146-conti | contr-ingom | ingre-quadr | qualc-stoli | stolt-zotic
               grassetto = Testo principale
     Cap.      grigio = Testo di commento

1005    XII   |               Il sapere un pochino di contrappunto mi aiuta a mettere in carta
1006     II   |              ciò che possono dirvi in contrario i malevoli, io sono il suo
1007      X   |            ambulante.» Venivano poi i contrassegni, con tutti i loro bravi
1008   XIII   |              ricordanze, le quali gli contrastassero l'ingresso. Ne avvenne che
1009   XIII   |              si provò a tener viva la controversia.~ ~- Che fare adunque? Il
1010    XVI   |               vedrai se è partito che convenga alla tua bella figliuola,
1011  XVIII   |               pensare tra noi due, io convengo nella vostra sentenza riguardo
1012      I   |           all'insegna del Gran Corso. Convenivano in quelle sale gli studenti
1013     XX   |         posteriore dell'edifizio, gli convenne andare più lento e curvo
1014     IV   |         fratelli, e l'essere meco, il conversar meco assiduamente, non la
1015    III   |            tante volte incoronata nei conviti con serti di rose, dopo
1016    XXI   |             capo scoperto per il moto convulsivo di una mano che era corsa
1017   XVII   |         udirono altro che lo stridere convulso della penna sulla carta.~ ~ ~ ~
1018      X   |             un sudicio libretto colle copertine di marocchino, tutte corrose
1019    XII   |             era certamente in atto di copiarli sulla carta.~ ~L'ostiere,
1020    XIX   |         lineamenti, spesso fedelmente copiati, ma guasti da quelle smorfie
1021  XVIII   |             di Parigi, dove la felice coppia doveva passare l'inverno.~ ~
1022    XII   |              pezza andavano ogni anno coprendosi di nuove ipoteche, un bel
1023    XII   |               del bene, e cercando di coprire con la modestia e la bontà
1024    III   |            vivande e quelle labbra di corallo sorridessero al simposii
1025    XIX   |              spalle; guerrieri con la corazza di acciaio, le brache di
1026      I   |         conversazione di nonnulla, di corbellerie e di cose serie ad un tempo.
1027     II   |       cravatta nera annodata a mo' di corda intorno a due solini di
1028     XV   |             ho detto, amava mostrarsi cordiale, alla mano, e metteva volentieri
1029    XIX   |             andava nella sua camera a coricarsi. E neppure ne aveva scritto
1030    XIX   |              egli non s'era per anche coricato, e girandolava nel cortile.
1031    III   |               la leggenda: Laus Julia Corinthus, come io ricordo che la
1032    XVI   |             ad aspettar la venuta dei cornipedi, che gli erano indietro
1033     II   |          occhialino col cerchietto di corno, che gli pendeva dal collo,
1034     XI(1)|                       Nell'originale "coronologia". [Nota per l'edizione elettronica
1035   XIII   |              pianoforte e l'organo ci corra un po' di differenza; non
1036    XII   |               appunto dove la strada, correndo per un tratto in pianura,
1037    XVI   |           marito!...~ ~- Dio mio! non correte tanto! - rispose la contessina,
1038      V   |        eravamo  per trattenerti, tu correvi un bel risico; chè i suoi
1039     II   |         apparve una sudicia tastiera, corrosa tanto dall'uso da poter
1040      X   |        copertine di marocchino, tutte corrose dal tempo, dal sudore e
1041   XVII   |               signor conte! - esclamò corrucciato Calisto. - Vi pare una dimanda,
1042     XX   |            cui trapelava il più fiero corruccio, disse al suo nemico:~ ~-
1043    XXI   |         dolore fosse accolto il mesto corteo dal conte Emanuele. Ricordo
1044     XI   |             del paese, ed io, da buon cortigiano, dovevo tenermi la celia
1045    XIX   |           coricato, e girandolava nel cortile. Il marchese di Cardiana
1046    XIV   |           suoni musicali; ma egli era cosiffattamente sovra pensieri, che non
1047    XIV   |               già fosse al suo posto. Cosiffatto scempiarsi delle facoltà
1048    XIX   |        fotografia, merce da albo, che costa poco e dura anche meno.
1049          | Costei
1050     XV   |            andava troppo a' versi «la costituzione di Spagna», e vostro umilissimo
1051     II   |              repubblicano c'imbandiva costolette di tiranni.~ ~Stordito com'
1052     XI   |             vennero gli esami, che ci costrinsero a lasciare l'università
1053    XIX   |         marito per la formalità delle costumanze domestiche. Nei primi giorni
1054    XVI   |        segnatamente se il giovine era costumato; della qual cosa, poi, non
1055   XIII   |          pianoforte e suonato qualche cosuccia.~ ~Il vecchio servitore
1056    XIV   |               cercarne la ragione. Di cotali distrazioni ognuno di noi
1057    XXI   |         bellezza, anzi appaiono dieci cotanti più belle in quei momenti
1058    VII   |               ricordanze, era in quel covo di belve umane, fuori dei
1059     XI   |            disputava con me sullo ius coxandi, o su certi altri privilegi
1060     XV   |               quel selvaggio che fece cozzar la prima volta due selci
1061     XV   |               nelle quali va a dar di cozzo il pensiero, povero vincitore
1062      V   |              del dolore affogai nella crapula e nel giuoco, e alla dimane
1063     II   |            arruffato e rossiccio, una cravatta nera annodata a mo' di corda
1064     XI   |            consuetudini.~ ~La natura, creando me, mi diede, insieme con
1065    XVI   |               quel punto che le buone creanze consentivano ad una sua
1066      V   |                impallidisce ogni cosa creata, il vento soffia impetuoso,
1067   XIII   |          esserci al mondo delle donne create a bella posta per tener
1068     XV   |           occhi di un uomo. Il re del creato che piange, o si chiarisce
1069   XXII   |            per giungere fino a quella creazione fantastica che egli vi ha
1070   XVII   |              i natali. Non già che io creda gli uomini divisi in due
1071     VI   |                Ah! - esclamai allora, credendo di avere indovinato.~ ~-
1072     IV   |              aveva ricusato, ed egli, credendomi cagione del rifiuto, me
1073     XI   |             capitolo pericoloso delle credenze religiose, era assai tollerante
1074      X   |            non ve ne incresca. Io non crederò mai che voi siate degno
1075   XIII   |               l'organo; è piuttosto a credersi che la sua riluttanza ad
1076      V   |           risanato per sempre.~ ~Ero, credetemi, il primo bevitore, come
1077   XIII   |            vecchio. - Il signor conte credeva di usarle una cortesia.
1078    XXI   |              malandrino. - Ah voi non credevate, signor Caselli, di trovarmi
1079    XII   |       abbastanza vasti alla folla dei creditori, e furono venduti a prezzi
1080    III   |              Messàpo. La mia mestizia cresceva a dismisura: e mi assaliva
1081    XII   |              luoghi più strani, sulla cresta delle montagne, lontano
1082    III   |               obliquo il bel golfo di Crissa, il mio pensiero alato correva
1083   XXII   |          anima ottenebrata; che lenta cristallizzazione di concetti, per giungere
1084   VIII   |      beffardamente quegli altri. - La cristianella se la intende col greco.
1085   XXII   |            contessina una martire del cristianesimo; il Bruno s'ingigantì e
1086     IX   |          Valeriano, perchè questi era cristiano al pari di me, e, sapendo
1087     IX   |         aperse gli occhi alla fede di Cristo. Egli stesso consentì le
1088     VI   |          coorte era già disseminato a crocchi nei pressi delle carceri
1089     VI   |              La mia vita è tua; fammi crocifiggere, ma non mi chiedere, te
1090     XX   |        marchese di Cardiana diede una crollata di spalle alla minaccia
1091     XI   |         ragionando di archeologia, di cronologia1 e di tante altre scienze
1092     II   |             che ho detto, e da quella crosta arsiccia che il sole, la
1093      V   |           ebbi a sentire tutte le più crudeli trafitture che esacerbassero
1094    XII   |             Per farvela breve, questa cuccagna durò anni parecchi, in capo
1095    XVI   |               escirne pel rotto della cuffia, aveva pensato di dargli
1096     II   |               terra, in quella che il cuoco repubblicano c'imbandiva
1097   VIII   |             trovato il mio cingolo di cuoio; perchè io ebbi il tempo
1098   VIII   |              mio e il battere dei due cuori l'uno sull'altro? Il mio
1099     IX   |               in bestiali ruggiti? La cupidigia dell'oro che compra la stupida
1100    VII   |               di vita. Però non ce ne curammo più oltre, e, sgomberataci
1101    VII   |           petto dell'amata donna, non curando le strida delle femmine
1102    VII   |              di spesso, con occhi non curanti, nella mia vita di soldato,
1103    III   |          vivere splendidamente, senza curarmi d'altro che di sempre nuovi
1104   XIII   |          maestria sull'organo, non si curavano nemmeno di lui. Per contro
1105     VI   |              avvidi che egli mi stava curiosamente guatando e sorrideva.~ ~
1106    XII   |               Dego, che non sono meno curiose di quelle d'ogni altro paese
1107    XIV   |              dirvela schietta, non mi curo nemmeno di saperlo. È probabile
1108     XX   |           convenne andare più lento e curvo della persona, perchè la
1109     XX   |               i più animosi non sanno custodirsi da un certo sgomento, allorchè
1110   VIII   |               senza una parete che mi custodisse alle spalle; però mi giravo
1111     XI   |             don Luigi, grattandosi la cuticagna. - Aspettate; non dite altro.
1112          | da'
1113   XIII   |         inginocchiarglisi destramente daccanto.~ ~- Oh signor Calisto! -
1114    XIV   |               nappe di una cortina di damasco verde, le quali, stando
1115    XII   |            vecchi una grossa somma di danaro in contanti, con la quale
1116     VI   |               io mi pensavo di essere dannato al flagello o ad altra pena
1117    XIV   |      signorina; voi siete come messer Dante Alighieri, il quale ha detto:
1118    III   |              la città per eccellenza. Dappertutto, undique orbis terrarum,
1119    XXI   |              guadagnato, dalla vostra dappocaggine? Un colpo di scudiscio sul
1120     XV   |             egli è altresì sommamente dappoco, se badiamo a tutto quanto
1121     II   |              che l'arte vostra non vi darà da campare. Oggi intanto,
1122   XIII   |          ruvidezza, quella che tu gli darai sarà una generosa lezione
1123     XI   |               Le nostre Langhe non ne daranno così di leggeri un simigliante. -~ ~
1124    XVI   |           parola benedetta, senza mai darci dentro, e faceva intendere
1125     XI   |              racconto e incaricato di darne la conclusione. Ma qui stava
1126   XIII   |               istanno molto a levarsi dattorno i mosconi. Costoro ronzano
1127    XII   |      spenditore non ne cavò, pagati i debiti, che poche migliaia di lire,
1128    XIV   |        costrutto che ne ho cavato, vo debitrice al grande amore che gli
1129  XVIII   |              si sentiva tuttavia così debole, che fu necessario metterla
1130   XVII   |          farebbero entrare, non senza decoro al mio nome ed al mio paese
1131     IX   |          della mia, ed avemmo agio di dedicar liberamente gli animi nostri
1132    Ded   |             con lieto animo che io ti dedichi queste, sebbene modestissime,
1133      V   |          cadermi addosso e non potevo definirla, come avviene di pericoli
1134   VIII   |          dicendo, sollevai quel corpo deforme, acciuffandolo pei capegli,
1135    XXI   |          lotta terribile e disperata, degna del pennello di Salvator
1136   XIII   |            quella certamente una gran degnazione; e, a dir vero, egli non
1137     VI   |               obbedirò. -~ ~Almaco si degnò di sorridere da capo, e
1138    XIX   |           opera di un francese, certo Delaroche; il quale doveva essere
1139  XVIII   |          colloquio avuto col giovane, deliberò di andar tosto dalla figliuola
1140   VIII   |        orecchie udivano tutto; quella delicata persona ardeva e tremava;
1141    XIV   |              e mi fece scorgere quale delicatezza d'intendimenti la conducesse
1142     VI   |          della legge, la rivolta e il delitto, a segnacolo di un nuovo
1143     VI   |              a sua volta da ambiziosi delusi, da astuti impossenti. -
1144      X   |             stanze in via Giulia. Gli demmo una giubba, un paio di calzoni,
1145  XVIII   |            Castagneto, o pigliarvi su denari ad imprestito, e poscia
1146  XVIII   |             per pigliare una somma di denaro ad imprestito, quando giunsero
1147     II   |               sulla guancia; Fabrizio depose la matita e alzò il naso
1148     IX   |            tra l'ansia e la speranza. Deposi Cecilia sul letto della
1149     XI   |            rimasto, per mia elezione, depositario del racconto e incaricato
1150      I   |              cercare! Qualche odierno deputato esercitò  dentro, senza
1151    XIV   |        esperienza del cuore umano che deriva dal mio ufficio. Vo ricomponendo
1152    XIV   |               i grandi effetti spesso derivano dalle piccole cause.~ ~In
1153    XIV   |          guardavano in alto, come per derivarne le inspirate melodie che
1154    XIV   |              quel delicato profumo mi derivasse da una così bella suonatrice?
1155   XIII   |             senza l'opera sua, pareva deserta. Per un pezzo s'è aspettato,
1156    III   |             miti costumi, se facevano desiderare una maggiore fortezza nel
1157   VIII   |             bacio della donna amata e desiderata valga assai più che il sacrificio
1158    XII   |           degli antichi castellani fu desiderato per tutta la primavera e
1159    III   |           sollevando lo spirito mio a desiderii infiniti, precipitarmi nell'
1160     II   |               i patimenti di una vita desolata e randagia.~ ~Era bello
1161   XXII   |           compagno, adagiato, come un despota solitario, in quella parte
1162          | desso
1163    XIV   |             sentimento che le avevano destato in cuore la vista e i discorsi
1164   XIII   |         orchestra a inginocchiarglisi destramente daccanto.~ ~- Oh signor
1165    XIV   |         riscattata, appena ne ebbe il destro. Ma voi sapete che in questo
1166    XII   |              stata fatta l'offerta, e dettogli per giunta che non avrebbe
1167   XIII   |         intendo che il signor Caselli dev'essere molto malinconico
1168     XX   |            ignoto, che teneva una via diagonale su per l'erta, non si addiede
1169     VI   |               noi tutti? che più? non diamo ai loro Numi il diritto
1170    XIV   |             molti pensieri i quali mi diano il bandolo psicologico della
1171     XI   |            sia dato a scrivere su pei diari e non me la intenda troppo
1172     II   |               sulla faccia dei poveri diavoli, per i quali non sono state
1173    XIV   |                e ne parlò a Giovanni, dicendogli che sarebbe tornato il giorno
1174    VII   |             che io non avessi voluto, dicendomi: «ferisci, carnefice, e
1175   XIII   |            sua cortese assiduità, gli dicesse che era aspettato per la
1176    XIX   |             del buon narratore, se vi dicessi fin d'ora sì, o no.~ ~Cionondimeno,
1177   XIII   |         soltanto quello che tu stesso dicevi un giorno di lui. Egli non
1178    III   |             Eneide.~ ~«O Volumnio, io dicevo, ti sian rese grazie per
1179   XVII   |        permettetemi intanto che io vi dichiari degno della fiducia che
1180     VI   |            cose.~ ~- Per gli Dei! che dici tu mai, clementissimo Almaco? -
1181   XIII   |               vi dirò?) non aveva che diciotto anni.~ ~Nulla poi di affettato
1182      V   |            ricchezze erano  dentro; diecimila sesterzi, un nulla per le
1183     II   |          molta impertinenza sul muso, diedero una volta sulle calcagna,
1184   VIII   |           afferratolo per bene, io mi diedi a stringere sempre più forte.
1185    XXI   |           altro, erano stati i soli a difenderla; erano i soli a trasportarla,
1186   XIII   |               Anche tu ti metti ora a difenderlo?~ ~- Io no; ricordo soltanto
1187   VIII   |             egli non ebbe più modo di difendersi, mise un ruggito, e la mia
1188    VII   |             domandarono essi.~ ~- Che difendiate questa donna. Nessuno ha
1189    XXI   |                Cecilia chiese del suo difensore, che fu introdotto, lacero,
1190    XIV   |           volte; ma sento qua e  il difetto di molti fatti, o per meglio
1191    XII   |       potevano anche passare, come un difettuzzo di poco rilievo.~ ~Dite
1192      I   |       portavano sette (donde non sarà difficile argomentare che ce ne fosse
1193    XII   |         principale del castello; salì difilato la gradinata, e di , poichè
1194      X   |             mai s'ha da trovare tanta digestione di anticaglia, tanta disposizione
1195     II   |              quasi per consolarlo del digiuno a cui lo astringeva; poi
1196   XIII   |            modi: semplice era, mite e dignitosa, come dovevano certamente
1197     XV   |             questo sia detto a mo' di digressione. Poi si va a passeggio su
1198   VIII   |               com'io l'avessi inteso. Digrignò i denti e si pose in atto
1199    XIV   |       svegliarsi e vedere d'un tratto dileguarsi una diletta visione. Immaginate
1200    XVI   |            solitudine. I bei sogni si dileguavano tutti ad un tratto. Passeggiava
1201    XIV   |              un tratto dileguarsi una diletta visione. Immaginate qual
1202    XIX   |               rare passeggiate non si dilungava mai dal castello. In paese
1203     XV   |           seppe che rispondere a quel diluvio di amichevoli parole e cedette
1204     II   |          divano.~ ~- Qual mestiere? - dimandò Tito, giovinotto dagli occhi
1205    VII   |              belva, che strepita e si dimena come una furia. Contentati
1206     VI   |               che voglio; lo sai; non dimenticarlo. Vuoi tu essere centurione? -~ ~
1207    XXI   |            sgualdrina la quale si era dimenticata un tantino della nostra
1208    XII   |             paese non si erano ancora dimenticati dei conti di Villa Cervia,
1209   XXII   |            cosa? Vorreste dire che mi dimentico di esser prete?~ ~- Non
1210    XVI   |               erano state altrettanto dimestiche; e, tra per l'interno rammarico
1211     XX   |              fosse anche l'ultimo! Ma dimmi, la contessina che fa?... -~ ~
1212     XV   |            delle famiglie che avevano dimorato nel castello.~ ~Poco dopo
1213    XIX   |              di ferro; e nel castello dimoravano sempre otto o dieci persone.~ ~-
1214    VII   |              notare nelle sotterranee dimore della setta. Rischiaravano
1215   VIII   |           modi dei miei assalitori mi dimostrarono che il consiglio di Trebazio
1216     VI   |             della mia lingua te lo ha dimostrato, clementissimo signore.~ ~-
1217     II   |             gli pendeva dal collo, lo dimostravano un uomo d'assai, una specie
1218     IV   |           amici che le si raccoglieva dintorno sotto le magnifiche arcate
1219   XIII   |            oro, i suoi, come li hanno dipinti Raffaello Sanzio e Leonardo
1220    XII   |            andatura di chi se ne va a diporto, s'incamminò alla volta
1221     XX   |              il rovereto cominciava a diradarsi, Giovanni si fermò addirittura
1222     XV   |          consideriamo come egli abbia diradato man mano quel gran buio
1223     IX   |               doloroso. Le tenebre si diradavano dalla mia mente scombuiata;
1224     II   |              come l'ago calamitato la direzione del polo, e ne facevano
1225    XII   |            della cappella? Poteva ben dirglielo!~ ~- E gliel'ho detto, non
1226   XVII   |             più contenersi. - E senza dirgliene nulla? senza chiederle innanzi
1227   VIII   |       Uccidimi! Quella parola mi andò diritta al cuore; gli occhi mi si
1228    XVI   |            Savoia (il quale Amedeo, a dirla tra parentesi, non è mai
1229  XVIII   |            cercarmi nel paesello, per dirmi che il signorino desiderava
1230      I   |              alquanto più elevato: si dirozzavano i giovani coi primi elementi
1231    XIV   |          discorso? io non lo so, e, a dirvela schietta, non mi curo nemmeno
1232     XI   |               io spero non vi tornerà disagevole quanto a me è tornato il
1233   VIII   |              se gli altri mi potevano disarmare? Combattevo in mezzo della
1234    XIV   |           tanto che visse, nessuno fu discacciato da questa dimora ospitale,
1235     XX   |             fece con passo misurato a discendere la costiera.~ ~Anche Giovanni
1236    III   |          esaminatore contento del suo discepolo.~ ~- Benissimo! - diss'egli,
1237     XV   |              mali, miseris succurrere disco; non son nuova al dolore,
1238    XVI   |           stato laggiù);  si poteva disconoscerne che fosse un magnifico partito,
1239     VI   |               fu sollecito ad alzare, discoprendo una rozza scala di pietra.~ ~
1240    XII   |              il loro dito mignolo per discoprire l'arcano.~ ~Finalmente il
1241     II   |             ne facevano balzare suoni discordi e incomposti, ch'egli accompagnava
1242    XVI   |             più carteggio;  già per discrepanza di opinioni, poichè, come
1243     II   |             sorsate di vermutte e una discussione strategica. Le nostre chiacchiere
1244     XV   |      esortazioni, che un nobile cuore disdegna di offrire, o di ricevere.~ ~
1245  XVIII   |           saranno certamente alquanto disformi dalle vostre, imperocchè
1246    XVI   |     reggimento di valigie e bauli, da disgradarne un viaggiatore inglese.~ ~
1247   XIII   |               di Fiandra, portata con disinvoltura, come se fosse il più modesto
1248    III   |               mia mestizia cresceva a dismisura: e mi assaliva il fastidio
1249     IX   |              da me, per atto di grave disobbedienza. Gliene dorrà per fermo
1250  XVIII   |             levarmene il tedio, senza disonore, o viltà. Ed ora, buon amico,
1251   XIII   |             mandagli a dire che tu lo dispensi dal venir qua, poichè ciò
1252    VII   |               una risma: piangono, si disperano, graffiano; ma lagrime ed
1253    XXI   |               singhiozzi e le carezze disperate di non averla fatta contenta,
1254   VIII   |         recente, i lampi d'ira che la disperazione mi sprizzava dagli occhi,
1255     XI   |             spedirlo ai quattro amici dispersi sulla faccia della terra....~ ~
1256   XIII   |               ieri. Padre mio, non ti dispiaccia che la sensitiva ritiri
1257    XXI   |        trovarmi da queste parti, e vi dispiacerà che io vi abbia vinto la
1258   XIII   |          venir qua, poichè ciò sembra dispiacergli tanto, ma che farà cosa
1259    XIV   |             malinconico e cortese non dispiaceva punto alla contessina.~ ~
1260    III   |           sindaco. -~ ~Al compare non dispiacque punto quella mia raffica
1261  XVIII   |              d'altra parte il destino disponeva le fila.~ ~ ~ ~
1262      I   |           benigno lettore, per cui mi dispongo a inframmettere una parentesi
1263    XIV   |            fantasie, che mirabilmente dispongono il cuore alla novità degli
1264    XII   |             padrone di casa mia e può disporne come le aggrada. In quanto
1265    XII   |            offerta che egli le fa, di disporre dell'organo della cappella,
1266     XV   |                o la donna a cui vi ha disposato l'affetto. E Cecilia non
1267      X   |       digestione di anticaglia, tanta disposizione ordinata di fatti e tanta
1268    XIV   |             nastri azzurri bellamente disposti sul taglio della vita e
1269    III   |       Antìcira, risanino un cuore che dispregia le rose di Amatunta.»~ ~ ~ ~
1270     VI   |               patibolo, innalzando il disprezzo della legge, la rivolta
1271     XI   |              vecchi libri. Il parroco disputava con me sullo ius coxandi,
1272    VII   |     tempestandolo di colpi. Valeriano disputò tuttavia, ed aspramente,
1273     VI   |           grosso della coorte era già disseminato a crocchi nei pressi delle
1274      V   |           dov'essi regnano soli.~ ~ dissimilmente si oscurò l'animo mio, quando
1275    XIX   |               stava ad una rispettosa distanza, dietro la sedia della sua
1276     IX   |              Povera Cecilia! Ella era distesa al suolo e pareva che pudicamente
1277   XVII   |             sugli occhi di Calisto si distese una nube, che egli invano
1278      X   |           tema che i buffi di fumo ci distogliessero dalla nostra attenzione.
1279   XVII   |         divisato di mettermi, e me ne distolse la morte dei miei parenti,
1280     XV   |             quando venne improvviso a distornelo uno stropiccìo di piedi,
1281    XII   |            dell'organo avrebbe potuto distrarlo da studi più gravi.~ ~Quali
1282    XIV   |        cercarne la ragione. Di cotali distrazioni ognuno di noi ne ha avuta
1283  XVIII   |               lo avesse posto in tali distrette, dalle quali aveva voluto
1284   XIII   |             Veneri ecclissate e Adoni distrettuali a cui la schietta bellezza
1285    III   |         Corinto, le appiccò il fuoco, distruggendola così intieramente, con tutti
1286    XVI   |              Oh, non mi fate tremare; ditela su, questa cosa.~ ~- Signor
1287      V   |          tratto; le antiche fiamme mi divamparono nel seno, e mi riconobbi
1288      I   |         seduti a nostro bell'agio sui divani di un angolo della prima
1289    XIV   |         angelo della terra, non corre divario, imperocchè, tanto per la
1290     XV   |               del dire e del fare che diventa come una seconda natura
1291     XI   |            avrebbe fatto conoscere, e diventar cardinale. Da cardinale
1292     XI   |               se il povero Calisto mi diventasse un gigante. Egli non mi
1293    XIV   |         benedicono e pregano per lei, diventata esempio di bontà e di gentilezza.
1294     II   |                coi loro atteggiamenti diversi, i compagni. Tito lasciò
1295      I   |             trovavano affatto affatto divertenti i signori professori di
1296      I   |              Parodi. Gli studenti già divezzati si potevano trovare nella
1297     VI   |            fermare i miei uomini, per dividerli in tre drappelli, due dei
1298  XVIII   |          figliuola e chiarirle il suo divisamento sui due piedi. Ma non gli
1299    III   |              probabilmente si saranno divise le attribuzioni come da
1300   XVII   |               che io creda gli uomini divisi in due caste, e venuti da
1301     VI   |               nelle catacombe, ma non divorano bambini,  hanno comunanza
1302    XXI   |              tutti que' malandrini la divoravano con gli occhi.~ ~- Signora, -
1303     II   |                della quale sono molto divoto, che io e gli amici miei
1304     IX   |              ho potuto....~ ~- Non ti dolere, o Calisto. Tu hai errato;
1305     IX   |           parve di uscire da un sogno doloroso. Le tenebre si diradavano
1306      X   |               Che cosa suonate? - gli domandai allora.~ ~- Suono il suo
1307     XI   |           giorno scrissi davvero, per domandar contezza del nostro suonatore
1308     II   |          Cecilia, non istette molto a domandargliene. Il discorso si voltò allora
1309    VII   |               grido.~ ~- Che vuoi? mi domandarono essi.~ ~- Che difendiate
1310     XV   |              sì  di no a chi gliene domandava. Il vecchio domestico non
1311    VII   |              un Marsico; egli non può domare quella belva, che strepita
1312    XIV   |           della sua cortese assiduità domenicale all'organo della cappella.~ ~-
1313      I   |              era poi in piazza di San Domenico, di rimpetto al teatro Carlo
1314     II   |       tuttavia col pigliare un po' di domestichezza con noi e ragionò anche
1315      V   |              i servi, e al più fedele donai, insieme alla libertà, una
1316  XVIII   |                ella aveva fatto molti donativi a tutte quelle povere famiglie
1317     XX   |             allontanò da quella parte dond'era venuto; Calisto, a sua
1318     XI   |             sapeva più lunga di cento donnicciuole, intorno ai fatti accaduti
1319    III   |             pezza le profferiva, come dono votivo per rendersela benigna,
1320     II   |              la bella donna e par che dorma - mormorò Tito a sua volta. -
1321     II   |             mi metto qui sul divano a dormir della grossa.~ ~- Non hai
1322     IX   |              e pareva che pudicamente dormisse, colle membra in bell'atto
1323    III   |             di Guido; ma il mio cuore dormiva;  valeva a commoverlo
1324    XII   |               e facendosi scorrere il dosso della mano sulle ciglia,
1325   XXII   |        inumidì più volte le ciglia al dotto carabiniere.~ ~- Voi narrate
1326     XI   |             mai detto? La provvidenza dovea mandarmi a trovar colaggiù
1327     XI   |             conciliare la dignità e i doveri del servizio con una urbanità
1328    III   |            che neppur queste due cose dovessero escludere affatto i sollazzi
1329     XX   |                   Egli è mio suocero; dovete saperlo; e se egli fosse
1330    XXI   |             cacciatori, questi ultimi dovettero darsi alla fuga, non senza
1331     IV   |             il tempo scorreva; le mie dovizie erano ite; Volumnio era
1332     XI   |           schiuma che lo accompagnava dovunque); io il sigaro, e don Luigi
1333     II   |           cani da pagliaio e la gente dozzinale, solo che piglino l'uso
1334      I   |               trovò l'argomento di un dramma, fischiato più tardi; un
1335      I   |           Palermo e di Napoli, attori drammatici, e va dicendo, facevano
1336    III   |              buon viso alle ventimila dramme d'argento che da lunga pezza
1337     VI   |          uomini, per dividerli in tre drappelli, due dei quali dovevano
1338   XIII   |         stanze ove egli dimora a buon dritto, io pure ho passata la mia
1339    VII   |        Trebazio! - esclamai, sentendo drizzarmisi i capegli per raccapriccio
1340    XVI   |             qual cosa, poi, non era a dubitarsi nemmeno, essendo egli un
1341      X   |             di maraviglia.~ ~- Sì, ne dubito, e non ve ne incresca. Io
1342   VIII   |          dagli occhi, li fecero stare dubitosi ed incerti. Però si fece
1343    XII   |           detto, poteva fruttargli un duemila lire all'anno. Per i nostri
1344     XI   |             maresciallo accese la sua Dulcinea (così egli chiamava una
1345     IX   |              cagioni altrui. A me non duol tanto del fiore che giace
1346     IX   |               o tendendo le palme. Io durai molta fatica a svincolarmi
1347      V   |             se quelle angosce fossero durate, in breve ora sarebbe volata
1348     XX   |          nemico.~ ~Forse mezz'ora era durato quell'aspettare, quando
1349   XIII   |            era sgraziata anzi che no, duretta, mal vestita, insomma, una
1350    III   |         cittadini romani, col nome di duumviri, i quali probabilmente si
1351     IX   |             oro che compra la stupida ebbrezza, la livida e scarna invidia
1352    III   |           Roma è l'Urbs, la città per eccellenza. Dappertutto, undique orbis
1353      V   |             meglio. Ma così non fu; l'eccesso del dolore affogai nella
1354     XV   |             il pensiero son liberi, l'eccezione è regolatrice suprema. Io
1355    XVI   |           rispondenza col mio ufficio ecclesiastico. Ma la bontà del Signore
1356   XIII   |              della loro risma; Veneri ecclissate e Adoni distrettuali a cui
1357      V   |           nella semplice durata di un'ecclissi solare. Solo che un'ora
1358      X   |             della vostra persona.~ ~- Eccovela, questa carta! - soggiunse
1359  XVIII   |        cattivarmi la vostra amicizia. Eccovelo dunque, il testimone eloquente
1360   XIII   |     affezionano alla famiglia, come l'edera si abbarbica al muro. Il
1361  XVIII   |              infame nel luogo ove era edificata la casa di qualche celebre
1362      V   |               che l'amor mio ti aveva edificato sulle stelle?~ ~Avevo io
1363      X   |               che lo paghino a me gli editori, come era giusto che lo
1364     XV   |            seconda natura nella gente educata e vissuta lunga pezza con
1365    XIV   |            trita verità, che i grandi effetti spesso derivano dalle piccole
1366    XIX   |           cosa rimarrà, quale ricordo efficace della nostra generazione
1367    XXI   |            Agamennone, quando ebbe ad effigiarlo testimone del sacrificio
1368    XIV   |          amati, come se portassero la effigie dei miei? Spesso mi avvenne
1369     II   |              che aveva ereditato dall'Egitto natale.~ ~- Quello di non
1370     IV   |             il germanico, l'assiro, l'egizio, il gallo e il britanno,
1371          | ego
1372    XVI   |            rispose. Egli non era così egoista da non intendere le angustie
1373     II   |          quella beata osteria di Sant'Elena, nel vicolo della Casana,
1374     XV   |             quella specie di affinità elettive che reggono la somiglianza,
1375     IV   |            mio. Da gran tempo io m'ho eletto il signore di tutta me stessa,
1376    XIV   |          sprigionarsi della scintilla elettrica, al mutarsi repentino di
1377    III   |           primavera.~ ~Nei misteri di Eleusi, ove la santa Cerere chiamava
1378     IV   |             voluttà come quelli delle Eleusine, sibbene spiravano un fuoco
1379      I   |          faceva un corso alquanto più elevato: si dirozzavano i giovani
1380     XI   |               dunque rimasto, per mia elezione, depositario del racconto
1381    III   |             memorie di Caracalla e di Eliogabalo.~ ~Allora, per altro, io
1382    III   |                una corona di foglie d'elleboro, e una tavoletta con queste
1383    VII   |         epigrafi,  alcuno di quelli emblemi che più tardi ebbi a notare
1384     XV   |             stivali; lodava a cielo l'Enciclopedia e citava spesso il Voltaire;
1385    III   |             dei più felici passi dell'Eneide.~ ~«O Volumnio, io dicevo,
1386    XVI   |            quel silenzio maturava una energica deliberazione. Infatti,
1387    Ded   |                                     A ENRICO BRUSCO.~ ~ ~ ~Vorrei poter
1388    XIV   |              andatura alla gradinata, entrando sempre più nel cerchio delle
1389   XIII   |           quale egli non aveva voluto entrar mai, gli appariva tutto
1390     II   |               sul sodo, non parve gli entrassero molto. Lo scudo lo aveva
1391    XIV   |            uscio aperto sul salone, - entrate, signore, e siate il benvenuto. -~ ~
1392     XX   |          giaciglio solitario, quando, entrato per l'uscio della cappella,
1393    XIV   |           saliti due pianerottoli, si entrava, per un corridoio lungo
1394   VIII   |             nelle parole, di un santo entusiasmo. Mi si strinse al petto
1395    VII   |              non aveva sarcofaghi,  epigrafi,  alcuno di quelli emblemi
1396     XI   |         potersene fare uno zinzino di epistolario.~ ~Ora torno nel seminato.
1397   XXII   |       Castellana di Villa Cervia, e l'epiteto di santa lo aveva avuto
1398          | Eppure
1399     II   |              scale. Questa è legge di equilibrio sociale; laonde, ad un volgo
1400   XXII   |              tutto il collegio.~ ~Che eragli avvenuto? Lo seppe, o per
1401          | eran
1402    III   |            anacronismo, noi cinque ci eravam ricambiato un malinconico
1403    VII   |        femminuccia? Questa donna, per Ercole, è bella come una Venere.
1404      V   |             sarebbe un supplizio dell'Erebo. -~ ~Ella chinò il capo
1405    XIX   |              ritratti e passavano all'erede insieme col rispettivo gruzzolo
1406     XI   |               a cui nasca un principe ereditario, e, nella breve misura delle
1407     II   |          elegante mollezza, che aveva ereditato dall'Egitto natale.~ ~-
1408   XIII   |            frase, che a lui sapeva di eresia, il vecchio Giovanni si
1409     XI   |          conto di un libertino, di un eretico e peggio. Ma io voglio essere
1410          | eri
1411     XX   |            del grillo, nascosto fra l'eriche della collina.~ ~Questa
1412    III   |          commoverlo l'acceso volto di Erigone, o lo sguardo scintillante
1413      V   |            siccome un capo sacro alle Erinni. E certo alcun che di fatale
1414    XIV   |                non era ardita come un'eroina da romanzo, e non è da credere
1415      V   |               Smemorato, quasi ebbro, errai molti giorni per la città,
1416      V   |               la mia anima tornava ad errare inconscia nel buio.~ ~La
1417    III   |             lesbia, o che le mie dita errassero con sapiente magistero sul
1418     IX   |             dolere, o Calisto. Tu hai errato; ma il pentimento cancella
1419    XVI   |              nel parlare smozzicava l'erre e fischiava l'esse, giusta
1420    III   |              tempi remoti.~ ~A questo errore io mi penso aiutassero molto
1421      V   |            più crudeli trafitture che esacerbassero mai il petto di un uomo:~ ~-
1422     XV   |         dunque ragione di fare il suo esame di coscienza, e di mostrarsi
1423    III   |               parola, come un maestro esaminatore contento del suo discepolo.~ ~-
1424    XVI   |              lire, e gli era parso di escirne pel rotto della cuffia,
1425    III   |              dalla prora con la lieta esclamazione di Acate, che è uno dei
1426    III   |             queste due cose dovessero escludere affatto i sollazzi della
1427     XX   |          caccia. Domani, per esempio, esco sull'alba, e passo co' miei
1428    VII   |                egli è molto meglio se escono dei sensi, come fa questa
1429    VII   |               coorte sfrenata, libera esecutrice di sanguinari comandi.~ ~
1430    XII   |             studi, ebbe dal padre gli esempi e la libertà di seguirli.~ ~
1431    XIX   |        marchesino non era stato molto esemplare nei suoi diportamenti. Di
1432    XII   |              a quei tempi perfin nell'esercito, al quale egli era appartenuto,
1433      I   |              Qualche odierno deputato esercitò  dentro, senza pretensione,
1434    XIV   |         repentino di tutta quanta una esistenza nelle fiamme di un affetto
1435     XV   |            più volte quella catena di esistenze che è detta la stirpe?~ ~
1436    XXI   |         sentiva di essere chiamata ad espiare con la sua morte.~ ~La poveretta
1437     XV   |              Quanti misteri ancora da esplorare, e quanti che non verremo
1438    XVI   |               il dolore fa sì che non esprima neppur giustamente quello
1439     XV   |     scioltezza di modi, o, per meglio esprimermi, quell'arte del dire e del
1440          | esserci
1441    XXI   |            vece vi conosco appena per essermi imbattuto qualche volta
1442          | esservi
1443    XIV   |                  Egli rimase confuso, estatico, a guardarla, rattenendo
1444     II   |       professore di greco, o di poeta estemporaneo in aspettativa. Aveva inoltre
1445    XXI   |         ripiano, trovarono il Caselli esterrefatto, con lo sguardo fiso, il
1446   XIII   |              conti di Villa Cervia si estingueva col conte Emanuele, il quale
1447      V   |              scritto, alla volta dell'estrema Germania, dove la guerra
1448     IX   |        pupille mandarono un raggio di esultanza celeste. La camera si illuminò
1449    III   |               capo. Glicera, la bella etèra che io avevo tante volte
1450    III   |             Terme, o il sorriso delle etère fra le libazioni del simposio.
1451     XV   |               e don Bernardo durava l'eterna partita di scacchi.~ ~Cotesto
1452    III   |              decade (una decade era l'eternità per una donna di Corinto),
1453   XXII   |             di essere, quale il Padre Eterno, quale lo Spirito Santo,
1454   XVII   |              parecchie delle lingue d'Europa mi sono familiari. Ve lo
1455     II   |     indovinare la chiave. Mai cigno d'Eurota, o d'altro fiume classico,
1456   XIII   |            sante castellane del medio evo, le quali si preparavano
1457    III   |       classiche e statuarie divinità, evocate da un povero pazzo, il quale
1458          | eziandio
1459      X   |             potevo lasciar correre la faccenda a quel modo, e che, postomi
1460     XI   |               larghezza di modi nelle faccende di minor conto. Era instancabile
1461          | facciamo
1462   VIII   |         Soldati! - proseguì allora. - Facciamola finita. Ad aggiustarla poi
1463     IX   |     guardandoci allibbito, piglia una face e va innanzi. -~ ~Il soldato
1464          | facendola
1465          | facendole
1466          | facendolo
1467     XI   |             tenebunt; - soggiunsi io, facendomi lecita quella piccola variante
1468    III   |           soltanto si vive.»~ ~Queste facete esortazioni di Volumnio
1469      I   |              il trabalzo dal serio al faceto, dal gramo al buono, dallo
1470          | facevamo
1471    VII   |         Rischiaravano il luogo alcune faci di resina, e al rossastro
1472    XVI   |          passeggiate pei campi, addio facili ritrovi, addio occasioni
1473      X   |             ordinata di fatti e tanta facilità di sciorinarli con un certo
1474    XIV   |           Cosiffatto scempiarsi delle facoltà mentali non è neppur nuovo
1475     XX   |              giunta ombreggiato dalla falda di un largo cappello tra
1476    XXI   |              fin da quando erano alle falde dell'erta, la persona di
1477      V   |               cioncar falso Massico e Falerno inacetito, o a ricambiar
1478    XII   |          chiesuola erano occupate dai famigli, da alcuni del vicinato
1479   XVII   |               lingue d'Europa mi sono familiari. Ve lo giuro per l'anima
1480          | fammi
1481     XI   |              mi diede, insieme con la famosa sentenza inflitta a tutti
1482    XII   |               prerogative, per quelle famose idee che gli venivano ad
1483      I   |               gli ingredienti del suo famoso sonetto:~ ~/* Orinali, zaffiri
1484    XIV   |             lei, e (non vi sembri una fanciullaggine) perfino le nappe di una
1485    XII   |          manifestando quasi una gioia fanciullesca, afferrò le mani del parroco
1486     XV   |                tutto confuso, come un fanciullo colto in flagranti di qualche
1487     XI   |               tanta erudizione le sue fantasticherie.~ ~- Oh, don Luigi! don
1488    XIV   |             tutti quei loro ghirigori fantastici, se la fanciulla, che si
1489    XII   |         vivace e piuttosto traente al fantastico; mirabilmente acconcio ad
1490          | farai
1491          | faranno
1492          | farci
1493          | Faremo
1494          | farli
1495   XIII   |            portamento, furono tali da farnela meritevole. Ella era ogni
1496    XII   |            libertà di seguirli.~ ~Per farvela breve, questa cuccagna durò
1497    III   |               in groppa e, cedendo al fascino del racconto, seguirlo nella
1498    XII   |             aveva dato alle fiamme un fascio di lettere, che era come
1499     XX   |            che tanto. È uno dei molti fastidi della vita, e piacesse al
1500     II   |             ore meridiane sono le più fastidiose del mondo, e che si potrebbe
1501    XII   |              perdevano i frutti della fastosa liberalità del Caselli,
1502    III   |            mondo alla potenza di quei fastosi cittadini che passavano
1503    XIV   |             stava dinanzi agli occhi, fata gentile, che risvegliava
1504      V   |          Erinni. E certo alcun che di fatale ebbe ad esservi nel richiamo
1505     IV   |             percosso d'ogni parte dai fati, io andavo perdendo anche
1506     XX   |          termine e lo scopo della sua faticosa passeggiata notturna. Il
1507   XXII   |              Carlomagno. E Dio sa che faticoso lavoro si facesse in quell'
1508     XI   |                 Ma che volete? C'è un fato anche per i racconti non
1509  XVIII   |               corso al suo invito, e, fattomi sedere, mi raccontò tutto:
1510    XIX   |           uomo di apparenza sospetta. Fattosi una notte a caso presso
1511     II   |             Ho qui un notturno di mia fattura, e se vogliono udirlo....~ ~-
1512     XV(2)|                       Nell'originale "faveva" [Nota per l'edizione elettronica
1513   XVII   |               non si riprometteva una favorevole risposta; ma, dopo aver
1514   XIII   |             da Giovanni, il vecchio e fedel servitore del Villa Cervia,
1515      V   |              liberi i servi, e al più fedele donai, insieme alla libertà,
1516   XIII   |       imperocchè egli era uno di quei fedeli servitori, i quali si affezionano
1517    XIX   |        riproduce con quella materiale fedeltà, che io direi piuttosto
1518     XV   |            stropicciava le mani, come Federico di Prussia dopo la battaglia
1519     II   |            dette. Un cappello alto di feltro, sebbene pieno di ammaccature
1520     VI   |          adito al sotterraneo. Quella femmina è venduta a me; io stesso
1521    XII   |          riteneva molto di lei, e più femminea che virile poteva ben dirsi
1522     VI   |          liberi, schiavi, gladiatori, femminette della plebe, sono gente
1523    VII   |         scherzevole. - Sei dunque una femminuccia? Questa donna, per Ercole,
1524   VIII   |             senza posa, respingendo e ferendo, ma conscio della imminente
1525   VIII   |                Che mi sarebbe giovato ferire tre, quattro o sei di costoro,
1526    VII   |            avessi voluto, dicendomi: «ferisci, carnefice, e che Iddio
1527     IX   |          pallido pallido il volto; la ferita le tingeva di una larga
1528     XI   |            mezzo, la saracinesca e le feritoie per comodo dei balestrieri;
1529      V   |               il primo e più accanito feritore della centuria. Chi mai
1530     VI   |       indietro. Però risposi con voce ferma e con piglio tranquillo:~ ~-
1531     II   |             pel ciuffo l'occasione di fermarci, stavamo a pensare che diamine
1532     VI   |               molte voci. Allora feci fermare i miei uomini, per dividerli
1533    XII   |            certo negozio, e non posso fermarmi. Sarà per un'altra volta.
1534  XVIII   |         storia del suo amore si fosse fermata a quel punto! Così fosse
1535     XV   |             filosofo chiacchierino di Ferney.~ ~Cecilia, intanto, da
1536    XIX   |           aveva ucciso padre e madre, ferocissimo uomo, come potete argomentare.~ ~
1537     II   |          legni di posta,  le strade ferrate. Cionondimeno, a guardarlo
1538     IX   |              più schietta mai,  più fervida io penso che ne salisse
1539     IV   |              non rispose parola; poi, fervidamente pregata, e alzando, giusta
1540     II   |       rivestito di assicelle di pino, fesse in molte parti, e tutte
1541    XII   |       castello, il magnifico castello feudale, era tornato in mano dei
1542     XI   |              su certi altri privilegi feudali, e il maresciallo era giudice
1543     XI   |               Carretto che ne erano i feudatari, con case merlate e portici
1544  XVIII   |              febbre e in uno stato di fiacchezza che il medico battezzò non
1545   XIII   |            Una pellegrina di pizzo di Fiandra, portata con disinvoltura,
1546     IX   |            morire sulle guance.~ ~Non fiatai  a Manete,  ad altri,
1547     XX   |          Giovanni non si muoveva, non fiatava nemmeno, pari ad una di
1548     II   |                 gridavano, con quanto fiato s'avevano in corpo, certi
1549   XIII   |               signorino. Giovanni non fiatò, ma con certe occhiate pietose
1550   VIII   |        profonda mi corse per tutte le fibre. Che cos'era la mia povera
1551     XI   |        maresciallo trovava il modo di ficcar dentro Tolomeo, e la Tavola
1552    XII   |              alcuno,  per contro di ficcarmi in luoghi dove io non sia
1553     II   |               monelli che gli si eran ficcati d'attorno, ai primi posti.~ ~
1554      X   |             aver preparata la chiusa, fidandosi alla ispirazione che verrà
1555   XVII   |         marchese di Cardiana come suo fidanzato.~ ~- Come, signor conte? -
1556    VII   |                  Io sono Trebazio, il fido servitore di Almaco, il
1557   XVII   |               vi dichiari degno della fiducia che avevo riposta in voi.
1558     II   |                Sento un soave odor di fieno fresco - mormorò Battista. -
1559     II   |           inimico, con tutta la balda fierezza delle loro ricordanze.~ ~
1560     XV   |           conte, a cui ministrava con figliale sollecitudine le bevande
1561   XXII   |               chi vi ascolta.~ ~- Eh, figliuol mio, - rispose con molto
1562     II   |            gli restò sospeso in tenui fili tra le dita e la scatola;
1563    XIV   |               sarà passato per questa filiera. Egli vi ha, sul cominciare
1564    XIV   |              e distratto quanto dieci filosofi.~ ~Salì, sempre a quel modo,
1565      I   |               d'arte, di politica, di filosofia e d'altro che si potesse
1566     XV   |         levriero! Non era un concetto filosofico quello? Io credo di sì.
1567    III   |           bionda tra le compaesane di Fingal.~ ~Ma tutti i più bei discorsi
1568     II   |              più lagrime che bocconi. Finì tuttavia col pigliare un
1569   VIII   |           chiunque ardirà accostarsi, finirà per le mie mani come questo
1570  XVIII   |             quella vece deliberato di finirlo, scrivendo la storia dolorosa
1571    III   |             ascoltarlo, e che volete? finirono anch'essi con salirgli in
1572    XIV   |              sempre l'altro con , e finisce col metterlo a regnare in
1573   XIII   |          superbiona, una stolida»; ma finiscono sempre con allontanarsi,
1574   XIII   |               una gorgieretta di tela finissima, con le maniche strette
1575     VI   |         scorgere il lume, la muratura finiva e l'andito si allargava
1576    XXI   |         Ricordo lo scultore greco che finse un velo sul capo di Agamennone,
1577     IX   |               lievamente il capo, con fioca voce disse il mio nome.~ ~-
1578   XIII   |                e che parlava di lei a fior di labbra, con un mucchio
1579     XV   |            linguaggio degli occhi, ai fiorellini colti sui ciglioni dei sentieruoli,
1580    XIX   |         gentildonne incipriate con un fiorellino tra le dita; professori
1581     XV   |             aperto, tra il rigoglioso fiorir di ogni cosa, dove il sole,
1582     XV   |            matrimonio fosse   per fiorire, e chi dava del pazzo al
1583     II   |               e gli altri malanni del firmamento appiccicano, in cambio della
1584    XVI   |           parlare smozzicava l'erre e fischiava l'esse, giusta il costume
1585     VI   |          aspettazione. Gli orecchi mi fischiavano, il pavimento mi traballava
1586     XX   |              muro, sulla quale teneva fisi gli occhi lo sconosciuto,
1587    XIX   |              ma non è più la medesima fisonomia.~ ~La grand'arte dei valenti
1588     IX   |              sorriso di malinconia, e fissando su me i languidi occhi. -
1589   XVII   |         medesimo posto, con gli occhi fissi a terra, le braccia prosciolte
1590     VI   |            Almaco, guardandomi sempre fisso negli occhi.~ ~- Almaco, -
1591  XVIII   |               sul mezzogiorno, il suo fittaiuolo Gerolamo venne a cercarmi
1592   XXII   |            sventurati, i quali si son fitti in capo di essere, quale
1593    III   |            veltri, perchè egli tra il fitto delle piante aveva potuto
1594     II   |             cigno d'Eurota, o d'altro fiume classico, cantò più sgraziatamente
1595     VI   |          pensavo di essere dannato al flagello o ad altra pena più grave.
1596     XV   |            come un fanciullo colto in flagranti di qualche sua scappatella.
1597    III   |               con vento propizio alla foce del Tevere.~ ~L'animo mio
1598   XIII   |               alle braccia, giusta la foggia di quel tempo, e i polsini
1599    XII   |            gambe smilze, sovra alcuni fogli di carta rigata. Voi già
1600    III   |      cartoline spagnuole intorno alla foglia sminuzzata del latakiè,
1601    XVI   |               in quella che posava il foglio sul parapetto. - Ed anzitutto
1602    XXI   |               d'albero percosso dalla folgore.~ ~Appena ebbe ricuperato
1603     VI   |         stropicciò parecchie volte la foltissima barba, mulinando tra 
1604     VI   |             una fede che scuote dalle fondamenta il grande edifizio romano,
1605    XIV   |             cose per via d'induzioni, fondate su quella poca esperienza
1606    XXI   |        disteso a terra, con la tempia forata.~ ~Pallida, scarmigliata,
1607    XIX   |              figlia, il marito per la formalità delle costumanze domestiche.
1608    XIV   |             neppure che avesse potuto formarsi un concetto del sentimento
1609      I   |      chicchere di caffè in un vassoio formavano il centro alla più splendida
1610      X   |              a vicenda, chiarivano la formazione di un medesimo pensiero
1611    VII   |               dei loro, e in breve si formò un largo cerchio di spettatori,
1612    III   |               desiderare una maggiore fortezza nel governo della cosa pubblica,
1613     II   |      diventassero più frequenti e più forti.~ ~Vi fu allora un momento
1614    XIX   |           passavano per mille vicende fortunose, ma restavano.~ ~Oggi, che
1615      I   |                come avrebbe detto Ugo Foscolo. Giornalisti della città,
1616      X   |             messo fuori il suo raggio fosforescente. Egli ci seguitava come
1617      X   |              sentir qualche cosa; non foss'altro, il sapore del vino,
1618          | foste
1619     II   |      bicchieri e tanto meditato sulla fragilità dei troni della terra, in
1620   XIII   |       avvisare, se avessi creduto che francasse la spesa!...~ ~- Che dice
1621     VI   |                credi tu veramente che francherebbe la spesa di turbare i loro
1622    XII   |             scapestrate invenzioni di Francia, infiltratesi a quei tempi
1623     XI   |            Luigi, se salto di palo in frasca. Voi avete parlato di Dego.~ ~-
1624     XX   |            parve di sentir muovere le frasche e quel noto strepito di
1625    XIV   |            fuscellino. Sono nonnulla, frasi monche, brandelli di pensiero,
1626     IV   |            dell'anima. Intrinseco del fratel suo e tenuto in gran conto
1627     IV   |          amava gli uomini se non come fratelli, e l'essere meco, il conversar
1628     IX   |                fu per me solamente un fratello. Ed io fui felice con lui,
1629    XXI   |              mano.~ ~Guardatevi dalla freccia del Parto fuggente! dicevano
1630    VII   |      imperocchè era ignuda affatto di fregi, non aveva sarcofaghi, 
1631   VIII   |           guaine.~ ~E qui, sebbene io frema tutto quanto al rammentarlo,
1632    XIV   |               andò verso l'organo che fremeva tutto di sonore armonie,
1633   VIII   |               All'atto improvviso, un fremito di orrore era corso nella
1634     IV   |               perfine più non sapessi frenarmi, e la supplicai pietosamente
1635    XIV   |             seguì per tutti quei giri frettolosi che ella faceva.~ ~Non pensate
1636   XVII   |          vedremo mai più. -~ ~E fuggì frettoloso, perchè la piena del dolore
1637      I   |        zaffiri ed ova sode Nominativi fritti e mappamondi, */ tanta era
1638     XX   |               che un lieve stormir di fronde allo spirar della brezza
1639    XII   |               ombreggiato da grossi e frondosi castagni, egli s'imbattè
1640     II   |               buono, il dispregio dei fronzoli e del princisbecco nelle
1641     II   |               con grandi inchini, una frotta di monelli che gli si eran
1642    XII   |               e gli amici piovevano a frotte; anzi può dirsi che arrivassero
1643     XV   |             neppur alzar la testa, il fruscìo della sua veste che sfiorava
1644    XII   |             abbia ancor detto, poteva fruttargli un duemila lire all'anno.
1645     XI   |           senza incespicare, mi aveva fruttato l'amicizia del parroco,
1646    XII   |       cacciatori, i quali perdevano i frutti della fastosa liberalità
1647    III   |              nell'anno 146 innanzi la fruttifera incarnazione, e che il console
1648     XX   |             sua aspettazione non ebbe frutto, e ben se ne avvide, al
1649      V   |              sprazzi di luce, brevi e fugaci come i lampi in un cielo
1650    XXI   |               dalla freccia del Parto fuggente! dicevano gli antichi. L'
1651     VI   |            numero di clienti, e potrà fuggirti di mano, esser graziato
1652    VII   |                una donna, che non era fuggita insieme con le altre, mi
1653      V   |              di avventarmi su lui, mi fulminò di uno sguardo....~ ~La
1654      I   |               in tresetti, in goffo e fumare con la pipa di gesso.~ ~
1655     XV   |            de' loro antenati.~ ~Tra i fumi della vittoria egli non
1656   VIII   |           avrei salvata dalla infamia fuorchè uccidendola; e che con la
1657      I   |           Venezia, maestri di musica, fuorusciti di Palermo e di Napoli,
1658    VII   |              a Valeriano, raddoppiavo furente i miei colpi. E appunto
1659    XIX   |             comandava allora un certo furfante detto il Bruno, che aveva
1660    XXI   |              accompagnavano saltarono furibondi su Calisto. Giovanni, tuttavia,
1661    XIV   |            anco a volerle cercare col fuscellino. Sono nonnulla, frasi monche,
1662    III   |         statue di svariati metalli si fusero per modo, che ne venne fuori
1663  XVIII   |             in persona, a salutare la futura sua nuora e accompagnarla
1664    XIX   |         Passeremo come tante ombre; i futuri si ricorderanno dei nostri
1665     XX   |           suonati, era uomo di tempra gagliarda e d'animo prode, come quegli
1666   VIII   |              strinse, ed io con opere gagliarde incominciai a difendere
1667    XXI   |               la necessità di operare gagliardo. Accolse Cecilia e la strinse
1668   XIII   |               e, senza trascorrere al gaio, le sue melodie furono mirabilmente,
1669     II   |       prometto io che do un calcio al galateo e mi metto qui sul divano
1670    VII   |             lei più che tanto. Queste galilee sono tutte di una risma:
1671     IV   |                l'assiro, l'egizio, il gallo e il britanno, si confondevano
1672     II   |        vogliamo udirlo! - gridarono a gara molte voci nella folla.~ ~-
1673     II   |             s'avevano in corpo, certi garzoncelli in maniche di camicia, mentre
1674      V   |    riconosciuto Calisto, il profumato garzone di Corinto, l'amante della
1675    VII   |          rantolo dei moribondi,  il gavazzar dei compagni.~ ~Il primo
1676     XV   |            leggeva da capo a fondo la Gazzetta Piemontese.~ ~Cecilia, anch'
1677    VII   |              dinanzi ai miei occhi mi gelò le parole sulle labbra.
1678    XIV   |          Villa Cervia, non sono punto gelosa di questo culto alla memoria
1679     XI   |                   Don Luigi era molto geloso della sua fama di antiquario
1680     II   |              buon gusto, come sono in generale tutti i cagnolini da salotto,
1681    XIV   |              delicate le migliaia dei genietti armonici, nascosti nelle
1682    XVI   |             mirabilia. Se non ti va a genio, scrivimi liberamente; egli
1683    XIX   |       stivaloni di marocchino giallo; gentildonne incipriate con un fiorellino
1684    XIV   |              dinanzi agli occhi, fata gentile, che risvegliava col magistero
1685    XIV   |       diventata esempio di bontà e di gentilezza. Io, l'ultima donna dei
1686   XIII   |             tu lo assicuri con le tue gentili parole.~ ~- Ben detto! -
1687     IV   |               per tutto. Il greco, il germanico, l'assiro, l'egizio, il
1688      X   |        raccapezzato nulla in quel suo geroglifico, mezzo storico e mezzo romanzesco.~ ~
1689  XVIII   |        mezzogiorno, il suo fittaiuolo Gerolamo venne a cercarmi nel paesello,
1690      I   |               e fumare con la pipa di gesso.~ ~La quarta università
1691    VII   |             occhi di bragia, fece per gettarsi nelle mie braccia; ma si
1692    XXI   |          nemico di suo marito, gli si gettò nelle braccia, chiedendo
1693     XI   |         poveri parroci. Io proponevo, ghignando, a don Luigi, di andarsene
1694    VII   |            così? - mi disse egli, con ghigno feroce. - La è finita a
1695    XIV   |            parare con tutti quei loro ghirigori fantastici, se la fanciulla,
1696     IX   |              duol tanto del fiore che giace avvizzito sotto la striscia
1697     IX   |          provvedimenti, mi volsi alla giacente, e, trovata una guastada
1698     XX   |             che lo accompagnò fino al giaciglio solitario, quando, entrato
1699     XV   |             più a' versi, dopo che un giardiniere mi ha detto, la rugiada
1700     XV   |            pioggia avesse guastato il giardino della contessina, e che
1701     XI   |              Calisto mi diventasse un gigante. Egli non mi pareva più
1702    III   |              sproni nei fianchi di un gigantesco anacronismo, noi cinque
1703     XV   |                i quali sono figli del ginevrino, anzi che del filosofo chiacchierino
1704    III   |            soltanto si allegravano di giocondi sacrifizii all'ara di Guido;
1705     IX   |       stolidamente, quando abbiano il giogo sul collo e ingombri loro
1706      V   |         cammino, nei tripudii e nelle gioie bestiali del campo, giunsi
1707      I   |            avrebbe detto Ugo Foscolo. Giornalisti della città, letterati in
1708     XX   |          stanzuccia passava le intere giornate, consacrando le notti alle
1709   VIII   |           arti non gli furono di gran giovamento, perchè il furore m'aveva
1710     VI   |               feci innanzi dal mezzo, giovandomi di tutte le ombre dei pilastri,
1711   XIII   |             dette con aria di candore giovanile e accompagnate da una carezza,
1712   XVII   |              e a tutte le sue memorie giovanili; quindi si avviò per le
1713    XVI   |                suoi occhi quanto poco giovassero presso l'amata fanciulla
1714   VIII   |               seguito. Che mi sarebbe giovato ferire tre, quattro o sei
1715    III   |             anno il fiore della greca gioventù alle sue orgie solenni,
1716    III   |                negli anni della beata giovinezza, una bianca clamide, con
1717   XIII   |         signore del vicinato, e certi giovinotti attillati della loro risma;
1718     II   |             mestiere? - dimandò Tito, giovinotto dagli occhi vivaci, dalla
1719    XIX   |             era per anche coricato, e girandolava nel cortile. Il marchese
1720     XI   |              quel caso malinconico mi girano confusi per il capo; 
1721   XXII   |               tardi che si era dato a girare il mondo con un certo suo
1722    XIV   |               cominciò forse allora a girarle per il capo?~ ~Chi lo sa?
1723     II   |              tingere d'inchiostro, mi giravano per la testa nel contemplare
1724   VIII   |       custodisse alle spalle; però mi giravo e rigiravo senza posa, respingendo
1725    XIV   |               la seguì per tutti quei giri frettolosi che ella faceva.~ ~
1726   VIII   |          balzato indietro d'un salto, girò gli occhi tutt'intorno a
1727     XX   |         affacciasse al davanzale, per gittarle un fiore o bisbigliarle
1728    XXI   |             un moto istintivo, andò a gittarsi nelle braccia di Calisto,
1729     XX   |     interrompendo i raggi della luna, gittavano una grand'ombra su quella
1730     II   |              malamente rattoppate. Il giubbone doveva essere stato di panno
1731     XV   |             del suo nobile mandato, e giubilava, angelo di pace, tra i due
1732     II   |     rabbuffati come la tempesta, e, a giudicarne così alla grossa dalle rughe
1733  XVIII   |               dagli altri, sempre mal giudicato da tutti. No, don Luigi,
1734  XVIII   |           studiare per bene, e i miei giudizi, comunque vi paiano, sono
1735    XII   |               a fine.~ ~Questo era il giudizio che di lui facevano i suoi
1736    XII   |             mese passato. Eravamo nel giugno del 1831, quasi trent'anni
1737      V   |  intromissione di un corpo opaco, non giungano alla terra, impallidisce
1738   XVII   |              del cielo! - gridò egli, giungendo le palme, - come ha visto
1739     XV   |           inverno era un guaio; ma al giunger dell'inverno il conte Emanuele
1740     XI   |               a sera, e, in cambio di giuocare a tarocchi, vi racconterò
1741     XI   |            godevo come un principe, e giuocavo tutti i giorni a tarocchi
1742     XV   |            già capacitato di tutte le giuste ragioni della vostra ritrosia.
1743   XVII   |                 rispose egli. - Trovo giustissimo il vostro proposito. Dopo
1744      X   |              me gli editori, come era giusto che lo pagassimo a voi. -~ ~ ~
1745          | gl'
1746     VI   |      cittadini, sono liberi, schiavi, gladiatori, femminette della plebe,
1747    XII   |           Poteva ben dirglielo!~ ~- E gliel'ho detto, non dubiti; ma
1748          | Gliela
1749      V   |                 Immaginate voi questo globo abbandonato dall'astro luminoso
1750  XVIII   |            creatura, di cui esso è la glorificazione quotidiana, non mi ha fatto
1751   XVII   |         questo calice fino all'ultima goccia.~ ~- Orbene; non vi dolga
1752    XXI   |           fosse; ma il sangue, che le gocciava dal seno poco sotto la clavicola,
1753    XIV   |              lascia pensar l'anima, e godere, e dolersi a sua posta.
1754    XII   |              miglia dal Castagneto, e godersela meglio dove i monti erano
1755   XIII   |               gamba malata; tanto gli godeva l'animo di far cosa grata (
1756     XI   |              vi stia a dir qui. Me la godevo come un principe, e giuocavo
1757    XII   |               suonarne qualcheduna, e godo di andar debitore a lei
1758      I   |             carolina, in tresetti, in goffo e fumare con la pipa di
1759    III   |              un raggio obliquo il bel golfo di Crissa, il mio pensiero
1760     II   |           aiuto di «la mi scusi» e di gomitate, fino a tanto che ci mettemmo
1761    III   |            sulle guance; io stavo coi gomiti appuntellati sulla tovaglia
1762  XVIII   |             di cibo con me, col cuore gonfio di amarezza, ma tranquillo
1763     XI   |      incominciò il suo racconto.~ ~Io gongolavo dalla gioia. Tornare a Genova,
1764   XIII   |               collo, donde usciva una gorgieretta di tela finissima, con le
1765     VI   |              ferro nella strozza, che gorgogliò, ma senza forza, quelle
1766     XI   |            resto assai volentieri sul gotto, ragionando di archeologia,
1767      X   |             nasce cosa, e il tempo la governa.~ ~- Amen! - risposero tutti
1768    III   |               nostri, l'intendente, o governatore, ed il sindaco. -~ ~Al compare
1769    III   |             una maggiore fortezza nel governo della cosa pubblica, consolavano
1770    XII   |             conservata una parte così gradevole nei ricordi della povera
1771     XV   |              naturale innamorarsi per gradi. Qui, all'aperto, tra il
1772   XVII   |              muro, per non cadere sui gradini.~ ~- Ricordatevi di me,
1773    XII   |               sua presenza sarà molto gradita. Egli, se non ho male inteso,
1774    XII   |           musica è un passatempo così gradito! Io cionondimeno la ringrazio,
1775     VI   |              se non ho tuttavia alcun grado nella milizia?~ ~- Greco! -
1776    VII   |               piangono, si disperano, graffiano; ma lagrime ed unghie di
1777     II   |               gli mandava addosso una gragnuola di bucce e torsi di cavolo;
1778     XI   |              familiarmente della vita grama e senza speranza dei poveri
1779    XIX   |         semplice tocco di pennello. I grami, i dozzinali, non badano
1780    XII   |           moglie, per rompere la noia grandissima, teneva corte bandita, e
1781     VI   |               in quella vece un segno grandissimo della tua benevolenza. Laonde
1782     XV   |              lui, ne avrebbe fatto le grasse risa, come di una stramba
1783    XIV   |         contingenze essi riescono più grati che una ottava dell'Ariosto,
1784   XIII   |               mentre pur gliene serbo gratitudine, non posso altrimenti accettarlo,
1785     XI   |          Caselli! - ripetè don Luigi, grattandosi la cuticagna. - Aspettate;
1786    XIX   |        dozzinali, non badano a questi gravissimi nonnulla, e vi fanno un
1787     VI   |               fuggirti di mano, esser graziato dall'imperatore. Ora cotesto
1788    XII   |              angeliche virtù come era graziosa della persona.~ ~Il signor
1789    III   |              ogni anno il fiore della greca gioventù alle sue orgie
1790     XI   |           Gran Corso, per tornare nel grembo della fede, vo' dire alla
1791     XV   |               passeggio su per questi greppi, e si torna all'imbrunire
1792     VI   |             Fece per aprir la bocca e gridare; ma Trebazio fu più sollecito
1793     II   |                 E la gente a ridere e gridargli: - Suoni, maestro, suoni
1794   VIII   |       Indietro! - tuonai, più che non gridassi, una seconda volta; ma fu
1795   VIII   |           indietro.~ ~- Non ferite! - gridava egli. - Non ferite! potreste
1796     II   |          maestro! largo al Rossini! - gridavano, con quanto fiato s'avevano
1797    XXI   |             neppure avesse montato il grilletto della pistola, e l'improvvisa
1798     XI   |            non sapeva perdonare certi grilli liberaleschi, egli non mi
1799     XX   |               e il monotono canto del grillo, nascosto fra l'eriche della
1800    XIX   |              senza guardar nulla, una grinza leggera e quasi invisibile,
1801   VIII   |           morto spenzolava sul petto, grondando sangue d'ogni lato. Più
1802    XXI   |             Il braccio e il petto gli grondavano sangue per i colpi toccati
1803    III   |             anch'essi con salirgli in groppa e, cedendo al fascino del
1804     XV   |       malinconiche, le quali facevano groppo intorno al cuore.~ ~La contessina
1805     II   |            componendo le labbra ad un grottesco sorriso, fe' scorrere quelle
1806     IX   |               la piaga, sciogliendo i grumi del sangue che stava rappreso
1807    XXI   |            tanto. E che cosa ne avete guadagnato, dalla vostra dappocaggine?
1808   VIII   |              ferri che uscivano dalle guaine.~ ~E qui, sebbene io frema
1809     II   |     sterminato d'inverni, tanto erano gualcite e in più luoghi malamente
1810     II   |              il medio appuntati sulla guancia; Fabrizio depose la matita
1811    XIX   |              quassù, da quel lato ove guarda appunto una certa camera
1812     IX   |              all'aperto i prigioni.~ ~Guardai allora la misera trafitta.
1813   XVII   |            Orbene? - rispose Cecilia, guardandolo con ansietà.~ ~- Tutto è
1814      X   |          cinque rimanemmo duri duri a guardarci, e la conclusione delle
1815     IX   |             ardivano levare il capo a guardarmi. Ma li guardavo ben io,
1816     II   |         intorno a vedere la scena, si guardarono un tratto fra loro; poi
1817     XX   |              quale stettero ambidue a guardarsi, combattuti dallo sdegno
1818    XIV   |          bella gentildonna che sembra guardarvi in qualunque parte del salone
1819     XV   |           anzi lei in persona, che lo guardasse, con quegli occhi malinconici.~ ~-
1820     XX   |            finestra così attentamente guardata dallo sconosciuto si aprisse.
1821   VIII   |         paragone.~ ~- A voi, soldati! guardatelo, contemplatelo a vostro
1822    XXI   |              sfuggiva loro di mano.~ ~Guardatevi dalla freccia del Parto
1823    XXI   |               che non avrebbe più mai guardato in volto, anche amandolo
1824     IX   |               capo a guardarmi. Ma li guardavo ben io, stando innanzi a
1825    VII   |               che potesse mettersi in guardia, tempestandolo di colpi.
1826     IX   |              giacente, e, trovata una guastada piena d'acqua, mi posi a
1827     XV   |           nulla, se la pioggia avesse guastato il giardino della contessina,
1828     II   |               un tempo e delicate, ma guaste oramai dalla fatica e dal
1829     VI   |            egli mi stava curiosamente guatando e sorrideva.~ ~Sorrideva?
1830      I   |       argomentare che ce ne fosse uno guercio); una biblioteca; un portiere
1831    VII   |           descrivere.~ ~I miei occhi, guidati dallo spirito della vendetta,
1832     XV   |             al castello, e certamente guidato dai più retti intendimenti
1833    III   |        giocondi sacrifizii all'ara di Guido; ma il mio cuore dormiva;
1834    XII   |               all'aperto, e si vedeva guizzare, or di qua, or di , pei
1835     IV   |         presso a mancare,  l'ultimo guizzo. Narrai a Cecilia del mio
1836      I   |           ogni giorno, rari nantes in gurgite vasto, gli studenti che
1837    XIV   |            quale aveva in giovine età gustate tutte le dolcezze della
1838    XIX   |         selvaggina confacente ai suoi gusti svariati.~ ~Di questo modo
1839     II   |                e un cagnolino di buon gusto, come sono in generale tutti
1840          | han
1841     IV   |                ad una sacerdotessa di Herta, la invisibile ed ignota
1842          | iam
1843          | idem
1844    XVI   |            ignota persona in un queto idillio campestre, senz'altra ragione
1845   XIII   |         immagino che, se non è venuto ier l'altro, egli è proprio
1846  XVIII   |               un ricordo di me. Anche iersera, dopo averne sfogliate alcune
1847     XV   |              regina di Cartagine: Non ignara mali, miseris succurrere
1848      I   |               caffè; e cotesto perchè ignora certamente, e perchè io
1849   XIII   |          sulla contessina Cecilia, ed ignorava perfino che la ci fosse:
1850      V   |              come avviene di pericoli ignoti che ci minacciano in sogno.
1851    III   |              aveva potuto ammirare le ignude bellezze della dea. -~ ~
1852          | III
1853     IV   |            dell'atrio domestico, essi illanguidivano, assorti in una contemplazione
1854   XXII   |               logico, o, se vi piace, illogico della sua mesta allucinazione.~ ~
1855    III   |        guardando il sole morente, che illuminava ancora di un raggio obliquo
1856    XXI   |            che i primi raggi del sole illuminavano sul ripiano della Scogliera.~ ~-
1857     IX   |       esultanza celeste. La camera si illuminò tutta quanta. Io sentii
1858    III   |       condusse alle case dei Cecilii, illustre famiglia, che non la cedeva
1859    XIX   |           pensiero. Anche lei (scusi, illustrissimo) si  questo fastidio?...~ ~-
1860   XVII   |         povero vecchio, con gli occhi imbambolati. - Se c'è cuor nobile al
1861     II   |               il cuoco repubblicano c'imbandiva costolette di tiranni.~ ~
1862    III   |       Volumnio, sulla quale io mi ero imbarcato, giungeva con vento propizio
1863    XII   |             frondosi castagni, egli s'imbattè in Calisto, che passeggiava
1864    XXI   |            conosco appena per essermi imbattuto qualche volta nelle vostre
1865     XI   |               la promessa in corpo, e imbattutomi per via col maresciallo,
1866   VIII   |              pallore di morte che gli imbiancava le guance e la fronte, e
1867     XV   |         questi greppi, e si torna all'imbrunire in casa, dove mia figlia
1868    XIV   |              generoso, anima forte ed immacolata, ella non istava a sofisticare
1869   XIII   |       bastione.... Insomma, la non si immagina mai più come si sentisse
1870     XX   |           tremò tutto quanto, sebbene immaginasse che quello era il Cardiana,
1871    XII   |            minuta non avrebbe mai più immaginato che quella famiglia, argomento
1872   XIII   |               salute, imperocchè io m'immagino che, se non è venuto ier
1873   VIII   |             davano addietro, colti da immane stupore. E vidi allora Trebazio;
1874      X   |              ci eravamo per così dire immedesimati con lui, come egli coi tempi
1875    XXI   |              per ambedue. Sgomentati, immemori delle loro ferite, si tolsero
1876   VIII   |             ferendo, ma conscio della imminente sconfitta. Ancora un istante,
1877    VII   |               delle femmine di questi immondi galilei. Ora, se egli la
1878     IX   |               una mano sul cuore. Dio immortale! il gelo della morte non
1879   VIII   |          donna sbigottita, la quale t'impaccia le mani. Che te ne pare?... -~ ~
1880   VIII   |           intorno a lui; soffocatelo, impacciategli le mosse; lo uccideremo
1881     II   |           muovere i loro battaglioni; impacciavano la strada agli squadroni
1882     VI   |                 soggiunse egli, - e t'impadronirai di tutta quella marmaglia.
1883    III   |              e che il console Mummio, impadronitosi di Corinto, le appiccò il
1884      I   |               museo con molti animali impagliati; molte panche nelle sale,
1885      V   |              non giungano alla terra, impallidisce ogni cosa creata, il vento
1886      I   |         capestrerie.~ ~Quante cose si impararono colà, che i libri non avrebbero
1887     XV   |              nuova al dolore, e ci ho imparato a compatire altrui. E come
1888    III   |             pareva. Alessandro Severo imperava con temperanza e saviezza,
1889    VII   |         tonaca bianca, il quale, solo imperterrito, stava con le mani alzate
1890     II   |               tre ci risero con molta impertinenza sul muso, diedero una volta
1891    XIV   |                chiedesse egli pane, o implorasse una proroga a pagar la pigione
1892     XV   |               creatura affettuosa che implorava le sue carezze e le lambiva
1893     XX   |            quella finestra, ostinato, importuno, come eravate a Parigi.
1894     XV   |        spirito fiacco,  di vanitoso impossente; sibbene apparivano un tributo
1895     VI   |           ambiziosi delusi, da astuti impossenti. - Ecco, - seguitò a dire
1896     XI   |            papato con la libertà.~ ~- Impossibile! - mi rispose don Luigi,
1897     II   |       cenerognola che suol darsi alle imposte e agli scurini delle finestre.
1898     XV   |              fiacco, o afferma la sua impotenza a vincere l'avversa fortuna;
1899    XIX   |            aveva molto a temere dalle imprese di que' galantuomini. Alteramente
1900   XVII   |              la mano, la strinse e vi impresse un bacio, il primo bacio
1901    XII   |             teatro, ma gravi armonie, improntate di uno schietto sentimento
1902     IX   |            chi egli sia? I cristiani, improvvidamente si lasciarono sfuggire il
1903      V   |               uscito dalle labbra con improvvide parole? Cecilia volse il
1904    XII   |           venduti a prezzi rotti.~ ~L'improvvido spenditore non ne cavò,
1905      X   |            Feci allora come que' tali improvvisatori, che incominciano un sonetto
1906    VII   |          quanti pensieri mi assalsero improvvisi in quel punto. La mia vendetta
1907   VIII   |            per metterle sopra le mani impudiche, e menando attorno la spada,
1908    XXI   |             di spavento, e la pistola impugnata dall'altra. Dieci passi
1909    XII   |              faccia, perchè io potrei impuntarmi e non proseguirvi più questo
1910    XIV   |             vivono ancora, pur troppo inacerbite, tutte le mie dolci ricordanze.
1911      V   |               falso Massico e Falerno inacetito, o a ricambiar carezze a
1912   VIII   |               dalle sue labbra quella inaspettata parola. Cecilia sorrideva;
1913   XVII   |           gentiluomo, a quelle parole inaspettate; e guardò in viso il giovane
1914    XVI   |     risponderete, se ve ne parlerà? - incalzò il giovine, col piglio di
1915    XII   |             chi se ne va a diporto, s'incamminò alla volta del Castagneto.~ ~
1916     XI   |            depositario del racconto e incaricato di darne la conclusione.
1917    III   |             146 innanzi la fruttifera incarnazione, e che il console Mummio,
1918    III   |        Sappiamo altresì che in questo incendio le molte statue di svariati
1919      X   |            guance, in segno di grande incertezza. - Ce ne andremo così senza
1920     XV   |             rimase , tra confuso ed incerto, inchinando il capo, e senza
1921     XI   |           credo da cima a fondo senza incespicare, mi aveva fruttato l'amicizia
1922     II   |            che vanno attorno per fare incetta di nastri e di occhiate.~ ~-
1923     XV   |               tra confuso ed incerto, inchinando il capo, e senza risponder
1924      V   |             che portavano la lettiga, inchinava il capo verso Cecilia, ed
1925     II   |        salutando dapprima, con grandi inchini, una frotta di monelli che
1926     II   |             degli astanti, facendo un inchino.~ ~- Canta come un uscio
1927     II   |               penna a farsi tingere d'inchiostro, mi giravano per la testa
1928    XIX   |        marocchino giallo; gentildonne incipriate con un fiorellino tra le
1929    XII   |          della dimora aveva tradito l'incognito del giovine. Il Castagneto
1930     XX   |           allorchè sotto i loro occhi incomincia una lotta.~ ~- Che fate
1931   VIII   |             ed io con opere gagliarde incominciai a difendere la donna amata;
1932    XII   |           Allora le canne dell'organo incominciarono a mandar fuori i suoni che
1933    XIV   |              e come se la messa fosse incominciata, ed egli medesimo già fosse
1934     II   |           agli altri bastò che avesse incominciato a suonare, perchè i fischi
1935     II   |             nostri sorrisi amichevoli incominciavano a squagliare il ghiaccio
1936     XI   |             io il sigaro, e don Luigi incominciò il suo racconto.~ ~Io gongolavo
1937    III   |          bestie feroci e le sue donne incomparabili, e queste io provai feroci
1938     II   |              balzare suoni discordi e incomposti, ch'egli accompagnava col
1939      V   |               anima tornava ad errare inconscia nel buio.~ ~La Parca mi
1940    XVI(3)|                       Nell'originale "incontamente" [Nota per l'edizione elettronica
1941    XVI   |           subitaneo sgomento andarono incontanente3 a cercare quelli di Calisto.
1942     XX   |      sentieruolo, per cui s'andava ad incontrarlo in un tal punto, dove il
1943    XII   |              senza che l'arciprete lo incontrasse nelle vie del paesello.
1944    III   |              che io avevo tante volte incoronata nei conviti con serti di
1945     IV   |       tranquillità! Biondi capegli le incoronavano la fronte alabastrina, su
1946      X   |                ne dubito, e non ve ne incresca. Io non crederò mai che
1947  XVIII   |               questa gli sia divenuta increscevole. Avrò il torto; ma la è
1948      X   |            par poco? Faremo le nostre indagini....~ ~- Bravo! - interruppe
1949     IX   |               vecchio, e la mia testa indebolita vagella. Dove ero rimasto?
1950    XIV   |            melodia, col suo carattere indefinito, senza precisione di contorni,
1951          | indi
1952     II   |             astringeva; poi andò coll'indice a cercare una lagrima che
1953   XXII   |               come vedete, seguiva un indirizzo più certo che non quella
1954    XIV   |             gli venne all'orecchio un indistinto mutar di suoni musicali;
1955   XIII   |           adornamento della bellezza. Indossava una veste di seta nera che
1956    III   |              del mio cuore. Ma io non indossavo un tempo questi luridi cenci,
1957     VI   |           costoro, e perchè Roma si è indotta a combatterli. Se eglino
1958     II   |              musica, non ebbe modo di indovinare la chiave. Mai cigno d'Eurota,
1959     XI   |           Imperocchè, voi già l'avete indovinata, o lettori, questo parroco,
1960      X   |            che, postomi sott'occhi un indovinello di quella fatta, non mi
1961    XXI   |               speranza. E la speranza indovinerete qual fosse: era la speranza
1962   XXII   |          seppe, o per meglio dire, lo indovinò il rettore, quando si fu
1963     XI   |            parroco, del quale mi sono industriato a darvi il ritratto, era
1964    XIV   |        argomento molte cose per via d'induzioni, fondate su quella poca
1965     XX   |             paura, sebbene egli fosse inerme. D'altra parte le mezze
1966   VIII   |              bene la spada contro gli inermi. Vieni ora a provarti con
1967    XIX   |               per la quale uno poteva inerpicarsi benissimo, ma senza trovare
1968    XII   |        credono di possedere una borsa inesauribile come il pozzo di san Patrizio.~ ~
1969  XVIII   |          riputazione, come una lapide infame nel luogo ove era edificata
1970   VIII   |             non l'avrei salvata dalla infamia fuorchè uccidendola; e che
1971    XIX   |                che io direi piuttosto infedele, di un dato momento, dopo
1972    XXI   |               segno del suo dolore. L'infelice era impazzito.~ ~ ~ ~
1973    XIV   |              poverelli, consolava gli infelici, e, fino a tanto che visse,
1974    VII   |              e gridò:~ ~- Codardo! tu infellonisci contro un cadavere! -~ ~
1975    XIX   |               mente ai malandrini che infestavano i dintorni, e comandò si
1976    III   |          vergine Diana avrebbe potuto infiammarlo; ma Diana era invisibile,
1977    XII   |    sensibilità, tanta la prontezza ad infiammarsi per ogni cosa che gli paresse
1978      V   |              aveva piantato due occhi infiammati, stringendo i pugni in atto
1979     VI   |            trovare il buon luogo dove infiggere la spada. -~ ~E mi mossi,
1980    XII   |          conte. Finita la messa, egli infilava la scaletta dell'orchestra
1981    XII   |    scapestrate invenzioni di Francia, infiltratesi a quei tempi perfin nell'
1982    XII   |         parole che don Bernardo aveva infilzate in fretta, per dar loro
1983     VI   |               promulgar l'impero dell'infima plebe, governata a sua volta
1984    III   |               spirito mio a desiderii infiniti, precipitarmi nell'abisso. -~ ~
1985    XIV   |              occhi e con le più dolci inflessioni della voce che la contessina
1986     XI   |        insieme con la famosa sentenza inflitta a tutti gli uomini, da Adamo
1987    VII   |            per modo che il loro alito infocato mi soffiò sulle guance.~ ~ ~ ~
1988   XVII   |               virtù prepotente che gl'infonderebbe il desiderio di mostrarsi
1989     II   |          occhi spaziosi e giustamente infossati. La barba aveva rada, breve
1990    XIX   |      cerimoniale aristocratico, che s'inframmette perfino nelle relazioni
1991      I   |        lettore, per cui mi dispongo a inframmettere una parentesi nel racconto,
1992     XV   |           Emanuele si buscò una forte infreddatura, pericolosa alla sua età.
1993    XII   |          stava facendo accomodare all'infretta due camere per uso di abitazione.
1994   VIII   |           sangue ribollì a quel tocco infuocato, e mi parve allora che io
1995      X   |       costrutto.~ ~E il lettore non s'inganna; io volli appunto il resto
1996    XVI   |           sono dei presentimenti, che ingannano di rado; e questo è del
1997    XVI   |               il concetto. Un giro di ingegnose perifrasi rasentava sempre
1998     XV   |            gran buio dell'intelletto, ingentilendo il costume con ogni più
1999   XXII   |             cristianesimo; il Bruno s'ingigantì e si scempiò nei due personaggi
2000   XIII   |               andare sull'orchestra a inginocchiarglisi destramente daccanto.~ ~-
2001    XII   |                i devoti ascoltatori s'inginocchiavano sulla gradinata, stavano
2002    XIX   |           condonare, e tanto più sono ingiusti quanto più essi medesimi
2003    XIV   |               di casa nostra, i quali ingombravano le pareti del salone, ma
2004     IX   |          abbiano il giogo sul collo e ingombri loro lo spirito il terrore,
2005      V   |              come i lampi in un cielo ingombro di nubi caliginose, e la


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