Giuseppe Giacosa
Acquazzoni in montagna
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ATTO PRIMO

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ATTO PRIMO

Sala comune all'Albergo

SCENA I.

Garbini, Carletto poi Baldassarre.

 

 

GARBINI

È possibile trovare una buona guida?

CARLETTO

All'Hôtel du Mont-Rose a Gressoney sempre: ce ne abbiamo oggi appunto una famosa.

GARBINI

Bravo.

CARLETTO

Uno svizzero patentato... Lo faccio salire?

GARBINI

Fallo salire. (Carletto esce, entra Baldassarre).[4]

BALDASSARRE

Garbini!

GARBINI

Baldassarre! (A parte) Oh mio Dio!

BALDASSARRE

Tu sei qui?

GARBINI

Arrivo.

BALDASSARRE

Chi ne capisce nulla? Ci troviamo a Pegli, prometti a mia moglie di rimanerci un mese...

GARBINI

E poi mi seccavo.

BALDASSARRE

L'Emilia era in collera con te!...

GARBINI (a parte)

Me lo dice lui! (Forte) Sono andato a Baden.

BALDASSARRE

Qualche donnetta...?

GARBINI

Per carità! Le fuggo anzi le donne!

BALDASSARRE

Fai male.

GARBINI

Oh! pigliano fuoco troppo presto. Non si può dir loro una mezza parola che non attecchisca.[5]

BALDASSARRE

È vero.

GARBINI

Figurati che a Pegli... io facevo per ridere...

BALDASSARRE

Volevo dire... e hai trovato...?

GARBINI

Un vulcano.

BALDASSARRE

Chi era?

GARBINI (da )

Che diamine gli dicevo adesso! (Forte) E l'Emilia è con te?

BALDASSARRE

Pur troppo! Vado ad avvertirla.

GARBINI

No, lascia.

BALDASSARRE

Ora rimani con noi?

GARBINI

Riparto domattina.

BALDASSARRE

Per dove?

GARBINI

Pel Monte Rosa.[6]

BALDASSARRE

Non ci siamo?

GARBINI

All'albergo. Io vado sul vero.

BALDASSARRE

Sul vero Monte Rosa?

GARBINI

Già.

BALDASSARRE

Sul vero Monte Rosa?

GARBINI

Sì.

BALDASSARRE

Tu? una mezza botte?

GARBINI

La botte è piena di vino buono.

BALDASSARRE

Lo spanderai per istrada. Mia moglie non ti lascierà partire.

GARBINI

Ragione di più... cioè... Sono irremovibile: aspetto la guida.

BALDASSARRE

Ma ci sono i ghiacciai.

GARBINI

Bravo. Io fuggo i vulcani.[7]

BALDASSARRE

Che idea.

GARBINI

Ecco la guida.

SCENA II.

Steiger e detti.

 

 

GARBINI

Voi siete la guida?

(Steiger gli porge un libretto).

GARBINI

Che cos'è?

STEIGER

Il mio libretto. Hermann Steiger guida di Zermatt.

GARBINI (a Baldassarre)

Scusa, veh!

BALDASSARRE

Fai, fai.

GARBINI

Vorrei fare un'ascensione.

STEIGER

Si può fare.

GARBINI

Al Monte Rosa.[8]

STEIGER

Si può fare.

GARBINI

Domani.

STEIGER

Da Zermatt sarebbe più corta.

GARBINI

Ma siccome non ci siamo a Zermatt... quante ore di cammino?

STEIGER

Eh! secondo le gambe. Da Gressoney al Lyskamm dodici ore, otto dal Lyskamm al Riffel, e dodici dal Riffel alla punta.

GARBINI

Vale a dire in tutto?

STEIGER

Trentadue ore. In montagna si fanno in un giorno.

GARBINI

Ah! (a Baldassarre) Trentadue ore di cammino!... E pericolo?... (a Steiger).

STEIGER

No. Dipende dalla montagna.

GARBINI

Ah dipende...?

STEIGER

Se la montagna è buona, con molta prudenza,[9] una buona corda, un bel tempo, non patir vertigini, uno stomaco di ferro, dei polmoni d'acciaio, ci si va benissimo.

GARBINI

E se la montagna è cattiva?

STEIGER

Bisogna vederla.

GARBINI

Voi l'avete già fatta l'ascensione al Monte Rosa?

(Steiger gli porge il libretto).

GARBINI

Che cosa è?

STEIGER

Il mio libretto. Hermann Steiger, guida di Zermatt. Era io che accompagnavo sir Braddon quando è caduto.

GARBINI

Caduto?

STEIGER

In un crepaccio.

BALDASSARRE

Garbini... (ride).

GARBINI

E si è fatto molto male?

STEIGER

Male no. Abbiamo parlato, lui dal fondo ed io di su.[10]

GARBINI

Ah! ah!

STEIGER

Ma non c'è stato più verso di cavarlo.

GARBINI

Eh?

(Baldassarre ride).

GARBINI

Ride! E fu nel salire al Monte Rosa che...?

STEIGER

signore. Le farò vedere il luogo preciso.

GARBINI

Ci passeremo?

STEIGER

Sicuro; traverseremo lo stesso crepaccio.

GARBINI

Traverseremo lo stesso crepaccio? — (a Baldassarre) Traverseremo lo stesso crepaccio. — E in che modo lo traverseremo?

STEIGER

Secondo. Se è coperto, a piedi.

GARBINI

Così?

STEIGER

Sulla neve.[11]

GARBINI

E sotto la neve?...

STEIGER

Bella roba!

GARBINI

E se non è coperto?

STEIGER

Se si potrà saltarlo lo salteremo.

BALDASSARRE

Acrobata!

STEIGER

Io per il primo, e poi aiuterò lei colla corda.

BALDASSARRE

Quanto darei per vederti.

GARBINI

E se non si potrà saltarlo?

STEIGER

Lo si gira. O in un modo o in un altro bisogna passarlo.

GARBINI

Meno male. Mi rincrescerebbe rinunziarci. Quanto sono profondi i crepacci?

STEIGER

Cinquanta, cento, duecento metri.

(Baldassarre ride).

GARBINI

Ride! Che ci trovi da ridere?[12]

BALDASSARRE

Nulla, nulla, tira innanzi.

GARBINI

Se credi che mi spaventi quello che racconta!

STEIGER

Il signore non ha paura della montagna.

GARBINI

Non ho paura, lo si vede. Dunque siamo intesi, domattina.

STEIGER

Alle due dopo mezzanotte.

GARBINI

Così presto?

STEIGER

Per arrivare al ghiacciaio prima che il sole ammollisca la neve.

GARBINI

E quanto al prezzo?

(Steiger porge il libretto).

GARBINI

Sì, lo so. Hermann Steiger, guida di Zermatt, e poi...?

STEIGER

Cento lire in oro. Tariffa.

GARBINI

Caro![13]

STEIGER

Ne va della vita.

GARBINI

Siamo intesi. A domattina.

STEIGER

Sissignore. (S'avvia).

GARBINI

Steiger?... Sir Braddon, è vero, quell'inglese?...

STEIGER

Sissignore.

GARBINI

E... è morto?

STEIGER

Pare. Di non è uscito.

GARBINI

Potete andare.

STEIGER

A domani.

GARBINI

A domani. (Steiger esce).

SCENA III.

Garbini e Baldassarre.

 

 

GARBINI

Ecco come sono fatto io; mi piglio di questa sorta di spassi.[14]

BALDASSARRE

Gaspare, se hai sofferto qualche gran dispiacere puoi confidarmelo, siamo amici vecchi e la parentela che ti unisce a mia moglie raddoppia i diritti dell'amicizia. Forse è la provvidenza che mi ha messo sul tuo cammino.

GARBINI

Adesso rido io.

BALDASSARRE

Non farmi il cinico. Uno non si abbandona ad una estremità simile a quella che stai meditando senza una seria ragione.

GARBINI

Quanto all'estremità non ci ho nulla a ridire, ma la ragione c'è.

BALDASSARRE

Sentiamo.

GARBINI

M'annoio.

BALDASSARRE

Sei stanco d'essere al mondo?

GARBINI

No, anzi. — Di tutte le cose che ci compensano della morte, trovo che la vita è la migliore. Sono stanco di prevedere sempre quello che farò.

BALDASSARRE

Non è una ragione per rompersi il collo, la cosa più prevedibile di tutte.[15]

GARBINI

Mi faresti la grazia di trovare delle immagini più sorridenti?

BALDASSARRE

Fai a modo mio. Ci sono passato ancor io per quello stadio, ed ho trovato lo specifico. Segui il mio esempio.

GARBINI

Prender moglie?

BALDASSARRE

No. Meglio il Monte Rosa.

GARBINI

Eppure capisco che finirò .

BALDASSARRE

Per carità!

GARBINI

Oh Dio, ci sono delle mogli che non vogliono bene al marito... Sono casi rari.

BALDASSARRE

E ce ne sono di quelle che gliene vogliono troppo!

GARBINI

Più rari ancora.

BALDASSARRE (vanitoso)

Non è vero! Non è vero!

GARBINI

Che aria volpina.[16]

BALDASSARRE

Te lo confido perchè mi sei amico, perchè vai via, e per indicare un rimedio al tuo male. Io tradisco mia moglie.

GARBINI

Anche tu?

BALDASSARRE

La tradisco indegnamente. Faccio male, lo so; ma non ne potevo più. Ero come te, mi seccavo... Quella poveretta non sa farsi valere. È bella, è buona, non m'infastidisce col troppo zelo, non mi tiene legato, ne soffre, capisco che ne soffre, ne soffre in secreto...

GARBINI (a parte)

E gli è che lo crede!

BALDASSARRE

Tutte buone ragioni, ma mi seccavo. Ho cominciato ad ingannarla, e sono l'uomo più felice del mondo. Imita il mio esempio!

GARBINI

Non posso tradire una moglie che non ho.

BALDASSARRE

Ti dico una cosa nera per un marito: tradisci la donna degli altri!

GARBINI

E non temi che alle volte tua moglie...[17]

BALDASSARRE

Che!

GARBINI

Per darti una distrazione...

BALDASSARRE

Che!...

GARBINI (ride fra , poi forte)

O se venisse a scoprire?...

BALDASSARRE

Sono due sole le vie che conducono allo scoprimento di questi secreti: le confidenze e le lettere. Ora, io di confidenze non ne faccio a nessuno.

GARBINI

Bravo!

BALDASSARRE

E di lettere... (ne trae una di tasca) Guarda, scritta in rotondo e senza firma.

GARBINI

E come farà a capire...?

BALDASSARRE

Glie la do in persona.

GARBINI

È qui?

BALDASSARRE

Già.

GARBINI

Maritata?[18]

BALDASSARRE

Vedova, ma c'è quasi un marito.

GARBINI

Qui anche lui?

BALDASSARRE

Già, il dottore Orazio.

GARBINI

La signora Livia?

BALDASSARRE

Sst!

GARBINI

Baldassarre!

BALDASSARRE

Gaspare!

GARBINI

Ti restituisco il consiglio. Vieni con me al Monte Rosa; sei matto, è innamorata di Orazio, ti riderà alle spalle, e alla tua età...

BALDASSARRE

Eh! eh! eh!

GARBINI

Ma insomma, a che punto sei?

BALDASSARRE

Certe cose non si dicono.

GARBINI

Tanto inoltrato? E Orazio non dice nulla, geloso com'è?[19]

BALDASSARRE

Non vede nulla.

GARBINI

Non ha mai sospettato dei vostri convegni?

BALDASSARRE

Convegni... convegni proprio non ce n'è stati.

GARBINI

Ah!

BALDASSARRE

Non ce n'è ancora stati.

GARBINI

Corrispondenza...?

BALDASSARRE

Questa è la prima. Non farmi dire.

GARBINI

Dichiarazioni reciproche di...

BALDASSARRE

C'è bisogno della parola?

GARBINI

Occhiate?... Occhiate?! E hai dei rimorsi? Ma, Baldassarre, ma vieni qui... delle occhiate? Ma ti pare? A' tuoi tempi non so, ma adesso le occhiate le danno per nulla le donne... per nulla.

BALDASSARRE

Vedremo domani.

GARBINI

Domani?[20]

BALDASSARRE

Domani parte. Quel dottore gliene deve aver dette tante!... Oggi le consegnerò la mia lettera... No, no... non ti darei retta; tu non sai come stanno le cose. Le consegno la lettera...

GARBINI

Nella quale...?

BALDASSARRE

Le chieggo un appuntamento.

GARBINI

Guarda, quasi m'indurresti a rimanere.

BALDASSARRE

Fallo. Occupati di mia moglie che non s'avveda di nulla.

GARBINI

No; lasciami partire, credilo. Non sai che servizio ti rendo coll'andarmene.

BALDASSARRE

Che servizio?

GARBINI

Ti risparmio forse... una scioccheria.

BALDASSARRE

Scettico!

GARBINI

Le signore...!

BALDASSARRE

Qui, dietro di me, che non ti vedano. Voglio far loro una sorpresa.

GARBINI

Giovinotto! (Rimane nascosto dietro Baldassarre).

[21]

SCENA IV.

Emilia, Livia e detti.

 

 

BALDASSARRE

Ben tornata.

LIVIA (a Baldassarre)

Sì, sì, l'aggiusteremo.

EMILIA (si getta a sedere)

Ah! sono stanca.

LIVIA (che non vide Garbini)

Non ha veduto il dottore?

GARBINI (piano a Baldassarre)

Ahi!

BALDASSARRE

Nossignora.

EMILIA

Povera signora Livia!

LIVIA

E lei ci lascia andar sole a passeggio?! Non è galante!... Perchè non è venuto con noi?

BALDASSARRE (piano a Garbini)

C'è sempre mia moglie, mi secca.

LIVIA

Dunque?...[22]

BALDASSARRE

Ecco... le dirò...

LIVIA

Ma che fa laggiù? Perchè non... (Si volta) Oh! Garbini!

EMILIA (scattando in piedi)

Chè!

LIVIA (che se n'avvede)

Ah! ah!

GARBINI

Come sta la signora Livia?

LIVIA

Quando è arrivato?

GARBINI

Or ora. (Ad Emilia) E la mia bella cugina?

BALDASSARRE (ad Emilia)

Glie l'ho detto, sai, che eri in collera con lui.

EMILIA

Allora è inutile ch'io lo ripeta.

GARBINI

Sono perdonato?

EMILIA

Vi faccio la grazia.

GARBINI (da )

Com'è indulgente![23]

LIVIA

E si può conoscere il delitto di Garbini?

BALDASSARRE

Oh! in due parole: mia moglie è infatuata di suo cugino.

EMILIA (piano a Garbini)

Ero sicura che sareste venuto.

GARBINI (da ).

Ahi!

LIVIA

E di dove viene ora?

GARBINI

Da Baden.

LIVIA

Ah!... c'è rimasto un po' di tempo?

BALDASSARRE

Le dicevo appunto che mia moglie...

GARBINI

Ci sono rimasto otto ore.

LIVIA

Ha giuocato?

GARBINI

Sì.

LIVIA

Ha guadagnato?[24]

GARBINI

Sì, il primo treno celere che ne ripartiva.

LIVIA

Che furia!

BALDASSARRE

È quello che dicevo io... e mia moglie era in collera...

LIVIA

Mi sbarazzi dello scialle...

BALDASSARRE (con gran premura)

Oh!

GARBINI (piano a Baldassarre)

Non ti lascia dire.

BALDASSARRE (piano a Garbini)

Perchè le parlo di mia moglie.

EMILIA

E come mai siete capitato a Gressoney?

GARBINI

Dirò...

EMILIA

Non vi pensavate di trovarci? (Piano) Dite di no.

GARBINI

No, davvero.

LIVIA

Vedrà che bel soggiorno.[25]

BALDASSARRE

È vero. Io qui divento un altro.

EMILIA

Sì, molto pastorale. C'è tutto quello che non occorre.

BALDASSARRE

L'uomo non vive di solo pane.

LIVIA

È poeta!

GARBINI

Dacchè è diventato un altro.

EMILIA

Già. A mio gusto, bisogna averci delle serie ragioni per rimanere qui un pezzo.

LIVIA

Un luogo è bello secondo le persone che ci si trovano.

EMILIA

Andate fuori, bisogna impellicciarvi fin qui. C'è sole, brucia... e via lo scialle... Svoltate, una brezza che vi gela il sangue. È un sereno incantevole... non passano dieci minuti che diluvia. Uscite coll'ombrello, si leva un vento...

BALDASSARRE

Che porta via le nuvole...[26]

EMILIA

E l'ombrello. L'erba dei prati è un formicaio: sui tronchi rovesciati non ci potete sedere per la colla che gemono; i sassi sono coperti di muschi pungenti; in tutta Italia, di tutte le serpi ce n'è una sola velenosa, la vipera; ebbene, qui non c'è che quella, e ce n'è un subisso. L'acqua che bevete vi rompe i denti dal freddo. Gli uomini all'albergo stanchi, laceri, orribili tutti.

BALDASSARRE

Grazie.

EMILIA

Non dico per te.

GARBINI

Dice per me?

EMILIA

No, ma è un fatto. Domandatene la signora Livia. Questi alpinisti! Arrivano qui calzati in un modo! e vestiti! Fanno tremare la casa! e pon si piantano sul bastone... guardate in terra, c'è tutto bucherato; sono le punte delle loro mazze. Arrivano inzaccherati, luridi, colano acqua e sudore, sanno di pipa, hanno un grosso cappello a piume e fiori secchi, e la faccia poi, la faccia fa ribrezzo! Le labbra grosse, violacee, rotte; gli occhi che non sanno più guardare; il naso gonfio; la pelle, dove rimane, arsa, nera[27] rossa, gialla, screpolata; le mani inerti. Si buttano sul sofà, parlano forte, ridono più forte, fumano più forte, bevono più forte e poi a letto; e il mattino alle due, ton, ton; la casa è di legno... un baccano! Vi svegliate di sussulto... che cos'è? Rovina il tetto?... Sono quei signori che partono. — C'è da ammalarsi, c'è da ammalarsi!

BALDASSARRE (piano a Garbini)

Come si sente la donna che soffre!

GARBINI

Arrivano sfigurati a quel modo?

LIVIA

Già, il ghiacciaio...

GARBINI

Ah il ghiacciaio riduce...?

BALDASSARRE

Tu che volevi...

EMILIA

Ah! il mio buon mare!

LIVIA

E malgrado ciò mi rincresce partire.

BALDASSARRE

Brava! ecco... il mare! Non ho mai capito che ci sia nel mare.

GARBINI

Dell'acqua![28]

EMILIA

Signora Livia, con permesso, vado a rifare un po' di toletta.

LIVIA

Faccia.

EMILIA (piano a Garbini)

Avete fatto bene a partire da Pegli.

GARBINI

Ah!

EMILIA (c. s.)

Ci osservavano. Come avete saputo che ero qui?

GARBINI

Ecco, se devo dire...

EMILIA (c. s.)

L'avete letto sul giornale dei viaggiatori?

GARBINI

Brava! appunto.

EMILIA

Persecutore! Con permesso... (Via).

GARBINI (da )

Fortuna che domani me ne vado.

[29]

SCENA V.

Livia, Baldassarre e Garbini.

 

 

GARBINI

Mi ha detto Baldassarre che è qui anche il dottore Orazio.

LIVIA

Sì, signore.

GARBINI

Non lo si vede.

LIVIA

Oh il dottore! Lei lo conosce... un misantropo... erborizza!

BALDASSARRE (piano a Garbini)

Lasciaci soli.

LIVIA

E lei rimane?

GARBINI

Domattina parto pel Monte Rosa.

LIVIA

Ah! non lo spaventa la descrizione di sua cugina?

GARBINI

Non ci tengo alla mia bellezza.[30]

LIVIA

Che fa , signor Baldassarre? Qui, segga un momento: vorrebbe già correr dietro a sua moglie?

BALDASSARRE

Oh anzi, le giuro che... (piano a Garbini) Vattene.

LIVIA

Ecco un marito modello!

BALDASSARRE

Oh! signora Livia, che ironia! (da ) Non se ne va... Se perdo quest'occasione... (forte) Che numero hai?

GARBINI

Che numero ho!?...

BALDASSARRE

Che numero... la camera?

GARBINI

Ah!... numero sette. Di qui?...

BALDASSARRE

Sì, di , credo.

GARBINI

Allora...

BALDASSARRE (da )

Finalmente![31]

LIVIA (a Garbini)

Ma ritorna qui dal Monte Rosa?

GARBINI

Nossignora, scenderò in Isvizzera.

LIVIA

Una grande ascensione.

GARBINI

Per cominciare...

BALDASSARRE

Auff!!

LIVIA

E a lei non è venuta l'idea di accompagnarlo?

BALDASSARRE

Io... io... sto tanto bene qui.

LIVIA

Lei... fanatico della montagna.

BALDASSARRE

Dirò... sicuramente... la...

(Garbini si è allontanato).

LIVIA

Ha già trovato la guida?

BALDASSARRE

Io?...

LIVIA

No, Garbini.[32]

GARBINI

Sissignora. (esce).

LIVIA

Non esser uomo!

BALDASSARRE

Sta tanto bene... donna!

LIVIA

Le pare?

BALDASSARRE

Io non esito a dirglielo; gran parte della passione che m'ispira questo paese non è che... glielo assicuro; questi pochi giorni passati qui lascieranno nel mio cuore un ricordo dolcissimo e... Dio nol voglia, delle conseguenze funeste!

LIVIA

Conseguenze funeste?

BALDASSARRE

Pur troppo!

GARBINI (ritornando)

Manca la chiave.

BALDASSARRE (si volta arrabbiato)

Eh?... va...

LIVIA

Che dice?

GARBINI

C'è chiuso a chiave in camera mia: mi sa dire dove le tengono?[33]

LIVIA

Le tiene tutte Carletto.

BALDASSARRE

Che è dabbasso. (da ) Seccatore.

LIVIA

Lo chiami di qui e verrà subito.

BALDASSARRE

Sì, è sordo come una campana.

LIVIA

Non è vero.

BALDASSARRE

Oh altro!

LIVIA

Eccolo qui.

BALDASSARRE

Ah meno male!

 

SCENA VI.

Carletto e detti.

 

 

GARBINI

Vorrei entrare in camera mia.

CARLETTO

Numero sette? Non si può.[34]

BALDASSARRE

Come non si può? Un forestiere non può entrare in camera quando gli piace?

CARLETTO

C'è tutto sossopra; andavo giusto...

GARBINI

Aspetterò, ma presto...

BALDASSARRE

Che servizio! che razza di servizio! Ne scriverò al Bollettino del Club alpino.

CARLETTO

Ma scusi...

BALDASSARRE

Meno chiacchere... che insolenza! (a Garbini) Se vuoi intanto nella mia camera...

CARLETTO

Oh! faccio in un minuto. (esce).

BALDASSARRE (da )

Lo fa apposta.

LIVIA

Signor Baldassarre?

BALDASSARRE

Mi comandi.

LIVIA

Mi porga quel ricamo.[35]

BALDASSARRE

Subito.

GARBINI (guardandolo affrettarsi)

Imbecille.

LIVIA

Ed ora continui.

BALDASSARRE

Che?

LIVIA

A dirmi le belle cose di poco fa. Stia a sentire, Garbini.

BALDASSARRE (da )

E va bene: a momenti arriva il dottore... (per subita idea) Ah! (chiamando) Carletto! — Scusi, signora Livia... Carletto!... (a Garbini) Mi fai la grazia, due minuti qui fuori? (c. s.) Carletto!... ma guarda se viene... e non è sordo?

GARBINI (a Livia)

Lei lo ha fatto impazzire.

LIVIA

Se n'è già avveduto?

GARBINI

Me lo ha confidato lui.

LIVIA

Lo guarirò, stia tranquillo. (entra Carletto).

[36]

SCENA VII.

Carletto e detti.

 

 

BALDASSARRE

Finalmente!

CARLETTO

Mi comanda?

BALDASSARRE (a Livia)

Perdoni... (a Carletto piano) Sei buono di fare una cosa per bene?

CARLETTO

Mi proverò.

BALDASSARRE

Il signor Garbini ed io usciremo; appena siamo fuori tu consegni questa lettera alla signora Livia.

CARLETTO

Perchè non glie la lei?

BALDASSARRE

È uno scherzo... e le dici bene che sono io che te l'ho data... Il signor Baldassarre... hai capito?

CARLETTO

Sì, signore.[37]

BALDASSARRE (dandogli danaro)

Tieni, appena siamo fuori. (a Garbini) Un momento, ho dimenticato di dirti... (a Livia) Torniamo subito. (via a braccetto con Garbini).

SCENA VIII.

Livia e Carletto.

 

 

LIVIA (da )

E Orazio non torna!

(Carletto le porge la lettera).

LIVIA

Che cos'è?

CARLETTO

Me l'ha data il signor Baldassarre che gliela consegni.

LIVIA

Ah! bene. (Carletto via). La sua brava dichiarazione. La leggo, o no? Oh la leggo. (l'apre). Senza intestazione! Mi aspettavo di più. Un «Adorata donna!» o un «Signora!» o almeno un «Livia!» col punto ammirativo, ci stava tanto bene. (legge).

«A pochi passi dall'albergo, di del ponte, dove il torrentello che scende di Valdobbia[38] precipita in cascata, c'è' un luogo recondito, misterioso, che al raggio della luna diventa quanto di più incantevole sia uscito dalle mani del Creatore...» Ah! un appuntamento!... «Stassera la luna si leva alle 8, ed alle 8 ½ inargenterà i nebbiosi sprazzi della cascata. Un uomo capace di comprendere la selvaggia poesia della natura non può ispirarvi nessun serio timore.» Oh, no, no! «Se quando saremo tutti radunati in sala, voi direte di volervi ritirare presto, intenderò che avete in animo di farmi il più felice degli uomini

Ah! via! signor Baldassarre, per un uomo capace di comprendere la selvaggia poesia della natura è un po' troppo!... Come corre! Bisogna guarirlo. Poh! domani vado via... Però una lezioncina... (osserva la lettera) Non c'è la firma... (pensa) Ah! sarebbe troppo bella! Quell'altra che faceva le allusioni ad Orazio... che s'è levata così di scatto quando vide Garbini e... no, no, non può riuscire... conoscerà la calligrafia del marito... (guarda la lettera) È scritta in rotondo... Oh! sarebbe peccato non provare. (Chiama) Carletto!... Se tiene, vale la pena di rimanere un giorno di più per vedere... Ah! mi dài un appuntamento? Ci manderò tua moglie.

[39]

SCENA IX

Carletto e detta.

 

 

LIVIA

Ah! Carletto, hai sbagliato; questa lettera non viene a me.

CARLETTO

Sissignora, le assicuro.

LIVIA

Va, non fa nulla; la porterai alla signora Emilia.

CARLETTO

Alla moglie del signor Baldassarre?

LIVIA

Sì.

CARLETTO

Ma...

LIVIA

Fa quanto ti dico. E non le dirai chi te l'ha data.

CARLETTO

E se domanda?[40]

LIVIA

Risponderai: una persona che non vuole essere nominata. È uno scherzo, capisci?

CARLETTO

Ah! me lo diceva anche il signor Baldassarre che era uno scherzo.

LIVIA

Vedi? Ah! e se il signor Baldassarre ti domanda...

CARLETTO

Ah sì! se domanda...?

LIVIA

Risponderai che l'hai consegnata.

CARLETTO

Che è la verità.

LIVIA

Che è la verità. Va!

CARLETTO

Ci sarà poi da ridere?

LIVIA

Speriamo. Presto... (Carletto via). Partirò posdomani.

[41]

SCENA X.

Orazio e detta.

 

 

ORAZIO

Sola? che miracolo!

LIVIA

Ah! vi credevo partito, in parola d'onore!

ORAZIO

No, domani.

LIVIA

Dove siete stato?

ORAZIO

In giro per la montagna. Ho raccolto delle felci rare e bellissime.

LIVIA

Me ne rallegro tanto. E vi siete divertito?

ORAZIO

Lo sapete bene che detesto la compagnia del signor Baldassarre e consorte.

LIVIA

Speravo che la mia bastasse a compensarvene. (a Carletto che rientra) Consegnata?

CARLETTO

Sissignora.[42]

LIVIA

Ha domandato di dove veniva?

CARLETTO

Ho risposto come mi aveva detto lei.

LIVIA

E, è bastato?

CARLETTO

Sissignora. Ha sorriso ed ha detto: capisco.

LIVIA

Va bene. (Carletto via dal fondo).

ORAZIO

(è stato attentissimo, ma non vuol parere)

Domani si parte?

LIVIA

No, posdomani o poi.

ORAZIO

Avete mutato d'avviso?

LIVIA

Ho mutato d'avviso.

ORAZIO

Ed è permesso domandarvene il perchè?

LIVIA

Domandate.

ORAZIO

Dunque?

LIVIA

Per lasciarvi raccogliere delle altre felci.[43]

ORAZIO

È uno scherzo?

LIVIA

No.

ORAZIO

Era tutto deciso... ho preparate le valigie...

LIVIA

Eh, padrone.

ORAZIO

Livia, andiamo, non tormentatemi. Siete un po' in collera con me, perchè non mi son fatto vedere in tutto il giorno e volete vendicarvene, lo capisco; ma, se ve ne chieggo perdono sul serio?

LIVIA

Non c'entra nessuna vendetta. Il tempo è bello...

ORAZIO

Sì, un acquazzone al giorno!

LIVIA

Che dura mezz'ora.

ORAZIO

Davvero volete rimanere?

LIVIA

Sì, un giorno di più, due giorni al maximum; è uno scherzo che vi dirò poi, e riderete. — Già in pensiero?...[44]

ORAZIO

No, ma non capisco.

LIVIA

Capirete.

ORAZIO

Che cos'è quella storia di Carletto?

LIVIA

Che storia?

ORAZIO

Sì, or ora...

LIVIA

Una lettera che gli ho data a portare.

ORAZIO

Una lettera? A chi?

LIVIA

Ah!

ORAZIO

Rispondete.

LIVIA

Mah!

ORAZIO

Livia, ve ne prego.

LIVIA

Con quel tono?

ORAZIO

Ma che cos'è seguìto di nuovo? Che cos'è? Perchè mi dite così? — Dovevate partire, lo[45] sapete che questa vita mi uggisce con quegli sciocchi; mi avete dato il diritto di pretendere...

LIVIA

Pretendere?

ORAZIO

Sì, di pretendere, lo ripeto. Sapete che vi voglio bene... mi avete promesso.

LIVIA

Vi ho promesso che avrei acconsentito a sposarvi se e quando fossi stata bene sicura del perfetto accordo dei nostri caratteri; ho spinto la cortesia fino al segno di permettervi d'accompagnarmi, mai fino a quello di autorizzare un sindacato che mi offende e che non sopporterò mai.

ORAZIO

Il mio congedo?

LIVIA

No; andate , non sragionate, e sovratutto non insistete. Ora io non cederei di un palmo, e voi, focoso come siete, potreste fare e, quel che è peggio, dirmi delle scioccherie. Vi assicuro che non avete ragione di adombrarvi.

ORAZIO

Ditemi soltanto perchè volete rimanere.

LIVIA

No.[46]

ORAZIO

A chi era diretta quella lettera?

LIVIA

Orazio...

ORAZIO

Lo voglio sapere.

LIVIA

Cercate.

ORAZIO

Ah! lo saprò! Qualche cosa o qualcheduno si è messo ad un tratto attraverso la mia strada, lo scoprirò!

LIVIA

Orazio, farete qualche scempiaggine!

ORAZIO

Ah! scrivete delle lettere... qui all'albergo e non mi volete dire...? Oh! saprò io.

LIVIA

Bel merito! interrogando di soppiatto il cameriere.

ORAZIO

Oh non interrogherò nessun cameriere, non commetto bassezze, io.

LIVIA

Badate che vien gente.

[47]

SCENA XI.

Baldassarre, Garbini e detti, poi Emilia.

 

 

ORAZIO (vedendo Garbini)

Garbini qui?

LIVIA

Non lo sapevate?

ORAZIO

Ah lo sapevate voi?

GARBINI

Orazio, ho chiesto di te alla signora Livia.

ORAZIO (secco)

Grazie, quando sei arrivato?

GARBINI

Oggi.

ORAZIO (da )

Oh, ma saprò bene vederci chiaro.

BALDASSARRE

Ecco mia moglie. (Emilia entra).

GARBINI

A che ora si desina?

LIVIA

A momenti.[48]

GARBINI

Va bene, perchè stassera mi occorre andare a letto di buon'ora.

BALDASSARRE

Ah sì, la tua ascensione al Monte Rosa.

EMILIA

Al Monte Rosa?

GARBINI

Già, e siccome mi toccherà partire alle due dopo mezzanotte...

EMILIA (piano a Garbini)

Ben trovata.

ORAZIO

Cosicchè non avremo il piacere di vederti partecipare ai nostri dilettevoli passatempi serali. Si giuoca alla fiera.

BALDASSARRE (guardando Livia)

E non dice nulla.

EMILIA

Veramente stassera ancor io... ho un po' di emicrania... e credo che non potrò...

LIVIA (da )

Ci è cascata.

BALDASSARRE (guardando Livia)

Io pure... oggi ho trovato il parroco qui del paese... il quale mi vuol mostrare un messale[49] antico... e si è combinato che stassera... (E non parla).

LIVIA

Cosicchè, dottore, si rimane noi due.

BALDASSARRE (da )

Non viene.

LIVIA

E in verità, per un giuoco che si chiama la fiera, saremo pochini. Sapete che cosa farò? Dacchè tutti disertano, andrò a letto alle otto.

BALDASSARRE (da )

Ah! (piano a Garbini) Trionfo.

ORAZIO (da )

Qui c'è sotto qualche cosa.

CARLETTO (entrando)

È servito in tavola.

BALDASSARRE

Bravo! Ho una fame... Come sto bene!

EMILIA (piano a Garbini)

Però siete un imprudente.

GARBINI

Ah! pel Monte Rosa.

LIVIA (da osservandoli)

Non bisogna che si spieghino.[50]

EMILIA (c. s.)

Affidarlo ad un cameriere. (Garbini non capisce).

LIVIA

Garbini, offritemi il vostro braccio.

GARBINI

Subito — grazie. (fra ) Che diamine?

ORAZIO (da )

Ha chiamato lui!

BALDASSARRE

Dottore, date il braccio a mia moglie.

ORAZIO (eseguisce)

Perdoni... (s'avviano tutti).

BALDASSARRE (a Carletto)

Sei un bravo ragazzo: tieni! (gli una mancia).

CARLETTO

Grazie!

BALDASSARRE (avviandosi)

Sei un bravo ragazzo!

(Cala la tela).

[51]


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