4362 VIII| sospingevano innanzi le vetrine; i venditori di giornali sbucavano dai 4363 VII| memorabili!~ ~Il dottore avea venduta la sua vecchia rozza e comperato 4364 I| nè il tuo figliuolo ha venduto la tua villa a qualche ricco 4365 | venendo 4366 III| e la zia ripose con gran venerazione quegl'indumenti in un cassone 4367 VII| Custoza, la cessione di Venezia e in ultimo la presa di 4368 | Veniamo 4369 VI| sarebbero ritornati la sera veniente.~ ~* ~ ~Ritornarono; tanto 4370 | vennero 4371 IV| di quel giorno nell'anno venturo.~ ~* ~ ~E i capelli intanto 4372 | venuti 4373 VIII| boscaglie, fiumi d'acqua verdastra e cupa, praterie, su cui 4374 III| fuori de le zolle e faceva verdeggiare i campi e richiamava in 4375 VIII| differenza fra la vergine vereconda e laboriosa e la fanciulla 4376 V| luce di giovinezza serena e verginale.~ ~L'uso di una vita affaticata 4377 X| vita. Auliva la stanza di verginità rifiorente in quella casta 4378 VIII| sentimento, dovrebbe arrossire di vergogna!~ ~Le salse ed i vini preziosi 4379 II| cingevano con una bella fascia vermiglia ed uscivano a spasso fuori 4380 VIII| era l'ora vagabonda del vermouth e de l'assenzio!~ ~Quel 4381 III| che non ne hanno, molto verosimilmente avverrebbe una di queste 4382 | verrà 4383 | verranno 4384 III| campagna?~ ~Ella rispose che vi verrebbe volentieri.~ ~Egli le disse 4385 II| le file dei salami, de le vesciche di strutto, dei prosciutti 4386 VIII| sempre portare avanti dal vessillifero per incoraggiare l'esercito 4387 IX| purchè resti in piedi il vessillo ed il fato si compia! -~ ~ 4388 VIII| altro scese dal letto, si vestì e dopo non lieve fatica, 4389 VIII| membra entro le sue misere vesticciuole di cotone, con un senso 4390 VIII| viaggio: gente sonnolenta, vestita di strane fogge, che dopo 4391 VII| le scuole, le ragazze ben vestite, secondo che porta il costume, 4392 V| ai giardini. Vedi che bel vestitino gli ho fatto! Io sembrerò 4393 V| sotto le ciglia folte.~ ~Vestiva con una certa austera eleganza 4394 VIII| qui non appaia, giacchè vestono tutti ad un modo e vanno 4395 II| prosperava la gramigna ed il vetriolo, o si coprivano di gialla 4396 VIII| carri, rapido e sonoro de le vetture.~ ~Si vedevano come uscire 4397 II| compiti, come il discorso di Veturia a Coriolano, la descrizione 4398 IX| le hai imparate ne' tuoi viaggi in terra di Germania? Allora 4399 VIII| la sua corsa.~ ~Il nuovo viaggiatore si sentiva, a poco a poco, 4400 I| che fu giunto presso un viale di alberi dietro i quali 4401 I| ed aerei; e dentro erano viali di mortella, cespi di crisantemi 4402 VIII| le carrozze, l'urto de' viandanti con una grazia giovanile 4403 VIII| smisurati: framezzo donne che vibravano da tutta la persona profumi 4404 VI| suonata l'avemaria e le ultime vibrazioni ancora tremavano ne l'aria 4405 V| suo pensiero a tempi ed a vicende lontane: fin da quando Romolo 4406 VIII| dei pini de le boscaglie vicine.~ ~Ogni rumore del giorno 4407 VIII| tinte: poi svoltarono in un vicolo stretto, entrarono ne la 4408 II| terminavano con un bel esse videatur in fondo, riscotevano il 4409 IX| ordigni in un opificio che io vidi, e teneva a sè avvinti centinaia 4410 VI| lascierai crescere così, come vien viene, in queste campagne? -~ ~- 4411 II| piuttosto anche perchè certe viete abitudini sono dure a cadere 4412 X| aperti ne le tenebre, e pur vigilava.~ ~Ecco la stanzettina da 4413 III| si fa bello il grano e la vigna sono del Signore, cioè di 4414 VIII| ancora la sua villetta fra i vigneti e le biade? Quasi gli pareva 4415 II| incominciare la vita con rinato vigore.~ ~E così fuggivano gli 4416 VIII| il collo ed i garetti ai vigorosi cavalli.~ ~Ma su le rotaie 4417 | VII 4418 | VIII 4419 VII| andate ad un prezzo anche più vile di prima, non sarebbe importato 4420 VIII| sue prime prove in corpore vili.~ ~Gli illustri oratori 4421 VIII| le stazioni dei piccoli villaggi e de le borgate, attraversava 4422 IX| sarebbe andato a la fiera del villaggio vicino. Non era forse bene 4423 IV| dal collo de' buoi e la villana lava presso il pozzo le 4424 IV| marea:~ ~…iam summa procul villarum culmina fumant,~ ~maioresque 4425 X| trascinando l'aratro, fumano le ville, e dai sommi monti cadono 4426 VI| quella che chiamava la sua viltà, quando fece domanda d'essere 4427 VIII| i vincitori che contano, vincano a torto o a ragione. G. 4428 V| dottore ne ebbe pietà, e vincendo ogni ritrosìa, le si proferse 4429 X| sorrise ancora radiante e vincitrice da la sua tela.~ ~* ~ ~Lo 4430 II| classi nobili o ricche per vincolo di riconoscenza, per speranza 4431 II| frittelle, il vino ed il vinello, l'olio che si riponeva 4432 V| sagacia ed una risolutezza violenta e spesso crudele; ma dopo 4433 VIII| carrozza e ve lo ribattè con violenza; e il buon uomo ebbe appena 4434 VI| facesse un allevamento di vipere? sperereste forse che abbiano 4435 IV| biancheggiava già dietro il canneto virente e la pianta del giuggiolo 4436 VII| eventi!~ ~Ti ricordi tu di Virgilio? - Iam, novus ab interitu 4437 VIII| Signore, cioè semplicemente e virtuosamente. -~ ~- Ma io non dico mica 4438 VI| ricca di opere magnanime e virtuose. -~ ~- Voi - rispose ironicamente 4439 VI| partisse e si originasse da le viscere stesse de la nazione, già 4440 VIII| si spegne su questo suolo viscido, sotto questo immenso grigio 4441 VIII| si manifesta in modo più visibile e violento. Non se ne accorge 4442 VIII| scarpettine lucide.~ ~Erano visini rosei, ridenti, su cui aleggiava 4443 X| poetica sentimentalità, ogni visione, ogni utopia che tenta sottrarsi 4444 VI| le voci chi fossero i due visitatori, e si fece loro incontro 4445 VIII| fissò per un momento quel viso scialbo, e accennando con 4446 VIII| sartine che sgambettavano vispe come passere, saltando le 4447 X| abbandona quella casa ove vissero e morirono quelli di tua 4448 IX| condurre la vita che io vissi? -~ ~- Così io penso, ma 4449 I| non valga la pena d'essere vissuta.~ ~Ora, ai nostri tempi, 4450 VIII| doloroso: ecco; li aveva visti ieri, giorno di festa, e 4451 VII| stoffe e di molte altre vistose mercanzie.~ ~Le vecchie 4452 VIII| alcuni dolci, di quelli vistosi e colorati a varie tinte: 4453 V| intrecciava in alto odorosa ai viticci de le viti: ma egli non 4454 V| La pupilla era quasi vitrea; i capelli grigi, sparsi 4455 V| Solo le pupille, fatte vitree, ancora si tenevano rivolte 4456 III| quegli girava il suo occhio vitreo e la bocca storta senza 4457 IX| lieto di giovanezza e di vittoria, fra quella disfatta famiglia 4458 IX| era stato allevato perchè vivesse una vita come fu la mia: 4459 VII| sarebbe la società se tutti vivessero come tu vivi, e allevassero 4460 VI| chiami il tuo figliuolo, vivete in pace ed amore senza domandare 4461 II| piccoli fondi tutt'al più: vivevano, del reddito di quelli, 4462 I| qualche cosa di più, perchè vivevi fra noi e ci amavi; ti davamo 4463 VIII| d'autunno rinfrangeva i vividi raggi su le guglie, su le 4464 VI| pensi tu che il dottore voglia mandare un suo figliuolo 4465 VIII| frementi; quelle ruote, quei volanti che stridevano con l'accelerata 4466 VI| libri che si sentirebbe volare una mosca. L'hanno chiamato, 4467 VIII| sollecitudine, e quegli volendolo assai cortesemente accompagnare 4468 IX| medesimi che entreranno buoni e volenterosi combattenti in mezzo a gli 4469 | voler 4470 VI| che essi, senza nemmeno volerlo, ma per l'impedimento e 4471 | volersi 4472 | volevi 4473 VII| quale ad altra più vera vita volge il desiderio, e in essa 4474 VI| riprese mutando voce e volgendosi ad un bimbo di pochi anni, 4475 VIII| cercando anzi il modo di volgerle a suo profitto: nè credente 4476 VI| anche lui, e mentre la mamma volgeva l'occhio altrove, stava 4477 VI| corrompendo attraverso questo volgo infinito, non diversamente 4478 VIII| ma vi sono poi tutti i volontari (come i veliti ed i frombolieri 4479 II| attendeva con passiva e volonterosa obbedienza a quello che 4480 VIII| fermarsi dietro di loro, si voltarono; lo spazzacamino con una 4481 V| che erano chiamati atei, volterriani, carbonari, nemici del trono 4482 VIII| raccolse di terra un caldanino, voltò le spalle, e dritta su i 4483 V| Petrarca piangeva e fremeva sui volumi dell'antica sapienza latina; 4484 | vorrà 4485 | vorrete 4486 IX| mio figliuolo tra i suoi vortici, senza che egli neppure 4487 VIII| giravano in semicerchio vorticosamente e scomparivano.~ ~In fondo 4488 V| alta, molto austera nel suo water-proof bigio.~ ~Chi fosse non sapeva, 4489 | X 4490 | XV 4491 VIII| acciottolato scintillava sotto la zampa di cavalli frementi, guidati 4492 IV| spingere il fiato ne le loro zampogne.~ ~G. Giacomo s'avviava 4493 VIII| e consunte, mozziconi di zigari, qualche pettine o giornale 4494 VIII| notaio accese un grosso zigaro e pareva beato, le guance 4495 VI| cinquanta ragazzini, tutti zitti e curvi su i loro libri 4496 VIII| alto si tingeva d'una lieve zona di luce, s'apriva una gran 4497 VI| che, vivendo questa vita zotica e materiale, si possa in 4498 VIII| mangia e più ha fame e di zuccherini non si accontenta e le carezze