Henryk Sienkiewicz
Natura e vita

L'ORGANISTA DI PONIKLA. RACCONTO DELLO STESSO AUTORE.

II.

«»

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

II.

Il signor Kleu non si univa solamente per questo, con la gente che usciva di chiesa. Era tutt'altro ciò che ve lo traeva: qualche cosa che gli era più cara d'ogn'altra nel mondo, e questo qualche cosa era, diciamolo, Olka, la figlia di un mattonaio di Zagrabia.

Quella dabben fanciulla gli si era così tanta insinuata nel cuore e vi si erafortemente radicata, che egli non avrebbe potuto strapparne l'immagine nemmeno con le tanaglie. Que' suoi occhi fulgidi, quel suo visino rosato tanto grazioso, con quelle labbra del colore della ciliegia matura gli stavano sempre dinanzi, né poteva toglierseli dalla mente.

Talora diceva a stesso:

- Non potrai averla; suo padre non te la ; sarebbe meglio che tu te la cacciassi via dal pensiero. -

Erano quei momenti, nei quali egli, dal mondo dei sogni, scendeva in quello della realtà; cosa che gli accadeva di rado; e quando gli accadeva, si sentiva subito dopo preso da una terribile angoscia, dalla paura di non avere la forza di rinunziarvi. Oramai ella si era cacciata troppo a dentro nel di lui cuore.

Allora egli abbassava pieno di tristezza il capo e impiegava le intere giornate a pensare, a pensare dolorosamente sempre la medesima cosa. Non viveva che in lei; per amor suo aveva abbandonata la sua vita randagia, e quando sonava l'organo, non lo sonava che per lei sola, poichè ella era ad ascoltare.

E anch'essa, da prima, si era innamorata di quel suo magico sonare, e quel grande suo talento musicale le ispirava molto rispetto. Poi cominciò a volergli bene per lui stesso; il povero musicante diventò presto la persona più cara al mondo per lei, nonostante quel suo viso bruno e que' suoi occhi di sognatore; nonostante il suo giacchettino logoro, la pelliccia spelacchiata, e nonostante quei suoi lunghi stinchi di cicogna. Suo padre, il mattonaio, la pensava diversamente, quantunque anche lui si trovasse spesso le tasche vuote. A quel povero musicante la sua figliuola non la voleva dare, perchè la ragazza attirava l'attenzione di tutti.

- Ella - diceva il padre - fa girare il capo a tutti i giovinotti del paese, e dei dintorni; perchè dovrebbe legarsi a un poveraccio, com'è quel Kleu? -

E durava fatica a lasciarlo passare in casa, e qualche volta gli sbatacchiava con mal garbo la porta sul naso. Ma quando il vecchio Mielnitzki fu morto, la cosa cambiò subito d'aspetto. Kleu, dopo la firma del contratto col signor canonico, andò difilato dal mattonaio, e gli chiese la mano della figliuola.

- Io non dirò che la proposta debba approdare direttamente al matrimonio; - gli rispose lui - è un fatto però che con un organista impiegato fisso, se ne parla più volentieri che con un sonatore ambulante. -

Il mattonaio lo invitò in casa, gli offrì un bicchiere d'arak e lo trattò con benevola ospitalità. Essendo intanto sopraggiunta Olka, diede il mirallegro a Kleu, che era diventato un signore, che aveva la sua casetta col giardino, e che, secondo il signor canonico, era una delle più distinte persone del paese. Al giovine organista fu permesso di trattenersi in casa fino a sera con grandissima gioia sua e d'Olka; e al punto in cui incomincia il nostro racconto se ne ritornava da Zagrabia a Ponikla, sua nuova patria.


«»

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2010. Content in this page is licensed under a Creative Commons License