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Giuseppe Giacosa Resa a discrezione Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Parte, Scena
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Non 174 II, 8| se credono sia così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe quando 175 IV, 5| ma non credevo mi sarei abbassata come ho fatto. Mi avrete 176 I, 9| piedi).~ ~ELENA (c. s.)~ ~E abbassate un po' il paralume, la lampada 177 IV, 1| l'indomani la trovai così abbattuta che venni in sospetto della 178 | Abbi 179 | abbiano 180 IV, 5| ELENA~ ~E avete bisogno di abbrancarvi a questo diniego violento, 181 II, 2| pezzo che aspetta? Ho l'abitudine di fare ogni mattina una 182 II, 2| scandagliare il fondo delle mie abitudini mondane, non ci vorrà uno 183 II, 8| non ho tempo nemmeno di abusarne. Perchè piange? Mi conceda 184 II, 1| E io avrei dovuto dare accademia di quadri polari per fornire 185 II, 8| il mio nome andrà per le accademie scientifiche, e sarà commemorato 186 II, 8| Se l'orgoglio che m'ha accecato cadesse ora vinto dal suo 187 II | le persone di servizio vi accedono senza entrare nel salotto. 188 I, 6| prendere il cappello ed accenna ad avviarsi con Teodoro).~ ~ 189 IV, 7| ALMÈNA~ ~No, va...~ ~ANDREA (accennando il fondo)~ ~Sto là fuori.~ ~ 190 III, 9| confonda. Avreste dovuto accertarvene prima di offendermi. Io 191 III, 5| Sulla tavola un samovar acceso, bottiglie di Champagne 192 III, 3| TEODORO~ ~Credi a me, accetta il pagamento della scommessa. 193 I, 9| universale, che fa senza esame accettare per buono il giudizio corrente.~ ~ 194 IV, 5| mio orgoglio ricusava d'accettarvi per forte sulla fede altrui. 195 III, 9| come di un favore, perchè accettassi di dare lezioni private.~ ~ 196 II, 5| la respingo. Parlategli o accettate la complicità.[79]~ ~ 197 III, 3| fa meraviglia che abbia accettato di portarmi una simile ambasciata.~ ~ 198 II, 8| posso... come vuole che accetti? Oh!~ ~ANDREA~ ~Voglio vivere, 199 III, 3| stima troppo alta. Se lo accogli e lo fai tuo intimo e lo 200 IV, 5| tristamente preparata ad accoglierli! Ho sofferto quanto si può 201 III, 9| Diritto. Dacchè mi avete accolto in casa vostra e datami 202 III, 7| 126]~ ~FILIPPO (volendo accomodare)~ ~No, sono io che gli rammentavo 203 III, 2| ANDREA~ ~Non mi lasciate accompagnarvi?~ ~ELENA~ ~No..... no..... 204 IV, 1| biglietto: Caro Filippo, Accompagnatemi al teatro. Elena. Corro. 205 IV, 5| ELENA~ ~Oh! Volete che vi accompagni di là in mezzo alla folla 206 I, 10| vestire il mantello). Vi accompagno.~ ~GEMMA~ ~Miracolo!~ ~FILIPPO~ ~ 207 III, 3| assolutamente il pagamento. Ho accondisceso per farvi piacere a congedare 208 III, 9| parlato. È vero?~ ~(Elena acconsente volontariamente). [138]~ ~ 209 IV, 1| avvenire mi spaventa. Se non si accordano vorrà dire che non sono 210 I, 9| GEMMA~ ~Quando tutti sono d'accordo in un sentimento...~ ~ANDREA~ ~ 211 III, 7| ANDREA~ ~Pare che senza accorgermene dico delle cose molto lepide.[ 212 III, 7| ANDREA~ ~Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda lei. Sono capitato 213 III, 7| addoloratissimo).~ ~TEODORO (accorrendo)~ ~Mi hai chiamato?~ ~ELENA~ ~ 214 I, 9| trovarmici spettatore, mi accorsi di esserci come una specie 215 IV, 2| difendetevi, D'Almèna vi accusa di farmi la corte.~ ~D'ASPRI~ ~ 216 III, 9| dolore mortale. Di che mi accusano? È così velenoso quello 217 IV, 2| GEMMA~ ~Ah! gentile! Ve ne accusate?~ ~D'ASPRI~ ~Perchè è tempo 218 IV, 5| mezzo alla folla e che mi accusi e vi domandi perdono? Sono 219 IV, 2| D'ASPRI~ ~Io pure me ne accuso.~ ~GEMMA~ ~Ah! gentile! 220 I, 9| divulgati, e finiscono per acquistare importanza dal numero delle 221 IV, 1| giuoco ed inghiottire tutta l'acquolina che inghiottisco io! E poi, 222 IV, 5| Le anime tranquille si adagiano nella noncuranza; le irrequiete 223 II, 5| vero che bisogna andare adagio a pensar bene del prossimo.[ 224 III, 7| ANDREA~ ~Ah! (colpito, addoloratissimo).~ ~TEODORO (accorrendo)~ ~ 225 III, 3| Scendi dalle nuvole. Quello adocchia le tue rendite.~ ~ELENA~ ~ 226 II, 4| volta odorato il fiore e adocchiato il tesoro l'amico da uomo 227 II, 1| emblema della società che li adopera. Hanno una mollezza che 228 I, 9| ANDREA~ ~Al contrario, adoro la società!~ ~GEMMA~ ~E 229 I, 1| Sì, badate a versarmelo adosso.~ ~FILIPPO~ ~Marchesa, siete 230 III, 1| FILIPPO (corre al fondo, s'affaccia alla finestra)~ ~Il dottor 231 III, 9| ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà il mio giorno, ne 232 IV, 5| pensiero elevato, mai un affetto gentile, nessuna fede nella 233 I, 9| scortese. Sono sicuro di affidarmi ad un buon avvocato.~ ~ELENA ( 234 III, 9| alla vita. Tutto ciò non mi affligge nè mi affatica, verrà il 235 I, 6| D'ALMÈNA~ ~E voi ve ne affliggete?~ ~ELENA~ ~Vorrei poter 236 II, 4| FILIPPO~ ~Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà stanotte quanto 237 II, 8| aspetta non mi spaventa e se l'affrontarla non mi costa sacrifizio. 238 II, 8| mari o le terre deserte, in Africa o al Polo.~ ~ANDREA~ ~Come 239 II, 8| attraverso il continente africano, un viaggio di tre anni. 240 IV, 5| poi?~ ~ELENA~ ~Ma poi fui aggirata, mi hanno avvelenata con 241 IV, 1| senza sentirsi scosso, aggirato, trascinato, flagellato, 242 I, 1| Ecco tutto.~ ~FILIPPO~ ~E aggiungerò che una certa società che 243 III, 1| Filippo)~ ~Proponete di aggregare il Sarni alla nostra partita 244 II, 1| Hanno una mollezza che agguanta. Quando ci si è seduti bisogna 245 IV, 5| concepiscono gli orribili agguati che vi ho teso io, e giuocano 246 II, 3| Marchesa, voglio lasciar l'agio di scolparsi al Barone.~ ~ 247 II, 2| così alta di vivere e di agire.~ ~ANDREA~ ~Possono essere 248 IV, 1| primi giorni si mostrava agitata, cogli occhi rossi, cattiva 249 IV, 5| ma il sonno faticoso e agitato mi recava la vostra immagine 250 I, 6| E le vostre paure come agitatore?~ ~TEODORO~ ~Oh! in quelle 251 | Ahi 252 I, 10| FILIPPO~ ~Eccomi qua. (aiuta Gemma a vestire il mantello). 253 IV, 1| ne siamo eh? Ora tu devi aiutare quest'incontro. Che si vedano: 254 III, 1| TEODORO~ ~Tu dovresti aiutarlo.~ ~ELENA~ ~A far che?~ ~ 255 II, 1| salone. Là ci terrà gli Album con tutti gli altri: questo 256 | alcun 257 III, 7| questi signori coll'aria così allegra che non ho saputo resistere 258 I, 6| sanno lunga. La spedizione è allestita dal governo Svedese che 259 III, 7| allontana. Lerici e Pardi s'allontanano ridendo).~ ~ANDREA (fra 260 II, 6| via). (Andrea lo guarda allontanarsi indovinando qualche armeggio).~ ~ 261 III, 7| Badate, contessa, che se vi allontanate, dico una parola sottovoce 262 III, 3| alterigia, ma perchè sieno allontanati quant'è possibile i sospetti 263 I, 5| alla porta del teatro. L'allungate di così poco.~ ~ELVIRA~ ~ 264 III, 1| FILIPPO~ ~È del Club alpino. Sono cento quarantotto 265 | alquanto 266 III, 3| proprio stato. E ciò non per alterigia, ma perchè sieno allontanati 267 II, 8| vederla cadere da quell'altezza dove s'è rifugiata, che 268 I, 9| folla bisogna essere più alto degli altri, mentre anche 269 | altrettante 270 | Altrettanto 271 | altrui 272 IV, 4| levandosi, ad Elena).~ ~ELENA (Alzando alquanto la voce perchè 273 III, 7| altri)~ ~Andiamo.~ ~(Tutti s'alzano)~ ~Per la gita a Napoli 274 I, 9| crede.~ ~ELENA~ ~No, io mi alzo per tempo. È inteso?[44]~ ~ 275 III, 9| me? Che diventi la vostra amante? No, no!~ ~ANDREA~ ~Sei 276 III, 9| parola. — Te ne chiedevo una amara. — Dammi la più dolce di 277 II, 8| era turbata da un senso di amarezza, che sembrava rimorso. Mi 278 IV, 1| frasi temerarie, ora con amarezze, ora con certe faccie peccaminose 279 IV, 9| qui, or ora, mi giurava d'amarmi.~ ~D'ALMÈNA~ ~E già, fanno 280 III, 9| questo timore che mi è così amaro che vinca il risentimento 281 IV, 9| più? Eh?~ ~ANDREA~ ~Se l'amassi ancora mi disprezzerei.~ ~ 282 IV, 5| insultare, quando v'insultai, v'amavo pazzamente come vi amo ora, 283 I, 9| Come vede, mi confesso ambizioso; ma per emergere dalla folla 284 III, 1| abita, credo un cenciaiuolo ambulante che sciorina all'aria dei 285 I, 1| cuore, ora messe al sicuro, amiamo di scherzare col fuoco. 286 II, 2| trovai invece una giovialità amichevole, che contribuì a sconcertarmi. 287 I, 9| ANDREA~ ~Oh Dio, potrei ammalare.....~ ~ELENA~ ~No... No.~ ~ 288 IV, 5| avete guardata ridendo. Sono ammalata, lo vedete. Vi supplico 289 II, 4| declamano contro le grandi ammaliatrici. Nel momento della seduzione 290 I, 9| giudizio corrente.~ ~GEMMA~ ~Ammetterà che pochi tenterebbero l' 291 I, 7| cattiva azione. Pensateci. Ammetto che siate indispettita della 292 I, 9| ottenerla.~ ~GEMMA~ ~Si ammira un volontario che parte 293 I, 9| parlava di lei.~ ~FILIPPO~ ~Ammirando.~ ~ANDREA~ ~È un'ammirazione 294 IV, 4| Almèna ha voluto farmela ammirare.~ ~GEMMA~ ~La inauguro stassera. 295 I, 9| Ammirando.~ ~ANDREA~ ~È un'ammirazione presto guadagnata, se basta 296 III, 1| l'acquisterà.~ ~TEODORO~ ~Ammogliandosi.~ ~ELENA~ ~Vale a dire.....~ ~ 297 III, 6| nata Venere, la dea degli Amori.~ ~DEL SANNIO~ ~Vedo.[121]~ ~ 298 I, 9| ufficio di un giornale dove andai volentieri per vedere un 299 II, 4| FILIPPO~ ~Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso 300 I, 6| pericoloso, perchè lo aiuti ad andarci?~ ~TEODORO~ ~Io non sono 301 I, 9| ELENA (ridendo)~ ~Se andasse al suo recapito, sarebbe 302 I, 10| GEMMA~ ~Filippo, andatemi a prendere il mantello.~ ~ 303 III, 9| risparmi erano quasi tutti andati negli apparecchi del viaggio. 304 III, 3| venuto a sentire se se ne andava.~ ~ELENA~ ~Non te ne faccio 305 I, 5| alza e saluta i vicini). Andiamocene nella confusione a modo 306 IV, 1| FILIPPO~ ~Essa mi rispose: andiamoci, gli parlerò.~ ~D'ALMÈNA~ ~ 307 II, 8| legge fisica, il mio nome andrà per le accademie scientifiche, 308 IV, 1| Marchesa. Quando sia venuta tu andrai a cercare il Sarni e lo 309 IV, 5| vibrante e sanguinante, andremo per il mondo solitarii, 310 I, 9| poveretto, solo non ci andreste, eh?~ ~ANDREA~ ~È così bene 311 III, 6| dottor Sarni; era fermo sull'angolo della casa qui sotto.~ ~ 312 III, 1| Diffatti è nera. E come se l'annoda!~ ~TEODORO~ ~Ma ha dei buoni 313 II, 2| letto, mi è piaciuto; l'ho annotato, ed alla prima occasione 314 1 | mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. 315 IV, 1| faccio il modesto è segno che annuisco, se dico di no, credono 316 I, 9| ELENA~ ~Mio zio mi ha annunziato la sua visita e stavo aspettandola. 317 II, 8| nebbiuzza grigia che ne anticipa il tramonto. È naturale, 318 I, 9| improvvisata e ad ogni modo anticipata mi può dare delle gran noie. 319 I, 4| è un tratto da cavaliere antico. Che discorso devo fare 320 II, 2| Vede i libri e l'atlante aperti, li chiude come per nasconderli 321 III, 9| quasi tutti andati negli apparecchi del viaggio. Rimanendo dovevo 322 III, 5| dietro la tavola del buffet apparecchiata. Sulla tavola un samovar 323 I, 1| scherzare col fuoco. In apparenza siamo cinicamente corrotte, 324 II, 2| elegante mi umilia. Ho paura di apparire impacciato contenendomi, 325 III, 9| ai teatri, ai balli, non apparirvi da meno degli altri. Quando 326 III, 9| ostensibilmente vostro zio, perchè apparisse chiaro che sdegnavate di 327 III, 9| stessa nei primi giorni appariva una sfiducia che credetti 328 III, 1| Napoli sabato notte. Gli appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; 329 IV | due porte che dànno nell'appartamento, dove c'è un ballo.~ ~ 330 I, 7| ALMÈNA~ ~Certo; quello non appartiene al nostro mondo, non vi 331 III, 2| Stassera sarebbero stati appassiti. Non li prendete? (Elena 332 IV, 1| perderci la pace, la salute, l'appetito, il cuore e quella poca 333 II, 8| tutto il mio poco avere per appianare gli ostacoli che potrebbero 334 III, 4| Elena. Grido: — La Corte — applausi dall'altra camera).~ ~ 335 IV, 1| delle scuse, l'indomani mi appostai e la rividi passare; ma 336 I, 9| Chi sa quei sei giorni che apprensione!~ ~ANDREA~ ~Passarono in 337 III, 9| vi circondano. Me l'avete appreso voi stessa; ma in dieci 338 IV, 3| colloquio col Sarni non approderà a nulla e partiremo.~ ~FILIPPO~ ~ 339 IV, 5| respinte le mie lettere senza aprirle. È giusto, Andrea. Ma vedete 340 II, 8| dunque così instabili questi ardori, o non ho nell'animo la 341 II, 8| dolce, se credono sia così arduo abbandonarla. Passavo per 342 IV, 1| lo sai?~ ~D'ALMÈNA~ ~L'ho argomentato. Sarni non me ne ha mai 343 II, 1| quadri polari per fornire poi argomento ai loro discorsi quando 344 II, 6| allontanarsi indovinando qualche armeggio).~ ~ 345 IV, 1| mano, qualche volta mi[146] arrischiavo fin sopra il braccialetto, 346 III, 3| è?~ ~FILIPPO~ ~A momenti arriva la contessa Gemma coi soliti.~ ~ 347 III, 3| Come la pigli!~ ~FILIPPO (arrivando)~ ~È andato?~ ~ELENA~ ~Sì, 348 I | mette in un salotto donde arrivano fino in scena le voci di 349 III, 3| atto una macchinazione per arrivarci. Se fosse già andato e tornato 350 III, 1| Io contavo di lasciarli arrivare senza dir parola. A cose 351 II, 2| già visto prima che lei arrivasse.[56]~ ~ELENA~ ~Ah!~ ~ANDREA~ ~ 352 III, 1| corse saranno Domenica; arriveremo a Napoli sabato notte. Gli 353 III, 7| Questo si diceva al mio arrivo?~ ~GEMMA~ ~E dicono che 354 IV, 1| lo sai, quando il Tevere arrivò fino al Corso, il Sarni 355 II, 2| impacciato contenendomi, e arrogante lasciandomi andare. Il meglio 356 IV, 1| abita il Sarni. Vedendomi, arrossì e cercò delle scuse, l'indomani 357 III, 9| va intera a scribacchiare articoli di scienza volgare. E la 358 II, 1| in ozio. Che vita strana, artificiale. E che donna strana. Nemmeno 359 I, 1| GEMMA~ ~Gli parli così asciutto.~ ~ELENA~ ~La... Filippo. ( 360 I, 1| aperto.~ ~GEMMA~ ~E chi ascolta?[3]~ ~FILIPPO~ ~Le donne 361 IV, 5| lo vedete. Vi supplico di ascoltarmi; non so quello che vi dirò; 362 IV, 5| pentimento. Andrea, sedete qui ed ascoltatemi; così ritto ho sempre paura 363 IV, 1| che mi fanno le corna. Un asino del tutto non sono. Le cose 364 IV, 1| avventurai a tenerle dietro. Aspettai che tornasse. Se veramente 365 I, 9| annunziato la sua visita e stavo aspettandola. Mio zio le avrà detto che 366 III, 2| entravo: ciò vuol dire che vi aspettano. (pausa — con impeto) Come 367 III, 7| volta, non era vero,[132] v'aspetterò. Voglio parlarvi, doveste 368 III, 3| e non voglio che in mia assenza si riceva nulla. Ho già 369 IV, 1| Svizzera è sfumata. E le assenze? Sul più bello d'una mia 370 I, 7| FILIPPO~ ~Vai via? Non assisti al Torneo?~ ~D'ALMÈNA~ ~ 371 IV, 4| GEMMA~ ~Or ora abbiamo assistito alle confidenze di due tortorelle.~ ~( 372 IV, 1| preso, ma ora..... dieta assoluta. Già meglio così, perchè 373 IV, 5| questo diniego violento, di assordarvene e di rinnegare tutta la 374 III, 1| Gemma che la scommessa era assurda. Io contavo di lasciarli 375 II, 8| la scoperta d'una legge astratta della natura. Vivere, ecco 376 II, 8| libro.~ ~ELENA~ ~Chissà che astruserie!~ ~ANDREA~ ~I versi di Leopardi. 377 III, 9| non fu che[134] un inganno atroce, e se voi ne siete vittima 378 III, 9| era urgente...~ ~ELENA (attentissima)~ ~E D'Almèna?~ ~ANDREA~ ~ 379 II, 4| vederlo il talismano che ha atterrato quel paladino della scienza? 380 I, 9| ANDREA~ ~Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata 381 I, 1| e servo di zimbello per attirare i tordi. Quando una signora 382 IV, 2| sempre, anche essendone attirati.~ ~FILIPPO~ ~Bravo. Pensare 383 II, 8| non m'interessa. Mi guardo attorno e non vedo nulla, nulla 384 II, 4| crede, e la lusinga[70] di attraversare la vostra felicità; un misto 385 | attraverso 386 III, 9| proposito, ma mostrandomi di non attribuirlo a viltà. Non basta. Due 387 I, 1| Infatti mi è più caro mi si attribuisca a torto l'amore di una donna, 388 I, 1| distanza....~ ~ELENA~ ~Vi attribuisce su di noi tutti i trionfi 389 III, 9| credere e confidare! Non attristiamoci con cattivi ricordi. Dimentichiamo.~ ~ 390 II, 6| merito. Signor Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al 391 II, 4| lontano lo circonderete d'un'aureola di poesia, locchè vi salverà 392 II, 8| dato ben poco, se la vita austera che m'aspetta non mi spaventa 393 II, 4| ieri sera D'Almèna faceva l'austero, mi ha sermoneggiata, mentre 394 I, 2| m'ha portato lo zio dall'Avana.~ ~PAOLO~ ~Questa?[11]~ ~ 395 | Avanti 396 III, 4| c'ero io solo.~ ~ELENA (avanzandosi)~ ~Andiamo di là?[117]~ ~ 397 | avea 398 | avendo 399 | averci 400 III, 9| amore meno che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore 401 II, 8| bene! Come sono contento di averla conosciuta!~ ~ELENA~ ~Anch' 402 IV, 8| voglio potermi vantare di averle lasciato il mantello a quella 403 | averlo 404 | avermi 405 | averne 406 | aversene 407 IV, 5| poi fui aggirata, mi hanno avvelenata con sospetti, e tutta la 408 IV, 1| perdonato, per cui non m'avventurai a tenerle dietro. Aspettai 409 I, 9| discorsi e fa voti perchè si avverino le mie speranze. Perchè 410 I, 9| invernata e fummo liberi prima d'avvertire che..... (a Filippo che 411 III, 1| piano a Filippo) Bisogna avvertirla.~ ~FILIPPO~ ~Non è facile, 412 III, 3| persistete nel rifiuto corro ad avvertirne la contessa. A non volerla 413 III, 4| gaia e senza pensieri.... avvertitemene, io mi ecclisso.... perchè 414 IV, 1| uomo martoriato. Sei così avvezzo a sapermi di buon umore, 415 III, 4| Lo prende a braccetto e s'avviano a sinistra. Appena i due 416 III, 3| avete dati, ora.~ ~FILIPPO (avvicinandosi a lei sottovoce)~ ~Volete 417 III, 9| voi, o raddoppiare il mio avvilimento tacendo. Non conosco l'arte 418 III, 9| quelle piccole cure mi avviliranno agli occhi vostri: questo 419 I, 9| di affidarmi ad un buon avvocato.~ ~ELENA (fra sè)~ ~Ci morde.~ ~ 420 I, 1| porge la mano).~ ~FILIPPO (baciandola)~ ~Mi piacciono i vostri 421 II, 3| amico, (gli dà la mano a baciare).~ ~ANDREA (levandosi in 422 IV, 1| più. Quando non parevo, le baciavo la mano, qualche volta mi[ 423 I, 6| elettrici, non avremo rubato il bacino al barbiere e non occorrerà 424 II, 8| poteva posarsi con amore il bacio d'una giovinetta; è tornato 425 IV, 9| come un pazzo!~ ~D'ALMÈNA~ ~Bada!... eccola... vieni via!~ ~ 426 II, 5| scalpore di un viaggio che i balenieri fanno ogni anno.~ ~ELENA~ ~ 427 IV, 1| non verrà nessuno. Di là ballano.~ ~D'ALMÈNA~ ~Che mistero!~ ~ 428 IV, 1| ALMÈNA~ ~Hanno smesso di ballare.~ ~FILIPPO~ ~Ora comincia 429 III, 9| seguirvi ai teatri, ai balli, non apparirvi da meno degli 430 II | di tela cerata e sedie in bambou. Il gabinetto ha un ingresso 431 III, 7| l'effetto dell'ombra di Banco. (verso Elena cercando intavolar 432 III, 1| altri?~ ~FILIPPO~ ~Tutta la banda. E due domestici che porteranno 433 IV, 1| solito, mi sventola come una bandiera per farsi scorgere. E vada. 434 I, 6| avremo rubato il bacino al barbiere e non occorrerà allo Stato 435 IV, 3| vedervi discorrere con me a bassa voce quelle anime pietose 436 II, 8| del sapere umano, ma mi basterà poi questo premio ideale? 437 II, 8| gente. Non ho ingegno che basti a farmi scrittrice od artista 438 III, 6| comico. Aveva un'aria di cane bastonato.~ ~ELENA (tornando con D' 439 II, 4| avete meditato il piano di battaglia!~ ~ELENA~ ~Che! Ho dormito 440 II, 2| racconto di queste superbe battaglie dell'uomo contro gli elementi. 441 I, 10| solo, se ne vendica, mi batte.~ ~GEMMA (ad Elena)~ ~Buona 442 II, 4| ELENA (canticchiando e battendo allegramente~ colle due 443 III, 6| nome.~ ~TEODORO~ ~Ai vostri begl'occhi, contessa!~ ~GEMMA~ ~ 444 III, 3| ordine. Dove avete preso quei bei fiori dei campi?~ ~ELENA~ ~ 445 I, 1| serata a dirci che siamo belle. È vero che ce lo dicono 446 II, 2| semplici e grandi! Gli eroi belligeri hanno tutti del rodomonte. 447 III, 9| mio amore che conoscevate benchè non ve ne avessi mai parlato. 448 IV, 1| FILIPPO~ ~Che il Signore li benedica!~ ~D'ALMÈNA~ ~Sei un bravo 449 II, 5| rischi è giusto che goda i benefizi.~ ~D'ALMÈNA~ ~Qui sta il 450 III, 1| prima avermi proclamato benemerito del genere umano.~ ~ELENA~ ~ 451 I, 9| esserci come una specie di bestia rara che molte persone convenute 452 III, 6| che ingratitudine! (tutti bevono ridendo).~ ~DEL SANNIO ( 453 III, 1| conti e vergato colla mia bianca mano altrettante circolari, 454 II, 8| logoro, rugoso, coi capelli bianchi, capace di condurre un esercito 455 I, 9| immagina selvatico come un orso bianco.~ ~ANDREA~ ~Al contrario, 456 III, 5| dice:~ ~ ~ ~FILIPPO~ ~Un bicchier d'acqua, presto. (Lo prende 457 III, 6| 123]~ ~ELENA~ ~O zio, un bicchiere di Champagne, e t'incarico 458 III, 5| Champagne ed altri vini. Bicchieri e tazze. Torte, confetti. 459 III, 5| Marsala. Ambrogio, presto un bicchierino di Marsala. (Ambrogio serve).~ ~ 460 II, 4| il naso; a non leggerlo bisognava farlo apposta, perchè saltano 461 II, 8| la via di dominarmi. Ma bisognerebbe darsi la pena di osservare 462 I, 9| essere stati sei giorni bloccati dai ghiacci dovemmo riparare 463 IV, 8| con te. Mi piglia per una boccetta di vetriolo da buttare in 464 III, 7| ANDREA~ ~Dacchè ha la bontà d'accorgersene, mi risponda 465 II, 2| stare tanto tempo fermo a bordo.~ ~ELENA (piccata)~ ~Padrone!~ ~ 466 III, 1| certa che non sposerà una borghesuccia[101] senza dote. E io l' 467 I, 9| guerra.~ ~ANDREA~ ~Ma non un botanico che parte per erborizzare, 468 IV, 8| disperati ubbriacarsi con una bottiglia di Cognac!~ ~FILIPPO~ ~Non 469 III, 5| tavola un samovar acceso, bottiglie di Champagne ed altri vini. 470 II, 2| campanello. (Andrea preme il bottone elettrico vicino al camino. — 471 I, 1| seppellito.~ ~FILIPPO~ ~Boum!!!~ ~ELENA~ ~Si vede che 472 III, 4| andiamo, andiamo. (Lo prende a braccetto e s'avviano a sinistra. 473 I, 7| non mi getterò fra le sue braccia. Se cede, vorrà dire che 474 IV, 1| arrischiavo fin sopra il braccialetto, è sempre tanto di preso, 475 II, 2| aperto, perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando fui sola.~ ~ 476 I, 1| fra donne....~ ~FILIPPO~ ~Brava, ed io?~ ~GEMMA~ ~Come, 477 I, 6| GEMMA~ ~Andiamo colle bravate! Ora ti vanteresti di non 478 IV, 1| ALMÈNA~ ~Bravo, le tue famose bricciole.~ ~FILIPPO~ ~Ma no. Che 479 I, 1| seggo a tavola, qualche briciola da raccattare, c'è sempre. 480 III, 9| il vostro, ho sentito il brivido che vi prese al mio contatto, 481 I, 6| ELENA~ ~La statua in bronzo della Tuffolina che mi volevano 482 III, 9| non potevo che o scoppiare brutalmente, e mi contenni per rispetto 483 II, 4| abbia.~ ~FILIPPO~ ~Ahi! Brutto segno. Quando una donna 484 II, 1| sforzo per levarsene. Ah! le buone sedie dure che fanno lavorare. 485 III, 1| annoda!~ ~TEODORO~ ~Ma ha dei buoni sentimenti.~ ~FILIPPO~ ~ 486 III, 4| No, no. (ridendo) Sono di buonissimo umore; vedrete. Andiamo.~ ~ 487 IV, 5| avevate modo di riconoscermi e bussavo invano. Vi ho scritto, avete 488 IV, 1| in pericolo di vita, si butta in acqua nella corrente 489 IV, 8| boccetta di vetriolo da buttare in faccia al suo innamorato. 490 III, 7| parlarvi, doveste farmi cacciare dai vostri domestici.~ ~ 491 II, 4| altri! Che uno dei vostri cada in trappola, che ve ne importa? 492 III, 9| avevo dato io, e quando vi cadde a terra, la coglieste voi 493 II, 8| orgoglio che m'ha accecato cadesse ora vinto dal suo modo di 494 | caduno 495 II, 4| ha raccolto felice della caduta, e per rimetterlo a posto 496 III, 3| rinunziato al viaggio per cagion mia. L'ho dichiarato a Gemma,[ 497 III, 9| sguardo ha cercato il mio, caldo come una vampa, mite come 498 IV, 5| compiango.~ ~ELENA~ ~Come siete calmo, Andrea! Che fortezza spaventevole 499 I, 6| commendatizia[22] un po' calorosa presso quest'ultimo. Ho 500 III, 9| Ed io l'ho trattata di calunniatrice! È vero! Sono stato il vostro 501 I, 1| peccato!~ ~GEMMA~ ~O se non lo cambiassero saresti costretta ad arrossire, 502 I, 1| ELVIRA~ ~Se ci fossi io cambierebbero discorso.~ ~ELENA~ ~Che 503 III, 1| del Sarni, ma abita una cameretta ad un quarto piano.~ ~FILIPPO~ ~ 504 Per | della Contessa~ ~Giulia, cameriera~ ~[1]~ ~ 505 I, 1| a scaldarsi~ i piedi al caminetto a sinistra)~ ~Badate che 506 I, 9| uomo di media statura, se cammina solo, lo si vede da lontano.~ ~ 507 II, 8| sincero? Ho sognato di far camminare il mondo! Povero illuso! 508 III, 2| 104]~ ~ANDREA~ ~Che buona camminata che ho fatto. Ci sono andato 509 I, 1| sarà celebre un giorno, se campa.~ ~MASINA~ ~Chi?~ ~FILIPPO~ ~ 510 III, 1| FILIPPO~ ~E quarantotto. Un campanile. Non ho mai tanto soffiato 511 IV, 1| sotto questo, che era stato cancellato con un tratto di penna, 512 III, 6| comico. Aveva un'aria di cane bastonato.~ ~ELENA (tornando 513 II, 4| uscio d'entrata.~ ~ELENA (canticchiando e battendo allegramente~ 514 IV, 1| vuotarsi e si rimase soli. Io capii il latino. Questa, al solito, 515 II, 5| amico; e mi stupisce che non capisca.~ ~FILIPPO~ ~Io non ho intelligenza.~ ~ 516 IV, 1| volte....... idealmente. Capita il giornale: l'eroismo del 517 III, 6| vittoria.~ ~FILIPPO~ ~I capitani veneziani tenevano nel loro 518 IV, 1| Questo[145] fu il primo capitolo della mia storia, e durò 519 III, 1| L'avete combinata or ora. Capivo bene che stavate macchinando. 520 III, 6| ringrazio. Quella statuetta è un capolavoro.~ ~GEMMA~ ~La terrai nel 521 I, 6| uno scrigno di più, nè un carabiniere di meno. Ma gli uomini che 522 II, 8| avere[83] un amico. Io ho un carattere scontroso, sarebbe così 523 I, 6| TEODORO~ ~Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare le 524 III, 9| datami la vostra confidenza e carpitami la mia, pretendo sapere 525 III, 1| bastano.~ ~TEODORO~ ~Della Carraia.~ ~ELENA~ ~Oh Dio! Sa di 526 II, 2| prendendo la scatola della carta da lettere, fa cadere in 527 II, 4| posto si chinava fino sulla cartella dove stavo scrivendo. Mi 528 I, 9| sia. (mette la lettera nel cassetto del tavolino).~ ~ANDREA~ ~ 529 IV, 6| orgoglio avrà trovato il suo castigo; ma[170] se è vero egli 530 III, 9| Due mesi fa occupavo una cattedra di scienze fisiche in un 531 III, 9| confidare! Non attristiamoci con cattivi ricordi. Dimentichiamo.~ ~ 532 III, 3| D'Almèna rovina tutte le cause che prende a difendere.~ ~ 533 II, 6| perchè le possa presentare il Cav. D'Almèna, un mio zelante 534 II, 5| Sarni. La vostra protezione cavalleresca mi umilia e la respingo. 535 III, 1| corse due stages a quattro cavalli, alla postigliona; ho fatto 536 II, 5| Stamattina vi ho veduto a cavallo.~ ~D'ALMÈNA~ ~Ci tenevo 537 III, 3| FILIPPO (a Teodoro)~ ~Mi caverà gli occhi.~ ~ELENA~ ~Dunque? 538 I, 9| suo verdetto avrà tutta la cecità che si richiede ad un verdetto 539 I, 7| getterò fra le sue braccia. Se cede, vorrà dire che non era 540 I, 6| nove.~ ~TEODORO~ ~Tu mi cederai un tuo salotto per riceverlo.~ ~ 541 II, 5| per aver l'aria di non cedere che alla forza delle cose.~ ~ 542 I, 7| ELENA~ ~Capite bene che se cedessi ora, avrei l'aria di farvi 543 III, 9| Non posso, lo vedete, ho ceduto alle vostre[139] parole, 544 I, 1| vicino un uomo che sarà celebre un giorno, se campa.~ ~MASINA~ ~ 545 III, 1| soffitte, dove abita, credo un cenciaiuolo ambulante che sciorina all' 546 IV, 6| perdonarmi, mi sono fatta cencio al suo cospetto, invano. 547 II, 2| in modo cortese la stessa censura che intendo io. (entra Anselmo) 548 II | rotonda coperta di tela cerata e sedie in bambou. Il gabinetto 549 III, 1| sposa.~ ~FILIPPO~ ~E senza cercar lontano.....~ ~TEODORO~ ~ 550 IV, Ult| con ira minacciosa)~ ~Voi cercate di Filippo?... Voi partite 551 IV, 5| fatto tanto! Questi giorni cercavo di mettermi al vostro posto, 552 III, 7| FILIPPO (è tornato nel cerchio dove c'è Gemma.~ A Gemma 553 I, 9| Faccio la mia strada e cerco che non sia la strada maestra 554 IV, 1| Sarni. Vedendomi, arrossì e cercò delle scuse, l'indomani 555 | Certamente 556 | certe 557 I, 1| direzione, so io come la chiamano, di un giornale...[8]~ ~ 558 I, 1| era ignoto ieri, oggi lo chiamiamo amico, gli scriviamo un 559 IV, 1| tutto non sono. Le cose chiare le intendo. Se quella donna 560 III, 9| profferire parola?~ ~ELENA~ ~Chiedete al vostro amico D'Almèna 561 III, 9| ANDREA~ ~Una parola. — Te ne chiedevo una amara. — Dammi la più 562 III, 4| fa meraviglia che me lo chiediate. Appena seppe che il Dottore 563 II, 2| un'indiscrezione, gliene chieggo scusa.~ ~ELENA~ ~Perchè 564 III, 9| di Roma a dar lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi 565 II, 4| per rimetterlo a posto si chinava fino sulla cartella dove 566 II, 5| Ho fatto l'hidalgo Don Chisciotte della Mancia, e vengo a 567 I, 1| FILIPPO~ ~Subito. (fa per chiudere).~ ~ELVIRA~ ~No, che fate? 568 IV, 5| dica non ho che da cercare ciecamente nell'animo mio per trovarci 569 I, 5| che doveva disegnare le cifre.[19]~ ~ENRICO~ ~Oh, guarda!~ ~ 570 I, 6| conosciuto.~ ~TEODORO~ ~La cimmeria nebbia, come dicono i classici.[ 571 I, 1| fuoco. In apparenza siamo cinicamente corrotte, lo siamo timidamente 572 | cinque 573 III, 7| ELENA~ ~Sì, riceverete la circolare.~ ~GEMMA~ ~Va bene. Addio, 574 III, 1| bianca mano altrettante circolari, quanti siamo della partita. 575 III, 9| elegante io come quelli che vi circondano. Me l'avete appreso voi 576 III, 3| Sicchè son condannata a non circondarmi che di.....~ ~FILIPPO~ ~ 577 III, 9| qualche enorme inganno. Siamo circondati di gente invidiosa e cattiva. 578 II, 4| Quando sarà lontano lo circonderete d'un'aureola di poesia, 579 III, 6| GEMMA~ ~No, no, lo voglio di circostanza. Non sono io l'eroina qui. 580 II, 1| l'invernata nel paese dei Ciuschi... la nota dice: Ecco degli 581 I, 6| cimmeria nebbia, come dicono i classici.[30]~ ~ 582 III, 9| Marchesa! La più sfrontata cocotte non avrebbe fatto meglio 583 III, 1| scommessa, se ne fa una coda che non finisce più. Si 584 IV, 8| 172]~ ~FILIPPO~ ~Sì, se mi coglie. Ho inteso tutto. È innamorata 585 III, 7| non voglio guai!~ ~ANDREA (cogliendo il momento che Elena sta 586 III, 9| quando vi cadde a terra, la coglieste voi stessa, premurosa che 587 III, 9| senza parlarmene mi offrì di collaborare a giornali quotidiani e 588 IV, 1| poca testa che vi regge sul collo? Sono innamorato come uno 589 III, 9| siete vittima con me, o colpevole.~ ~ELENA~ ~Dio! le grandi 590 III, 9| Ciò mi prova che l'insidia colpisce anche lui. D'Almèna non 591 I, 1| è una malignità, non fa colpo; non m'avrò mai per male 592 IV, 1| d'ingegno, di grazia, di coltura, buona se occorre.....~ ~ 593 IV, 5| irrigidiscono in voi e vi comandano di negare l'amore, ma voi 594 IV, 1| cattivo.~ ~D'ALMÈNA~ ~E combina colle tue teorie.~ ~FILIPPO~ ~ 595 III, 1| significa questa scena? L'avete combinata or ora. Capivo bene che 596 III, 3| ELENA~ ~Sì, come vi piace, combinate voi.~ ~FILIPPO~ ~Mi nominate 597 III, 3| dei campi?~ ~ELENA~ ~Avete combinato?~ ~FILIPPO~ ~Tutto, ve li 598 III, 3| di cupidigia intorno le combinazioni che possono nascere dalla 599 IV, 1| ballare.~ ~FILIPPO~ ~Ora comincia un altro divertimento. Stai 600 III, 4| suo biglietto di visita, e cominciò a rimorchiarlo dappertutto.~ ~ 601 II, 8| donne nei romanzi e nelle commedie, e che è venuta a fastidio, 602 II, 8| accademie scientifiche, e sarà commemorato nei consessi di gente vecchia 603 I, 9| fa? Quando tornerà? Che commenta i miei discorsi e fa voti 604 I, 4| ELENA~ ~La pazzia la commetterei io. Bel merito!~ ~D'ALMÈNA~ ~ 605 IV, 2| Contessa, sapete bene che non commetto di questi furti!~ ~GEMMA~ ~ 606 IV, 6| dà la mano) Via, non ci commoviamo. Non ne vale la pena. Non 607 IV, 5| mi aveste amato;[167] ma compenetrati insieme essi formano un 608 II, 8| andato or ora?~ ~ANDREA~ ~A comperare un libro.~ ~ELENA~ ~Chissà 609 IV, 5| piuttosto il vostro orgoglio si compiace di tentare l'impossibile.~ ~ 610 IV, 5| ANDREA~ ~Se non mentite vi compiango.~ ~ELENA~ ~Come siete calmo, 611 II, 6| che di far voti perchè lei compisca felicemente il suo viaggio, 612 II, 2| sentirle dire delle frasi così compite. Mi ha già fatto senso ieri 613 II, 8| nè oggi che ieri. È il complesso delle cose, sono scontenta 614 IV, 5| umiliazione non sarebbe completa.[164]~ ~ANDREA~ ~O piuttosto 615 II, 5| Parlategli o accettate la complicità.[79]~ ~ 616 III, 3| Non te ne faccio i miei complimenti. L'età e la parentela non 617 I, 6| professori, dottori, scrittori, compositori, seccatori e compagnia bella: 618 II, 8| quelle cose futili che, comprandole da altri, dànno da vivere 619 II, 8| dappertutto.~ ~ELENA~ ~E l'ha comprato or ora?~ ~ANDREA~ ~Non me 620 III, 3| intimo e lo difendi e ti comprometti per lui, è segno che ne 621 IV, 3| penseranno male.~ ~ELENA~ ~Vi comprometto?~ ~FILIPPO~ ~Viceversa.[ 622 I, 8| allegria della Marchesa che è comunicativa. Le dieci. (suono di campanello) 623 II, 8| abusarne. Perchè piange? Mi conceda di portar via come una reliquia 624 III, 9| che i vostri averi dacchè concedendomi l'amore mi sospettate cupido 625 IV, 5| tutta la verità, perchè concedendone una parte sentite che sareste 626 III, 1| Marchese?~ ~TEODORO~ ~Non ti concedo più di dieci minuti.~ ~ANSELMO~ ~ 627 IV, 5| pudore; vi parlo come non concepirei si possa parlare, mi disonoro 628 IV, 9| È gravissima.~ ~ANDREA~ ~Concepisco la scommessa.~ ~D'ALMÈNA~ ~ 629 IV, 5| thè ed una frase galante concepiscono gli orribili agguati che 630 III, 1| TEODORO~ ~È vero, l'abbiamo concertata or ora. Perchè devi sapere..... ( 631 I, 9| col capo e colla bocca. Concerto. Tutti e due sorridono — 632 I, 6| che la nostra compagnia concilia il sonno. Almeno questo.~ ~ 633 III, 3| ricambio.~ ~ELENA~ ~Sicchè son condannata a non circondarmi che di.....~ ~ 634 II, 2| le poche volte che sono condannati a discorrere con una signora, 635 III, 3| pareggierebbero forse le vostre condizioni. Ma si è mostrato debole, 636 I, 7| giudicare severamente la vostra condotta. La parte di Dalila è ingenerosa.~ ~ 637 II, 8| Le circostanze m'hanno condotto oggi in casa sua con una 638 II, 8| laggiù? Se i miei studi mi condurranno ad accertare una verità 639 II, 8| capelli bianchi, capace di condurre un esercito e degno d'imperare 640 II, 2| lasciandomi andare. Il meglio è confessare la mia pochezza. Un uomo 641 III, 9| riconoscenza.~ ~ELENA~ ~Lo confessate!~ ~ANDREA~ ~E voi lo sapete 642 II, 2| chiude la lettera).~ ~Così! Confessi la verità... lei mi trova 643 III, 5| Bicchieri e tazze. Torte, confetti. Dall'altra parte giungono 644 III, 9| È così buono credere e confidare! Non attristiamoci con cattivi 645 III, 9| in discorsi intimi[133] e confidenti, oggi vi trovo avversa e 646 III, 9| ripetetela, perchè mi scolpi e li confonda. Avreste dovuto accertarvene 647 I, 5| vicini). Andiamocene nella confusione a modo della Corte. (si 648 III, 3| accondisceso per farvi piacere a congedare il dottor Sarni, ma non 649 I, 9| ELENA~ ~Non ho detto per congedarla. Non è tardi. — Siamo in 650 III, 1| TEODORO~ ~Gran cosa! Lo congedi.~ ~ELENA~ ~Sì, e voi altri 651 III, 1| ELENA~ ~Ma che state congiurando?~ ~TEODORO~ ~Nulla. (c. 652 II, 2| Adesso non siamo nemmeno conoscenti. Che so io di lei? Che è 653 I, 9| apposta per fare la sua conoscenza. (inchini). Il mio amico 654 IV, 5| proposi di trattenervi non vi conosceva, Andrea, e il mio orgoglio 655 III, 9| scordare il mio amore che conoscevate benchè non ve ne avessi 656 IV, 4| nasconde la Dea del luogo. Non conoscevo la vostra serra. D'Almèna 657 I, 6| Marchese, scusate, non vi avevo conosciuto.~ ~TEODORO~ ~La cimmeria 658 IV, 5| interromperci. Ma dal momento che vi consegnai la lettera, ve lo giuro, 659 I, 1| casa mia, perchè gli deve consegnare una certa lettera di raccomandazione, 660 IV, 5| divina vigliaccheria del consenso!~ ~ANDREA~ ~Non è vero, 661 II, 8| e sarà commemorato nei consessi di gente vecchia e sazia 662 IV, 1| detto tu.~ ~FILIPPO~ ~Ma considera la pace d'un galantuomo 663 II, 4| L'arte della seduzione consiste nella facoltà di mettersi 664 I, 9| vincere, nè disinganni da consolare. Faccio la mia strada e 665 III, 1| allo scrittoio) Benissimo. (conta le lettere) Una... due... 666 I, 1| GEMMA~ ~E oramai voi non contate più.~ ~FILIPPO~ ~Che ingratitudine! 667 III, 9| brivido che vi prese al mio contatto, e al ballo della Neddinngton 668 I, 3| ELVIRA~ ~Il suo stesso contegno di or ora lo prova. Ha mostrato 669 II, 2| paura di apparire impacciato contenendomi, e arrogante lasciandomi 670 III, 7| risata, cercando invano~ di contenersi).~ ~ANDREA~ ~Pare che senza 671 III, 7| Mi fate il piacere di contenervi.... non voglio guai!~ ~ANDREA ( 672 III, 9| scoppiare brutalmente, e mi contenni per rispetto di voi, o raddoppiare 673 II, 8| immaginarla. Ma le altre se ne contentano, e il torto è mio. Come 674 III, 1| provvisto, ordinato, fatto i conti e vergato colla mia bianca 675 II, 8| il viaggio attraverso il continente africano, un viaggio di 676 II, 5| orgoglio, è stanchezza della continua frivolità che mi circonda.~ ~ 677 II, 2| delle piccole frasi, e dei continui sottintesi. Mi lasci essere 678 II, 2| salone, lo devo dire? ne fui contrariato. La sua riputazione di suprema 679 I, 9| orso bianco.~ ~ANDREA~ ~Al contrario, adoro la società!~ ~GEMMA~ ~ 680 IV, 1| capisci? Un uomo che mi contrasta, e non lo vedo che stampato. 681 II, 2| giovialità amichevole, che contribuì a sconcertarmi. Rincresce 682 II, 8| ai loro pensieri d'amore contribuisce alla felicità umana più 683 I, 9| bestia rara che molte persone convenute apposta volevano veder da 684 I, 4| sapeste come languiva la conversazione! Un' altra volta ve ne preghiamo 685 I, 9| fatto ridicolo o almeno convinto di molta presunzione.~ ~ 686 II, 2| vederci trapelare la profonda convinzione della nostra frivolità.~ ~ 687 III, 3| che possono nascere dalla convivenza. Il dottore ha troppo da 688 II | mezzo una tavola rotonda coperta di tela cerata e sedie in 689 II, 8| ELENA~ ~Ne preferisce una copia sciupata? Vuol fare un cambio? 690 II, 8| domani!~ ~ELENA~ ~Ah! (si copre il viso colle mani).~ ~Cala 691 I, 8| pianoforte. Filippo sbadiglia coprendosi la bocca colla mano. Gemma 692 IV, 1| giorno o l'altro farà la corbelleria, sarà per amore d'un terzo. 693 II, 4| parole: Buon giorno. Era una corda di salvamento che gli gettavo.[ 694 IV, 1| intenzionali che mi fanno le corna. Un asino del tutto non 695 III, 9| cuore, e per poco non il tuo corpo... e difendi lo scrigno...! 696 III, 1| veranda chi è.~ ~FILIPPO (corre al fondo, s'affaccia alla 697 1 | originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi 698 III, 5| acqua, presto. (Lo prende e correndo lo porta di là. Sull'uscio 699 1 | tipografici. Sono stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi 700 II, 4| zio.~ ~FILIPPO~ ~Siete in corrispondenza così mattiniera?~ ~ELENA~ ~ 701 I, 1| apparenza siamo cinicamente corrotte, lo siamo timidamente in 702 II, 2| passeggiata a piedi. Son venuta di corsa. Si vede, eh? (suona il 703 III, 9| Neddinngton avete portato nel corsetto quella rosa pallida che 704 IV, 1| il Tevere arrivò fino al Corso, il Sarni vede un vecchio 705 II, 2| parola esprima forse in modo cortese la stessa censura che intendo 706 II, 1| loro discorsi quando sono a corto di galanterie. Fossi grullo! ( 707 III, 9| il nostro dolce silenzio cosciente; quando si è sicuri di una 708 IV, 5| possa parlare, mi disonoro coscientemente e volontariamente e mi rispondete 709 II | sinistra, sull'imboccatura, cosicchè le persone di servizio vi 710 IV, 6| sono fatta cencio al suo cospetto, invano. L'avevo preveduto 711 I, 4| non conosco nulla che mi costi fatica!~ ~ELENA~ ~Che miseria! 712 | costoro 713 I, 1| non lo cambiassero saresti costretta ad arrossire, mentre qui 714 III, 9| Perdonatemi.~ ~ANDREA~ ~Mi avete costretto a svelarvi un triste segreto. 715 II, 8| è rifugiata, che volesse costringerla a rimanere pura e nobile, 716 | costui 717 I, 1| concetto possibile dei nostri costumi. Tolleriamo[7] in casa dei 718 II, 1| meglio che i suoi fantocci da cotillon! (sente la voce d'Elena 719 IV, 1| eroismo del dottor Sarni. Crac; il treno si ferma, il Gottardo 720 III, 1| TEODORO~ ~Fa economia di cravatte.~ ~FILIPPO~ ~Io glie ne 721 I, 9| a discorrere. Qui non si creano celebrità. Ci parli delle 722 I, 1| intende, senza di ciò non lo crederebbero. Ma ce lo meritiamo. Noi 723 I, 9| ANDREA~ ~Sono tentato di crederlo, Marchesa.~ ~ELENA~ ~Per 724 IV, 5| fare.~ ~ELENA~ ~Ah! se vi credessi capace di vendicarvi, ne 725 III, 9| appariva una sfiducia che credetti di aver poi dissipato. D' 726 I, 1| ogni momento perchè non ci crediamo più. L'amore è morto e seppellito.~ ~ 727 II, 2| disinvolto, e un tale studio cresce imbarazzo. Mi aspettavo 728 IV, 5| e al sacrifizio. E sono cresciuta là in mezzo! Le anime tranquille 729 II, 8| porterà in luoghi dove non ne crescono altri. Come stupiranno quelle 730 II | gabinetto colle pareti a cristalli interi che si capisce sporgere 731 I, 2| ELENA~ ~Grazie per il mio cuoco. Anzi guardate là, in quello 732 III, 3| possibile i sospetti di cupidigia intorno le combinazioni 733 II, 8| ha ingegno e fermezza non cura di noi, noi siamo i parassiti 734 III, 9| pensando a me, quelle piccole cure mi avviliranno agli occhi 735 IV, 3| daccanto: mi guardò coll'aria curiosa con cui si guarda un'ignota 736 II, 2| uomo molto semplice e molto curioso. Ieri suo zio mi aveva avvertito 737 I, 6| TEODORO~ ~Io non sono il custode del genere umano, e tanto 738 | dagli 739 I, 7| vostra condotta. La parte di Dalila è ingenerosa.~ ~ELENA~ ~ 740 | dallo 741 III, 3| piedi non ne avreste altro danno che la seccatura. Tutti 742 IV, 6| preveduto e avevo disposto dapprima all'uopo. Fui ingiusta con 743 I, 5| porterete domani?~ ~ENRICO~ ~Mi darete da pranzo?~ ~MASINA~ ~Sarà 744 IV, 6| mi ama più. Sono certa di dargli un dolore mortale. Se m' 745 IV, 6| che il vostro dovere è di darmeli. (via).~ ~ 746 II, 8| dominarmi. Ma bisognerebbe darsi la pena di osservare e di 747 IV, 1| persona che sia in grado di darti le informazioni che desideri, 748 II, 4| FILIPPO~ ~Se ve l'ha data ieri sera![71]~ ~ELENA~ ~ 749 III, 9| accolto in casa vostra e datami la vostra confidenza e carpitami 750 III, 3| Bene, gli ordini li avete dati, ora.~ ~FILIPPO (avvicinandosi 751 III, 9| Non la mia per lui. Gli debbo una gran riconoscenza.~ ~ 752 II, 4| Poverette, siamo tanto deboli! — Si vede. — Ma ostentate 753 IV, 1| FILIPPO~ ~Ebbene, che si decida una buona volta.~ ~D'ALMÈNA~ ~ 754 III, 3| FILIPPO~ ~Ad ogni modo decidete subito. Se persistete nel 755 I, 6| è scartato. La cosa sarà decisa fra otto giorni e il dottore 756 III, 9| istituto privato; quando mi decisi per la spedizione rinunziai 757 II, 4| Hanno torto quelli che declamano contro le grandi ammaliatrici. 758 III | ATTO TERZO~ ~La stessa decorazione.~ ~ 759 I, 7| ELENA~ ~Come temete per il decoro del vostro sesso!~ ~D'ALMÈNA~ ~ 760 II, 3| FILIPPO~ ~Vengo però a dedicarvene la maggior parte.~ ~ANDREA ( 761 IV, 1| il suo sguardo ha delle dediche intenzionali che mi fanno 762 III, 3| personificato, e il tempo che vi dedico ha così poco valore, che 763 II, 4| chi non ne ha punto. Gli dèi se ne vanno. La vostra divinità 764 I, 9| Signora. Le donne pel solito deliberano prontamente.~ ~ELENA~ ~Ha 765 I, 9| più irresoluti prima di deliberare, ma più fermi e perseveranti 766 II, 4| anima loro, e i fiori più delicati sono quelli che durano meno. 767 I, 6| lasciargli indovinare le delizie del soggiorno di Roma, nel 768 I, 2| avete dato un pranzo tanto delizioso!~ ~ELENA~ ~Grazie per il 769 I, 6| viaggio non gli deve fruttar denaro?~ ~TEODORO~ ~Glie ne costa.~ ~ 770 I, 2| ora.~ ~PAOLO~ ~Ah troppo! (depone la scatola).~ ~ELENA~ ~D' 771 II, 7| Se credete di lusingarmi deridendolo, vi sbagliate. È una viltà.~ ~ 772 I, 1| Non do ombra, mi lascio deridere, ad un altro direbbero: 773 I, 9| dei suoi propositi, ci descriva quegli spettacoli terribili 774 II, 1| note... Vediamo; ah! dove descrive l'invernata nel paese dei 775 II, 8| lontano per i mari o le terre deserte, in Africa o al Polo.~ ~ 776 IV, 5| sarebbe sembrato vuoto come un deserto.~ ~ANDREA~ ~Ma poi, ma poi?~ ~ 777 II, 8| nulla, nulla che mi faccia desiderare più un giorno che l'altro. 778 II, 4| FILIPPO~ ~Vuol dire che desiderate di trovargliene del valore.~ ~ 779 IV, 1| darti le informazioni che desideri, e questa è la Marchesa. 780 II, 4| in uno stato d'animo che desta interesse. Un sentimento 781 IV, 1| ad immagini che io non so destare, che piange per dolori che 782 I, 9| Filippo ridendo) Il nome del destinatario le direbbe ogni cosa.~ ~ 783 IV, 1| vorrà dire che non sono destinati, e finirà bene per riconoscere 784 I, 6| Oh, Marchese!~ ~TEODORO~ ~Detesto gli uomini superiori.~ ~ 785 I, 6| salvo la vita.~ ~GEMMA~ ~È detta.~ ~ELENA~ ~Siate testimoni. ( 786 I, 1| avrò mai per male di cose dette da una donna.~ ~ELENA~ ~ 787 II, 2| forti ed utili come lei devono averci in così misero concetto. 788 II, 8| trae di tasca un'edizione diamante).~ ~ELENA~ ~Ne preferisce 789 III, 3| che nessuno sospetta mi diate nulla in ricambio.~ ~ELENA~ ~ 790 III, 9| che vi ripeta ciò che va dicendo di voi e di me.[135]~ ~ANDREA~ ~ 791 III, 3| scommessa. Ciò tronca le dicerie, e risponde vittoriosamente 792 I, 1| ELENA~ ~Neanche se vi dicessi che siete un impertinente?~ ~ 793 III, 7| quelli non mi sono amici. Che dicevano?[130]~ ~GEMMA~ ~Perchè non 794 II, 5| più tanto a farvi questa dichiarazione.~ ~ELENA~ ~Non avete più 795 III, 1| FILIPPO~ ~Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche spreca in guanti.....[ 796 III, 9| ancora, non vi chiedo che lo diciate, lo sento. Ieri sera quando 797 IV, 1| tanto di preso, ma ora..... dieta assoluta. Già meglio così, 798 | Difatti 799 III, 3| tutte le cause che prende a difendere.~ ~FILIPPO~ ~Badate, saranno 800 IV, 2| sera.~ ~GEMMA~ ~D'Aspri, difendetevi, D'Almèna vi accusa di farmi 801 I, 9| di voler prendere le mie difese, nel caso che la fretta 802 III, 1| parente morto.~ ~FILIPPO~ ~Diffatti è nera. E come se l'annoda!~ ~ 803 II, 6| smuovere da nessuna delle difficoltà che potrebbe incontrare. 804 IV, 5| ANDREA~ ~No, sono guarito e diffidente.~ ~ELENA~ ~Guarito! Non 805 III, 9| Elena, dimmi che mi ami, dimmelo, ripagami dalle torture 806 IV, 5| di abbrancarvi a questo diniego violento, di assordarvene 807 IV, 2| picchia!~ ~D'ALMÈNA~ ~Ciò non dipende dagli uomini.~ ~MASINA~ ~ 808 III, 2| aria di essere in visita diplomatica.[105]~ ~ANDREA~ ~Perdonatemi! 809 I, 1| creda alla nostra virtù. Diranno che non ebbero le circostanze 810 I, 1| uomo che passò la serata a dirci che siamo belle. È vero 811 I, 1| lascio deridere, ad un altro direbbero: favorite di fare... a me 812 IV, 8| Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... 813 I, 6| riuscissi a trattenerlo, che ne direste, D'Almèna?~ ~D'ALMÈNA~ ~ 814 I, 9| conoscere almeno a chi è diretta la lettera?~ ~ELENA~ ~Ah 815 III, 1| 99]~ ~FILIPPO~ ~Sì bella. Dirimpetto la finestra c'è due soffitte, 816 I, 9| Andrea di sedere)~ ~Inutile dirle che si parlava di lei.~ ~ 817 IV, 6| so.~ ~ELENA~ ~Non volete dirlo? Lo troverò da me. Addio, 818 IV, 6| ingiusta con voi e volli dirvelo per mostrarvi in qual conto 819 III, 4| che?~ ~FILIPPO~ ~Voglio dirvi una cosa. Se proprio non 820 II, 4| della lealtà offesa per disarmarlo. Naturale! La vostra cavalleria 821 I, 7| probabilmente ingenuo e quindi disarmato contro di voi. Vi conosco, 822 I, 7| caduto.~ ~ELENA~ ~Io non lo disarmo nel sonno. Se è veramente 823 IV, 4| altri sono usciti ridendo e discorrendo).~ ~ 824 IV, 3| mostrato di non riconoscermi. Discorreva ridendo con un signore. 825 I, 4| Contessa, mi spiegherete! (discorrono).~ ~ELENA (a D'Almèna)~ ~ 826 II | a destra, uno scrittoio discosto dal camino. Sullo scrittoio 827 IV, 1| perchè sei un uomo di cuore e discreto. Un altro terrebbe la mia 828 I, 5| colpa è d'Enrico che doveva disegnare le cifre.[19]~ ~ENRICO~ ~ 829 I, 5| ENRICO~ ~Del tutto. Ma le disegnerò stassera, mi faccio un nodo 830 III, 9| detto? E l'avete creduto...! Disgraziata! Voi stimate dunque il vostro 831 III, 4| stavo innamorandomi dal disgusto che ho provato vedendovi 832 I, 9| nè dolori da vincere, nè disinganni da consolare. Faccio la 833 III, 9| ben più salda.~ ~ELENA~ ~E disinteressata....~ ~ANDREA~ ~La sua, sì. 834 II, 4| È un buon consiglio... e disinteressato, perchè di quella prosa 835 IV, 5| nessuno di quelli che creda al disinteresse e al sacrifizio. E sono 836 II, 2| studiai subito di mostrarmi disinvolto, e un tale studio cresce 837 III, 9| farebbe altrimenti con un uomo disonorato. Ho sofferto una tortura 838 IV, 5| concepirei si possa parlare, mi disonoro coscientemente e volontariamente 839 IV, 1| ora con slanci di gaiezza disordinata, ora con frasi temerarie, 840 II | fiocchi e peneri. Nel piano disotto libri, sul piano superiore 841 IV, 8| Mio caro, ho veduto tanti disperati ubbriacarsi con una bottiglia 842 II, 4| la sua debolezza. Sarà il dispetto del vostro trionfo a cui 843 II, 5| e ad ogni modo dacchè si dispone ad affrontare i rischi è 844 IV, 5| pensate se avrei voluto dispormi a perdonare! Non ci riusciva. 845 IV, 6| Filippo!~ ~ELENA~ ~Ah! mi disprezza? Voglio farmi spregevole. 846 II, 5| Avrò una ragione di più per disprezzare il mio mondo.~ ~D'ALMÈNA~ ~ 847 IV, 9| Se l'amassi ancora mi disprezzerei.~ ~D'ALMÈNA~ ~Bravo! Allora 848 IV, 1| scale mi prese la mano e mi disse: Filippo, fra poco sarà 849 III, 9| che credetti di aver poi dissipato. D'Almèna solo venne da 850 I, 1| che giudica della vostra a distanza....~ ~ELENA~ ~Vi attribuisce 851 III, 1| la mano gli fa paff per distendersi; non gli deve parer vero.~ ~ 852 III, 2| dentro di me me ne hanno distratto. Ho passato una mezza giornata 853 III, 1| Parlate pur forte, non mi disturbate.~ ~TEODORO~ ~Oh! si parlava 854 I, 9| sì.~ ~ELENA~ ~Filippo, diteglielo anche voi.~ ~FILIPPO~ ~Che 855 III, 9| dieci anni non potrebbero diventare quello che sono io. Dovete 856 III, 9| Andrea. Che volete da me? Che diventi la vostra amante? No, no!~ ~ 857 I, 7| poi m'annoio, e questo mi diverte. — E poi è deciso.~ ~D'ALMÈNA~ ~ 858 I, 1| dicono. Gli uomini sono così divertenti dopo pranzo.[2]~ ~MASINA~ ~ 859 IV, 1| Ora comincia un altro divertimento. Stai a sentire: Gli amici 860 II, 4| dove stavo scrivendo. Mi divertivo come una pazza. Mi dicevo: 861 II, 4| dèi se ne vanno. La vostra divinità invulnerabile vi pesa.~ ~ 862 II, 7| regalo il motto della mia divisa: Tutto per il meglio. Arrivederci. ( 863 IV, 5| saranno inesorabilmente divise? E giovani tutt'e due e 864 I, 9| fatti sono troppo facilmente divulgati, e finiscono per acquistare 865 III, 9| guardato con degli occhi così dolci e penetranti, il vostro 866 II, 8| Mi rimordeva che non mi dolesse di partire. È triste lasciare 867 IV, 1| Un altro terrebbe la mia domanda come ad uno sfogo di vanità. 868 III, 3| rispose D'Almèna quando gli domandai perchè non si faceva più 869 IV, 1| e questa è la Marchesa. Domandane alla Marchesa.[143]~ ~FILIPPO~ ~ 870 IV, 1| 143]~ ~FILIPPO~ ~Gliel'ho domandato.~ ~D'ALMÈNA~ ~Benissimo.~ ~ 871 III, 1| Programma. — Le corse saranno Domenica; arriveremo a Napoli sabato 872 II, 8| orgoglio per trovare la via di dominarmi. Ma bisognerebbe darsi la 873 II, 5| ridicolo. Ho fatto l'hidalgo Don Chisciotte della Mancia, 874 I | che mette in un salotto donde arrivano fino in scena le 875 I, 5| pranzo?~ ~MASINA~ ~Sarà un doppio favore che mi fate. (a tutti) 876 III, 1| mai.~ ~FILIPPO~ ~Che ci dorma dentro? Diciamo che se anche 877 II, 4| battaglia!~ ~ELENA~ ~Che! Ho dormito d'un fiato — credete ch' 878 III, 1| borghesuccia[101] senza dote. E io l'approvo. È un uomo 879 I, 9| giorni bloccati dai ghiacci dovemmo riparare in Norvegia.[40]~ ~( 880 III, 7| cosa mi dica, se anche mi dovesse offendere mortalmente, gliela 881 II, 3| lettera ci sarà di certo, dovessi andare a ritirarla io stessa. 882 III, 7| aspetterò. Voglio parlarvi, doveste farmi cacciare dai vostri 883 III, 9| rinunziai a quel posto che si dovette dar subito ad altri. I[136] 884 III, 1| scalini.....~ ~TEODORO~ ~Tu dovresti aiutarlo.~ ~ELENA~ ~A far 885 II, 2| Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto tempo fermo 886 IV, 1| quindici marchese e mezza dozzina di dottori.~ ~FILIPPO~ ~ 887 I, 6| che possa senza scortesia dubitare della riuscita.~ ~ELENA~ ~ 888 I, 6| TEODORO~ ~Conosco dei duchi che lo sono meno di lui.[ 889 II, 1| levarsene. Ah! le buone sedie dure che fanno lavorare. Non 890 II, 2| Parliamo d'altro! Vuole? quanto durerà il suo viaggio?~ ~ANDREA~ ~ 891 IV, 1| capitolo della mia storia, e durò una diecina di giorni. Veniamo 892 | ebbero 893 I, 5| a modo della Corte. (si ecclissano senza esser veduti).~ ~MASINA ( 894 III, 4| avvertitemene, io mi ecclisso.... perchè avrei paura d' 895 | eccoti 896 II, 8| Eccolo. (trae di tasca un'edizione diamante).~ ~ELENA~ ~Ne 897 II, 4| Eccolo turbato come un'educanda che riceve un biglietto 898 III, 2| di intraprendere la mia educazione mondana?~ ~ELENA~ ~Badate 899 III, 7| Si direbbe che faccio l'effetto dell'ombra di Banco. (verso 900 IV, 5| 163] per trovare parole efficaci, ma non ho saputo. Che importa? 901 II, 2| dice?~ ~ANDREA~ ~Almeno in effigie.~ ~ELENA~ ~Ah! perchè tenevo 902 IV, 1| materia d'amore, colle donne eleganti, non preferisci il parere 903 III, 9| a dar lezioni di chimica elementare a pochi ragazzi o stupidi 904 II, 2| battaglie dell'uomo contro gli elementi. Quei lottatori sono così 905 I, 6| ragione hanno i fenomeni elettrici, non avremo rubato il bacino 906 II, 2| Andrea preme il bottone elettrico vicino al camino. — Elena 907 II, 4| avesse mostrato un po' di elevatezza, avrei smesso. Ma sapete 908 IV, 5| sapeste! Mai un pensiero elevato, mai un affetto gentile, 909 II, 1| seggioloni sono il vero emblema della società che li adopera. 910 I, 9| confesso ambizioso; ma per emergere dalla folla bisogna essere 911 II, 8| portare seco nell'anima la emozione del rimpianto, il miraggio 912 II, 4| Leggete...~ ~FILIPPO~ ~Un enigma. C'è una sola parola: Altrettanto.~ ~ 913 III, 9| essere il frutto di qualche enorme inganno. Siamo circondati 914 III, 6| Rubaconti e Del Sannio entrano con Gemma).~ ~PAOLO (a Gemma)~ ~ 915 II, 4| Hanno chiuso l'uscio d'entrata.~ ~ELENA (canticchiando 916 III, 2| scappavano di là quando io entravo: ciò vuol dire che vi aspettano. ( 917 III, 3| Vi portano, ma io non c'entro, vi portano in trionfo la 918 | Eppure 919 IV, 4| trovata.~ ~RULFI~ ~È un'equazione di primo grado.~ ~D'ASPRI~ ~ 920 III, 9| ANDREA~ ~No, le male erbe vanno sradicate. Pensate 921 I, 9| un botanico che parte per erborizzare, nè un artista per veder 922 III, 6| circostanza. Non sono io l'eroina qui. Un brindisi a me non 923 I, 4| non sanno più inspirare eroismi.~ ~ELENA~ ~Oh! datemi un 924 1 | senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati 925 III, 9| 139] parole, avevo l'animo esacerbato, voi me lo avete rasserenato. 926 I, 9| viaggio...~ ~ANDREA~ ~Non esageriamo. Ne sono già tornati dai 927 II, 2| sono entrato in casa sua ho esaurito la mia provvista di galanterie. 928 III, 8| Lasciate pure. (i domestici escono).~ ~ 929 I, 9| occhi.~ ~FILIPPO~ ~Ecco. (eseguisce).~ ~ELENA (gli porge la 930 I, 1| fate. Ricevo ordini e li eseguisco, e servo di zimbello per 931 II, 8| ne parli. — Ne avevo un esemplare vecchio a forza di rileggerlo, 932 I, 1| sentite? Mestiere! Con noi esercita il suo mestiere.~ ~FILIPPO~ ~ 933 II, 8| bianchi, capace di condurre un esercito e degno d'imperare su d' 934 III, 1| FILIPPO~ ~Difatti si tiene in esercizio. Cento quarantotto scalini.....~ ~ 935 I, 6| studio. Quando sapremo se esiste un mare chiuso piuttosto 936 IV, 5| uguale al mio.~ ~ANDREA (esita, s'avvia, vorrebbe tornare)~ ~ 937 IV, 5| tanto contenta! Espio per espiare. Se ne sperassi alcun bene, 938 IV, 5| ne sarei tanto contenta! Espio per espiare. Se ne sperassi 939 II, 2| anch'io per un viaggio d'esplorazione. È contento?~ ~ANDREA~ ~ 940 II, 1| stesso alla stessa. È un'esposizione! Scommettere che ci trovo 941 I, 6| Buon per voi che non siete esposta...~ ~ELENA~ ~Ad uno scacco? 942 II, 2| No. Quantunque la parola esprima forse in modo cortese la 943 | esse 944 II, 4| contro una donna, anche non essendole amica, a quest'ora l'avrei 945 II, 6| e il desiderio che ha di esserle utile.~ ~D'ALMÈNA~ ~Il sig. 946 IV, 9| ANDREA~ ~È vero. Non dovevo esserlo forse?~ ~D'ALMÈNA~ ~Altro. 947 I, 9| penzoloni lungo il fianco esterno del seggiolone, più volte 948 II, 1| nascondere in faccia ad un estraneo la sua intimità col Barone; 949 IV, 1| venire il Sarni, pensai: facciamola finita: mettiamoli di fronte, 950 | facciano 951 IV, 1| amarezze, ora con certe faccie peccaminose che farebbero 952 | facendo 953 | Facendolo 954 | facessi 955 | facevo 956 II, 4| seduzione consiste nella facoltà di mettersi improvvisamente 957 I, 9| spettacolo, e se la spedizione fallirà o se non riescirò a trarne 958 IV, 1| meglio così, perchè colla fame che mi strugge... Se non 959 II, 2| ELENA~ ~Voglio dire che famigliarizzo troppo presto. Non trova? 960 I, 5| mi ricordo, Elena, quella famosa ricamatrice non ha finito 961 IV, 1| D'ALMÈNA~ ~Bravo, le tue famose bricciole.~ ~FILIPPO~ ~Ma 962 III, 6| tenevano nel loro salone il fanale delle galee vinte al nemico.~ ~ 963 II, 8| In memoria della mia fanciullaggine.~ ~ANDREA~ ~Perchè non l' 964 IV, 9| ingannato un'altra volta come un fanciullo! Qui, qui, or ora, mi giurava 965 III, 1| sciorina all'aria dei panni fantastici.~ ~TEODORO~ ~Povertà non 966 II, 1| bene, meglio che i suoi fantocci da cotillon! (sente la voce 967 | farci 968 II, 5| ALMÈNA~ ~È troppo tardi. Vi farei troppo torto,~ ~ELENA~ ~ 969 | faremo 970 IV, 4| serra. D'Almèna ha voluto farmela ammirare.~ ~GEMMA~ ~La inauguro 971 I, 9| ANDREA~ ~Alla Direzione del Faro.~ ~FILIPPO~ ~Appunto.[35]~ ~ 972 | farsi 973 II, 2| rincresce essere messa a fascio colle altre. Non le avrei 974 II, 8| commedie, e che è venuta a fastidio, tanto l'hanno ricantata. 975 II, 2| ELENA~ ~Informatevene, e fatemelo dire da Giulia. Se veramente 976 I, 4| conosco nulla che mi costi fatica!~ ~ELENA~ ~Che miseria! 977 IV, 5| risuonavano nel petto, ma il sonno faticoso e agitato mi recava la vostra 978 IV, 8| Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto. Bel tiro mi 979 I, 1| ad un altro direbbero: favorite di fare... a me si dice: 980 I, 5| stassera, mi faccio un nodo al fazzoletto.~ ~ELENA~ ~Senza di che.....~ ~ 981 | fece 982 | fecero 983 II, 6| voti perchè lei compisca felicemente il suo viaggio, e non si 984 II, 6| ELENA~ ~Dottore, sono felicissima che lei giunga in tempo 985 II, 4| Di giustizia.~ ~FILIPPO~ ~Femminile. Come le moine che mi avete 986 I, 6| libero e che ragione hanno i fenomeni elettrici, non avremo rubato 987 IV, 1| Sarni. Crac; il treno si ferma, il Gottardo non è più forato, 988 I, 9| prima di deliberare, ma più fermi e perseveranti dopo.~ ~ELENA~ ~ 989 I, 6| regalare il giorno della mia festa.~ ~D'ALMÈNA~ ~Ah! per la 990 II, 6| Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo ritorno.[80]~ ~ANDREA~ ~ 991 III, 9| patita. Elena, la collera è fiaccata, ve ne supplico, ditemi 992 II, 4| ELENA~ ~Che! Ho dormito d'un fiato — credete ch'io sappia quello 993 II, 8| mostrarmi degno della sua fiducia, non ho tempo nemmeno di 994 IV, 5| mia dignità di donna, la fierezza del mio sangue, la mia gioventù 995 III, 1| non è vizio. Il Sarni ama figurare, va in società.....~ ~FILIPPO~ ~ 996 II, 1| maraviglia che lei così fina... Rimettiamolo bene a[51] 997 III, 1| macchinando. Non mi piace. Finiamola.~ ~TEODORO~ ~È vero, l'abbiamo 998 IV, 6| ricordate? Come vanno a finire le cose eh? Ma voi non siete 999 I, 9| mari polari.~ ~FILIPPO~ ~Finirò per aver più merito io, 1000 II, 2| che al suo ritorno non si finisca per diventar amici davvero.[ 1001 III, 1| se ne fa una coda che non finisce più. Si discorre già troppo 1002 I, 9| facilmente divulgati, e finiscono per acquistare importanza