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Cap.
1 I| la fortuna, che un altro c'inghiottirà, come noi abbiamo 2 I| grosse! Qui, per altro, c'è lusso; ci si sente agiatezza. 3 I| adesso?~ ~- Eh, si figuri! C'è l'aggio sull'oro. Stamane 4 I| sa liquidare?~ ~- Oh, non c'è questo pericolo, perchè 5 I| vecchio, sorridendo. - Qui c'è discretezza e mistero. 6 I| Se vuole aspettarlo qui, c'è anche suo zio, il signor 7 I| treno serale. Ma ella non c'era, e il mio amico ne fu 8 II| Gonzaga. - Era naturale. C'era forse bisogno di conoscerti, 9 II| te. Arrigo.... Ma ora che c'è tuo zio....~ ~- Non badi 10 II| zio.~ ~- Oh, non importa, c'è un'altra scala. Il guaio 11 II| acqua, delle fontane, non c'è altra abbondanza che di 12 II| avvocati, caro zio, e non c'è politicante da caffè che 13 II| guerra, pensiamo al denaro. C'erano degli uomini, sai, 14 II| imparato il loro giuoco, e c'est pas plus malin que ça. 15 II| era molto migliore.~ ~- C'è ancora qualche cosa, lì 16 III| stati marchesi. In casa tua c'era anche l'albero genealogico.~ ~- 17 III| il vecchio ridendo. - Sì, c'era, in casa; ma il giorno 18 III| Vecchia? Eh via! - esclamò. - C'è egli dei vecchi tra noi, 19 III| ma potrebbero venire. C'è un conte che mi dà noia.~ ~- 20 III| Quanto alla perdita, essa non c'impedirà di fare una buona 21 IV| invece un tè, che quando c'eravate tutti voi, insieme 22 IV| in francese, perchè non c'è in italiano, e se c'è, 23 IV| non c'è in italiano, e se c'è, non mi piace trovarla.~ ~ 24 IV| volete giovani e belle? C'è la Manfredi.~ ~- Sicuro, 25 IV| quando non dicono nulla, c'è il prode capitano, che 26 IV| dalla guardia di madreperla; c'è il brillante gentiluomo, 27 IV| meets, il turf e lo sport; c'è l'uomo illustre ed ammirato, 28 IV| sull'angolo d'un ventaglio; c'è il cavaliere pensoso, e 29 IV| commettere ogni pazzia; c'è, infine, il buono e compiacente 30 V| disse Gabriella. - Non c'è che l'antico paragone, 31 V| indovino a quel modo?~ ~- Non c'è niente di maraviglioso. 32 V| sei più quella di prima. C'è un dispiacere di mezzo. 33 V| col suo segretario, non c'è caso che tu lo senta ragionare 34 V| scuole musicali, quando c'è l'opera, sonnecchiano nelle 35 VI| anche in prigione; ma non c'è caso che con animo deliberato 36 VI| quando la sostanza non c'è. Vedete? Se io potessi 37 VI| persona. Come te, Giovanna! C'era la tua statura, il tuo 38 VI| Anche senza vederti in viso, c'era da scommettere che eri 39 VI| Ella è dei fedeli.~ ~- C'è poco merito, signora; - 40 VI| teatro dello Schiller non c'era che un passo, e il conte 41 VI| ragioni, tristissime tutte! Ma c'è ancora un lampo generoso 42 VI| prima, nè poi. Di sicuro, c'è un passaggio segreto, un' 43 VII| interiore, e, veduto che non c'era verso di liberarsi, prese 44 VIII| vennero dopo loro, tra perchè c'era tregua di danze, e perchè... 45 VIII| ma tra i primi scortesi c'è il marito, il babbo, il 46 VIII| imperturbato il Gonzaga. - Non c'è più vanità, nè rancori, 47 IX| studio, non solamente perchè c'è di mezzo la vita di un 48 IX| Scusi; il cavaliere non c'è; favorisca di andar lei. 49 IX| mormorò la bella smarrita. - C'è un duello? Non mi risponde? 50 IX| si tratta di lui?~ ~- No. C'è un duello in aria... forse 51 IX| quattro persone d'onore, non c'era tempo nè modo di conoscer 52 IX| mezzo a continui terrori, e c'è voluta una gran forza, 53 IX| un pretesto, da lei.~ ~- C'è stata anche ieri?~ ~- Sì.~ ~- 54 IX| Gonzaga. - Se suonano di qua, c'è madama Duplessis, con la 55 IX| cameriera. Se suonano di là, c'è Happy. -~ ~Ciò detto, andò 56 X| d'accordo nel trovare che c'era ben poco; donde la conseguenza, 57 X| riferivano ad una offesa, che non c'era; siccome, quando egli 58 X| fortuna, - riprese egli, - c'è di mezzo la condizione 59 X| Spirito Santo. Ma basta; c'è una condizione ad referendum 60 X| stringersi la mano? L'appiglio c'è, anche senza obbligarci 61 XI| vittime! Ma vivaddio, qui c'è un'infame calunnia.~ ~- 62 XI| di calma nello spirito. C'è stato un momento quest' 63 XI| contessa. Perchè oramai non c'è dubbio, - disse il conte, - 64 XI| Non mi rammento.~ ~- Ma c'è chi li rammenta, i discorsi 65 XI| e non le piace disdirsi. C'è da farle un processo, per 66 XI| qualche altro sospetto?~ ~- C'è di peggio, e quasi mi vergogno 67 XI| nipote mi ha detto che non c'è nulla di vero. S'ha a credere? 68 XI| Dice un proverbio che non c'è fumo senza fuoco.~ ~- Orsù, - 69 XI| leggerne uno del Balzac, c'è da rinunziare per sempre 70 XI| aver ragione, per bacco! C'è altro?~ ~- Ella non ammette 71 XI| se a qualche altro piano c'è comunicazione fra due.~ ~- 72 XI| ultima stanza. Veda, non c'è una porta falsa, e le pareti 73 XI| specialmente gli armadi; non c'è traccia di doppio fondo, 74 XI| Ah diavolo, diavolo! Ora c'è madama Duplessis che sta 75 XI| le persone. E poi, come c'entrerebbe una calunnia contro 76 XII| ritenuti necessari dal Gonzaga c'erano tutti, nell'ordine 77 XII| Gonzaga. - Ma qui sotto c'è qualche cosa.~ ~- Che! 78 XII| firma.»~ ~- Ti dico che c'è qualche cosa, qui sotto; - 79 XII| le hai fatte grosse e che c'è voluto molto sangue freddo 80 XII| un anno anticipato, non c'è pericolo che l'esattore 81 XIII| domandi! Ma infine, che c'è di male? Non mi avete assuefatta 82 XIII| Sì questo.~ ~- Ma che c'è? - ripigliò Gabriella, 83 XIII| Oh, sì, vediamo come c'entra la storia antica fra 84 XIII| Cesare e suo nipote.~ ~- C'entra per dirti che Ottaviano 85 XIII| tenuta io, per il nome che c'era scritto, e che non deve 86 XIV| la domanda formale. Che c'è di vero?~ ~- Una cosa sola, 87 XIV| suo banco.~ ~- Dunque, non c'è niente di vero?~ ~- Nientissimo.~ ~- 88 XIV| Ma per due o tre ore non c'era da sperar pace nè tregua, 89 XIV| Rassicuratevi; non c'è nulla di nulla. Fate la 90 XIV| Signora, mi perdoni; c'erano tanti all'adorazione, 91 XV| mille miglia lontano; ma non c'era verso di muoversi da 92 XV| con aria di dirgli: che c'entro io?~ ~- Le signore, - 93 XVI| cera da funerale.~ ~- Che c'è? - gridò il Gonzaga, profondamente 94 XVI| rispose il dottore. - Non c'è febbre ancora, e forse 95 XVI| bicchierino di Marsala....~ ~- C'è del vino di Porto, che 96 XVI| il savio chirurgo; - non c'è nulla di grave. La palla 97 XVI| Se toglievate la mira, c'era da scommetter dieci contro 98 XVI| Cesare:~ ~- Illustrissimo, c'è di là il senatore Manfredi.~ ~- 99 XVI| Arrigo. - E gli hai detto che c'è un ferito?~ ~- Non gli 100 XVI| ringraziato il cielo! Non c'è stato dunque nulla?~ ~- 101 XVI| voluto. Credete a me; se c'era momento buono per farlo, 102 XVI| soggiunse Cesare, - dove c'è qualcheduno che vedrai 103 XVII| memorie. Un raggio tardo c'illumina qualche volta; ed 104 XVIII| Il verso non torna, ma c'è l'idea; - rispose prontamente