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PER UN PRIGIONIERO SUICIDA
Pietà quale sorella - e buona e pura -
o del male fatal misero figlio
e di sventura.
E pianga quel che gli uomini non sanno
pianga per te, per quelli cui fu vanto
pianga pe' tuoi compagni dissennati,
prepongono tra' vortici sparire
pianga per l'innocente, cui travolge
e d'ogni affetto nell'orror si spolpa
di queste bolge;
pianga pe 'l giusto che del fango nega
ed immune proclama sé dal male
che tutti lega.
Peccatori, con libre van fra' rei
quei che te - peccatore -
giudicarono; ond'io t'offro il mio cuore
nei versi miei.
O chiunque tu sia, povero morto,
giustizier di te stesso,
con brune vele da per te commesso
figlio della sventura o del delitto,
sacro mi sei per questo duro esiglio
sacro mi sei come il dolore umano,
come ogni folle, come
coloro che ti trasser delle chiome
Tu certo perdonasti a lor, morendo,
non essi a te; sì, duri,
chiedeanti vivo pe' supplizi oscuri
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ma chiunque tu sia, figlio del male
ben io so quale
disperazion ti vinse, onde la sorte
accelerasti; ed ora
sacro mi sei per la fatal signora
nostra, la Morte!