Alessandro Giribaldi
I canti del prigioniero e altre liriche

PER UN PRIGIONIERO SUICIDA

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PER UN PRIGIONIERO SUICIDA

Pietà quale sorella - e buona e pura -

protegga il tuo giaciglio,

o del male fatal misero figlio

e di sventura.

E pianga quel che gli uomini non sanno

pianger verace pianto;

pianga per te, per quelli cui fu vanto

darti all'affanno;

pianga pe' tuoi compagni dissennati,

che imbelli nel soffrire

prepongono tra' vortici sparire

di oscuri fati;

pianga per l'innocente, cui travolge

la marea della colpa,

e d'ogni affetto nell'orror si spolpa

di queste bolge;

pianga pe 'l giusto che del fango nega

la miseria fatale,

ed immune proclama sé dal male

che tutti lega.

Peccatori, con libre van fra' rei

quei che te - peccatore -

giudicarono; ond'io t'offro il mio cuore

nei versi miei.

O chiunque tu sia, povero morto,

giustizier di te stesso,

con brune vele da per te commesso

al negro porto,

figlio della sventura o del delitto,

ma della terra figlio,

sacro mi sei per questo duro esiglio

ov'io tragitto,

sacro mi sei come il dolore umano,

come ogni folle, come

coloro che ti trasser delle chiome

nel reo pantano.

Tu certo perdonasti a lor, morendo,

non essi a te; sì, duri,

chiedeanti vivo pe' supplizi oscuri

ch'io bene apprendo.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Ma chiunque tu sia, figlio del male

o dell'umano errore,

o di necessità, povero cuore,

ben io so quale

disperazion ti vinse, onde la sorte

accelerasti; ed ora

sacro mi sei per la fatal signora

nostra, la Morte!


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