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III.
Era spuntato il crepuscolo della sera; i rosei riflessi di ponente fregiavano ancora a larghe strisce la vôlta del cielo e gittavano il loro splendore sulla neve, che scricchiolava sotto i piedi del viandante.
Il freddo era intenso, ma egli non vi badava; si avanzava a gran passi, riandando col pensiero gli avvenimenti della giornata.
Un giorno felice come quello non lo aveva mai vissuto.
Nel pensare ad Olka si riscaldava, e si accorgeva appena del freddo crescente.
Kleu era illuminato come da una lucente fiamma; era il sentimento della gioia, che gli riempiva il cuore, e non solamente gli albergava dentro, ma gittava anche un riflesso su ciò che lo circondava di fuori, poichè persino quella strada senz'alberi, solitaria e deserta, gli pareva piacevole.
Egli riviveva tutta quanta la giornata. Ogni menoma parola dettagli dal canonico, gli era rimasta impressa nella memoria; la firma del contratto, la risposta del mattonaio, ciò che gli aveva detto Olka.... tutto riviveva nella sua mente; tutto ritornava distinto e chiaro innanzi allo specchio della sua coscienza.
Rimasto a quattr'occhi con Olka, ella gli aveva detto:
- Per me, era bell'e decisa! Io t'avrei seguito senz'altro dovunque, anche al di là del mare, ma a riguardo di mio padre è stato meglio che sia andata così. -
Allora egli le aveva baciato rispettosamente la mano, sentendosi in quell'atto come smarrito, e nel colmo della sua gratitudine le aveva bisbigliato:
- Che Iddio te ne rimuneri, Olka, per tutta la vita. Amen! -
Ora nel ricordarsene, si vergognava un poco d'averle baciata soltanto la mano e d'averle detto sì poco, perchè sentiva, ch'ella aveva parlato sinceramente dicendogli, che lo avrebbe seguìto anche al di là del mare. Ah, che cara, che magnifica fanciulla era Olka! Come l'avrebbe fatta volentieri quella via solitaria e bianca di neve, con lei al fianco!
- O mio cuor d'oro! O mia regina! - andava fra sè mormorando.
E camminava sempre più lesto, così che la neve sotto i suoi passi scricchiolava sempre più forte, e intanto s'immergeva di nuovo in mille e mille altre riflessioni.
- Una fanciulla come Olka non può ingannare! - pensava.
E un ardente sentimento di gratitudine gl'inondava il cuore.
Se in quel momento Olka gli fosse stata accanto, egli, invero, non avrebbe potuto frenarsi, avrebbe gittato via l'oboe, avrebbe abbracciata e stretta al seno la sua amorosa, come se non dovesse lasciarla mai più. Così e non altrimenti avrebbe dovuto fare con Olka un'ora prima.... ma non è sempre così nelle più veementi passioni? Quando sarebbe tempo d'agire, o di dire apertamente ciò che ferve in cuore, ebbene, appunto l'intelligenza pare che sospenda la sua funzione, e la lingua, a un tratto, rimane come se fosse colta da una paralisi. In verità, è più facile di sonare l'organo, che di fare una dichiarazione a una fanciulla!
Mentre simili pensieri occupavano la mente del povero Kleu, le strisce purpuree, che avevano fin'ora illuminato la sera, si erano a poco a poco cangiate in nastri d'oro, e finalmente in ombre violette. Il crepuscolo si era avanzato, le stelle avevano cominciato a fare capolino dal cielo, da prima a una a una, poi sempre più numerose, guardando con fredda severità sulla terra, come avviene spesso nella stagione invernale.
E intanto cresceva il rigore del freddo, così che al futuro organista di Ponikla mordeva sensibilmente gli orecchi. Egli conosceva perfettamente la strada, quindi risolse d'accorciarla traversando i prati per arrivare più presto a casa.
Detto fatto, un momento dopo si poteva vedere la sua lunga figura bruna avanzarsi ratta sulla bianca superficie. Quella figura diveniva di mano in mano più lunga, tanto che giunse quasi ad apparire ridicola.