Cap.

  1       I|   sospettare la sua lettera ad uno zio che non ha mai visto 
  2       I|        illustrissimo! Non è lei lo zio del cavaliere Valenti?~ ~-
  3       I|         cavaliere Valenti?~ ~- Suo zio, certamente.~ ~- O allora?~ ~-
  4       I|           saprà che è arrivato suo zio. Da tre giorni l'aspetta
  5       I|      cavallo pagheremo; - pensò lo zio, sospirando. - Purchè non
  6       I|      mistero, - con lei, che è suo zio, si può dire. Dev'essere...
  7       I|            quello che sai. Sono lo zio, una specie di zio d'America,
  8       I|         Sono lo zio, una specie di zio d'America, quantunque venuto
  9       I|              gridò. - Ma come? Che zio d'America sono più io? Qui
 10       I|          obbligo di confidare allo zio del padrone. - Se vuole
 11       I|      aspettarlo qui, c'è anche suo zio, il signor marchese Gonzaga. -~ ~
 12      II|           dei Mirandolesi, che uno zio, il suo unico zio materno,
 13      II|          che uno zio, il suo unico zio materno, gli era ritornato
 14      II|         caso, lasciando che quello zio, triste della solitudine
 15      II|       primo, quest'oggi. Eccoti lo zio tanto aspettato. -~ ~Arrigo
 16      II|          sorriso sulle labbra.~ ~- Zio, come ti son grato! - esclamò
 17      II|           avviare il discorso.~ ~- Zio, - diss'egli, - che cosa
 18      II|       aspettandoti.~ ~- Perdonami, zio! Avevo un colloquio d'affari....
 19      II|           con quel freddo!~ ~- Oh, zio, il freddo mi avrebbe dato
 20      II|      Arrigo.... Ma ora che c'è tuo zio....~ ~- Non badi a me; -
 21      II|      saprei; bisognerà sentire mio zio.~ ~- Oh, non badare a me; -
 22      II|          libero, ora. Se permetti, zio, vado a dare libertà a qualcheduno.
 23      II|        misteri, - disse ridendo lo zio.~ ~- Oh, non importa, c'
 24      II|         lascia che ti sgridi, caro zio! - rispose Arrigo, mettendosi
 25      II|  succhiarci il nostro sangue. Caro zio, ci ho una massima, io:
 26      II|           tu la intendi così, caro zio, tutti avranno diritto ad
 27      II|       invidia degli avvocati, caro zio, e non c'è politicante da
 28      II|              Arrivare! E dove?~ ~- Zio! - sclamò Arrigo, guardando
 29      II|           hai fatto tu, mio ottimo zio? È forse lo studio delle
 30      II|            turbato.~ ~- Perdonami, zio; me ne aveva fatto cenno
 31      II|          Il secolo invecchia, caro zio, e non vuol più saperne,
 32      II|           Non avrai che a lodarmi, zio, e mi favorirai più volentieri
 33      II|        cosa,  dentro; - pensò lo zio Cesare, che già aveva incominciato
 34      II|        altro può esserti utile uno zio? fammi il piacere di dirmelo.~ ~-
 35      II|              Diamine! - esclamò lo zio Cesare. - Ecco un altro
 36      II| prontamente alzato.~ ~- Perdonami, zio; - diss'egli inquieto; -
 37      II|       incominceremo; - commentò lo zio; - perchè finora non mi
 38     III|     permettete che vi presenti mio zio, giunto a Roma stamane.~ ~-
 39     III|          bontà mi attribuisce.~ ~- Zio, ci hai diritto; - entrò
 40     III|      quest'oggi è impossibile. Mio zio è arrivato stamane.~ ~-
 41     III|       pensato; bisogna star con lo zio. Ma più tardi, almeno, per
 42     III|          per il ? Presentiamo lo zio alla contessa, e son certo
 43     III|       coprire la merce? - disse lo zio Cesare. - Bandiera vecchia,
 44     III|    Manfredi? - diss'egli. - Senti, zio? Ecco una buona occasione
 45     III|           occasione per te. -~ ~Lo zio Cesare, che quel lieve accenno
 46     III|            a cercarla?~ ~- Eh via, zio! - entrò a dir Arrigo. -
 47     III|              Non mi chieder nulla, zio; - rispose quell'altro. -
 48     III|              Vuol dire moltissimo, zio. Anzi, vedi, ti prego di
 49     III|       Manfredi.~ ~- Oh! - disse lo zio, inarcando le ciglia. -
 50     III|        Isocrate, sicuro. Ecco qua, zio, lo stato delle cose. Il
 51     III|          materie non ischerza.~ ~- Zio, - rispose Arrigo con accento
 52     III|       appena sbocciato; - disse lo zio Cesare, sospirando da capo. -
 53     III|       disse Arrigo, vedendo che lo zio si rabbruscava, - non credere
 54     III|            scogli?~ ~- Credi, buon zio, che sono assai più vicino
 55     III|          può ridere così.~ ~- Caro zio! - esclamò egli, abbracciando
 56     III|            secco, no! - rispose lo zio Cesare. - Ma via, non mi
 57     III|           e con la sua autorità di zio sperava di richiamarlo sul
 58     III|            nello studio e trovando zio e nipote ancora in atto
 59     III|           non ha perduta la testa. Zio, per farti strada! -~ ~E
 60      IV|            stasera vi presento suo zio, tornato dall'India, il
 61       V|           Che simpatico uomo! È lo zio del Valenti.~ ~- Del Valenti? -
 62      VI|     presentarvi Cesare Gonzaga, lo zio del nostro Valenti.~ ~-
 63      VI|            l'aveva lasciata con lo zio Gonzaga, per andar oltre,
 64      VI|          resto importava poco allo zio Gonzaga di rilevare, tanto
 65      VI|           ? È Cesare Gonzaga, lo zio del Valenti; - rispose Orazio
 66      VI|         dei suoi laks di rupìe? Lo zio Pilade parla in nome dell'
 67     VII|          egli era il nipote di suo zio. Ma egli era un nipote così
 68     VII|         rimase a discorrere con lo zio, mentre il conte Pompeo,
 69     VII|            tasca, no; - rispose lo zio, rabbruscato; - in tasca
 70     VII|          fai pensare; - rispose lo zio. - Ma questo è anche un
 71     VII|           dalla osservazione dello zio. - Quanto al Guidi, io dormo
 72    VIII|          causa.~ ~- Ah, perdonami, zio! - entrò a dire il Valenti. -
 73    VIII|          gli occhi nel volto dello zio. - Dici da senno?~ ~- Sicuro;
 74    VIII|          necessaria, presso vostro zio, il marchese Gonzaga. E
 75    VIII|         Son io l'incaricato di mio zio; e Orazio Ceprani, qui presente,
 76    VIII|                 Ma lo capisci, mio zio!~ ~- Già, parla contro il
 77      IX|             ma chi la dava era suo zio, ed egli dovette mandarla
 78      IX|           pensato, non era egli lo zio di Arrigo, ed anche e soprattutto
 79      IX|           contentezza.~ ~- Dunque, zio, eccoci qua; - disse Arrigo. -
 80      IX|                Vedi che uomo è mio zio! - disse Arrigo al Ceprani. -
 81      IX|  dimenticata sul tavolino.~ ~- Tuo zio opera da uomo prudente; -
 82       X|  incominciare; ma la domanda dello zio gli dettò la risposta.~ ~-
 83       X|            ribattè il Gonzaga.~ ~- Zio, e sei tu che fai distinzione
 84       X|           questo siete venuti?~ ~- Zio!... da uomini calmi ed onesti.
 85       X|     sciogliendo la reticenza dello zio.~ ~Cesare Gonzaga rimase
 86       X|           stizzito.~ ~- Ma infine, zio, che ti fa, di avere un
 87       X|      contentando un po' meglio tuo zio.~ ~- Ah, bravo, Ceprani!
 88       X|         Santo, appioppatogli dallo zio, gli era rimasto sullo stomaco.~ ~
 89     XII|            sogni vagheggiati dallo zio! Perchè, infatti, anche
 90     XII|                 Ne capisci niente, zio? - incominciò Arrigo, appena
 91     XII|          forma che aveva detto tuo zio, e mi han detto di sì; tu
 92     XII|          fatto in ; - rispose lo zio. - Era anche l'opinione
 93     XII|       ascoltando il discorso dello zio.~ ~- Ora ci sarebbe da raccontarti
 94     XII|            come tu pensi, mio caro zio, e avevo preveduto questo
 95     XII|          due quartieri! - disse lo zio.~ ~- Sì, ma quello di 
 96     XII|          ironia nell'accento dello zio, - Orazio è un amico, che
 97    XIII|            di storia antica, e tra zio e nipote...~ ~- Oh, sì,
 98    XIII|              Non trattandosi dello zio, rimani volentieri in casa
 99     XIV|    contessa; - si dice anzi che lo zio è venuto a bella posta in
100     XIV|      quanto pare: la venuta di uno zio.~ ~- Ma egli farà la domanda.
101     XIV|     ripigliò Gabriella. - Ecco uno zio che fa una diplomazia molto
102     XIV|            egli all'orecchio dello zio. - La prima ispirazione
103      XV|        messo in fuga.~ ~- Che hai, zio? - diss'egli, vedendo il
104      XV|          gliele hai imprestate tu, zio? e senza ricevuta?~ ~- Non
105      XV|         giovane, mentre seguiva lo zio nella sala grande, da cui
106      XV|     aspetto disse chiaramente allo zio che egli era stato profondamente
107      XV|            la contessa?~ ~- Nulla, zio, nulla; parole amare, sciocchezze
108      XV|          corrivo a far pace con lo zio. Ora il nipote ha da pagare
109      XV|        giovinotto coi Manfredi, lo zio Cesare stette ancora un
110     XVI|          si scusava in essa con lo zio, per essere escito così
111     XVI|       severo» scriveva Arrigo allo zio. Perchè quel «più» che aveva
112     XVI|             Il ferito riconobbe lo zio al passo frettoloso, e gli
113     XVI|            Santàgata. Signori, mio zio, il marchese Gonzaga. -~ ~
114     XVI|            in volto il nipote.~ ~- Zio, mi perdoni? - disse Arrigo.~ ~-
115     XVI|          Dottore, ditelo voi a mio zio, che posso parlare senza
116     XVI|           accennare sottovoce allo zio quel che gli era avvenuto
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