146-conti | contr-ingom | ingre-quadr | qualc-stoli | stolt-zotic
               grassetto = Testo principale
     Cap.      grigio = Testo di commento

   1          | 146
   2    XII   |            Rosa, nei rivolgimenti del 1821; ma in fondo era come tutti
   3    XII   |                Eravamo nel giugno del 1831, quasi trent'anni fa, quando
   4      I   |       università di Genova innanzi il 1858; chè le mie cognizioni sulla
   5    XII   |               altri rivoluzionari del 1860; io sto fermo alle vecchie
   6    Ded   |           Genova, il 25 settembre del 1866.~ ~ ~ ~Anton Giulio Barrili.~ ~ ~ ~
   7          | 25
   8     II   |            agli splendori della vita, abbaiano dietro alla povertà; raccapricciano
   9     II   |               da salotto, gli avrebbe abbaiato ai fianchi, e, tra il ribrezzo
  10    XIV   |            del salone vi siate, e che abbandona una mano alle carezze di
  11     XV   |             naturalezza, quella mano, abbandonata, lungo le pieghe della veste
  12   XIII   |             famiglia, come l'edera si abbarbica al muro. Il ramo principale
  13     XV   |              nuovi problemi in cui si abbatte, a mano a mano che egli
  14    XII   |            racconto. Volete il dolce? Abbiatevi anco un tantino di amaro.~ ~
  15     II   |             ragazzacci, i quali, come abbonati a tutta la stagione, non
  16    XIX   |          femmine, di cui quella città abbonda, eleganti sirene per le
  17     II   |          guance, come fa Battista, ad abbozzare sul marmo il naso del tavoleggiante,
  18     II   |               e alzò il naso dal naso abbozzato; e tutti si volsero a me,
  19    III   |              il suo albo da disegno e abbozzava sbadatamente figure di donna,
  20     IX   |     postrarmisi intorno, i più vicini abbracciandomi le ginocchia, o tendendo
  21     II   |            suo cuore, e la sua faccia abbrustolita fu come trasfigurata da
  22    XII   |          castello aveva accolto nuovi abitatori: la contessina Cecilia di
  23     II   |               sono state inventate le abitazioni,  i legni di posta, 
  24  XVIII   |               messa nella cappella fu abrogata di fatto, poichè non se
  25    III   |              la lieta esclamazione di Acate, che è uno dei più felici
  26     VI   |             cotesto non può, non deve accadere.~ ~- A me la cura di ciò! -
  27    XII   |              quello che a Dio piacque accadesse più tardi.~ ~Egli, adunque,
  28     XI   |        donnicciuole, intorno ai fatti accaduti nei dintorni, dal cominciar
  29   XVII   |              scombuiato! Che le è mai accaduto, signorino?~ ~- Giovanni,
  30      V   |         bevitore, come il primo e più accanito feritore della centuria.
  31    XIV   |              la luce di un verone, le accarezzavano ad ogni suo più lieve moto
  32   XIII   |               pace. Due giorni rimase accasciato a quel modo, senza nemmeno
  33    III   |              un sorriso affettuoso, e accennando del capo ad ogni parola,
  34    XIV   |                facendosi da un lato e accennandogli un uscio aperto sul salone, -
  35     II   |             ringraziato con un comico accennar del capo tutti i suoi lodatori,
  36    III   |         dietro a quei monti ove tu mi accenni esser Roma, io troverò la
  37     XI   |               ritrovo; il maresciallo accese la sua Dulcinea (così egli
  38    XIV   |             parola, ma, con gli occhi accesi e gonfi di lagrime, le accennava
  39    Ded   |              appena ai cominciamenti, accetta con lieto animo che io ti
  40  XVIII   |          sincerità di desiderio.~ ~Io accettai il manoscritto e gli promisi
  41    XII   |     dilettante di musica, la prega di accettare l'offerta che egli le fa,
  42   XIII   |     gratitudine, non posso altrimenti accettarlo, imperocchè nelle stanze
  43    XIX   |           guerrieri con la corazza di acciaio, le brache di raso e gli
  44    XIX   |               aria grave e lo sguardo accigliato lo avrebbero fatto sembrare
  45   VIII   |          sollevai quel corpo deforme, acciuffandolo pei capegli, e con un colpo
  46     XV   |       gentiluomo, e la vostra cortese accoglienza mi fa oggi sentire più vivamente
  47     IV   |       maritaggio ai suoi, che avevano accolta con giubilo l'offerta; ma
  48   XVII   |             che si alzava da capo per accomiatarlo.~ ~- Sì, e non troverete
  49    XII   |                dov'egli stava facendo accomodare all'infretta due camere
  50      X   |           spiegata la carta che v'era accomodata per entro, lessi, alla data
  51   XVII   |            del capo, che voleva dire: accomodatevi, e si rimise frattanto a
  52    VII   |            come una nobil matrona, si accomodi; non io, il quale mi affretto
  53     II   |              i fischi ripigliassero l'accompagnamento, le bucce volassero da capo
  54   VIII   |             le forze. Lasciar cadere, accompagnandolo un tratto, il corpo di Cecilia,
  55  XVIII   |        salutare la futura sua nuora e accompagnarla insieme col conte Emanuele
  56    XXI   |              ultima grazia, quella di accompagnarvi fino al castello. -~ ~Il
  57   XIII   |           quel giorno più grave per l'accompagnatura dello invito a colazione.~ ~
  58    VII   |              neppur questo egli vuole acconsentirmi, e non lo consentirà a voi,
  59     VI   |             combatterli. Se eglino si accontentassero a fare quel che tu hai detto,
  60      V   |              i suoi servi t'avrebbero accoppato come un cane. Buon per te
  61    XII   |              intanto era aggiustato e accordato a dovere; e don Bernardo,
  62     II   |            punto scomporsi e come non accorgendosi di tutte quelle irriverenze,
  63     XV   |         quando egli ebbe più tardi ad accorgersene, dovette provare il medesimo
  64    XXI   |              movimenti di Calisto, si accorsero che l'avversario doveva
  65     IV   |             cercar l'infinito, ben mi accorsi che Diana cedeva al raffronto;
  66    XXI   |           sotto la clavicola, li fece accorti della tristissima verità.~ ~
  67   VIII   |                Riapersi gli occhi, ed accostai anelante il mio viso al
  68    XVI   |        Cecilia, - esclamò il giovane, accostandosi a lei, nel colmo dell'agitazione,
  69   VIII   |                gridai:~ ~- Nessuno si accosti! Nessuno di voi torcerà
  70    XVI   |            cui vi ho detto più sopra, accresciuta da mille vapori, s'ingrossò
  71    XVI   |             Calisto, e come gli fosse accresciuto il rammarico della sua solitudine.
  72     IX   |             Gliene dorrà per fermo ed acerbamente; ma tu soggiungerai prontamente
  73      V   |           quel di prima, con tutte le acerbe trafitture del passato.
  74   XIII   |              è a dire se questo fosse acerbo rammarico per Giovanni.
  75     IX   |          trovata una guastada piena d'acqua, mi posi a lavarne la piaga,
  76    XIX   |               doveva trovarsi in male acque, poichè un anno dopo il
  77     XV   |                e che di solito non si acquista se non dopo un bel tratto
  78    XIX   |       Castagneto.~ ~Aiutato da quella acutezza di veduta che  a certa
  79     XI   |            merlate e portici di sesto acuto, con le rovine di un castello
  80   XXII   |             dolore, assiduo compagno, adagiato, come un despota solitario,
  81      X   |              sappiamo come prima.~ ~- Adagio! - risposi. - Sappiamo dove
  82     XI   |       inflitta a tutti gli uomini, da Adamo in poi, questo comandamento: «
  83     XI   |              rispose don Luigi, senza addarsi della gran verità che diceva,
  84    XIX   |           quel biondo capo si fossero addensate già molte procelle.~ ~Io
  85     II   |            consuetudini del suo muso, addentargli le gambe.~ ~Non dico già
  86  XVIII   |             di me, quando altri forse addenterà la mia fama. -~ ~Povero
  87     XX   |          diradarsi, Giovanni si fermò addirittura e stette ad origliare; ma
  88     VI   |          affermativamente col capo, e additò nel fondo della casa una
  89  XVIII   |              del Castagneto era stato addomesticato dalla schifiltosa castellana
  90   XVII   |              ragione che voi mi avete addotta pur dianzi è troppo lieve
  91    XII   |               mestizia, in quella che adempiva al suo ufficio di madre.
  92     VI   |               vedova, che ti aprirà l'adito al sotterraneo. Quella femmina
  93    XXI   |               cintola. Egli aveva già adocchiata la pistola che era accanto
  94      I   |          Balbi, timide scappatelle di adolescenti i primi rudimenti di piazza
  95   XIII   |       figliuola.~ ~Egli infatti s'era adontato grandemente della scortese
  96     XV   |     dimestichezza cortese che l'altro adopera, e che di solito non si
  97    XIV   |            ella suonava, come dovesse adoperare coi tasti, quali voci aprire
  98     XX   |         Credevo che i pari vostri non adoperassero lo scudiscio, se non per
  99     XX   |             che voi, signor marchese, adoperate con me. -~ ~Dopo queste
 100     VI   |                    Oh, non temere! Io adoprerò in ogni cosa conforme ai
 101     XV   |             Giulia, ammirandovi, anzi adorandovi, i lineamenti leggiadri
 102     VI   |         congiurano nelle tenebre, che adorano il patibolo, innalzando
 103     IX   |            Dio è uno ed onnipossente; adoriamolo!... -~ ~Ciò detto, ella
 104     XV   |              quelle povere piante che adorna.~ ~Comunque sia, se le lagrime
 105   XIII   |         semplicità, che è il migliore adornamento della bellezza. Indossava
 106     XV   |              mondo, perchè le lagrime adornano un ciglio di donna come
 107    XVI   |               queste belle ragioni si affacciarono alla mente del conte Emanuele,
 108     XX   |           dama dei vostri pensieri si affacciasse al davanzale, per gittarle
 109     XI   |              Veneri rusticane, che si affacciavano sull'uscio dei casolari
 110   XXII   |              dopo tanti travolgimenti affannosi.~ ~ ~ ~FINE.~ ~
 111   VIII   |            dalle orbite, e il rantolo affannoso del petto, più che segno
 112     XV   |           chiarisce spirito fiacco, o afferma la sua impotenza a vincere
 113     VI   |              Trebazio.~ ~Ella rispose affermativamente col capo, e additò nel fondo
 114     XV   |               giusta di tutti, quando affermò di essere giunto a sapere
 115   VIII   |              per una lotta suprema.~ ~Afferrai Cecilia a mezza vita; la
 116    XXI   |             al cadavere del Cardiana; afferrarla, e spararla a bruciapelo
 117    XIV   |            impeto di adorazione aveva afferrata.~ ~- Vogliate scusarmi,
 118   VIII   |            ultime parole, imperocchè, afferratolo per bene, io mi diedi a
 119   XIII   |         diciotto anni.~ ~Nulla poi di affettato nei suoi modi: semplice
 120    XVI   |          fanciulla i complimenti e le affettature del marchesino di Cardiana.~ ~
 121     XX   |             so! - rispose con accento affettuosamente concitato il vecchio servitore
 122   XIII   |          fedeli servitori, i quali si affezionano alla famiglia, come l'edera
 123    XIX   |            dei nostri vecchi, i quali affidavano la loro immagine alla tela,
 124     XV   |           segreto di quella specie di affinità elettive che reggono la
 125    VII   |               pugno e gli occhi torvi affisati su me.~ ~Egli stesso ruppe
 126      V   |              fu; l'eccesso del dolore affogai nella crapula e nel giuoco,
 127    XII   |        cappella di Villa Cervia fosse affollata ogni domenica. Assai più
 128    III   |              che ci colse, al vederci affondati nella mitologia pagana fino
 129    XXI   |       trasportarla, muti ed anelanti, affratellati in un medesimo dolore, in
 130    XII   |            col medesimo accento; poi, affrettando il passo sulla piazzetta,
 131    XVI   |        saltare alcuni mesi, tanto per affrettare il racconto. Esso non scapiterà
 132    VII   |         accomodi; non io, il quale mi affretto a prendere ciò che egli
 133    XIV   |                e le sue dita bianche, affusolate, correvano maestrevolmente
 134     XI   |               aveva un centinaio, tra aforismi e proverbi, da citare od
 135    XXI   |             finse un velo sul capo di Agamennone, quando ebbe ad effigiarlo
 136     VI   |           cristiani.... assisterà all'agape misteriosa....~ ~- Certamente, -
 137     VI   |          carne di bambini, nelle loro agapi mostruose, e vivendo in
 138     VI   |              La notte cupa aiutava ad agevolar l'intrapresa. Come fummo
 139    XVI   |               non si sarebbe più così agevolmente offerta, con una corona
 140    XVI   |           guardarlo mestamente, senza aggiunger parola.~ ~- Oh perdonatemi,
 141   XIII   |              Giovanni, e a rivederci. Aggiungerete, rispetto alla febbre che
 142     XV   |               lungo del consueto, che aggiungeva leggiadria alla persona
 143     VI   |             segno di assentimento, ed aggiunsi:~ ~- Ma, a qual patto? Tu
 144    XII   |               e bisognerà forse farlo aggiustare. Veda che smemorato! Non
 145   VIII   |                 Facciamola finita. Ad aggiustarla poi col prefetto, che voleva
 146    XII   |        paesello. L'organo intanto era aggiustato e accordato a dovere; e
 147   XVII   |           Calisto, in atto di chi non aggiusti fede alle proprie orecchie
 148    XXI   |       sinistro; poi, senza dir motto, aggiustò la canna della pistola che
 149    XII   |            mia e può disporne come le aggrada. In quanto al cerusico,
 150   XIII   |               colorito, da lineamenti aggraziati, e da occhi grandi e nerissimi.
 151   VIII   |               la più vecchia e la più aggrinzata delle tre Parche patirebbe
 152  XVIII   |         Giovanni più malinconico, più aggrondato di lui.~ ~Non andava più
 153   VIII   |             la manca andai diritto ad agguantargli la strozza.~ ~- Greco! -
 154     VI   |               me; io stesso ho teso l'agguato da lunga pezza, aspettando
 155     IV   |               cresciuta in mezzo agli agi di una splendida vita, Cecilia
 156    VII   |              come salvarla? Anelante, agitato da mille confusi timori,
 157    XVI   |    accostandosi a lei, nel colmo dell'agitazione, appena il conte fu andato: -
 158     II   |     ostinatamente la tastiera, come l'ago calamitato la direzione
 159   VIII   |        varrebbe a significarvi quella agonia dello spirito, in mezzo
 160     XV   |               nuova battaglia.~ ~Sant'Agostino, a parer mio, l'ha detta
 161     II   |             ad un tavolino  presso, aguzzandosi l'appetito con due sorsate
 162    XII   |            pochino di contrappunto mi aiuta a mettere in carta tutte
 163    XIV   |             rabberciando alla meglio, aiutandomi con un po' di invenzione.
 164    XIX   |             che saliva su per l'erta, aiutandosi con le mani. Costui, come
 165    XXI   |         proposto, da buon compare, di aiutarci un tratto in un certo colpetto
 166     II   |             due, dei più piccini, per aiutare il maestro a tirar la carretta,
 167     IX   |              e mi si fece accanto per aiutarmi nel pietoso ufficio. Gli
 168    III   |             questo errore io mi penso aiutassero molto le frequenti libazioni,
 169     XI   |           neppure ammettere che io lo aiutassi, e non voleva riconoscere
 170     II   |             qui con le mani in tasca, aiutate questo brav'uomo a portare
 171    XXI   |              portavano le spoglie.... aiutatemi a dire.... le spoglie....
 172    XIX   |           signorino del Castagneto.~ ~Aiutato da quella acutezza di veduta
 173     VI   |               arrivo.~ ~La notte cupa aiutava ad agevolar l'intrapresa.
 174     IV   |             le incoronavano la fronte alabastrina, su cui non faceva ruga
 175    III   |               Crissa, il mio pensiero alato correva lontano, oltre i
 176     XX   |         rischiarata e soltanto quegli alberelli lo potevano nascondere un
 177   XXII   |               parte di , dove prima albergava la ragione. E così Dio voglia
 178    III   |                o, se non era, pareva. Alessandro Severo imperava con temperanza
 179      X   |          trovate le parole magiche di Alì Baba, per aprir la spelonca
 180    XII   |              ad ogni genere di studi, alieno dal riposarsi in uno solo
 181    XIV   |               siete come messer Dante Alighieri, il quale ha detto: Vagliami
 182     VI   |         muratura finiva e l'andito si allargava a forma di sala. Altre sale,
 183    III   |              I miei sensi soltanto si allegravano di giocondi sacrifizii all'
 184     XI   |              amici, sciame di passere allegre che hanno condotta a bene
 185     XV   |                alle pazze sfuriate di allegrezza verso l'aria pura e verso
 186     II   |               signori sono giovanotti allegri, e vogliono scherzare....~ ~-
 187    III   |         tripudii del senso,  più mi allettavano i giuochi del Circo, l'oziar
 188   XIII   |              a consolare i malati, ad alleviar le sventure domestiche,
 189     IX   |       manigoldo, che stai guardandoci allibbito, piglia una face e va innanzi. -~ ~
 190    XII   |            cassetta di libri, e prese alloggiamento all'insegna dell'Aquila
 191   XIII   |               ma finiscono sempre con allontanarsi, e questo è il busilli.~ ~
 192     II   |              tanto solleciti si erano allontanati gli astanti, non sì tosto
 193     IV   |             come il suo nome e si era allontanato da me. Egli pure aveva amato
 194          | allorquando
 195   XXII   |              illogico della sua mesta allucinazione.~ ~Il Caselli stette qualche
 196     XV   |              a furia di guardare e di almanaccare su quella testa, era venuto
 197    XII   |              pei sentieri più soli ed alpestri.~ ~In paese c'era una gran
 198     VI   |               Non abbiamo noi in Roma altari e sacerdoti per ogni divinità
 199    XIX   |         imprese di que' galantuomini. Alteramente bastionato sui due lati,
 200     IV   |           miei giorni nella sua casa, alternando con lei i suoni del cembalo
 201      V   |          Valeriano, giovine, bello ed altiero. Ella era ancor più leggiadra
 202     XV   |                scienze e speculazioni altissime; ma egli è altresì sommamente
 203          | altrettanto
 204          | altrove
 205     IX   |              dunque vivi? - esclamai, alzandomi da quella postura per guardarla
 206   XVII   |          signor Caselli, - disse egli alzandosi in piedi, - è del sangue
 207     VI   |              Trebazio fu sollecito ad alzare, discoprendo una rozza scala
 208     II   |           tirannia, e simiglianti, si alzarono anch'essi.~ ~Così, senza
 209  XVIII   |          compagnia.~ ~Ma appena si fu alzata dal letto ed uscì dalla
 210    VII   |       imperterrito, stava con le mani alzate verso il cielo e pregava.~ ~
 211    XIV   |             armonie, e  finalmente, alzati gli occhi, si avvide di
 212    XXI   |              guardato in volto, anche amandolo nel profondo del suo cuore,
 213    XXI   |               Al padre che si pentiva amaramente, tra i singhiozzi e le carezze
 214  XVIII   |               me, col cuore gonfio di amarezza, ma tranquillo negli atti
 215     XV   |           oggi appena, e già sento di amarti, come se il mio cuore fosse
 216  XVIII   |               mi ha punto impedito di amarvi, e di cattivarmi la vostra
 217     XI   |        alleanza. - Io so bene che voi amate celiare. Ci vuol altro per
 218    XIV   |               signorina, che io li ho amati, come se portassero la effigie
 219    III   |              che dispregia le rose di Amatunta.»~ ~ ~ ~Il rimprovero di
 220    XVI   |        disparte? Che i due giovani si amavano e non se lo dicevano mai?
 221    VII   |         insieme con le altre, mi pose ambe le mani sul braccio, tentando
 222     XX   |             durante il quale stettero ambidue a guardarsi, combattuti
 223     II   |        intorno a due solini di colore ambiguo, e un occhialino col cerchietto
 224     VI   |              governata a sua volta da ambiziosi delusi, da astuti impossenti. -
 225      X   |              il tempo la governa.~ ~- Amen! - risposero tutti in coro,
 226     XV   |             potenze dell'anima. Ma mi amerai tu? Potrai tu, vorrai forse
 227    XIV   |           mille volte liberamente tra amiche. Cuor nobile e generoso,
 228     XI   |       maresciallo dei carabinieri era amicissimo mio; come quegli che pizzicava
 229     XV   |        arciprete don Bernardo, vostro amicone, il quale dice sempre un
 230     II   |              feltro, sebbene pieno di ammaccature e col pelo arruffato e rossiccio,
 231     XV   |        fittaiuoli, dar rimedi per gli ammalati, pannilini per i più poveri,
 232     XI   |               egli non poteva neppure ammettere che io lo aiutassi, e non
 233     XV   |           viso della contessa Giulia, ammirandovi, anzi adorandovi, i lineamenti
 234    III   |             delle piante aveva potuto ammirare le ignude bellezze della
 235     II   |               degli uomini gli avesse ammonticchiato sul cuore, e che improvviso
 236    XXI   |      sforacchiato, mi paga certi suoi amorazzi con Maddalena, una sgualdrina
 237     XV   |              per afferrare con piglio amorevole la sua, - noi vi abbiamo
 238    XVI   |          giorni, nei quali Cecilia fu amorevolissima col Caselli e più malinconica
 239  XVIII   |        giungere, e, dopo aver chiesto amorevolmente a que' fittaiuoli della
 240    XXI   |              volta. Sapevo dei vostri amori notturni da pipistrello
 241     IV   |          amici e mi trovavo solo nell'ampia Roma; non ero nulla; non
 242    III   |        cittadini che passavano per le ampie strade in lettiga, seguiti
 243     VI   |             innanzi dai due lati dell'ampio sotterraneo, rasentando
 244    III   |              fianchi di un gigantesco anacronismo, noi cinque ci eravam ricambiato
 245     II   |           mezzo, tutti e cinque ce ne andammo via dal Gran Corso, con
 246    XII   |         familiarmente, e don Bernardo andargli a braccetto per un bel tratto
 247    XXI   |            rifatti sui loro passi per andarlo a cercare. Costoro udirono
 248    XIV   |            miei? Spesso mi avvenne di andarmi a raggomitolare in una gran
 249    XXI   |             erano di brigata con lui, andassero pure innanzi, ed egli li
 250    XIV   |            Dio solo sa dove sarebbero andati a parare con tutti quei
 251     IV   |             d'ogni parte dai fati, io andavo perdendo anche gli amici
 252     II   |     Mettiamoci la via tra le gambe, e andiamocene all'università; sentiremo
 253    XIX   |              civile del secolo nostro andrà sepolto insieme con noi.
 254      X   |            grande incertezza. - Ce ne andremo così senza saperne altro?~ ~-
 255     VI   |             nella fede di un simbolo. Anelano alla uguaglianza di tutti
 256    XXI   |               a trasportarla, muti ed anelanti, affratellati in un medesimo
 257    XII   |          moglie, donna così ornata di angeliche virtù come era graziosa
 258      X   |               rallegrar di un sorriso angelico le mie veglie sconsolate. -~ ~
 259     XX   |             fondo e formava uno degli angoli di quell'edifizio quadrato,
 260     VI   |       silenzio fu per me un secolo di angosciosa aspettazione. Gli orecchi
 261    VII   |           quella scena di sangue, e l'angoscioso stato di quella donna divina.~ ~
 262   VIII   |             forze, contro la pochezza angustiata delle mie.~ ~- Soldati! -
 263      V   |               villa di Valeriano sull'Aniene. Era adagiata su d'una lettiga,
 264     XX   |           passare di un uomo, o di un animale fra mezzo a loro.~ ~Tese
 265      I   |            giubba; un museo con molti animali impagliati; molte panche
 266    XII   |             dei dintorni e a tutte le anime bennate, che veneravano
 267  XVIII   |              e i romanzi innocenti di Anna Radcliffe.~ ~Costei attribuiva
 268     II   |          rossiccio, una cravatta nera annodata a mo' di corda intorno a
 269     II   |           necessità di rispondere. Vi annoiate? Io non meno di voi. Mettiamoci
 270     II   |             uscio, ed anche perchè si annoiavano a star seduti, borbottando
 271    XII   |            Sotto una di quelle piante annose, l'angelica donna, la madre
 272     XI   |              via col maresciallo, gli annunziai che dovesse venire anche
 273    XVI   |              sue nuove all'amico, gli annunziava la visita del figlio suo,
 274      X   |           appuntati contro la tavola, ansante e lo sguardo fiso.~ ~Noi
 275    XIX   |              nel vecchio dipinto dell'antenata.~ ~Il nuovo quadro fu appeso
 276    XVI   |                e si vantava di un suo antenato che era stato a Rodi con
 277    XIV   |            non lo dite, signorina! Io antepongo la musica ad ogni altra
 278      X   |           trovare tanta digestione di anticaglia, tanta disposizione ordinata
 279     XI   |               Era versato in tutte le antichità di quei paesi, più assai
 280    III   |             foglie salutari, colte in Antìcira, risanino un cuore che dispregia
 281     XI   |              geloso della sua fama di antiquario e di tenace ricordatore
 282    Ded   |             settembre del 1866.~ ~ ~ ~Anton Giulio Barrili.~ ~ ~ ~
 283     VI   |             ad Iside come a Giove, ad Anubi come a Marte? La nostra
 284    XII   |          sarebbe potuta scambiare per apatia. L'ingegno era, per altro,
 285     IX   |         Urbano, il buon pontefice, mi aperse gli occhi alla fede di Cristo.
 286      X   |                con la vita, già molto apocrifa per  stessa e da te raffazzonata
 287    XXI   |           pregio della bellezza, anzi appaiono dieci cotanti più belle
 288    XIX   |           necessità di precauzioni ed apparecchi di difesa?~ ~- Io? - rispose
 289     II   |         conosca davvero, e se ella mi apparisce in sogno? Viva e palpitante
 290     XV   |          vanitoso impossente; sibbene apparivano un tributo della pietà di
 291    XIX   |              molto a scendere dal suo appartamento, vestito di tutto punto,
 292    XVI   |            due figli; per giunta egli apparteneva alla prima nobiltà piemontese,
 293    XII   |              i boschi sterminati, non appartenevano più ai Caselli, e che il
 294    XII   |           esercito, al quale egli era appartenuto, ma in fin dei conti non
 295    XII   |            Egli soggiungeva di essere appassionato per la musica, e dilettante
 296     XV   |              dimestichezza. Le foglie appassite cadevano dai rami, ma non
 297     XV   |             cadevano dai rami, ma non appassiva l'amore; e quando il temporale
 298     XI   |              qui, per dar ragione all'appellativo, raccontai per filo e per
 299    XIX   |        antenata.~ ~Il nuovo quadro fu appeso nel salone, a riscontro
 300     II   |               presso, aguzzandosi l'appetito con due sorsate di vermutte
 301  XVIII   |               una di queste varianti, appiastrate alla sua riputazione, come
 302     II   |          altri malanni del firmamento appiccicano, in cambio della pelle consueta,
 303    XIV   |          colse l'ultima frase come un appicco alla conversazione.~ ~-
 304    III   |          impadronitosi di Corinto, le appiccò il fuoco, distruggendola
 305     XX   |             alle spalle del castello, appigliandosi ad ogni albero, ad ogni
 306     II   |            beffardi del mondo. Chi si appigliava alla coda del suo cembalo
 307      X   |              quando lo suono, odo gli applausi di una moltitudine estatica,
 308   XVII   |         contessina, e fu costretta ad appoggiarsi contro il muro, per non
 309    VII   |               volto acceso, col mento appoggiato sul petto della meschina,
 310    III   |           guance; io stavo coi gomiti appuntellati sulla tovaglia e le palme
 311    XIV   |           animo di farsi più innanzi. Appuntò una mano allo stipite, e
 312    XIX   |               Oh no! io debbo uscire. Aprimi il portone, poichè ti trovo
 313     VI   |            casa di una vedova, che ti aprirà l'adito al sotterraneo.
 314     VI   |              dita. La vedova venne ad aprirci, e ci mise dentro coi nostri.~ ~
 315    XIV   |       adoperare coi tasti, quali voci aprire e quali chiudere a tempo.~ ~
 316     XX   |         guardata dallo sconosciuto si aprisse. Ma la sua aspettazione
 317     XX   |              occhi lo sconosciuto, si apriva una finestra della camera
 318      V   |            cielo, nelle stragi che le aquile nostre seminavano sul loro
 319    III   |               giocondi sacrifizii all'ara di Guido; ma il mio cuore
 320    III   |           lontano, oltre i monti dell'Arcadia, in cerca di tal cosa che
 321    Ded   |               e gli intendimenti dell'architetto, sarà dolce il pensare,
 322     XI   |          proprio a Dego?~ ~- Proprio, arciproprio! - soggiunse il parroco. -
 323   VIII   |               quella delicata persona ardeva e tremava; il suo labbro
 324    XXI   |              del primo malandrino che ardì accostarsi alla sua padroncina,
 325   VIII   |          giuro per l'Averno, chiunque ardirà accostarsi, finirà per le
 326   VIII   |                senza far motto, senza ardire di levar gli occhi verso
 327    XIV   |             quella dell'altro, io non ardirei più mettere le mie dita
 328    VII   |       raccapriccio sulla fronte; - tu ardiresti?...~ ~- E che?... - proseguì
 329    VII   |               come una Venere. Se non ardisci tu stesso, tanto meglio;
 330   XVII   |               rimangono, io quasi non ardisco metterle in conto; ma mi
 331    XIV   |               presenza di un uomo,  ardiscono con esso dir cosa, di cui
 332     XI   |             uomo, quel maresciallo, e ardito come un leone, quando si
 333     IX   |           soldati avevano paura e non ardivano levare il capo a guardarmi.
 334    III   |               la biga di Calisto sull'arena del Circo.~ ~Ma io non amavo.
 335    III   |              donna, coperte del peplo argivo; ma nessuno di noi, checchè
 336    XII   |             don Bernardo, come potete argomentar di leggieri. Egli stesso
 337    Ded   |        condotto più innanzi, tanto da argomentarne la struttura e gli intendimenti
 338     XI   |        concederei larghezze di molte. Argomentate da questa! Farei grazia
 339    XXI   |           saluto.~ ~Cotesto almeno fu argomentato da due persone, le quali
 340   XVII   |           speranza, dopo quell'ultima argomentazione del conte di Villa Cervia,
 341  XVIII   |              di pazzia. Da queste tre argomentazioni non si esce, a sentire la
 342    III   |         nostro convitato, e i lettori argomenteranno di leggeri la maraviglia
 343    XIX   |               atteggiamenti d'uso che arieggiano la fotografia.~ ~Questa
 344    XIV   |             grati che una ottava dell'Ariosto, più splendidi che un canto
 345    XIX   |          parer sussiego e cerimoniale aristocratico, che s'inframmette perfino
 346    III   |             come se parlassi trace od armeno. Patrizio romano qual era,
 347    XIV   |              le migliaia dei genietti armonici, nascosti nelle canne dell'
 348     II   |             Canta come un uscio sugli arpioni; - soggiunse un altro.~ ~
 349     VI   |            apparenza e quasi priva di arredi; ma più dolente era l'aspetto
 350    III   |               capilavori d'arte che l'arricchivano su tutte l'altre città del
 351    XII   |            frotte; anzi può dirsi che arrivassero e partissero insieme con
 352     XX   |              si parla con quel piglio arrogante che voi, signor marchese,
 353    XIV   |             Calisto che, bene o male, arrossendo e balbettando a sua volta,
 354    XIV   |            sebbene cotesto la facesse arrossire, gli chiese con accento
 355    VII   |             sensi, colla bionda testa arrovesciata sulle mie braccia, senz'
 356     II   |             di ammaccature e col pelo arruffato e rossiccio, una cravatta
 357     II   |             detto, e da quella crosta arsiccia che il sole, la pioggia
 358    XVI   |            Non c'erano poi, terribile artiglieria, gli sguardi lunghi e profondi,
 359     II   |          Tiberino. E spinto dalla sua artistica curiosità, si ficcò dentro
 360      I   |               politiche, o per negozi artistici, sbalestrati sulla destra
 361   XXII   |                Poveretto, - dissi io, asciugando una lagrima. - Egli è più
 362   XIII   |                  borbottava Giovanni, asciugandosi le lagrime.~ ~- Andate dunque,
 363    XII   |           mano sulle ciglia, come per asciugare una lagrima, mormorò a bassa
 364    III   |           guance, ed egli, senza pure asciugarle, si stette immobile e senza
 365   VIII   |             forse da starcene a becco asciutto, noi altri?... -~ ~Intenderete
 366   XXII   |          nobilmente scorgere a chi vi ascolta.~ ~- Eh, figliuol mio, -
 367    XIV   |               fanciulla, che lo aveva ascoltato con molta attenzione fino
 368    XII   |            stipata di gente, i devoti ascoltatori s'inginocchiavano sulla
 369   XVII   |           della figlia vostra, datemi ascolto. Io diventerò uomo non indegno
 370     XX   |                La marchesa Cecilia lo ascoltò con molta attenzione, interrogandolo
 371     XV   |              il conte, - che io ve lo ascriva a colpa. Il ciel me ne guardi!
 372    XII   |              quel santo uomo si volle ascriver la colpa di tanti malanni
 373    XIV   |              non mi conoscono possono ascrivere il mio ritegno a rancore,
 374   XIII   |           modo, se la sua assenza può ascriversi a ruvidezza, quella che
 375    III   |        popolavano il mio triclinio; l'Asia mandava a Roma per me le
 376    III   |             suo silenzio, e taciturni aspettammo ch'egli si facesse a romperlo.~ ~ ~ ~
 377     XI   |           buttando giù queste pagine, aspettano forse che io tenga vivo
 378    XIV   |              ma come certo non potevo aspettarmi che ne parlaste voi, di
 379     XX   |          quello era il Cardiana, e ne aspettasse la comparsa. Ma egli è pur
 380     II   |              di poeta estemporaneo in aspettativa. Aveva inoltre i capegli
 381     XX   |              spiando quella finestra. Aspettavate che la dama dei vostri pensieri
 382   XVII   |               di sacrificio io non mi aspettavo certamente da un animo come
 383     XX   |             qualcuno a cui piaccia di assaggiarne....~ ~- Basta, basta! -
 384     XV   |           antiche ricordanze mi hanno assalito ad un tratto, siccome io
 385  XVIII   |           onesti, argomento di ciarle assassine all'universo. -~ ~Mi sentii
 386   XIII   |               in breve ora levarono l'assedio, dando ragione, senza saperlo,
 387      I   |          gramo al buono, dallo studio assegnato alle più matte capestrerie.~ ~
 388     II   |             noi e ragionò anche molto assennatamente di musica con Tiberino,
 389    XII   |             da lungo tempo gli uomini assennati, i quali conoscevano lo
 390     VI   |          chinando il capo in segno di assentimento, ed aggiunsi:~ ~- Ma, a
 391     II   |              irregolare, rivestito di assicelle di pino, fesse in molte
 392   XIII   |              effetto di timore, tu lo assicuri con le tue gentili parole.~ ~-
 393     IV   |               meco, il conversar meco assiduamente, non la turbò, come suole
 394     IV   |             Il greco, il germanico, l'assiro, l'egizio, il gallo e il
 395     VI   |               setta dei cristiani.... assisterà all'agape misteriosa....~ ~-
 396     IV   |         intenderle. Ricordate che noi assistevamo alla rovina di un vecchio
 397  XVIII   |    rammemorava più che mai i Caselli, associando tuttavia al ricordo dell'
 398      V   |              Cecilia, che si era come assopito nel profondo del cuore e
 399     IV   |       domestico, essi illanguidivano, assorti in una contemplazione divina.~ ~
 400    XIV   |            passi l'erta del castello, assorto nella sua consueta mestizia.
 401   XVII   |           colloquio.~ ~Però non seppe assumere quell'aria di dispregio
 402    XIX   |    altrettanti babbei, stolidi che vi assumono un'aria di malinconia soave
 403    XII   |            padri, quando fu messa all'asta pubblica. Ma la natura mia
 404     II   |       consolarlo del digiuno a cui lo astringeva; poi andò coll'indice a
 405      V   |         questo globo abbandonato dall'astro luminoso che gli riscalda
 406     VI   |               da ambiziosi delusi, da astuti impossenti. - Ecco, - seguitò
 407   VIII   |              i suoi accorgimenti e le astuzie a difendere aspramente la
 408     IV   |             le magnifiche arcate dell'atrio domestico, essi illanguidivano,
 409     XV   |              dama di compagnia, donna attempata, a cui parlava sempre nel
 410   XXII   |             Scolopii di Carcare, dove attendeva ad umili uffici. Per lunga
 411    III   |               presago dei mali che mi attendevano nella città dei sette colli.
 412    XIV   |            ricordanze. Giovinetto, io attendevo agli studi, in un collegio
 413   XIII   |       contessina Cecilia stette molto attenta a quel mirabile concerto,
 414     XX   |             altra banda, guardingo ed attento al pari di lui, sebbene
 415    III   |               profani. E ben lo seppe Atteone, che ella diede in pasto
 416    VII   |        tentativi. E intanto le donne, atterrite, trepidanti, si erano andate
 417     II   |               Le vesti del pover'uomo attestavano il passaggio di un numero
 418   XIII   |          vicinato, e certi giovinotti attillati della loro risma; Veneri
 419     XV   |              di accento ch'egli aveva attinta alle sue fonti, in Parigi!
 420    XIV   |          insegnamenti; la qual cosa l'attirò giù giù fino a ringraziarlo
 421      I   |               di Palermo e di Napoli, attori drammatici, e va dicendo,
 422      V   |         quelle sconcie femmine che lo attorniavano, avrebbe riconosciuto Calisto,
 423   VIII   |            perchè io ebbi il tempo di attraversare una gamba nelle sue, e poi,
 424      X   |           pazzo non sapeva a che cosa attribuire tanta liberalità, e si sbracciava
 425  XVIII   |              Anna Radcliffe.~ ~Costei attribuiva il male improvviso della
 426    III   |    probabilmente si saranno divise le attribuzioni come da noi, ai tempi nostri,
 427    VII   |     obbedienza per fermo. Uno dei più audaci, tenendo bordone a Trebazio,
 428     XI   |             avanzamento, come io te l'auguro dal profondo del cuore.~ ~
 429    III   |          petto respirava con gioia le aure di quella Italia, che io
 430   XIII   |             la quale dava risalto all'aurea capigliatura, compivano
 431    XIV   |               il genere di musica o l'autore di cui si parlava; e negli
 432     XV   |             di contentezza.~ ~Venne l'autunno, e la vendemmia non fece
 433     XX   |       sentinelle morte che stanno all'avamposto, di rincontro al nemico.~ ~
 434     XI   |            della guerra ti conceda un avanzamento, come io te l'auguro dal
 435      V   |           visitai il mio scrigno. Gli avanzi delle mie ricchezze erano
 436    XII   |         liberalesche non erano che un avanzo di quelle scapestrate invenzioni
 437      I   |     Mongiardini, o per un'altra sulle avarie, del Parodi. Gli studenti
 438          | avemmo
 439  XVIII   |         quest'atto, o la rovina degli averi, o un amore sfortunato,
 440          | averli
 441          | avermi
 442          | averne
 443    XIX   |              di un dato momento, dopo avervi composte le membra e comandato
 444    VII   |          largo cerchio di spettatori, avidi, ansiosi di sapere che fosse.
 445          | avrai
 446          | avreste
 447          | avuta
 448    XIX   |             notte venisse l'ignoto, e avutone in risposta che egli capitava
 449  XVIII   |             dovuto essere il primo ad avvedersene. La catastrofe, che egli
 450      X   |               già pensato, con quella avvedutezza che non manca mai al lettore,
 451      X   |            che noi ce ne fossimo pure avveduti, tanta era la nostra attenzione
 452    XVI   |             quello che penso. Checchè avvenga di me, non ho io conosciuta
 453    XIV   |          tempo. E mentre tutto questo avveniva nel cuore del giovane, le
 454    XII   |            colpa di tanti malanni che avvennero di poi, come se l'averlo
 455   VIII   |          dall'altro, dando indietro e avventandosi poi, per cansarsi da capo,
 456      V   |         stringendo i pugni in atto di avventarmi su lui, mi fulminò di uno
 457     XX   |               due uomini si sarebbero avventati l'uno sull'altro con la
 458     XV   |             sua impotenza a vincere l'avversa fortuna; nel primo caso
 459          | avverso
 460   XIII   |            torto. E la gente, che era avvezza ad udirmi?... Oramai non
 461     II   |        piglino l'uso delle città e si avvezzino agli splendori della vita,
 462    XIX   |         neanche il nome, ma che siete avvezzo a vedere, e che vi rappresentano
 463     XX   |            desiderio, la necessità di avvicinarmi a questi luoghi, a respirare
 464    XIX   |             da parecchie notti vedeva avvicinarsi al castello un uomo di apparenza
 465    XXI   |        affannosa; ma in quella che si avvicinavano alla meta, si udì improvvisamente
 466    VII   |          mentre con le mani la teneva avvinghiata, lei riluttante buttava
 467   VIII   |         parola. Cecilia sorrideva; mi avvinghiò le braccia al collo, e,
 468   XVII   |          memorie giovanili; quindi si avviò per le scale.~ ~Colà si
 469   XIII   |              un debito di mandarlo ad avvisare, se avessi creduto che francasse
 470    XIX   |               capo di snidarli. Erano avvisati che il Bruno s'avesse a
 471    VII   |         sarebbero stati posti in sull'avviso.~ ~L'uomo colpito dalla
 472     IX   |             tanto del fiore che giace avvizzito sotto la striscia di bava
 473   XIII   |             mio, - soggiunse la bella avvocata, - non si rimedia nemmeno
 474    XXI   |            come un'ombra nello spazio azzurrognolo. I due viandanti mutavano
 475      X   |              le parole magiche di Alì Baba, per aprir la spelonca dei
 476   VIII   |           Parche patirebbe ora i tuoi baci. -~ ~La testa del morto
 477    XIV   |              lembo di una cortina, di baciarlo tre volte; poi guardò tutto
 478     VI   |               Tu sarai centurione; ma bada! innanzi di notte potresti
 479    XIX   |               grami, i dozzinali, non badano a questi gravissimi nonnulla,
 480    VII   |                   Soccorrerla? oh non badare a lei più che tanto. Queste
 481    VII   |            Andando colà, io non avevo badato che ad uccidere Valeriano;
 482     XV   |             innocentissime, e nessuno badava al linguaggio degli occhi,
 483    XIV   |            sovra pensieri, che non vi badò, o, per meglio dire, i suoi
 484   VIII   |            mezzo alla quale, come nel bagliore di un lampo, io vidi una
 485   VIII   |              mischia e tornò indietro bagnata di sangue.~ ~Grida, urli
 486      X   |               coro, come per darmi la baia.~ ~Tra amici queste erano
 487    XIV   |             bene o male, arrossendo e balbettando a sua volta, si bevve intiero
 488    XIX   |            una notte a caso presso il balcone della sua camera che guardava
 489     II   |            sull'inimico, con tutta la balda fierezza delle loro ricordanze.~ ~
 490     XI   |               feritoie per comodo dei balestrieri; ornata infine di un giudice
 491    XXI   |     Uccidetemi, anzi che lasciarmi in balìa di costoro. -~ ~Al giovane,
 492    XXI   |          credere che fossimo stati di balla in questo negozio. Eravate
 493     IV   |              la mia vita militare sul Baltico, avrei potuto paragonarla
 494     XX   |             qui? - gridò il marchese, balzando al cospetto dello sconosciuto,
 495     II   |            capo di una leva, e faceva balzar la tastiera sulla sua testa;
 496     II   |               del polo, e ne facevano balzare suoni discordi e incomposti,
 497     XV   |        credere che fosse sul punto di balzarne fuori. Il suo sguardo era
 498   VIII   |             avvidi. Egli, dopo essere balzato indietro d'un salto, girò
 499    XIV   |               quella che il cuore gli balzava concitato nel petto.~ ~-
 500    XII   |             grandissima, teneva corte bandita, e gli amici piovevano a
 501      V   |               tra l'impero e i popoli barbari. Colà, dimenticate le sontuose
 502    Ded   |              1866.~ ~ ~ ~Anton Giulio Barrili.~ ~ ~ ~
 503     IX   |         compiacimento di tutte le più basse manifestazioni dell'istinto,
 504      X   |           gramo personaggio di questi bassi tempi, con la vita, già
 505     XI   |            pagina sola avrebbe dovuto bastare; ma tenni la lingua fra
 506     VI   |             vita, e perchè l'animo mi bastasse a dirle, io non avevo alzato
 507    XII   |             ingresso di una piazzetta bastionata, egli si fermò; e don Bernardo,
 508    XIX   |             galantuomini. Alteramente bastionato sui due lati, non aveva
 509     II   |             meno di prima: agli altri bastò che avesse incominciato
 510     II   |        veterani di far muovere i loro battaglioni; impacciavano la strada
 511     XX   |               Dio mio! ed ora Ella si batterà....~ ~- Sì, Giovanni; ma
 512     XI   |              paese. Lo avere tenuto a battesimo un bambino, recitando il
 513     IX   |            sentiva per anco; il cuore batteva.~ ~Manete, pensando di farmi
 514  XVIII   |              fiacchezza che il medico battezzò non saprei più dirvi con
 515    XVI   |               reggimento di valigie e bauli, da disgradarne un viaggiatore
 516     IX   |        avvizzito sotto la striscia di bava segnata dal passaggio di
 517    XIV   |          senza che abbiate bisogno di beccarvi il cervello.~ ~Ora veniamo
 518    XIV   |          organo, il cembalo, Rossini, Beethoven furono altrettanti pretesti
 519    XXI   |       sgomentata, come se io fossi la befana; questo signorino che è
 520   VIII   |               gridarono sghignazzando beffardamente quegli altri. - La cristianella
 521   XIII   |           prese col servitore, da lui beffardemente chiamato l'amico, il protettore
 522     II   |            pazzie, i ragionamenti più beffardi del mondo. Chi si appigliava
 523     II   |          brodo di succiole, si faceva beffe del suono e del motto.~ ~-
 524    XIV   |             bianca con nastri azzurri bellamente disposti sul taglio della
 525    III   |             potuto ammirare le ignude bellezze della dea. -~ ~Fu questo
 526    VII   |            egli non può domare quella belva, che strepita e si dimena
 527     XI   |             Caselli! Oh perchè questo benedetto nome non mi riesce nuovo?~ ~-
 528     XI   |             scatenati.~ ~Che Iddio ti benedica, o buon maresciallo, e il
 529    XIV   |              del campo; però tutti la benedicono e pregano per lei, diventata
 530     VI   |           segno grandissimo della tua benevolenza. Laonde io mi sto tutto
 531    III   |            dono votivo per rendersela benigna, il ricco Messàpo, e mi
 532    XII   |           dintorni e a tutte le anime bennate, che veneravano quella pietosa
 533    XIV   |          entrate, signore, e siate il benvenuto. -~ ~Ma a Calisto non diè
 534   VIII   |             mio viso al suo, come per bere dalle sue labbra quella
 535   XVII   |              timore di offendermi. Io berrò questo calice fino all'ultima
 536   VIII   |              che segno di dolore, era bestemmia, la quale non trovava più
 537    III   |          mandava a Roma per me le sue bestie feroci e le sue donne incomparabili,
 538     XV   |             figliale sollecitudine le bevande e leggeva da capo a fondo
 539      V   |              Ero, credetemi, il primo bevitore, come il primo e più accanito
 540    XIV   |           balbettando a sua volta, si bevve intiero quel calice.~ ~-
 541     XV   |       rispondere, e quasi di punto in bianco tirato ad usare di quella
 542   XVII   |              di recarvi offesa,  di biasimare ciò che fate. Ma io amo
 543      X   |               rivos, pueri, sat prata biberunt; - diss'egli, dopo che ci
 544      I   |               fosse uno guercio); una biblioteca; un portiere con le mostre
 545     II   |             abbiamo mandato giù tanti bicchieri e tanto meditato sulla fragilità
 546      I   |               leoni di marmo; quattro bidelli, che a sommar loro gli occhi,
 547    III   |           sovente con amorosa cura la biga di Calisto sull'arena del
 548      I   |             di sovente una partita ai birilli era lasciata a mezzo per
 549      I   |     sbalestrati sulla destra riva del Bisagno, «ov'io siedo e sospiro»,
 550     XX   |               per gittarle un fiore o bisbigliarle una dolce promessa?~ ~-
 551    VII   |            giustizia, cotesta? -~ ~Un bisbiglio minaccioso si fe' udir nella
 552    XIX   |             don Bernardo, il Cardiana bisbigliò alla moglie che gli era
 553    XIV   |              Giulia, la madre del mio bisnonno; - disse Cecilia.~ ~- Sta
 554     VI   |          altro capitano, senza che ti bisognasse far centurione un gregario,
 555    XII   |             non fu suonato più mai, e bisognerà forse farlo aggiustare.
 556      V   |           lettiga, coperta di candido bisso, e le veniva accanto il
 557      X   |         canticchiando tra i denti una bizzarra melodia.~ ~- Che cosa suonate? -
 558      X   |           intenti ad ascoltare il suo bizzarro e mesto racconto, avevamo
 559     II   |           mandava giù più lagrime che bocconi. Finì tuttavia col pigliare
 560    XVI   |             ma allora, se sapeste! mi bollivano in capo certe mattìe, delle
 561     II   |             annoiavano a star seduti, borbottando un pochettino contro la
 562  XVIII   |       ridicola spiegazione lo facesse borbottare un tal poco, non disse nulla
 563   XIII   |             capisco.... capisco.... - borbottava Giovanni, asciugandosi le
 564    XXI   |             assalti brutali di quella bordaglia.~ ~Calisto avea già tutta
 565    VII   |              vita di soldato, in ogni borgata di Germania da noi messa
 566   XVII   |         Calisto non era che il povero borghesuccio, o, come si dice da certa
 567   XVII   |            era nel fondo, il nobile e borioso castellano, per cui Calisto
 568     XI   |           rovine di un castello sulla Bormida, e un ponte con la torre
 569    XII   |              credono di possedere una borsa inesauribile come il pozzo
 570     XX   |             una grand'ombra su quella boscaglia, e a lui davano agio d'inoltrarsi
 571    XII   |         tenerezza per le colline e le boscaglie dei dintorni. Sulle prime
 572    XXI   |           dopo, in un certo punto del bosco.~ ~I due avversari si videro,
 573     II   |           paragonato ad una di quelle bottiglie, le quali si traggono dalla
 574    XXI   |              a voi la vostra parte di bottino, quella appunto per cui
 575    XIV   |         avrete riconosciuto in questo bozzetto la leggiadra contessina
 576    XIV   |     raggomitolare in una gran sedia a bracciuoli, di rimpetto a quella bella
 577    XIX   |             la corazza di acciaio, le brache di raso e gli stivaloni
 578    VII   |               guardavano con occhi di bragia, fece per gettarsi nelle
 579    XIX   |               essere sguisciati dalle branche della giustizia si davano
 580   VIII   |           nostra! - urlò da capo quel branco di lupi; e misto alle grida
 581    XIV   |               nonnulla, frasi monche, brandelli di pensiero, i quali spesso
 582  XVIII   |              mi è necessario narrarvi brevemente quello che avvenne al castello,
 583      V   |             ma erano sprazzi di luce, brevi e fugaci come i lampi in
 584    XVI   |             Passarono due giorni, due brevissimi giorni, nei quali Cecilia
 585     XX   |              fronde allo spirar della brezza e il monotono canto del
 586    III   |            nostro narratore andasse a briglia sciolta, con gli sproni
 587     IV   |               l'egizio, il gallo e il britanno, si confondevano colà, in
 588     XV   |              le pieghe della veste di broccato, alle carezze di un povero
 589     II   |             che non pareva andasse in brodo di succiole, si faceva beffe
 590   XIII   |            lui. Egli non tiene già il broncio alla nostra famiglia, poichè
 591    XXI   |              afferrarla, e spararla a bruciapelo nel volto del primo malandrino
 592    III   |               smisurata città, a quel brulichìo di gente d'ogni nazione,
 593    XII   |         meglio dove i monti erano più brulli e dove il vento soffiava
 594     II   |             dagli occhi vivaci, dalla bruna carnagione e dal piglio
 595    Ded   |                              A ENRICO BRUSCO.~ ~ ~ ~Vorrei poter scrivere
 596    XXI   |              aiuto contro gli assalti brutali di quella bordaglia.~ ~Calisto
 597      I   |             una giornata,  bella  brutta, del mese di marzo; non
 598    XIX   |              trovare una finestra, un buco, intorno a cui lavorar di
 599     II   |             raggrinzare i nervi di un bue.~ ~Povero Rossini! Mentre
 600     VI   |            correre il primo in quella buia ed umida chiostra. Gli altri
 601     IX   |           erano sparpagliati lungo le buie arcate, per condurre all'
 602    XII   |             cupo, signor conte, ma di buon'indole, e cortese nei modi.
 603    XII   |             la bontà dei suoi modi la burbanza e il fasto del marito. Laonde
 604    XII   |              aspetto egli pareva uomo burbero, ma in cambio era buono
 605      I   |            cose serie ad un tempo. Il Burchiello ci avrebbe potuto ritrovare
 606     II   |           tutte queste innocentissime burle erano accompagnate da risa,
 607     II   |            camicia, mentre con piglio burlesco facevano stare indietro
 608     XV   |              a turbar l'orizzonte. La burrasca doveva esser vicina.~ ~ ~ ~
 609      X   |            che poi se ne era andato a buscarsi il pane, e che è divenuto
 610     XV   |          inverno il conte Emanuele si buscò una forte infreddatura,
 611   XIII   |           allontanarsi, e questo è il busilli.~ ~Un uomo solo non aveva
 612   VIII   |               ginocchio nelle reni lo buttai loro tra' piedi. Tutti balzarono
 613     XI   |                i quali, mentre io sto buttando giù queste pagine, aspettano
 614    XXI   |    scintillarono gli occhi, e corse a buttarsi ginocchioni al suo capezzale.~ ~
 615    XII   |             voleva, con queste parole buttate  a caso, mostrare il suo
 616      X   |               mesto racconto, avevamo buttato via il sigaro, quasi per
 617    VII   |           avvinghiata, lei riluttante buttava al suolo. Scene simiglianti
 618    XIV   |            come lei! - gridò Calisto, cadendo a' suoi piedi.~ ~Si era
 619    XXI   |                lacero, insanguinato e cadente com'era. Calisto non parlava,
 620   XVII   |              Emanuele aveva l'aria di cader dalle nuvole. Stette con
 621      V   |              quanto che io la sentivo cadermi addosso e non potevo definirla,
 622     VI   |             aspettando che avessero a cadervi; mi hai dunque inteso.... -~ ~
 623     XV   |    dimestichezza. Le foglie appassite cadevano dai rami, ma non appassiva
 624    VII   |             il rumore delle frequenti cadute, gli urli feroci dei miei,
 625    VII   |               braccia. Il velo le era caduto dal volto: era Cecilia.~ ~
 626     IX   |          miseria, non per il male che cagioni altrui. A me non duol tanto
 627     II   |               la tastiera, come l'ago calamitato la direzione del polo, e
 628    XIV   |              qualche voce dell'organo calava un tantino, e ne parlò a
 629     II   |               diedero una volta sulle calcagna, come tanti soldati al comando
 630   XXII   |            ortodosse; altre faranno a calci con certune che professo
 631    XII   |            del parroco e lo ringraziò caldamente.~ ~- Veda, don Bernardo, -
 632    XII   |            sedersi a meriggiare nelle calde ore di estate. Quante memorie
 633    III   |              di tirocinio militare in Caledonia, dov'egli, facendo il debito
 634      V   |             un cielo ingombro di nubi caliginose, e la mia anima tornava
 635      X   |                in luogo della vecchia Calliope?~ ~Il lettore ha già pensato,
 636   XVII(4)|                       Nell'originale "Callisto" [Nota per l'edizione elettronica
 637     XI   |              e cilestro a rimetter la calma, come il quos ego di Nettuno
 638    XXI   |          ardimento, e lo pregò che si calmasse; egli non essere cagione
 639     XX   |              severo il Caselli. - Voi calunniate la donna che porta il vostro
 640      X   |          demmo una giubba, un paio di calzoni, una camicia e qualche altro
 641    XII   |           accomodare all'infretta due camere per uso di abitazione. Ma,
 642     XX   |                si fu chiuso nella sua cameretta.~ ~Alla dimane non potè
 643     XI   |              si sparpagliarono per le campagne vicine e lontane, e non
 644     XV   |         Calisto, come di una vittoria campale. Egli era contento di far
 645     II   |                   Ella suona come una campana; - disse uno degli astanti,
 646     II   |            arte vostra non vi darà da campare. Oggi intanto, se non vi
 647    XVI   |           persona in un queto idillio campestre, senz'altra ragione che
 648     II   |               Andiamo a passeggio tra Campetto, le Vigne e San Siro, a
 649    XVI   |         giorno, addio passeggiate pei campi, addio facili ritrovi, addio
 650     IX   |              errato; ma il pentimento cancella ogni colpa. Tutto ciò che
 651    XII   |              che certe memorie non si cancellano.~ ~- Oh! per cotesto, signor
 652    III   |           alla tavola, al lume di due candelabri, con la persona appoggiata
 653      X   |        Cecilia, che viene a posare le candide mani sul mio capo, a tergerne
 654      V   |             d'una lettiga, coperta di candido bisso, e le veniva accanto
 655   XIII   |             quali si preparavano alla canonizzazione, in quella che i loro mariti
 656   VIII   |             me! -~ ~Tutti i vicini si cansarono. Il mio fiero atteggiamento,
 657   VIII   |               e avventandosi poi, per cansarsi da capo, con la scioltezza
 658  XVIII   |           monete.~ ~Il conte Emanuele cansava ogni occasione di nominare
 659     II   |               facendo un inchino.~ ~- Canta come un uscio sugli arpioni; -
 660      X   |               tastiera di un cembalo, canticchiando tra i denti una bizzarra
 661     II   |          lodatori, diè principio alla cantilena. Noi ne capimmo assai meno
 662     II   |               quali si traggono dalla cantina coperte di polvere e di
 663     II   |               d'altro fiume classico, cantò più sgraziatamente di lui,
 664     IV   |              i suoni del cembalo e le canzoni.~ ~Mi ricambiò ella?...
 665    III   |             mia mestizia e non sapeva capacitarsene. Io avevo un bel dirgli
 666     XV   |          rispetto a noi, e mi ero già capacitato di tutte le giuste ragioni
 667      I   |              assegnato alle più matte capestrerie.~ ~Quante cose si impararono
 668   XIII   |          quale dava risalto all'aurea capigliatura, compivano il vestimento
 669    III   |             intieramente, con tutti i capilavori d'arte che l'arricchivano
 670     II   |      principio alla cantilena. Noi ne capimmo assai meno di prima: agli
 671     VI   |        commettere la impresa ad altro capitano, senza che ti bisognasse
 672    XIX   |          avutone in risposta che egli capitava sempre intorno al tocco
 673   XXII   |              di presente; ma voi, che capite certe stranezze del cuore,
 674     XI   |             lui, il quale, levato dal capitolo pericoloso delle credenze
 675     II   |          tanti soldati al comando del caporale, e scantonarono alla lesta.
 676    XIV   |         fantasia, o con la fantasia i capricciosi trascorrimenti della mano?
 677   XXII   |              volte le ciglia al dotto carabiniere.~ ~- Voi narrate con un
 678    III   |              delle recenti memorie di Caracalla e di Eliogabalo.~ ~Allora,
 679      I   |        giovani coi primi elementi del carambolo, del colpo sotto e del colpo
 680   XIII   |      settimana; e siccome avviene dei caratteri ombrosi, vissuti lunga pezza
 681    XIV   |          risiedevano tutte le sue più care e in un malinconiche ricordanze,
 682   XIII   |       giovanile e accompagnate da una carezza, poterono più sul conte
 683    XXI   |       facendole vedere la sua pistola carica:~ ~- Signora marchesa, -
 684   XIII   |               dicevano. - Ve', come è carina! che aria di bontà! E come
 685     XI   |               raccontatemi tutto, per carità non mi fate morir d'impazienza.~ ~-
 686      X   |            volli appunto il resto del carlino.~ ~- Morta! - soggiunsi; -
 687      I   |       Domenico, di rimpetto al teatro Carlo Felice, all'insegna del
 688   XXII   |           Spirito Santo, Napoleone, o Carlomagno. E Dio sa che faticoso lavoro
 689    VII   |          voluto, dicendomi: «ferisci, carnefice, e che Iddio ti perdoni!»~ ~
 690    III   |               le unghie laceravano le carni, queste levavano i pezzi
 691      I   |               era laureati in poule e carolina, in tresetti, in goffo e
 692    XIX   |          discosto. Oggi era un povero carrettiere spogliato delle sue doppie;
 693     XI   |             Langhe, antica come i Del Carretto che ne erano i feudatari,
 694     XV   |            può dire come la regina di Cartagine: Non ignara mali, miseris
 695    XII   |              ostiere; aveva veduto le carte del forestiero, le aveva
 696     XX   |             alterigia. - Io non mando cartelli di sfida che ai miei pari;
 697    XIX   |              le quali sorridono sulla cartolina come altrettanti babbei,
 698    III   |         rinvoltava di continuo le sue cartoline spagnuole intorno alla foglia
 699    XIX   |              s'avesse a trovare in un casale; correvano, e vattel'a pesca,
 700     II   |          Sant'Elena, nel vicolo della Casana, dove ai tempi nostri abbiamo
 701     XI   |            maresciallo, che teneva in caserma una scansìa tutta piena
 702     XI   |           affacciavano sull'uscio dei casolari per dargli il buon . Tutti
 703    XII   |                con una valigia ed una cassetta di libri, e prese alloggiamento
 704   XIII   |        certamente essere quelle sante castellane del medio evo, le quali
 705    XII   |              il ritorno degli antichi castellani fu desiderato per tutta
 706   XVII   |            fondo, il nobile e borioso castellano, per cui Calisto non era
 707     XX   |             di più bassa levatura uso castigarli a questo modo. Ma se volete
 708     VI   |               di venire a ricevere un castigo ed ho in quella vece un
 709    III   |    lusinghiera dolcezza di Venere. Il casto riserbo della vergine Diana
 710     VI   |           Costoro si raccolgono nelle catacombe, ma non divorano bambini,
 711     VI   |            una botola, coperta da una cateratta, che Trebazio fu sollecito
 712  XVIII   |              impedito di amarvi, e di cattivarmi la vostra amicizia. Eccovelo
 713    XII   |              il marito non si era mai cattivato l'affetto  la reverenza
 714    VII   |              desiderio! Ah, tu fai il cattivello, o greco? -~ ~E, così dicendo,
 715     II   |              e una celia di tanto più cattivo conio, quanto migliore era
 716    XIV   |         spesso derivano dalle piccole cause.~ ~In quell'ultima sua gita
 717    XVI   |             quest'ultimo era andato a cavalcare presso il paesello di Dego,
 718    III   |              seguirlo nella sua pazza cavalcata pei tempi remoti.~ ~A questo
 719     XX   |             non per stimolare le loro cavalcature, e per i galantuomini avessero
 720    III   |             Battista, con una gamba a cavalcioni sull'altra, aveva ricominciato
 721      V   |             stato ricco e spensierato cavaliere, che mi pungesse;  lo
 722    III   |               ottimo soldato e gentil cavaliero. Egli sovente mi chiedeva
 723    XVI   |               con uno staffiere e due cavalli, come sarebbe andato a fare
 724     XI   |            gli esami, dai quali ce la cavammo tutti e cinque con lode,
 725    XIV   |    sbadatamente a toccar la tastiera, cavandone qualche suonata a mezza
 726      X   |              senza saperne altro?~ ~- Cavane di più, se ti vien fatto; -
 727      X   |               sarei mosso, innanzi di cavarne un costrutto.~ ~E il lettore
 728    XXI   |             pure sul ripiano, ambedue cavarono le pistole, senza scambiare
 729      X   |           siete debitore di nulla. Io caverò un costrutto dal vostro
 730    XII   |          improvvido spenditore non ne cavò, pagati i debiti, che poche
 731    III   |        terrarum, si vegeta come tanti cavoli! a Roma soltanto si vive.»~ ~
 732     II   |         gragnuola di bucce e torsi di cavolo; chi infine gli faceva scivolar
 733    III   |             mi condusse alle case dei Cecilii, illustre famiglia, che
 734    III   |             con salirgli in groppa e, cedendo al fascino del racconto,
 735    III   |              di novità, perchè io non cedessi. Raunai quel tanto che mi
 736     XV   |        diluvio di amichevoli parole e cedette a quella dolce violenza;
 737     VI   |           stanze. Trebazio, un orrido ceffo, venne da me e non mi lasciò
 738     XV   |          somiglianza, anche quando la celata intromissione di un nuovo
 739    III   |           modo, che ne venne fuori il celebratissimo metallo di Corinto. Giulio
 740  XVIII   |              a San Giovanni quando fu celebrato il matrimonio. Io l'ho riconosciuto,
 741     XI   |              Io so bene che voi amate celiare. Ci vuol altro per andare
 742   XVII   |               una dimanda, la mia, da celiarvi su?~ ~- No, no.... - ripigliò
 743      I   |              più sopra, erano come il cemento di tutti quelli elementi
 744      V   |               dimenticate le sontuose cene e le profumate dolcezze
 745     II   |           all'intorno di quella tinta cenerognola che suol darsi alle imposte
 746   XVII   |              Il conte Emanuele fe' un cenno del capo, che voleva dire:
 747    XIX   |             vorrei aspettar tutti fra cent'anni, e vedere che cosa rimarrà,
 748    XII   |              intendeva di spendere un centesimo di quella somma in denunzie
 749   VIII   |         medesima gravità del pericolo centuplicate le mie forze per una lotta
 750      V   |               accanito feritore della centuria. Chi mai nelle taverne della
 751    XIX   |              ci vorrebbe altro che la cera negli orecchi. La marchesa
 752     II   |             vi contento subito e vo a cercarla. Chi mi vuol bene mi segua. -
 753    XII   |              egli stesso non andava a cercarlo, pigliò una deliberazione,
 754    XIV   |               lui venisse in mente di cercarne la ragione. Di cotali distrazioni
 755   VIII   |             parola,  immagine ch'io cercassi tra le più dolorose, varrebbe
 756     II   |           fino a quel punto non aveva cercati, ci disse con aria malinconica:~ ~-
 757     VI   |          scrutatore, in quella che io cercavo di farmi più animo che potessi,
 758     II   |               i suoi arcani disegni e cerchiamo di passarle il meno male
 759     II   |          ambiguo, e un occhialino col cerchietto di corno, che gli pendeva
 760    XII   |        conoscenze.~ ~- Orbene, io non cerco nessuno, - disse il conte
 761    XIX   |               poteva parer sussiego e cerimoniale aristocratico, che s'inframmette
 762    Ded   |      consacrata fra tutte le altre da cerimonie solenni. A me, quando il
 763    XIX   |             sereno, ma pallido, e una cert'aria pensierosa e il tardo
 764     II   |        vogliono udirlo....~ ~- Certo! certissimo! la si figuri se non vogliamo
 765          | certune
 766   VIII   |              che in breve ora ebbe la cervice spezzata. Altri due colpi
 767    XXI   |             punto balzarono fuori dai cespugli della macchia vicina. Il
 768     VI   |             d'ogni levatura e di ogni ceto, uniti in un solo concetto,
 769    XIV   |               una seggiola di velluto chermisi, tutto mi parla di lei,
 770     XV   |      ginevrino, anzi che del filosofo chiacchierino di Ferney.~ ~Cecilia, intanto,
 771     VI   |        congrega di cristiani, come si chiamano dal nome del loro maestro,
 772    VII   |              mi sovvenne fu quello di chiamar soccorso. Alzai la testa;
 773      X   | interrogatorio del pover'uomo.~ ~- Vi chiamate voi proprio Calisto?~ ~-
 774     XV   |        smetterete di darmi del conte. Chiamatemi signor Emanuele, vecchio
 775   XIII   |             vedere nel paese, dove lo chiamavano il malinconico, e, salvo
 776     II   |               pover uomo, che io pure chiamerò Rossini, sulla fede della
 777     XX   |               disse altro che potesse chiarire a Giovanni quali fossero
 778  XVIII   |               tosto dalla figliuola e chiarirle il suo divisamento sui due
 779      X   |             interrogandosi a vicenda, chiarivano la formazione di un medesimo
 780    XII   |            nulla, ma si vedeva troppo chiaro com'egli avesse paglia in
 781    XIX   |             guardare, aveva veduto al chiaror della luna un uomo che saliva
 782    VII   |             di resina, e al rossastro chiarore di queste potemmo scorgere
 783   XXII   |              facilmente credere, fece chiasso, e se n'ebbe a commuovere
 784      I   |             dell'Annunziata, e troppo chiassosa e materiale la scienza al
 785      I   |              elementi svariati, e due chicchere di caffè in un vassoio formavano
 786    XXI   |           diritto della precedenza su chicchessia. Sicuro, bella signora,
 787     II   |              solo! -~ ~È un pazzo? ci chiedemmo noi con gli occhi, guardandoci
 788   XIII   |               signor Caselli. Non gli chiederai della sua salute, imperocchè
 789   XVII   |           dimestichezza consueta, per chiedergli sue nuove.~ ~- Giovanni,
 790    XVI   |      chiedervi una cosa, e mi bisogna chiederla in piedi, a capo scoperto,
 791   XVII   |          senza dirgliene nulla? senza chiederle innanzi se il suo cuore
 792   XVII   |              vi è nato il pensiero di chiedermela in moglie?~ ~- Oggi stesso,
 793    XIX   |              pensarne io? e perchè mi chiedete cotesto?~ ~- Perchè un uomo, -
 794     XI   |              e agli amici, i quali mi chiedevano se avessi scritto al sindaco
 795      V   |               lui. Tu non sei dunque, chiedevo io, tu non sei più la casta
 796     II   |        argomento.~ ~- Loro signori mi chiedono se io la conosca davvero,
 797     XI   |           quel sindaco? E tanto me ne chiesero, e tanto, che un giorno
 798     IV   |               amato Cecilia e l'aveva chiesta in maritaggio ai suoi, che
 799    XII   |         Calisto gli corse incontro, e chiestogli della sua salute, lo pregò
 800    XII   |             altare, e le panche della chiesuola erano occupate dai famigli,
 801   VIII   |               lato, or dall'altro. Io chinai il viso a mirarla, ed ella
 802     VI   |              mi strinsi nelle spalle, chinando il capo in segno di assentimento,
 803     II   |             come un melenso, alzava e chinava gli occhi,  poteva aprir
 804     VI   |               in quella buia ed umida chiostra. Gli altri mi tennero dietro
 805    XIX   |              antica vigilanza, che si chiudesse per bene ogni porta ed ogni
 806    III   |              Pieno di sconforto io mi chiudevo nelle mie case, e mentre
 807   XIII   |             si pone al pianoforte, io chiudo gli occhi e mi pare di sentir
 808          | chiunque
 809      X   |               senza aver preparata la chiusa, fidandosi alla ispirazione
 810   VIII   |          preghiera; alzai il ferro, e chiusi gli occhi.... Dio onnipossente!
 811     XX   |          recata seco la chiave, si fu chiuso nella sua cameretta.~ ~Alla
 812    XVI   |            marchese di Cardiana, gran ciambellano a corte, col quale da parecchio
 813     IX   |           terra sia quello di obbedir ciecamente, stolidamente, quando abbiano
 814     XI   |               compaesani diventassero ciechi ed io fossi uno dei pochi
 815     XV   |               ai fiorellini colti sui ciglioni dei sentieruoli, alle pazze
 816     II   |             indovinare la chiave. Mai cigno d'Eurota, o d'altro fiume
 817     XI   |            del suo pennacchio rosso e cilestro a rimetter la calma, come
 818    III   |              mio apparire, siccome le ciliegie al sole di primavera.~ ~
 819    XIX   |          lunga e pendente in ordinati cincinni sulle spalle; guerrieri
 820     II   |            uomo si fermò, si tolse la cinghia di sopra il petto, e fece
 821   VIII   |               da prima trovato il mio cingolo di cuoio; perchè io ebbi
 822     II   |                gli si sarebbe dato un cinquant'anni, quantunque fosse anche
 823    XII   |         Cervia era allora un uomo sui cinquantacinque, alto della persona, con
 824     XI   |           protagonista ne avrà adesso cinquantuno.~ ~E qui, per dar ragione
 825      V   |        Suburra, stupidamente inteso a cioncar falso Massico e Falerno
 826    XIX   |         tagliato a coda di rondine, i ciondoli al panciotto e una lettera
 827     XI   |               aforismi e proverbi, da citare od ogni tratto, nella sacra
 828    XII   |         argomento di tanta invidia, e citata come esempio di sfondata
 829     VI   |            loro Numi il diritto della cittadinanza? non si sacrifica forse
 830     XX   |              tra il contadinesco e il cittadino.~ ~Quando fu giunto a piè
 831     II   |               che noi, afferrando pel ciuffo l'occasione di fermarci,
 832    XIX   |             che il tipo della società civile del secolo nostro andrà
 833    III   |          beata giovinezza, una bianca clamide, con un bel pallio di porpora.
 834    III   |               in mezzo a tutte le sue classiche e statuarie divinità, evocate
 835     II   |             d'Eurota, o d'altro fiume classico, cantò più sgraziatamente
 836      X   |             fede al suo orologio.~ ~- Claudite iam rivos, pueri, sat prata
 837    III   |          sapiente magistero sul rozzo clavicembalo antico; e i grandi occhi
 838    XXI   |       gocciava dal seno poco sotto la clavicola, li fece accorti della tristissima
 839     VI   |           Greco, è d'animo generoso e clemente. Essa non ama che la sua
 840     IX   |        considerare le opere tue, e mi coglie un senso di amara pietà
 841      I   |           innanzi il 1858; chè le mie cognizioni sulla materia non vanno
 842     XI   |               dovea mandarmi a trovar colaggiù il continuatore del mio
 843      V   |           vidi più altro.~ ~- Orbene, collega, - mi dissero alla sera
 844      I   |       portiere con le mostre rosse al colletto della giubba; un museo con
 845    III   |     attendevano nella città dei sette colli. Mi pareva in quella vece
 846    XII   |          aveva tanta tenerezza per le colline e le boscaglie dei dintorni.
 847     IV   |            paurosa riverenza, avevano collocata nelle nubi, molto più in
 848     VI   |              e le tue savie parole mi colmano di maraviglia. -~ ~Qui il
 849    VII   |             che il prefetto Almaco ha colmato delle sue grazie, vuole
 850    XVI   |               accostandosi a lei, nel colmo dell'agitazione, appena
 851   VIII   |              dolci promesse, la bella colomba innamorata! Anche a noi
 852    III   |           antico splendore, facendola colonia romana, e ricorderete, su
 853     VI   |              di una di quelle informi colonne, era un uomo appostato.
 854     II   |            molta soddisfazione di due colonnelli a riposo, i quali stavano
 855     II   |               intorno a due solini di colore ambiguo, e un occhialino
 856     IV   |               non avrei neppur saputo colorire, perchè non sempre mi era
 857   XIII   |            bianca e rosea, ma viva di colorito, da lineamenti aggraziati,
 858    XXI   |        aiutarci un tratto in un certo colpetto un po' delicato, lasciando
 859     VI   |                Costoro, già più volte colpiti dalla vindice mano dell'
 860    III   |          Glicera. Le foglie salutari, colte in Antìcira, risanino un
 861    XXI   |               per i colpi toccati dai coltelli dei tre superstiti; anche
 862    VII   |            prenderò, ora che me ne ha còlto il desiderio! Ah, tu fai
 863   XIII   |            disparità d'ingegno,  di coltura.~ ~Il conte Emanuele, tosto
 864     IX   |             sei il nostro centurione. Comanda pure a noi, tuoi soldati
 865     XI   |               da Adamo in poi, questo comandamento: «Tu non scriverai lettere.»
 866    VII   |         tentando una seconda volta di comandare a quel tumulto di voglie
 867    XIV   |             cosa che a voi piaccia di comandarmi.~ ~- Datemi la mano.~ ~-
 868    XIX   |           avervi composte le membra e comandato il piglio che sembri più
 869    XIX   |               davano alla macchia. Li comandava allora un certo furfante
 870    XIX   |             infestavano i dintorni, e comandò si tornasse all'antica vigilanza,
 871   VIII   |              animo umano si solleva e combatte con lena disperata, io ebbi
 872     VI   |            perchè Roma si è indotta a combatterli. Se eglino si accontentassero
 873   XIII   |              quella che i loro mariti combattevano coi musulmani in Soria.~ ~
 874     XX   |         stettero ambidue a guardarsi, combattuti dallo sdegno che minacciava
 875    XIV   |             che un canto della Divina Comedia.~ ~Che cosa dissero i nostri
 876     II   |               aver ringraziato con un comico accennar del capo tutti
 877    VII   |         levarcela di mano. -~ ~Io qui cominciai davvero a tremare. Intanto
 878    Ded   |             Ma, poichè sono appena ai cominciamenti, accetta con lieto animo
 879     II   |              ordine, per assistere al cominciamento dello spettacolo.~ ~La carretta
 880     VI   |              luce si fece più viva, e cominciammo a udire un canto sommesso
 881     II   |          soggiunse Fabrizio, a mo' di commento.~ ~- Orbene, - ripigliai, -
 882     VI   |                Tu bene avresti potuto commettere la impresa ad altro capitano,
 883    XIV   |            sventure del giovine aveva commossa. - È una bella cosa, ed
 884  XVIII   |     catastrofe, che egli mi narrò, mi commosse fortemente, sebbene non
 885    III   |            cuore dormiva;  valeva a commoverlo l'acceso volto di Erigone,
 886    XVI   |        sebbene tremasse per la grande commozione dal capo alle piante, -
 887   XXII   |           fece chiasso, e se n'ebbe a commuovere tutto il collegio.~ ~Che
 888     XI   |         saracinesca e le feritoie per comodo dei balestrieri; ornata
 889    III   |              con la più bionda tra le compaesane di Fingal.~ ~Ma tutti i
 890     XI   |           tenga lontana, tutti i miei compaesani diventassero ciechi ed io
 891    XIX   |               banda aveva fatto poche comparse; ma il Bruno era venuto
 892     XV   |            dolore, e ci ho imparato a compatire altrui. E come era splendida
 893   XVII   |            cominciato, siate cortese; compatitemi, lasciatemi finire. -~ ~
 894     XV   |          contento, poichè ne aveva in compenso un sorriso della contessina
 895    XIX   |          siano eredità di famiglia, o compere fatte dal rigattiere? Sono
 896    XIV   |              la vostra famiglia, e si compiace spesso a ricordare che essa,
 897     IX   |         bellezza o potenza, il lercio compiacimento di tutte le più basse manifestazioni
 898  XVIII   |          qualche celebre disgraziato, compianto dagli uni, maledetto dagli
 899   XIII   |               all'aurea capigliatura, compivano il vestimento di quella
 900    XXI   |            che voi siate stato il mio complice, mentre io in quella vece
 901    XVI   |            presso l'amata fanciulla i complimenti e le affettature del marchesino
 902    XIV   |             lo abbiate in conto di un complimento. Ho pensato davvero agli
 903     II   |       ispirazione del biondo Iddio, e componendo le labbra ad un grottesco
 904     IX   |         natura non ha dato di potersi comportare diverso.~ ~Ma dove diamine
 905     IX   |             La cupidigia dell'oro che compra la stupida ebbrezza, la
 906     XV   |            Quella bionda creatura era compresa del suo nobile mandato,
 907     XI   |           ambulante. Ma il segretario comunale di Dego doveva essere un
 908     XI   |              ministro della guerra ti conceda un avanzamento, come io
 909   VIII   |             colpi per modo da non gli conceder tempo a rispondere. Però
 910     IX   |             dirti alcune cose. Dio mi concederà di parlare.... Quando ti
 911     XI   |               misura delle mie forze, concederei larghezze di molte. Argomentate
 912    XXI   |        destino ha voluto così, e sia. Concedetemi almeno un'ultima grazia,
 913     II   |             cui il suonatore mi parve concentrarsi in  medesimo, quasi per
 914   XVII   |     altrimenti nuovo l'affetto che ho concepito per la figlia vostra. Sono
 915   XIII   |               attenta a quel mirabile concerto, e fu notato che per tutto
 916     XI   |               stampo, il quale sapeva conciliare la dignità e i doveri del
 917   VIII   |                Trebazio! Ve' come sei concio! E come farai ora per pigliarti
 918   VIII   |               sempre con voce rotta e concitata, mentre, con istintiva cura,
 919     IV   |            Venere celeste, che i miei concittadini, per consiglio di paurosa
 920    XIV   |             badate! voi mettete delle condizioni....~ ~- Nessuna, se così
 921   XIII   |            malinconica, a recargli le condoglianze del conte Emanuele e lo
 922    XIX   |            molte scappatelle da farsi condonare, e tanto più sono ingiusti
 923    VII   |            uccisore di suo marito, il condottiero di quella coorte sfrenata,
 924      X   |          zonzo per la città.~ ~Noi lo conducemmo a casa di Tito e di Battista,
 925    XIV   |         delicatezza d'intendimenti la conducesse a voler vincere la sua ritrosia.~ ~
 926     IX   |            basta, vi dico. Andate ; conducete via i prigioni. I vostri
 927      V   |             nuove consuetudini non mi conducevano mai agli antichi ritrovi;
 928   XIII   |              famiglie notabili, volle condurla egli stesso a ricambiare
 929    XIX   |             avesse trovato selvaggina confacente ai suoi gusti svariati.~ ~
 930   XVII   |             tutto questo non potrebbe conferirvi quello stato che dànno solamente
 931   XVII   |              la gravità del colloquio conferiva le forze per sostenerlo. -
 932    XII   |               grande rammarico glielo confessò.~ ~- Che peccato! - disse
 933   XXII   |             lettura, fino al segno di confondere la martire cristiana con
 934     IV   |               gallo e il britanno, si confondevano colà, in quel vasto centro
 935     VI   |              Io adoprerò in ogni cosa conforme ai tuoi comandi.~ ~- No,
 936    XIV   |              e balbettò alcune parole confuse, di quelle tali che, dette
 937      V   |               del mio vivere in Roma. Congedai i parassiti; mandai liberi
 938     VI   |             romano, contro coloro che congiurano nelle tenebre, che adorano
 939     VI   |             si fanno sempre da capo a congiurare. Io so che una nuova congrega
 940     VI   |       congiurare. Io so che una nuova congrega di cristiani, come si chiamano
 941     II   |            celia di tanto più cattivo conio, quanto migliore era quello
 942    XIV   |          avvide di non essere solo, e conobbe ad un tempo la vera cagione
 943     II   |          signori mi chiedono se io la conosca davvero, e se ella mi apparisce
 944   XIII   |               è vero che il cuore non conosce disparità d'ingegno, 
 945    XII   |            com'Ella sa, e non ama far conoscenze.~ ~- Orbene, io non cerco
 946     II   |                Noi la veneriamo senza conoscerla, e udiremo volentieri quello
 947    XIX   |               hanno patito, s'abbia a conoscerle a prima giunta. Stanno bene
 948   XIII   |              supplico, poichè non ama conoscermi, di venire alla messa. Anche
 949     VI   |             altra interrogazione.~ ~- Conosci tu la setta de' Galilei?~ ~-
 950    XIV   |            Soltanto coloro che non mi conoscono possono ascrivere il mio
 951     XX   |           passava le intere giornate, consacrando le notti alle sue tristi
 952    XVI   |          tutto quel tempo che non era consacrato ai Villa Cervia. Di questa
 953    XII   |   trattenessero. Nei due mesi poi che consacrava alla campagna accanto alla
 954     VI   |               natali, per autorità di consanguinei, per numero di clienti,
 955   VIII   |             respingendo e ferendo, ma conscio della imminente sconfitta.
 956    III   |             andava diritto a tutte le conseguenze, come il più savio ragionatore
 957    VII   |               acconsentirmi, e non lo consentirà a voi, se vorrete richiamarvene
 958    XII   |              stato delle cose sue non consentirgli la spesa d'un istrumento;
 959    XVI   |            punto che le buone creanze consentivano ad una sua pari.~ ~Ma da
 960    XIV   |              ne fece rinfrescare, per conservarlo.~ ~- I vecchi quadri del
 961    XII   |             per cui il castello aveva conservata una parte così gradevole
 962      X   |                dopo che ci ebbe fatte considerar per bene le lancette.~ ~-
 963    XXI   |                Calisto avea già tutta considerata la gravità del pericolo,
 964    XII   |              che avevano fatto quella considerazione, si persuasero ben presto
 965     XV   |           notte dei secoli in poi; se consideriamo come egli abbia diradato
 966     VI   |             far ciò che la tua ira ti consiglierà.~ ~- La mia ira?~ ~- Per
 967     II   |           lungo lo stomaco, quasi per consolarlo del digiuno a cui lo astringeva;
 968    XIV   |              avevo in casa il cembalo consolatore. -~ ~La giovinetta non disse
 969    III   |          governo della cosa pubblica, consolavano tuttavia il popolo delle
 970    XII   |             capo, ed è questa l'unica consolazione che mi sia rimasta. Io sarò
 971    XIV   |           viva tutto solo e scarso di consolazioni.~ ~- È una bella cosa, la
 972    III   |     fruttifera incarnazione, e che il console Mummio, impadronitosi di
 973     IX   |           Questa novella son certo lo consolerà della perdita di un vil
 974      V   |            nozze, e che l'avventuroso consorte aveva nome Valeriano.~ ~
 975     II   |           tutti gli ordini dell'umano consorzio.~ ~Alcuni di questi pensieri,
 976   VIII   |              anche non volendo. Mira, conta per bene i tuoi avversari.
 977     XX   |              un largo cappello tra il contadinesco e il cittadino.~ ~Quando
 978      I   |               persone, s'intende, non contando noi che eravamo cinque,
 979    XII   |             grossa somma di danaro in contanti, con la quale potè comperare
 980     XV   |   raggomitolato nel seggiolone, stava contemplando il viso della contessa Giulia,
 981    XIV   |       tenerezza, e stavo ore ed ore a contemplarla. Tutto, insomma, tutto,
 982   VIII   |             voi, soldati! guardatelo, contemplatelo a vostro bell'agio. È Trebazio,
 983     IV   |        illanguidivano, assorti in una contemplazione divina.~ ~Vi parlo, con
 984   VIII   |              io fossi tanto forte, da contendere anche agli Dei tutti del
 985     XX   |            fuori da un cespuglio, per contendergli il passo.~ ~Giovanni, dal
 986   VIII   |       obbedirete voi? La donna che mi contendevate è morta; sarete contenti.
 987   XVII   |               il quale non poteva più contenersi. - E senza dirgliene nulla?
 988    XII   |             nostri paesi, e sapendosi contentare, era una bella moneta. Ma
 989    XII   |           dunque il torto a cercar di contentarlo, anche senza sua saputa,
 990    XII   |            per uso di abitazione. Ma, contentata la curiosità del nome, non
 991    XIV   |              amore che gli porto.~ ~- Contentatevi, signorina; voi siete come
 992    VII   |             si dimena come una furia. Contentati dunque tu, che l'hai tra
 993     XV   |        leggiero, e col cuore pieno di contentezza.~ ~Venne l'autunno, e la
 994   VIII   |          contendevate è morta; sarete contenti. Ma io ve lo giuro per l'
 995    XIX   |              disse nulla; soltanto si contentò di chiedere a che ora della
 996     XI   |         scrissi davvero, per domandar contezza del nostro suonatore ambulante.
 997   XXII   |           candore il parroco, - tutti contiamo le nostre; ora io faccio
 998     XI   |           restare a bocca aperta.~ ~- Conticuere omnes.... - mi disse il
 999    XIV   |            dagli altri, che in quelle contingenze essi riescono più grati
1000     XI   |         mandarmi a trovar colaggiù il continuatore del mio racconto, sotto
1001    XXI   |            messo mano alle pistole, e continuavano a lavorar di punta, certi
1002     XI   |              grazia a voi altri della continuazione di questa novella.~ ~Tre
1003    XIV   |           cosa facessi? Per otto mesi continui sospiravo i quattro che
1004    XIV   |               pochissima scienza. -~ ~Continuò per un bel tratto una di


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