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Anton Giulio Barrili Santa Cecilia Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Cap. grigio = Testo di commento1 | 146 2 XII | Rosa, nei rivolgimenti del 1821; ma in fondo era come tutti 3 XII | Eravamo nel giugno del 1831, quasi trent'anni fa, quando 4 I | università di Genova innanzi il 1858; chè le mie cognizioni sulla 5 XII | altri rivoluzionari del 1860; io sto fermo alle vecchie 6 Ded | Genova, il 25 settembre del 1866.~ ~ ~ ~Anton Giulio Barrili.~ ~ ~ ~ 7 | 25 8 II | agli splendori della vita, abbaiano dietro alla povertà; raccapricciano 9 II | da salotto, gli avrebbe abbaiato ai fianchi, e, tra il ribrezzo 10 XIV | del salone vi siate, e che abbandona una mano alle carezze di 11 XV | naturalezza, quella mano, abbandonata, lungo le pieghe della veste 12 XIII | famiglia, come l'edera si abbarbica al muro. Il ramo principale 13 XV | nuovi problemi in cui si abbatte, a mano a mano che egli 14 XII | racconto. Volete il dolce? Abbiatevi anco un tantino di amaro.~ ~ 15 II | ragazzacci, i quali, come abbonati a tutta la stagione, non 16 XIX | femmine, di cui quella città abbonda, eleganti sirene per le 17 II | guance, come fa Battista, ad abbozzare sul marmo il naso del tavoleggiante, 18 II | e alzò il naso dal naso abbozzato; e tutti si volsero a me, 19 III | il suo albo da disegno e abbozzava sbadatamente figure di donna, 20 IX | postrarmisi intorno, i più vicini abbracciandomi le ginocchia, o tendendo 21 II | suo cuore, e la sua faccia abbrustolita fu come trasfigurata da 22 XII | castello aveva accolto nuovi abitatori: la contessina Cecilia di 23 II | sono state inventate le abitazioni, nè i legni di posta, nè 24 XVIII | messa nella cappella fu abrogata di fatto, poichè non se 25 III | la lieta esclamazione di Acate, che è uno dei più felici 26 VI | cotesto non può, non deve accadere.~ ~- A me la cura di ciò! - 27 XII | quello che a Dio piacque accadesse più tardi.~ ~Egli, adunque, 28 XI | donnicciuole, intorno ai fatti accaduti nei dintorni, dal cominciar 29 XVII | scombuiato! Che le è mai accaduto, signorino?~ ~- Giovanni, 30 V | bevitore, come il primo e più accanito feritore della centuria. 31 XIV | la luce di un verone, le accarezzavano ad ogni suo più lieve moto 32 XIII | pace. Due giorni rimase accasciato a quel modo, senza nemmeno 33 III | un sorriso affettuoso, e accennando del capo ad ogni parola, 34 XIV | facendosi da un lato e accennandogli un uscio aperto sul salone, - 35 II | ringraziato con un comico accennar del capo tutti i suoi lodatori, 36 III | dietro a quei monti ove tu mi accenni esser Roma, io troverò la 37 XI | ritrovo; il maresciallo accese la sua Dulcinea (così egli 38 XIV | parola, ma, con gli occhi accesi e gonfi di lagrime, le accennava 39 Ded | appena ai cominciamenti, accetta con lieto animo che io ti 40 XVIII | sincerità di desiderio.~ ~Io accettai il manoscritto e gli promisi 41 XII | dilettante di musica, la prega di accettare l'offerta che egli le fa, 42 XIII | gratitudine, non posso altrimenti accettarlo, imperocchè nelle stanze 43 XIX | guerrieri con la corazza di acciaio, le brache di raso e gli 44 XIX | aria grave e lo sguardo accigliato lo avrebbero fatto sembrare 45 VIII | sollevai quel corpo deforme, acciuffandolo pei capegli, e con un colpo 46 XV | gentiluomo, e la vostra cortese accoglienza mi fa oggi sentire più vivamente 47 IV | maritaggio ai suoi, che avevano accolta con giubilo l'offerta; ma 48 XVII | che si alzava da capo per accomiatarlo.~ ~- Sì, e non troverete 49 XII | dov'egli stava facendo accomodare all'infretta due camere 50 X | spiegata la carta che v'era accomodata per entro, lessi, alla data 51 XVII | del capo, che voleva dire: accomodatevi, e si rimise frattanto a 52 VII | come una nobil matrona, si accomodi; non io, il quale mi affretto 53 II | i fischi ripigliassero l'accompagnamento, le bucce volassero da capo 54 VIII | le forze. Lasciar cadere, accompagnandolo un tratto, il corpo di Cecilia, 55 XVIII | salutare la futura sua nuora e accompagnarla insieme col conte Emanuele 56 XXI | ultima grazia, quella di accompagnarvi fino al castello. -~ ~Il 57 XIII | quel giorno più grave per l'accompagnatura dello invito a colazione.~ ~ 58 VII | neppur questo egli vuole acconsentirmi, e non lo consentirà a voi, 59 VI | combatterli. Se eglino si accontentassero a fare quel che tu hai detto, 60 V | i suoi servi t'avrebbero accoppato come un cane. Buon per te 61 XII | intanto era aggiustato e accordato a dovere; e don Bernardo, 62 II | punto scomporsi e come non accorgendosi di tutte quelle irriverenze, 63 XV | quando egli ebbe più tardi ad accorgersene, dovette provare il medesimo 64 XXI | movimenti di Calisto, si accorsero che l'avversario doveva 65 IV | cercar l'infinito, ben mi accorsi che Diana cedeva al raffronto; 66 XXI | sotto la clavicola, li fece accorti della tristissima verità.~ ~ 67 VIII | Riapersi gli occhi, ed accostai anelante il mio viso al 68 XVI | Cecilia, - esclamò il giovane, accostandosi a lei, nel colmo dell'agitazione, 69 VIII | gridai:~ ~- Nessuno si accosti! Nessuno di voi torcerà 70 XVI | cui vi ho detto più sopra, accresciuta da mille vapori, s'ingrossò 71 XVI | Calisto, e come gli fosse accresciuto il rammarico della sua solitudine. 72 IX | Gliene dorrà per fermo ed acerbamente; ma tu soggiungerai prontamente 73 V | quel di prima, con tutte le acerbe trafitture del passato. 74 XIII | è a dire se questo fosse acerbo rammarico per Giovanni. 75 IX | trovata una guastada piena d'acqua, mi posi a lavarne la piaga, 76 XIX | doveva trovarsi in male acque, poichè un anno dopo il 77 XV | e che di solito non si acquista se non dopo un bel tratto 78 XIX | Castagneto.~ ~Aiutato da quella acutezza di veduta che dà a certa 79 XI | merlate e portici di sesto acuto, con le rovine di un castello 80 XXII | dolore, assiduo compagno, adagiato, come un despota solitario, 81 X | sappiamo come prima.~ ~- Adagio! - risposi. - Sappiamo dove 82 XI | inflitta a tutti gli uomini, da Adamo in poi, questo comandamento: « 83 XI | rispose don Luigi, senza addarsi della gran verità che diceva, 84 XIX | quel biondo capo si fossero addensate già molte procelle.~ ~Io 85 II | consuetudini del suo muso, addentargli le gambe.~ ~Non dico già 86 XVIII | di me, quando altri forse addenterà la mia fama. -~ ~Povero 87 XX | diradarsi, Giovanni si fermò addirittura e stette ad origliare; ma 88 VI | affermativamente col capo, e additò nel fondo della casa una 89 XVIII | del Castagneto era stato addomesticato dalla schifiltosa castellana 90 XVII | ragione che voi mi avete addotta pur dianzi è troppo lieve 91 XII | mestizia, in quella che adempiva al suo ufficio di madre. 92 VI | vedova, che ti aprirà l'adito al sotterraneo. Quella femmina 93 XXI | cintola. Egli aveva già adocchiata la pistola che era accanto 94 I | Balbi, timide scappatelle di adolescenti i primi rudimenti di piazza 95 XIII | figliuola.~ ~Egli infatti s'era adontato grandemente della scortese 96 XV | dimestichezza cortese che l'altro adopera, e che di solito non si 97 XIV | ella suonava, come dovesse adoperare coi tasti, quali voci aprire 98 XX | Credevo che i pari vostri non adoperassero lo scudiscio, se non per 99 XX | che voi, signor marchese, adoperate con me. -~ ~Dopo queste 100 VI | Oh, non temere! Io adoprerò in ogni cosa conforme ai 101 XV | Giulia, ammirandovi, anzi adorandovi, i lineamenti leggiadri 102 VI | congiurano nelle tenebre, che adorano il patibolo, innalzando 103 IX | Dio è uno ed onnipossente; adoriamolo!... -~ ~Ciò detto, ella 104 XV | quelle povere piante che adorna.~ ~Comunque sia, se le lagrime 105 XIII | semplicità, che è il migliore adornamento della bellezza. Indossava 106 XV | mondo, perchè le lagrime adornano un ciglio di donna come 107 XVI | queste belle ragioni si affacciarono alla mente del conte Emanuele, 108 XX | dama dei vostri pensieri si affacciasse al davanzale, per gittarle 109 XI | Veneri rusticane, che si affacciavano sull'uscio dei casolari 110 XXII | dopo tanti travolgimenti affannosi.~ ~ ~ ~FINE.~ ~ 111 VIII | dalle orbite, e il rantolo affannoso del petto, più che segno 112 XV | chiarisce spirito fiacco, o afferma la sua impotenza a vincere 113 VI | Trebazio.~ ~Ella rispose affermativamente col capo, e additò nel fondo 114 XV | giusta di tutti, quando affermò di essere giunto a sapere 115 VIII | per una lotta suprema.~ ~Afferrai Cecilia a mezza vita; la 116 XXI | al cadavere del Cardiana; afferrarla, e spararla a bruciapelo 117 XIV | impeto di adorazione aveva afferrata.~ ~- Vogliate scusarmi, 118 VIII | ultime parole, imperocchè, afferratolo per bene, io mi diedi a 119 XIII | diciotto anni.~ ~Nulla poi di affettato nei suoi modi: semplice 120 XVI | fanciulla i complimenti e le affettature del marchesino di Cardiana.~ ~ 121 XX | so! - rispose con accento affettuosamente concitato il vecchio servitore 122 XIII | fedeli servitori, i quali si affezionano alla famiglia, come l'edera 123 XIX | dei nostri vecchi, i quali affidavano la loro immagine alla tela, 124 XV | segreto di quella specie di affinità elettive che reggono la 125 VII | pugno e gli occhi torvi affisati su me.~ ~Egli stesso ruppe 126 V | fu; l'eccesso del dolore affogai nella crapula e nel giuoco, 127 XII | cappella di Villa Cervia fosse affollata ogni domenica. Assai più 128 III | che ci colse, al vederci affondati nella mitologia pagana fino 129 XXI | trasportarla, muti ed anelanti, affratellati in un medesimo dolore, in 130 XII | col medesimo accento; poi, affrettando il passo sulla piazzetta, 131 XVI | saltare alcuni mesi, tanto per affrettare il racconto. Esso non scapiterà 132 VII | accomodi; non io, il quale mi affretto a prendere ciò che egli 133 XIV | e le sue dita bianche, affusolate, correvano maestrevolmente 134 XI | aveva un centinaio, tra aforismi e proverbi, da citare od 135 XXI | finse un velo sul capo di Agamennone, quando ebbe ad effigiarlo 136 VI | cristiani.... assisterà all'agape misteriosa....~ ~- Certamente, - 137 VI | carne di bambini, nelle loro agapi mostruose, e vivendo in 138 VI | La notte cupa aiutava ad agevolar l'intrapresa. Come fummo 139 XVI | non si sarebbe più così agevolmente offerta, con una corona 140 XVI | guardarlo mestamente, senza aggiunger parola.~ ~- Oh perdonatemi, 141 XIII | Giovanni, e a rivederci. Aggiungerete, rispetto alla febbre che 142 XV | lungo del consueto, che aggiungeva leggiadria alla persona 143 VI | segno di assentimento, ed aggiunsi:~ ~- Ma, a qual patto? Tu 144 XII | e bisognerà forse farlo aggiustare. Veda che smemorato! Non 145 VIII | Facciamola finita. Ad aggiustarla poi col prefetto, che voleva 146 XII | paesello. L'organo intanto era aggiustato e accordato a dovere; e 147 XVII | Calisto, in atto di chi non aggiusti fede alle proprie orecchie 148 XXI | sinistro; poi, senza dir motto, aggiustò la canna della pistola che 149 XII | mia e può disporne come le aggrada. In quanto al cerusico, 150 XIII | colorito, da lineamenti aggraziati, e da occhi grandi e nerissimi. 151 VIII | la più vecchia e la più aggrinzata delle tre Parche patirebbe 152 XVIII | Giovanni più malinconico, più aggrondato di lui.~ ~Non andava più 153 VIII | la manca andai diritto ad agguantargli la strozza.~ ~- Greco! - 154 VI | me; io stesso ho teso l'agguato da lunga pezza, aspettando 155 IV | cresciuta in mezzo agli agi di una splendida vita, Cecilia 156 VII | come salvarla? Anelante, agitato da mille confusi timori, 157 XVI | accostandosi a lei, nel colmo dell'agitazione, appena il conte fu andato: - 158 II | ostinatamente la tastiera, come l'ago calamitato la direzione 159 VIII | varrebbe a significarvi quella agonia dello spirito, in mezzo 160 XV | nuova battaglia.~ ~Sant'Agostino, a parer mio, l'ha detta 161 II | ad un tavolino lì presso, aguzzandosi l'appetito con due sorsate 162 XII | pochino di contrappunto mi aiuta a mettere in carta tutte 163 XIV | rabberciando alla meglio, aiutandomi con un po' di invenzione. 164 XIX | che saliva su per l'erta, aiutandosi con le mani. Costui, come 165 XXI | proposto, da buon compare, di aiutarci un tratto in un certo colpetto 166 II | due, dei più piccini, per aiutare il maestro a tirar la carretta, 167 IX | e mi si fece accanto per aiutarmi nel pietoso ufficio. Gli 168 III | questo errore io mi penso aiutassero molto le frequenti libazioni, 169 XI | neppure ammettere che io lo aiutassi, e non voleva riconoscere 170 II | qui con le mani in tasca, aiutate questo brav'uomo a portare 171 XXI | portavano le spoglie.... aiutatemi a dire.... le spoglie.... 172 XIX | signorino del Castagneto.~ ~Aiutato da quella acutezza di veduta 173 VI | arrivo.~ ~La notte cupa aiutava ad agevolar l'intrapresa. 174 IV | le incoronavano la fronte alabastrina, su cui non faceva ruga 175 III | Crissa, il mio pensiero alato correva lontano, oltre i 176 XX | rischiarata e soltanto quegli alberelli lo potevano nascondere un 177 XXII | parte di sè, dove prima albergava la ragione. E così Dio voglia 178 III | o, se non era, pareva. Alessandro Severo imperava con temperanza 179 X | trovate le parole magiche di Alì Baba, per aprir la spelonca 180 XII | ad ogni genere di studi, alieno dal riposarsi in uno solo 181 XIV | siete come messer Dante Alighieri, il quale ha detto: Vagliami 182 VI | muratura finiva e l'andito si allargava a forma di sala. Altre sale, 183 III | I miei sensi soltanto si allegravano di giocondi sacrifizii all' 184 XI | amici, sciame di passere allegre che hanno condotta a bene 185 XV | alle pazze sfuriate di allegrezza verso l'aria pura e verso 186 II | signori sono giovanotti allegri, e vogliono scherzare....~ ~- 187 III | tripudii del senso, nè più mi allettavano i giuochi del Circo, l'oziar 188 XIII | a consolare i malati, ad alleviar le sventure domestiche, 189 IX | manigoldo, che stai guardandoci allibbito, piglia una face e va innanzi. -~ ~ 190 XII | cassetta di libri, e prese alloggiamento all'insegna dell'Aquila 191 XIII | ma finiscono sempre con allontanarsi, e questo è il busilli.~ ~ 192 II | tanto solleciti si erano allontanati gli astanti, non sì tosto 193 IV | come il suo nome e si era allontanato da me. Egli pure aveva amato 194 | allorquando 195 XXII | illogico della sua mesta allucinazione.~ ~Il Caselli stette qualche 196 XV | a furia di guardare e di almanaccare su quella testa, era venuto 197 XII | pei sentieri più soli ed alpestri.~ ~In paese c'era una gran 198 VI | Non abbiamo noi in Roma altari e sacerdoti per ogni divinità 199 XIX | imprese di que' galantuomini. Alteramente bastionato sui due lati, 200 IV | miei giorni nella sua casa, alternando con lei i suoni del cembalo 201 V | Valeriano, giovine, bello ed altiero. Ella era ancor più leggiadra 202 XV | scienze e speculazioni altissime; ma egli è altresì sommamente 203 | altrettanto 204 | altrove 205 IX | dunque vivi? - esclamai, alzandomi da quella postura per guardarla 206 XVII | signor Caselli, - disse egli alzandosi in piedi, - è del sangue 207 VI | Trebazio fu sollecito ad alzare, discoprendo una rozza scala 208 II | tirannia, e simiglianti, si alzarono anch'essi.~ ~Così, senza 209 XVIII | compagnia.~ ~Ma appena si fu alzata dal letto ed uscì dalla 210 VII | imperterrito, stava con le mani alzate verso il cielo e pregava.~ ~ 211 XIV | armonie, e là finalmente, alzati gli occhi, si avvide di 212 XXI | guardato in volto, anche amandolo nel profondo del suo cuore, 213 XXI | Al padre che si pentiva amaramente, tra i singhiozzi e le carezze 214 XVIII | me, col cuore gonfio di amarezza, ma tranquillo negli atti 215 XV | oggi appena, e già sento di amarti, come se il mio cuore fosse 216 XVIII | mi ha punto impedito di amarvi, e di cattivarmi la vostra 217 XI | alleanza. - Io so bene che voi amate celiare. Ci vuol altro per 218 XIV | signorina, che io li ho amati, come se portassero la effigie 219 III | che dispregia le rose di Amatunta.»~ ~ ~ ~Il rimprovero di 220 XVI | disparte? Che i due giovani si amavano e non se lo dicevano mai? 221 VII | insieme con le altre, mi pose ambe le mani sul braccio, tentando 222 XX | durante il quale stettero ambidue a guardarsi, combattuti 223 II | intorno a due solini di colore ambiguo, e un occhialino col cerchietto 224 VI | governata a sua volta da ambiziosi delusi, da astuti impossenti. - 225 X | il tempo la governa.~ ~- Amen! - risposero tutti in coro, 226 XV | potenze dell'anima. Ma mi amerai tu? Potrai tu, vorrai forse 227 XIV | mille volte liberamente tra amiche. Cuor nobile e generoso, 228 XI | maresciallo dei carabinieri era amicissimo mio; come quegli che pizzicava 229 XV | arciprete don Bernardo, vostro amicone, il quale dice sempre un 230 II | feltro, sebbene pieno di ammaccature e col pelo arruffato e rossiccio, 231 XV | fittaiuoli, dar rimedi per gli ammalati, pannilini per i più poveri, 232 XI | egli non poteva neppure ammettere che io lo aiutassi, e non 233 XV | viso della contessa Giulia, ammirandovi, anzi adorandovi, i lineamenti 234 III | delle piante aveva potuto ammirare le ignude bellezze della 235 II | degli uomini gli avesse ammonticchiato sul cuore, e che improvviso 236 XXI | sforacchiato, mi paga certi suoi amorazzi con Maddalena, una sgualdrina 237 XV | per afferrare con piglio amorevole la sua, - noi vi abbiamo 238 XVI | giorni, nei quali Cecilia fu amorevolissima col Caselli e più malinconica 239 XVIII | giungere, e, dopo aver chiesto amorevolmente a que' fittaiuoli della 240 XXI | volta. Sapevo dei vostri amori notturni da pipistrello 241 IV | amici e mi trovavo solo nell'ampia Roma; non ero nulla; non 242 III | cittadini che passavano per le ampie strade in lettiga, seguiti 243 VI | innanzi dai due lati dell'ampio sotterraneo, rasentando 244 III | fianchi di un gigantesco anacronismo, noi cinque ci eravam ricambiato 245 II | mezzo, tutti e cinque ce ne andammo via dal Gran Corso, con 246 XII | familiarmente, e don Bernardo andargli a braccetto per un bel tratto 247 XXI | rifatti sui loro passi per andarlo a cercare. Costoro udirono 248 XIV | miei? Spesso mi avvenne di andarmi a raggomitolare in una gran 249 XXI | erano di brigata con lui, andassero pure innanzi, ed egli li 250 XIV | Dio solo sa dove sarebbero andati a parare con tutti quei 251 IV | d'ogni parte dai fati, io andavo perdendo anche gli amici 252 II | Mettiamoci la via tra le gambe, e andiamocene all'università; sentiremo 253 XIX | civile del secolo nostro andrà sepolto insieme con noi. 254 X | grande incertezza. - Ce ne andremo così senza saperne altro?~ ~- 255 VI | nella fede di un simbolo. Anelano alla uguaglianza di tutti 256 XXI | a trasportarla, muti ed anelanti, affratellati in un medesimo 257 XII | moglie, donna così ornata di angeliche virtù come era graziosa 258 X | rallegrar di un sorriso angelico le mie veglie sconsolate. -~ ~ 259 XX | fondo e formava uno degli angoli di quell'edifizio quadrato, 260 VI | silenzio fu per me un secolo di angosciosa aspettazione. Gli orecchi 261 VII | quella scena di sangue, e l'angoscioso stato di quella donna divina.~ ~ 262 VIII | forze, contro la pochezza angustiata delle mie.~ ~- Soldati! - 263 V | villa di Valeriano sull'Aniene. Era adagiata su d'una lettiga, 264 XX | passare di un uomo, o di un animale fra mezzo a loro.~ ~Tese 265 I | giubba; un museo con molti animali impagliati; molte panche 266 XII | dei dintorni e a tutte le anime bennate, che veneravano 267 XVIII | e i romanzi innocenti di Anna Radcliffe.~ ~Costei attribuiva 268 II | rossiccio, una cravatta nera annodata a mo' di corda intorno a 269 II | necessità di rispondere. Vi annoiate? Io non meno di voi. Mettiamoci 270 II | uscio, ed anche perchè si annoiavano a star seduti, borbottando 271 XII | Sotto una di quelle piante annose, l'angelica donna, la madre 272 XI | via col maresciallo, gli annunziai che dovesse venire anche 273 XVI | sue nuove all'amico, gli annunziava la visita del figlio suo, 274 X | appuntati contro la tavola, ansante e lo sguardo fiso.~ ~Noi 275 XIX | nel vecchio dipinto dell'antenata.~ ~Il nuovo quadro fu appeso 276 XVI | e si vantava di un suo antenato che era stato a Rodi con 277 XIV | non lo dite, signorina! Io antepongo la musica ad ogni altra 278 X | trovare tanta digestione di anticaglia, tanta disposizione ordinata 279 XI | Era versato in tutte le antichità di quei paesi, più assai 280 III | foglie salutari, colte in Antìcira, risanino un cuore che dispregia 281 XI | geloso della sua fama di antiquario e di tenace ricordatore 282 Ded | settembre del 1866.~ ~ ~ ~Anton Giulio Barrili.~ ~ ~ ~ 283 VI | ad Iside come a Giove, ad Anubi come a Marte? La nostra 284 XII | sarebbe potuta scambiare per apatia. L'ingegno era, per altro, 285 IX | Urbano, il buon pontefice, mi aperse gli occhi alla fede di Cristo. 286 X | con la vita, già molto apocrifa per sè stessa e da te raffazzonata 287 XXI | pregio della bellezza, anzi appaiono dieci cotanti più belle 288 XIX | necessità di precauzioni ed apparecchi di difesa?~ ~- Io? - rispose 289 II | conosca davvero, e se ella mi apparisce in sogno? Viva e palpitante 290 XV | vanitoso impossente; sibbene apparivano un tributo della pietà di 291 XIX | molto a scendere dal suo appartamento, vestito di tutto punto, 292 XVI | due figli; per giunta egli apparteneva alla prima nobiltà piemontese, 293 XII | i boschi sterminati, non appartenevano più ai Caselli, e che il 294 XII | esercito, al quale egli era appartenuto, ma in fin dei conti non 295 XII | Egli soggiungeva di essere appassionato per la musica, e dilettante 296 XV | dimestichezza. Le foglie appassite cadevano dai rami, ma non 297 XV | cadevano dai rami, ma non appassiva l'amore; e quando il temporale 298 XI | qui, per dar ragione all'appellativo, raccontai per filo e per 299 XIX | antenata.~ ~Il nuovo quadro fu appeso nel salone, a riscontro 300 II | lì presso, aguzzandosi l'appetito con due sorsate di vermutte 301 XVIII | una di queste varianti, appiastrate alla sua riputazione, come 302 II | altri malanni del firmamento appiccicano, in cambio della pelle consueta, 303 XIV | colse l'ultima frase come un appicco alla conversazione.~ ~- 304 III | impadronitosi di Corinto, le appiccò il fuoco, distruggendola 305 XX | alle spalle del castello, appigliandosi ad ogni albero, ad ogni 306 II | beffardi del mondo. Chi si appigliava alla coda del suo cembalo 307 X | quando lo suono, odo gli applausi di una moltitudine estatica, 308 XVII | contessina, e fu costretta ad appoggiarsi contro il muro, per non 309 VII | volto acceso, col mento appoggiato sul petto della meschina, 310 III | guance; io stavo coi gomiti appuntellati sulla tovaglia e le palme 311 XIV | animo di farsi più innanzi. Appuntò una mano allo stipite, e 312 XIX | Oh no! io debbo uscire. Aprimi il portone, poichè ti trovo 313 VI | casa di una vedova, che ti aprirà l'adito al sotterraneo. 314 VI | dita. La vedova venne ad aprirci, e ci mise dentro coi nostri.~ ~ 315 XIV | adoperare coi tasti, quali voci aprire e quali chiudere a tempo.~ ~ 316 XX | guardata dallo sconosciuto si aprisse. Ma la sua aspettazione 317 XX | occhi lo sconosciuto, si apriva una finestra della camera 318 V | cielo, nelle stragi che le aquile nostre seminavano sul loro 319 III | giocondi sacrifizii all'ara di Guido; ma il mio cuore 320 III | lontano, oltre i monti dell'Arcadia, in cerca di tal cosa che 321 Ded | e gli intendimenti dell'architetto, sarà dolce il pensare, 322 XI | proprio a Dego?~ ~- Proprio, arciproprio! - soggiunse il parroco. - 323 VIII | quella delicata persona ardeva e tremava; il suo labbro 324 XXI | del primo malandrino che ardì accostarsi alla sua padroncina, 325 VIII | giuro per l'Averno, chiunque ardirà accostarsi, finirà per le 326 VIII | senza far motto, senza ardire di levar gli occhi verso 327 XIV | quella dell'altro, io non ardirei più mettere le mie dita 328 VII | raccapriccio sulla fronte; - tu ardiresti?...~ ~- E che?... - proseguì 329 VII | come una Venere. Se non ardisci tu stesso, tanto meglio; 330 XVII | rimangono, io quasi non ardisco metterle in conto; ma mi 331 XIV | presenza di un uomo, nè ardiscono con esso dir cosa, di cui 332 XI | uomo, quel maresciallo, e ardito come un leone, quando si 333 IX | soldati avevano paura e non ardivano levare il capo a guardarmi. 334 III | la biga di Calisto sull'arena del Circo.~ ~Ma io non amavo. 335 III | donna, coperte del peplo argivo; ma nessuno di noi, checchè 336 XII | don Bernardo, come potete argomentar di leggieri. Egli stesso 337 Ded | condotto più innanzi, tanto da argomentarne la struttura e gli intendimenti 338 XI | concederei larghezze di molte. Argomentate da questa! Farei grazia 339 XXI | saluto.~ ~Cotesto almeno fu argomentato da due persone, le quali 340 XVII | speranza, dopo quell'ultima argomentazione del conte di Villa Cervia, 341 XVIII | di pazzia. Da queste tre argomentazioni non si esce, a sentire la 342 III | nostro convitato, e i lettori argomenteranno di leggeri la maraviglia 343 XIX | atteggiamenti d'uso che arieggiano la fotografia.~ ~Questa 344 XIV | grati che una ottava dell'Ariosto, più splendidi che un canto 345 XIX | parer sussiego e cerimoniale aristocratico, che s'inframmette perfino 346 III | come se parlassi trace od armeno. Patrizio romano qual era, 347 XIV | le migliaia dei genietti armonici, nascosti nelle canne dell' 348 II | Canta come un uscio sugli arpioni; - soggiunse un altro.~ ~ 349 VI | apparenza e quasi priva di arredi; ma più dolente era l'aspetto 350 III | capilavori d'arte che l'arricchivano su tutte l'altre città del 351 XII | frotte; anzi può dirsi che arrivassero e partissero insieme con 352 XX | si parla con quel piglio arrogante che voi, signor marchese, 353 XIV | Calisto che, bene o male, arrossendo e balbettando a sua volta, 354 XIV | sebbene cotesto la facesse arrossire, gli chiese con accento 355 VII | sensi, colla bionda testa arrovesciata sulle mie braccia, senz' 356 II | di ammaccature e col pelo arruffato e rossiccio, una cravatta 357 II | detto, e da quella crosta arsiccia che il sole, la pioggia 358 XVI | Non c'erano poi, terribile artiglieria, gli sguardi lunghi e profondi, 359 II | Tiberino. E spinto dalla sua artistica curiosità, si ficcò dentro 360 I | politiche, o per negozi artistici, sbalestrati sulla destra 361 XXII | Poveretto, - dissi io, asciugando una lagrima. - Egli è più 362 XIII | borbottava Giovanni, asciugandosi le lagrime.~ ~- Andate dunque, 363 XII | mano sulle ciglia, come per asciugare una lagrima, mormorò a bassa 364 III | guance, ed egli, senza pure asciugarle, si stette immobile e senza 365 VIII | forse da starcene a becco asciutto, noi altri?... -~ ~Intenderete 366 XXII | nobilmente scorgere a chi vi ascolta.~ ~- Eh, figliuol mio, - 367 XIV | fanciulla, che lo aveva ascoltato con molta attenzione fino 368 XII | stipata di gente, i devoti ascoltatori s'inginocchiavano sulla 369 XVII | della figlia vostra, datemi ascolto. Io diventerò uomo non indegno 370 XX | La marchesa Cecilia lo ascoltò con molta attenzione, interrogandolo 371 XV | il conte, - che io ve lo ascriva a colpa. Il ciel me ne guardi! 372 XII | quel santo uomo si volle ascriver la colpa di tanti malanni 373 XIV | non mi conoscono possono ascrivere il mio ritegno a rancore, 374 XIII | modo, se la sua assenza può ascriversi a ruvidezza, quella che 375 III | popolavano il mio triclinio; l'Asia mandava a Roma per me le 376 III | suo silenzio, e taciturni aspettammo ch'egli si facesse a romperlo.~ ~ ~ ~ 377 XI | buttando giù queste pagine, aspettano forse che io tenga vivo 378 XIV | ma come certo non potevo aspettarmi che ne parlaste voi, di 379 XX | quello era il Cardiana, e ne aspettasse la comparsa. Ma egli è pur 380 II | di poeta estemporaneo in aspettativa. Aveva inoltre i capegli 381 XX | spiando quella finestra. Aspettavate che la dama dei vostri pensieri 382 XVII | di sacrificio io non mi aspettavo certamente da un animo come 383 XX | qualcuno a cui piaccia di assaggiarne....~ ~- Basta, basta! - 384 XV | antiche ricordanze mi hanno assalito ad un tratto, siccome io 385 XVIII | onesti, argomento di ciarle assassine all'universo. -~ ~Mi sentii 386 XIII | in breve ora levarono l'assedio, dando ragione, senza saperlo, 387 I | gramo al buono, dallo studio assegnato alle più matte capestrerie.~ ~ 388 II | noi e ragionò anche molto assennatamente di musica con Tiberino, 389 XII | da lungo tempo gli uomini assennati, i quali conoscevano lo 390 VI | chinando il capo in segno di assentimento, ed aggiunsi:~ ~- Ma, a 391 II | irregolare, rivestito di assicelle di pino, fesse in molte 392 XIII | effetto di timore, tu lo assicuri con le tue gentili parole.~ ~- 393 IV | meco, il conversar meco assiduamente, non la turbò, come suole 394 IV | Il greco, il germanico, l'assiro, l'egizio, il gallo e il 395 VI | setta dei cristiani.... assisterà all'agape misteriosa....~ ~- 396 IV | intenderle. Ricordate che noi assistevamo alla rovina di un vecchio 397 XVIII | rammemorava più che mai i Caselli, associando tuttavia al ricordo dell' 398 V | Cecilia, che si era come assopito nel profondo del cuore e 399 IV | domestico, essi illanguidivano, assorti in una contemplazione divina.~ ~ 400 XIV | passi l'erta del castello, assorto nella sua consueta mestizia. 401 XVII | colloquio.~ ~Però non seppe assumere quell'aria di dispregio 402 XIX | altrettanti babbei, stolidi che vi assumono un'aria di malinconia soave 403 XII | padri, quando fu messa all'asta pubblica. Ma la natura mia 404 II | consolarlo del digiuno a cui lo astringeva; poi andò coll'indice a 405 V | questo globo abbandonato dall'astro luminoso che gli riscalda 406 VI | da ambiziosi delusi, da astuti impossenti. - Ecco, - seguitò 407 VIII | i suoi accorgimenti e le astuzie a difendere aspramente la 408 IV | le magnifiche arcate dell'atrio domestico, essi illanguidivano, 409 XV | dama di compagnia, donna attempata, a cui parlava sempre nel 410 XXII | Scolopii di Carcare, dove attendeva ad umili uffici. Per lunga 411 III | presago dei mali che mi attendevano nella città dei sette colli. 412 XIV | ricordanze. Giovinetto, io attendevo agli studi, in un collegio 413 XIII | contessina Cecilia stette molto attenta a quel mirabile concerto, 414 XX | altra banda, guardingo ed attento al pari di lui, sebbene 415 III | profani. E ben lo seppe Atteone, che ella diede in pasto 416 VII | tentativi. E intanto le donne, atterrite, trepidanti, si erano andate 417 II | Le vesti del pover'uomo attestavano il passaggio di un numero 418 XIII | vicinato, e certi giovinotti attillati della loro risma; Veneri 419 XV | di accento ch'egli aveva attinta alle sue fonti, in Parigi! 420 XIV | insegnamenti; la qual cosa l'attirò giù giù fino a ringraziarlo 421 I | di Palermo e di Napoli, attori drammatici, e va dicendo, 422 V | quelle sconcie femmine che lo attorniavano, avrebbe riconosciuto Calisto, 423 VIII | perchè io ebbi il tempo di attraversare una gamba nelle sue, e poi, 424 X | pazzo non sapeva a che cosa attribuire tanta liberalità, e si sbracciava 425 XVIII | Anna Radcliffe.~ ~Costei attribuiva il male improvviso della 426 III | probabilmente si saranno divise le attribuzioni come da noi, ai tempi nostri, 427 VII | obbedienza per fermo. Uno dei più audaci, tenendo bordone a Trebazio, 428 XI | avanzamento, come io te l'auguro dal profondo del cuore.~ ~ 429 III | petto respirava con gioia le aure di quella Italia, che io 430 XIII | la quale dava risalto all'aurea capigliatura, compivano 431 XIV | il genere di musica o l'autore di cui si parlava; e negli 432 XV | di contentezza.~ ~Venne l'autunno, e la vendemmia non fece 433 XX | sentinelle morte che stanno all'avamposto, di rincontro al nemico.~ ~ 434 XI | della guerra ti conceda un avanzamento, come io te l'auguro dal 435 V | visitai il mio scrigno. Gli avanzi delle mie ricchezze erano 436 XII | liberalesche non erano che un avanzo di quelle scapestrate invenzioni 437 I | Mongiardini, o per un'altra sulle avarie, del Parodi. Gli studenti 438 | avemmo 439 XVIII | quest'atto, o la rovina degli averi, o un amore sfortunato, 440 | averli 441 | avermi 442 | averne 443 XIX | di un dato momento, dopo avervi composte le membra e comandato 444 VII | largo cerchio di spettatori, avidi, ansiosi di sapere che fosse. 445 | avrai 446 | avreste 447 | avuta 448 XIX | notte venisse l'ignoto, e avutone in risposta che egli capitava 449 XVIII | dovuto essere il primo ad avvedersene. La catastrofe, che egli 450 X | già pensato, con quella avvedutezza che non manca mai al lettore, 451 X | che noi ce ne fossimo pure avveduti, tanta era la nostra attenzione 452 XVI | quello che penso. Checchè avvenga di me, non ho io conosciuta 453 XIV | tempo. E mentre tutto questo avveniva nel cuore del giovane, le 454 XII | colpa di tanti malanni che avvennero di poi, come se l'averlo 455 VIII | dall'altro, dando indietro e avventandosi poi, per cansarsi da capo, 456 V | stringendo i pugni in atto di avventarmi su lui, mi fulminò di uno 457 XX | due uomini si sarebbero avventati l'uno sull'altro con la 458 XV | sua impotenza a vincere l'avversa fortuna; nel primo caso 459 | avverso 460 XIII | torto. E la gente, che era avvezza ad udirmi?... Oramai non 461 II | piglino l'uso delle città e si avvezzino agli splendori della vita, 462 XIX | neanche il nome, ma che siete avvezzo a vedere, e che vi rappresentano 463 XX | desiderio, la necessità di avvicinarmi a questi luoghi, a respirare 464 XIX | da parecchie notti vedeva avvicinarsi al castello un uomo di apparenza 465 XXI | affannosa; ma in quella che si avvicinavano alla meta, si udì improvvisamente 466 VII | mentre con le mani la teneva avvinghiata, lei riluttante buttava 467 VIII | parola. Cecilia sorrideva; mi avvinghiò le braccia al collo, e, 468 XVII | memorie giovanili; quindi si avviò per le scale.~ ~Colà si 469 XIII | un debito di mandarlo ad avvisare, se avessi creduto che francasse 470 XIX | capo di snidarli. Erano avvisati che il Bruno s'avesse a 471 VII | sarebbero stati posti in sull'avviso.~ ~L'uomo colpito dalla 472 IX | tanto del fiore che giace avvizzito sotto la striscia di bava 473 XIII | mio, - soggiunse la bella avvocata, - non si rimedia nemmeno 474 XXI | come un'ombra nello spazio azzurrognolo. I due viandanti mutavano 475 X | le parole magiche di Alì Baba, per aprir la spelonca dei 476 VIII | Parche patirebbe ora i tuoi baci. -~ ~La testa del morto 477 XIV | lembo di una cortina, di baciarlo tre volte; poi guardò tutto 478 VI | Tu sarai centurione; ma bada! innanzi di notte potresti 479 XIX | grami, i dozzinali, non badano a questi gravissimi nonnulla, 480 VII | Soccorrerla? oh non badare a lei più che tanto. Queste 481 VII | Andando colà, io non avevo badato che ad uccidere Valeriano; 482 XV | innocentissime, e nessuno badava al linguaggio degli occhi, 483 XIV | sovra pensieri, che non vi badò, o, per meglio dire, i suoi 484 VIII | mezzo alla quale, come nel bagliore di un lampo, io vidi una 485 VIII | mischia e tornò indietro bagnata di sangue.~ ~Grida, urli 486 X | coro, come per darmi la baia.~ ~Tra amici queste erano 487 XIV | bene o male, arrossendo e balbettando a sua volta, si bevve intiero 488 XIX | una notte a caso presso il balcone della sua camera che guardava 489 II | sull'inimico, con tutta la balda fierezza delle loro ricordanze.~ ~ 490 XI | feritoie per comodo dei balestrieri; ornata infine di un giudice 491 XXI | Uccidetemi, anzi che lasciarmi in balìa di costoro. -~ ~Al giovane, 492 XXI | credere che fossimo stati di balla in questo negozio. Eravate 493 IV | la mia vita militare sul Baltico, avrei potuto paragonarla 494 XX | qui? - gridò il marchese, balzando al cospetto dello sconosciuto, 495 II | capo di una leva, e faceva balzar la tastiera sulla sua testa; 496 II | del polo, e ne facevano balzare suoni discordi e incomposti, 497 XV | credere che fosse sul punto di balzarne fuori. Il suo sguardo era 498 VIII | avvidi. Egli, dopo essere balzato indietro d'un salto, girò 499 XIV | quella che il cuore gli balzava concitato nel petto.~ ~- 500 XII | grandissima, teneva corte bandita, e gli amici piovevano a 501 V | tra l'impero e i popoli barbari. Colà, dimenticate le sontuose 502 Ded | 1866.~ ~ ~ ~Anton Giulio Barrili.~ ~ ~ ~ 503 IX | compiacimento di tutte le più basse manifestazioni dell'istinto, 504 X | gramo personaggio di questi bassi tempi, con la vita, già 505 XI | pagina sola avrebbe dovuto bastare; ma tenni la lingua fra 506 VI | vita, e perchè l'animo mi bastasse a dirle, io non avevo alzato 507 XII | ingresso di una piazzetta bastionata, egli si fermò; e don Bernardo, 508 XIX | galantuomini. Alteramente bastionato sui due lati, non aveva 509 II | meno di prima: agli altri bastò che avesse incominciato 510 II | veterani di far muovere i loro battaglioni; impacciavano la strada 511 XX | Dio mio! ed ora Ella si batterà....~ ~- Sì, Giovanni; ma 512 XI | paese. Lo avere tenuto a battesimo un bambino, recitando il 513 IX | sentiva per anco; il cuore batteva.~ ~Manete, pensando di farmi 514 XVIII | fiacchezza che il medico battezzò non saprei più dirvi con 515 XVI | reggimento di valigie e bauli, da disgradarne un viaggiatore 516 IX | avvizzito sotto la striscia di bava segnata dal passaggio di 517 XIV | senza che abbiate bisogno di beccarvi il cervello.~ ~Ora veniamo 518 XIV | organo, il cembalo, Rossini, Beethoven furono altrettanti pretesti 519 XXI | sgomentata, come se io fossi la befana; questo signorino che è 520 VIII | gridarono sghignazzando beffardamente quegli altri. - La cristianella 521 XIII | prese col servitore, da lui beffardemente chiamato l'amico, il protettore 522 II | pazzie, i ragionamenti più beffardi del mondo. Chi si appigliava 523 II | brodo di succiole, si faceva beffe del suono e del motto.~ ~- 524 XIV | bianca con nastri azzurri bellamente disposti sul taglio della 525 III | potuto ammirare le ignude bellezze della dea. -~ ~Fu questo 526 VII | egli non può domare quella belva, che strepita e si dimena 527 XI | Caselli! Oh perchè questo benedetto nome non mi riesce nuovo?~ ~- 528 XI | scatenati.~ ~Che Iddio ti benedica, o buon maresciallo, e il 529 XIV | del campo; però tutti la benedicono e pregano per lei, diventata 530 VI | segno grandissimo della tua benevolenza. Laonde io mi sto tutto 531 III | dono votivo per rendersela benigna, il ricco Messàpo, e mi 532 XII | dintorni e a tutte le anime bennate, che veneravano quella pietosa 533 XIV | entrate, signore, e siate il benvenuto. -~ ~Ma a Calisto non diè 534 VIII | mio viso al suo, come per bere dalle sue labbra quella 535 XVII | timore di offendermi. Io berrò questo calice fino all'ultima 536 VIII | che segno di dolore, era bestemmia, la quale non trovava più 537 III | mandava a Roma per me le sue bestie feroci e le sue donne incomparabili, 538 XV | figliale sollecitudine le bevande e leggeva da capo a fondo 539 V | Ero, credetemi, il primo bevitore, come il primo e più accanito 540 XIV | balbettando a sua volta, si bevve intiero quel calice.~ ~- 541 XV | rispondere, e quasi di punto in bianco tirato ad usare di quella 542 XVII | di recarvi offesa, nè di biasimare ciò che fate. Ma io amo 543 X | rivos, pueri, sat prata biberunt; - diss'egli, dopo che ci 544 I | fosse uno guercio); una biblioteca; un portiere con le mostre 545 II | abbiamo mandato giù tanti bicchieri e tanto meditato sulla fragilità 546 I | leoni di marmo; quattro bidelli, che a sommar loro gli occhi, 547 III | sovente con amorosa cura la biga di Calisto sull'arena del 548 I | di sovente una partita ai birilli era lasciata a mezzo per 549 I | sbalestrati sulla destra riva del Bisagno, «ov'io siedo e sospiro», 550 XX | per gittarle un fiore o bisbigliarle una dolce promessa?~ ~- 551 VII | giustizia, cotesta? -~ ~Un bisbiglio minaccioso si fe' udir nella 552 XIX | don Bernardo, il Cardiana bisbigliò alla moglie che gli era 553 XIV | Giulia, la madre del mio bisnonno; - disse Cecilia.~ ~- Sta 554 VI | altro capitano, senza che ti bisognasse far centurione un gregario, 555 XII | non fu suonato più mai, e bisognerà forse farlo aggiustare. 556 V | lettiga, coperta di candido bisso, e le veniva accanto il 557 X | canticchiando tra i denti una bizzarra melodia.~ ~- Che cosa suonate? - 558 X | intenti ad ascoltare il suo bizzarro e mesto racconto, avevamo 559 II | mandava giù più lagrime che bocconi. Finì tuttavia col pigliare 560 XVI | ma allora, se sapeste! mi bollivano in capo certe mattìe, delle 561 II | annoiavano a star seduti, borbottando un pochettino contro la 562 XVIII | ridicola spiegazione lo facesse borbottare un tal poco, non disse nulla 563 XIII | capisco.... capisco.... - borbottava Giovanni, asciugandosi le 564 XXI | assalti brutali di quella bordaglia.~ ~Calisto avea già tutta 565 VII | vita di soldato, in ogni borgata di Germania da noi messa 566 XVII | Calisto non era che il povero borghesuccio, o, come si dice da certa 567 XVII | era nel fondo, il nobile e borioso castellano, per cui Calisto 568 XI | rovine di un castello sulla Bormida, e un ponte con la torre 569 XII | credono di possedere una borsa inesauribile come il pozzo 570 XX | una grand'ombra su quella boscaglia, e a lui davano agio d'inoltrarsi 571 XII | tenerezza per le colline e le boscaglie dei dintorni. Sulle prime 572 XXI | dopo, in un certo punto del bosco.~ ~I due avversari si videro, 573 II | paragonato ad una di quelle bottiglie, le quali si traggono dalla 574 XXI | a voi la vostra parte di bottino, quella appunto per cui 575 XIV | avrete riconosciuto in questo bozzetto la leggiadra contessina 576 XIV | raggomitolare in una gran sedia a bracciuoli, di rimpetto a quella bella 577 XIX | la corazza di acciaio, le brache di raso e gli stivaloni 578 VII | guardavano con occhi di bragia, fece per gettarsi nelle 579 XIX | essere sguisciati dalle branche della giustizia si davano 580 VIII | nostra! - urlò da capo quel branco di lupi; e misto alle grida 581 XIV | nonnulla, frasi monche, brandelli di pensiero, i quali spesso 582 XVIII | mi è necessario narrarvi brevemente quello che avvenne al castello, 583 V | ma erano sprazzi di luce, brevi e fugaci come i lampi in 584 XVI | Passarono due giorni, due brevissimi giorni, nei quali Cecilia 585 XX | fronde allo spirar della brezza e il monotono canto del 586 III | nostro narratore andasse a briglia sciolta, con gli sproni 587 IV | l'egizio, il gallo e il britanno, si confondevano colà, in 588 XV | le pieghe della veste di broccato, alle carezze di un povero 589 II | che non pareva andasse in brodo di succiole, si faceva beffe 590 XIII | lui. Egli non tiene già il broncio alla nostra famiglia, poichè 591 XXI | afferrarla, e spararla a bruciapelo nel volto del primo malandrino 592 III | smisurata città, a quel brulichìo di gente d'ogni nazione, 593 XII | meglio dove i monti erano più brulli e dove il vento soffiava 594 II | dagli occhi vivaci, dalla bruna carnagione e dal piglio 595 Ded | A ENRICO BRUSCO.~ ~ ~ ~Vorrei poter scrivere 596 XXI | aiuto contro gli assalti brutali di quella bordaglia.~ ~Calisto 597 I | una giornata, nè bella nè brutta, del mese di marzo; non 598 XIX | trovare una finestra, un buco, intorno a cui lavorar di 599 II | raggrinzare i nervi di un bue.~ ~Povero Rossini! Mentre 600 VI | correre il primo in quella buia ed umida chiostra. Gli altri 601 IX | erano sparpagliati lungo le buie arcate, per condurre all' 602 XII | cupo, signor conte, ma di buon'indole, e cortese nei modi. 603 XII | la bontà dei suoi modi la burbanza e il fasto del marito. Laonde 604 XII | aspetto egli pareva uomo burbero, ma in cambio era buono 605 I | cose serie ad un tempo. Il Burchiello ci avrebbe potuto ritrovare 606 II | tutte queste innocentissime burle erano accompagnate da risa, 607 II | camicia, mentre con piglio burlesco facevano stare indietro 608 XV | a turbar l'orizzonte. La burrasca doveva esser vicina.~ ~ ~ ~ 609 X | che poi se ne era andato a buscarsi il pane, e che è divenuto 610 XV | inverno il conte Emanuele si buscò una forte infreddatura, 611 XIII | allontanarsi, e questo è il busilli.~ ~Un uomo solo non aveva 612 VIII | ginocchio nelle reni lo buttai loro tra' piedi. Tutti balzarono 613 XI | i quali, mentre io sto buttando giù queste pagine, aspettano 614 XXI | scintillarono gli occhi, e corse a buttarsi ginocchioni al suo capezzale.~ ~ 615 XII | voleva, con queste parole buttate là a caso, mostrare il suo 616 X | mesto racconto, avevamo buttato via il sigaro, quasi per 617 VII | avvinghiata, lei riluttante buttava al suolo. Scene simiglianti 618 XIV | come lei! - gridò Calisto, cadendo a' suoi piedi.~ ~Si era 619 XXI | lacero, insanguinato e cadente com'era. Calisto non parlava, 620 XVII | Emanuele aveva l'aria di cader dalle nuvole. Stette con 621 V | quanto che io la sentivo cadermi addosso e non potevo definirla, 622 VI | aspettando che avessero a cadervi; mi hai dunque inteso.... -~ ~ 623 XV | dimestichezza. Le foglie appassite cadevano dai rami, ma non appassiva 624 VII | il rumore delle frequenti cadute, gli urli feroci dei miei, 625 VII | braccia. Il velo le era caduto dal volto: era Cecilia.~ ~ 626 IX | miseria, non per il male che cagioni altrui. A me non duol tanto 627 II | la tastiera, come l'ago calamitato la direzione del polo, e 628 XIV | qualche voce dell'organo calava un tantino, e ne parlò a 629 II | diedero una volta sulle calcagna, come tanti soldati al comando 630 XXII | ortodosse; altre faranno a calci con certune che professo 631 XII | del parroco e lo ringraziò caldamente.~ ~- Veda, don Bernardo, - 632 XII | sedersi a meriggiare nelle calde ore di estate. Quante memorie 633 III | di tirocinio militare in Caledonia, dov'egli, facendo il debito 634 V | un cielo ingombro di nubi caliginose, e la mia anima tornava 635 X | in luogo della vecchia Calliope?~ ~Il lettore ha già pensato, 636 XVII(4)| Nell'originale "Callisto" [Nota per l'edizione elettronica 637 XI | e cilestro a rimetter la calma, come il quos ego di Nettuno 638 XXI | ardimento, e lo pregò che si calmasse; egli non essere cagione 639 XX | severo il Caselli. - Voi calunniate la donna che porta il vostro 640 X | demmo una giubba, un paio di calzoni, una camicia e qualche altro 641 XII | accomodare all'infretta due camere per uso di abitazione. Ma, 642 XX | si fu chiuso nella sua cameretta.~ ~Alla dimane non potè 643 XI | si sparpagliarono per le campagne vicine e lontane, e non 644 XV | Calisto, come di una vittoria campale. Egli era contento di far 645 II | Ella suona come una campana; - disse uno degli astanti, 646 II | arte vostra non vi darà da campare. Oggi intanto, se non vi 647 XVI | persona in un queto idillio campestre, senz'altra ragione che 648 II | Andiamo a passeggio tra Campetto, le Vigne e San Siro, a 649 XVI | giorno, addio passeggiate pei campi, addio facili ritrovi, addio 650 IX | errato; ma il pentimento cancella ogni colpa. Tutto ciò che 651 XII | che certe memorie non si cancellano.~ ~- Oh! per cotesto, signor 652 III | alla tavola, al lume di due candelabri, con la persona appoggiata 653 X | Cecilia, che viene a posare le candide mani sul mio capo, a tergerne 654 V | d'una lettiga, coperta di candido bisso, e le veniva accanto 655 XIII | quali si preparavano alla canonizzazione, in quella che i loro mariti 656 VIII | me! -~ ~Tutti i vicini si cansarono. Il mio fiero atteggiamento, 657 VIII | e avventandosi poi, per cansarsi da capo, con la scioltezza 658 XVIII | monete.~ ~Il conte Emanuele cansava ogni occasione di nominare 659 II | facendo un inchino.~ ~- Canta come un uscio sugli arpioni; - 660 X | tastiera di un cembalo, canticchiando tra i denti una bizzarra 661 II | lodatori, diè principio alla cantilena. Noi ne capimmo assai meno 662 II | quali si traggono dalla cantina coperte di polvere e di 663 II | d'altro fiume classico, cantò più sgraziatamente di lui, 664 IV | i suoni del cembalo e le canzoni.~ ~Mi ricambiò ella?... 665 III | mia mestizia e non sapeva capacitarsene. Io avevo un bel dirgli 666 XV | rispetto a noi, e mi ero già capacitato di tutte le giuste ragioni 667 I | assegnato alle più matte capestrerie.~ ~Quante cose si impararono 668 XIII | quale dava risalto all'aurea capigliatura, compivano il vestimento 669 III | intieramente, con tutti i capilavori d'arte che l'arricchivano 670 II | principio alla cantilena. Noi ne capimmo assai meno di prima: agli 671 VI | commettere la impresa ad altro capitano, senza che ti bisognasse 672 XIX | avutone in risposta che egli capitava sempre intorno al tocco 673 XXII | di presente; ma voi, che capite certe stranezze del cuore, 674 XI | lui, il quale, levato dal capitolo pericoloso delle credenze 675 II | tanti soldati al comando del caporale, e scantonarono alla lesta. 676 XIV | fantasia, o con la fantasia i capricciosi trascorrimenti della mano? 677 XXII | volte le ciglia al dotto carabiniere.~ ~- Voi narrate con un 678 III | delle recenti memorie di Caracalla e di Eliogabalo.~ ~Allora, 679 I | giovani coi primi elementi del carambolo, del colpo sotto e del colpo 680 XIII | settimana; e siccome avviene dei caratteri ombrosi, vissuti lunga pezza 681 XIV | risiedevano tutte le sue più care e in un malinconiche ricordanze, 682 XIII | giovanile e accompagnate da una carezza, poterono più sul conte 683 XXI | facendole vedere la sua pistola carica:~ ~- Signora marchesa, - 684 XIII | dicevano. - Ve', come è carina! che aria di bontà! E come 685 XI | raccontatemi tutto, per carità non mi fate morir d'impazienza.~ ~- 686 X | volli appunto il resto del carlino.~ ~- Morta! - soggiunsi; - 687 I | Domenico, di rimpetto al teatro Carlo Felice, all'insegna del 688 XXII | Spirito Santo, Napoleone, o Carlomagno. E Dio sa che faticoso lavoro 689 VII | voluto, dicendomi: «ferisci, carnefice, e che Iddio ti perdoni!»~ ~ 690 III | le unghie laceravano le carni, queste levavano i pezzi 691 I | era laureati in poule e carolina, in tresetti, in goffo e 692 XIX | discosto. Oggi era un povero carrettiere spogliato delle sue doppie; 693 XI | Langhe, antica come i Del Carretto che ne erano i feudatari, 694 XV | può dire come la regina di Cartagine: Non ignara mali, miseris 695 XII | ostiere; aveva veduto le carte del forestiero, le aveva 696 XX | alterigia. - Io non mando cartelli di sfida che ai miei pari; 697 XIX | le quali sorridono sulla cartolina come altrettanti babbei, 698 III | rinvoltava di continuo le sue cartoline spagnuole intorno alla foglia 699 XIX | s'avesse a trovare in un casale; correvano, e vattel'a pesca, 700 II | Sant'Elena, nel vicolo della Casana, dove ai tempi nostri abbiamo 701 XI | maresciallo, che teneva in caserma una scansìa tutta piena 702 XI | affacciavano sull'uscio dei casolari per dargli il buon dì. Tutti 703 XII | con una valigia ed una cassetta di libri, e prese alloggiamento 704 XIII | certamente essere quelle sante castellane del medio evo, le quali 705 XII | il ritorno degli antichi castellani fu desiderato per tutta 706 XVII | fondo, il nobile e borioso castellano, per cui Calisto non era 707 XX | di più bassa levatura uso castigarli a questo modo. Ma se volete 708 VI | di venire a ricevere un castigo ed ho in quella vece un 709 III | lusinghiera dolcezza di Venere. Il casto riserbo della vergine Diana 710 VI | Costoro si raccolgono nelle catacombe, ma non divorano bambini, 711 VI | una botola, coperta da una cateratta, che Trebazio fu sollecito 712 XVIII | impedito di amarvi, e di cattivarmi la vostra amicizia. Eccovelo 713 XII | il marito non si era mai cattivato l'affetto nè la reverenza 714 VII | desiderio! Ah, tu fai il cattivello, o greco? -~ ~E, così dicendo, 715 II | e una celia di tanto più cattivo conio, quanto migliore era 716 XIV | spesso derivano dalle piccole cause.~ ~In quell'ultima sua gita 717 XVI | quest'ultimo era andato a cavalcare presso il paesello di Dego, 718 III | seguirlo nella sua pazza cavalcata pei tempi remoti.~ ~A questo 719 XX | non per stimolare le loro cavalcature, e per i galantuomini avessero 720 III | Battista, con una gamba a cavalcioni sull'altra, aveva ricominciato 721 V | stato ricco e spensierato cavaliere, che mi pungesse; nè lo 722 III | ottimo soldato e gentil cavaliero. Egli sovente mi chiedeva 723 XVI | con uno staffiere e due cavalli, come sarebbe andato a fare 724 XI | gli esami, dai quali ce la cavammo tutti e cinque con lode, 725 XIV | sbadatamente a toccar la tastiera, cavandone qualche suonata a mezza 726 X | senza saperne altro?~ ~- Cavane di più, se ti vien fatto; - 727 X | sarei mosso, innanzi di cavarne un costrutto.~ ~E il lettore 728 XXI | pure sul ripiano, ambedue cavarono le pistole, senza scambiare 729 X | siete debitore di nulla. Io caverò un costrutto dal vostro 730 XII | improvvido spenditore non ne cavò, pagati i debiti, che poche 731 III | terrarum, si vegeta come tanti cavoli! a Roma soltanto si vive.»~ ~ 732 II | gragnuola di bucce e torsi di cavolo; chi infine gli faceva scivolar 733 III | mi condusse alle case dei Cecilii, illustre famiglia, che 734 III | con salirgli in groppa e, cedendo al fascino del racconto, 735 III | di novità, perchè io non cedessi. Raunai quel tanto che mi 736 XV | diluvio di amichevoli parole e cedette a quella dolce violenza; 737 VI | stanze. Trebazio, un orrido ceffo, venne da me e non mi lasciò 738 XV | somiglianza, anche quando la celata intromissione di un nuovo 739 III | modo, che ne venne fuori il celebratissimo metallo di Corinto. Giulio 740 XVIII | a San Giovanni quando fu celebrato il matrimonio. Io l'ho riconosciuto, 741 XI | Io so bene che voi amate celiare. Ci vuol altro per andare 742 XVII | una dimanda, la mia, da celiarvi su?~ ~- No, no.... - ripigliò 743 I | più sopra, erano come il cemento di tutti quelli elementi 744 V | dimenticate le sontuose cene e le profumate dolcezze 745 II | all'intorno di quella tinta cenerognola che suol darsi alle imposte 746 XVII | Il conte Emanuele fe' un cenno del capo, che voleva dire: 747 XIX | vorrei aspettar tutti fra cent'anni, e vedere che cosa rimarrà, 748 XII | intendeva di spendere un centesimo di quella somma in denunzie 749 VIII | medesima gravità del pericolo centuplicate le mie forze per una lotta 750 V | accanito feritore della centuria. Chi mai nelle taverne della 751 XIX | ci vorrebbe altro che la cera negli orecchi. La marchesa 752 II | vi contento subito e vo a cercarla. Chi mi vuol bene mi segua. - 753 XII | egli stesso non andava a cercarlo, pigliò una deliberazione, 754 XIV | lui venisse in mente di cercarne la ragione. Di cotali distrazioni 755 VIII | parola, nè immagine ch'io cercassi tra le più dolorose, varrebbe 756 II | fino a quel punto non aveva cercati, ci disse con aria malinconica:~ ~- 757 VI | scrutatore, in quella che io cercavo di farmi più animo che potessi, 758 II | i suoi arcani disegni e cerchiamo di passarle il meno male 759 II | ambiguo, e un occhialino col cerchietto di corno, che gli pendeva 760 XII | conoscenze.~ ~- Orbene, io non cerco nessuno, - disse il conte 761 XIX | poteva parer sussiego e cerimoniale aristocratico, che s'inframmette 762 Ded | consacrata fra tutte le altre da cerimonie solenni. A me, quando il 763 XIX | sereno, ma pallido, e una cert'aria pensierosa e il tardo 764 II | vogliono udirlo....~ ~- Certo! certissimo! la si figuri se non vogliamo 765 | certune 766 VIII | che in breve ora ebbe la cervice spezzata. Altri due colpi 767 XXI | punto balzarono fuori dai cespugli della macchia vicina. Il 768 VI | d'ogni levatura e di ogni ceto, uniti in un solo concetto, 769 XIV | una seggiola di velluto chermisi, tutto mi parla di lei, 770 XV | ginevrino, anzi che del filosofo chiacchierino di Ferney.~ ~Cecilia, intanto, 771 VI | congrega di cristiani, come si chiamano dal nome del loro maestro, 772 VII | mi sovvenne fu quello di chiamar soccorso. Alzai la testa; 773 X | interrogatorio del pover'uomo.~ ~- Vi chiamate voi proprio Calisto?~ ~- 774 XV | smetterete di darmi del conte. Chiamatemi signor Emanuele, vecchio 775 XIII | vedere nel paese, dove lo chiamavano il malinconico, e, salvo 776 II | pover uomo, che io pure chiamerò Rossini, sulla fede della 777 XX | disse altro che potesse chiarire a Giovanni quali fossero 778 XVIII | tosto dalla figliuola e chiarirle il suo divisamento sui due 779 X | interrogandosi a vicenda, chiarivano la formazione di un medesimo 780 XII | nulla, ma si vedeva troppo chiaro com'egli avesse paglia in 781 XIX | guardare, aveva veduto al chiaror della luna un uomo che saliva 782 VII | di resina, e al rossastro chiarore di queste potemmo scorgere 783 XXII | facilmente credere, fece chiasso, e se n'ebbe a commuovere 784 I | dell'Annunziata, e troppo chiassosa e materiale la scienza al 785 I | elementi svariati, e due chicchere di caffè in un vassoio formavano 786 XXI | diritto della precedenza su chicchessia. Sicuro, bella signora, 787 II | solo! -~ ~È un pazzo? ci chiedemmo noi con gli occhi, guardandoci 788 XIII | signor Caselli. Non gli chiederai della sua salute, imperocchè 789 XVII | dimestichezza consueta, per chiedergli sue nuove.~ ~- Giovanni, 790 XVI | chiedervi una cosa, e mi bisogna chiederla in piedi, a capo scoperto, 791 XVII | senza dirgliene nulla? senza chiederle innanzi se il suo cuore 792 XVII | vi è nato il pensiero di chiedermela in moglie?~ ~- Oggi stesso, 793 XIX | pensarne io? e perchè mi chiedete cotesto?~ ~- Perchè un uomo, - 794 XI | e agli amici, i quali mi chiedevano se avessi scritto al sindaco 795 V | lui. Tu non sei dunque, chiedevo io, tu non sei più la casta 796 II | argomento.~ ~- Loro signori mi chiedono se io la conosca davvero, 797 XI | quel sindaco? E tanto me ne chiesero, e tanto, che un giorno 798 IV | amato Cecilia e l'aveva chiesta in maritaggio ai suoi, che 799 XII | Calisto gli corse incontro, e chiestogli della sua salute, lo pregò 800 XII | altare, e le panche della chiesuola erano occupate dai famigli, 801 VIII | lato, or dall'altro. Io chinai il viso a mirarla, ed ella 802 VI | mi strinsi nelle spalle, chinando il capo in segno di assentimento, 803 II | come un melenso, alzava e chinava gli occhi, nè poteva aprir 804 VI | in quella buia ed umida chiostra. Gli altri mi tennero dietro 805 XIX | antica vigilanza, che si chiudesse per bene ogni porta ed ogni 806 III | Pieno di sconforto io mi chiudevo nelle mie case, e mentre 807 XIII | si pone al pianoforte, io chiudo gli occhi e mi pare di sentir 808 | chiunque 809 X | senza aver preparata la chiusa, fidandosi alla ispirazione 810 VIII | preghiera; alzai il ferro, e chiusi gli occhi.... Dio onnipossente! 811 XX | recata seco la chiave, si fu chiuso nella sua cameretta.~ ~Alla 812 XVI | marchese di Cardiana, gran ciambellano a corte, col quale da parecchio 813 IX | terra sia quello di obbedir ciecamente, stolidamente, quando abbiano 814 XI | compaesani diventassero ciechi ed io fossi uno dei pochi 815 XV | ai fiorellini colti sui ciglioni dei sentieruoli, alle pazze 816 II | indovinare la chiave. Mai cigno d'Eurota, o d'altro fiume 817 XI | del suo pennacchio rosso e cilestro a rimetter la calma, come 818 III | mio apparire, siccome le ciliegie al sole di primavera.~ ~ 819 XIX | lunga e pendente in ordinati cincinni sulle spalle; guerrieri 820 II | uomo si fermò, si tolse la cinghia di sopra il petto, e fece 821 VIII | da prima trovato il mio cingolo di cuoio; perchè io ebbi 822 II | gli si sarebbe dato un cinquant'anni, quantunque fosse anche 823 XII | Cervia era allora un uomo sui cinquantacinque, alto della persona, con 824 XI | protagonista ne avrà adesso cinquantuno.~ ~E qui, per dar ragione 825 V | Suburra, stupidamente inteso a cioncar falso Massico e Falerno 826 XIX | tagliato a coda di rondine, i ciondoli al panciotto e una lettera 827 XI | aforismi e proverbi, da citare od ogni tratto, nella sacra 828 XII | argomento di tanta invidia, e citata come esempio di sfondata 829 VI | loro Numi il diritto della cittadinanza? non si sacrifica forse 830 XX | tra il contadinesco e il cittadino.~ ~Quando fu giunto a piè 831 II | che noi, afferrando pel ciuffo l'occasione di fermarci, 832 XIX | che il tipo della società civile del secolo nostro andrà 833 III | beata giovinezza, una bianca clamide, con un bel pallio di porpora. 834 III | in mezzo a tutte le sue classiche e statuarie divinità, evocate 835 II | d'Eurota, o d'altro fiume classico, cantò più sgraziatamente 836 X | fede al suo orologio.~ ~- Claudite iam rivos, pueri, sat prata 837 III | sapiente magistero sul rozzo clavicembalo antico; e i grandi occhi 838 XXI | gocciava dal seno poco sotto la clavicola, li fece accorti della tristissima 839 VI | Greco, è d'animo generoso e clemente. Essa non ama che la sua 840 IX | considerare le opere tue, e mi coglie un senso di amara pietà 841 I | innanzi il 1858; chè le mie cognizioni sulla materia non vanno 842 XI | dovea mandarmi a trovar colaggiù il continuatore del mio 843 V | vidi più altro.~ ~- Orbene, collega, - mi dissero alla sera 844 I | portiere con le mostre rosse al colletto della giubba; un museo con 845 III | attendevano nella città dei sette colli. Mi pareva in quella vece 846 XII | aveva tanta tenerezza per le colline e le boscaglie dei dintorni. 847 IV | paurosa riverenza, avevano collocata nelle nubi, molto più in 848 VI | e le tue savie parole mi colmano di maraviglia. -~ ~Qui il 849 VII | che il prefetto Almaco ha colmato delle sue grazie, vuole 850 XVI | accostandosi a lei, nel colmo dell'agitazione, appena 851 VIII | dolci promesse, la bella colomba innamorata! Anche a noi 852 III | antico splendore, facendola colonia romana, e ricorderete, su 853 VI | di una di quelle informi colonne, era un uomo appostato. 854 II | molta soddisfazione di due colonnelli a riposo, i quali stavano 855 II | intorno a due solini di colore ambiguo, e un occhialino 856 IV | non avrei neppur saputo colorire, perchè non sempre mi era 857 XIII | bianca e rosea, ma viva di colorito, da lineamenti aggraziati, 858 XXI | aiutarci un tratto in un certo colpetto un po' delicato, lasciando 859 VI | Costoro, già più volte colpiti dalla vindice mano dell' 860 III | Glicera. Le foglie salutari, colte in Antìcira, risanino un 861 XXI | per i colpi toccati dai coltelli dei tre superstiti; anche 862 VII | prenderò, ora che me ne ha còlto il desiderio! Ah, tu fai 863 XIII | disparità d'ingegno, nè di coltura.~ ~Il conte Emanuele, tosto 864 IX | sei il nostro centurione. Comanda pure a noi, tuoi soldati 865 XI | da Adamo in poi, questo comandamento: «Tu non scriverai lettere.» 866 VII | tentando una seconda volta di comandare a quel tumulto di voglie 867 XIV | cosa che a voi piaccia di comandarmi.~ ~- Datemi la mano.~ ~- 868 XIX | avervi composte le membra e comandato il piglio che sembri più 869 XIX | davano alla macchia. Li comandava allora un certo furfante 870 XIX | infestavano i dintorni, e comandò si tornasse all'antica vigilanza, 871 VIII | animo umano si solleva e combatte con lena disperata, io ebbi 872 VI | perchè Roma si è indotta a combatterli. Se eglino si accontentassero 873 XIII | quella che i loro mariti combattevano coi musulmani in Soria.~ ~ 874 XX | stettero ambidue a guardarsi, combattuti dallo sdegno che minacciava 875 XIV | che un canto della Divina Comedia.~ ~Che cosa dissero i nostri 876 II | aver ringraziato con un comico accennar del capo tutti 877 VII | levarcela di mano. -~ ~Io qui cominciai davvero a tremare. Intanto 878 Ded | Ma, poichè sono appena ai cominciamenti, accetta con lieto animo 879 II | ordine, per assistere al cominciamento dello spettacolo.~ ~La carretta 880 VI | luce si fece più viva, e cominciammo a udire un canto sommesso 881 II | soggiunse Fabrizio, a mo' di commento.~ ~- Orbene, - ripigliai, - 882 VI | Tu bene avresti potuto commettere la impresa ad altro capitano, 883 XIV | sventure del giovine aveva commossa. - È una bella cosa, ed 884 XVIII | catastrofe, che egli mi narrò, mi commosse fortemente, sebbene non 885 III | cuore dormiva; nè valeva a commoverlo l'acceso volto di Erigone, 886 XVI | sebbene tremasse per la grande commozione dal capo alle piante, - 887 XXII | fece chiasso, e se n'ebbe a commuovere tutto il collegio.~ ~Che 888 XI | saracinesca e le feritoie per comodo dei balestrieri; ornata 889 III | con la più bionda tra le compaesane di Fingal.~ ~Ma tutti i 890 XI | tenga lontana, tutti i miei compaesani diventassero ciechi ed io 891 XIX | banda aveva fatto poche comparse; ma il Bruno era venuto 892 XV | dolore, e ci ho imparato a compatire altrui. E come era splendida 893 XVII | cominciato, siate cortese; compatitemi, lasciatemi finire. -~ ~ 894 XV | contento, poichè ne aveva in compenso un sorriso della contessina 895 XIX | siano eredità di famiglia, o compere fatte dal rigattiere? Sono 896 XIV | la vostra famiglia, e si compiace spesso a ricordare che essa, 897 IX | bellezza o potenza, il lercio compiacimento di tutte le più basse manifestazioni 898 XVIII | qualche celebre disgraziato, compianto dagli uni, maledetto dagli 899 XIII | all'aurea capigliatura, compivano il vestimento di quella 900 XXI | che voi siate stato il mio complice, mentre io in quella vece 901 XVI | presso l'amata fanciulla i complimenti e le affettature del marchesino 902 XIV | lo abbiate in conto di un complimento. Ho pensato davvero agli 903 II | ispirazione del biondo Iddio, e componendo le labbra ad un grottesco 904 IX | natura non ha dato di potersi comportare diverso.~ ~Ma dove diamine 905 IX | La cupidigia dell'oro che compra la stupida ebbrezza, la 906 XV | Quella bionda creatura era compresa del suo nobile mandato, 907 XI | ambulante. Ma il segretario comunale di Dego doveva essere un 908 XI | ministro della guerra ti conceda un avanzamento, come io 909 VIII | colpi per modo da non gli conceder tempo a rispondere. Però 910 IX | dirti alcune cose. Dio mi concederà di parlare.... Quando ti 911 XI | misura delle mie forze, concederei larghezze di molte. Argomentate 912 XXI | destino ha voluto così, e sia. Concedetemi almeno un'ultima grazia, 913 II | cui il suonatore mi parve concentrarsi in sè medesimo, quasi per 914 XVII | altrimenti nuovo l'affetto che ho concepito per la figlia vostra. Sono 915 XIII | attenta a quel mirabile concerto, e fu notato che per tutto 916 XI | stampo, il quale sapeva conciliare la dignità e i doveri del 917 VIII | Trebazio! Ve' come sei concio! E come farai ora per pigliarti 918 VIII | sempre con voce rotta e concitata, mentre, con istintiva cura, 919 IV | Venere celeste, che i miei concittadini, per consiglio di paurosa 920 XIV | badate! voi mettete delle condizioni....~ ~- Nessuna, se così 921 XIII | malinconica, a recargli le condoglianze del conte Emanuele e lo 922 XIX | molte scappatelle da farsi condonare, e tanto più sono ingiusti 923 VII | uccisore di suo marito, il condottiero di quella coorte sfrenata, 924 X | zonzo per la città.~ ~Noi lo conducemmo a casa di Tito e di Battista, 925 XIV | delicatezza d'intendimenti la conducesse a voler vincere la sua ritrosia.~ ~ 926 IX | basta, vi dico. Andate là; conducete via i prigioni. I vostri 927 V | nuove consuetudini non mi conducevano mai agli antichi ritrovi; 928 XIII | famiglie notabili, volle condurla egli stesso a ricambiare 929 XIX | avesse trovato selvaggina confacente ai suoi gusti svariati.~ ~ 930 XVII | tutto questo non potrebbe conferirvi quello stato che dànno solamente 931 XVII | la gravità del colloquio conferiva le forze per sostenerlo. - 932 XII | grande rammarico glielo confessò.~ ~- Che peccato! - disse 933 XXII | lettura, fino al segno di confondere la martire cristiana con 934 IV | gallo e il britanno, si confondevano colà, in quel vasto centro 935 VI | Io adoprerò in ogni cosa conforme ai tuoi comandi.~ ~- No, 936 XIV | e balbettò alcune parole confuse, di quelle tali che, dette 937 V | del mio vivere in Roma. Congedai i parassiti; mandai liberi 938 VI | romano, contro coloro che congiurano nelle tenebre, che adorano 939 VI | si fanno sempre da capo a congiurare. Io so che una nuova congrega 940 VI | congiurare. Io so che una nuova congrega di cristiani, come si chiamano 941 II | celia di tanto più cattivo conio, quanto migliore era quello 942 XIV | avvide di non essere solo, e conobbe ad un tempo la vera cagione 943 II | signori mi chiedono se io la conosca davvero, e se ella mi apparisce 944 XIII | è vero che il cuore non conosce disparità d'ingegno, nè 945 XII | com'Ella sa, e non ama far conoscenze.~ ~- Orbene, io non cerco 946 II | Noi la veneriamo senza conoscerla, e udiremo volentieri quello 947 XIX | hanno patito, s'abbia a conoscerle a prima giunta. Stanno bene 948 XIII | supplico, poichè non ama conoscermi, di venire alla messa. Anche 949 VI | altra interrogazione.~ ~- Conosci tu la setta de' Galilei?~ ~- 950 XIV | Soltanto coloro che non mi conoscono possono ascrivere il mio 951 XX | passava le intere giornate, consacrando le notti alle sue tristi 952 XVI | tutto quel tempo che non era consacrato ai Villa Cervia. Di questa 953 XII | trattenessero. Nei due mesi poi che consacrava alla campagna accanto alla 954 VI | natali, per autorità di consanguinei, per numero di clienti, 955 VIII | respingendo e ferendo, ma conscio della imminente sconfitta. 956 III | andava diritto a tutte le conseguenze, come il più savio ragionatore 957 VII | acconsentirmi, e non lo consentirà a voi, se vorrete richiamarvene 958 XII | stato delle cose sue non consentirgli la spesa d'un istrumento; 959 XVI | punto che le buone creanze consentivano ad una sua pari.~ ~Ma da 960 XIV | ne fece rinfrescare, per conservarlo.~ ~- I vecchi quadri del 961 XII | per cui il castello aveva conservata una parte così gradevole 962 X | dopo che ci ebbe fatte considerar per bene le lancette.~ ~- 963 XXI | Calisto avea già tutta considerata la gravità del pericolo, 964 XII | che avevano fatto quella considerazione, si persuasero ben presto 965 XV | notte dei secoli in poi; se consideriamo come egli abbia diradato 966 VI | far ciò che la tua ira ti consiglierà.~ ~- La mia ira?~ ~- Per 967 II | lungo lo stomaco, quasi per consolarlo del digiuno a cui lo astringeva; 968 XIV | avevo in casa il cembalo consolatore. -~ ~La giovinetta non disse 969 III | governo della cosa pubblica, consolavano tuttavia il popolo delle 970 XII | capo, ed è questa l'unica consolazione che mi sia rimasta. Io sarò 971 XIV | viva tutto solo e scarso di consolazioni.~ ~- È una bella cosa, la 972 III | fruttifera incarnazione, e che il console Mummio, impadronitosi di 973 IX | Questa novella son certo lo consolerà della perdita di un vil 974 V | nozze, e che l'avventuroso consorte aveva nome Valeriano.~ ~ 975 II | tutti gli ordini dell'umano consorzio.~ ~Alcuni di questi pensieri, 976 VIII | anche non volendo. Mira, conta per bene i tuoi avversari. 977 XX | un largo cappello tra il contadinesco e il cittadino.~ ~Quando 978 I | persone, s'intende, non contando noi che eravamo cinque, 979 XII | grossa somma di danaro in contanti, con la quale potè comperare 980 XV | raggomitolato nel seggiolone, stava contemplando il viso della contessa Giulia, 981 XIV | tenerezza, e stavo ore ed ore a contemplarla. Tutto, insomma, tutto, 982 VIII | voi, soldati! guardatelo, contemplatelo a vostro bell'agio. È Trebazio, 983 IV | illanguidivano, assorti in una contemplazione divina.~ ~Vi parlo, con 984 VIII | io fossi tanto forte, da contendere anche agli Dei tutti del 985 XX | fuori da un cespuglio, per contendergli il passo.~ ~Giovanni, dal 986 VIII | obbedirete voi? La donna che mi contendevate è morta; sarete contenti. 987 XVII | il quale non poteva più contenersi. - E senza dirgliene nulla? 988 XII | nostri paesi, e sapendosi contentare, era una bella moneta. Ma 989 XII | dunque il torto a cercar di contentarlo, anche senza sua saputa, 990 XII | per uso di abitazione. Ma, contentata la curiosità del nome, non 991 XIV | amore che gli porto.~ ~- Contentatevi, signorina; voi siete come 992 VII | si dimena come una furia. Contentati dunque tu, che l'hai tra 993 XV | leggiero, e col cuore pieno di contentezza.~ ~Venne l'autunno, e la 994 VIII | contendevate è morta; sarete contenti. Ma io ve lo giuro per l' 995 XIX | disse nulla; soltanto si contentò di chiedere a che ora della 996 XI | scrissi davvero, per domandar contezza del nostro suonatore ambulante. 997 XXII | candore il parroco, - tutti contiamo le nostre; ora io faccio 998 XI | restare a bocca aperta.~ ~- Conticuere omnes.... - mi disse il 999 XIV | dagli altri, che in quelle contingenze essi riescono più grati 1000 XI | mandarmi a trovar colaggiù il continuatore del mio racconto, sotto 1001 XXI | messo mano alle pistole, e continuavano a lavorar di punta, certi 1002 XI | grazia a voi altri della continuazione di questa novella.~ ~Tre 1003 XIV | cosa facessi? Per otto mesi continui sospiravo i quattro che 1004 XIV | pochissima scienza. -~ ~Continuò per un bel tratto una di