Alessandro Giribaldi
I canti del prigioniero e altre liriche

INCUBO

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INCUBO

Picchia... picchia!... Di

c'è il sole; perché vuoi scender nel fosso

pieno d'oscurità?

Picchia... picchia!... Non sai

che la porta è di ferro e ch'io non posso

aprirla mai, giammai?

Vuoi tu scender quaggiù,

nel sepolcro dei vivi, o folle amante?

Ah, non insister più!

Va lunge... Ma chi sei?

La vita, c'ho lasciato a un'ombra errante

con tutti i sogni miei?

Sei la pietà, che uscì

dai cuori umani? O sei tu la vendetta

che giunge fino qui?

Picchia, picchia... se vuoi.

È di ferro la porta, e non v'è accetta

che la spezzi... Ma tu forse lo puoi!

Lo puoi? Lo puoi?... Perché

ti affatichi così, così, per noi,

ti affatichi per me?

Hai parlato? Hai tu detto:

io vengo a soffocarti, a soffocarti

proprio qui, nel tuo letto?

Oibò! Che pensi? Oibò!

Io vengo a liberarti.

Sono la Morte... la Morte lo può.


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