Cap.

 1     II|         potrebbe toglierle dalla vita dell'uomo....~ ~- E della
 2     II|       segnati i patimenti di una vita desolata e randagia.~ ~Era
 3     II|   avvezzino agli splendori della vita, abbaiano dietro alla povertà;
 4    III|   dirvelo; ma il tedio di quella vita, tutta consacrata al culto
 5    III|         affatto i sollazzi della vita. E mi citava a questo proposito
 6     IV|        agli agi di una splendida vita, Cecilia era il desiderio
 7     IV|         delle selve. Dopo la mia vita militare sul Baltico, avrei
 8     IV|          l'animo mio. Era la sua vita un'estasi continua, ogni
 9      V|          riscalda le fonti della vita! Ne avete un breve esempio,
10      V|     gioia, d'ogni speranza nella vita, e non piansi. Smemorato,
11     VI|         suo vasto impero. La mia vita è tua; fammi crocifiggere,
12     VI|         mettevo a repentaglio la vita, e perchè l'animo mi bastasse
13    VII|          e non dava più segno di vita. Però non ce ne curammo
14    VII|  tuttavia, ed aspramente, la sua vita; ma parecchi dei miei, che
15    VII|      allora? Quale mi apparve la vita? Cecilia! Cecilia in quel
16    VII|     occhi non curanti, nella mia vita di soldato, in ogni borgata
17   VIII|         Afferrai Cecilia a mezza vita; la trassi violentemente
18   VIII|        Che cos'era la mia povera vita al raffronto di tanta felicità?~ ~
19   VIII|      difendere aspramente la sua vita minacciata.~ ~Tutto questo
20     IX|    poichè Cecilia era in fine di vita.~ ~- Valeriano, - proseguì
21      X|       questi bassi tempi, con la vita, già molto apocrifa per
22     XI|        me ne ero andato a far la vita campagnuola a Millesimo,
23     XI|       giorno familiarmente della vita grama e senza speranza dei
24    XII|   desinare. Del resto, la solita vita, le solite occupazioni.~ ~
25    XIV|        disposti sul taglio della vita e sul petto, era seduta
26    XIV|          tutte le dolcezze della vita, ma che non aveva amato
27     XV|         i mille sopraccapi della vita, e i mille ostacoli che
28    XVI|   giovanotto menava a Torino una vita da scioperato e gli usurai
29    XVI|        parola la sua sentenza di vita o di morte.~ ~- Io..., -
30   XVII|         mia tranquillità, la mia vita. Ora che ho cominciato,
31  XVIII|         il diritto di levarsi la vita, quando questa gli sia divenuta
32  XVIII|       proseguire onoratamente la vita, o levarmene il tedio, senza
33  XVIII|        ai fatti più minuti della vita, e vi servirà per dire un
34    XIX|          menava sempre la stessa vita monotona. Il conte Emanuele
35     XX| considerare che il rischio della vita.~ ~Andò rasente al bastione,
36     XX|          dei molti fastidi della vita, e piacesse al cielo che
37    XXI|          i momenti supremi della vita, che il male maggiore, il
38   XXII|        anni della sconsolata sua vita in Torino. Il povero pazzo,
39   XXII|        Santi e non leggeva altra vita che quella di santa Cecilia.~ ~
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