Cap.

 1      I|   letterati in erba, soldati di Roma e di Venezia, maestri di
 2    III|       Corinto, per tornarmene a Roma. Vientene a Roma con me.
 3    III|   tornarmene a Roma. Vientene a Roma con me. Io son certo che
 4    III| tristezza e la noia. Vientene a Roma. Sappi che Roma è l'Urbs,
 5    III|      Vientene a Roma. Sappi che Roma è l'Urbs, la città per eccellenza.
 6    III|     vegeta come tanti cavoli! a Roma soltanto si vive.»~ ~Queste
 7    III|         ove tu mi accenni esser Roma, io troverò la pace del
 8    III|          Era quello appunto per Roma un bel tempo, o, se non
 9    III|     triclinio; l'Asia mandava a Roma per me le sue bestie feroci
10     IV|         dei giovani patrizii di Roma.~ ~Era pur bella, nella
11     IV|         trovavo solo nell'ampia Roma; non ero nulla; non potevo
12      V|  consuetudini del mio vivere in Roma. Congedai i parassiti; mandai
13      V|    legione, ov'io combattevo, a Roma. Tornare a Roma era per
14      V|   combattevo, a Roma. Tornare a Roma era per me una sciagura,
15      V|       perchè.~ ~Quando giunsi a Roma, dopo due anni di assenza,
16      V|         così dire, in una nuova Roma, per lo innanzi a me sconosciuta.
17      V|        il terribile prefetto di Roma, il cui nome facea tremare
18     VI|          tu sei potentissimo in Roma e per tutto il suo vasto
19     VI|      chi sono costoro, e perchè Roma si è indotta a combatterli.
20     VI|      negozi? Non abbiamo noi in Roma altari e sacerdoti per ogni
21     VI|         come a Marte? La nostra Roma, sappilo, o Greco, è d'animo
22    VII|         il possente prefetto di Roma. Mi obbedirete voi?~ ~-
23     XI|       don Luigi, di andarsene a Roma, dove il suo ingegno lo
24     XI|         vuol altro per andare a Roma che un povero prete di Dego.~ ~-
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