10-finis | finit-ritir | ritmo-zimbe
     Parte,  Scena

1003      I,      5|             famosa ricamatrice non ha finito ancora?~ ~ELENA~ ~La colpa
1004     II        |               foderato in peluche con fiocchi e peneri. Nel piano disotto
1005     II,      2|          signora, usano i più torniti fioretti. Ebbene lo trovo umiliante.
1006    III,      1|           allo scrittoio e si mette a firmare~ le lettere).~ ~TEODORO (
1007    III,      1|              voi mi fate la grazia di firmarle in modo intelligibile, non
1008    III,      9|               una cattedra di scienze fisiche in un grande istituto privato;
1009      I,      9|        levando la testa e guardandolo fiso)~ ~È pericolosa?~ ~ANDREA~ ~
1010    III,      3|           giorno stesso ch'egli aveva fissato di partire. È rimasto.....~ ~
1011    III,      3|               d'Andrea, li guarda, li fiuta e li~ mette a posto. S'avvia
1012     IV,      1|         scosso, aggirato, trascinato, flagellato, morso e strozzato da quest'
1013     II        |               un tavolino a due piani foderato in peluche con fiocchi e
1014     II,      1|               della Vega. Oh, oh! E i fogli sono tagliati, e il libro
1015     IV,      1|              poco, e il parere non ha fondamento. Ma qui! Qualche volta sembrava
1016     IV,      1|          ferma, il Gottardo non è più forato, la Svizzera è sfumata.
1017     IV,      5|             compenetrati insieme essi formano un viluppo velenoso che
1018     II,      1|        accademia di quadri polari per fornire poi argomento ai loro discorsi
1019     II,      8|           gioia vera, senza un dolore fortificante, smarrita in una nebbiuzza
1020     II,      2|             fatto.~ ~ELENA~ ~Era così fosca l'aria stamattina.~ ~(Anselmo
1021     IV,      1|             Marchesa abbia saltato il fosso con me e non è vero!~ ~D'
1022      1        |       Contessa Elvira di Francofonte [Francoforte]~ ~ ~ ~68 -~ ~ ~ ~fosse
1023     IV,      5|               una tazza di thè ed una frase galante concepiscono gli
1024     IV,      1|               Che servirebbe aver dei fratelli se la fraternità s'improvvisasse
1025     IV,      1|          prego di parlarmi come ad un fratello.~ ~D'ALMÈNA~ ~Ah no! Che
1026     IV,      1|               aver dei fratelli se la fraternità s'improvvisasse alla prima
1027    III,      3|              Non è piacevole morir di freddo e di scorbuto.~ ~ELENA~ ~
1028      I,      1|                   ELENA~ ~Si vede che frequentate certi amici...~ ~FILIPPO~ ~
1029     II,      8|              oggi in casa sua con una frequenza che m'incoraggia. Che può
1030     II,      1|               tre mesi una fogliolina fresca di rosa! Sicuro che è facile
1031     IV,      5|              lontano, il vostro passo frettoloso, e pensavo: È qui. Com'è
1032     II,      5|                D'ALMÈNA~ ~Perciò fate frivole le cose serie?~ ~ELENA~ ~
1033      I,      6|             Quel viaggio non gli deve fruttar denaro?~ ~TEODORO~ ~Glie
1034    III,      9|               mutamento dev'essere il frutto di qualche enorme inganno.
1035    III,      9|         avrebbe fatto meglio di voi. (fugge).~ ~(Elena impietrita non
1036     IV,      5|             ritto ho sempre paura che fuggiate.~ ~ANDREA~ ~Che nuova scommessa
1037     IV,      5|               amo. Addio.~ ~ELENA~ ~E fuggite!~ ~ANDREA (tornando)~ ~Eccomi.~ ~
1038     IV,      1|              Bravo, e allora io starò fumando in giardino.[151]~ ~D'ALMÈNA~ ~
1039      I,      1|           amico Paolo, stanno di  a fumare invece di venir qui a farvi
1040               | fummo
1041     IV,      1|               in tutte le salse....., fuorchè nella buona, senza sentirsi
1042     IV,      5|            ogni sera le vostre parole furibonde mi risuonavano nel petto,
1043     IV,      2|            che non commetto di questi furti!~ ~GEMMA~ ~Io?~ ~D'ALMÈNA~ ~
1044     II,      8|            lavoro nemmeno quelle cose futili che, comprandole da altri,
1045    III,      9|           dovevo pensare a vivere. Il futuro non m'inquietava, il mio
1046     IV,      5|             tazza di thè ed una frase galante concepiscono gli orribili
1047     II,      2|            non hanno bisogno di esser galanti.~ ~ANDREA~ ~Vuol dire che
1048     IV,      1|             Ma considera la pace d'un galantuomo come una cosa secondaria.~ ~
1049    III,      6|           loro salone il fanale delle galee vinte al nemico.~ ~GEMMA~ ~
1050     II,      2|          farlo stare in piedi. Ha una gamba rotta...~ ~ELENA~ ~Bene,
1051     II,      2|            che non so pigliarmela con garbo.[54]~ ~ELENA~ ~No, ho anzi
1052     IV,      1|             trova modo d'andar per le gazzette ogni giorno! Lo capisci?
1053     II,      8|             mano).~ ~Chissà che vento gelido porterà via questo povero
1054      I,      1|         signora vuole stimolare colla gelosia qualche Narciso ricalcitrante,
1055    III,      4|             si sente da quella un oh! generale. S'intravedono due o tre
1056     II,      8|             la forza d'esser nobile e generoso, un uomo...~ ~ELENA~ ~Dov'
1057    III,      4|         prende anche gli altri e va a gettarli tutti dalla finestra) Così. (
1058    III,      3|             il Dottore, eh?~ ~ELENA~ ~Gettateli via.~ ~FILIPPO~ ~Oh! Perchè?
1059     IV,      9|         passare, per poco non mi sono gettato ai suoi piedi come un pazzo!~ ~
1060     II,      4|           corda di salvamento che gli gettavo.[72]~ ~FILIPPO~ ~Ci pigliava
1061      I,      7|                Sapete bene che non mi getterò fra le sue braccia. Se cede,
1062     IV,      5|         vedete, mi do tutta a voi, vi getto ai piedi il mio amore supplichevole,
1063      I,      9|               sei giorni bloccati dai ghiacci dovemmo riparare in Norvegia.[
1064     II,      4|               avverto che non sono di ghiaccio. Non vorrei che per trattenere
1065     IV,      8|               FILIPPO (fa scoccare il gibus e se lo~ mette in testa)~ ~
1066      I,      1|     pavoneggiamo degli uomini come di gioielli, è naturale ch'essi ci rendano
1067    III,      9|             mi offrì di collaborare a giornali quotidiani e settimanali,
1068     II,      2|      sorvegliarmi. Non so durare alla giostra delle piccole frasi, e dei
1069     IV,      5|             inesorabilmente divise? E giovani tutt'e due e coll'anima
1070     II,      2|           sdegni un po' di buon umore giovanile; desidero lasciarle di me
1071    III,      2|             campagna e mille pensieri giovanili che sorgevano dentro di
1072      I,      6|            dovere che ha ogni uomo di giovare agli uomini e di mettere
1073     II,      8|             Avrò la coscienza di aver giovato alla causa del sapere umano,
1074     IV,      5|       fierezza del mio sangue, la mia gioventù e il mio pudore; vi parlo
1075     II,      2|         sussiego, e trovai invece una giovialità amichevole, che contribuì
1076      I,      1|             ride).~ ~ELVIRA~ ~È tanto giovine! (ride).~ ~FILIPPO~ ~È inteso,
1077     II,      8|              con amore il bacio d'una giovinetta; è tornato vecchio, logoro,
1078      I,      6|                 scuote Del Sannio) Oh giovinotto!~ ~DEL SANNIO~ ~Eh!~ ~TEODORO~ ~
1079    III,      2|             mezza giornata deliziosa, girellando nei prati come un ragazzo.~ ~
1080    III,      7|              Tutti s'alzano)~ ~Per la gita a Napoli è inteso?~ ~ELENA~ ~
1081      I,      1|             che una certa società che giudica della vostra a distanza....~ ~
1082      I,      7|             in voi sareste la prima a giudicare severamente la vostra condotta.
1083     II,      3|                 ELENA~ ~Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi
1084     II,      6|              sono felicissima che lei giunga in tempo perchè le possa
1085     II,      2|           Ieri sera già prima che lei giungesse mi preoccupavo del giudizio
1086    III,      5|            confetti. Dall'altra parte giungono forti risate, poi ad un
1087      I,      4|               ne preghiamo colle mani giunte, non private più la nostra
1088     IV,      5|          agguati che vi ho teso io, e giuocano la vita d'un uomo per un
1089     IV,      9|       fanciullo! Qui, qui, or ora, mi giurava d'amarmi.~ ~D'ALMÈNA~ ~E
1090    III,      3|               parentela non bastano a giustificare un'indelicatezza.~ ~TEODORO~ ~
1091    III,      2|              parte delle osservazioni giustissime. Vi ringrazio d'esservi
1092     II,      4|               atto..... ~ ~ELENA~ ~Di giustizia.~ ~FILIPPO~ ~Femminile.
1093     IV,      1|            Marchesa.[143]~ ~FILIPPO~ ~Gliel'ho domandato.~ ~D'ALMÈNA~ ~
1094    III,      4|   rimorchiarlo dappertutto.~ ~ELENA~ ~Gliele avete proprio intese a dir
1095    III,      4|            ora ve li chiedo. (Filippo glieli , essa prende anche gli
1096               | gliene
1097      I,      1|                FILIPPO~ ~Di questo mi glorierei. (la serve di caffè).~ ~
1098      I,      1|               tre pezzi grossi, e una goccia di Cognac.~ ~GEMMA~ ~Bravo.~ ~
1099     II,      5|      affrontare i rischi è giusto che goda i benefizi.~ ~D'ALMÈNA~ ~
1100     IV,      1|             Le parole le saltavano in gola da soffocarla.~ ~D'ALMÈNA~ ~
1101     IV,      1|             inondazioni gli fanno per gonfiarmelo. Era il giorno appunto che
1102      I,      6|            spedizione è allestita dal governo Svedese che avea promesso
1103     II,      5|           anno.~ ~ELENA~ ~Non pare un gradasso, e ad ogni modo dacchè si
1104     II,      2|            anzi notato che gli uomini gravi, gli uomini di studio e
1105     IV,      9|               fatto...~ ~D'ALMÈNA~ ~È gravissima.~ ~ANDREA~ ~Concepisco la
1106    III,      9|              l'esser mio sollevarsi e gridarmi la vostra innocenza.~ ~ELENA~ ~
1107      I,      1|           parlo io molte volte, tutti griderebbero allo scandalo ed alla calunnia,
1108    III,      4|             venire incontro ad Elena. Grido: — La Corte — applausi dall'
1109     II,      8|             smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa il tramonto.
1110     IV,      8|      incontrassi glie le direi troppo grosse. E poi... voglio potermi
1111    III,      7|            ridere di me. (va verso il gruppo dov'è Elena) Marchesa, ho
1112    III,      3|               Il dottore ha troppo da guadagnare sposandoti, perchè non si
1113      I,      4|               Che colpa ci ho, se per guadagnarmi le vostre grazie non conosco
1114      I,      9|               È un'ammirazione presto guadagnata, se basta partire per ottenerla.~ ~
1115    III,      7|             contenervi.... non voglio guai!~ ~ANDREA (cogliendo il
1116     IV,      4|         Stupenda.~ ~GEMMA~ ~Che state guardando, Sarni?~ ~ANDREA~ ~Ah siete
1117      I,      9|             ELENA (levando la testa e guardandolo fiso)~ ~È pericolosa?~ ~
1118     IV,      4|               la Baronessa.~ ~ANDREA (guardandosi intorno e vedendo che~ le
1119    III,      9|         vostri, ho veduto della gente guardarmi sogghignando; in voi stessa
1120     IV,      5|              vicino vicino e mi avete guardata ridendo. Sono ammalata,
1121     IV,      6|                 per carità!~ ~ELENA~ ~Guardatemi, D'Almèna, vi sembro donna
1122    III,      9|          levai per salutarvi mi avete guardato con degli occhi così dolci
1123     IV,      1|             Che si vedano: io farò la guardia perchè non siano interrotti...
1124     IV,      3|           passai proprio daccanto: mi guardò coll'aria curiosa con cui
1125     IV,      5|              fatto è troppo grave per guarire. Avreste potuto scordare
1126    III,      9|             di una cosa buona, perchè guastarla con impazienze? Sdegno simulare
1127      I,      9|           volontario che parte per la guerra.~ ~ANDREA~ ~Ma non un botanico
1128    III,      1|           notte. Gli appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; avremo
1129     II,      8|             basterà poi questo premio ideale? Ieri la speranza di meritarlo
1130     IV,      1|               diecina di volte....... idealmente. Capita il giornale: l'eroismo
1131     II,      2|             che ho provato anch'io gl'identici sentimenti!~ ~ANDREA~ ~Quando?~ ~
1132      I,      9|                 Io?~ ~ELENA~ ~Sì. Lei ignora di che si tratta, quindi
1133     IV,      3|          curiosa con cui si guarda un'ignota e seguitò a ridere.~ ~FILIPPO~ ~
1134     II,      4|               ricchezze del mio cuore ignote a me stessa.~ ~FILIPPO~ ~
1135      I,      1|               male! L'uomo che ci era ignoto ieri, oggi lo chiamiamo
1136    III,      9|        scommessa...! Quella statuetta ignuda e lasciva, era il pegno
1137     II,      4|              L'unico mezzo di potervi illudere intorno alla sua virtù di
1138     II,      8|            camminare il mondo! Povero illuso! La canzone che gl'innamorati
1139     II,      5|              fin d'ora di non potersi imbarcare. Ma ha tanto strombazzato
1140      I,      6|         ufficiali Russi sollecitano l'imbarco: se l'ottengono, il Sarni
1141     II,      4|         creduto?~ ~ELENA~ ~Ma sì... l'imbecille. Ed ecco perchè finirà per
1142    III,      3|             che di.....~ ~FILIPPO~ ~D'imbecilli volete dire..... dite.[110]~ ~
1143     IV,      1|           vorrebbero farmi dire. E io imbecillisco del tutto. Se ho l'aria
1144     II        |        ingresso a  a sinistra, sull'imboccatura, cosicchè le persone di
1145      I,      9|              va ai mari polari, lo si immagina selvatico come un orso bianco.~ ~
1146      I,      1|             su di noi tutti i trionfi immaginabili.~ ~FILIPPO~ ~Io nego sempre.~ ~
1147     II,      8|               vita vuota! Lei non può immaginarla. Ma le altre se ne contentano,
1148      I,      1|            marmo, senza cuore e senza immaginativa.~ ~FILIPPO~ ~Quello che
1149     IV,      5|           agitato mi recava la vostra immagine pallida e stravolta dal
1150     IV,      1|                capisco che sorride ad immagini che io non so destare, che
1151      I,      9|               spettacoli terribili ed immaginosi. Vuole?~ ~ANDREA~ ~Ma.....~ ~
1152     II,      8|               che provavo del viaggio imminente, era turbata da un senso
1153      I,      8|               ELENArimasta ritta, immobile, pensosa. Uscito Almèna
1154     II,      2|          umilia. Ho paura di apparire impacciato contenendomi, e arrogante
1155    III,      6|          piede e il dolore l'ha fatta impallidire a quel modo. Non è nulla,
1156     IV,      2|           tempo perso.[155]~ ~GEMMA~ ~Imparate da Filippo.~ ~D'ASPRI~ ~
1157      I,      6|        eloquenza. Nel mio mestiere ho imparato che bisogna sempre aver
1158    III,      2|             fatto?~ ~(Elena si mostra impaziente).~ ~ANDREA~ ~Vado. Dovete
1159    III,      9|           buona, perchè guastarla con impazienze? Sdegno simulare ed abborrisco
1160     IV,      1|             lo sa quello che vuole? È impazzita. Un giorno mi dice: Filippo,
1161      I,      9|           questo non vedo quale altro impedimento mi potrebbe trattenere...~ ~
1162    III,      3|     prevederle queste cose. Tu dovevi impedire la scommessa, rifiutarmi
1163    III,      1|              dire?~ ~ELENA~ ~Chi ve l'impedisce?~ ~FILIPPO~ ~Ecco, trovo
1164     IV,      4|          possa sentire).~ ~Grazie. Ho impegnato col dottor Sarni.~ ~ANDREA~ ~
1165     II,      8|        condurre un esercito e degno d'imperare su d'un popolo, ma inetto
1166     IV,      9|              poi...[175]~ ~D'ALMÈNA~ ~Imperdonabile... d'altronde... tu ci credi
1167     II,      8|                 ANDREA (la riprendeimperioso)~ ~Perchè ha detto quelle
1168     II,      8|          inutile, non partirei per un impero! — A domani, Marchesa —
1169      I,      1|               vi dicessi che siete un impertinente?~ ~FILIPPO~ ~Di questo mi
1170    III,      3|           casa tua?~ ~ELENA~ ~Qualche impertinenza.~ ~TEODORO~ ~Mi ha detto:
1171     II,      8|              bella e larga,[82] non l'impicciolisca con queste miserie. Sono
1172     IV,      1|             farsi scorgere. E vada. L'impiego non è cattivo.~ ~D'ALMÈNA~ ~
1173    III,      9|             di voi. (fugge).~ ~(Elena impietrita non ha  voce  moto).~ ~
1174     II,      2|       levandosi il mantello~ questo s'impiglia in un uncinetto dell'abito)~ ~
1175    III,      9|          dello scimunito che si fosse impigliato in quei lacci?~ ~ELENA~ ~
1176     IV,      5|              che sto facendo. Andrea, imponetemi una prova, sia pur lunga
1177      I,      9|           fare? (forte) È una lettera importante?~ ~ELENA (ridendo)~ ~Se
1178    III,      7|               GEMMA~ ~Dite delle cose impossibili.~ ~PARDI~ ~Le dice perchè
1179      I,      9|              che pochi tenterebbero l'impresa che lei sta per tentare.[
1180     II,      2|           desidero lasciarle di me un'impressione non del tutto sgradevole;
1181     II,      4|             nella facoltà di mettersi improvvisamente in uno stato d'animo che
1182     IV,      1|           fratelli se la fraternità s'improvvisasse alla prima richiesta?~ ~
1183      I,      9|             questa larva di celebrità improvvisata e ad ogni modo anticipata
1184     II,      4|                la follia d'un amore improvviso, nulla di ciò che potrebbe
1185     IV,      4|        farmela ammirare.~ ~GEMMA~ ~La inauguro stassera. Vi piace?~ ~ANDREA~ ~
1186    III,      1|             c. s. a Filippo) Se Elena incaparbisce in presenza di quegli altri
1187    III,      6|           bicchiere di Champagne, e t'incarico di fare il brindisi in mio
1188      I,      1|              i vostri nervi. Sono gli incerti del mio mestiere.[4]~ ~ELENA~ ~
1189      I,      9|              fare la sua conoscenza. (inchini). Il mio amico il Barone
1190     IV,      4|              scena sono tre sole)~ ~L'incognita è presto trovata.~ ~RULFI~ ~
1191     II,      2|              ANDREA~ ~Senza che lei s'incomodi, posso passar io dal Marchese.[
1192     II,      4|              uomo saggio vi levasse l'incomodo?~ ~ELENA~ ~Cioè...~ ~FILIPPO~ ~
1193     IV,      1|             sul serio. Una mattina la incontrai nei quartieri dove abita
1194     II,      6|               difficoltà che potrebbe incontrare. Ma questo è un desiderio
1195     IV,      8|           soprabito?~ ~FILIPPO~ ~Se l'incontrassi glie le direi troppo grosse.
1196      I,      6|              giro al primo che aveste incontrato?~ ~ELENA~ ~Parte.~ ~FILIPPO~ ~
1197     II,      8|               con una frequenza che m'incoraggia. Che può temere da me? Se
1198     IV,      1|             dottor Sarni. Tu ce l'hai incoraggiata.~ ~FILIPPO~ ~Che m'importa
1199     II,      2|                e scherzo con lei e lo incoraggio a scherzare meco in tono
1200     II,      8|             avesse un amico?~ ~ELENA (incredula ridendo)~ ~Ah![90]~ ~ANDREA~ ~
1201      I,      9|                ELENA~ ~Oh, Gemma! Non indaghiamo i segreti d'un uomo di quell'
1202     IV,      5|           fede altrui. Ho recitato un'indegna commedia fino a quella mattina
1203    III,      3|             bastano a giustificare un'indelicatezza.~ ~TEODORO~ ~Come la pigli!~ ~
1204    III,      6|               Teodoro, poi secondo le indicazioni tutti gli altri, cioè: Gemma,
1205     II,      2|            libri?~ ~ELENA~ ~Oh! libri indifferenti.~ ~ANDREA~ ~Per me, no.
1206     IV,      1|               No; rispondo che ti sei indirizzato male. Conosco una sola persona
1207     II,      2|            Perchè mi parla così? Sono indiscreto. Ma se si propone di scandagliare
1208      I,      7|          Pensateci. Ammetto che siate indispettita della poca galanteria degli
1209      I,      9|             stassera perchè è un poco indisposto. Mi manderà la lettera domattina.
1210     II,      2|    dimestichezza. Che vuole? Sono per indole piuttosto gaia, e lei malgrado
1211     II,      6|         Andrea lo guarda allontanarsi indovinando qualche armeggio).~ ~
1212      I,      6|               caritatevole lasciargli indovinare le delizie del soggiorno
1213    III,      9|           Almèna?~ ~ANDREA~ ~D'Almèna indovinò le mie strettezze e senza
1214     IV,      8|            per un liquore spiritoso e inebriante.~ ~FILIPPO~ ~Ho inteso anche
1215     IV,      5|               le nostre sorti saranno inesorabilmente divise? E giovani tutt'e
1216     II,      8|           imperare su d'un popolo, ma inetto a far palpitare il cuore
1217    III,      1|            TEODORO~ ~Oh! si parlava d'inezie. (piano a Filippo) Bisogna
1218     II,      2|      nasconderli e li mette sul piano inferiore).~ ~ANDREA (che non si è
1219     IV,      6|           troppa cosa per la vendetta infernale che mi propongo. Addio.~ ~
1220     II,      8|              speranza di meritarlo mi infervorava tanto, stamane ancora avrei
1221      I,      4|               Oh! datemi un uomo meno infiacchito di tutti voi e vedrete.~ ~
1222    III,      2|             Non va, lo capisco. Ma ho infilato il primo che mi è capitato,
1223     II,      2|              visto nessuno.~ ~ELENA~ ~Informatevene, e fatemelo dire da Giulia.
1224     IV,      5|              amore!~ ~ANDREA~ ~E se m'ingannaste ancora?~ ~ELENA~ ~Oh siete
1225     IV,      9|            pena.~ ~ANDREA~ ~Oh! mi ha ingannato un'altra volta come un fanciullo!
1226      I,      7|        condotta. La parte di Dalila è ingenerosa.~ ~ELENA~ ~Se è un Sansone
1227     IV,      5|            separa!~ ~ELENA~ ~Oh siete ingeneroso! Lo vedete, mi do tutta
1228    III,      7|               voi. Devo aver detto un'ingenuità.~ ~ELENA~ ~Oh! siete così
1229     IV,      1|          bisogna esserci al giuoco ed inghiottire tutta l'acquolina che inghiottisco
1230     IV,      1|     inghiottire tutta l'acquolina che inghiottisco io! E poi, chi lo dice che
1231     IV,      6|       disposto dapprima all'uopo. Fui ingiusta con voi e volli dirvelo
1232     II        |             salotto. Il salotto molto ingombro di mobili. La porta comune
1233      I,      1|            direbbe? (ride).~ ~GEMMA~ ~Ingrato Filippo! (ride).~ ~ELVIRA~ ~
1234     II        |            bambou. Il gabinetto ha un ingresso a  a sinistra, sull'imboccatura,
1235    III,      1|                      TEODORO~ ~Ah sì, inguantato lo è.~ ~FILIPPO~ ~E di che
1236    III,      4|             ride) Ho capito che stavo innamorandomi dal disgusto che ho provato
1237     II,      8|             illuso! La canzone che gl'innamorati ripetono a memoria per dare
1238               | innanzi
1239    III,      9|       sollevarsi e gridarmi la vostra innocenza.~ ~ELENA~ ~Calunniata? D'
1240     IV,      1|               ecco tutto; ma anche le inondazioni gli fanno per gonfiarmelo.
1241    III,      9|               vivere. Il futuro non m'inquietava, il mio nome è noto nel
1242    III,      9|                    Ciò mi prova che l'insidia colpisce anche lui. D'Almèna
1243     II,      8|                No...!!~ ~ANDREA~ ~Non insista, è inutile, non partirei
1244    III,      2|            sapeste.....~ ~ELENA~ ~Non insistete..... addio.[106]~ ~ANDREA~ ~
1245    III,      2|          questo sono venuto ad un'ora insolita. Stassera sarebbero stati
1246      I,      6|              Subito. Chiudono? (mezzo insonnito va a prendere il cappello
1247      I,      4|                Le donne non sanno più inspirare eroismi.~ ~ELENA~ ~Oh! datemi
1248     II,      8|            partenza? Sono dunque così instabili questi ardori, o non ho
1249     IV,      5|           lasciai insultare, quando v'insultai, v'amavo pazzamente come
1250     IV,      5|             Andrea. Quando vi lasciai insultare, quando v'insultai, v'amavo
1251     IV,      5|             provare una tale smania d'insultarmi e di farmi del male. Ve
1252    III,      9|       orgoglioso di nascondervelo. Mi insuperbiva tanto la vostra felice ignoranza
1253    III,      7|          Banco. (verso Elena cercando intavolar discorso per uscire d'imbarazzo)
1254     II,      5|        capisca.~ ~FILIPPO~ ~Io non ho intelligenza.~ ~ELENA~ ~Filippo capisce
1255    III,      1|            grazia di firmarle in modo intelligibile, non senza prima avermi
1256      I,      6|             quelle mani...!~ ~ELENA~ ~Intendiamoci. È un uomo di mondo?~ ~TEODORO~ ~
1257     IV,      1|              sguardo ha delle dediche intenzionali che mi fanno le corna. Un
1258    III,      9|             nella mia, la notte mi va intera a scribacchiare articoli
1259     II,      8|               Vada. (Andrea s'inchina interdetto e s'avvia per uscire. —
1260     II,      8|      singolarità. — La politica non m'interessa. Mi guardo attorno e non
1261      I,      1|           ELENA~ ~Quando i vicini non interessano.~ ~FILIPPO~ ~Se è una malignità,
1262    III,      3|              naturale che lo si creda interessato. Tu non puoi avere di lui
1263     II        |              colle pareti a cristalli interi che si capisce sporgere
1264      I,      9|           sig. Sarni, la colpa è mia. Interrogava a cenni il mio amico Filippo,
1265     IV,      5|        mattina quando venne Filippo a interromperci. Ma dal momento che vi consegnai
1266     II,      3|          Filippo entraElena, senza interrompere il discorso, gli porge la
1267     IV,      1|              guardia perchè non siano interrotti... da lontano, perchè non
1268    III,      4|          ELENA~ ~Gliele avete proprio intese a dir voi, quelle parole?~ ~
1269    III,      9|               offendermi. Io quando v'intesi calunniata sentii tutto
1270    III,      9|               ore con voi in discorsi intimi[133] e confidenti, oggi
1271     II,      8|           stimo — un bel giorno — per intonarmi cogli altri....~ ~ANDREA~ ~
1272     II,      8|              un amico non cupido, non intraprendente. Un uomo che tremasse all'
1273     II,      4|               sua rinunzia gli lascio intravedere per un istante le superbe
1274    III,      4|             quella un oh! generale. S'intravedono due o tre uomini venire
1275     II,      8|               ad accertare una verità intraveduta ed a scoprire una legge
1276     II,      1|                    SCENA I.~ ~Anselmo introducendo Andrea.~ ~ ~ ~La signora
1277     IV,      1|           ridere: Ah tu ridi, un uomo invidiabile! Se cambio il discorso:
1278     II,      8|               amici!~ ~ELENA~ ~Non li invidii, non ne ho. Ciò vuol dire
1279    III,      9|             Siamo circondati di gente invidiosa e cattiva. Qualunque cosa
1280     II,      4|          vostra felicità; un misto di invidiuzza meschina e di vanità petulante.
1281      I,      7|               mascolina! Perchè vi ho invitato a casa mia![32]~ ~D'ALMÈNA~ ~
1282     IV,    Ult|            verso Elena~ e le dice con ira minacciosa)~ ~Voi cercate
1283    III,      9|                 ANDREA~ ~Perchè quell'ironia? Voi mi parlate come ad
1284    III,      9|              parlato di voi.~ ~ELENA (ironica)~ ~Poveretto!~ ~ANDREA~ ~
1285     IV,      5|         adagiano nella noncuranza; le irrequiete provocano il male e fra
1286      I,      9|              Però trovo strana questa irresolutezza in una Signora. Le donne
1287      I,      9|           saprei. Gli uomini sono più irresoluti prima di deliberare, ma
1288      I,      6|               di partire?~ ~TEODORO~ ~Irrevocabilmente.~ ~ELENA~ ~Se riuscissi
1289     IV,      5|              collera, il disprezzo si irrigidiscono in voi e vi comandano di
1290      I,      6|                 Non sarebbe il modo d'ispirargli l'eroismo.~ ~ELENA~ ~Ma
1291     II,      4|             lascio intravedere per un istante le superbe ricchezze del
1292    III,      1|           mondo prendendo moglie. Gli istinti signorili ce li ha. Sta
1293    III,      9|          scienze fisiche in un grande istituto privato; quando mi decisi
1294    III,      9|           stato il vostro gingillo, l'istrumento per esperimentare i vostri
1295      I,      9|              volte sorridendo a mezze labbra fa cenno di mostrare la
1296    III,      9|              fosse impigliato in quei lacci?~ ~ELENA~ ~Ah! ho paura!~ ~
1297     IV,      1|            Domani. E via progetti sui laghi, le locande, le zampogne.....
1298     II,      3|                ad Andrea) Landucci si lagna sempre di esser maltrattato
1299      I,      1|               ingratitudine! E poi si lagnano se gli uomini le lasciano
1300     II,      4|             Il vostro Dottore non può lagnarsi se in cambio della sua rinunzia
1301     IV,      1|                  D'ALMÈNA~ ~Di che ti lagni se essa lo vuole?~ ~FILIPPO~ ~
1302     IV,      1|               FILIPPO~ ~Sicuro che mi lagno! Chi lo sa quello che vuole?
1303     IV,      5|              starò nel cuore come una lama e saprò darvi un rimorso
1304      I,      9|      abbassate un po' il paralume, la lampada mi fa male agli occhi.~ ~
1305    III,      6|            Non mi vuole vicino, mi ha lanciato uno sguardo tragico. La
1306      I,      4|               di noi? Se sapeste come languiva la conversazione! Un' altra
1307     II,      8|           Vada, la sua vita è bella e larga,[82] non l'impicciolisca
1308      I,      9|        sfoggio di modestia, ma questa larva di celebrità improvvisata
1309     IV,      5|           soffrire, Andrea. Quando vi lasciai insultare, quando v'insultai,
1310      I,      8|            puntuale.~ ~GEMMA~ ~Elena, lasciamo correre?~ ~ELENA (la guarda —
1311      I,      6|              Non sarebbe caritatevole lasciargli indovinare le delizie del
1312     II,      8|           lasci!~ ~ANDREA~ ~Non posso lasciarla così. Da ieri sera che il
1313     II,      2|             umore giovanile; desidero lasciarle di me un'impressione non
1314    III,      1|            era assurda. Io contavo di lasciarli arrivare senza dir parola.
1315      I,      6|              Ora ti vanteresti di non lasciarlo partire?~ ~ELENA~ ~Gran
1316      I,      2|           PAOLO~ ~Vi domando perdono, lasciatemi qui.~ ~ELENA~ ~Mi fate la
1317      I,      7|              è veramente forte non si lascierà smuovere, e lo smacco sarà
1318    III,      9|             Quella statuetta ignuda e lasciva, era il pegno della vostra
1319     IV,      1|              rimase soli. Io capii il latino. Questa, al solito, mi sventola
1320     II        |      superiore un atlante aperto. Dal lato opposto della scena, cioè
1321     II,      8|               procacciarmi io col mio lavoro nemmeno quelle cose futili
1322     II,      4|         opporgli lo spauracchio della lealtà offesa per disarmarlo. Naturale!
1323     II,      8|              vincolo qualunque che mi legasse alla vita normale che vivono
1324     II,      8|               pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio attraverso il
1325     IV,      9|                Sì... un momento... di leggerezza... e ancora...~ ~ANDREA~ ~
1326      I,      1|              ci farebbero arrossire a leggerli. Se in teatro si parlasse
1327     II,      4|   mettendoglielo sotto il naso; a non leggerlo bisognava farlo apposta,
1328     II,      4|            risposto lo zio?~ ~ELENA~ ~Leggete...~ ~FILIPPO~ ~Un enigma.
1329     II,      8|     astruserie!~ ~ANDREA~ ~I versi di Leopardi. È un libro che m'ha sempre
1330      I,      2|            raccontava una storia così lepida!~ ~ELENA~ ~È finita?~ ~PAOLO~ ~
1331    III,      7|    accorgermene dico delle cose molto lepide.[126]~ ~FILIPPO (volendo
1332     IV,      3|               le valigie, le mie sono leste.~ ~FILIPPO~ ~Sì, la solita
1333    III,      1|     appartamenti all'Hôtel Royal sono lesti; avremo per andare alle
1334    III,      1|           TEODORO~ ~Per questo non li leva mai.~ ~FILIPPO~ ~Che ci
1335    III,      9|            sento. Ieri sera quando mi levai per salutarvi mi avete guardato
1336      I,      9|               difficile.[37]~ ~ELENA (levando la testa e guardandolo fiso)~ ~
1337    III,      7|           Gemma.~ A Gemma che si vuol levare)~ ~No, no, ancora un momento.[
1338     II,      3|          FILIPPO~ ~Vi dirò: ho dovuto levarmi per affari, passando davanti
1339    III,      1|           come fanno! Scommetto che a levarseli ci dura mezz'ora, e quando
1340     II,      1|           bisogna fare uno sforzo per levarsene. Ah! le buone sedie dure
1341     II,      4|             l'amico da uomo saggio vi levasse l'incomodo?~ ~ELENA~ ~Cioè...~ ~
1342     II,      1|          mattiniera. La facevo appena levata. Questa è la sala dove eravamo
1343    III,      1|              mezz'ora, e quando li ha levati, la mano gli fa paff per
1344     II,      2|          domattina.~ ~ELENA (Si è già levato il cappello, levandosi il
1345    III,      9|                No, no!~ ~ANDREA~ ~Sei libera... sii mia... sii mia moglie.~ ~
1346      I,      9|    preparativi dell'invernata e fummo liberi prima d'avvertire che..... (
1347      I,      6|          chiuso piuttosto che un mare libero e che ragione hanno i fenomeni
1348      I,      4|               D'Almèna, vi do perfino licenza di spargere la voce che
1349     IV,      8|             Marchesa ti piglia per un liquore spiritoso e inebriante.~ ~
1350    III,      1|            meno di tre o quattrocento lire caduno.[98]~ ~ELENA~ ~Ebbene?~ ~
1351     IV,      1|            più bello d'una mia volata lirica, mentre mi sto maravigliando
1352     IV,      1|            via progetti sui laghi, le locande, le zampogne..... poi passa
1353     II,      4|               d'un'aureola di poesia, locchè vi salverà dalla prosa che
1354     II,      8|                Quando sentivo intorno lodare la mia fortezza d'animo
1355    III,      3|          tollerabile, è qualche volta lodevole in un uomo, è quanto c'è
1356     II,      8|        giovinetta; è tornato vecchio, logoro, rugoso, coi capelli bianchi,
1357      I,      1|             orecchio teso ai discorsi lontani.~ ~ELENA~ ~Quando i vicini
1358     II,      4|            dignità maschile sdegna di lottare contro una donna. Poverette,
1359     II,      2|             contro gli elementi. Quei lottatori sono così semplici e grandi!
1360     II        |             c'è porta  finestra, la luce viene dal gabinetto. Vicino
1361     IV,      1|         carrozza aveva gli occhi così lucenti che rischiaravano intorno;
1362    III,      3|           otto. Non volete servire un Lunch?~ ~ELENA~ ~Sì, come vi piace,
1363    III,      9|             come una carezza materna. Lunedì al teatro nel vostro palco
1364      I,      2|                11]~ ~ELENA~ ~Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti
1365     II,      8|           fiore! Almeno lo porterà in luoghi dove non ne crescono altri.
1366     II,      4|             trionfo a cui crede, e la lusinga[70] di attraversare la vostra
1367     II,      7|          meglio di voi. Se credete di lusingarmi deridendolo, vi sbagliate.
1368    III,      1|               Capivo bene che stavate macchinando. Non mi piace. Finiamola.~ ~
1369      I,      7|              uomini; ma quello di cui macchinate la rovina...~ ~ELENA~ ~La
1370      I,      4|          siete voi.~ ~ELENA~ ~Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito.
1371      I,      9|           cerco che non sia la strada maestra dove passano tutti. Come
1372     II,      3|           Vengo però a dedicarvene la maggior parte.~ ~ANDREA (fra )~ ~
1373      I,      1|              vedovanza le ha tolto la maggiore causa di debolezza che abbia
1374     IV,      8|         partire con me. Le donne sono magnifiche, in parola d'onore.~ ~D'
1375    III,      2|              non va?~ ~ELENA~ ~Anzi è magnifico.~ ~ANDREA~ ~Non va, lo capisco.
1376     II,      8|              vuol dire?[89]~ ~ELENA~ ~Mah! bisogna pigliare il mondo
1377    III,      2|              uno sciocco. Ho preso in mala parte delle osservazioni
1378     IV,      1|              strozzato da quest'amore maledetto e perderci la pace, la salute,
1379               | malgrado
1380      I,      1|     interessano.~ ~FILIPPO~ ~Se è una malignità, non fa colpo; non m'avrò
1381    III,      1|           Credo di sì.~ ~FILIPPO (con malizia)~ ~Lo credo anch'io.~ ~TEODORO~ ~
1382     II,      3|              si lagna sempre di esser maltrattato dalle signore.~ ~ANDREA~ ~
1383    III,      6|              al nemico.~ ~GEMMA~ ~Qui manca il nemico.~ ~D'ASPRI~ ~Ecco
1384     II,      1|            posto, che non se lo trovi mancare. Così — (vede l'altra fotografia
1385    III,      3|           posso permettere che gli si manchi di rispetto in casa mia.
1386     II,      5|          hidalgo Don Chisciotte della Mancia, e vengo a pregarvi di scordare
1387      I,      1|               fargli un sacrifizio mi manda a spasso; e a questo mestiere,
1388    III,      1|              A quest'ora?~ ~TEODORO~ ~Mandalo via, fammi il piacere, ho
1389     II,      4|                 Gli ho scritto che mi mandasse la commendatizia.~ ~FILIPPO~ ~
1390     II,      4|       trattenere quell'altro dal Polo mandaste me ai Tropici.~ ~ANSELMO (
1391      I,      9|              è un poco indisposto. Mi manderà la lettera domattina. Se
1392      I,      9|            Vediamo. (forte) Io non la manderei.~ ~ELENA~ ~Davvero?~ ~ANDREA (
1393      1        |    punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione
1394     IV,      1|          volata lirica, mentre mi sto maravigliando meco stesso della mia eloquenza,
1395    III,      1|               per essere sicuri della marca. Ho provvisto, ordinato,
1396     II,      1|                  Ci sono dei segni in margine e delle note... Vediamo;
1397     IV,      9|           padrone di me.~ ~D'ALMÈNA~ ~Marinaio, va! (via).~ ~
1398      I,      3|              affatto.....~ ~FILIPPO~ ~Maritale.~ ~
1399      I,      1|           seconda, che siamo fatte di marmo, senza cuore e senza immaginativa.~ ~
1400     II,      4|              faccia del mondo! Sono i martiri della scienza e gli eroi
1401     IV,      1|            sul serio. Tu vedi un uomo martoriato. Sei così avvezzo a sapermi
1402     II,      4|              Ma una donna! La dignità maschile sdegna di lottare contro
1403      I,      7|              in avviso? La buona fede mascolina! Perchè vi ho invitato a
1404     IV,      1|                Quali?~ ~D'ALMÈNA~ ~In materia d'amore, colle donne eleganti,
1405    III,      9|          vampa, mite come una carezza materna. Lunedì al teatro nel vostro
1406    III,      3|             ne sei innamorata. Ora un matrimonio d'amore tollerabile, è qualche
1407      I,      6|        TEODORO~ ~Io ci avrei un gusto matto.~ ~FILIPPO~ ~E le vostre
1408    III,      2|                Marchesa. (le porge un mazzo di fiori di campagna).~ ~
1409      I,      9|               mentre anche un uomo di media statura, se cammina solo,
1410     IV,      5|      rispondete così! Non è facile  mediocre quello che sto facendo.
1411     IV,      5|            provato a raccogliermi e a meditare[163] per trovare parole
1412     II,      4|          Chissà stanotte quanto avete meditato il piano di battaglia!~ ~
1413     II,      5|             . Già un'altra volta ha menato gran scalpore di un viaggio
1414      I,      1|                c'è sempre. Io sono il mendicante che raccatta le briciole.~ ~
1415    III,      2|          capitato, avevo altro per la mente.~ ~ELENA~ ~Si sa, gli uomini
1416     IV,      5|            perdute.~ ~ANDREA~ ~Se non mentite vi compiango.~ ~ELENA~ ~
1417     II,      4|            petulante. Davvero che ciò merita dei riguardi! Se i vostri
1418     II,      8|           ideale? Ieri la speranza di meritarlo mi infervorava tanto, stamane
1419    III,      3|             suo viaggio, la celebrità meritata e la fortezza mostrata,
1420      I,      4|           ragionevole. Una sola forse meriterebbe il nome di pazzia.[15]~ ~
1421      I,      1|             lo crederebbero. Ma ce lo meritiamo. Noi ci pavoneggiamo degli
1422      I,      4|              È giusto! le sole pazzie meritorie sono quelle dei savi.[16]~ ~
1423     II,      4|                un misto di invidiuzza meschina e di vanità petulante. Davvero
1424      I,      1|              a turbarci il cuore, ora messe al sicuro, amiamo di scherzare
1425     II,      2|            possa credere che li avevo messi in vista apposta per lei.~ ~
1426    III,      1|               spendesse in pigione la metà di quello che getta in guanti.....~ ~
1427     II,      2|           rotta...~ ~ELENA~ ~Bene, lo metta dove vuole.[57]~ ~ANDREA~ ~
1428     II,      4|             il biglietto piano piano, mettendoglielo sotto il naso; a non leggerlo
1429     IV,      1|               far progetti d'amore, a metter l'amore in tutte le salse.....,
1430    III,      2|                 prende i fiori e va a metterli in un vaso sul camino. Silenzio,
1431     IV,      5|              Questi giorni cercavo di mettermi al vostro posto, di immaginare
1432      I,      7|               32]~ ~D'ALMÈNA~ ~Non lo metterò in avviso, non per timore
1433     II,      4|             consiste nella facoltà di mettersi improvvisamente in uno stato
1434     II,      4|           Dottore e buon viaggio. Non mettetelo ad altre prove. L'unico
1435     IV,      1|            pensai: facciamola finita: mettiamoli di fronte, che si spieghino.
1436    III,      9|             Ieri sono uscito di qui a mezzanotte, dopo di aver passato tre
1437      I,      9|                più volte sorridendo a mezze labbra fa cenno di mostrare
1438     II,      6|           viva simpatia, non ho altri mezzi che di far voti perchè lei
1439     IV,      5|             supplicato. Non aspettavo miglior sorte alle mie preghiere,
1440               | mila
1441               | mille
1442      I,      7|         signor Sarni, ma...~ ~ELENA~ ~Minacciate di metterlo in avviso? La
1443     IV,    Ult|              Elena~ e le dice con ira minacciosa)~ ~Voi cercate di Filippo?...
1444      1        |         correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Sono
1445      I,      6|            dottore sapendo che io fui ministro a Stoccolma e che sono amicissimo
1446     II,      5|                 ELENA (tra )~ ~Dove mira costui?~ ~D'ALMÈNA~ ~Figuratevi
1447     II,      8|            emozione del rimpianto, il miraggio del ritorno. Bisogna dire
1448     IV,      5|          perchè non mi poteste negare misericordia. Se sapeste quanto ho sospirato
1449     II,      2|             lei devono averci in così misero concetto. Ieri sera già
1450     IV,      1|             ballano.~ ~D'ALMÈNA~ ~Che mistero!~ ~FILIPPO~ ~Ti prego di
1451     II,      4|   attraversare la vostra felicità; un misto di invidiuzza meschina e
1452    III,      9|            mio, caldo come una vampa, mite come una carezza materna.
1453      I,      8|          passeggia la scena, va da un mobile all'altro, apre un libro
1454     II        |             salotto molto ingombro di mobili. La porta comune è a sinistra,
1455      I,      9|             che non faccio sfoggio di modestia, ma questa larva di celebrità
1456     IV,      1|              rispondere. Se faccio il modesto è segno che annuisco, se
1457     II,      1|             che li adopera. Hanno una mollezza che agguanta. Quando ci
1458    III,      2|       intraprendere la mia educazione mondana?~ ~ELENA~ ~Badate che vi
1459     II,      2|             fondo delle mie abitudini mondane, non ci vorrà uno scandaglio
1460      I,      9|       avvocato.~ ~ELENA (fra )~ ~Ci morde.~ ~ANDREA~ ~Marchesa!~ ~
1461     IV,      5|               viluppo velenoso che vi morderà il cuore per tutta la vita.
1462    III,      9|        tacendo. Non conosco l'arte di mordere sorridendo. Non sono elegante
1463    III,      3|          precipitato. Non è piacevole morir di freddo e di scorbuto.~ ~
1464     II,      8|         questa vita! Oh! non parlo di morire, sa, non sono sentimentale,
1465    III,      5|             di sorpresa seguìto da un mormorio. Entra precipitoso Filippo,
1466     IV,      1|               trascinato, flagellato, morso e strozzato da quest'amore
1467     II,      3|                  ELENA~ ~Sono proprio mortificata di questo ritardo dello
1468     II,      2|                  ANDREA (che non si è mosso)~ ~Perchè chiude e nasconde
1469     IV,      4|              e detti.~ ~ ~ ~D'ALMÈNA (mostrando ad Andrea la serra)~ ~È
1470      I,      4|                  ELENA~ ~Oh!~ ~PAOLO (mostrandole la scatola)~ ~Ma la scatola
1471    III,      9|               il mutato proposito, ma mostrandomi di non attribuirlo a viltà.
1472      I,      9|              mezze labbra fa cenno di mostrare la lettera. Filippo la guarda
1473      I,      1|           signore si studierebbero di mostrargli una grande noncuranza...,
1474     IV,      6|               voi e volli dirvelo per mostrarvi in qual conto vi tengo.
1475    III,      3|      celebrità meritata e la fortezza mostrata, pareggierebbero forse le
1476     IV,      1|             sicuro. I primi giorni si mostrava agitata, cogli occhi rossi,
1477     IV,      9|          anche la vedi e le parli non mostrerai di sapere...[176]~ ~ANDREA~ ~
1478      I,      6|              eroismo.~ ~ELENA~ ~Ma vi mostrerei che si possono ottenere
1479    III,      9|          impietrita non ha  voce  moto).~ ~Cala la tela.~ ~FINE
1480    III,      9|               miei amici, ho patito i motteggi dei vostri, ho veduto della
1481     II,      3|        ANSELMO~ ~Il Barone Landucci! (movimento d'AndreaFilippo entra —
1482    III,      1|                 ELENA~ ~Oh Dio! Sa di muschio come un parrucchiere.~ ~
1483    III,      9|          avversa e sprezzante. Questo mutamento dev'essere il frutto di
1484     II,      4|               uomini di valore,[67] e mutano la faccia del mondo! Sono
1485     IV,      6|            Almèna, vi sembro donna da mutar consiglio? Dov'è Filippo?~ ~
1486    III,      4|              che ho provato vedendovi mutata. Ora seria e pensierosa,
1487    III,      9|             rimproverandomi sempre il mutato proposito, ma mostrandomi
1488      I,      1|       stimolare colla gelosia qualche Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto
1489    III,      3|              combinazioni che possono nascere dalla convivenza. Il dottore
1490     II,      2|            aperti, li chiude come per nasconderli e li mette sul piano inferiore).~ ~
1491    III,      9|                Ero così orgoglioso di nascondervelo. Mi insuperbiva tanto la
1492     II,      3|             Chissà quegli affari cosa nascondono. Non sarebbe certo per me
1493     II,      4|               mettendoglielo sotto il naso; a non leggerlo bisognava
1494     II,      8|              una legge astratta della natura. Vivere, ecco la ragione
1495      I,      9|            Dicono infatti che sia una navigazione assai più difficile.[37]~ ~
1496      I,      6|                 TEODORO~ ~La cimmeria nebbia, come dicono i classici.[
1497     II,      8|         fortificante, smarrita in una nebbiuzza grigia che ne anticipa il
1498    III,      9|            contatto, e al ballo della Neddinngton avete portato nel corsetto
1499     II,      3|               perfidie![65]~ ~ELENA~ ~Negatelo. Chissà quegli affari cosa
1500               | negli
1501      I,      1|          immaginabili.~ ~FILIPPO~ ~Io nego sempre.~ ~ELENA~ ~S'intende,
1502               | nello
1503    III,      1|                  FILIPPO~ ~Diffatti è nera. E come se l'annoda!~ ~TEODORO~ ~
1504     II,      8|               forte, bello, i capelli neri, la fronte piana, su cui
1505      I,      1|                 Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli incerti del mio
1506      I,      1|         FILIPPO~ ~Marchesa, siete più nervosa del solito.~ ~ELVIRA~ ~È
1507    III,      9|         parola onesta, avete troncato netto il discorso, chiamando ostensibilmente
1508     II,      8|                Come stupiranno quelle nevi d'una fogliolina di rosa!~ ~
1509               | niente
1510      I,      5|      disegnerò stassera, mi faccio un nodo al fazzoletto.~ ~ELENA~ ~
1511     II,      8|               la solita canzone della noia oziosa che fa cadere le
1512      I,      9|     anticipata mi può dare delle gran noie. Ieri sera un amico mi portò
1513      I,      4|               Vedete? Non occorre far nomi. Sbrigatevela con lei.~ ~
1514    III,      3|           FILIPPO~ ~Scusate, mi avete nominato Maggiordomo.~ ~ELENA~ ~Bene,
1515      I,      9|           ghiacci dovemmo riparare in Norvegia.[40]~ ~(Elena mentre Andrea
1516               | nostre
1517     II,      3|          Partiranno in giugno, avremo notizia dei primi giorni di viaggio,
1518    III,      9|             inquietava, il mio nome è noto nel mondo della scienza
1519     II,      2|    sconcertarmi. Rincresce passar per novizio. La sua sicurezza trionfante
1520      I,      6|           causa! Neanche per andare a nozze. Con che serietà parlava
1521               | nullo
1522     IV,      1|               salva. Ciò prova che sa nuotare, ecco tutto; ma anche le
1523     IV,      5|              fuggiate.~ ~ANDREA~ ~Che nuova scommessa avete fatto?~ ~
1524    III,      3|                E allora? Scendi dalle nuvole. Quello adocchia le tue
1525     IV,      1|           zampogne..... poi passa una nuvoletta, e servitore! sarà per un'
1526      I,      2|             offrirne di .~ ~PAOLO~ ~Obbedisco. (via colla scatola a destra).~ ~
1527    III,      3|               Mia cara, una scommessa obbliga tanto chi perde come chi
1528    III,      3|                 Dunque? Non mi avrete obbligata ad essere scortese per niente,
1529    III,      4|           guarda, li vede i fiori all'occhiello)~ ~Datemi quei fiori.~ ~
1530      I,      1|        Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce a me, quando vuole
1531      I,      6|              bacino al barbiere e non occorrerà allo Stato  uno scrigno
1532     II,      8|             di soffrire... forse è un'occulta viltà dell'animo mio.~ ~
1533     II,      8|             incapaci. Il perder tempo occupa tutta la loro giornata.
1534    III,      2|            mia toeletta ha il bene di occuparvi molto quest'oggi (getta
1535      I,      1|               Ma intanto eccole tutte occupate dei fatti miei, mentre se
1536    III,      9|                Non basta. Due mesi fa occupavo una cattedra di scienze
1537     II,      8|             non mi conosce lei. Non s'occupi di me. Vada, la sua vita
1538     II,      8|              mia parte sarebbe troppo odiosa. Vada, mi lasci subito.
1539     II,      4|             FILIPPO~ ~Ma se una volta odorato il fiore e adocchiato il
1540    III,      7|             dica, se anche mi dovesse offendere mortalmente, gliela perdono
1541    III,      9|           incapace di offendermi e di offendervi. La sua onestà è così intatta
1542    III,      9|               della scienza ed ho già offerte per l'anno venturo; ma il
1543    III,      9|      strettezze e senza parlarmene mi offrì di collaborare a giornali
1544      I,      2|           prendere quella scatola e d'offrirne di .~ ~PAOLO~ ~Obbedisco. (
1545               | ognuno
1546    III,      9|      supplicai tremando di una parola onesta, avete troncato netto il
1547    III,      9|               e di offendervi. La sua onestà è così intatta come la vostra,
1548      I,      5|             fanno il ballo prima dell'Opera.~ ~ELENA~ ~Allora si capisce.~ ~
1549     II,      8|           siamo i parassiti del mondo operoso. Gli uomini capaci di farci
1550     II,      4|              la facesse. Ma è bastato opporgli lo spauracchio della lealtà
1551     II        |              atlante aperto. Dal lato opposto della scena, cioè a destra,
1552      I,      1|             io cosa sono?~ ~GEMMA~ ~E oramai voi non contate più.~ ~FILIPPO~ ~
1553    III,      1|            della marca. Ho provvisto, ordinato, fatto i conti e vergato
1554    III,      3|              Avrete un buffet di prim'ordine. Dove avete preso quei bei
1555    III,      3|          TEODORO~ ~Che fai?~ ~ELENA~ ~Ordino la carrozza, esco, e non
1556    III,      9|              triste segreto. Ero così orgoglioso di nascondervelo. Mi insuperbiva
1557      1        |                tra parentesi il testo originale]:~ ~ ~ ~P. 1 -~ ~ ~ ~La
1558      1        |            Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
1559    III,      3|            uno, permettete?~ ~ELENA~ ~Ormai tanto vale eh? Fate. (scampanellata).~ ~
1560      I,     10|        preciso.~ ~FILIPPO~ ~Ci siamo. Orologio alla mano.~ ~GEMMA (nell'
1561      I,      9|            immagina selvatico come un orso bianco.~ ~ANDREA~ ~Al contrario,
1562      1        |               Nota del Trascrittore~ ~Ortografia e punteggiatura originali
1563      I,      1|             di raccomandazione, e non osa farlo salire sino al Macao.
1564    III,      9|             mi dovreste dire, che non osate profferire parola?~ ~ELENA~ ~
1565     II,      6|           servizi. Per mostrarle, non oso dire, la mia amicizia, ma
1566     II,      8|         bisognerebbe darsi la pena di osservare e di riflettere, e quelli
1567    III,      2|             preso in mala parte delle osservazioni giustissime. Vi ringrazio
1568     II,      8|               avere per appianare gli ostacoli che potrebbero trattenermi;
1569    III,      9|          netto il discorso, chiamando ostensibilmente vostro zio, perchè apparisse
1570     II,      4|               deboli! — Si vede. — Ma ostentate di tenerci per tali, e sarebbe
1571      I,      9|              Filippo)~ ~Fa una grande ostentazione di semplicità.~ ~FILIPPO~ ~
1572      I,      1|        scriviamo un biglietto domani. Ostentiamo una dimestichezza universale,
1573      I,      6|              mostrerei che si possono ottenere dei sagrifizi. Va la scommessa?~ ~
1574      I,      9|      guadagnata, se basta partire per ottenerla.~ ~GEMMA~ ~Si ammira un
1575      I,      6|           sollecitano l'imbarco: se l'ottengono, il Sarni è scartato. La
1576     II,      4|          scommessa. La cosa era tanto ovvia[68] che ho temuto la facesse.
1577      1        |               testo originale]:~ ~ ~ ~P. 1 -~ ~ ~ ~La Contessa Elvira
1578     IV,      2|         Baronessa, eravamo in due. La padrona di casa e D'Aspri che ci
1579      I,      9|                un artista per veder paesi. Al giorno d'oggi i piccoli
1580    III,      1|             ha levati, la mano gli fa paff per distendersi; non gli
1581     II,      1|            addio primavera. Quanto la pagherei fra tre mesi una fogliolina
1582     II,      8|                 mette il fiore fra le pagine) Guardi dove lo metto: Le
1583     II,      1|                quei due..... fanno il paio. Ma se lo tenga il suo Barone.
1584      I,      1|              del mio piccolo successo palese... Non do ombra, mi lascio
1585      I,      7|              No.~ ~GEMMA~ ~Per dar la palma al vincitore.~ ~D'ALMÈNA~ ~
1586      I,      2|            ELENA~ ~Sì, sono lunghi un palmo, durano tre quarti d'ora.~ ~
1587     II,      8|               popolo, ma inetto a far palpitare il cuore d'una donna. Che
1588      I,      7|            più facilmente cadrà nella pania.~ ~ELENA~ ~Come temete per
1589    III,      1|             che sciorina all'aria dei panni fantastici.~ ~TEODORO~ ~
1590      I,      9|                 E abbassate un po' il paralume, la lampada mi fa male agli
1591     II,      8|              cura di noi, noi siamo i parassiti del mondo operoso. Gli uomini
1592    III,      3|               e la fortezza mostrata, pareggierebbero forse le vostre condizioni.
1593    III,      1|            Sarà un ricordo di qualche parente morto.~ ~FILIPPO~ ~Diffatti
1594    III,      3|               complimenti. L'età e la parentela non bastano a giustificare
1595      1        |       corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo originale]:~ ~ ~ ~
1596     II        |             specie di gabinetto colle pareti a cristalli interi che si
1597     IV,      1|               c'erano più. Quando non parevo, le baciavo la mano, qualche
1598     IV,      5|               fatto assai, ch'eravamo pari, ed eccomi qui un'altra
1599      I,      1|        naturale ch'essi ci rendano la pariglia. Non c'è uno, dico, non
1600     IV,      1|              pericoloso dell'amore, a parlar d'amore, a ridere d'amore,
1601    III,      9|             le mie strettezze e senza parlarmene mi offrì di collaborare
1602    III,      1|              assolutamente bisogno di parlarti.~ ~ELENA~ ~Come si fa?~ ~
1603      I,      1|             leggerli. Se in teatro si parlasse come parliamo noi, come
1604     II,      5|              mi umilia e la respingo. Parlategli o accettate la complicità.[
1605      I,      9|               le mie speranze. Perchè parleremo spesso di lei. (a Filippo
1606     IV,      1|             ci sarà il Dottore... gli parlerete.....[150]~ ~D'ALMÈNA~ ~Ed
1607     IV,      1|               rispose: andiamoci, gli parlerò.~ ~D'ALMÈNA~ ~Ah! è sincera!~ ~
1608    III,      1|            Dio! Sa di muschio come un parrucchiere.~ ~FILIPPO~ ~Pippo Termini.~ ~
1609    III,      3|          rimorso? Va  che non gli è parso vero di salvarsi da un eroismo
1610      I,      5|         carrozza. Chi viene dalle mie parti?~ ~ENRICO~ ~Io.~ ~MASINA~ ~
1611     II,      3|             porge la mano).~ ~ELENA~ ~Partiranno in giugno, avremo notizia
1612     II,      8|               insista, è inutile, non partirei per un impero! — A domani,
1613     IV,      3|               non approderà a nulla e partiremo.~ ~FILIPPO~ ~Siete d'una
1614     II,      8|            mia parola d'onore che non parto più.~ ~ELENA~ ~Non posso...
1615    III,      6|              possibile.~ ~TEODORO~ ~È passabile.~ ~D'ASPRI~ ~Ma passibile
1616     IV,      3|        ridendo con un signore. Io gli passai proprio daccanto: mi guardò
1617     II,      3|            dovuto levarmi per affari, passando davanti la vostra porta,
1618      I,      9|            sia la strada maestra dove passano tutti. Come vede, mi confesso
1619      I,      9|               apprensione!~ ~ANDREA~ ~Passarono in un attimo, nei preparativi
1620      I,      9|     carezzevole a Filippo)~ ~Filippo, passatemi quello sgabello.~ ~FILIPPO~ ~
1621     II,      8|                   ANDREA~ ~Nei giorni passati la gioia che provavo del
1622     II,      8|              così arduo abbandonarla. Passavo per un eroe quando l'eroismo
1623      I,      8|             partita. (Silenzio. Elena passeggia la scena, va da un mobile
1624     II,      2|                ANDREA~ ~Mi servirà di passeggio; dovrò stare tanto tempo
1625     IV,      5|              un'altra volta. Si dice: passerà, si riprende la vita normale,
1626    III,      6|             passabile.~ ~D'ASPRI~ ~Ma passibile d'uno migliore.~ ~RULFI~ ~
1627      I,      1|            nostro fianco, un uomo che passò la serata a dirci che siamo
1628     II,      4|              anch'io.~ ~ELENA~ ~Siete patetico e solenne.~ ~
1629    III,      9|              risentimento dell'offesa patita. Elena, la collera è fiaccata,
1630    III,      9|           concetto dei miei amici, ho patito i motteggi dei vostri, ho
1631     IV,      1|               farebbero squagliare un patriarca; chi è buono a durare tanto
1632      I,      6|                 FILIPPO~ ~E le vostre paure come agitatore?~ ~TEODORO~ ~
1633      I,      1|               ce lo meritiamo. Noi ci pavoneggiamo degli uomini come di gioielli,
1634     IV,      7|         Vorrei.....~ ~D'ALMÈNA~ ~Abbi pazienza; due minuti; aspetta due
1635     IV,      5|            quando v'insultai, v'amavo pazzamente come vi amo ora, e quest'
1636     IV,      9|         gettato ai suoi piedi come un pazzo!~ ~D'ALMÈNA~ ~Bada!... eccola...
1637     IV,      1|        amarezze, ora con certe faccie peccaminose che farebbero squagliare
1638      I,      1|        mettiamo ogni studio a dare il peggior concetto possibile dei nostri
1639    III,      1|               è.~ ~FILIPPO~ ~E di che pelle se reggono a serrarlo come
1640     II        |              in peluche con fiocchi e peneri. Nel piano disotto libri,
1641    III,      9|              degli occhi così dolci e penetranti, il vostro sguardo ha cercato
1642     IV,      1|           cancellato con un tratto di penna, l'indirizzo della Marchesa
1643     IV,      4|            voi, contessa? Qui c'è una penombra deliziosa, ma ingrata, dacchè
1644     IV,      5|        seguitare questo discorso così penoso? Di me non avete a temer
1645     IV,      1|               doveva venire il Sarni, pensai: facciamola finita: mettiamoli
1646    III,      9|               delle mie miserie. Ora, pensando a me, quelle piccole cure
1647     II,      5|               bisogna andare adagio a pensar bene del prossimo.[76]~ ~
1648      I,      7|          ALMÈNA~ ~Una cattiva azione. Pensateci. Ammetto che siate indispettita
1649     IV,      3|             voce quelle anime pietose penseranno male.~ ~ELENA~ ~Vi comprometto?~ ~
1650      I,      1|            dice di me. Che volete che pensi dei fatti nostri, la gente
1651     IV,      5|            Andrea, se sapeste! Mai un pensiero elevato, mai un affetto
1652    III,      4|         vedendovi mutata. Ora seria e pensierosa, mi piacevate meno... ma
1653      I,      6|       seccatori e compagnia bella: ci pensino da , che la sanno lunga.
1654      I,      8|              rimasta ritta, immobile, pensosa. Uscito Almèna si scuote).~ ~
1655     II,      4|           giuro che stamane ero quasi pentita del gioco, e se appena avesse
1656      I,      9|           lettera in mano col braccio penzoloni lungo il fianco esterno
1657               | Perciò
1658     II,      8|           quelli ne sono incapaci. Il perder tempo occupa tutta la loro
1659     II,      5|              a Roma, l'umanità non ci perderà molto.~ ~ELENA~ ~Che vi
1660      I,     10|                 Certo.~ ~GEMMA~ ~Uhm! Perderai.~ ~ELENA~ ~Credi?~ ~GEMMA~ ~
1661     IV,      1|               quest'amore maledetto e perderci la pace, la salute, l'appetito,
1662     IV,      2|              far che?~ ~GEMMA~ ~A non perdere il tempo.~ ~FILIPPO (a D'
1663     IV,      5|               avrei voluto dispormi a perdonare! Non ci riusciva. Sentivo
1664     IV,      9|              Che ti ha scongiurato di perdonarle.~ ~ANDREA~ ~È vero.~ ~D'
1665     IV,      6|              Ho scongiurato Andrea di perdonarmi, mi sono fatta cencio al
1666     IV,      1|       spionaggio non me l'avrebbe mai perdonato, per cui non m'avventurai
1667     IV,      5|              come ho fatto. Mi avrete perduta! Ma vi starò nel cuore come
1668     IV,      5|              dignità e la pace che ho perdute.~ ~ANDREA~ ~Se non mentite
1669      I,      1|          senza poesia, e quindi senza pericoli. La poesia poteva riuscire
1670    III,      4|             voi.~ ~FILIPPO~ ~Mi avete permesso....[116]~ ~ELENA~ ~Ed ora
1671    III,      3|            dottor Sarni, ma non posso permettere che gli si manchi di rispetto
1672    III,      3|                Perchè? Ne prendo uno, permettete?~ ~ELENA~ ~Ormai tanto vale
1673      I,      6|          Avessi sentito con che fuoco perorava la sua causa! Neanche per
1674      I,      9|            deliberare, ma più fermi e perseveranti dopo.~ ~ELENA~ ~Sicchè lei
1675      I,     10|            via).~ ~GEMMA (ad Elena)~ ~Persisti nella scommessa?~ ~ELENA~ ~
1676     IV,      2|              D'ASPRI~ ~Perchè è tempo perso.[155]~ ~GEMMA~ ~Imparate
1677    Per        |                                       PERSONAGGI~ ~La Marchesa Elena di Roveglia~ ~
1678    III,      3|               sanno ch'io sono l'ozio personificato, e il tempo che vi dedico
1679     II,      8|             non ho nell'animo la fede pertinace e vittoriosa? Legga il viaggio
1680     II,      4|             divinità invulnerabile vi pesa.~ ~ELENA~ ~Forse. (scampanellata
1681     IV,      5|          furibonde mi risuonavano nel petto, ma il sonno faticoso e
1682     II,      4|       invidiuzza meschina e di vanità petulante. Davvero che ciò merita
1683      I,      1|              Gemma) Ce n'ho messo tre pezzi grossi, e una goccia di
1684     II,      2|             Perdoni, sig. Sarni. È un pezzo che aspetta? Ho l'abitudine
1685      I,      1|             FILIPPO (baciandola)~ ~Mi piacciono i vostri nervi. Sono gli
1686     II,      8|              perduto. Questo nuovo mi piacerà meno.~ ~ELENA~ ~L'ha con
1687     II,      4|                Era un bel esempio. Mi piaceva quella solitudine ingrata.
1688    III,      4|            Ora seria e pensierosa, mi piacevate meno... ma se tornate quella
1689    III,      3|            eroismo precipitato. Non è piacevole morir di freddo e di scorbuto.~ ~
1690     II,      2|          Sissignore, l'ho letto, mi è piaciuto; l'ho annotato, ed alla
1691     II,      8|               capelli neri, la fronte piana, su cui poteva posarsi con
1692     II,      8|         saprei. Non ho più ragione di piangere in questo momento che un'
1693     II        |             al sofà un tavolino a due piani foderato in peluche con
1694      I,      8|               poi lo chiude; siede al pianoforte. Filippo sbadiglia coprendosi
1695     II,      2|               fermo a bordo.~ ~ELENA (piccata)~ ~Padrone!~ ~ANDREA~ ~Dicevo
1696     IV,      2|              FILIPPO (a D'Almèna)~ ~E picchia!~ ~D'ALMÈNA~ ~Ciò non dipende
1697     II,      4|               grandi uomini sono così piccini, non pigliatevela con noi
1698     IV        |            Contessa Del Pallio. Serra piccola e poco rischiarata. Invetriata
1699      I,      9|             paesi. Al giorno d'oggi i piccoli fatti sono troppo facilmente
1700     II,      8|              che diritto mi metto sul piedestallo? Non verrà, ma può venire
1701     II,      4|               ci si fa una risata. Ho piegato il biglietto piano piano,
1702     II,      1|               ieri? No — Bello! com'è pieno di fiori! Che profumo! Per
1703      I,      4|           miei sigari, e d'aver avuto pietà di noi? Se sapeste come
1704     IV,      3|               bassa voce quelle anime pietose penseranno male.~ ~ELENA~ ~
1705    III,      1|             trovo che se spendesse in pigione la metà di quello che getta
1706    III,      3|    indelicatezza.~ ~TEODORO~ ~Come la pigli!~ ~FILIPPO (arrivando)~ ~
1707     II,      8|                  ELENA~ ~Mah! bisogna pigliare il mondo com'è. A forza
1708     II,      3|         portinaio, voglio che salga a pigliarla. È inteso?~ ~ANDREA~ ~Sissignora...
1709     II,      2|         ANDREA~ ~Vuol dire che non so pigliarmela con garbo.[54]~ ~ELENA~ ~
1710     II,      3|            aver io?~ ~ELENA~ ~Come la pigliate! (ad Andrea) Landucci si
1711     II,      7|              di troppo, eh?~ ~ELENA~ ~Pigliatela come vi piace.~ ~FILIPPO~ ~
1712     II,      4|           gettavo.[72]~ ~FILIPPO~ ~Ci pigliava gusto ad affondare. Chissà
1713     II,      7|         FILIPPO~ ~Non mi piace, ma la piglio come posso. Sig. Sarni,
1714      I,      9|           segno che c'è una specie di pigrizia universale, che fa senza
1715    III,      1|             parrucchiere.~ ~FILIPPO~ ~Pippo Termini.~ ~ELENA~ ~Quello
1716     II,      4|        FILIPPO~ ~Ha un'aria andantino pizzicato! Hanno chiuso l'uscio d'
1717      I,      6|              E il vostro proposito di poc'anzi di far andare la testa
1718     II,      2|            meglio è confessare la mia pochezza. Un uomo che sta a suo posto,
1719     II,      2|                 ELENA~ ~Dove vuole. E poichè è , mi faccia la grazia
1720     II,      8|               dalle singolarità. — La politica non m'interessa. Mi guardo
1721      I,      1|               che parte domani per il Polo-Nord. Pare che al Polo si debba
1722     II,      7|          FILIPPO (piano ad Elena)~ ~È pomposo come un capo tamburo.~ ~
1723     II,      8|              degno d'imperare su d'un popolo, ma inetto a far palpitare
1724     IV,      3|           spaventosa!~ ~ELENA (seria, porgendogli la mano)~ ~Perdonatemi.~ ~
1725      I,      6|              Ah! Sveglia Del Sannio e portalo con te. Non voglio che il
1726    III,      3|     meraviglia che abbia accettato di portarmi una simile ambasciata.~ ~
1727    III,      3|             FILIPPO~ ~Tutto, ve li ha portati il Dottore, eh?~ ~ELENA~ ~
1728     IV        |               giardino. Al fondo, due porte che dànno nell'appartamento,
1729     IV,      1|               a cercare il Sarni e lo porterai qui. È il luogo migliore.
1730    III,      1|            banda. E due domestici che porteranno la statuetta della Tuffolina.~ ~
1731    III,      1|         vagone-salon; lo champagne lo porteremo con noi per essere sicuri
1732      I,      5|                      MASINA~ ~E me le porterete domani?~ ~ENRICO~ ~Mi darete
1733    III,      3|              sei.~ ~ELENA~ ~Non ce lo porto io.[111]~ ~TEODORO~ ~Oh
1734    III,      2|       prendete? (Elena li prende e li posa sul tavolino). Che avete?
1735     II,      8|           fronte piana, su cui poteva posarsi con amore il bacio d'una
1736      I,      1|             l'amore di una donna, che possederlo davvero in segreto.[6]~ ~
1737     II,      2|               degli uomini che non ne posseggono altre. Ora hanno perduto
1738     IV,      1|              solo nel suo salotto, la posta portò una lettera dove c'
1739      I,      6|           posto al dottor Sarni. Ma i posti sono pochi ed all'ultimo
1740    III,      1|               a quattro cavalli, alla postigliona; ho fatto richiesta qui
1741               | poter
1742    III,      7|       trattenere per esperimentare il potere de' suoi vezzi.~ ~ANDREA~ ~
1743     II,      6|            Signor Sarni, mi auguro di poterla festeggiare al suo ritorno.[
1744               | potersi
1745      I,      1|         FILIPPO~ ~Mi rincresce di non potervelo presentare.~ ~ELENA~ ~Oh
1746     II,      4|               prove. L'unico mezzo di potervi illudere intorno alla sua
1747               | potessi
1748               | poteste
1749     II,      4|             lottare contro una donna. Poverette, siamo tanto deboli! — Si
1750      I,     10|          Filippo)~ ~Venite?~ ~ELENA~ ~Pranzerete poi con me.~ ~FILIPPO~ ~
1751    III,      2|             deliziosa, girellando nei prati come un ragazzo.~ ~ELENA~ ~
1752    III,      5|           uscio Paolo e Rulfi vengono precipitosi).~ ~PAOLO~ ~Cognac, Cognac!~ ~
1753    III,      5|         seguìto da un mormorio. Entra precipitoso Filippo, va alla tavola
1754      I,     10|               alle undici e un quarto preciso.~ ~FILIPPO~ ~Ci siamo. Orologio
1755     II,      8|               diamante).~ ~ELENA~ ~Ne preferisce una copia sciupata? Vuol
1756     IV,      1|             colle donne eleganti, non preferisci il parere all'essere?~ ~
1757      I,      5|            potrà. Gli uomini si fanno pregare ora.~ ~RULFI~ ~Infatti devo
1758    III,      7|        chiamato?~ ~ELENA~ ~Sì, volevo pregarti di far servire il thè, ma
1759     II,      5|               della Mancia, e vengo a pregarvi di scordare la mia spagnuolata.[
1760     II,      1|               veniva il signore lo si pregasse di aspettare, che alle undici
1761      I,      4|  conversazione! Un' altra volta ve ne preghiamo colle mani giunte, non private
1762     IV,      5|      aspettavo miglior sorte alle mie preghiere, ma non credevo mi sarei
1763    III,      9|        quotidiani e settimanali, e mi pregò come di un favore, perchè
1764     II,      2|        suonare il campanello. (Andrea preme il bottone elettrico vicino
1765    III,      9|            visitatori, il mio braccio premette tutto il vostro, ho sentito
1766    III,      9|              la coglieste voi stessa, premurosa che non vi fosse ridata
1767     II,      8|            altri....~ ~ANDREA~ ~Oh! — Prenda. (le  la lettera).~ ~ELENA~ ~
1768      I,      9|         domattina. Se vuole passare a prenderla in casa mia, o se mi lascia
1769    III,      2|                 Che vuol dire? (senza prenderli).~ ~ANDREA~ ~Sono fiori
1770     IV,      8|            ALMÈNA~ ~Non vai nemmeno a prenderti il soprabito?~ ~FILIPPO~ ~
1771    III,      2|               stati appassiti. Non li prendete? (Elena li prende e li posa
1772    III,      3|              FILIPPO~ ~Oh! Perchè? Ne prendo uno, permettete?~ ~ELENA~ ~
1773     II,      2|            prima che lei giungesse mi preoccupavo del giudizio che avrebbe
1774    III,      3|            Ambrogio va alla veranda e prepara la tavola con Anselmo).~ ~
1775     IV,      3|            Che sarà ben altro domani. Preparate pure le valigie, le mie
1776      I,      9|           Passarono in un attimo, nei preparativi dell'invernata e fummo liberi
1777      I,      6|               sono amicissimo di quel Presidente del Consiglio, venne da
1778    III,      7|              farlo.~ ~GEMMA~ ~C'è chi pretende che l'abbia trattenuto la
1779    III,      9|        confidenza e carpitami la mia, pretendo sapere se tutto ciò non
1780    III,      3|                a Teodoro)~ ~Tu dovevi prevederle queste cose. Tu dovevi impedire
1781     IV,      6|             cospetto, invano. L'avevo preveduto e avevo disposto dapprima
1782     II,      2|            Pensavo che il suo tempo è prezioso; chissà quante cose le restano
1783     IV,      5|         vorrebbe tornare)~ ~No. (esce pricipitoso. Elena rimane sola).[169]~ ~
1784    III,      3|            fatto. Avrete un buffet di prim'ordine. Dove avete preso
1785     II,      1|           profumo! Per un anno, addio primavera. Quanto la pagherei fra
1786    III,      9|         fisiche in un grande istituto privato; quando mi decisi per la
1787      I,      7|               nulla. È un uomo utile, probabilmente ingenuo e quindi disarmato
1788      I,      1|         trovare la soluzione di certi problemi di fisica. Uno scienziato.~ ~
1789     II,      8|               che mi serve. Non posso procacciarmi io col mio lavoro nemmeno
1790     II,      8|          miserie. Sono cose da nulla, procelle di gente oziosa. Mi lasci!
1791     II,      5|              il mio torto, devo anche proclamare che avevate ragione.~ ~ELENA (
1792    III,      1|                non senza prima avermi proclamato benemerito del genere umano.~ ~
1793     II,      4|          momento della seduzione esse prodigano il fiore dell'anima loro,
1794    III,      6|           nemico.~ ~D'ASPRI~ ~Ecco il prodigio della vittoria.~ ~TEODORO (
1795     II,      8|              giorno che la voluttà di profanare...~ ~ANDREA~ ~E non crede
1796     II,      8|         merito — o che li sdegno. Noi profaniamo tanto la parola Amicizia!
1797      I,      6|              e tanto meno dei signori professori, dottori, scrittori, compositori,
1798    III,      9|          dovreste dire, che non osate profferire parola?~ ~ELENA~ ~Chiedete
1799    III,      9|  dimentichiamo. Ma la grande parola è profferita, Elena, dimmi che mi ami,
1800      I,      9|            non riescirò a trarne quel profitto che mi propongo, eccomi
1801     II,      2|               di vederci trapelare la profonda convinzione della nostra
1802     II,      1|             com'è pieno di fiori! Che profumo! Per un anno, addio primavera.
1803    III,      1|              Filippo.~ ~ ~ ~FILIPPO~ ~Programma. — Le corse saranno Domenica;
1804      I,      6|             di vagheggiare Dio sa che progressi di civiltà e di metterci
1805     II,      8|                non parli così, glielo proibisco, la mia parte sarebbe troppo
1806      I,      9|           donne pel solito deliberano prontamente.~ ~ELENA~ ~Ha in così buon
1807     II,      2|             Sono indiscreto. Ma se si propone di scandagliare il fondo
1808    III,      1|           TEODORO (c. s. a Filippo)~ ~Proponete di aggregare il Sarni alla
1809      I,      4|             dato quell'uomo forte, vi proporreste di fargli andare la testa
1810      I,      5|             Vieni?~ ~LORENZO~ ~Volevo proportelo, mi secco... io dopo pranzo...~ ~
1811     IV,      5|             se non fu così. Quando mi proposi di trattenervi non vi conosceva,
1812      I,      9|          delle sue speranze, dei suoi propositi, ci descriva quegli spettacoli
1813      I,      9|            tra Elena~ e Filippo)~ ~La proposta è seducente ed il quadro
1814               | proprii
1815      I,      7|           eroe, e mi vendicherà della prosopopea di tutti gli altri. E poi
1816     II,      5|              adagio a pensar bene del prossimo.[76]~ ~FILIPPO~ ~Un intrigante,
1817     II,      5|               ELENA~ ~Ah! seguitate a proteggermi? (scampanellata di fuori).~ ~
1818     II,      5|          capisce che non amo sentirmi protetta.~ ~D'ALMÈNA~ ~Sempre l'orgoglio!~ ~
1819     IV,      5|             se non lo credete; dovete provare una tale smania d'insultarmi
1820     IV,      5|             come vi ho offeso io e ne provasse poi il pentimento che ne
1821     II,      8|           giorni passati la gioia che provavo del viaggio imminente, era
1822     II,      4|                Non mettetelo ad altre prove. L'unico mezzo di potervi
1823     IV,      5|             noncuranza; le irrequiete provocano il male e fra una tazza
1824     II,      2|           casa sua ho esaurito la mia provvista di galanterie. Sono stanco
1825     II,      1|              che mi vanno in visite e provviste mi stancano. È una settimana
1826    III,      1|         essere sicuri della marca. Ho provvisto, ordinato, fatto i conti
1827      I,      4|            ELENA~ ~Ah! che madrigale! Pubblichiamolo subito. Signori e signore:
1828     IV,      1|        indirizzo del Sarni scritto di pugno dalla Marchesa, e sotto
1829     IV,      5|             amore che vi vendica e mi punisce non vorrei strapparmelo
1830      1        |           Trascrittore~ ~Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,
1831      I,      7|              Vi conosco, ora siete in puntiglio, ma tornata in voi sareste
1832      I,      8|             campanello) Eccolo qui, è puntuale.~ ~GEMMA~ ~Elena, lasciamo
1833     II,      2|           maraviglia, perchè lo zio è puntualissimo. La lettera non può tardare.~ ~
1834      I,      1|           Sapete, Marchesa, perchè mi punzecchiate tanto? Perchè quei signori,
1835     II,      8|               costringerla a rimanere pura e nobile, per trovare in
1836     IV,      8|         lasciato il mantello a quella Putifarre. Addio. (quando è sulla
1837     II,      1|              dovuto dare accademia di quadri polari per fornire poi argomento
1838      I,      9|            proposta è seducente ed il quadro bellissimo, ma il tempo
1839               | qual
1840               | qualcheduno
1841               | Qualcuno
1842     II,      2|              sera. La galanteria è la qualità degli uomini che non ne
1843               | quant'
1844               | quante
1845               | Quantunque
1846     IV,      1|              mattina la incontrai nei quartieri dove abita il Sarni. Vedendomi,
1847    III,      1|             del portinaio che avverte quassù. Filippo, guardate dalla
1848    III,      1|             dottor Sarni, non per far quattordici..... ma.....~ ~TEODORO~ ~
1849    III,      1|             se n'esce a meno di tre o quattrocento lire caduno.[98]~ ~ELENA~ ~
1850     IV,      1|         ALMÈNA~ ~Ci sono di  almeno quindici marchese e mezza dozzina
1851    III,      9|             di collaborare a giornali quotidiani e settimanali, e mi pregò
1852      I,      1|             Io sono il mendicante che raccatta le briciole.~ ~ELENA~ ~Voi
1853      I,      1|           tavola, qualche briciola da raccattare, c'è sempre. Io sono il
1854     IV,      5|             che vi dirò; ho provato a raccogliermi e a meditare[163] per trovare
1855    III,      3|              Volete rimaner sola, per raccogliervi, eh?[115]~ ~ELENA~ ~Restate,
1856      I,      1|       consegnare una certa lettera di raccomandazione, e non osa farlo salire
1857      I,      9|               ANDREA (a Filippo)~ ~Mi raccomando a lei. (via).~ ~
1858      I,      2|               bene un'altra storia da raccontare.~ ~PAOLO~ ~Vi domando perdono,
1859      I,      2|            ora fa.~ ~PAOLO~ ~D'Almèna raccontava una storia così lepida!~ ~
1860     II,      2|             che m'interessi quanto il racconto di queste superbe battaglie
1861    III,      9|       contenni per rispetto di voi, o raddoppiare il mio avvilimento tacendo.
1862    III,      9|            chimica elementare a pochi ragazzi o stupidi o svogliati che
1863     IV,      4|              per uscire.~ D'Almèna lo raggiunge ed esce con lui).~ ~MASINA~ ~
1864      I,      4|               facessi sarebbe un atto ragionevole. Una sola forse meriterebbe
1865     II,      2|               Possono essere tante le ragioni.~ ~ELENA~ ~Per ciò è una
1866     IV,      1|            che mi credono arrivato si rallegrano, e vorrebbero farmi dire.
1867      I,      9|                  ELENA~ ~Non vede? Mi rallegro con lei.~ ~ANDREA (fra )~ ~
1868    III,      7|     accomodare)~ ~No, sono io che gli rammentavo uno scherzo.~ ~RULFI~ ~Ma
1869      I,      9|        scordarci al ritorno. E noi lo rammenteremo molte volte. Quando lei
1870     II,      8|             da fare. Buon viaggio! si rammenti di noi e buona fortuna.
1871      I,      6|             qui ora, il Dottor... non rammento nemmeno il nome, guardate.~ ~
1872    III,      9|             Troppo, perchè non ho più rancori, ma non basta per la nostra
1873    III,      9|          moglie.~ ~ELENA (ritraendosi rapidissima)~ ~Ah![140]~ ~ANDREA~ ~Elena!
1874     IV,      8|                 FILIPPO~ ~Non vedo il rapporto.~ ~D'ALMÈNA~ ~La Marchesa
1875      I,      9|             come una specie di bestia rara che molte persone convenute
1876     II,      8|           Anch'io; questo sfogo mi ha rasserenata..... Dov'è andato or ora?~ ~
1877    III,      9|           esacerbato, voi me lo avete rasserenato. Sono tanto contenta di
1878      I,      1|               lo siamo timidamente in realtà. In fondo siamo scoraggite.
1879     IV,      5|           sonno faticoso e agitato mi recava la vostra immagine pallida
1880     IV,      5|           forte sulla fede altrui. Ho recitato un'indegna commedia fino
1881      1        |             stati corretti i seguenti refusi [tra parentesi il testo
1882      I,      6|             Tuffolina che mi volevano regalare il giorno della mia festa.~ ~
1883    III,      3|            Gemma che la scommessa non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente
1884    III,      1|           FILIPPO~ ~E di che pelle se reggono a serrarlo come fanno! Scommetto
1885     IV,      4|               D'ASPRI~ ~Anzi basta la regola del tre.~ ~GEMMA~ ~L'avete
1886     II,      8|        conceda di portar via come una reliquia la confidenza di un suo
1887      I,      1|       gioielli, è naturale ch'essi ci rendano la pariglia. Non c'è uno,
1888      I,      4|             vostra presunzione che vi rende perfino scortesi.~ ~
1889    III,      3|                Quello adocchia le tue rendite.~ ~ELENA~ ~Vorrei esserne
1890     II,      4|             intorno alla sua virtù di resistenza[74] è quello di non tentarla.
1891    III,      7|             allegra che non ho saputo resistere al desiderio di seguirli. (
1892     IV,      5|               saprò superarla, ma non respingetemi, ma non negate l'amore,
1893     II,      5|           cavalleresca mi umilia e la respingo. Parlategli o accettate
1894     IV,      5|          invano. Vi ho scritto, avete respinte le mie lettere senza aprirle.
1895     IV,      2|             il tempo, anche essendone respinti, e ce n'è di quelle colle
1896      I,      1|              degli uomini che abbiamo respinto, che creda alla nostra virtù.
1897     IV,      2|              con D'Aspri)~ ~Ah qui si respira!~ ~D'ASPRI~ ~Finchè ci siete
1898     II,      4|             parola. So che finirà per restare — ecco tutto. — L'arte della
1899    III,      3|      raccogliervi, eh?[115]~ ~ELENA~ ~Restate, se vi piace.~ ~AMBROGIO~ ~
1900    III,      9|               Per carità, per carità, restiamo così! Era pur bello il nostro
1901     II,      4|            solitudine ingrata. Datemi retta, mandate la lettera al Dottore
1902    III,      6|        Lasciate, non è nulla, s'è già riavuta. Ha presa una storta al
1903      I,      1|               gelosia qualche Narciso ricalcitrante, mi fa l'occhietto dolce
1904      I,      5|         ricordo, Elena, quella famosa ricamatrice non ha finito ancora?~ ~
1905    III,      3|            sospetta mi diate nulla in ricambio.~ ~ELENA~ ~Sicchè son condannata
1906     II,      8|               fastidio, tanto l'hanno ricantata. È una canzone triste, ma
1907     IV,      1|         Svizzera: ogni due sere ci si ricasca; ho già traversato il Gottardo
1908     IV,      9|               ANDREA~ ~Ed io quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo del mio
1909     II,      8|         canzone triste, ma vera. Sono ricca, non posso fare il maggiordomo
1910      I,      9|       economia.~ ~GEMMA~ ~È già tanto ricco!~ ~FILIPPO~ ~L'avevo detto?
1911    III,      3|          voglio che in mia assenza si riceva nulla. Ho già detto a Gemma
1912     II,      4|          turbato come un'educanda che riceve un biglietto d'amore. Poveretto,
1913    III,      7|               è inteso?~ ~ELENA~ ~Sì, riceverete la circolare.~ ~GEMMA~ ~
1914      I,      6|            cederai un tuo salotto per riceverlo.~ ~GEMMA~ ~E perchè non
1915    III,      1|             Non puoi far dire che non ricevi?~ ~ELENA~ ~A quest'ora il
1916      I,      9|           avrà tutta la cecità che si richiede ad un verdetto della sorte.
1917      I,      1|             spavalderia di sicurezza. Riconduciamo a casa, la notte, nella
1918    III,      9|               lui. Gli debbo una gran riconoscenza.~ ~ELENA~ ~Lo confessate!~ ~
1919     IV,      4|            del tre.~ ~GEMMA~ ~L'avete riconosciuta?[161]~ ~ANDREA~ ~Ci si vede
1920     II,      4|              ELENA~ ~Il Dottore li ha riconosciuti.~ ~FILIPPO~ ~E gli avete
1921     IV,      6|             mio nobile hidalgo! Ve ne ricordate? Come vanno a finire le
1922     IV,      1|             ALMÈNA~ ~Tu sì, mio caro. Ricordati la scommessa del dottor
1923    III,      9|             attristiamoci con cattivi ricordi. Dimentichiamo.~ ~ANDREA~ ~
1924    III,      1|            presenza di quegli altri a ricusare il pagamento della scommessa,
1925     IV,      8|                  FILIPPO~ ~Lui? Le ha ricusato i suoi favori. Ci ho gusto.
1926     IV,      5|             Andrea, e il mio orgoglio ricusava d'accettarvi per forte sulla
1927      I,      1|          FILIPPO~ ~È inteso, padrone, ridano, non domando di meglio. (
1928     II,      8|               rosa!~ ~ANDREA~ ~Gliela ridarò al mio ritorno.~ ~ELENA~ ~
1929    III,      9|            premurosa che non vi fosse ridata da altri. Elena, voi mi
1930    III,      9|            casa vostra i vostri amici ridessero di me, e li avete secondati.
1931     IV,      1|             la volto in ridere: Ah tu ridi, un uomo invidiabile! Se
1932    III,      6|               RUBACONTI~ ~Ora lo va a ridire. E lo  per suo. Ripete
1933    III,      9|              esco di casa vostra e mi riduco nella mia, la notte mi va
1934     IV,      8|            pel giardino senza nemmeno rientrare nelle sale. E prima che
1935    III,      6|            suoi tutti i detti che gli riesce di capire.~ ~RULFI~ ~Glielo
1936      I,      9|           spedizione fallirà o se non riescirò a trarne quel profitto che
1937    III,      3|         dovevi impedire la scommessa, rifiutarmi quella lettera, darmi allora
1938    III,      3|         scommessa non reggeva, che ne rifiutavo assolutamente il pagamento.
1939    III,      3|             subito. Se persistete nel rifiuto corro ad avvertirne la contessa.
1940     II,      8|             da quell'altezza dove s'è rifugiata, che volesse costringerla
1941     IV,      1|          piange per dolori che non mi riguardano, il suo sguardo ha delle
1942     II,      4|            Davvero che ciò merita dei riguardi! Se i vostri grandi uomini
1943     II,      8|          esemplare vecchio a forza di rileggerlo, cui volevo un bene dell'
1944     II,      2|              era  aperto, perchè ne rilessi dei brani ieri sera quando
1945    III,      1|              una sfuriata? È donna da rimandarli via tutti.~ ~FILIPPO~ ~D'
1946    III,      3|               lei sottovoce)~ ~Volete rimaner sola, per raccogliervi,
1947      I,      5|           tutti) Addio. (va ad Elena) Rimani. (via Masina, Enrico, Lorenzo
1948     IV,      1|          palco finì per vuotarsi e si rimase soli. Io capii il latino.
1949     II,      8|              Guardi dove lo metto: Le rimembranze. Si ricorderà di me? Non
1950      I,      6|                se ci sei tu non posso rimettere a domani la consegna della
1951     II,      4|            felice della caduta, e per rimetterlo a posto si chinava fino
1952     IV,      1|                E nota che il Sarni ci rimetteva molto di più.~ ~FILIPPO~ ~
1953     II,      1|       maraviglia che lei così fina... Rimettiamolo bene a[51] suo posto, che
1954    III,      4|               di visita, e cominciò a rimorchiarlo dappertutto.~ ~ELENA~ ~Gliele
1955     II,      8|              che sembrava rimorso. Mi rimordeva che non mi dolesse di partire.
1956     IV,      9|           quasi ci ricascavo!... E mi rimordevo del mio orgoglio!... e or
1957     II,      8|              animo mio.~ ~ELENA~ ~Che rimorsi m'ha dato! che male le ho
1958     II,      8|            nell'anima la emozione del rimpianto, il miraggio del ritorno.
1959    III,      9|            sostenne contro me stesso, rimproverandomi sempre il mutato proposito,
1960     IV,      4|              A meno che?~ ~GEMMA~ ~Le rincresca di accertare la persona.~ ~
1961     II,      8|               per forza.~ ~ELENA~ ~Ne ringrazi la sorte.~ ~ANDREA~ ~Che
1962      I,      4|             discorso devo fare io per ringraziarvi d'aver risparmiati i miei
1963     IV,      5|        violento, di assordarvene e di rinnegare tutta la verità, perchè
1964     IV,      3|              nulla da quel colloquio? Rinunciatevi addirittura.~ ~ELENA~ ~No.
1965     II,      4|       lagnarsi se in cambio della sua rinunzia gli lascio intravedere per
1966    III,      9|              decisi per la spedizione rinunziai a quel posto che si dovette
1967     II,      8|        scontroso, sarebbe così facile rinunziare a un po' d'orgoglio per
1968    III,      9|            dimmi che mi ami, dimmelo, ripagami dalle torture che mi hai
1969      I,      1|          noncuranza..., salvo forse a ripagarlo....[5]~ ~ELENA~ ~Oh...,
1970      I,      9|          bloccati dai ghiacci dovemmo riparare in Norvegia.[40]~ ~(Elena
1971     II,      3|              piedi)~ ~A che ora posso ripassare; o se vuole lasciar la lettera
1972     II,      3|             zio. Io non esco di casa; ripassi al tocco; la lettera ci
1973    III,      9|          vostro amico D'Almèna che vi ripeta ciò che va dicendo di voi
1974    III,      6|              ridire. E lo  per suo. Ripete per suoi tutti i detti che
1975    III,      9|               vi abbiano detto di me, ripetetela, perchè mi scolpi e li confonda.
1976    III,      3|               chi vince.~ ~ELENA~ ~Ti ripeto che la scommessa non regge.
1977     II,      8|             canzone che gl'innamorati ripetono a memoria per dare un ritmo
1978     II,      8|              la sorte.~ ~ANDREA~ ~Che riporterò di laggiù? Se i miei studi
1979     IV,      5|            primo momento, dopo quelle ripulse ho cercato di stimolarlo
1980     II,      2|               fui contrariato. La sua riputazione di suprema eleganza mi dava
1981    III,      5|            altra parte giungono forti risate, poi ad un tratto un Oh!
1982     II,      5|          giorno.~ ~D'ALMÈNA~ ~Vengo a riscattare il mio onore.~ ~ELENA~ ~
1983     IV        |          Pallio. Serra piccola e poco rischiarata. Invetriata a destra che
1984     IV,      1|            gli occhi così lucenti che rischiaravano intorno; salendo le scale
1985    III,      9|               così amaro che vinca il risentimento dell'offesa patita. Elena,
1986     IV,      5|          mondo solitarii, incapaci di risognare con altri il dolce sogno
1987    III,      9|              altri. I[136] miei pochi risparmi erano quasi tutti andati
1988     II,      8|          maggiordomo della mia casa e risparmiare il salario di quello che
1989     II,      2|        Padrone!~ ~ANDREA~ ~Dicevo per risparmiarle la seccatura di scrivere.~ ~
1990      I,      4|               per ringraziarvi d'aver risparmiati i miei sigari, e d'aver
1991     II,      6|               chi, non avendo valore, rispetta almeno quelli che ne hanno,
1992    III,      9|        abborrisco dalla sfrontatezza. Rispettatemi, Andrea. Che volete da me?
1993    III,      7|              bontà d'accorgersene, mi risponda lei. Sono capitato qui a
1994    III,      3|              Ciò tronca le dicerie, e risponde vittoriosamente a D'Almèna.[
1995     IV,      5|              ELENA~ ~È giusto. Dovete rispondermi così, anche se non lo credete;
1996     IV,      5| coscientemente e volontariamente e mi rispondete così! Non è facile  mediocre
1997     IV,      1|          rispondere?~ ~D'ALMÈNA~ ~No; rispondo che ti sei indirizzato male.
1998     IV,      5|            vostre parole furibonde mi risuonavano nel petto, ma il sonno faticoso
1999    III,      9|            sonno le rubo qua e  nei ritagli di tempo, perchè voglio
2000     II,      4|            sera![71]~ ~ELENA~ ~Volevo ritardarne la consegna al Dottore senza
2001     II,      3|         proprio mortificata di questo ritardo dello zio. Io non esco di
2002     II,      3|               certo, dovessi andare a ritirarla io stessa. Ma non la lascio


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