Alessandro Giribaldi
I canti del prigioniero e altre liriche

PER UN POETA MORTO

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PER UN POETA MORTO

Poiché la morte aspetto

ripenso ad un affetto

già dall'oblio falciato;

con te fosca pineta

ripenso ad un poeta

nel tempo naufragato.

.   .   .   .   .   .   .   .

Sono molt'anni, e tu

non ci ricordi più

ondivaga pineta,

pure una voce (io sento:

è il rivolo d'argento)

ricorda il suo poeta.

Dov'è? Mi chiede, invano.

Io cenno con la mano

lungi dalla pineta

È morto. Più non resta

di lui che un sogno e questa

tristezza, ch'io diffondo;

onde ritorno solo

a suscitare un volo

di rondini pe 'l mondo.

Egli è sepolto in me:

dentro il mio cuore: ed è

quest'ombra che diffondo;

questa che a volte senti

passare in groppa ai venti

e che il tuo cielo ingombra;

questa che sol ti adduce

fantasmi, ombra di luce,

invisibile ombra.


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