Cap.

  1      I|              levò dal circolo che si era formato intorno ai due che
  2      I|   professione avversi: il professore era sicuro di dare allo scrittore
  3      I|              patria è ora quello che era diecimil'anni fa.~ ~- Ma
  4      I|            il signor Buondelmonti.~ ~Era la signora Giovanna Axerio,
  5      I|              signora Giovanna Axerio era rimasta accanto al marito
  6      I|              parola. Il sopraggiunto era un signore alto, asciutto,
  7      I|              sulle ginocchia, perchè era cieca. Il giovane signore
  8      I|      compunto, d'una compunzione che era come l'ipocrisia della sua
  9      I|          idee.~ ~ ~ ~La rissa aperta era scoppiata altrove e fra
 10      I|        medico gli raccontò piano che era avvenuta una rissa fra gli
 11      I|           fra gli emigranti, e che c'era uno ferito di coltello.
 12      I|     comandante gli rispose che non c'era angolo dell'«Atlantide»
 13      I|         strascichi del tumulto che s'era suscitato alla vista della
 14      I|           anche fra gli emigranti si era saputo chi era quel signore
 15      I|          emigranti si era saputo chi era quel signore della prima
 16      I|       lavando sotto l'ascella dove c'era un largo foro che ancora
 17      I|            battendo con le dita se c'era un principio di versamento
 18      I|             spina dorsale l'uomo che era con la faccia voltato dall'
 19      I|            perchè già il ferimento s'era risaputo da più d'uno. C'
 20      I|        pittoresco, il non più visto, era attratto dallo stesso orrido
 21      I|              tutte tinte di rosso. C'era il rifiuto della feccia
 22      I|         cupidigia della avventura, c'era il rifiuto della miseria
 23      I|               perchè la sua creatura era cattiva, ed essa voleva
 24      I|             si mise a raccontare com'era avvenuto il ferimento. Uno
 25      I|     napoletano di averlo derubato; s'era accesa la rissa, si trovavano
 26      I|           alle cucine, il napoletano era balzato dentro, aveva afferrato
 27      I|          Giovanna al solo vederlo si era sentita rianimare, la gioia
 28      I|             i guanti bianchi. L'uomo era stato spogliato, disteso
 29      I|              torse tutto sul fianco, era una costa. Dopo qualche
 30      I|              dorsale: un'altra costa era tagliata. Il Buondelmonti
 31      I|          riaccostarono, l'operazione era fatta: già il professor
 32      I|             Axerio godeva in Italia, era davvero meritata.~ ~L'Axerio
 33      I|             ove la giornata consueta era intessuta di colazioni e
 34      I|         della loro vita. Perchè egli era veramente un giovane di
 35      I|              mano e affabile con chi era da men di lui. Egli sapeva
 36      I|              sentimenti. Allora egli era semplicemente l'apostolo
 37      I|          dell'eroico nazionale. Egli era un artista. Egli aveva fatti
 38      I|              lo spirito. La romanità era diventata sangue del suo
 39      I|              educato il Buondelmonti era avverso al socialismo e
 40      I|            patria Piero Buondelmonti era stato accusato d'essere
 41      I|          quasi come in Cristo, l'una era umana e l'altra era divina.
 42      I|            l'una era umana e l'altra era divina. E così ora sull'«
 43      I|          patria. E spesso allora non era più un individuo ma l'uomo
 44      I|      innamorarsi di lei, perchè essa era d'una leggiadria d'animo
 45      I|             e per poco e Piero non s'era mai innamorato di Giovanna.
 46      I|              l'aveva trovata a Roma, era pieno d'afflizione, perchè
 47      I|              dell'America del Sud ed era partito con gli Axerio sull'«
 48      I|            Giovanna? Chi sa! Certo c'era fra loro come una tacita
 49      I|       battuto insieme le palme! Come era stata gioiosa! Egli si era
 50      I|           era stata gioiosa! Egli si era deciso a partire per la
 51      I|          posò il libro, mentre Piero era diventato rosso, perchè
 52      I|              rosso, perchè veramente era geloso del Porrèna. Egli
 53      I|            più. E così più volte gli era accaduto con Giovanna in
 54      I|        stessa Piero stava sul ponte; era già qualche ora di notte,
 55      I|     disperazione.~ ~Nella sua voce c'era il terrore della nebbia,
 56     II|            un giovane del consolato. Era sceso sul ponte basso ed
 57     II|             sceso sul ponte basso ed era andato incontro alle commissioni
 58     II|          chiamava Lorenzo Berènga ed era il capo morale della colonia,
 59     II|            il suo capo morale, tanto era il rispetto che questi incuteva,
 60     II|            sue opere gli erano note. Era un giovanissimo letterato
 61     II|           spalle strette e montanti, era accanto a loro, guardava
 62     II|       italiani per via del padre che era stato avvocato del consolato
 63     II|          Buondelmonti che il Berènga era protestante. Il quale poco
 64     II|             bene il nome, spiegò che era un socialista rifugiatosi
 65     II|        Atlantide», perchè sapeva chi era e quanto valeva. Ora il
 66     II|           quelli di Rio de Janeiro c'era un fervore di conversazioni
 67     II|        Austria, che in quei giorni s'era fatto minaccioso per la
 68     II|         altre stanze. Tutta la villa era piena di voci e chi passava
 69     II|         scorse in un giardinetto che era sotto la terrazza, una forma
 70     II|            riapparve sulla terrazza. Era una giovinetta che aveva
 71     II|              soltanto, a dodici anni era venuto nell'America del
 72     II|          Montevideo dove il fratello era rimasto, e poi lui era venuto
 73     II|      fratello era rimasto, e poi lui era venuto a Rio de Janeiro
 74     II|              anni da muratore finchè era riuscito costruire per conto
 75     II|            per conto suo e più volte era stato buttato a terra da
 76     II|            da colpi di fortuna, ma s'era sempre rialzato e in vent'
 77     II|          grande, un che di grandioso era in lui, appariva ancora
 78     II|            oltre i cinquant'anni, ed era in lui un che di formidabile.
 79     II|           Quirino Honorio do Amaral, era ammutito. Rivedeva l'occhio
 80     II|            lingua, altra gente....~ ~Era l'emigrante dell'«Atlantide».
 81     II|        quelli uomini: ognuno di loro era solo in mezzo alla vita
 82    III|     socialista Giacomo Rummo. Questi era segretario d'un sodalizio
 83    III|           aspettavano per riceverlo. Era una scuola d'infanzia, vi
 84    III|             omuncoli malati in cui s'era già spenta negli occhi e
 85    III|              al loro maestro. Questi era un giovanotto sui vent'anni
 86    III|          sonno, l'aveva occupato, ed era così visibile che pareva
 87    III|            in un altro, l'italianità era ancora e già mancava. Il
 88    III|             anno avanti, quando cioè era ancora giovinetto, vista
 89    III|        conoscenza del bello. Quirino era poeta d'ardente e profonda
 90    III|              Oliveira del quale egli era discepolo. La patria lontana
 91    III|         discepolo. La patria lontana era l'Italia, culla della civiltà
 92    III|             trovava col Buondelmonti era avidissimo di saperne il
 93    III|       notizie sorridendo, ma Quirino era insaziabile, per un'avidità
 94    III|          Buondelmonti, quando questi era partito.~ ~ ~ ~Finalmente
 95    III|             la sua faccia arguta non era stata mai così arguta come
 96    III|          inesprimibilmente giovanile era in lui, nel portamento della
 97    III|            sola in sua compagnia, ma era stata d'un'adorabile dolcezza
 98    III|         negli attimi fuggenti, e ciò era bastato a Piero e gli era
 99    III|            era bastato a Piero e gli era piaciuto e aveva pensato
100    III|           sue robe nel baule, quando era passato Piero e aveva detto:~ ~-
101    III|       Porrèna. Ora perchè il Porrèna era tornato accanto a lei? Che
102    III|            Giovanna? Perchè?~ ~Piero era salito in tranvai; giunto
103    III|          degli Axerio, s'accorse che era troppo presto, scese e s'
104    III|             la strada dove andava, c'era molta quiete, casette sparse
105    III|            alla porta d'una casetta: era qualcuno che chiamava di
106    III|            sulla terra rivoltata che era di color rosso acceso, sicchè
107    III|            vide che il Porrèna non c'era, la gioia lo invase, vide
108    III|        invase, vide poi che Giovanna era in compagnia d'una signora
109    III|          colle apparve un cavaliere, era il Berènga il quale teneva
110    III|             a tutta la foresta. Egli era sempre stato in Italia un
111    III|              ogni seria occupazione. Era tempo di ricominciare. E
112    III|             nel quale gli diceva che era dispiacente di non poterlo
113    III|            della pena d'amore perchè era orgoglioso e per tutto l'
114    III|              specie la mattina quand'era giunta la posta senza portar
115    III|              e la grazia, allora che era per lui la donna la quale
116    III|      leggiero come la sua anima, gli era parso talvolta, a fior del
117    III|             a fior del mare. E tutto era pieno di lei; i suoi occhi,
118    III|         impercettibilmente e sopra c'era una stella, tre stelle,
119    III|             ogni proposito di lavoro era caduto. Gli amici, Giorgio
120    III|      nazionale eroica, per altro non era venuto se non per comporre,
121    III|            della miseria nella quale era caduto, lo tormentava. Quando
122    III|           consolazione, e quest'uomo era il costruttore di case Lorenzo
123    III|           Teresa dopo il tramonto. C'era nel giardino della villa
124    III|        giardino e nelle sue membra c'era il fremito della corsa frenata
125    III|           confessandosi ora che egli era venuto alla villa del Berènga,
126    III|        aggiunse che voleva vedere se era possibile di tentar qualcosa
127    III|            gli raccontò soltanto che era nato in Abruzzo, all'ombra
128    III|          Gran Sasso, e che suo padre era capomastro famoso ne' suoi
129    III|          raccontò come egli medesimo era passato da muratore a costruttore
130    III|              e chiamò Bruna la quale era uscita appena introdotto
131    III|             Io lo conoscevo, l'uomo; era un mio nemico e rivale.
132    III|             faccia bruna e barbuta c'era un'ombra. Stava con la faccia
133    III|             villa, qualcosa di nuovo era accaduto dentro di lui.
134    III|              dovere. Tanto su di lui era stato efficace l'esempio
135    III|              la sua leggerezza. Egli era venuto in paese d'emigranti,
136    III|      sofferto e fatto tanto; egli vi era venuto non condottovi da
137    III|              l'invito d'una signora. Era la sua colpa iniziale: egli
138    III|             anche per l'innanzi, non era stato sempre così? Non era
139    III|           era stato sempre così? Non era stato anche lui uno schiavo
140    III|            schiavo dell'amore? Non s'era compiaciuto dentro di 
141    III|             tutte le volte che amore era apparso, non gli aveva sempre
142    III|   sacrificato ogni altra cosa? E non era stato anche lui un uomo,
143    III|         esistenze una gran vita? Non era stato anche lui l'atomo
144    III|               con la sua cecità? Non era stato anche lui un figliuolo
145    III|        lasciarla alla sua pace. Essa era una piccola creatura borghese
146    III|        giunse all'albergo quando già era notte inoltrata. Nel suo
147     IV|            suo amore e la sua virtù; era tutta contenta. Così, mentre
148     IV|         quanto essa voleva esprimere era piacevole. I gomiti appuntati
149     IV|              e le labbra sorridenti, era manifesto che Giovanna cercava
150     IV|           una signora parigina che s'era letto molto qualche anno
151     IV|          rassomigliavano. Il romanzo era d'una rara ingenuità e d'
152     IV|             e d'una rara freschezza, era molto parigino per le sue
153     IV|  rispecchiava limpidamente. L'eroina era una signora giovane, bella,
154     IV|              di signorina. Il marito era per lei un uomo col quale
155     IV|             spiacevoli, ma dal quale era sempre distratta, un uomo
156     IV|            in tanto. Essa sapeva che era un uomo celebre, aveva anche
157     IV|               aveva anche notato che era molto vano; vedeva che spesso
158     IV|            sua lunga barba profetica era scossa dalle parole di civiltà,
159     IV|              per il marito, ma non c'era un angolo della sua anima
160     IV|           educazione molto diligente era stata rivolta a questo:
161     IV|             Per il resto, educazione era pari a disoccupazione. L'
162     IV|             che per soprammercato le era sempre stata istillata sotto
163     IV|            da nessuno come da tutti, era andata a nozze e l'aveva
164     IV|              quella massima generica era scritta in quella parte
165     IV|           epoca e d'una società qual era l'esser suo, portava la
166     IV|            creatura comune. Essa non era riuscita così.~ ~Continuava
167     IV|        troppa solitudine, Giovanna s'era accorta che il Buondelmonti
168     IV|        mattina nel cuore di Giovanna era nato il rancore contro il
169     IV|            contro il Buondelmonti ed era andato sempre crescendo,
170     IV|            sull'«Atlantide», tutto s'era mutato in rancore che glie
171     IV|              da un'intimità allegra. Era pur sempre la coppia cittadina
172     IV|        Congresso» di Rio de Janeiro, era tornato da poco, il Porrèna
173     IV|              di discorso in discorso era venuto al celebrar la virtù
174     IV|           tutto questo, dichiarò che era vero e scosse più volte
175     IV|          accadeva perchè la sera che era tornato dalla villa del
176     IV|        perchè aveva sentito dire che era molto ricco, figlio unico
177     IV|             capo che altre volte gli era apparso tanto leggiadro!
178     IV|         apparso tanto leggiadro! Non era essa la donnetta che poteva
179     IV|              non per amore? Perchè s'era innamorato di lei? Che poteva
180     IV|            poteva volere da lei? Non era la donnetta di quella stessa
181     IV|           gentucola di cui il marito era il professore e il cerretano?
182     IV|             a volergli dir qualcosa. Era un medico, uno de' primissimi
183     IV|       raccontare al Buondelmonti com'era Rio de Janeiro quand'egli
184     IV|              de Janeiro quand'egli c'era giunto quaranta o cinquant'
185     IV|             tanto in tanto ridevano. Era manifesto: parlavano e ridevano
186     IV|         nell'immaginazione come se l'era visto passar dinanzi la
187     IV|               sottile e un po' curvo era il Porrèna e la signora
188     IV|             gli camminava al fianco, era Giovanna. In fondo alla
189     IV|           che s'allontanava.~ ~Piero era certo che eran Giovanna
190     IV|             fece portare. Il Porrèna era fuori; e allora Piero non
191     IV|        Axerio, domandò se la signora era in casa, e avendogli la
192     IV|        cameriera risposto di sì, che era rientrata da poco, si fece
193     IV|              vuole.~ ~Anche Giovanna era irriconoscibile; il Buondelmonti
194     IV|           silenzio.~ ~Essa pensò che era stata per la città insieme
195     IV|            ritirò.~ ~Il Buondelmonti era rimasto umiliato, ma Giovanna
196     IV|       medesimo, il professor Axerio, era riuscito a indurre con inauditi
197     IV|            Così scriveva l'Axerio ed era vero: egli aveva sudato
198     IV|             e così la sua intenzione era di preparare a se medesimo
199     IV|              quando sull'«Atlantide» era stato costretto ad additarlo
200     IV|           parte degli onori e glie n'era restato sempre il rammarico
201     IV|             gli abbracciamenti e uno era piccolissimo di statura
202     IV|            suo cuore ciò che per lui era tutto a questo mondo, il
203     IV|            politico, perchè il Rummo era nato politico come l'Axerio
204     IV|          nato politico come l'Axerio era nato borghese. Ma questi
205     IV|    scioperati e nelle case serie non era ricevuto.~ ~Allora appunto
206     IV|              e gli stese la mano, ed era anch'essa bianca bianca
207     IV|            gli stendesse la mano, le era caduta la benda dagli occhi,
208     IV|              rancore dall'anima, e s'era ritrovata col suo amore
209     IV|             nato sull'«Atlantide». S'era ritrovata in ogni parte
210     IV|        momento aveva pensato di lui, era sparito e una sola cosa
211     IV|              sparito e una sola cosa era rimasta: egli amava. E Giovanna
212     IV|            felicità? Perchè non vi s'era abbandonata? Perchè quella
213     IV|              perdona!~ ~E con quanto era in lei di più umile e di
214     IV|             femminile, con quanto le era rimasto ancora dell'infanzia,
215     IV|      sorridere della cerimonia che s'era compiuta e de' due che s'
216     IV|          aveva notato che Giovanna s'era mutata un'altra volta, e
217     IV|              perchè la gioia d'amore era in essi come una musica
218      V|        testimonianza delle due vite, era operaia e signorile, formidabile
219      V|         polito, perchè la loro città era bella. E intanto il Berènga
220      V|      Zucchero a Nicteroy l'orizzonte era senza nube e luminoso. Dinanzi
221      V|          Serra degli Organi il cielo era come un antro cupo di nubi
222      V|            quello stesso momento gli era nato nel cuore.~ ~- L'anno
223      V|      mirabile giovinetto.~ ~Giovanna era rapita in Piero e questi
224      V|         palme. E poi giù nel piano c'era un cielo tutto tempestato
225      V|              sì. Pensava che ora non era come quando andava per la
226      V|             male di Piero perchè gli era rinata l'ostilità che aveva
227      V|             aveva detto che in fondo era un uomo mediocre pieno di
228      V|      apparteneva ad altri tempi, che era un superuomo insomma, perchè
229      V|            insomma, perchè superuomo era per il professor Axerio
230      V|              compagnia della moglie, era tornato a mordere il Buondelmonti,
231      V|           ore prima sull'alta cupola era tornato chissà perchè a
232      V|              ne pentiva. Il marito s'era ritirato presto in camera
233      V|             di vivere soltanto quand'era in sua compagnia; per lui
234      V|            lui. E per alcuni momenti era tutta lieta. Poi l'animo
235      V|            per la prima volta da che era congiunto con lei, le disse
236      V|             e il non avere un amante era diventato la sua inesorabile
237      V|            finestra e la sua volontà era fissa: la mattina sarebbe
238      V|           immagine di Piero quale le era apparso all'«Operaio Italiano»
239      V|             un viale sul mare dove c'era un gran palazzo bianco e
240      V|          verso la florida Gloria e c'era nella luce del sole, nello
241      V|             come per altri amori gli era accaduto. Egli accanto alla
242      V|            per la prima volta amava, era ora ciò che altre volte
243      V|              ora ciò che altre volte era stato: un amante di romanzo
244      V|             eccelsa; tutta la catena era una nube di fulgore; il
245      V|        passeggiata della Gloria egli era stato quale lo aveva voluto
246     VI|  incominciato un ricamo per Piero ed era tant'occupata in questo
247     VI|          propria camera.~ ~Infatti c'era una novità: da mezz'ora
248     VI|         lasciato Piero e quel giorno era stato il primo del loro
249     VI|             del loro amore. Giovanna era tutt'occupata nel lavoro
250     VI|              dopo tanto tempo. Quand'era entrato il marito e la aveva
251     VI|             la aveva toccata ed essa era balzata in piedi dallo spavento
252     VI|        riconosciutolo, lo spavento s'era mutato in ribrezzo.~ ~Il
253     VI|              moglie.~ ~Questa pure s'era ritirata in camera sua e
254     VI|           ritirata in camera sua e s'era coricata, e appena sentì
255     VI|           Giovanna non rispondeva. S'era tirate le coperte fin sopra
256     VI|          Axerio ripensò a quello che era successo la notte e si disse: -
257     VI|         faccia alla donna perchè gli era parso che avesse riso, e
258     VI|            il corpo della moglie non era ritrovato da nessuno; come
259     VI|           uomo regolare, perchè egli era l'uomo civile e borghese
260     VI|          eccellenza. E la gran barba era per lui il segno del privilegio;
261     VI|         unghia del pollice  dove c'era rimasto il segno del dente,
262     VI|           città, al mio ritorno se n'era andata e stamani ho ricevuta
263     VI|          addosso!~ ~Per quella donna era stato burlato e da chi!
264     VI|             collera per provarle che era il padrone le aveva usato
265     VI|             l'ho soffocata?~ ~ dov'era il letto s'aprì un vuoto,
266     VI|            si ricordò d'una cosa che era successa sere prima quand'
267     VI|         rimast'indietro, ma subito s'era distratto e non ci aveva
268     VI|        quelle della moglie, ma poi s'era distratto.~ ~Ora l'Axerio
269     VI|            del Buondelmonti che vi s'era confitta dentro. E a poco
270     VI|              quasi se n'accorgesse c'era in lui come un vago desiderio
271     VI|           trovare il Buondelmonti.~ ~Era già uscito nel giardino
272     VI|             aveva visto da un pezzo. Era Filippo Porrèna il quale
273     VI|         Filippo Porrèna il quale non era più stato a salutar la signora
274     VI|            gli domandò se la signora era in casa. L'Axerio rimase
275     VI|        rispondere, perchè il Porrèna era la prima persona del mondo
276     VI|            domandargli questo, e non era una persona ma tutt'il mondo
277     VI|             ma tutt'il mondo che gli era venut'incontro all'improvviso.
278     VI|           occhi sbarrati e smarriti, era come il reo colto in flagrante.
279     VI|            sentì che questa risposta era anche più orribile della
280     VI|           altro subito aggiunse:~ ~- Era certamente la signora Axerio.~ ~
281     VI|         rappacificamento, quando lui era stato piantato in asso sulla
282     VI|          dell'Axerio gli ripetè:~ ~- Era certamente la signora Axerio.~ ~
283     VI|            all'Avenida Centrale.~ ~- Era con mia moglie? - avrebbe
284     VI|          Axerio. Perchè quell'uomo s'era sempre creduto nato privilegiato,
285     VI|           uomini: la sua professione era la prima, tagliar un arto
286     VI|              arto per salvar un uomo era rendere all'umanità il massimo
287     VI|            vita dell'uomo è sacra. S'era sempre considerato il primo
288     VI|              primo uomo, perchè egli era di coloro che nascono prima
289     VI|           nell'oscurità della notte, era terribile.~ ~Poco dopo,
290     VI|         riconosciuto.~ ~Poco prima s'era presentato alla porta dell'
291     VI|         domandato se il Buondelmonti era rientrato; essendogli stato
292     VI|             e avuta la risposta se n'era andato e poi subito tornato
293     VI|             tornato sui suoi passi s'era messo ad aspettarlo sulla
294     VI|            ora prima dicendogli:~ ~- Era certamente la signora Axerio
295     VI|             e riprender la via donde era venuto.~ ~Lo seguì.~ ~Il
296     VI|             Quella parte della città era deserta a quell'ora di notte.~ ~
297    VII|           visto entrar nell'albergo, era rimasto un momento titubante,
298    VII|         moglie fosse in quella villa era di presentarsi alla porta
299    VII|       lontano di , a quattr'occhi, era uomo da dire per conto suo
300    VII|               Voltò per la via donde era venuto e fu sì forte la
301    VII|             ricordi del viaggio, non era il fatto. Il fatto di cui
302    VII|         realmente stava in possesso, era questo e nulla più: una
303    VII|      violenza ed essa il giorno dopo era sparita. Ciò che il Porrèna
304    VII|         dello sdegno. Un uomo simile era incapace d'infingersi.~ ~
305    VII|      professor Axerio giunse a casa, era già notte tarda; tutti i
306    VII|         rancore contro di lei perchè era stata la prima ad annunziargli
307    VII|         soprattutto perchè una volta era allegra e loquace e da quel
308    VII|             che forse la moglie le s'era confidata; pensava questo
309    VII|        gridato che faceva parte, com'era vero, di tutte quelle istituzioni
310    VII|         coniugale; ciò che ei voleva era ben poco, ma era tutto per
311    VII|              voleva era ben poco, ma era tutto per lui: riaver la
312    VII|             la donnetta sommessa che era fuggita via di soppiatto,
313    VII|            commettere il delitto che era punito dalla legge civile.
314    VII|          civile. La belva feroce che era in lui, invocava la vendetta,
315    VII|    tardissimo e continuamente, mentr'era steso in letto, gli ritornavano
316    VII|             il portare la rivoltella era da lui considerato non come
317    VII|              cui l'aveva conosciuta. Era nel primo tempo della sua
318    VII|       famiglia d'origine napoletana, era stato chiamato per un'operazione
319    VII|           aria ancora puerile, e gli era piaciuta fortemente. Di
320    VII|              Prali, aveva saputo che era molto ricca e invaghitosene
321    VII|             ricordava del giorno che era andato in casa de' parenti
322    VII|        Quell'uomo, quell'uomo! - Poi era entrata la madre e dopo
323    VII|         fatto un po' di male; egli s'era irritato e l'aveva vinta
324    VII|           verso di lui. Al contrario era manifesto che l'Axerio cercava
325    VII|             a Lei; molto più che Lei era anche buon amico della signora
326    VII|      fissavano e guardavano basso. C'era fra loro la lotta per la
327    VII|      qualcosa di più feroce ancora c'era fra loro. Tutte le discussioni
328    VII|             si riaprì la porta donde era comparso il Buondelmonti,
329   VIII|              annunzio dell'accaduto, era stato preso di subita pietà
330   VIII|           pietà per il Buondelmonti, era accorso e non aveva più,
331   VIII|             avevano conosciuta quand'era viva e sì bella, e altre
332   VIII|             di lei soltanto dopo che era morta, avevan mandato cumuli
333   VIII|           camera dove Piero giaceva, era di solito Giacomo Rummo,
334   VIII|              mai soddisfatto. Egli s'era volto al socialismo sin
335   VIII|        propria famiglia, perchè egli era figliuolo d'un prefetto
336   VIII|            Italia; a diciassett'anni era già un socialista militante,
337   VIII|       perduto il padre e la madre ed era rimasto solo al mondo e
338   VIII|             verso i trent'anni poi s'era innamorato senz'essere corrisposto
339   VIII|            Il ricordo di quell'amore era rimasto dentro di lui lontano
340   VIII|              sua acrimonia stessa ed era una pena di rimpianto per
341   VIII|             posseduto. Giacomo Rummo era un propagandista socialista
342   VIII|       coltivava la musica. La musica era per lui tutto ciò che il
343   VIII|              Mùrola gli raccontò che era stato uno dei primi ad accorrere
344   VIII|            dei primi ad accorrere ed era uno dei più assidui e bravi
345   VIII|           tutti volentieri e a tutti era grato delle cure che avevano
346   VIII|              la patria, perchè Piero era l'ultimo compaesano giunto
347   VIII|           detto a Piero che Giovanna era morta. Ne' primi momenti,
348   VIII|         qualcuno gli aveva detto che era gravemente ferita, come
349   VIII|             di Giovanna e sempre gli era stata detta la stessa cosa.
350   VIII|          stessa cosa. E quando Piero era uscito di pericolo, gli
351   VIII|              uscito di pericolo, gli era stato detto che anche Giovanna
352   VIII|          Sicchè lo stato di Giovanna era passato per le stesse fasi
353   VIII|        guarigione. Ma una sera Piero era rimasto solo col Rummo.
354   VIII|       giornali di quei giorni in cui era successa la catastrofe,
355   VIII|         morta, vero?~ ~La sua faccia erastravolta che il Rummo
356   VIII|        risposero la stessa cosa, che era ripartita per l'Europa.
357   VIII|            dava dolore. La sua anima era come un'orchestra quando
358   VIII|             ogni altra persona amata era assente. Egli girava intorno
359   VIII|              il pensiero di Giovanna era anche in loro, e già sentivano
360   VIII|       biancastre e Quirino disse che era il Collegio Militare, e
361   VIII|            desiderio di Giovanna che era assente. Prestando orecchio
362   VIII|           gli dicessero che Giovanna era morta.~ ~E anche nella villa
363   VIII|             dei fiori e andarono dov'era sepolta Giovanna.~ ~Per
364   VIII|              Quirino rispose ciò che era vero:~ ~- Sì.~ ~- Eppure
365     IX|          Operaio Italiano» del quale era segretario. Giacomo incominciò
366     IX|       parlava di Riccardo Wagner che era il suo Dio musicale come
367     IX|             musicale come Carlo Marx era il suo Dio politico, a Piero
368     IX|           più possibile d'accordo. C'era fra loro il bisogno di aver
369     IX|              ed anche per questo gli era straordinariamente attaccato.~ ~
370     IX|    straordinariamente attaccato.~ ~C'era qualcosa in cui tutti e
371     IX|    consentivano com'un uomo solo, ed era nel fare il processo alla
372     IX|          borghesia; la borghesia non era più capace di tener il dominio
373     IX|           uno, Piero Buondelmonti, s'era formato sulla cultura, l'
374     IX|      materiato la sua dottrina. Egli era dotato di mirabili occhi
375     IX|             chiare, delle quali egli era diventato coi libri il banditore
376     IX|              dai banchi della scuola era caduto nella lotta di classe;
377     IX|              sua vocazione, e questa era di combattere, di combattere
378     IX|             giovinetto Giacomo Rummo era entrato nella lotta di classe
379     IX|         quale egli apparteneva e che era appunto il sindacalismo.
380     IX|           mai scomparsi del tutto, s'era messo a piangere. Giacomo
381     IX|           trattano. La sua eloquenza era scultura da cui i lavoratori
382     IX|            in eroi. La sua eloquenza era bella non ostante il gesto
383     IX|              le labbra secche, tanta era la passione dell'animo,
384     IX|           passione dell'animo, tanta era la religione nella quale
385     IX|             nulla di se medesimo, ed era giunto ad amare i lavoratori
386     IX|              di sindacalismo, ed ora era Giacomo tutto fervore di
387     IX|            il meno possibile, perchè era riuscito a porre nel cuore
388     IX|            videro in quei giorni non era riconosciuto, tanto aveva
389     IX|         Eppure per l'innanzi non gli era mai nemmen passato per la
390     IX|        America e dappertutto, perchè era solo al mondo e portava
391     IX|            in Italia; eppure non gli era mai passato nemmen per la
392     IX|          nuovo socialismo al quale s'era andato poi convertendo,
393     IX|          corruttori. Comunque fosse, era rimasto a Rio de Janeiro.
394     IX|           Italia col Buondelmonti.~ ~Era sulla fine di Marzo e la
395     IX|          fine di Marzo e la partenza era stata stabilita verso la
396     IX|      ricevuto la sera che il giovane era andato da lui a cercar forza
397     IX|            contro la sua passione. C'era anche la nipote Bruna, in
398     IX|             le prendo il giornale. C'era la narrazione della catastrofe.
399     IX|            camera, dove la poveretta era esposta, non la volevano
400     IX|           piangeva,  il suo dolore era stato mai così acuto, neppur
401     IX|             aveva detto che Giovanna era morta.~ ~ ~ ~
402      X|         Europa. L'incendio in Europa era stato acceso da' piccoli
403      X|               che il vecchio governo era caduto e che aveva preso
404      X|    telegrammi che il popolo italiano era esultante, che la gioventù
405      X|             di casa e il suo partito era preso: tornare il più presto
406      X|              sua coscienza nazionale era stata eroica ed epica l'
407      X|              a lui la vita nazionale era stata vile. Nato con lui,
408      X|               quando quell'istinto s'era risvegliato dentro di lui
409      X|            collettiva, allora sempre era avvenuta la tragedia. Perchè
410      X|           sua, e la vita esterna che era intorno, non gli aveva offerto
411      X|         Passò qualche brasiliano che era da loro conosciuto; si soffermò,
412      X|            italiani.~ ~Giorgio Tanno era uno dei capi della colonia,
413      X|             a  quanto d'italiano c'era di meglio a Rio de Janeiro.
414      X|            terra e di mare. Da tutti era molto interrogato Piero
415      X|            de' piedi, piccoletto com'era, col cuore che gli saltava
416      X|             cuore di Giacomo Rummo s'era risvegliata la furia di
417      X|         odiava la guerra e in Italia era stato uno de' più arrabbiati
418      X|            d'odio inveterato, perchè era un uomo d'ostinazione e
419      X|            acqua che aveva in camera era troppo calda, l'afa era
420      X|              era troppo calda, l'afa era soffocante, s'alleggerì
421      X|          quello nuovo del quale egli era divenuto seguace; pure in
422      X|             parte e la sua impotenza era perduta lontano lontano
423      X|         Accostò l'acqua alle labbra. Era intollerabile.~ ~Il Rummo
424      X|        soffriva orribilmente, perchè era un uomo misero e grandioso,
425      X|              poteva far sorridere ed era tragico. Perchè come nessun
426      X|       collettiva, in quella che sola era esistita fin  per lui,
427      X|            nella lotta delle classi. Era anch'egli l'individuo tragicamente
428      X|            si rammentava che l'acqua era troppo calda, con gli occhi
429      X|          agire per le classi; ma non era nemmeno una classe, era
430      X|              era nemmeno una classe, era un individuo, e nemmeno
431      X|         annullato da immenso spazio, era un atomo distante migliaia
432      X|              carità di patria!~ ~Che era dunque questa carità di
433      X|         questa carità di patria? Che era quel piccolo nome lontano
434      X|         sudor della loro fronte? Che era? E il Rummo ricominciò a
435      X|          città e varie regioni. Egli era nato in una città della
436      X|          luoghi di Sardegna dov'egli era nato e dove aveva vissuto
437      X|              E poi s'accorse che non era mai tornato a raffigurarseli,
438      X|         orribilmente. Dopo, il padre era passato a Livorno, e il
439      X|         riandare col pensiero  dov'era nato, dov'aveva vissuto
440      X|             la madre. Dopo, il padre era passato a Genova e poi a
441      X|            saputo, ma ora lo sapeva. Era la contentezza di tornare
442      X|            per la prima volta da che era nel volontario esilio, pensò
443      X|          all'Italia. L'amore che non era mai nato nel suo cuore,
444      X|               si ricordò di Roma dov'era stato dalla sua provincia,
445      X|              pianse per la città dov'era nato, e per tante e tante
446      X|         fatto, e il Buondelmonti non era più per lui l'amico, ma
447      X|              più per lui l'amico, ma era ritornato il nazionalista.
448      X|         Soltanto, dall'angolo dove s'era messo a sedere fissava il
449      X|          appassionati d'odio, perchè era il nemico, l'antagonista,
450      X|           dall'odio. Il Buondelmonti era le stesse nazioni che schiacciavano
451      X|          anni per motivi di rivalità era irreconciliabile nemico
452      X|         Italiano» di cui egli stesso era segretario, dalla sera alla
453      X|            discorso del Buondelmonti era la manifestazione del mondo
454      X|          sulla magnanima Trieste che era una di quelle città, con
455      X|            parlava e il pensiero già era balzato dalla sua fronte,
456      X|          quando ancora la parola non era uscita dalle sue labbra.
457      X|           cicatrice della sua ferita era ancor fresca. Al tempo stesso
458      X|             sibbene la sua eloquenza era prima per lui medesimo che
459      X|           po' di dolore al petto dov'era stato ferito per il suo
460      X|            qua e  mormorii, perchè era questo il segnale per i
461      X|         torrenti delle generazioni s'era precipitata nel suo petto,
462     XI|           gran voce del Buondelmonti era stata data la notizia della
463     XI|              attraversato il teatro, era salito sul palcoscenico
464     XI|            un suo antico parente che era morto nelle guerre dell'
465     XI|              fortuna fioriva,  mai era stata così in fiore per
466     XI|             della sua presenza. Egli era di quegli uomini i quali
467     XI|          passione e d'orgoglio. Tale era il Berènga e in tanti anni
468     XI|        Berènga e in tanti anni non s'era mai allontanato dal suo
469     XI|        costruito case per gli altri, era andato costruendo per ,
470     XI|            giorno e la notte. Perchè era accaduto a lui come avviene
471     XI|         aveva fatto qui, e quando vi era giunto, egli non era nulla.~ ~
472     XI|              vi era giunto, egli non era nulla.~ ~Tornò ancora a
473     XI|              suo ferocissimo cuore s'era rivoltato tanto,  aveva
474     XI|            avevano tormentato. E non era l'amore della grande patria,
475     XI|              della madre! Qual forza era in loro che giungevano di
476     XI|              le occasioni in cui più era stato ripreso dall'amore
477     XI|        feroce esilio. La prima volta era stata quando gli era morto
478     XI|           volta era stata quando gli era morto il padre, ma egli
479     XI|              E dopo qualche anno gli era morta la madre ed egli a
480     XI|         paese, ma anche questa volta era riuscit'a soffocar quel
481     XI|            desiderio del paese natìo era ucciso, tornavano i giorni
482     XI|            ogni altra cosa.~ ~Ma poi era rimpatriato per sempre il
483     XI|             più con lui nel Brasile, era rimpatriato lasciando lui
484     XI| immaginazione per la via dell'oceano era tornato e tornato a perdere
485     XI|           via.~ ~E dopo qualche anno era partito un altro fratello
486     XI|           tornavano a morire? Quando era morto il padre, il figliuolo
487     XI|         tanto di rivederlo. E quando era morta la madre, il figliuolo
488     XI|             Si ricordò di quello che era successo la sera: la patria
489     XI|              tornare al paese natìo? Era dunque rimasto sempre l'
490     XI|         natìo, anzi la casa paterna, era tutta la patria? E tutto,
491     XI|         patria, questo solo no? Così era avvenuto e riconoscendolo,
492     XI|        lavorato, lavorato, il lavoro era stato tutto per lui, al
493     XI|              patria. Tutto il lavoro era stato fatto nel suolo straniero,
494     XI|            dov'egli da se medesimo s'era costruito il sepolcro per
495     XI|         morto. Così da se medesimo s'era detto avanti tempo e per
496     XI|              di vita, cosiffatto com'era, ricorreva a Dio come ad
497     XI|             d'origine italiana che s'era iscritto nella colletta
498     XI|            lanciavano il grido a cui era risposto. E si facevan gli
499     XI|              sulla colletta. E già c'era una folla nella villa, quando
500     XI|             patria lontana. Quegli s'era messo sul cancello del giardino
501     XI|            incominciarono a cantare. Era un inno nazionale guerresco.
502     XI|          ancora l'orecchio, il canto era morto. E allora il vecchio
503     XI|             Cogli occhi fissi dove s'era estinto il canto, di 
504    XII|               La nave che li portava era celere, ma più celeri erano
505    XII|      italiana. Uno solo non italiano era imbarcato, il giovane poeta
506    XII|         guerra. E perciò la sua vita era finalmente lirica nella
507    XII|           nella realtà dei fatti com'era stata nella realtà della
508    XII|            della poesia e dell'arte. Era eroica com'era stata nella
509    XII|            dell'arte. Era eroica com'era stata nella profonda conoscenza
510    XII|             cui al parapetto la nave era tutta pupille che guardavano.
511    XII|              d'oro. E quando il sole era sparito, tutto il gran cerchio
512    XII|           dolore di Giovanna,  ora era soltanto dolore, sibbene
513    XII|            perchè la sua coscienza s'era finalmente per la prima
514    XII|              e non di altri Giovanna era morta. Egli e non altri
515    XII|         grande coscienza di cui essa era degna; e invece aveva fatto
516    XII|              di lei la sua amante ed era stato la causa della sua
517    XII|             gli riappariva quale gli era apparsa un attimo prima
518    XII|         ritornava dinanzi come gli s'era presentata a Rio de Janeiro,
519    XII|              il suo amante! E sempre era stato così, tutta la sua
520    XII|          così, tutta la sua vita non era stata se non un tessuto
521    XII|              della giovane donna che era morta per causa sua. Oh
522    XII|              tornava in patria, essa era rimasta laggiù laggiù, sepolta
523    XII|               quel punto dove egli s'era inginocchiato ed aveva pregato.
524    XII|       stretto corridoio delle cabine era quasi all'oscuro, e nel
525    XII|            cuore come allora. Perchè era veramente come se in quello
526    XII|            agli occhi di Piero, qual era con lui sopra un'altra nave
527    XII|           che piangesse, e anch'egli era molto triste. Gli giungevano
528    XII|        campanile, una casetta. Quest'era, anche per loro, la patria,
529    XII|            stelle. Tutto l'orizzonte era ingombro dell'umidor della
530    XII|            afferrare il lume che già era quello della patria. E ora
531    XII|             oscurità. Ma il lume non era visto e solo apparivano
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