Alessandro Giribaldi
I canti del prigioniero e altre liriche

A GIOVANNI BELLOTTI

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A GIOVANNI BELLOTTI

Giovanni, credo il mio dolor più forte

della mia volontà; poiché sognai

d'una gran luce ch'io non vidi mai.

Mai, della vita su le buie porte!

Sempre col mio volere trionfai

d'ogni fantasma che tentò mia sorte;

ma questa luce, simile alla morte,

sì mi percosse, ond'io ben mi guardai.

E vidi me prostrato, la mia testa

levata a un monte, e su quel monte infitto

un segno che accendea fede e speranza.

Dimmi Giovanni - oh tu fratello! - è questa

la fine d'ogni mio spirito invitto?

O qualche ignota verità si avanza?

8 settembre 1903.


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