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Anton Giulio Barrili Santa Cecilia Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Cap. grigio = Testo di commento1005 XII | Il sapere un pochino di contrappunto mi aiuta a mettere in carta 1006 II | ciò che possono dirvi in contrario i malevoli, io sono il suo 1007 X | ambulante.» Venivano poi i contrassegni, con tutti i loro bravi 1008 XIII | ricordanze, le quali gli contrastassero l'ingresso. Ne avvenne che 1009 XIII | si provò a tener viva la controversia.~ ~- Che fare adunque? Il 1010 XVI | vedrai se è partito che convenga alla tua bella figliuola, 1011 XVIII | pensare tra noi due, io convengo nella vostra sentenza riguardo 1012 I | all'insegna del Gran Corso. Convenivano in quelle sale gli studenti 1013 XX | posteriore dell'edifizio, gli convenne andare più lento e curvo 1014 IV | fratelli, e l'essere meco, il conversar meco assiduamente, non la 1015 III | tante volte incoronata nei conviti con serti di rose, dopo 1016 XXI | capo scoperto per il moto convulsivo di una mano che era corsa 1017 XVII | udirono altro che lo stridere convulso della penna sulla carta.~ ~ ~ ~ 1018 X | un sudicio libretto colle copertine di marocchino, tutte corrose 1019 XII | era certamente in atto di copiarli sulla carta.~ ~L'ostiere, 1020 XIX | lineamenti, spesso fedelmente copiati, ma guasti da quelle smorfie 1021 XVIII | di Parigi, dove la felice coppia doveva passare l'inverno.~ ~ 1022 XII | pezza andavano ogni anno coprendosi di nuove ipoteche, un bel 1023 XII | del bene, e cercando di coprire con la modestia e la bontà 1024 III | vivande e quelle labbra di corallo sorridessero al simposii 1025 XIX | spalle; guerrieri con la corazza di acciaio, le brache di 1026 I | conversazione di nonnulla, di corbellerie e di cose serie ad un tempo. 1027 II | cravatta nera annodata a mo' di corda intorno a due solini di 1028 XV | ho detto, amava mostrarsi cordiale, alla mano, e metteva volentieri 1029 XIX | andava nella sua camera a coricarsi. E neppure ne aveva scritto 1030 XIX | egli non s'era per anche coricato, e girandolava nel cortile. 1031 III | la leggenda: Laus Julia Corinthus, come io ricordo che la 1032 XVI | ad aspettar la venuta dei cornipedi, che gli erano indietro 1033 II | occhialino col cerchietto di corno, che gli pendeva dal collo, 1034 XI(1)| Nell'originale "coronologia". [Nota per l'edizione elettronica 1035 XIII | pianoforte e l'organo ci corra un po' di differenza; non 1036 XII | appunto dove la strada, correndo per un tratto in pianura, 1037 XVI | marito!...~ ~- Dio mio! non correte tanto! - rispose la contessina, 1038 V | eravamo là per trattenerti, tu correvi un bel risico; chè i suoi 1039 II | apparve una sudicia tastiera, corrosa tanto dall'uso da poter 1040 X | copertine di marocchino, tutte corrose dal tempo, dal sudore e 1041 XVII | signor conte! - esclamò corrucciato Calisto. - Vi pare una dimanda, 1042 XX | cui trapelava il più fiero corruccio, disse al suo nemico:~ ~- 1043 XXI | dolore fosse accolto il mesto corteo dal conte Emanuele. Ricordo 1044 XI | del paese, ed io, da buon cortigiano, dovevo tenermi la celia 1045 XIX | coricato, e girandolava nel cortile. Il marchese di Cardiana 1046 XIV | suoni musicali; ma egli era cosiffattamente sovra pensieri, che non 1047 XIV | già fosse al suo posto. Cosiffatto scempiarsi delle facoltà 1048 XIX | fotografia, merce da albo, che costa poco e dura anche meno. 1049 | Costei 1050 XV | andava troppo a' versi «la costituzione di Spagna», e vostro umilissimo 1051 II | repubblicano c'imbandiva costolette di tiranni.~ ~Stordito com' 1052 XI | vennero gli esami, che ci costrinsero a lasciare l'università 1053 XIX | marito per la formalità delle costumanze domestiche. Nei primi giorni 1054 XVI | segnatamente se il giovine era costumato; della qual cosa, poi, non 1055 XIII | pianoforte e suonato qualche cosuccia.~ ~Il vecchio servitore 1056 XIV | cercarne la ragione. Di cotali distrazioni ognuno di noi 1057 XXI | bellezza, anzi appaiono dieci cotanti più belle in quei momenti 1058 VII | ricordanze, era in quel covo di belve umane, fuori dei 1059 XI | disputava con me sullo ius coxandi, o su certi altri privilegi 1060 XV | quel selvaggio che fece cozzar la prima volta due selci 1061 XV | nelle quali va a dar di cozzo il pensiero, povero vincitore 1062 V | del dolore affogai nella crapula e nel giuoco, e alla dimane 1063 II | arruffato e rossiccio, una cravatta nera annodata a mo' di corda 1064 XI | consuetudini.~ ~La natura, creando me, mi diede, insieme con 1065 XVI | quel punto che le buone creanze consentivano ad una sua 1066 V | impallidisce ogni cosa creata, il vento soffia impetuoso, 1067 XIII | esserci al mondo delle donne create a bella posta per tener 1068 XV | occhi di un uomo. Il re del creato che piange, o si chiarisce 1069 XXII | per giungere fino a quella creazione fantastica che egli vi ha 1070 XVII | i natali. Non già che io creda gli uomini divisi in due 1071 VI | Ah! - esclamai allora, credendo di avere indovinato.~ ~- 1072 IV | aveva ricusato, ed egli, credendomi cagione del rifiuto, me 1073 XI | capitolo pericoloso delle credenze religiose, era assai tollerante 1074 X | non ve ne incresca. Io non crederò mai che voi siate degno 1075 XIII | l'organo; è piuttosto a credersi che la sua riluttanza ad 1076 V | risanato per sempre.~ ~Ero, credetemi, il primo bevitore, come 1077 XIII | vecchio. - Il signor conte credeva di usarle una cortesia. 1078 XXI | malandrino. - Ah voi non credevate, signor Caselli, di trovarmi 1079 XII | abbastanza vasti alla folla dei creditori, e furono venduti a prezzi 1080 III | Messàpo. La mia mestizia cresceva a dismisura: e mi assaliva 1081 XII | luoghi più strani, sulla cresta delle montagne, lontano 1082 III | obliquo il bel golfo di Crissa, il mio pensiero alato correva 1083 XXII | anima ottenebrata; che lenta cristallizzazione di concetti, per giungere 1084 VIII | beffardamente quegli altri. - La cristianella se la intende col greco. 1085 XXII | contessina una martire del cristianesimo; il Bruno s'ingigantì e 1086 IX | Valeriano, perchè questi era cristiano al pari di me, e, sapendo 1087 IX | aperse gli occhi alla fede di Cristo. Egli stesso consentì le 1088 VI | coorte era già disseminato a crocchi nei pressi delle carceri 1089 VI | La mia vita è tua; fammi crocifiggere, ma non mi chiedere, te 1090 XX | marchese di Cardiana diede una crollata di spalle alla minaccia 1091 XI | ragionando di archeologia, di cronologia1 e di tante altre scienze 1092 II | che ho detto, e da quella crosta arsiccia che il sole, la 1093 V | ebbi a sentire tutte le più crudeli trafitture che esacerbassero 1094 XII | Per farvela breve, questa cuccagna durò anni parecchi, in capo 1095 XVI | escirne pel rotto della cuffia, aveva pensato di dargli 1096 II | terra, in quella che il cuoco repubblicano c'imbandiva 1097 VIII | trovato il mio cingolo di cuoio; perchè io ebbi il tempo 1098 VIII | mio e il battere dei due cuori l'uno sull'altro? Il mio 1099 IX | in bestiali ruggiti? La cupidigia dell'oro che compra la stupida 1100 VII | di vita. Però non ce ne curammo più oltre, e, sgomberataci 1101 VII | petto dell'amata donna, non curando le strida delle femmine 1102 VII | di spesso, con occhi non curanti, nella mia vita di soldato, 1103 III | vivere splendidamente, senza curarmi d'altro che di sempre nuovi 1104 XIII | maestria sull'organo, non si curavano nemmeno di lui. Per contro 1105 VI | avvidi che egli mi stava curiosamente guatando e sorrideva.~ ~ 1106 XII | Dego, che non sono meno curiose di quelle d'ogni altro paese 1107 XIV | dirvela schietta, non mi curo nemmeno di saperlo. È probabile 1108 XX | convenne andare più lento e curvo della persona, perchè la 1109 XX | i più animosi non sanno custodirsi da un certo sgomento, allorchè 1110 VIII | senza una parete che mi custodisse alle spalle; però mi giravo 1111 XI | don Luigi, grattandosi la cuticagna. - Aspettate; non dite altro. 1112 | da' 1113 XIII | inginocchiarglisi destramente daccanto.~ ~- Oh signor Calisto! - 1114 XIV | nappe di una cortina di damasco verde, le quali, stando 1115 XII | vecchi una grossa somma di danaro in contanti, con la quale 1116 VI | io mi pensavo di essere dannato al flagello o ad altra pena 1117 XIV | signorina; voi siete come messer Dante Alighieri, il quale ha detto: 1118 III | la città per eccellenza. Dappertutto, undique orbis terrarum, 1119 XXI | guadagnato, dalla vostra dappocaggine? Un colpo di scudiscio sul 1120 XV | egli è altresì sommamente dappoco, se badiamo a tutto quanto 1121 II | che l'arte vostra non vi darà da campare. Oggi intanto, 1122 XIII | ruvidezza, quella che tu gli darai sarà una generosa lezione 1123 XI | Le nostre Langhe non ne daranno così di leggeri un simigliante. -~ ~ 1124 XVI | parola benedetta, senza mai darci dentro, e faceva intendere 1125 XI | racconto e incaricato di darne la conclusione. Ma qui stava 1126 XIII | istanno molto a levarsi dattorno i mosconi. Costoro ronzano 1127 XII | spenditore non ne cavò, pagati i debiti, che poche migliaia di lire, 1128 XIV | costrutto che ne ho cavato, vo debitrice al grande amore che gli 1129 XVIII | si sentiva tuttavia così debole, che fu necessario metterla 1130 XVII | farebbero entrare, non senza decoro al mio nome ed al mio paese 1131 IX | della mia, ed avemmo agio di dedicar liberamente gli animi nostri 1132 Ded | con lieto animo che io ti dedichi queste, sebbene modestissime, 1133 V | cadermi addosso e non potevo definirla, come avviene di pericoli 1134 VIII | dicendo, sollevai quel corpo deforme, acciuffandolo pei capegli, 1135 XXI | lotta terribile e disperata, degna del pennello di Salvator 1136 XIII | quella certamente una gran degnazione; e, a dir vero, egli non 1137 VI | obbedirò. -~ ~Almaco si degnò di sorridere da capo, e 1138 XIX | opera di un francese, certo Delaroche; il quale doveva essere 1139 XVIII | colloquio avuto col giovane, deliberò di andar tosto dalla figliuola 1140 VIII | orecchie udivano tutto; quella delicata persona ardeva e tremava; 1141 XIV | e mi fece scorgere quale delicatezza d'intendimenti la conducesse 1142 VI | della legge, la rivolta e il delitto, a segnacolo di un nuovo 1143 VI | a sua volta da ambiziosi delusi, da astuti impossenti. - 1144 X | stanze in via Giulia. Gli demmo una giubba, un paio di calzoni, 1145 XVIII | Castagneto, o pigliarvi su denari ad imprestito, e poscia 1146 XVIII | per pigliare una somma di denaro ad imprestito, quando giunsero 1147 II | sulla guancia; Fabrizio depose la matita e alzò il naso 1148 IX | tra l'ansia e la speranza. Deposi Cecilia sul letto della 1149 XI | rimasto, per mia elezione, depositario del racconto e incaricato 1150 I | cercare! Qualche odierno deputato esercitò là dentro, senza 1151 XIV | esperienza del cuore umano che deriva dal mio ufficio. Vo ricomponendo 1152 XIV | i grandi effetti spesso derivano dalle piccole cause.~ ~In 1153 XIV | guardavano in alto, come per derivarne le inspirate melodie che 1154 XIV | quel delicato profumo mi derivasse da una così bella suonatrice? 1155 XIII | senza l'opera sua, pareva deserta. Per un pezzo s'è aspettato, 1156 III | miti costumi, se facevano desiderare una maggiore fortezza nel 1157 VIII | bacio della donna amata e desiderata valga assai più che il sacrificio 1158 XII | degli antichi castellani fu desiderato per tutta la primavera e 1159 III | sollevando lo spirito mio a desiderii infiniti, precipitarmi nell' 1160 II | i patimenti di una vita desolata e randagia.~ ~Era bello 1161 XXII | compagno, adagiato, come un despota solitario, in quella parte 1162 | desso 1163 XIV | sentimento che le avevano destato in cuore la vista e i discorsi 1164 XIII | orchestra a inginocchiarglisi destramente daccanto.~ ~- Oh signor 1165 XIV | riscattata, appena ne ebbe il destro. Ma voi sapete che in questo 1166 XII | stata fatta l'offerta, e dettogli per giunta che non avrebbe 1167 XIII | intendo che il signor Caselli dev'essere molto malinconico 1168 XX | ignoto, che teneva una via diagonale su per l'erta, non si addiede 1169 VI | noi tutti? che più? non diamo ai loro Numi il diritto 1170 XIV | molti pensieri i quali mi diano il bandolo psicologico della 1171 XI | sia dato a scrivere su pei diari e non me la intenda troppo 1172 II | sulla faccia dei poveri diavoli, per i quali non sono state 1173 XIV | e ne parlò a Giovanni, dicendogli che sarebbe tornato il giorno 1174 VII | che io non avessi voluto, dicendomi: «ferisci, carnefice, e 1175 XIII | sua cortese assiduità, gli dicesse che era aspettato per la 1176 XIX | del buon narratore, se vi dicessi fin d'ora sì, o no.~ ~Cionondimeno, 1177 XIII | soltanto quello che tu stesso dicevi un giorno di lui. Egli non 1178 III | Eneide.~ ~«O Volumnio, io dicevo, ti sian rese grazie per 1179 XVII | permettetemi intanto che io vi dichiari degno della fiducia che 1180 VI | cose.~ ~- Per gli Dei! che dici tu mai, clementissimo Almaco? - 1181 XIII | vi dirò?) non aveva che diciotto anni.~ ~Nulla poi di affettato 1182 V | ricchezze erano là dentro; diecimila sesterzi, un nulla per le 1183 II | molta impertinenza sul muso, diedero una volta sulle calcagna, 1184 VIII | afferratolo per bene, io mi diedi a stringere sempre più forte. 1185 XXI | altro, erano stati i soli a difenderla; erano i soli a trasportarla, 1186 XIII | Anche tu ti metti ora a difenderlo?~ ~- Io no; ricordo soltanto 1187 VIII | egli non ebbe più modo di difendersi, mise un ruggito, e la mia 1188 VII | domandarono essi.~ ~- Che difendiate questa donna. Nessuno ha 1189 XXI | Cecilia chiese del suo difensore, che fu introdotto, lacero, 1190 XIV | volte; ma sento qua e là il difetto di molti fatti, o per meglio 1191 XII | potevano anche passare, come un difettuzzo di poco rilievo.~ ~Dite 1192 I | portavano sette (donde non sarà difficile argomentare che ce ne fosse 1193 XII | principale del castello; salì difilato la gradinata, e di là, poichè 1194 X | mai s'ha da trovare tanta digestione di anticaglia, tanta disposizione 1195 II | quasi per consolarlo del digiuno a cui lo astringeva; poi 1196 XIII | modi: semplice era, mite e dignitosa, come dovevano certamente 1197 XV | questo sia detto a mo' di digressione. Poi si va a passeggio su 1198 VIII | com'io l'avessi inteso. Digrignò i denti e si pose in atto 1199 XIV | svegliarsi e vedere d'un tratto dileguarsi una diletta visione. Immaginate 1200 XVI | solitudine. I bei sogni si dileguavano tutti ad un tratto. Passeggiava 1201 XIV | un tratto dileguarsi una diletta visione. Immaginate qual 1202 XIX | rare passeggiate non si dilungava mai dal castello. In paese 1203 XV | seppe che rispondere a quel diluvio di amichevoli parole e cedette 1204 II | divano.~ ~- Qual mestiere? - dimandò Tito, giovinotto dagli occhi 1205 VII | belva, che strepita e si dimena come una furia. Contentati 1206 VI | che voglio; lo sai; non dimenticarlo. Vuoi tu essere centurione? -~ ~ 1207 XXI | sgualdrina la quale si era dimenticata un tantino della nostra 1208 XII | paese non si erano ancora dimenticati dei conti di Villa Cervia, 1209 XXII | cosa? Vorreste dire che mi dimentico di esser prete?~ ~- Non 1210 XVI | erano state altrettanto dimestiche; e, tra per l'interno rammarico 1211 XX | fosse anche l'ultimo! Ma dimmi, la contessina che fa?... -~ ~ 1212 XV | delle famiglie che avevano dimorato nel castello.~ ~Poco dopo 1213 XIX | di ferro; e nel castello dimoravano sempre otto o dieci persone.~ ~- 1214 VII | notare nelle sotterranee dimore della setta. Rischiaravano 1215 VIII | modi dei miei assalitori mi dimostrarono che il consiglio di Trebazio 1216 VI | della mia lingua te lo ha dimostrato, clementissimo signore.~ ~- 1217 II | gli pendeva dal collo, lo dimostravano un uomo d'assai, una specie 1218 IV | amici che le si raccoglieva dintorno sotto le magnifiche arcate 1219 XIII | oro, i suoi, come li hanno dipinti Raffaello Sanzio e Leonardo 1220 XII | andatura di chi se ne va a diporto, s'incamminò alla volta 1221 XX | il rovereto cominciava a diradarsi, Giovanni si fermò addirittura 1222 XV | consideriamo come egli abbia diradato man mano quel gran buio 1223 IX | doloroso. Le tenebre si diradavano dalla mia mente scombuiata; 1224 II | come l'ago calamitato la direzione del polo, e ne facevano 1225 XII | della cappella? Poteva ben dirglielo!~ ~- E gliel'ho detto, non 1226 XVII | più contenersi. - E senza dirgliene nulla? senza chiederle innanzi 1227 VIII | Uccidimi! Quella parola mi andò diritta al cuore; gli occhi mi si 1228 XVI | Savoia (il quale Amedeo, a dirla tra parentesi, non è mai 1229 XVIII | cercarmi nel paesello, per dirmi che il signorino desiderava 1230 I | alquanto più elevato: si dirozzavano i giovani coi primi elementi 1231 XIV | discorso? io non lo so, e, a dirvela schietta, non mi curo nemmeno 1232 XI | io spero non vi tornerà disagevole quanto a me è tornato il 1233 VIII | se gli altri mi potevano disarmare? Combattevo in mezzo della 1234 XIV | tanto che visse, nessuno fu discacciato da questa dimora ospitale, 1235 XX | fece con passo misurato a discendere la costiera.~ ~Anche Giovanni 1236 III | esaminatore contento del suo discepolo.~ ~- Benissimo! - diss'egli, 1237 XV | mali, miseris succurrere disco; non son nuova al dolore, 1238 XVI | stato laggiù); nè si poteva disconoscerne che fosse un magnifico partito, 1239 VI | fu sollecito ad alzare, discoprendo una rozza scala di pietra.~ ~ 1240 XII | il loro dito mignolo per discoprire l'arcano.~ ~Finalmente il 1241 II | ne facevano balzare suoni discordi e incomposti, ch'egli accompagnava 1242 XVI | più carteggio; nè già per discrepanza di opinioni, poichè, come 1243 II | sorsate di vermutte e una discussione strategica. Le nostre chiacchiere 1244 XV | esortazioni, che un nobile cuore disdegna di offrire, o di ricevere.~ ~ 1245 XVIII | saranno certamente alquanto disformi dalle vostre, imperocchè 1246 XVI | reggimento di valigie e bauli, da disgradarne un viaggiatore inglese.~ ~ 1247 XIII | di Fiandra, portata con disinvoltura, come se fosse il più modesto 1248 III | mia mestizia cresceva a dismisura: e mi assaliva il fastidio 1249 IX | da me, per atto di grave disobbedienza. Gliene dorrà per fermo 1250 XVIII | levarmene il tedio, senza disonore, o viltà. Ed ora, buon amico, 1251 XIII | mandagli a dire che tu lo dispensi dal venir qua, poichè ciò 1252 VII | una risma: piangono, si disperano, graffiano; ma lagrime ed 1253 XXI | singhiozzi e le carezze disperate di non averla fatta contenta, 1254 VIII | recente, i lampi d'ira che la disperazione mi sprizzava dagli occhi, 1255 XI | spedirlo ai quattro amici dispersi sulla faccia della terra....~ ~ 1256 XIII | ieri. Padre mio, non ti dispiaccia che la sensitiva ritiri 1257 XXI | trovarmi da queste parti, e vi dispiacerà che io vi abbia vinto la 1258 XIII | venir qua, poichè ciò sembra dispiacergli tanto, ma che farà cosa 1259 XIV | malinconico e cortese non dispiaceva punto alla contessina.~ ~ 1260 III | sindaco. -~ ~Al compare non dispiacque punto quella mia raffica 1261 XVIII | d'altra parte il destino disponeva le fila.~ ~ ~ ~ 1262 I | benigno lettore, per cui mi dispongo a inframmettere una parentesi 1263 XIV | fantasie, che mirabilmente dispongono il cuore alla novità degli 1264 XII | padrone di casa mia e può disporne come le aggrada. In quanto 1265 XII | offerta che egli le fa, di disporre dell'organo della cappella, 1266 XV | o la donna a cui vi ha disposato l'affetto. E Cecilia non 1267 X | digestione di anticaglia, tanta disposizione ordinata di fatti e tanta 1268 XIV | nastri azzurri bellamente disposti sul taglio della vita e 1269 III | Antìcira, risanino un cuore che dispregia le rose di Amatunta.»~ ~ ~ ~ 1270 VI | patibolo, innalzando il disprezzo della legge, la rivolta 1271 XI | vecchi libri. Il parroco disputava con me sullo ius coxandi, 1272 VII | tempestandolo di colpi. Valeriano disputò tuttavia, ed aspramente, 1273 VI | grosso della coorte era già disseminato a crocchi nei pressi delle 1274 V | dov'essi regnano soli.~ ~Nè dissimilmente si oscurò l'animo mio, quando 1275 XIX | stava ad una rispettosa distanza, dietro la sedia della sua 1276 IX | Povera Cecilia! Ella era distesa al suolo e pareva che pudicamente 1277 XVII | sugli occhi di Calisto si distese una nube, che egli invano 1278 X | tema che i buffi di fumo ci distogliessero dalla nostra attenzione. 1279 XVII | divisato di mettermi, e me ne distolse la morte dei miei parenti, 1280 XV | quando venne improvviso a distornelo uno stropiccìo di piedi, 1281 XII | dell'organo avrebbe potuto distrarlo da studi più gravi.~ ~Quali 1282 XIV | cercarne la ragione. Di cotali distrazioni ognuno di noi ne ha avuta 1283 XVIII | lo avesse posto in tali distrette, dalle quali aveva voluto 1284 XIII | Veneri ecclissate e Adoni distrettuali a cui la schietta bellezza 1285 III | Corinto, le appiccò il fuoco, distruggendola così intieramente, con tutti 1286 XVI | Oh, non mi fate tremare; ditela su, questa cosa.~ ~- Signor 1287 V | tratto; le antiche fiamme mi divamparono nel seno, e mi riconobbi 1288 I | seduti a nostro bell'agio sui divani di un angolo della prima 1289 XIV | angelo della terra, non corre divario, imperocchè, tanto per la 1290 XV | del dire e del fare che diventa come una seconda natura 1291 XI | avrebbe fatto conoscere, e diventar cardinale. Da cardinale 1292 XI | se il povero Calisto mi diventasse un gigante. Egli non mi 1293 XIV | benedicono e pregano per lei, diventata esempio di bontà e di gentilezza. 1294 II | coi loro atteggiamenti diversi, i compagni. Tito lasciò 1295 I | trovavano affatto affatto divertenti i signori professori di 1296 I | Parodi. Gli studenti già divezzati si potevano trovare nella 1297 VI | fermare i miei uomini, per dividerli in tre drappelli, due dei 1298 XVIII | figliuola e chiarirle il suo divisamento sui due piedi. Ma non gli 1299 III | probabilmente si saranno divise le attribuzioni come da 1300 XVII | che io creda gli uomini divisi in due caste, e venuti da 1301 VI | nelle catacombe, ma non divorano bambini, nè hanno comunanza 1302 XXI | tutti que' malandrini la divoravano con gli occhi.~ ~- Signora, - 1303 II | della quale sono molto divoto, che io e gli amici miei 1304 IX | ho potuto....~ ~- Non ti dolere, o Calisto. Tu hai errato; 1305 IX | parve di uscire da un sogno doloroso. Le tenebre si diradavano 1306 X | Che cosa suonate? - gli domandai allora.~ ~- Suono il suo 1307 XI | giorno scrissi davvero, per domandar contezza del nostro suonatore 1308 II | Cecilia, non istette molto a domandargliene. Il discorso si voltò allora 1309 VII | grido.~ ~- Che vuoi? mi domandarono essi.~ ~- Che difendiate 1310 XV | sì nè di no a chi gliene domandava. Il vecchio domestico non 1311 VII | un Marsico; egli non può domare quella belva, che strepita 1312 XIV | della sua cortese assiduità domenicale all'organo della cappella.~ ~- 1313 I | era poi in piazza di San Domenico, di rimpetto al teatro Carlo 1314 II | tuttavia col pigliare un po' di domestichezza con noi e ragionò anche 1315 V | i servi, e al più fedele donai, insieme alla libertà, una 1316 XVIII | ella aveva fatto molti donativi a tutte quelle povere famiglie 1317 XX | allontanò da quella parte dond'era venuto; Calisto, a sua 1318 XI | sapeva più lunga di cento donnicciuole, intorno ai fatti accaduti 1319 III | pezza le profferiva, come dono votivo per rendersela benigna, 1320 II | la bella donna e par che dorma - mormorò Tito a sua volta. - 1321 II | mi metto qui sul divano a dormir della grossa.~ ~- Non hai 1322 IX | e pareva che pudicamente dormisse, colle membra in bell'atto 1323 III | di Guido; ma il mio cuore dormiva; nè valeva a commoverlo 1324 XII | e facendosi scorrere il dosso della mano sulle ciglia, 1325 XXII | inumidì più volte le ciglia al dotto carabiniere.~ ~- Voi narrate 1326 XI | mai detto? La provvidenza dovea mandarmi a trovar colaggiù 1327 XI | conciliare la dignità e i doveri del servizio con una urbanità 1328 III | che neppur queste due cose dovessero escludere affatto i sollazzi 1329 XX | Egli è mio suocero; dovete saperlo; e se egli fosse 1330 XXI | cacciatori, questi ultimi dovettero darsi alla fuga, non senza 1331 IV | il tempo scorreva; le mie dovizie erano ite; Volumnio era 1332 XI | schiuma che lo accompagnava dovunque); io il sigaro, e don Luigi 1333 II | cani da pagliaio e la gente dozzinale, solo che piglino l'uso 1334 I | trovò l'argomento di un dramma, fischiato più tardi; un 1335 I | Palermo e di Napoli, attori drammatici, e va dicendo, facevano 1336 III | buon viso alle ventimila dramme d'argento che da lunga pezza 1337 VI | uomini, per dividerli in tre drappelli, due dei quali dovevano 1338 XIII | stanze ove egli dimora a buon dritto, io pure ho passata la mia 1339 VII | Trebazio! - esclamai, sentendo drizzarmisi i capegli per raccapriccio 1340 XVI | qual cosa, poi, non era a dubitarsi nemmeno, essendo egli un 1341 X | di maraviglia.~ ~- Sì, ne dubito, e non ve ne incresca. Io 1342 VIII | dagli occhi, li fecero stare dubitosi ed incerti. Però si fece 1343 XII | detto, poteva fruttargli un duemila lire all'anno. Per i nostri 1344 XI | maresciallo accese la sua Dulcinea (così egli chiamava una 1345 IX | cagioni altrui. A me non duol tanto del fiore che giace 1346 IX | o tendendo le palme. Io durai molta fatica a svincolarmi 1347 V | se quelle angosce fossero durate, in breve ora sarebbe volata 1348 XX | nemico.~ ~Forse mezz'ora era durato quell'aspettare, quando 1349 XIII | era sgraziata anzi che no, duretta, mal vestita, insomma, una 1350 III | cittadini romani, col nome di duumviri, i quali probabilmente si 1351 IX | oro che compra la stupida ebbrezza, la livida e scarna invidia 1352 III | Roma è l'Urbs, la città per eccellenza. Dappertutto, undique orbis 1353 V | meglio. Ma così non fu; l'eccesso del dolore affogai nella 1354 XV | il pensiero son liberi, l'eccezione è regolatrice suprema. Io 1355 XVI | rispondenza col mio ufficio ecclesiastico. Ma la bontà del Signore 1356 XIII | della loro risma; Veneri ecclissate e Adoni distrettuali a cui 1357 V | nella semplice durata di un'ecclissi solare. Solo che un'ora 1358 X | della vostra persona.~ ~- Eccovela, questa carta! - soggiunse 1359 XVIII | cattivarmi la vostra amicizia. Eccovelo dunque, il testimone eloquente 1360 XIII | affezionano alla famiglia, come l'edera si abbarbica al muro. Il 1361 XVIII | infame nel luogo ove era edificata la casa di qualche celebre 1362 V | che l'amor mio ti aveva edificato sulle stelle?~ ~Avevo io 1363 X | che lo paghino a me gli editori, come era giusto che lo 1364 XV | seconda natura nella gente educata e vissuta lunga pezza con 1365 XIV | trita verità, che i grandi effetti spesso derivano dalle piccole 1366 XIX | cosa rimarrà, quale ricordo efficace della nostra generazione 1367 XXI | Agamennone, quando ebbe ad effigiarlo testimone del sacrificio 1368 XIV | amati, come se portassero la effigie dei miei? Spesso mi avvenne 1369 II | che aveva ereditato dall'Egitto natale.~ ~- Quello di non 1370 IV | il germanico, l'assiro, l'egizio, il gallo e il britanno, 1371 | ego 1372 XVI | rispose. Egli non era così egoista da non intendere le angustie 1373 II | quella beata osteria di Sant'Elena, nel vicolo della Casana, 1374 XV | quella specie di affinità elettive che reggono la somiglianza, 1375 IV | mio. Da gran tempo io m'ho eletto il signore di tutta me stessa, 1376 XIV | sprigionarsi della scintilla elettrica, al mutarsi repentino di 1377 III | primavera.~ ~Nei misteri di Eleusi, ove la santa Cerere chiamava 1378 IV | voluttà come quelli delle Eleusine, sibbene spiravano un fuoco 1379 I | faceva un corso alquanto più elevato: si dirozzavano i giovani 1380 XI | dunque rimasto, per mia elezione, depositario del racconto 1381 III | memorie di Caracalla e di Eliogabalo.~ ~Allora, per altro, io 1382 III | una corona di foglie d'elleboro, e una tavoletta con queste 1383 VII | epigrafi, nè alcuno di quelli emblemi che più tardi ebbi a notare 1384 XV | stivali; lodava a cielo l'Enciclopedia e citava spesso il Voltaire; 1385 III | dei più felici passi dell'Eneide.~ ~«O Volumnio, io dicevo, 1386 XVI | quel silenzio maturava una energica deliberazione. Infatti, 1387 Ded | A ENRICO BRUSCO.~ ~ ~ ~Vorrei poter 1388 XIV | andatura alla gradinata, entrando sempre più nel cerchio delle 1389 XIII | quale egli non aveva voluto entrar mai, gli appariva tutto 1390 II | sul sodo, non parve gli entrassero molto. Lo scudo lo aveva 1391 XIV | uscio aperto sul salone, - entrate, signore, e siate il benvenuto. -~ ~ 1392 XX | giaciglio solitario, quando, entrato per l'uscio della cappella, 1393 XIV | saliti due pianerottoli, si entrava, per un corridoio lungo 1394 VIII | nelle parole, di un santo entusiasmo. Mi si strinse al petto 1395 VII | non aveva sarcofaghi, nè epigrafi, nè alcuno di quelli emblemi 1396 XI | potersene fare uno zinzino di epistolario.~ ~Ora torno nel seminato. 1397 XXII | Castellana di Villa Cervia, e l'epiteto di santa lo aveva avuto 1398 | Eppure 1399 II | scale. Questa è legge di equilibrio sociale; laonde, ad un volgo 1400 XXII | tutto il collegio.~ ~Che eragli avvenuto? Lo seppe, o per 1401 | eran 1402 III | anacronismo, noi cinque ci eravam ricambiato un malinconico 1403 VII | femminuccia? Questa donna, per Ercole, è bella come una Venere. 1404 V | sarebbe un supplizio dell'Erebo. -~ ~Ella chinò il capo 1405 XIX | ritratti e passavano all'erede insieme col rispettivo gruzzolo 1406 XI | a cui nasca un principe ereditario, e, nella breve misura delle 1407 II | elegante mollezza, che aveva ereditato dall'Egitto natale.~ ~- 1408 XIII | frase, che a lui sapeva di eresia, il vecchio Giovanni si 1409 XI | conto di un libertino, di un eretico e peggio. Ma io voglio essere 1410 | eri 1411 XX | del grillo, nascosto fra l'eriche della collina.~ ~Questa 1412 III | commoverlo l'acceso volto di Erigone, o lo sguardo scintillante 1413 V | siccome un capo sacro alle Erinni. E certo alcun che di fatale 1414 XIV | non era ardita come un'eroina da romanzo, e non è da credere 1415 V | Smemorato, quasi ebbro, errai molti giorni per la città, 1416 V | la mia anima tornava ad errare inconscia nel buio.~ ~La 1417 III | lesbia, o che le mie dita errassero con sapiente magistero sul 1418 IX | dolere, o Calisto. Tu hai errato; ma il pentimento cancella 1419 XVI | nel parlare smozzicava l'erre e fischiava l'esse, giusta 1420 III | tempi remoti.~ ~A questo errore io mi penso aiutassero molto 1421 V | più crudeli trafitture che esacerbassero mai il petto di un uomo:~ ~- 1422 XV | dunque ragione di fare il suo esame di coscienza, e di mostrarsi 1423 III | parola, come un maestro esaminatore contento del suo discepolo.~ ~- 1424 XVI | lire, e gli era parso di escirne pel rotto della cuffia, 1425 III | dalla prora con la lieta esclamazione di Acate, che è uno dei 1426 III | queste due cose dovessero escludere affatto i sollazzi della 1427 XX | caccia. Domani, per esempio, esco sull'alba, e passo co' miei 1428 VII | egli è molto meglio se escono dei sensi, come fa questa 1429 VII | coorte sfrenata, libera esecutrice di sanguinari comandi.~ ~ 1430 XII | studi, ebbe dal padre gli esempi e la libertà di seguirli.~ ~ 1431 XIX | marchesino non era stato molto esemplare nei suoi diportamenti. Di 1432 XII | a quei tempi perfin nell'esercito, al quale egli era appartenuto, 1433 I | Qualche odierno deputato esercitò là dentro, senza pretensione, 1434 XIV | repentino di tutta quanta una esistenza nelle fiamme di un affetto 1435 XV | più volte quella catena di esistenze che è detta la stirpe?~ ~ 1436 XXI | sentiva di essere chiamata ad espiare con la sua morte.~ ~La poveretta 1437 XV | Quanti misteri ancora da esplorare, e quanti che non verremo 1438 XVI | il dolore fa sì che non esprima neppur giustamente quello 1439 XV | scioltezza di modi, o, per meglio esprimermi, quell'arte del dire e del 1440 | esserci 1441 XXI | vece vi conosco appena per essermi imbattuto qualche volta 1442 | esservi 1443 XIV | Egli rimase confuso, estatico, a guardarla, rattenendo 1444 II | professore di greco, o di poeta estemporaneo in aspettativa. Aveva inoltre 1445 XXI | ripiano, trovarono il Caselli esterrefatto, con lo sguardo fiso, il 1446 XIII | conti di Villa Cervia si estingueva col conte Emanuele, il quale 1447 V | scritto, alla volta dell'estrema Germania, dove la guerra 1448 IX | pupille mandarono un raggio di esultanza celeste. La camera si illuminò 1449 III | capo. Glicera, la bella etèra che io avevo tante volte 1450 III | Terme, o il sorriso delle etère fra le libazioni del simposio. 1451 XV | e don Bernardo durava l'eterna partita di scacchi.~ ~Cotesto 1452 III | decade (una decade era l'eternità per una donna di Corinto), 1453 XXII | di essere, quale il Padre Eterno, quale lo Spirito Santo, 1454 XVII | parecchie delle lingue d'Europa mi sono familiari. Ve lo 1455 II | indovinare la chiave. Mai cigno d'Eurota, o d'altro fiume classico, 1456 XIII | sante castellane del medio evo, le quali si preparavano 1457 III | classiche e statuarie divinità, evocate da un povero pazzo, il quale 1458 | eziandio 1459 X | potevo lasciar correre la faccenda a quel modo, e che, postomi 1460 XI | larghezza di modi nelle faccende di minor conto. Era instancabile 1461 | facciamo 1462 VIII | Soldati! - proseguì allora. - Facciamola finita. Ad aggiustarla poi 1463 IX | guardandoci allibbito, piglia una face e va innanzi. -~ ~Il soldato 1464 | facendola 1465 | facendole 1466 | facendolo 1467 XI | tenebunt; - soggiunsi io, facendomi lecita quella piccola variante 1468 III | soltanto si vive.»~ ~Queste facete esortazioni di Volumnio 1469 I | il trabalzo dal serio al faceto, dal gramo al buono, dallo 1470 | facevamo 1471 VII | Rischiaravano il luogo alcune faci di resina, e al rossastro 1472 XVI | passeggiate pei campi, addio facili ritrovi, addio occasioni 1473 X | ordinata di fatti e tanta facilità di sciorinarli con un certo 1474 XIV | Cosiffatto scempiarsi delle facoltà mentali non è neppur nuovo 1475 XX | giunta ombreggiato dalla falda di un largo cappello tra 1476 XXI | fin da quando erano alle falde dell'erta, la persona di 1477 V | cioncar falso Massico e Falerno inacetito, o a ricambiar 1478 XII | chiesuola erano occupate dai famigli, da alcuni del vicinato 1479 XVII | lingue d'Europa mi sono familiari. Ve lo giuro per l'anima 1480 | fammi 1481 XI | mi diede, insieme con la famosa sentenza inflitta a tutti 1482 XII | prerogative, per quelle famose idee che gli venivano ad 1483 I | gli ingredienti del suo famoso sonetto:~ ~/* Orinali, zaffiri 1484 XIV | lei, e (non vi sembri una fanciullaggine) perfino le nappe di una 1485 XII | manifestando quasi una gioia fanciullesca, afferrò le mani del parroco 1486 XV | tutto confuso, come un fanciullo colto in flagranti di qualche 1487 XI | tanta erudizione le sue fantasticherie.~ ~- Oh, don Luigi! don 1488 XIV | tutti quei loro ghirigori fantastici, se la fanciulla, che si 1489 XII | vivace e piuttosto traente al fantastico; mirabilmente acconcio ad 1490 | farai 1491 | faranno 1492 | farci 1493 | Faremo 1494 | farli 1495 XIII | portamento, furono tali da farnela meritevole. Ella era ogni 1496 XII | libertà di seguirli.~ ~Per farvela breve, questa cuccagna durò 1497 III | in groppa e, cedendo al fascino del racconto, seguirlo nella 1498 XII | aveva dato alle fiamme un fascio di lettere, che era come 1499 XX | che tanto. È uno dei molti fastidi della vita, e piacesse al 1500 II | ore meridiane sono le più fastidiose del mondo, e che si potrebbe 1501 XII | perdevano i frutti della fastosa liberalità del Caselli, 1502 III | mondo alla potenza di quei fastosi cittadini che passavano 1503 XIV | stava dinanzi agli occhi, fata gentile, che risvegliava 1504 V | Erinni. E certo alcun che di fatale ebbe ad esservi nel richiamo 1505 IV | percosso d'ogni parte dai fati, io andavo perdendo anche 1506 XX | termine e lo scopo della sua faticosa passeggiata notturna. Il 1507 XXII | Carlomagno. E Dio sa che faticoso lavoro si facesse in quell' 1508 XI | Ma che volete? C'è un fato anche per i racconti non 1509 XVIII | corso al suo invito, e, fattomi sedere, mi raccontò tutto: 1510 XIX | uomo di apparenza sospetta. Fattosi una notte a caso presso 1511 II | Ho qui un notturno di mia fattura, e se vogliono udirlo....~ ~- 1512 XV(2)| Nell'originale "faveva" [Nota per l'edizione elettronica 1513 XVII | non si riprometteva una favorevole risposta; ma, dopo aver 1514 XIII | da Giovanni, il vecchio e fedel servitore del Villa Cervia, 1515 V | liberi i servi, e al più fedele donai, insieme alla libertà, 1516 XIII | imperocchè egli era uno di quei fedeli servitori, i quali si affezionano 1517 XIX | riproduce con quella materiale fedeltà, che io direi piuttosto 1518 XV | stropicciava le mani, come Federico di Prussia dopo la battaglia 1519 II | dette. Un cappello alto di feltro, sebbene pieno di ammaccature 1520 VI | adito al sotterraneo. Quella femmina è venduta a me; io stesso 1521 XII | riteneva molto di lei, e più femminea che virile poteva ben dirsi 1522 VI | liberi, schiavi, gladiatori, femminette della plebe, sono gente 1523 VII | scherzevole. - Sei dunque una femminuccia? Questa donna, per Ercole, 1524 VIII | senza posa, respingendo e ferendo, ma conscio della imminente 1525 VIII | Che mi sarebbe giovato ferire tre, quattro o sei di costoro, 1526 VII | avessi voluto, dicendomi: «ferisci, carnefice, e che Iddio 1527 IX | pallido pallido il volto; la ferita le tingeva di una larga 1528 XI | mezzo, la saracinesca e le feritoie per comodo dei balestrieri; 1529 V | il primo e più accanito feritore della centuria. Chi mai 1530 VI | indietro. Però risposi con voce ferma e con piglio tranquillo:~ ~- 1531 II | pel ciuffo l'occasione di fermarci, stavamo a pensare che diamine 1532 VI | molte voci. Allora feci fermare i miei uomini, per dividerli 1533 XII | certo negozio, e non posso fermarmi. Sarà per un'altra volta. 1534 XVIII | storia del suo amore si fosse fermata a quel punto! Così fosse 1535 XV | filosofo chiacchierino di Ferney.~ ~Cecilia, intanto, da 1536 XIX | aveva ucciso padre e madre, ferocissimo uomo, come potete argomentare.~ ~ 1537 II | legni di posta, nè le strade ferrate. Cionondimeno, a guardarlo 1538 IX | più schietta mai, nè più fervida io penso che ne salisse 1539 IV | non rispose parola; poi, fervidamente pregata, e alzando, giusta 1540 II | rivestito di assicelle di pino, fesse in molte parti, e tutte 1541 XII | castello, il magnifico castello feudale, era tornato in mano dei 1542 XI | su certi altri privilegi feudali, e il maresciallo era giudice 1543 XI | Carretto che ne erano i feudatari, con case merlate e portici 1544 XVIII | febbre e in uno stato di fiacchezza che il medico battezzò non 1545 XIII | Una pellegrina di pizzo di Fiandra, portata con disinvoltura, 1546 IX | morire sulle guance.~ ~Non fiatai nè a Manete, nè ad altri, 1547 XX | Giovanni non si muoveva, non fiatava nemmeno, pari ad una di 1548 II | gridavano, con quanto fiato s'avevano in corpo, certi 1549 XIII | signorino. Giovanni non fiatò, ma con certe occhiate pietose 1550 VIII | profonda mi corse per tutte le fibre. Che cos'era la mia povera 1551 XI | maresciallo trovava il modo di ficcar dentro Tolomeo, e la Tavola 1552 XII | alcuno, nè per contro di ficcarmi in luoghi dove io non sia 1553 II | monelli che gli si eran ficcati d'attorno, ai primi posti.~ ~ 1554 X | aver preparata la chiusa, fidandosi alla ispirazione che verrà 1555 XVII | marchese di Cardiana come suo fidanzato.~ ~- Come, signor conte? - 1556 VII | Io sono Trebazio, il fido servitore di Almaco, il 1557 XVII | vi dichiari degno della fiducia che avevo riposta in voi. 1558 II | Sento un soave odor di fieno fresco - mormorò Battista. - 1559 II | inimico, con tutta la balda fierezza delle loro ricordanze.~ ~ 1560 XV | conte, a cui ministrava con figliale sollecitudine le bevande 1561 XXII | chi vi ascolta.~ ~- Eh, figliuol mio, - rispose con molto 1562 II | gli restò sospeso in tenui fili tra le dita e la scatola; 1563 XIV | sarà passato per questa filiera. Egli vi ha, sul cominciare 1564 XIV | e distratto quanto dieci filosofi.~ ~Salì, sempre a quel modo, 1565 I | d'arte, di politica, di filosofia e d'altro che si potesse 1566 XV | levriero! Non era un concetto filosofico quello? Io credo di sì. 1567 III | bionda tra le compaesane di Fingal.~ ~Ma tutti i più bei discorsi 1568 II | più lagrime che bocconi. Finì tuttavia col pigliare un 1569 VIII | chiunque ardirà accostarsi, finirà per le mie mani come questo 1570 XVIII | quella vece deliberato di finirlo, scrivendo la storia dolorosa 1571 III | ascoltarlo, e che volete? finirono anch'essi con salirgli in 1572 XIV | sempre l'altro con sè, e finisce col metterlo a regnare in 1573 XIII | superbiona, una stolida»; ma finiscono sempre con allontanarsi, 1574 XIII | una gorgieretta di tela finissima, con le maniche strette 1575 VI | scorgere il lume, la muratura finiva e l'andito si allargava 1576 XXI | Ricordo lo scultore greco che finse un velo sul capo di Agamennone, 1577 IX | lievamente il capo, con fioca voce disse il mio nome.~ ~- 1578 XIII | e che parlava di lei a fior di labbra, con un mucchio 1579 XV | linguaggio degli occhi, ai fiorellini colti sui ciglioni dei sentieruoli, 1580 XIX | gentildonne incipriate con un fiorellino tra le dita; professori 1581 XV | aperto, tra il rigoglioso fiorir di ogni cosa, dove il sole, 1582 XV | matrimonio fosse lì lì per fiorire, e chi dava del pazzo al 1583 II | e gli altri malanni del firmamento appiccicano, in cambio della 1584 XVI | parlare smozzicava l'erre e fischiava l'esse, giusta il costume 1585 VI | aspettazione. Gli orecchi mi fischiavano, il pavimento mi traballava 1586 XX | muro, sulla quale teneva fisi gli occhi lo sconosciuto, 1587 XIX | ma non è più la medesima fisonomia.~ ~La grand'arte dei valenti 1588 IX | sorriso di malinconia, e fissando su me i languidi occhi. - 1589 XVII | medesimo posto, con gli occhi fissi a terra, le braccia prosciolte 1590 VI | Almaco, guardandomi sempre fisso negli occhi.~ ~- Almaco, - 1591 XVIII | sul mezzogiorno, il suo fittaiuolo Gerolamo venne a cercarmi 1592 XXII | sventurati, i quali si son fitti in capo di essere, quale 1593 III | veltri, perchè egli tra il fitto delle piante aveva potuto 1594 II | cigno d'Eurota, o d'altro fiume classico, cantò più sgraziatamente 1595 VI | pensavo di essere dannato al flagello o ad altra pena più grave. 1596 XV | come un fanciullo colto in flagranti di qualche sua scappatella. 1597 III | con vento propizio alla foce del Tevere.~ ~L'animo mio 1598 XIII | alle braccia, giusta la foggia di quel tempo, e i polsini 1599 XII | gambe smilze, sovra alcuni fogli di carta rigata. Voi già 1600 III | cartoline spagnuole intorno alla foglia sminuzzata del latakiè, 1601 XVI | in quella che posava il foglio sul parapetto. - Ed anzitutto 1602 XXI | d'albero percosso dalla folgore.~ ~Appena ebbe ricuperato 1603 VI | stropicciò parecchie volte la foltissima barba, mulinando tra sè 1604 VI | una fede che scuote dalle fondamenta il grande edifizio romano, 1605 XIV | cose per via d'induzioni, fondate su quella poca esperienza 1606 XXI | disteso a terra, con la tempia forata.~ ~Pallida, scarmigliata, 1607 XIX | figlia, il marito per la formalità delle costumanze domestiche. 1608 XIV | neppure che avesse potuto formarsi un concetto del sentimento 1609 I | chicchere di caffè in un vassoio formavano il centro alla più splendida 1610 X | a vicenda, chiarivano la formazione di un medesimo pensiero 1611 VII | dei loro, e in breve si formò un largo cerchio di spettatori, 1612 III | desiderare una maggiore fortezza nel governo della cosa pubblica, 1613 II | diventassero più frequenti e più forti.~ ~Vi fu allora un momento 1614 XIX | passavano per mille vicende fortunose, ma restavano.~ ~Oggi, che 1615 I | come avrebbe detto Ugo Foscolo. Giornalisti della città, 1616 X | messo fuori il suo raggio fosforescente. Egli ci seguitava come 1617 X | sentir qualche cosa; non foss'altro, il sapore del vino, 1618 | foste 1619 II | bicchieri e tanto meditato sulla fragilità dei troni della terra, in 1620 XIII | avvisare, se avessi creduto che francasse la spesa!...~ ~- Che dice 1621 VI | credi tu veramente che francherebbe la spesa di turbare i loro 1622 XII | scapestrate invenzioni di Francia, infiltratesi a quei tempi 1623 XI | Luigi, se salto di palo in frasca. Voi avete parlato di Dego.~ ~- 1624 XX | parve di sentir muovere le frasche e quel noto strepito di 1625 XIV | fuscellino. Sono nonnulla, frasi monche, brandelli di pensiero, 1626 IV | dell'anima. Intrinseco del fratel suo e tenuto in gran conto 1627 IV | amava gli uomini se non come fratelli, e l'essere meco, il conversar 1628 IX | fu per me solamente un fratello. Ed io fui felice con lui, 1629 XXI | mano.~ ~Guardatevi dalla freccia del Parto fuggente! dicevano 1630 VII | imperocchè era ignuda affatto di fregi, non aveva sarcofaghi, nè 1631 VIII | guaine.~ ~E qui, sebbene io frema tutto quanto al rammentarlo, 1632 XIV | andò verso l'organo che fremeva tutto di sonore armonie, 1633 VIII | All'atto improvviso, un fremito di orrore era corso nella 1634 IV | perfine più non sapessi frenarmi, e la supplicai pietosamente 1635 XIV | seguì per tutti quei giri frettolosi che ella faceva.~ ~Non pensate 1636 XVII | vedremo mai più. -~ ~E fuggì frettoloso, perchè la piena del dolore 1637 I | zaffiri ed ova sode Nominativi fritti e mappamondi, */ tanta era 1638 XX | che un lieve stormir di fronde allo spirar della brezza 1639 XII | ombreggiato da grossi e frondosi castagni, egli s'imbattè 1640 II | buono, il dispregio dei fronzoli e del princisbecco nelle 1641 II | con grandi inchini, una frotta di monelli che gli si eran 1642 XII | e gli amici piovevano a frotte; anzi può dirsi che arrivassero 1643 XV | neppur alzar la testa, il fruscìo della sua veste che sfiorava 1644 XII | abbia ancor detto, poteva fruttargli un duemila lire all'anno. 1645 XI | senza incespicare, mi aveva fruttato l'amicizia del parroco, 1646 XII | cacciatori, i quali perdevano i frutti della fastosa liberalità 1647 III | nell'anno 146 innanzi la fruttifera incarnazione, e che il console 1648 XX | sua aspettazione non ebbe frutto, e ben se ne avvide, al 1649 V | sprazzi di luce, brevi e fugaci come i lampi in un cielo 1650 XXI | dalla freccia del Parto fuggente! dicevano gli antichi. L' 1651 VI | numero di clienti, e potrà fuggirti di mano, esser graziato 1652 VII | una donna, che non era fuggita insieme con le altre, mi 1653 V | di avventarmi su lui, mi fulminò di uno sguardo....~ ~La 1654 I | in tresetti, in goffo e fumare con la pipa di gesso.~ ~ 1655 XV | de' loro antenati.~ ~Tra i fumi della vittoria egli non 1656 VIII | avrei salvata dalla infamia fuorchè uccidendola; e che con la 1657 I | Venezia, maestri di musica, fuorusciti di Palermo e di Napoli, 1658 VII | a Valeriano, raddoppiavo furente i miei colpi. E appunto 1659 XIX | comandava allora un certo furfante detto il Bruno, che aveva 1660 XXI | accompagnavano saltarono furibondi su Calisto. Giovanni, tuttavia, 1661 XIV | anco a volerle cercare col fuscellino. Sono nonnulla, frasi monche, 1662 III | statue di svariati metalli si fusero per modo, che ne venne fuori 1663 XVIII | in persona, a salutare la futura sua nuora e accompagnarla 1664 XIX | Passeremo come tante ombre; i futuri si ricorderanno dei nostri 1665 XX | suonati, era uomo di tempra gagliarda e d'animo prode, come quegli 1666 VIII | strinse, ed io con opere gagliarde incominciai a difendere 1667 XXI | la necessità di operare gagliardo. Accolse Cecilia e la strinse 1668 XIII | e, senza trascorrere al gaio, le sue melodie furono mirabilmente, 1669 II | prometto io che do un calcio al galateo e mi metto qui sul divano 1670 VII | lei più che tanto. Queste galilee sono tutte di una risma: 1671 IV | l'assiro, l'egizio, il gallo e il britanno, si confondevano 1672 II | vogliamo udirlo! - gridarono a gara molte voci nella folla.~ ~- 1673 II | s'avevano in corpo, certi garzoncelli in maniche di camicia, mentre 1674 V | riconosciuto Calisto, il profumato garzone di Corinto, l'amante della 1675 VII | rantolo dei moribondi, nè il gavazzar dei compagni.~ ~Il primo 1676 XV | leggeva da capo a fondo la Gazzetta Piemontese.~ ~Cecilia, anch' 1677 VII | dinanzi ai miei occhi mi gelò le parole sulle labbra. 1678 XIV | Villa Cervia, non sono punto gelosa di questo culto alla memoria 1679 XI | Don Luigi era molto geloso della sua fama di antiquario 1680 II | buon gusto, come sono in generale tutti i cagnolini da salotto, 1681 XIV | delicate le migliaia dei genietti armonici, nascosti nelle 1682 XVI | mirabilia. Se non ti va a genio, scrivimi liberamente; egli 1683 XIX | stivaloni di marocchino giallo; gentildonne incipriate con un fiorellino 1684 XIV | dinanzi agli occhi, fata gentile, che risvegliava col magistero 1685 XIV | diventata esempio di bontà e di gentilezza. Io, l'ultima donna dei 1686 XIII | tu lo assicuri con le tue gentili parole.~ ~- Ben detto! - 1687 IV | per tutto. Il greco, il germanico, l'assiro, l'egizio, il 1688 X | raccapezzato nulla in quel suo geroglifico, mezzo storico e mezzo romanzesco.~ ~ 1689 XVIII | mezzogiorno, il suo fittaiuolo Gerolamo venne a cercarmi nel paesello, 1690 I | e fumare con la pipa di gesso.~ ~La quarta università 1691 VII | occhi di bragia, fece per gettarsi nelle mie braccia; ma si 1692 XXI | nemico di suo marito, gli si gettò nelle braccia, chiedendo 1693 XI | poveri parroci. Io proponevo, ghignando, a don Luigi, di andarsene 1694 VII | così? - mi disse egli, con ghigno feroce. - La è finita a 1695 XIV | parare con tutti quei loro ghirigori fantastici, se la fanciulla, 1696 IX | duol tanto del fiore che giace avvizzito sotto la striscia 1697 IX | provvedimenti, mi volsi alla giacente, e, trovata una guastada 1698 XX | che lo accompagnò fino al giaciglio solitario, quando, entrato 1699 XV | più a' versi, dopo che un giardiniere mi ha detto, la rugiada 1700 XV | pioggia avesse guastato il giardino della contessina, e che 1701 XI | Calisto mi diventasse un gigante. Egli non mi pareva più 1702 III | sproni nei fianchi di un gigantesco anacronismo, noi cinque 1703 XV | i quali sono figli del ginevrino, anzi che del filosofo chiacchierino 1704 III | soltanto si allegravano di giocondi sacrifizii all'ara di Guido; 1705 IX | stolidamente, quando abbiano il giogo sul collo e ingombri loro 1706 V | cammino, nei tripudii e nelle gioie bestiali del campo, giunsi 1707 I | avrebbe detto Ugo Foscolo. Giornalisti della città, letterati in 1708 XX | stanzuccia passava le intere giornate, consacrando le notti alle 1709 VIII | arti non gli furono di gran giovamento, perchè il furore m'aveva 1710 VI | feci innanzi dal mezzo, giovandomi di tutte le ombre dei pilastri, 1711 XIII | dette con aria di candore giovanile e accompagnate da una carezza, 1712 XVII | e a tutte le sue memorie giovanili; quindi si avviò per le 1713 XVI | suoi occhi quanto poco giovassero presso l'amata fanciulla 1714 VIII | seguito. Che mi sarebbe giovato ferire tre, quattro o sei 1715 III | anno il fiore della greca gioventù alle sue orgie solenni, 1716 III | negli anni della beata giovinezza, una bianca clamide, con 1717 XIII | signore del vicinato, e certi giovinotti attillati della loro risma; 1718 II | mestiere? - dimandò Tito, giovinotto dagli occhi vivaci, dalla 1719 XIX | era per anche coricato, e girandolava nel cortile. Il marchese 1720 XI | quel caso malinconico mi girano confusi per il capo; nè 1721 XXII | tardi che si era dato a girare il mondo con un certo suo 1722 XIV | cominciò forse allora a girarle per il capo?~ ~Chi lo sa? 1723 II | tingere d'inchiostro, mi giravano per la testa nel contemplare 1724 VIII | custodisse alle spalle; però mi giravo e rigiravo senza posa, respingendo 1725 XIV | la seguì per tutti quei giri frettolosi che ella faceva.~ ~ 1726 VIII | balzato indietro d'un salto, girò gli occhi tutt'intorno a 1727 XX | affacciasse al davanzale, per gittarle un fiore o bisbigliarle 1728 XXI | un moto istintivo, andò a gittarsi nelle braccia di Calisto, 1729 XX | interrompendo i raggi della luna, gittavano una grand'ombra su quella 1730 II | malamente rattoppate. Il giubbone doveva essere stato di panno 1731 XV | del suo nobile mandato, e giubilava, angelo di pace, tra i due 1732 II | rabbuffati come la tempesta, e, a giudicarne così alla grossa dalle rughe 1733 XVIII | dagli altri, sempre mal giudicato da tutti. No, don Luigi, 1734 XVIII | studiare per bene, e i miei giudizi, comunque vi paiano, sono 1735 XII | a fine.~ ~Questo era il giudizio che di lui facevano i suoi 1736 XII | mese passato. Eravamo nel giugno del 1831, quasi trent'anni 1737 V | intromissione di un corpo opaco, non giungano alla terra, impallidisce 1738 XVII | del cielo! - gridò egli, giungendo le palme, - come ha visto 1739 XV | inverno era un guaio; ma al giunger dell'inverno il conte Emanuele 1740 XI | a sera, e, in cambio di giuocare a tarocchi, vi racconterò 1741 XI | godevo come un principe, e giuocavo tutti i giorni a tarocchi 1742 XV | già capacitato di tutte le giuste ragioni della vostra ritrosia. 1743 XVII | rispose egli. - Trovo giustissimo il vostro proposito. Dopo 1744 X | me gli editori, come era giusto che lo pagassimo a voi. -~ ~ ~ 1745 | gl' 1746 VI | cittadini, sono liberi, schiavi, gladiatori, femminette della plebe, 1747 XII | Poteva ben dirglielo!~ ~- E gliel'ho detto, non dubiti; ma 1748 | Gliela 1749 V | Immaginate voi questo globo abbandonato dall'astro luminoso 1750 XVIII | creatura, di cui esso è la glorificazione quotidiana, non mi ha fatto 1751 XVII | questo calice fino all'ultima goccia.~ ~- Orbene; non vi dolga 1752 XXI | fosse; ma il sangue, che le gocciava dal seno poco sotto la clavicola, 1753 XIV | lascia pensar l'anima, e godere, e dolersi a sua posta. 1754 XII | miglia dal Castagneto, e godersela meglio dove i monti erano 1755 XIII | gamba malata; tanto gli godeva l'animo di far cosa grata ( 1756 XI | vi stia a dir qui. Me la godevo come un principe, e giuocavo 1757 XII | suonarne qualcheduna, e godo di andar debitore a lei 1758 I | carolina, in tresetti, in goffo e fumare con la pipa di 1759 III | un raggio obliquo il bel golfo di Crissa, il mio pensiero 1760 II | aiuto di «la mi scusi» e di gomitate, fino a tanto che ci mettemmo 1761 III | sulle guance; io stavo coi gomiti appuntellati sulla tovaglia 1762 XVIII | di cibo con me, col cuore gonfio di amarezza, ma tranquillo 1763 XI | incominciò il suo racconto.~ ~Io gongolavo dalla gioia. Tornare a Genova, 1764 XIII | collo, donde usciva una gorgieretta di tela finissima, con le 1765 VI | ferro nella strozza, che gorgogliò, ma senza forza, quelle 1766 XI | resto assai volentieri sul gotto, ragionando di archeologia, 1767 X | nasce cosa, e il tempo la governa.~ ~- Amen! - risposero tutti 1768 III | nostri, l'intendente, o governatore, ed il sindaco. -~ ~Al compare 1769 III | una maggiore fortezza nel governo della cosa pubblica, consolavano 1770 XII | conservata una parte così gradevole nei ricordi della povera 1771 XV | naturale innamorarsi per gradi. Qui, all'aperto, tra il 1772 XVII | muro, per non cadere sui gradini.~ ~- Ricordatevi di me, 1773 XII | sua presenza sarà molto gradita. Egli, se non ho male inteso, 1774 XII | musica è un passatempo così gradito! Io cionondimeno la ringrazio, 1775 VI | se non ho tuttavia alcun grado nella milizia?~ ~- Greco! - 1776 VII | piangono, si disperano, graffiano; ma lagrime ed unghie di 1777 II | gli mandava addosso una gragnuola di bucce e torsi di cavolo; 1778 XI | familiarmente della vita grama e senza speranza dei poveri 1779 XIX | semplice tocco di pennello. I grami, i dozzinali, non badano 1780 XII | moglie, per rompere la noia grandissima, teneva corte bandita, e 1781 VI | in quella vece un segno grandissimo della tua benevolenza. Laonde 1782 XV | lui, ne avrebbe fatto le grasse risa, come di una stramba 1783 XIV | contingenze essi riescono più grati che una ottava dell'Ariosto, 1784 XIII | mentre pur gliene serbo gratitudine, non posso altrimenti accettarlo, 1785 XI | Caselli! - ripetè don Luigi, grattandosi la cuticagna. - Aspettate; 1786 XIX | dozzinali, non badano a questi gravissimi nonnulla, e vi fanno un 1787 VI | fuggirti di mano, esser graziato dall'imperatore. Ora cotesto 1788 XII | angeliche virtù come era graziosa della persona.~ ~Il signor 1789 III | ogni anno il fiore della greca gioventù alle sue orgie 1790 XI | Gran Corso, per tornare nel grembo della fede, vo' dire alla 1791 XV | passeggio su per questi greppi, e si torna all'imbrunire 1792 VI | Fece per aprir la bocca e gridare; ma Trebazio fu più sollecito 1793 II | E la gente a ridere e gridargli: - Suoni, maestro, suoni 1794 VIII | Indietro! - tuonai, più che non gridassi, una seconda volta; ma fu 1795 VIII | indietro.~ ~- Non ferite! - gridava egli. - Non ferite! potreste 1796 II | maestro! largo al Rossini! - gridavano, con quanto fiato s'avevano 1797 XXI | neppure avesse montato il grilletto della pistola, e l'improvvisa 1798 XI | non sapeva perdonare certi grilli liberaleschi, egli non mi 1799 XX | e il monotono canto del grillo, nascosto fra l'eriche della 1800 XIX | senza guardar nulla, una grinza leggera e quasi invisibile, 1801 VIII | morto spenzolava sul petto, grondando sangue d'ogni lato. Più 1802 XXI | Il braccio e il petto gli grondavano sangue per i colpi toccati 1803 III | anch'essi con salirgli in groppa e, cedendo al fascino del 1804 XV | malinconiche, le quali facevano groppo intorno al cuore.~ ~La contessina 1805 II | componendo le labbra ad un grottesco sorriso, fe' scorrere quelle 1806 IX | la piaga, sciogliendo i grumi del sangue che stava rappreso 1807 XXI | tanto. E che cosa ne avete guadagnato, dalla vostra dappocaggine? 1808 VIII | ferri che uscivano dalle guaine.~ ~E qui, sebbene io frema 1809 II | sterminato d'inverni, tanto erano gualcite e in più luoghi malamente 1810 II | il medio appuntati sulla guancia; Fabrizio depose la matita 1811 XIX | quassù, da quel lato ove guarda appunto una certa camera 1812 IX | all'aperto i prigioni.~ ~Guardai allora la misera trafitta. 1813 XVII | Orbene? - rispose Cecilia, guardandolo con ansietà.~ ~- Tutto è 1814 X | cinque rimanemmo duri duri a guardarci, e la conclusione delle 1815 IX | ardivano levare il capo a guardarmi. Ma li guardavo ben io, 1816 II | intorno a vedere la scena, si guardarono un tratto fra loro; poi 1817 XX | quale stettero ambidue a guardarsi, combattuti dallo sdegno 1818 XIV | bella gentildonna che sembra guardarvi in qualunque parte del salone 1819 XV | anzi lei in persona, che lo guardasse, con quegli occhi malinconici.~ ~- 1820 XX | finestra così attentamente guardata dallo sconosciuto si aprisse. 1821 VIII | paragone.~ ~- A voi, soldati! guardatelo, contemplatelo a vostro 1822 XXI | sfuggiva loro di mano.~ ~Guardatevi dalla freccia del Parto 1823 XXI | che non avrebbe più mai guardato in volto, anche amandolo 1824 IX | capo a guardarmi. Ma li guardavo ben io, stando innanzi a 1825 VII | che potesse mettersi in guardia, tempestandolo di colpi. 1826 IX | giacente, e, trovata una guastada piena d'acqua, mi posi a 1827 XV | nulla, se la pioggia avesse guastato il giardino della contessina, 1828 II | un tempo e delicate, ma guaste oramai dalla fatica e dal 1829 VI | egli mi stava curiosamente guatando e sorrideva.~ ~Sorrideva? 1830 I | argomentare che ce ne fosse uno guercio); una biblioteca; un portiere 1831 VII | descrivere.~ ~I miei occhi, guidati dallo spirito della vendetta, 1832 XV | al castello, e certamente guidato dai più retti intendimenti 1833 III | giocondi sacrifizii all'ara di Guido; ma il mio cuore dormiva; 1834 XII | all'aperto, e si vedeva guizzare, or di qua, or di là, pei 1835 IV | presso a mancare, dà l'ultimo guizzo. Narrai a Cecilia del mio 1836 I | ogni giorno, rari nantes in gurgite vasto, gli studenti che 1837 XIV | quale aveva in giovine età gustate tutte le dolcezze della 1838 XIX | selvaggina confacente ai suoi gusti svariati.~ ~Di questo modo 1839 II | e un cagnolino di buon gusto, come sono in generale tutti 1840 | han 1841 IV | ad una sacerdotessa di Herta, la invisibile ed ignota 1842 | iam 1843 | idem 1844 XVI | ignota persona in un queto idillio campestre, senz'altra ragione 1845 XIII | immagino che, se non è venuto ier l'altro, egli è proprio 1846 XVIII | un ricordo di me. Anche iersera, dopo averne sfogliate alcune 1847 XV | regina di Cartagine: Non ignara mali, miseris succurrere 1848 I | caffè; e cotesto perchè ignora certamente, e perchè io 1849 XIII | sulla contessina Cecilia, ed ignorava perfino che la ci fosse: 1850 V | come avviene di pericoli ignoti che ci minacciano in sogno. 1851 III | aveva potuto ammirare le ignude bellezze della dea. -~ ~ 1852 | III 1853 IV | dell'atrio domestico, essi illanguidivano, assorti in una contemplazione 1854 XXII | logico, o, se vi piace, illogico della sua mesta allucinazione.~ ~ 1855 III | guardando il sole morente, che illuminava ancora di un raggio obliquo 1856 XXI | che i primi raggi del sole illuminavano sul ripiano della Scogliera.~ ~- 1857 IX | esultanza celeste. La camera si illuminò tutta quanta. Io sentii 1858 III | condusse alle case dei Cecilii, illustre famiglia, che non la cedeva 1859 XIX | pensiero. Anche lei (scusi, illustrissimo) si dà questo fastidio?...~ ~- 1860 XVII | povero vecchio, con gli occhi imbambolati. - Se c'è cuor nobile al 1861 II | il cuoco repubblicano c'imbandiva costolette di tiranni.~ ~ 1862 III | Volumnio, sulla quale io mi ero imbarcato, giungeva con vento propizio 1863 XII | frondosi castagni, egli s'imbattè in Calisto, che passeggiava 1864 XXI | conosco appena per essermi imbattuto qualche volta nelle vostre 1865 XI | la promessa in corpo, e imbattutomi per via col maresciallo, 1866 VIII | pallore di morte che gli imbiancava le guance e la fronte, e 1867 XV | questi greppi, e si torna all'imbrunire in casa, dove mia figlia 1868 XIV | generoso, anima forte ed immacolata, ella non istava a sofisticare 1869 XIII | bastione.... Insomma, la non si immagina mai più come si sentisse 1870 XX | tremò tutto quanto, sebbene immaginasse che quello era il Cardiana, 1871 XII | minuta non avrebbe mai più immaginato che quella famiglia, argomento 1872 XIII | salute, imperocchè io m'immagino che, se non è venuto ier 1873 VIII | davano addietro, colti da immane stupore. E vidi allora Trebazio; 1874 X | ci eravamo per così dire immedesimati con lui, come egli coi tempi 1875 XXI | per ambedue. Sgomentati, immemori delle loro ferite, si tolsero 1876 VIII | ferendo, ma conscio della imminente sconfitta. Ancora un istante, 1877 VII | delle femmine di questi immondi galilei. Ora, se egli la 1878 IX | una mano sul cuore. Dio immortale! il gelo della morte non 1879 VIII | donna sbigottita, la quale t'impaccia le mani. Che te ne pare?... -~ ~ 1880 VIII | intorno a lui; soffocatelo, impacciategli le mosse; lo uccideremo 1881 II | muovere i loro battaglioni; impacciavano la strada agli squadroni 1882 VI | soggiunse egli, - e t'impadronirai di tutta quella marmaglia. 1883 III | e che il console Mummio, impadronitosi di Corinto, le appiccò il 1884 I | museo con molti animali impagliati; molte panche nelle sale, 1885 V | non giungano alla terra, impallidisce ogni cosa creata, il vento 1886 I | capestrerie.~ ~Quante cose si impararono colà, che i libri non avrebbero 1887 XV | nuova al dolore, e ci ho imparato a compatire altrui. E come 1888 III | pareva. Alessandro Severo imperava con temperanza e saviezza, 1889 VII | tonaca bianca, il quale, solo imperterrito, stava con le mani alzate 1890 II | tre ci risero con molta impertinenza sul muso, diedero una volta 1891 XIV | chiedesse egli pane, o implorasse una proroga a pagar la pigione 1892 XV | creatura affettuosa che implorava le sue carezze e le lambiva 1893 XX | quella finestra, ostinato, importuno, come eravate a Parigi. 1894 XV | spirito fiacco, nè di vanitoso impossente; sibbene apparivano un tributo 1895 VI | ambiziosi delusi, da astuti impossenti. - Ecco, - seguitò a dire 1896 XI | papato con la libertà.~ ~- Impossibile! - mi rispose don Luigi, 1897 II | cenerognola che suol darsi alle imposte e agli scurini delle finestre. 1898 XV | fiacco, o afferma la sua impotenza a vincere l'avversa fortuna; 1899 XIX | aveva molto a temere dalle imprese di que' galantuomini. Alteramente 1900 XVII | la mano, la strinse e vi impresse un bacio, il primo bacio 1901 XII | teatro, ma gravi armonie, improntate di uno schietto sentimento 1902 IX | chi egli sia? I cristiani, improvvidamente si lasciarono sfuggire il 1903 V | uscito dalle labbra con improvvide parole? Cecilia volse il 1904 XII | venduti a prezzi rotti.~ ~L'improvvido spenditore non ne cavò, 1905 X | Feci allora come que' tali improvvisatori, che incominciano un sonetto 1906 VII | quanti pensieri mi assalsero improvvisi in quel punto. La mia vendetta 1907 VIII | per metterle sopra le mani impudiche, e menando attorno la spada, 1908 XXI | di spavento, e la pistola impugnata dall'altra. Dieci passi 1909 XII | faccia, perchè io potrei impuntarmi e non proseguirvi più questo 1910 XIV | vivono ancora, pur troppo inacerbite, tutte le mie dolci ricordanze. 1911 V | falso Massico e Falerno inacetito, o a ricambiar carezze a 1912 VIII | dalle sue labbra quella inaspettata parola. Cecilia sorrideva; 1913 XVII | gentiluomo, a quelle parole inaspettate; e guardò in viso il giovane 1914 XVI | risponderete, se ve ne parlerà? - incalzò il giovine, col piglio di 1915 XII | chi se ne va a diporto, s'incamminò alla volta del Castagneto.~ ~ 1916 XI | depositario del racconto e incaricato di darne la conclusione. 1917 III | 146 innanzi la fruttifera incarnazione, e che il console Mummio, 1918 III | Sappiamo altresì che in questo incendio le molte statue di svariati 1919 X | guance, in segno di grande incertezza. - Ce ne andremo così senza 1920 XV | rimase lì, tra confuso ed incerto, inchinando il capo, e senza 1921 XI | credo da cima a fondo senza incespicare, mi aveva fruttato l'amicizia 1922 II | che vanno attorno per fare incetta di nastri e di occhiate.~ ~- 1923 XV | tra confuso ed incerto, inchinando il capo, e senza risponder 1924 V | che portavano la lettiga, inchinava il capo verso Cecilia, ed 1925 II | salutando dapprima, con grandi inchini, una frotta di monelli che 1926 II | degli astanti, facendo un inchino.~ ~- Canta come un uscio 1927 II | penna a farsi tingere d'inchiostro, mi giravano per la testa 1928 XIX | marocchino giallo; gentildonne incipriate con un fiorellino tra le 1929 XII | della dimora aveva tradito l'incognito del giovine. Il Castagneto 1930 XX | allorchè sotto i loro occhi incomincia una lotta.~ ~- Che fate 1931 VIII | ed io con opere gagliarde incominciai a difendere la donna amata; 1932 XII | Allora le canne dell'organo incominciarono a mandar fuori i suoni che 1933 XIV | e come se la messa fosse incominciata, ed egli medesimo già fosse 1934 II | agli altri bastò che avesse incominciato a suonare, perchè i fischi 1935 II | nostri sorrisi amichevoli incominciavano a squagliare il ghiaccio 1936 XI | io il sigaro, e don Luigi incominciò il suo racconto.~ ~Io gongolavo 1937 III | bestie feroci e le sue donne incomparabili, e queste io provai feroci 1938 II | balzare suoni discordi e incomposti, ch'egli accompagnava col 1939 V | anima tornava ad errare inconscia nel buio.~ ~La Parca mi 1940 XVI(3)| Nell'originale "incontamente" [Nota per l'edizione elettronica 1941 XVI | subitaneo sgomento andarono incontanente3 a cercare quelli di Calisto. 1942 XX | sentieruolo, per cui s'andava ad incontrarlo in un tal punto, dove il 1943 XII | senza che l'arciprete lo incontrasse nelle vie del paesello. 1944 III | che io avevo tante volte incoronata nei conviti con serti di 1945 IV | tranquillità! Biondi capegli le incoronavano la fronte alabastrina, su 1946 X | ne dubito, e non ve ne incresca. Io non crederò mai che 1947 XVIII | questa gli sia divenuta increscevole. Avrò il torto; ma la è 1948 X | par poco? Faremo le nostre indagini....~ ~- Bravo! - interruppe 1949 IX | vecchio, e la mia testa indebolita vagella. Dove ero rimasto? 1950 XIV | melodia, col suo carattere indefinito, senza precisione di contorni, 1951 | indi 1952 II | astringeva; poi andò coll'indice a cercare una lagrima che 1953 XXII | come vedete, seguiva un indirizzo più certo che non quella 1954 XIV | gli venne all'orecchio un indistinto mutar di suoni musicali; 1955 XIII | adornamento della bellezza. Indossava una veste di seta nera che 1956 III | del mio cuore. Ma io non indossavo un tempo questi luridi cenci, 1957 VI | costoro, e perchè Roma si è indotta a combatterli. Se eglino 1958 II | musica, non ebbe modo di indovinare la chiave. Mai cigno d'Eurota, 1959 XI | Imperocchè, voi già l'avete indovinata, o lettori, questo parroco, 1960 X | che, postomi sott'occhi un indovinello di quella fatta, non mi 1961 XXI | speranza. E la speranza indovinerete qual fosse: era la speranza 1962 XXII | seppe, o per meglio dire, lo indovinò il rettore, quando si fu 1963 XI | parroco, del quale mi sono industriato a darvi il ritratto, era 1964 XIV | argomento molte cose per via d'induzioni, fondate su quella poca 1965 XX | paura, sebbene egli fosse inerme. D'altra parte le mezze 1966 VIII | bene la spada contro gli inermi. Vieni ora a provarti con 1967 XIX | per la quale uno poteva inerpicarsi benissimo, ma senza trovare 1968 XII | credono di possedere una borsa inesauribile come il pozzo di san Patrizio.~ ~ 1969 XVIII | riputazione, come una lapide infame nel luogo ove era edificata 1970 VIII | non l'avrei salvata dalla infamia fuorchè uccidendola; e che 1971 XIX | che io direi piuttosto infedele, di un dato momento, dopo 1972 XXI | segno del suo dolore. L'infelice era impazzito.~ ~ ~ ~ 1973 XIV | poverelli, consolava gli infelici, e, fino a tanto che visse, 1974 VII | e gridò:~ ~- Codardo! tu infellonisci contro un cadavere! -~ ~ 1975 XIX | mente ai malandrini che infestavano i dintorni, e comandò si 1976 III | vergine Diana avrebbe potuto infiammarlo; ma Diana era invisibile, 1977 XII | sensibilità, tanta la prontezza ad infiammarsi per ogni cosa che gli paresse 1978 V | aveva piantato due occhi infiammati, stringendo i pugni in atto 1979 VI | trovare il buon luogo dove infiggere la spada. -~ ~E mi mossi, 1980 XII | conte. Finita la messa, egli infilava la scaletta dell'orchestra 1981 XII | scapestrate invenzioni di Francia, infiltratesi a quei tempi perfin nell' 1982 XII | parole che don Bernardo aveva infilzate in fretta, per dar loro 1983 VI | promulgar l'impero dell'infima plebe, governata a sua volta 1984 III | spirito mio a desiderii infiniti, precipitarmi nell'abisso. -~ ~ 1985 XIV | occhi e con le più dolci inflessioni della voce che la contessina 1986 XI | insieme con la famosa sentenza inflitta a tutti gli uomini, da Adamo 1987 VII | per modo che il loro alito infocato mi soffiò sulle guance.~ ~ ~ ~ 1988 XVII | virtù prepotente che gl'infonderebbe il desiderio di mostrarsi 1989 II | occhi spaziosi e giustamente infossati. La barba aveva rada, breve 1990 XIX | cerimoniale aristocratico, che s'inframmette perfino nelle relazioni 1991 I | lettore, per cui mi dispongo a inframmettere una parentesi nel racconto, 1992 XV | Emanuele si buscò una forte infreddatura, pericolosa alla sua età. 1993 XII | stava facendo accomodare all'infretta due camere per uso di abitazione. 1994 VIII | sangue ribollì a quel tocco infuocato, e mi parve allora che io 1995 X | costrutto.~ ~E il lettore non s'inganna; io volli appunto il resto 1996 XVI | sono dei presentimenti, che ingannano di rado; e questo è del 1997 XVI | il concetto. Un giro di ingegnose perifrasi rasentava sempre 1998 XV | gran buio dell'intelletto, ingentilendo il costume con ogni più 1999 XXII | cristianesimo; il Bruno s'ingigantì e si scempiò nei due personaggi 2000 XIII | andare sull'orchestra a inginocchiarglisi destramente daccanto.~ ~- 2001 XII | i devoti ascoltatori s'inginocchiavano sulla gradinata, stavano 2002 XIX | condonare, e tanto più sono ingiusti quanto più essi medesimi 2003 XIV | di casa nostra, i quali ingombravano le pareti del salone, ma 2004 IX | abbiano il giogo sul collo e ingombri loro lo spirito il terrore, 2005 V | come i lampi in un cielo ingombro di nubi caliginose, e la