IL CASTELLO MACKENZIE
NELLA NOTTE DEL 30 MAGGIO 1904
Finalmente un pò di vita
l'ombre morte ha dissipato.
Un castello illuminato
nella tenebra infinita!
Non lo scorgo tutto, tutto,
ma dal piccolo forame
lo indovino ben costrutto
nella torre snella e ardita.
Non pensava il castellano
che tant'occhi dolorosi
lo guardassero dal vano
d'una piccola finestra!
C'è chi sogna di lontano
o signore avventurato.
C'è chi sogna anche dal vano
d'una piccola finestra!
Un castello illuminato!
Che ne dite o miei fratelli?
Non ne avete voi, castelli?
Non ne avete mai sognato?
Com'è bello... Per brev'ora
quest'orror dimentichiamo.
Non vediamo mai l'aurora,
ma un castello lo vediamo!
Se di giorno il sol lo vieta,
lo vediamo almen di notte.
- Per noi, troppo il sole è vivo:
seppelliti come in grotte!
Non vediamo mai l'aurora
né mai sorgere la luna.
E da un buco il sol ci irride...
Ma un castello è una fortuna!
Un castello è una fortuna
anche quando è assai lontano;
e ci fa scordar la luna...
Lo pensava il castellano?
Quel signor sia benedetto,
tra le gioie senza fine!
Noi, seduti qui sul letto,
contempliamo le stelline
che coronano la torre;
e diciamo: la fortuna
è una ruota che non corre:
va più lenta della luna.
La fortuna è cieca, forse.
Per noi sì! Né val sbendarla.
Cieca e lenta... Ahi quanto corse
se tentammo di fermarla!
Spesse volte illuminammo
i castelli del pensiero.
Poi così li diroccammo
per colmarne un cimitero...
Oh le fosse non mai colme!
Giù castelli, giù castelli!
Son voragini, i pensieri,
più profonde degli avelli.
Ma di avelli or che ne importa?
D'altri canti or c'è bisogno.
Quel che splende non è un sogno!
(… Pure, un sogno fa da scorta
nell'aereo cammino
che il pensiero già percorre,
verso quella bruna torre
liberata al ciel turchino.
Bieco sogno; che non dico...)
C'è lassù molta allegrezza
di cui nostra giovinezza
gode un pò - come un mendico...
C'è lassù quel che vorrei
fosse ovunque su la terra:
c'è la pace. Qui la guerra
strugge i cuor', fratelli miei.
Com'è bello... V'ha un festino
per battesimo o per nozze?
Qui nel carcere il destino
fa il corredo ad altre nozze!
Ma che importa? Se alcun gode
suo goder non ci molesta;
per noi pure è quella festa
che sembrar vi può una frode.