IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText | Cerca |
I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
Finalmente si lasciò alle spalle il prato ed entrò nel saliceto del villaggio, su cui sorgevano qua e là dei cespugli di ginepro. Egli era oramai sì stanco, che si sentì una gran voglia di riposarsi al riparo del più vicino di quei cespugli. Ma resistè alla tentazione, perchè pensò:
- Se lo faccio, muoio agghiacciato! -
Per sua sventura, intorno a quei cespugli, come pure innanzi alle macchie, de' cumuli di neve erano mulinati dal vento. Dopo che egli si fu fatto a viva forza la strada a traverso a più d'uno di quelli, gli vennero a mancare le forze, e dovette abbandonarsi giù.
- Purchè non mi addormenti, - diceva dentro di sè - se no muoio assiderato. E per non addormentarmi, voglio sonare di nuovo «La secchia verde».
Risonò, e le meste note dell'oboe echeggiarono, commoventi e tristi per i silenzi della notte.
L'organista continuava a soffiare bravamente nel suo oboe, ma sempre più spezzata e sommessa, la sua canzoncina «La secchia verde». Egli combatteva disperatamente contro la spossatezza; tutti i suoi pensieri erano rivolti a lei, a Olka. Le palpebre gli si aggravavano sempre più, parevano di piombo; un'orribile angoscia lo assalse. Come se si meravigliasse, che la sua diletta non era al suo fianco, mormorò:
Un momento dopo tentò affannosamente di gridare:
- Olka! -
L'oboe gli era scivolato dalle mani intirizzite.
Il crepuscolo del mattino illuminò a poco a poco la figura di Kleu. Era seduto; l'oboe gli giaceva ai piedi. Il suo volto livido dal gelo, pendeva in avanti, come se il povero morto stesse attento alla melodia della canzone: «La secchia verde!»