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CHE DIMENTICO DI SE ED ALTRUI
Io caddi, amico. Forse un dì lontano,
prima che morte il passo mi contenda,
a te verrò, strappata ogni altra benda,
col mio rosario e col mio cuore in mano.
Ed ogni cosa adagerò pian piano
sovra le tue ginocchia, onde tu apprenda
che sia la vita; e come invan si spenda
amor, se la gramigna ha vinto il grano.
Ma tu - se alfine l'ideal soccorre
al tuo pensier che frange in riva al Sirio,
e se di verità bella sei vago -
tu, del passato nella fosca torre,
gli antichi sogni del tuo van delirio
serra; e le chiavi affonda in mezzo al lago.