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Enrico Corradini La patria lontana Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Cap.
1001 I| supreme conquiste del secolo decimonono, non ultima il principio 1002 VIII| aveva abitato Giovanna. Si decisero finalmente per la Tijuca 1003 IX| della sua vita, cominciò a declinare e ad avviarsi verso la sua 1004 IV| una festa e invitava il decoro delle patrie lettere Piero 1005 III| patria lontana» e l'aveva dedicato al grande poeta nazionale 1006 IX| finalmente dopo i vent'anni, dedicatosi a severi studii di storia, 1007 IX| orrida di neologismi teorici dedotti, secondo il linguaggio del 1008 IV| discutevano sulla sistemazione definitiva del mondo in un prossimo 1009 VII| conveniente per riconoscerle definitivamente quella libertà che s'è ripresa 1010 IX| d'un socialismo vecchio e degenere, ed il nuovo socialismo 1011 XII| coscienza di cui essa era degna; e invece aveva fatto di 1012 I| farsi largo con un gesto degnevole, tenendo la fronte bassa 1013 III| disprezzava tutti e due. Erano degni l'uno dell'altra, erano 1014 X| Buondelmonti e gli altri, e deliberarono che si sarebbe fatta la 1015 I| mostrava afflittissimo, deliberato a non ritentar la prova, 1016 X| bonariamente solenne bandì la deliberazione a gli operai gridando:~ ~- 1017 VIII| consigliati insieme que' delicati animi d'amici avevano deciso 1018 IV| fresca e di semplice e delicatissimo spirito, pur riusciva per 1019 XI| delle braccia il tumulto delirante e lanciò l'invito per la 1020 XII| entusiasmo riguadagnò tutti, un delirio pari a quando a Rio de Janeiro 1021 III| avessi voluto. Perchè m'hai delusa? - Riappariva il Porrèna, 1022 XII| valori de' mercanti e de' demagoghi, i valori degli spregevoli 1023 I| di borghese liberale.... democratico.... radicale....~ ~- Sicuro! 1024 I| nemico del popolo, della democrazia, della libertà. Nemico della 1025 I| voleva mangiarla a morsi. Il demonio della rissa continuava a 1026 I| possesso, sotto forma di denaro. La patria, la nazione, 1027 VI| era rimasto il segno del dente, la porse al personaggio; 1028 VI| che l'aspettava alla porta dentr'una carrozza, aveva riconosciuto 1029 IX| di borghese grandemente deplorevole, il prodotto di due spiriti 1030 XII| maggiori dell'animo umano e di deprimere quelli inferiori venuti 1031 II| ridevano sì forte che pareva lo deridesse. Ma ad un tratto le sue 1032 I| un napoletano di averlo derubato; s'era accesa la rissa, 1033 II| monosillabo d'assentimento le descrizioni del letterato. Il quale 1034 VI| Quella parte della città era deserta a quell'ora di notte.~ ~ 1035 IV| villaggio aveva, tutte linde e deserte anch'esse nell'ora del lavoro, 1036 IV| e soprattutto i villaggi deserti nell'ora del lavoro. Quivi, 1037 XI| emigrante del Gran Sasso desiderava di rivedere il paese natìo 1038 VII| colloquio, saprebbe che io non desidero altro se non trovare di 1039 III| spirituale, si mostravano desiderosi di conoscere la letteratura 1040 V| con loro più d'una sera: desinavano insieme, uscivano per la 1041 IX| e pareva altresì che si desse una cert'aria d'importanza 1042 I| hanno una robusta fede nei destini del genere umano.~ ~La signora 1043 III| avesse mostrato loro il destino di quelle loro facce bianche, 1044 I| passò lentamente sul fianco destro dell'«Atlantide», si perse 1045 I| cuore si disprezzavano e detestavano l'un l'altro, perchè erano 1046 VIII| Giovanna e sempre gli era stata detta la stessa cosa. E quando 1047 III| mi disse: - Avanti! - Mi detti una frustata nella faccia, 1048 XI| in alto, tante più radici devono profondar nel terreno. Così 1049 VI| signora m'è stata sempre devota e sommessa.~ ~- Non poteva 1050 III| religione come quella del devoto che entra in chiesa. Attraversò 1051 VI| Ebbene, mi permette che Le dia un consiglio da amico? Cerchi 1052 IV| Filippo. Si rammentò del breve dialogo che essa aveva avuto a bordo 1053 X| il Rummo si lanciò avanti dibattendosi come preso da convulsioni 1054 VI| aveva dato qualche ora prima dicendogli:~ ~- Era certamente la signora 1055 V| dentro di sè le parlava dicendole:~ ~- Cara, vorrei creare 1056 VI| brasiliani amici suoi, e dicendosi:~ ~- Come nasconderò loro 1057 I| può discutere! E perciò dicevo che questi signori praticamente, 1058 II| professore rispose ringraziando e dichiarandosi commosso dell'onore fatto 1059 VII| libertà. Venga per sentirsi dichiarare che io non posso far altro 1060 I| viaggio.~ ~- Anche se io Le dichiarassi fin d'ora che Le farei la 1061 II| modesto che se si fosse dichiarato commosso dell'onore fatto 1062 VI| questa lettera essa gli dichiarava, senza fare alcuna allusione 1063 IV| ignorante di tutto questo, dichiarò che era vero e scosse più 1064 I| piacere col minimo di lavoro. Diciamo piacere sotto forma di possesso, 1065 VIII| prefetto del regno d'Italia; a diciassett'anni era già un socialista 1066 VIII| circoli e nei comizi; dai diciotto ai venticinque anni aveva 1067 I| patria è ora quello che era diecimil'anni fa.~ ~- Ma no, ma no!~ ~- 1068 I| con urli e fischi, nessun difendendolo. E questo sopra tutto lo 1069 VI| dell'animale spaurito sulle difese. L'Axerio le conficcò gli 1070 VI| tra loro, aveva notato la differenza tra le relazioni sue proprie 1071 IV| dentro di sè ed esponeva le differenze; ma in così fare sentiva 1072 II| sensibilità non scevra di diffidenza; e alcuni di loro avevano 1073 XII| barbarici, e come suscitasse e diffondesse le grandi civiltà. E il 1074 X| trasportato dalla sua furia si difilò verso il palcoscenico dove 1075 III| cuore come ora che glie lo dilaniavano. Che paradiso avrebbero 1076 IV| la sua educazione molto diligente era stata rivolta a questo: 1077 VIII| ordini da' medici con più diligenza. Così s'affezionò al Buondelmonti 1078 VI| moglie? - avrebbe voluto dimandar l'altro, ma non ne ebbe 1079 VII| passo. Come entrarvi? Come dimandare alla porta del Buondelmonti? 1080 IV| il riso.~ ~I commensali dimandaron perchè, mentre il padron 1081 III| brasiliano. Il Buondelmonti dimandò loro a uno a uno:~ ~- Sei 1082 III| che aggiunse:~ ~- Venga dimani alla villa verso le quattro.~ ~ 1083 X| Perdio, Rummo! Vuoi che dimentichi tutto?~ ~- Fallo! - gridò 1084 III| della visita il giovane, dimentico anche del mutamento di Giovanna, 1085 IX| Incominciò il Rummo una mattina a dimostrar la decadenza politica della 1086 IX| Giacomo nel calore delle sue dimostrazioni pronunziava una frase orrida 1087 VI| Finito di desinare uscì per i dintorni della villa e spiava nella 1088 X| il cui esito non poteva dipendere da lui. Aveva, come nessun 1089 V| eran tutt'una, che la prima dipendeva dalla seconda: l'animo le 1090 III| porgeva la tazza:~ ~- Poi mi dirà, vero?... perchè con me 1091 IV| espositrice si allungava nella direzione dello sguardo. Afferrò soltanto 1092 I| contro le vilissime classi dirigenti della borghesia e contro 1093 XII| momento, Piero scoppiò in un dirottissimo pianto, nè mai il dolore 1094 VI| incominciò a sentirsi a disagio sulla poltrona, perchè sempre 1095 XII| idee, far di lei una sua discepola, darle quella grande anima 1096 X| suoi d'Italia e d'alcuni discepoli e si raffigurava il loro 1097 III| Oliveira del quale egli era discepolo. La patria lontana era l' 1098 I| lumi d'un'altra nave.~ ~E discese. Giovanna si diresse in 1099 IX| ricchezza del mondo, energici e disciplinati come le macchine di ferro 1100 IV| cose che sembrano tanto discordi: tradire il marito e rimaner 1101 IX| l'argomento e venendo a discorrere delle arti in generale Piero 1102 VII| pugni che s'eran levati per discostarlo. Un momento essa gli aveva 1103 IX| cominciato a conversare, Bruna discostatasi si mise a girar pian piano 1104 X| amici di non muoversi e discostatosi da loro fece alcuni passi 1105 IV| volessero mettersi in croce e si discostavano come se volessero battere 1106 I| non osò interrogare per discrezione, ma la sua faccia mostrandosi 1107 I| solitudine. Piero Buondelmonti discusse altre volte con il professor 1108 I| persone le quali avevano discusso e le altre le quali avevano 1109 I| signora mia.~ ~- Qui si discute di patriottismo.~ ~- Quale 1110 I| loro. Così quando Piero discuteva troppo calorosamente con 1111 I| frasi fatte, strafatte e disfatte. L'uomo del passato è Lei.~ ~- 1112 I| addosso tutti i suoi capelli disfatti, e altre donne le quali 1113 VIII| eran per giorni e giorni disfrenati sul terribile romanzo degli 1114 II| braccia a tanti milioni di disgraziati dispersi per il mondo! E 1115 VIII| in forse se lo avessero disingannato. Sicchè lo stato di Giovanna 1116 X| Erano camerette misere e in disordine e vi erano giovanotti, studenti, 1117 VI| ceri. Qualcuno entrò con un dispaccio. Sua eccellenza annunziava 1118 X| telegrammi e il Rummo ancora disperatamente ostinato si levò su a sostenere 1119 VI| Operaio Italiano» con suo gran dispetto. Ora sentendosi fervere 1120 X| Buondelmonti, a denti stretti, dispettosamente. E non potendo più sostenere 1121 III| quale gli diceva che era dispiacente di non poterlo ricevere 1122 VI| allora noi saremmo molto dispiacenti se per questo dovessimo 1123 VIII| infermiere. Nessuno sapeva disporre i fiori meglio di lui, nè 1124 III| Domenica e donne e uomini si disposero in circolo. Lorenzo Berènga 1125 III| un tratto in questa nuova disposizione di spirito per la prima 1126 IV| parole e certe sue maniere dispotiche, talvolta brutali e persino 1127 IV| di prima? Ma ti odia e ti disprezza! Peggio! A quest'ora s'è 1128 I| professor Axerio, in cuore si disprezzavano e detestavano l'un l'altro, 1129 VIII| e di gioia e la sua mano dissanguata fece l'atto di cercare quella 1130 V| parola d'amore e non potè distaccar le sue labbra dalle labbra 1131 VI| persona si fosse un po' distaccata da lei e nello stesso tempo 1132 I| de' commercianti s'eran distaccati dal circolo e trattisi in 1133 VI| Buondelmonti, e poi il loro distacco a Rio de Janeiro, quando 1134 X| immenso spazio, era un atomo distante migliaia e migliaia di miglia 1135 I| ora che non esistono più distanze, ora tanto più di prima 1136 X| vecchio socialismo europeo distasse ormai da quello nuovo del 1137 VI| in casa.~ ~Aveva la barba distesa lungo il petto, le braccia 1138 V| colline ci son come vezzi distesi, cascatelle di perle! Guardi! 1139 X| parte appariva un segno che distinguesse in quel giorno gli operai 1140 VIII| motivi s'uniscono e non si distinguono più l'uno dall'altro: così 1141 IV| buona notte e aggiungere distintamente:~ ~- A domani.~ ~Un attimo 1142 I| La signora Axerio senza distogliere gli occhi dal Buondelmonti 1143 X| luogo, il prezzo, il modo di distribuire i biglietti la sera dopo 1144 II| fece fortuna e quattro la distrusse. Una volta prestò tutti 1145 V| nulla, avendogli l'amore distrutta tutta la coscienza e tolto 1146 II| egoismo di classe avete distrutto la nazione! Ora poi vorreste 1147 XII| mostrato come la guerra distruttrice di esistenze effimere fosse 1148 III| momento dopo non avesse dovuto disturbar lo zio battendo alla sua 1149 X| io soltanto, e chiunque disturberà, sarà messo alla porta.~ ~- 1150 X| sopprime l'individuo, col divario che in essa l'individuo 1151 III| dalla prima generazione? Diventano figli del paese. Lei, ho 1152 I| lavorano e s'arricchiscono, diventasse italiana. Quando non si 1153 I| spirito. La romanità era diventata sangue del suo sangue e 1154 VIII| fissare il giovane brasiliano diventavano sempre più ploranti. Qualcuno 1155 X| nuovo del quale egli era divenuto seguace; pure in un resto 1156 IX| I lavoratori, gli uomini diversi da lui, rappresentavano 1157 IV| rivalità di professione e dividevano gli animi. Perciò fatta 1158 XII| monumentali, quando l'artista divino e giocoso, il sole, prima 1159 III| forza di questo suolo non divora subito i figli degli stranieri 1160 III| italiano una passione che lo divorava; la quale passione, seppe 1161 III| acuto, sfrenò il cavallo, divorò il tratto di sentiero che 1162 IV| perchè quando l'onestà è docile e se ne va all'ora sua senza 1163 III| notizie, ogni sorta di documenti sulle condizioni degli italiani 1164 III| e il protestantismo, di dogmatica e di oratoria sacra. Poi 1165 X| ricordo di Roma, pianse pianse dolcissimamente e amarissimamente per il 1166 XI| contemplarla e le parlò col cuore dolente. Sarebbe almeno lei tornata? - 1167 I| comprendere la viltà. Si doleva con Giovanna, appunto di 1168 XI| rivoltato tanto, nè aveva dolorato tanto, quanto ora per il 1169 VIII| Piero aveva sulla faccia dolorosa un sorriso, perchè gli pareva 1170 II| ancora, ed ella si voltò domandando:~ ~- Mi vuoi?~ ~Negli occhi 1171 VI| L'Axerio avrebbe voluto domandar particolari, ma non aveva 1172 IV| di sè cercava il modo di domandare lo stesso anche a lui. Ma 1173 I| discutevano, e più voci domandarono:~ ~- Nessuno di noi dunque 1174 VI| propria camera continuò a domandarsi:~ ~- Che novità è questa?~ ~ 1175 III| ricominciai. Ma per chi, domando io? Se fossi stato nel mio 1176 VII| migliore. Ognuno doveva domar le sue passioni per cooperare 1177 I| nazionale avrebbe voluto domare la lotta di classe e l'insorgere 1178 V| parole semplici:~ ~- Io andrò domattina e gli parlerò chiaro: gli 1179 III| dire: - Qui la mia patria domina! - Oh, sarebbe altra cosa!~ ~ 1180 IX| dall'altra parte le classi dominanti eran molli e i governi corruttori. 1181 III| io non posso lasciarmi dominare quando lo scrittore mi manifesta 1182 III| pensiero; ho bisogno di dominarlo io e annoto.~ ~- Ma pure 1183 I| classe dove al parapetto che dominava il ponte basso degli emigranti 1184 X| un tratto una voce forte dominò tutte le altre gridando:~ ~- 1185 II| mio fratello la mania di donare. Ultima fiamma del sangue 1186 XI| ingentilirsi, sviluppar tanti doni che gli aveva dati il Signore, 1187 XII| quattrocento che avevan fatto dono della vita alla patria in 1188 VI| quand'attraversando il ponte dop'una delle solite discussioni 1189 XI| per tanti anni la notte, dopochè il giorno aveva costruito 1190 VI| servitore si coricò. Non dormì ma piombò in un torpore 1191 XI| almeno tu? Oppure anche tu dormirai sola con me fino alla resurrezione 1192 V| risvegliasse un bambino che dormisse, prese una mano di Giovanna, 1193 I| giocavano a carte e altri dormivano sdraiati sull'impiantito 1194 V| d'aspro vello, bruna sul dorso e bianca la palma, come 1195 IX| la sua dottrina. Egli era dotato di mirabili occhi per scoprire 1196 VIII| per conto suo sapeva di dover mentire fino al giorno che 1197 III| parlandogli d'emigrazione e di doveri nazionali; ma il Rummo gli 1198 VI| dispiacenti se per questo dovessimo perdere anche Lei prima 1199 III| dieci settimane a letto e dovetti tornare a Rio. Rimessomi, 1200 VIII| ripensando che quanto prima dovevan dare a quel dolore il colpo. 1201 X| creare un segno di ciò che dovrà fare l'Italia per la sua 1202 V| sarà finita per te: presto dovrai diventare la sua amante!~ ~ 1203 XII| generazioni avvenire d'Italia vi dovranno essere grate. Perchè se 1204 V| Giovanna pensò: - Perchè dovrei ora amareggiarlo? - Giunsero 1205 IV| mai. Nè essa mancava delle dovute cure per il marito, ma non 1206 VII| altro, ma che allora si eran dovuti tante volte ringoiare, ora 1207 XII| navigava alla testa d'un drappello tornando verso la patria 1208 I| labbra carnose alle due rughe dritte sul naso fra ciglio e ciglio, 1209 X| carità di patria. Ma il Rummo drizzando contro di lui la faccia 1210 III| sicuro del fatto suo e senza dubbii:~ ~- Faccio sempre così; 1211 IV| allora Piero non ebbe più dubbio: quegli e la donna che egli 1212 II| labbra uscì:~ ~- Non ho mai dubitato della sua buona fede!~ ~ 1213 II| riattaccando il discorso:~ ~- Non dubito davvero che loro socialisti 1214 X| vorresti essere il loro duce, devi riconoscere che hai 1215 X| del Tanno dove su mille e duegento operai ce n'erano circa 1216 IV| oggi l'inizio d'una pace duratura e feconda per la colonia.~ ~ 1217 V| che di cordialità sotto la durezza.~ ~Piero disse a Giovanna:~ ~- 1218 X| il cielo rosato. A quei duri uomini ferveva il cuore 1219 III| la vita dura. Io son più duro. Ma intendevo dire: per 1220 | ebbero 1221 XII| cadevano già in preda all'ebbrezza delle battaglie, alle volte 1222 III| Porrèna e dava al suo animo un'ebrietà di «vis comica» che si trasfondeva 1223 V| Dio rifulgeva nella luce eccelsa; tutta la catena era una 1224 II| che pareva provenire da un'eccessiva sensibilità non scevra di 1225 VI| certo allontanarsi da Rio. Eccettochè non prenda il volo per l' 1226 | Eccoli 1227 | Eccomi 1228 I| Buondelmonti sentì mille echi di frasi ricorrenti sulla 1229 I| dico un fatto di natura economica.~ ~- Per il passato sì, 1230 IX| moderni, nelle stesse lotte economiche essa portava un animo stremato 1231 I| unità e di potenza. Così educato il Buondelmonti era avverso 1232 X| proporzioni fra cause ed effetti, realmente credeva, a gridare 1233 III| Tanto su di lui era stato efficace l'esempio del Berènga. E 1234 IX| di poter aver una qualche efficacia sull'animo dell'amico. E 1235 XII| distruttrice di esistenze effimere fosse creatrice d'eterno 1236 VI| vedeva andar avanti di passo eguale, piuttosto in fretta, senza 1237 XII| altre ne saranno sorte, egualmente belle e immense. Allora 1238 I| sua bellezza e della sua eleganza. Soltanto una non moveva 1239 IV| molto parigino per le sue eleganze e per le sue finezze e al 1240 X| cercato d'incarnarsi in elementi esterni forti e generosi, 1241 III| al tavolino; la lampada elettrica che pendeva dal soffitto, 1242 XI| nel suolo straniero, per elevarsi esso aveva dovuto profondar 1243 V| nelle rocce una leggerezza elisia. Un sorriso elisio correva 1244 V| leggerezza elisia. Un sorriso elisio correva per il viale leggiero 1245 XII| spazio. Egli nel suo libro l'«Elogio della guerra» aveva celebrato 1246 VIII| alle sue domande e come eludere le sue investigazioni: Giovanna 1247 IV| Filippo provando gusto a farlo emergere dalla conversazione degli 1248 IV| consanguinei avanti che emigrassero in città.~ ~Giovanna sentì 1249 I| In questo caso avremmo un'emorragia interna.~ ~- È quel che 1250 IX| la ricchezza del mondo, energici e disciplinati come le macchine 1251 I| riprese prorompendo con enfasi:~ ~- La patria! Ma tutti 1252 III| come quella del devoto che entra in chiesa. Attraversò un 1253 | entrambi 1254 VII| prima, quando l'aveva visto entrar nell'albergo, era rimasto 1255 VII| muover ancora un passo. Come entrarvi? Come dimandare alla porta 1256 VII| uomo, quell'uomo! - Poi era entrata la madre e dopo qualche 1257 I| discussione, erano appena entrate nella sala da pranzo e s' 1258 VI| per vedere le persone che entravano e uscivano. E quando passava 1259 V| Nicteroy ed ecco le isole Das Enxadas, Das Cobras, Do Vianna e 1260 X| nazionale era stata eroica ed epica l'arte, tanto più intorno 1261 IV| del professore illustre l'epiteto di spirituale, esclamò macchinalmente:~ ~- 1262 III| della Croce del Sud dopo l'Equatore, visto ondulare nella notte 1263 | eravamo 1264 VIII| anni avesse perduta la fede ereditata da' padri e da' padri de' 1265 X| Dinanzi alla capanna s'ergevano le cave di granito sotto 1266 | eri 1267 V| lo strambo Corcovado si erigeva nella luce. Ma verso la 1268 X| pane, cercava le affinità eroiche in cui incarnarsi e propagarsi, 1269 V| guardia dell'imboccatura l'erto Pan di Zucchero e di contro 1270 X| stridula e gridò:~ ~- Non esageriamo! E soprattutto non precipitiamo!~ ~ 1271 I| notte.~ ~Il professor Axerio esaminò di nuovo la ferita, la brancicò, 1272 III| tanto più risaltava nell'esangue macilenza dei volti. Il 1273 III| quaranta bambini macilenti ed esangui, una sorta d'omuncoli malati 1274 III| Io vorrei stare fra gli eschimesi, ma poter dire: - Qui la 1275 IX| gettò le braccia al collo esclamando:~ ~- Tu mi apri gli occhi!~ ~ 1276 VII| voce della signorina Prali esclamare ripetutamente con un accento 1277 VI| ancora arrotondata dall'esclamazione sotto l'arco dei baffi. 1278 IV| appetito.~ ~Si levarono esclamazioni diverse, da cui uscì fuori 1279 VIII| spesso aveva l'aria di voler escludere di camera tutti gli altri 1280 I| eran trovati d'accordo nell'escogitare il rimedio umanitario per 1281 V| saluto ai naviganti che escono dal porto, e dietro all' 1282 III| italiane, tedesche, inglesi, d'esegesi biblica, di storia del cristianesimo, 1283 III| forse cittadini qui, senz'esercitare i diritti politici? E se 1284 IV| perchè nella colonia si esercitavano tanto le discordie e con 1285 XII| oceano a un altro interi eserciti come corpi d'un esercito 1286 XII| eserciti come corpi d'un esercito solo. E allora, come voi 1287 IX| da lanciare un grido per esigere la soddisfazione di un bisogno. 1288 III| involucro della pelle facciale, esilarava il Porrèna e dava al suo 1289 X| giorno aveva affermato: - Non esiste la patria, esistono i lavoratori 1290 IV| come se il Buondelmonti non esistesse, interruppe:~ ~- La signora 1291 III| sconosciuta, i nuovi amici non esistevano più, tutte le cose esteriori 1292 X| in quella che sola era esistita fin lì per lui, nella lotta 1293 X| lotta delle classi il cui esito non poteva dipendere da 1294 I| pubblico un discorso per esporre le sue dottrine politiche, 1295 IV| barba ignara della barbetta espositrice si allungava nella direzione 1296 IV| godendo il piacere di fare una esposizione di genere politico, perchè 1297 IX| camera, dove la poveretta era esposta, non la volevano lasciar 1298 X| mandar telegrammi in Italia esprimenti la devozione delle colonie 1299 IV| indicava lo sforzo dell'esprimersi, ma le sue labbra sorridevano 1300 I| fece una smorfia che non esprimeva nulla.~ ~Dopo di che sopraggiunse 1301 VI| conosciuto il Buondelmonti?~ ~Ed ess'aveva risposto:~ ~- Ci conoscevamo 1302 III| sentimento e nessuna grande idea essendoci più a formare di tante esistenze 1303 | essendogli 1304 | esserne 1305 | esservi 1306 | est 1307 I| veramente la loro esistenza si estendesse per un tempo senza confine, 1308 X| una tragica volontà che si estendeva fuori di lui stesso nella 1309 II| costretta a fare una politica estera vile e la colpa principale 1310 II| del ministro degli affari esteri, della camera, del senato, 1311 III| esistevano più, tutte le cose esteriori erano morte, non poteva 1312 X| alla natura sua, e la vita esterna che era intorno, non gli 1313 III| lasciandosi occupare dalle cose esterne. Per la strada dove andava, 1314 X| d'incarnarsi in elementi esterni forti e generosi, corrispondenti 1315 X| dinanzi all'interno e all'estero, estremi avanzi de' secoli 1316 VII| Finchè la sua voce s'estinse.~ ~Il professor Axerio, 1317 XI| Cogli occhi fissi dove s'era estinto il canto, di là dall'oceano, 1318 X| all'interno e all'estero, estremi avanzi de' secoli servili, 1319 VIII| mostrava il cupo verde della esuberante vegetazione tropicale e 1320 X| che il popolo italiano era esultante, che la gioventù e gli studenti 1321 X| studenti infiammavano l'esultanza del popolo e che il figliuolo 1322 X| pareva che dentro di sè esultasse per la speranza della guerra. 1323 X| abbietto de' servaggi ed esultava nel cuore per le vie della 1324 | Et 1325 XII| effimere fosse creatrice d'eterno umano ideale, e come quindi 1326 X| porre in evidenza il valore etico della guerra e in questo 1327 X| quel vecchio socialismo europeo distasse ormai da quello 1328 X| scritto un libro per porre in evidenza il valore etico della guerra 1329 X| l'Europa e s'eran sempre evitate, perchè la civiltà non voleva 1330 X| sarà messo alla porta.~ ~- Fa' il debito tuo!~ ~Rispose 1331 X| lavoravano nelle officine dei fabbri, centinaia e centinaia in 1332 IX| borghese che incalzava la fabbrica delle armi, e del pacificismo 1333 II| negozianti e padroni di fabbriche tra le primissime di laggiù 1334 | Facciamo 1335 | Faccio 1336 | facendosi 1337 | facesse 1338 | facessero 1339 IV| Porrèna disse una qualunque facezia, tutti risero in coro e 1340 IV| posponeva a un uomo che diceva facezie. A un tratto la voce del 1341 I| vuol dire che ora è più facile che per il passato di abbandonare 1342 IX| così essendo, si trovavano facilmente d'accordo nell'affermare 1343 V| un tratto. «Fiat lux. Et facta est lux».~ ~- Che dice?~ ~- 1344 X| centinaia in quelle de' falegnami e d'altri materiali da costruzione; 1345 X| che dimentichi tutto?~ ~- Fallo! - gridò il Rummo e cieco 1346 V| la virtù cittadina della falsa modestia. Egli mostrava 1347 IX| dell'uomo erano abbassati e falsati. Il rispetto della vita 1348 IV| perfino i suoi gesti fossero falsi e goffi. Dall'ombra della 1349 II| fece atto d'omaggio. E la fama di lui si sparse subito 1350 IV| la famiglia, anzi le tre famiglie, del padre, della madre, 1351 II| Vattene anche tu.~ ~La fanciulla scosse la chioma liberata 1352 VIII| gli animi nella città; le fantasie e i giornali s'eran per 1353 VI| attraversò il cervello un fantasma che gli saziò il cuore: 1354 XII| gran festa di creazioni fantastiche, suscitava con i suoi raggi 1355 | Farà 1356 | farai 1357 | faranno 1358 I| sul serio Le dico che a me farebbe molto piacere averla per 1359 I| dichiarassi fin d'ora che Le farei la corte?~ ~- Anche.~ ~- 1360 | faremo 1361 II| si chiamava Francisco de Faria Lemos e parlava benissimo 1362 | farla 1363 XII| chiamavano Paulham, Lathan e Farman e per tre giorni avevano 1364 XII| aspettando che apparisse il faro annunziatore dello stretto 1365 X| ormai preso da malefico fascino, non potè far di meno di 1366 VIII| era passato per le stesse fasi dello stato di Piero. Dopo 1367 | Fatemi 1368 I| glie la tirarono via a fatica di sotto ai denti e ai capelli. 1369 VI| però tornando dalle sue fatiche professionali aveva piacere 1370 III| giovanotto aveva tutte le fattezze e la struttura e i bei colori 1371 III| al consolato italiano e fattisi dare libri, relazioni, notizie, 1372 I| dieci, venti voci nelle favelle più diverse, perchè anche 1373 XI| tanto, quanto ora per il favor della fortuna.~ ~S'alzò 1374 VII| Ogni tanto si passava il fazzoletto sulla fronte. Finalmente 1375 X| soprattutto quell'ardore di febbre che aveva negli occhi sotto 1376 I| C'era il rifiuto della feccia delle città cacciato dalla 1377 IV| inizio d'una pace duratura e feconda per la colonia.~ ~E quando 1378 XII| alcune sono sterili e altre feconde. - Noi tutti, aveva scritto 1379 I| battaglia; è sacra al lavoro fecondo. Siete uomini del passato!~ ~ 1380 IV| idee sul matrimonio e sulla fedeltà coniugale, e così aveva 1381 VII| parevano affini, per il femminismo, per il libero pensiero, 1382 IX| manda de' fiori per il feretro. - Quella volta non mi spogliò 1383 I| loro della viltà di chi ferisce un inerme.~ ~E pareva che 1384 I| quando sentì parlare di feriti e di sangue, drizzò la barba, 1385 I| di momento in momento gli ferivano gli orecchi gli ululati 1386 II| e solido, con una faccia ferma e una barbetta a punta rossiccia, 1387 X| notizie ed erano agitati. Si fermarono a parlar insieme, riaprirono 1388 X| italiani e ogni poco eran fermati o fermavano.~ ~I giornali 1389 X| ogni poco eran fermati o fermavano.~ ~I giornali pomeridiani 1390 IV| sè e sè con le due rughe ferme e raccolte in mezzo alla 1391 I| facevano tutt'un carnaio fermentante e suppurante, con la prima 1392 I| prima luce risalivano su a fermentare e a suppurare al sole e 1393 X| contro di lui la faccia lo fermò con lo sguardo del nemico 1394 I| aveva intorno le mani e i ferri, si torse più orrendamente 1395 VI| dispetto. Ora sentendosi fervere il cuore di risa vendicative, 1396 X| rosato. A quei duri uomini ferveva il cuore per la patria lontana.~ ~ 1397 IX| non avrebbero potuto far feste d'addio per via del lutto 1398 II| voglio dare un pranzo per festeggiare il suo arrivo e quello del 1399 XII| in mezzo al mare! Vedrai festoni d'isole lungo lungo l'Italia, 1400 VI| tutte e due le mani tese festosamente. Ma appena l'ebbe invitato 1401 III| braccia aperte mandando grida festose, e Piero a un tratto si 1402 II| Riapparve l'uomo cordiale e festoso dell'«Atlantide», l'occhio 1403 IV| con gli occhi che mandavan fiamme; il Buondelmonti disse:~ ~- 1404 VI| braccia distese lungo i fianchi, gli occhi sbarrati e smarriti, 1405 V| s'arresta a un tratto. «Fiat lux. Et facta est lux».~ ~- 1406 I| toccati di nuovo sul vivo non fiatarono, pensarono, e qualcuno disse: - 1407 VI| grande anima.~ ~E non aveva fiatato più.~ ~A un tratto ritornò 1408 X| assistere all'adunanza, ma non fiatò più. Soltanto, dall'angolo 1409 XI| d'altri costruttori, di fidi suoi sottoposti, d'amici, 1410 IX| proseliti, incominciò a nutrir fiducia di poter aver una qualche 1411 X| le vene un'indefinibile fierezza d'esserle figlio, si ricordò 1412 X| Istria e della Dalmazia, figlie dell'Aquila romana e del 1413 IX| Buondelmonti:~ ~- Quella figliuola lì.... Le dirò che cosa 1414 IV| ancora: sapeva spender bene e figurar con poco. L'Axerio, quantunque 1415 V| parevano vere e proprie figure di costellazioni. Ma non 1416 XII| navicelli micidiali che filano sotto mare, ora i veicoli 1417 VII| molte istituzioni e sodalizi filantropici e altri d'altra natura, 1418 V| laggiù nel mare quelle due file di lumi?~ ~- La spiaggia 1419 XII| violette legate intorno da un filo d'oro. Ma soprattutto quelli 1420 VII| invocare, non quello di certa filosofia moderna ma il suo opposto, 1421 XII| dagli artisti, tutte quante finamente come un gioiello, e dove 1422 IV| sue eleganze e per le sue finezze e al tempo stesso passandosi 1423 I| che ha il fanciullo quando finge timidità per giuoco. Qualcuno 1424 VII| veder il Buondelmonti, ma fingendo di non sospettar nulla. 1425 VII| parole per continuare a fingere.~ ~Riprese:~ ~- Noi non 1426 IV| ricevimento e da studio a finir la lettera a Filippo Porrèna. 1427 III| tavolino a pensare se dovevo finirla. A un tratto una voce mi 1428 I| L'«Atlantide» allora finiva di caricar carbone per il 1429 IX| punto disse che il loro fiorire e il loro decadere nella 1430 XII| del mare pareva un'immensa fiorita di violette legate intorno 1431 XI| mai, perchè la sua fortuna fioriva, nè mai era stata così in 1432 XII| l'ansito della nave e il fiotto del mare che la flagellava. 1433 I| ad andarsene con urli e fischi, nessun difendendolo. E 1434 I| passato!~ ~La voce dell'Axerio fischiava, la barba gli sbatteva sul 1435 V| finestra e la sua volontà era fissa: la mattina sarebbe rimasta 1436 VI| non poteva far di meno di fissarne l'immagine dentro di sè. 1437 VII| ma i loro occhi non si fissavano e guardavano basso. C'era 1438 XII| tutta l'anima nelle pupille fisse avanti nella notte, perchè 1439 X| durante il cammino gli s'eran fitte in mente le immagini d'alcuni 1440 XII| anche essi, o una ripa di fiume, poche case, un campanile, 1441 XII| il fiotto del mare che la flagellava. Piero corse lungo il corridoio 1442 I| Pedanti dell'altrui ignoranza! Fogne dell'opinione pubblica!~ ~ 1443 III| appena lo scorse, gli si fogò incontro a braccia aperte 1444 X| classe infuriava tra le folle clamorose contro gli armamenti 1445 II| giovinetta come presa da follia si mise a correre qua e 1446 X| preso da convulsioni e da follìa. Urlò ancora:~ ~- Evviva 1447 VIII| e strette, d'ambo i lati folte di giardini e di selve dentro 1448 X| Sull'ultima sillaba dal folto proruppe una voce stridula 1449 XII| visioni del suo spirito, fondate sull'istinto che egli aveva 1450 II| nome da Dante Alighieri, fondato da lui e da' suoi amici 1451 III| nell'impresa tutti i miei fondi e tutti i miei crediti e 1452 I| resistette al taglio della forbice, l'uomo mise un orrendo 1453 IX| Piero li andava leggendo, formarono il tema de' loro discorsi. 1454 V| e vivi e la baia dinanzi formava lago tutto chiuso da più 1455 I| il rifiuto del mondo che formicolava giù a prua. C'erano sull'« 1456 X| tutte le inimicizie che formicolavano nella colonia e trasse a 1457 X| vittoriosamente dinanzi alla fornace della sera tropicale, dinanzi 1458 II| fra gli orecchi aguzzi.~ ~Fornite le pratiche del porto, i 1459 IV| e troverà un sistema di forniture per l'alimentazione del 1460 I| ascella dove c'era un largo foro che ancora versava un po' 1461 VIII| Rummo senz'accorgersene nel forzar la voce aveva ritrovato 1462 VI| afferrò in lui un che di forzato e con un leggiero sorriso 1463 XII| negli occhi; un nuvolame fosco si moveva per il cielo lasciando 1464 VII| la moglie dinanzi a sè, foss'anche per pochi istanti. 1465 VIII| parve che dai suoi occhi fosser vicine a sgorgar le lacrime. 1466 | foste 1467 V| esprimere il furore ed il fragore di queste Walkirie? Oh i 1468 III| Lorenzo Berènga lesse prima un frammento della Bibbia e poi alzandosi 1469 III| reggere il ciglione che non franasse, e fra loro Piero riconobbe 1470 II| rischiarato. Con la sua franchezza disse al Buondelmonti:~ ~- 1471 II| letterato. Il quale si chiamava Francisco de Faria Lemos e parlava 1472 I| sempre più affermandosi la fratellanza dei popoli. Oggi la vita 1473 X| suo cielo, con un segno di fraternità impresso sul volto della 1474 IV| gli disse con ostentata freddezza:~ ~- Addio, signor Porrèna.~ ~ 1475 V| La Lagoa Rodrigo de Freitas. A sinistra il Morro del 1476 II| nella branca dello zio, fremendo di riprender la corsa. Pure, 1477 III| era il fremito della corsa frenata a stento. Ma a un tratto 1478 X| con gli occhi imperiosi frenava l'assalto del Tanno.~ ~Si 1479 IX| lavoratori per loro soli con frenesia d'amore, e perciò quando 1480 IV| una spiegazione. Essa si frenò ancora, ma sentì che non 1481 III| Axerio avevano cominciato a frequentar qualcuno della colonia e 1482 IV| rara ingenuità e d'una rara freschezza, era molto parigino per 1483 III| mare, dirgli tante tante frivole cose sotto voce, pendere 1484 IV| la coppia cittadina tutta frivolezze e brio. Il Porrèna esponeva 1485 II| senza scavo all'attaccatura frontale. Quando Lorenzo Berènga 1486 II| mia signora.~ ~Tutte le fronti s'inchinarono.~ ~Tosto una 1487 XI| ancora, alla spicciolata e a frotte, e tutti parlavano con voce 1488 III| Avanti! - Mi detti una frustata nella faccia, m'alzai e 1489 IV| modo di porre in mostra i frutti dell'educazione che aveva 1490 VI| Come nasconderò loro questa fuga?~ ~Rimase nel suo studio, 1491 III| adorabile dolcezza negli attimi fuggenti, e ciò era bastato a Piero 1492 XII| presentata a Rio de Janeiro, fuggitiva dal tetto domestico, piccola 1493 V| rideva tutta traforata di fulgido sereno. Allora Piero guardò 1494 V| la catena era una nube di fulgore; il Pan di Zucchero e le 1495 VII| un ruggito di vittoria e fulmineamente la rivoltella gli brillò 1496 XII| imperversavano vento, pioggia e fulmini. Altre volte il Buondelmonti 1497 VII| con la rivoltella ancor fumante dinanzi alla barba ruggente:~ ~- 1498 X| pesava un odor fortissimo di fumato e qua e là si vedevano tabacchi 1499 II| disparte, in piedi, che fumava tutto solo, gli s'accostò 1500 X| accendeva de' primi lumi. Fumò vittoriosamente sulla faccia 1501 VIII| Gran gente aveva seguito i funerali di Giovanna e molte delicate 1502 I| cioè un uomo d'intelligenza fuorviata. Il Buondelmonti lo squadrò 1503 X| e gli si scagliò contro furibondamente gridando:~ ~- Credi tu che 1504 VIII| stato portato via dalle furie del partito. Il ricordo 1505 VIII| socialista militante, e furiosamente militante, nei circoli e 1506 X| fondo al suo petto d'una furiosissima collera, ferito ora gli 1507 V| lumicini radi e leggiadramente furtivi nel buio tra le foglie e 1508 VI| politiche e credeva nella futura solidarietà del genere umano, 1509 VII| rendere più piccola nelle future generazioni umane quella 1510 IX| sindacati i germi del mondo futuro, vedeva questo mondo uscire 1511 VI| fin sulla soglia del suo gabinetto con tutte e due le mani 1512 II| dominante più coraggiosa, più gagliarda, più intelligente.~ ~Il 1513 II| scrittore gli strinse la mano gagliardamente come ad un vecchio amico 1514 I| mano; essa gli sorrise con gaia cordialità e si dissero 1515 III| le signore sentirono un galoppo serrato per il sentiero 1516 IX| principio Giacomo e Piero pareva gareggiassero per andare il più possibile 1517 XII| e per tre giorni avevano gareggiato in potenza di volo e uno 1518 III| città il quale si chiamava Garnier e nella cui bottega frequentavano 1519 V| picchi della Tijuca e della Gavea e i suoi piedi toccano il 1520 VII| approvo la signora.~ ~- Oh! - gemette l'Axerio, si portò una mano 1521 VII| sotto le coltri, mandava gemiti e mugolii tra la barba rabbuffata, 1522 VII| e parve che mandasse un gemito.~ ~E l'altro incalzando:~ ~- 1523 X| per gli individui il seme generativo; e come senza di questo 1524 IV| economia. E quella massima generica era scritta in quella parte 1525 IX| prima volta vide la più generosa forza della nazione. E così 1526 XII| dalle parole di un uomo generoso. La nave che li portava 1527 XII| nazioni, Firenze, madre di genii, e Venezia che concepì nel 1528 X| trasportato dal cattivo genio che aveva preso possesso 1529 I| fango sotto i piedi delle genti, e si diceva fra sè e sè: - 1530 III| si disse:~ ~- Mi scuserò gentilmente, ma non andrò.~ ~ ~ ~ 1531 IV| donnetta di quella stessa gentucola di cui il marito era il 1532 II| studiasse bene l'italiano, la geografia, la storia d'Italia, e che 1533 IX| scienza egli aveva quel gergo, egli che per esprimere 1534 IX| Ei vedeva nei sindacati i germi del mondo futuro, vedeva 1535 III| alzò la voce e si mise a gesticolare sulla faccia d'un italiano. 1536 X| levarono voci:~ ~- Io, io!~ ~E gesticolavano verso il Buondelmonti offrendo 1537 I| avversarii, a voce bassa, senza gestire, si trattavano con le parole 1538 XI| anche la tua sorte e poi la gettammo in fondo al mare? La sorte 1539 X| gridare che si volevano così gettar legna sul fuoco, precipitare 1540 I| accanto a loro di corsa, si gettarono su per la scaletta dalla 1541 X| Avrebbe potuto il socialismo gettarsi in mezzo a loro? Il Rummo 1542 X| Buondelmonti. Questi pure, gettati appena gli occhi sul telegramma, 1543 XI| sul palcoscenico e aveva gettato intorno al collo del Buondelmonti 1544 X| mano in mano, Quirino lo ghermì a volo, mandò un grido, 1545 I| sciocco? - Gli rispose con un ghigno di beffa e di sdegno fra' 1546 V| Guardi! Botafogo è come una ghirlanda aperta.~ ~Eran campi immensi 1547 V| regge d'oro e raggiere, ghirlande e vezzi di perle, lontani 1548 IX| allora le dissi: - Ebbene, giacchè sai, manda de' fiori per 1549 VII| sue stanze, si mise una giacchetta più leggiera, si rinfrescò 1550 VIII| inchinarsi sul volto del giacente e studiarne il respiro trattenendo 1551 VIII| strada carichi di fiori gialli come oro e azzurri come 1552 XII| annunziatore dello stretto di Gibilterra. Aspettavano con tutta l' 1553 I| attentamente. Altri poco discosto giocavano a carte e altri dormivano 1554 XII| quando l'artista divino e giocoso, il sole, prima d'abbandonarli, 1555 I| le palme! Come era stata gioiosa! Egli si era deciso a partire 1556 I| battendo insieme le palme gioiosamente:~ ~- Poltrone! Lei si alza 1557 III| libero, leggiero leggiero e gioioso. Il professor Axerio raccontò 1558 VIII| suo corpo e la sua anima gioivano della luce, dell'aria e 1559 XII| moderno, durante le grandi giornate senza mutamento di cielo 1560 II| concluse:~ ~- Mio fratello Giovacchino a Montevideo ha fatto di 1561 I| Tunisia. C'erano bellissime giovanette arabe con grandi occhi neri 1562 XI| vecchio, mentre pensava ai giovani che sarebbero partiti per 1563 II| opere gli erano note. Era un giovanissimo letterato e giornalista 1564 X| in disordine e vi erano giovanotti, studenti, seminudi per 1565 X| con una faccia maschia e gioviale e disse:~ ~- Se ci sarà 1566 X| infanzia e della sua prima giovinezza trascorse in Italia per 1567 IX| Bruna discostatasi si mise a girar pian piano intorno alla 1568 II| settimana scorsa.~ ~L'Axerio girò a malincuore gli occhi e 1569 X| emigranti sbarcati di fresco e girovaghi ancora senza lavoro, e parlò 1570 VIII| dai giardini e dalle selve gittavano grandi rami sopra la strada 1571 I| coscienza del suo valore e giudicandosi inferiore a loro non parlava 1572 VIII| tribunale, e perciò non dobbiamo giudicare gli altri ma dobbiamo aver 1573 III| grande pietà, nè ora la giudicava più male. Ora gli appariva 1574 VI| rispondere di sì o di no e giudicò che fosse più prudente rispondere 1575 I| A 14 e 45.~ ~- Sicchè giungeremo?~ ~- Nella notte.~ ~Il professor 1576 VIII| salma. E tutti i giorni giungevan fiori all'albergo per Piero 1577 V| fondo. Quelle lassù son giunte a vedere il mare. E di là 1578 X| ma il Buondelmonti aveva giurato di non dimenticar mai ciò 1579 VIII| elegante e selvaggia, a giusta distanza dalla città.~ ~ 1580 II| effetto forse d'una mirabile giustezza di proporzioni, appariva 1581 X| hai rimorso? - Egli voleva giustificare la sua vita. Ma un altro 1582 IV| intorno a sè un silenzio glaciale. E subito il Porrèna disse 1583 X| bandir lui stesso la guerra gloriandosene. Il console, il ministro, 1584 XII| quali la patria si sarà glorificata nel nuovo impero come già 1585 X| contrario e vinceva e si glorificava. Vedeva il Buondelmonti 1586 VII| accostarsi alla moglie con una goccia di liquido sulla punta di 1587 VII| sforzo di padroneggiarsi gocciava sudore dalla fronte. Gli 1588 I| si saziava di chiacchiere godendosi l'ozio della navigazione 1589 VIII| libertà che tornavano a godere, ma il pensiero di Giovanna 1590 XII| soprattutto quelli uomini godevano come fanciulli dinanzi ai 1591 IV| suoi gesti fossero falsi e goffi. Dall'ombra della chioma 1592 X| seduto alla finestra, il gomito nudo sul davanzale, il pizzo 1593 V| esultò per queste parole, gonfiandogli il cuore l'inganno della 1594 V| anche Gonçalo aveva il cuore gonfio di contentezza e gli occhietti 1595 IV| moglie con la barba gonfia e gongolante e vi giunse poco prima de' 1596 II| professor Jacopo Axerio. Questi gongolava vedendo che il console stesso 1597 IV| specialmente nelle piccole chiese gotiche che ogni villaggio aveva, 1598 III| voltato contro l'animo del governatore per agguantarsi poi lui 1599 IX| contemporanee qualcosa di borghese grandemente deplorevole, il prodotto 1600 VI| pensare. Soltanto, la propria grandezza gli stava presente come 1601 XII| i compagni a parte delle grandiose e terribili visioni del 1602 XII| ogni stagione le viti e il grano! Vedrai città che cantano 1603 I| nell'ozio senza fine, e grassi lenoni di Lisbona che menavano 1604 I| voltò ad angolo, scoperse il grasso, fu dentro. Il Buondelmonti 1605 XII| Italia vi dovranno essere grate. Perchè se l'Italia vincerà 1606 VIII| volentieri e a tutti era grato delle cure che avevano avuto 1607 IV| È vero, sì, professore! Gratti la civiltà e troverà un 1608 VIII| gli aveva detto che era gravemente ferita, come lui ma non 1609 X| cominciarono a pubblicare gravissime notizie d'Europa. L'incendio 1610 X| in Italia c'erano stati gravissimi moti di popolo, che il vecchio 1611 VI| senza smetter di sorridere graziosamente. E poi riprese:~ ~- Naturalmente 1612 I| leggiadramente pettinati alla greca e cinti d'un nastro di seta 1613 XII| Buondelmonti aveva celebrato i greci, Alessandro, i romani, tutti 1614 I| barba mentre si metteva il grembiale bianco e i guanti bianchi. 1615 II| magari schiacciandoci. Noi gridavamo contro gli armamenti? Ma 1616 II| Quando sarà in Italia, lo gridi forte che il Brasile è un 1617 II| statura con una faccia ossuta, grigiobarbuta e un po' insaccata in due 1618 V| si sentiva il canto de' grilli e qualche latrato.~ ~Piero 1619 VII| da dire per conto suo a grinta dura: - Così è!~ ~A un tratto 1620 I| scuotersi di dosso i troppo grossi spropositi dello scrittore, 1621 II| Atlantide» entrò nella baia del Guanabara dove sorge Rio de Janeiro. 1622 VIII| tratto fissandolo dal suo guanciale pregò il Rummo di portargli 1623 VIII| con la testa resupina sui guanciali, cereo nell'ombra della 1624 IX| viso verso il Buondelmonti, guardandolo come quei che scruta. Poi 1625 III| Poi il Berènga ricominciò guardandosi sempre le dita:~ ~- Le dissi 1626 III| Eran accanto alla finestra, guardaron fuori, videro dallo svolto 1627 VIII| le lacrime. Gli amici si guardarono di nascosto e rimasero un 1628 II| a viso basso come se si guardasse i piedi e dalla sua mano 1629 V| imboccatura del porto. Ed ecco a guardia dell'imboccatura l'erto 1630 IX| di consentire con Piero e guardingo, con indescrivibile delicatezza, 1631 I| fai il nostro danno se ti guasti con lui? - E quando discutevano, 1632 IV| lascia dietro a sè l'animo guasto! Giovanna non comprendeva 1633 XII| tutti i popoli e gli uomini guerreschi sino a Napoleone Primo. 1634 V| gli occhi e con un'altra guidandoli facevano camminare l'Axerio 1635 IX| animo umano che è in una guisa sola attraverso il tempo 1636 IX| possono essere in mille guise, la legge dell'animo umano 1637 II| della cicatrice del pugnale guizzante sotto il negror della barba. 1638 IV| ristimolò Filippo provando gusto a farlo emergere dalla conversazione 1639 IV| della sala e la sua barba ignara della barbetta espositrice 1640 I| miserrimamente, un popolo ignaro di ambizione e d'orgoglio, 1641 VII| il viaggio. Ma Lei forse ignora fino a che punto sono la 1642 I| individui e delle classi e ignorano che le nazioni debbono esse 1643 IV| poco. L'Axerio, quantunque ignorante di tutto questo, dichiarò 1644 I| deciso a partire per la città ignota e lontanissima, in quel 1645 VIII| Buondelmonti; innumerevoli persone, ignoti della colonia italiana e 1646 | II 1647 | III 1648 V| raccontava storielle, suscitava l'ilarità, diceva:~ ~- Cantiamo, cantiamo!~ ~ 1649 II| che già incominciavano a illuminarsi al cader della notte. Il 1650 III| pendeva dal soffitto, non l'illuminava in pieno, sulla faccia bruna 1651 XII| sorti della guerra.~ ~Erano imbarcati insieme col Buondelmonti 1652 XII| Uno solo non italiano era imbarcato, il giovane poeta di Rio 1653 II| commissioni sino alla scaletta d'imbarco e lì tra il pigiapigia degli 1654 X| agenzia di navigazione s'imbattè in alcuni italiani i quali 1655 II| Una volta per una strada m'imbattei in gente che gridava così. 1656 VIII| giornali e se leggendo s'imbatteva in un passo che altrove 1657 VIII| Giacomo, qualche volta c'imbattiamo in avversarii che si vorrebbero 1658 X| Buondelmonti aveva in un'opera immaginato alcun che d'eroico e tutta 1659 IV| che fosse partito e se lo immaginava in viaggio di ritorno per 1660 X| s'eran fitte in mente le immagini d'alcuni amici suoi d'Italia 1661 XI| mare e qualche nave, si immaginò che una fosse per gli italiani 1662 IX| storia alcune poche verità immanenti, semplici e chiare, delle 1663 VIII| un vasto edifizio sotto immani rocce nude e biancastre 1664 I| vagavano per la sua volta, e s'immergeva nel mare con un piè d'orizzonte 1665 IV| poi non avendo nel paese d'immigrazione i diritti politici eran 1666 VII| tanto la donna che stava immobile in un angolo voltando un 1667 I| comandante ed altri uomini immobili al parapetto del ponte e 1668 X| faccia terribile, ma stava immoto. Di nuovo il Buondelmonti 1669 X| giornali. Le notizie erano immutate, nè più nè meno gravi. Il 1670 V| a poco a poco la pena s'impadronì di Giovanna perchè pensava 1671 III| altro, tutti e tre soli, impalati e stecchiti come andassero 1672 IX| Vieni con me.~ ~Giacomo impallidì di commozione, perchè non 1673 XI| potuto far nel Brasile, imparar tante cose, ingentilirsi, 1674 V| non hanno avuto tempo d'imparare la virtù cittadina della 1675 V| altri, prendeva notizie e impartiva ordini. E le sue parole 1676 IX| un animo stremato ormai e impaurito. Seguì il Buondelmonti mettendo 1677 VI| a te? Che è successo? È impazzita? - Spinto dalla collera 1678 IV| avrei creduto che fosse impazzito! Ma Lei so la risposta che 1679 VII| invase la sua mente e gli impedì di muover ancora un passo. 1680 X| cercò per osteggiarli, per impedire ciò che avrebbero fatto, 1681 X| quella decisione e cercò d'impedirla sostenendo che quei di San 1682 IX| pacificismo borghese che ne impediva l'uso.~ ~Il Buondelmonti 1683 III| ricevere il giorno per un impegno sopraggiuntole da parte 1684 III| di prua tentennare quasi impercettibilmente e sopra c'era una stella, 1685 I| patriotti, è di essere imperialisti.~ ~I commercianti toccati 1686 X| per lui, e con gli occhi imperiosi frenava l'assalto del Tanno.~ ~ 1687 VIII| tenne indietro con un gesto imperioso e tutti rimasero in piedi 1688 XII| sopraggiunte le tenebre della notte imperversavano vento, pioggia e fulmini. 1689 IV| sarebbe stato un bel colpo per impiantar subito il suo prestigio 1690 I| È un urlo di spavento, d'implorazione, di lamento, di disperazione.~ ~ 1691 X| socialismo avrebbe potuto imporre la pace, e il Rummo si ricordava 1692 I| esser leso un vaso interno importante.~ ~- Potrebbe.~ ~- In questo 1693 II| operosità. C'erano tre grandi importatori di prodotti europei, un 1694 I| vale a dire un nemico dell'importazione del vino italiano in Argentina. 1695 IV| delle ciglia e la collera s'impossessò anche di lei.~ ~- Se un 1696 X| consideravano la guerra impossibile come lui voleva. Soffriva 1697 IV| moveva nel petto, d'odio impotente contro i due, che li avrebbe 1698 X| furia di parte e la sua impotenza era perduta lontano lontano 1699 X| con un segno di fraternità impresso sul volto della sua gente, 1700 VII| faccia:~ ~- Ciarlatano!~ ~All'improvvisa ingiuria l'Axerio barcollò 1701 VII| l'occasione del delitto impunito, del delitto sancito dall' 1702 III| nelle costruzioni che ho inalzato qui di mettere un po' di 1703 IV| appena fu sulla soglia, inarcò le ciglia e s'arrestò, tanto 1704 IV| era riuscito a indurre con inauditi sforzi a stringersi la mano 1705 VI| e così fu quella sera.~ ~Inavvertito le si accostò alle spalle 1706 VII| mandasse un gemito.~ ~E l'altro incalzando:~ ~- Perchè in tutto quello 1707 I| dopo, come onda segue onda incalzata dallo stesso vento; e così 1708 I| e così quelli venivano incalzati ed espulsi fuori de' loro 1709 IX| industrialismo borghese che incalzava la fabbrica delle armi, 1710 III| senza aspettar risposta s'incamminò avanti. Andava via in fretta 1711 XII| poi tutti, perchè erano incantati dall'eloquenza che a Rio 1712 XII| del grande inno che più li incantava ancora.~ ~Il Buondelmonti 1713 XII| eterna, nella nazione s'incarna in società vaste e nel corso 1714 III| poteva uscir da se medesimo e incarnar la coscienza d'una nazione, 1715 XII| sacro supremo atto dell'incarnazione nazionale, mentre le esistenze 1716 I| istante come distratta o incerta; poi mettendosi a sorridere, 1717 II| signora.~ ~Tutte le fronti s'inchinarono.~ ~Tosto una voce maschia, 1718 VIII| contento; e poi lo vedevano inchinarsi sul volto del giacente e 1719 IV| sul tavolino, gli occhi inchinati sul foglio di carta, le 1720 I| Qualcuno le si accostò, s'inchinò profondamente e le baciò 1721 VII| Silvestre. Andava su e giù inchiodandosi col mento la barba sul petto, 1722 X| visto bene che altri li incitasse a fare il loro dovere. E 1723 XI| A un tratto i partenti incominciarono a cantare. Era un inno nazionale 1724 II| isolette nella baia che già incominciavano a illuminarsi al cader della 1725 IV| esser suo, portava la sua incomparabile leggiadrìa, la sua gioia, 1726 VIII| ostinata acrimonia di parte incontrandolo per la via. Si ricordava 1727 III| ritrovi dove supponeva d'incontrar il Buondelmonti, e per la 1728 IV| alla prima occasione la sua incontrastabile superiorità. Il giorno della 1729 I| fondo al cuore. Ma s'erano incontrati di tanto in tanto e per 1730 X| accompagnarono. Da per tutto incontravano italiani e ogni poco eran 1731 I| frequenti avvisi per paura d'incontri con altre navi. Piero vedeva 1732 IV| dalla prima vettura che incontrò, vi si fece portare. Il 1733 IX| della religione e dell'incredulità borghese. Tutti i valori 1734 I| odiarlo; e perciò per non incrociare gli sguardi con lui alzò 1735 VI| Axerio con le mani pallide incrociate dinanzi alla barba levò 1736 VI| in un torpore ingombro d'incubi: gli appariva la moglie 1737 I| spesso con lui.~ ~- Sì.... m'incuriosisce quel suo modo di veder le 1738 I| la sua faccia mostrandosi incuriosita, il comandante non sapendo 1739 II| era il rispetto che questi incuteva, e fece atto d'omaggio. 1740 X| tanto in tanto la sua voce s'indeboliva ed egli sentiva un po' di 1741 X| circolarsi per le vene un'indefinibile fierezza d'esserle figlio, 1742 VII| speciale ostinazione che indica malanimo contro chi non 1743 IV| tanto si corrugava e così indicava lo sforzo dell'esprimersi, 1744 IV| sorridevano sempre e così indicavano che quanto essa voleva esprimere 1745 X| ma da tutti levato in una indicibile gioia, non parlava più, 1746 III| quell'uomo pregando patisse indicibilmente.~ ~Quando il Buondelmonti 1747 XI| morto nelle guerre dell'indipendenza italiana, e per tutta la 1748 I| nobile forza da rialzare, da indirizzare a uno scopo. Io stessa so 1749 XII| nazionale, mentre le esistenze individuali muoiono.~ ~Ora tali pensieri 1750 XII| Buondelmonti, quand'ei tornava individualmente in sè, trovava questo rimorso 1751 IV| cui aveva avuto il primo indizio con spavento quella notte 1752 IV| sveglia congiunta con un'indole allegra avevano fatto di 1753 IV| guardare, le avrebbe potute indovinare dai piccoli gesti che essa 1754 VII| Il Buondelmonti avrebbe indovinati i sentimenti che nutriva 1755 III| troppo presto, scese e s'indugiò per la strada da dove cadendogli 1756 IV| professor Axerio, era riuscito a indurre con inauditi sforzi a stringersi 1757 IX| due spiriti borghesi, dell'industrialismo borghese che incalzava la 1758 X| medesimo che per gli altri più inebriante d'un canto trionfale. Solo, 1759 XII| cantano sulla riva del mare inebriate di sole e di malinconia, 1760 I| viltà di chi ferisce un inerme.~ ~E pareva che egli pure 1761 IX| egli che per esprimere l'inesprimibile dell'anima sua aveva la 1762 III| persona diritta e qualcosa d'inesprimibilmente giovanile era in lui, nel 1763 X| gli omiciattoli cupidi e inetti che erano stati tanti anni 1764 I| suo valore e giudicandosi inferiore a loro non parlava più. 1765 II| famiglia nuova.... Dir l'inferno di chi è solo a combattere!~ ~ 1766 V| rivedeva quella barba nera inferocita saltare sui condimenti del 1767 X| gioventù e gli studenti infiammavano l'esultanza del popolo e 1768 VII| uomo simile era incapace d'infingersi.~ ~Quando il professor Axerio 1769 II| sotto il negror della barba infocandosi. Gli occhi s'intorbidarono 1770 I| della rissa continuava a infuriare in basso. Altrove altre 1771 III| brasiliani si sarebbero irritati, infuriati, se uno avesse mostrato 1772 X| ebbro di lotta di classe infuriava tra le folle clamorose contro 1773 IV| certa che l'animo non l'ingannava, scese in città, tornò tardi 1774 V| gonfiandogli il cuore l'inganno della specie che l'aveva 1775 X| uni dopo gli altri medici, ingegneri, altri professionisti, commercianti 1776 VII| Ho alta stima del suo ingegno e del suo carattere. Tutte 1777 XI| Brasile, imparar tante cose, ingentilirsi, sviluppar tanti doni che 1778 VIII| tanta delicatezza. Così s'ingentiliva ora facendo l'infermiere. 1779 IV| romanzo e metà agreste, ingenua, fresca e di semplice e 1780 VIII| che così fosse, nel suo ingenuo attaccamento, per pietà 1781 XII| saranno italiani com'oggi è Inghilterra dovunque sono inglesi. E 1782 XII| quel punto dove egli s'era inginocchiato ed aveva pregato. Perchè 1783 VII| Ciarlatano!~ ~All'improvvisa ingiuria l'Axerio barcollò balbettando 1784 III| imparato il francese e l'inglese. A quarantacinque anni son 1785 IV| signor Porrèna.~ ~Il Porrèna ingoiò il suo sorriso.~ ~Piero 1786 VII| ritornavano per la mente ingombra quelle immaginazioni ed 1787 X| secondo il solito erano ingombre di stracci e di fogli; alcuni 1788 IV| assentimento, perchè voleva ingrazionirsi il direttore del maggior 1789 II| contro il velo, la sua mano inguantata corse in quel punto e lo 1790 IV| guardando a terra con l'occhio iniettato di nero sangue, e disse:~ ~- 1791 X| riposarsi mai, ricercò tutte le inimicizie che formicolavano nella 1792 IV| Speriamo che sia oggi l'inizio d'una pace duratura e feconda 1793 III| sè:~ ~- Son venuto qui a innamorarmi come un fanciullo?~ ~E guardò 1794 I| di sè una inclinazione ad innamorarsi di lei, perchè essa era 1795 I| corte?~ ~- Anche.~ ~- M'innamorerei di Lei. Già l'ho sempre 1796 II| baia, e uno di loro parlò inneggiando, come se fosse stato in 1797 II| sua povera persona. Infine inneggiò anche lui al progresso della 1798 V| le rideva di una felicità innocente come l'infanzia, perchè 1799 IV| la sua sincerità, la sua innocenza tutta olezzante ancora d' 1800 X| raccoglieva volontarii, che innumerevole gioventù accorreva a lui, 1801 VIII| per Piero Buondelmonti; innumerevoli persone, ignoti della colonia 1802 III| albergo quando già era notte inoltrata. Nel suo salotto trovò un 1803 IV| via! Simili argomenti sono inopportuni. Da oggi non ci saranno 1804 X| stracci e di fogli; alcuni inquilini delle stanzette aperte lungo 1805 II| grigiobarbuta e un po' insaccata in due spalle strette e 1806 III| intorno al suo metodo d'insegnamento, ma non gli disse nulla, 1807 IX| che la storia gli aveva insegnato, aveva materiato la sua 1808 VI| nelle sue stanze sentendosi inseguire dal ridicolo. Rinchiuso 1809 X| ostili d'una folla che l'inseguisse, ma non poteva accelerare 1810 VI| medesimo aveva tentato d'insinuarsi nelle grazie della signora, 1811 VIII| meglio degli stessi occhi insistenti di Giacomo Rummo, sapeva 1812 IV| Chi hai visto oggi?~ ~E insisteva:~ ~- Ma d'italiani?~ ~Il 1813 IX| e del furore pei bisogni insoddisfatti. Il giovinetto Giacomo Rummo 1814 IV| rancore che glie lo rendeva insopportabile. Non soltanto la morale 1815 I| domare la lotta di classe e l'insorgere dei partiti. Uno scrittore 1816 I| rispondergli, aveva bisogno d'insultarlo mentalmente dentro di sè, 1817 I| ripetendo dentro di sè nuovi insulti che lì per lì aveva ritrovati 1818 II| gota del Tanno, risentì l'insulto lanciatogli in faccia: - 1819 III| questi pure, uomini di fino intelletto e di curiosità spirituale, 1820 II| siciliano, altri occhi italiani, intelligenti e penetranti, scintillavano; 1821 III| dura. Io son più duro. Ma intendevo dire: per chi si costruisce 1822 II| signore, quando passa. Ma intendiamoci! Non spogliare il giardino!~ ~- 1823 II| gli occhi de' connazionali intenerendosi sempre più della loro tenerezza 1824 IV| istupidita dalla vecchiaia, ma intepidito dal pranzo riandava gli 1825 XII| andarono sovra coverta o l'intera notte camminarono su e giù 1826 XII| da un oceano a un altro interi eserciti come corpi d'un 1827 XI| costruendo la sua propria vita interiore. Stavano lì sotto i suoi 1828 I| caso avremmo un'emorragia interna.~ ~- È quel che sospetto. 1829 IV| andrò! - E per un giorno intero aveva lottato, ma poi aveva 1830 I| professore Axerio non osò interrogare per discrezione, ma la sua 1831 X| Presto questi presero animo, interrogarono il padrone, il Buondelmonti 1832 I| spalancò in faccia i suoi interrogatori, stupefatti, sorrise e gli 1833 III| saperne il più possibile e lo interrogava su Roma e sulle altre città, 1834 IV| dai piccoli gesti che essa interrompendosi di tanto in tanto faceva 1835 I| sangue appena il medico interrompeva la lavatura. L'Axerio osservata 1836 VIII| continuasse un discorso interrotto poco prima:~ ~- È morta, 1837 IV| Buondelmonti non esistesse, interruppe:~ ~- La signora dice che 1838 I| la giornata consueta era intessuta di colazioni e di pranzi, 1839 I| continuava a fissarlo sempre più intimidita sul serio, il Buondelmonti 1840 X| l'acqua alle labbra. Era intollerabile.~ ~Il Rummo soffriva orribilmente, 1841 V| la sua voce argentina e intonava i canti della patria lontana 1842 II| infocandosi. Gli occhi s'intorbidarono di ferocia e dalle labbra 1843 III| nelle colonie!~ ~E cercò d'intrattenere il Rummo parlandogli d'emigrazione 1844 VI| dai tronchi delle palme s'intravedevano villini e giardini. L'ombra 1845 I| Ripassando tra gli emigranti intravide il Buondelmonti in una ressa, 1846 I| del socialismo, teneri d'introdurre i diritti degli uomini tra' 1847 IV| la cameriera tornò e l'introdusse nel salotto dove qualche 1848 VII| negato e avrebbe respinto l'intruso, mentre altrove, il giorno 1849 I| della mano e gli occhi gli s'inumidivano sotto l'ombra della florida 1850 VII| l'incalzò, continuò:~ ~- Inutile, altre parole. Quella persona 1851 IV| d'averci fatto aspettare inutilmente! T'abbiamo aspettato tre 1852 VII| saputo che era molto ricca e invaghitosene con ardente desiderio l' 1853 VI| eran fatte le ricerche ma invano: per tutti gli alberghi 1854 VII| via aveva tutta la mente invasa dal pensiero di sua moglie 1855 VI| Il professor Axerio fu invaso dalla paura del ridicolo.~ ~ 1856 XII| macchine e ogni sorta d'invenzioni, di terra, di mare e di 1857 XI| spiritate. Come quando il vento investe la foresta e ogni albero 1858 I| scaletta dalla cui cima li investì la voce collerica del comandante. 1859 VIII| domande e come eludere le sue investigazioni: Giovanna si trovava sempre 1860 IX| trasformato il suo furore, le invidie che esistono accumulate 1861 IV| levò sul Porrèna gli occhi invidiosi e vide che le due rughe 1862 I| tutta contenta quando a Roma invitandolo al viaggio gli aveva detto: - 1863 I| Lei scherza, amica, invitandomi?~ ~- Un po' scherzo, se 1864 IV| marito glie lo aveva fatto invitare perchè bene accetto alla 1865 V| pensava a Piero che l'aveva invitata a far una passeggiata con 1866 IV| solenne aveva voluto che gli inviti non fossero ristretti solo 1867 III| soddisfazione di parlare di sè. Lo invitò a raccontargli la sua vita. 1868 VII| e il cuore gli balzava invocando la vendetta che da tanti 1869 XII| dal sonno e si metteva a invocar Giovanna con lacrime e con 1870 VII| superuomo che bisognava invocare, non quello di certa filosofia 1871 III| padre saltante dentro l'involucro della pelle facciale, esilarava 1872 V| sono i lumi del Leme e dell'Ipanema.~ ~- E quest'altro cerchio 1873 VI| intendo trovare, nella peggior'ipotesi, una soluzione, e per il 1874 I| momento Giovanna con occhi iracondi, e Giovanna gli spalancò 1875 I| sentiva umiliato. Il suo cuore irascibile si sdegnava contro un popolo 1876 I| come l'ipocrisia della sua ironia. Guardava come se irridesse 1877 XI| stanza e levata la fronte s'irradiò di contentezza. In fretta 1878 X| per motivi di rivalità era irreconciliabile nemico del Tanno, e lo trasse 1879 V| paura perchè aveva sentito l'irresistibile veemenza di Piero quando 1880 IV| vuole.~ ~Anche Giovanna era irriconoscibile; il Buondelmonti s'avanzò 1881 I| ironia. Guardava come se irridesse l'orizzonte oppure pensasse 1882 V| occhi e dalla barba tutt'irritata. In quei momenti essa aveva 1883 III| brasiliani si sarebbero irritati, infuriati, se uno avesse 1884 VII| po' di male; egli s'era irritato e l'aveva vinta con brama 1885 VI| sul torace cadaverico ed irsuto. Finchè si coricò accanto 1886 I| Axerio e rivolgendosi per ischerzo allo stesso lattante andava 1887 XI| origine italiana che s'era iscritto nella colletta per quella 1888 XII| laghi leggiadre come la tua isoletta Fiscal, isole del mare che 1889 IX| di risentire il canto d'Isotta sul morto Tristano. Così 1890 X| una guerra dell'Italia in ispecie. In mattinata rivide il 1891 IX| ispirava quel sentimento che ispira una cosa buona e umile quando 1892 I| sentimento della vita individuale ispirandogli sempre più amore. Un mese 1893 III| emigrazione. Ella diventava l'ispiratrice della stessa sua coscienza 1894 I| sa che non trovi laggiù l'ispirazione per il suo capolavoro e 1895 I| signora aveva taciuto un istante come distratta o incerta; 1896 VII| sè, foss'anche per pochi istanti. Egli non pensava più a 1897 III| dall'agir secondo i proprii istinti e il proprio carattere, 1898 VIII| quattordici anni, forse per una istintiva reazione contro la propria 1899 IV| ma in così fare sentiva istintivamente le rassomiglianze piacevoli 1900 IV| Ma questi per un moto istintivo di vergogna, quando il Porrèna 1901 I| nazione vogliono fare un istituto per rimediare ai mali degli 1902 III| Rummo, quando furono in istrada:~ ~- Queste scuole sono 1903 X| con altre sorelle dell'Istria e della Dalmazia, figlie 1904 III| scuole sono davvero un debole istrumento per la conservazione dell' 1905 VI| nei giornali. Viaggia per istudio.~ ~Esso non ci aveva pensato 1906 IV| colonia. Aveva la faccia istupidita dalla vecchiaia, ma intepidito 1907 III| che ci sono per educare italianamente i figli nella colonia, mancando 1908 | IV 1909 | IX 1910 III| poeta nazionale del Brasile Joâo Antonio de Oliveira del 1911 I| mettere delle pinzette ai labbri del taglio, e il medico 1912 I| muscolose, si curvò, tagliò al labbro della ferita, tagliò dritto, 1913 VII| Axerio con l'accento che vuol lacerare il cuore del nemico, disse 1914 XII| questo rimorso pronto a lacerargli il cuore. E di notte balzava 1915 IV| suoi occhi che parevano lacerati.~ ~Poco dopo, Piero seguìto 1916 IX| una ferocia tale che gli lacerava il petto ancora debilitato 1917 II| qualche italiano scendendo lacrimò sul mare.~ ~I brasiliani 1918 VI| punta di piedi e come un ladro, perchè aveva paura de' 1919 V| di lumi a destra?~ ~- La Lagoa Rodrigo de Freitas. A sinistra 1920 VIII| a piangere a piangere a lagrime colanti e senza singhiozzi, 1921 V| nubi tempestose e sotto, la laguna stagnante mandava lucori 1922 III| bene. Non son uomo io da lamentarmi se trovo la vita dura. Io 1923 V| le aveva dato di sciocca, lampeggiando odio dagli occhi e dalla 1924 II| ho spezzato tutte le mie lance per la nazione e per gli 1925 II| non ho spezzato mai una lancia per la borghesia e per gli 1926 IX| coloro i quali avevano da lanciare un grido per esigere la 1927 II| Tanno, risentì l'insulto lanciatogli in faccia: - Evviva Menelik!~ ~ 1928 X| collera, ferito ora gli lanciava sin agli occhi il più feroce 1929 IV| America del Sud per caricar lane di pecora e pelli di bue.~ ~ 1930 IV| nel suo cammino, le linee larghe dell'orizzonte, le selve 1931 XI| aveva detto all'altro: - Lasciamelo un momento ancora! - Ma 1932 III| lui, cercò di liberarsene lasciandosi occupare dalle cose esterne. 1933 V| il volo delle Grazie che lasciano dovunque i loro veli e i 1934 IX| affermare meno per parte sua e a lasciare che l'altro affermasse di 1935 II| Gli occhi di Bruna non lasciarono Piero, le sue labbra aggiunsero:~ ~- 1936 IV| tutti e due quali li aveva lasciati al ricevimento brasiliano: 1937 IX| Tutti gli amici italiani lasciavan Piero men che potevano solo 1938 X| e scendevano e smovevano lastre altri operai de' quali pure, 1939 XII| quali si chiamavano Paulham, Lathan e Farman e per tre giorni 1940 I| Potremo operare a Dakar. A che latitudine possiamo essere stamani?~ ~- 1941 V| canto de' grilli e qualche latrato.~ ~Piero disse:~ ~- I brasiliani 1942 V| rassomigliante a quello della Via Lattea, e quando Giovanna levava 1943 I| voltatolo sul fianco lo andavano lavando sotto l'ascella dove c'era 1944 I| il medico interrompeva la lavatura. L'Axerio osservata un momento 1945 I| che la terra sulla quale lavorano e s'arricchiscono, diventasse 1946 XII| scorrevan sangue, furon lavorate dagli artisti, tutte quante 1947 III| stato in Italia un forte lavoratore ed ora da più d'un mese, 1948 IX| Italia?~ ~Piero rispose:~ ~- Lavoreremo insieme.~ ~Giacomo esultando 1949 V| fondo al suo essere: la sua leale rettitudine. L'educazione 1950 XII| immensa fiorita di violette legate intorno da un filo d'oro. 1951 V| violento? Basterà ch'ei legga sulle mie labbra una parola 1952 IV| signor Buondelmonti?~ ~Un leggerissimo riso uscì dalla gola di 1953 IX| riconosciuto, tanto aveva il cuore leggero e contento. Un sorriso che 1954 IV| portava la sua incomparabile leggiadrìa, la sua gioia, la sua sincerità, 1955 V| Das Cobras, Do Vianna e la leggiadrissima isola Fiscal e l'isola del 1956 VII| soffii del vento, ai più leggieri moti del pensiero e dello 1957 III| il giorno, mi metto qui e leggo e studio. Veda, per le mie 1958 X| si volevano così gettar legna sul fuoco, precipitare gli 1959 X| stavano barconi carichi di legname e uomini seminudi li scaricavano. 1960 I| di due ore prima, pane e legumi per terra, e apparivano 1961 XI| svegliar la giovinetta toccò un lembo della coltre, si portò la 1962 V| quelli dietro sono i lumi del Leme e dell'Ipanema.~ ~- E quest' 1963 II| chiamava Francisco de Faria Lemos e parlava benissimo l'italiano 1964 I| ozio senza fine, e grassi lenoni di Lisbona che menavano 1965 II| con una voce nasale dolce, lenta e un po' strascicata, e 1966 III| dell'italiano, ma già una lentezza, simile a quando prende 1967 I| sicuri, rapidi, ma parevan lenti tanto eran calmi. Non vi 1968 X| dell'Aquila romana e del Leon di San Marco. Alto, giovane, 1969 XII| l'Aquila e passeggiò il Leone, le vedrai, se torneranno 1970 I| cucina.~ ~- Potrebbe esser leso un vaso interno importante.~ ~- 1971 IV| lontano nella via: camminavan lesti; accelerò il passo: eran 1972 III| aveva trovato mai di simile letteraturaccia da omiciattoli. Ed ora in 1973 IX| aggiungendo che li avrebbe letti volentieri. L'amico il giorno 1974 II| infanzia si nutriva la mente di letture italiane, e perciò insieme 1975 X| pagamento.~ ~Subito il Tanno levandosi sulla punta de' piedi, piccoletto 1976 I| discosto, continuavano a levare di tanto in tanto gli occhi 1977 X| lui stesso; avrebbe voluto levarsi e agire per le classi; ma 1978 XI| arrestò in mezzo alla stanza e levata la fronte s'irradiò di contentezza. 1979 VII| alla morte.~ ~La mattina, levatosi, invece di scrivere al Buondelmonti 1980 III| Axerio raccontò della prima lezione che aveva fatta alla facoltà 1981 I| è un modello di borghese liberale.... democratico.... radicale....~ ~- 1982 VII| Senza muover la sua nè liberare il braccio l'Axerio con 1983 III| padrona di lui, cercò di liberarsene lasciandosi occupare dalle 1984 II| dell'«Atlantide» furono liberi di scendere a terra. E quando 1985 III| Buondelmonti da un celebre libraio francese della città il 1986 XI| giunto alla villa si mutò. Licenziati gli amici pranzò solo. Alzatosi 1987 XI| onda lasciò sull'arena del lido. In piedi, accanto al capezzale 1988 V| alcuni momenti era tutta lieta. Poi l'animo le diceva: - 1989 II| che veniva loro offerta al limitare del nuovo mondo.~ ~La signora 1990 IX| vivevano per lui oltre i limiti della sua vita e della sua 1991 IV| natura, si rispecchiava limpidamente. L'eroina era una signora 1992 V| negri, tenuta con cura e linda.~ ~I visitatori salirono 1993 I| mare con un piè d'orizzonte lindo. Venne il tramonto, venne 1994 IV| fronte, in forma di piccola lira. Finchè riaprì bocca e disse:~ ~- 1995 XII| sua vita era finalmente lirica nella realtà dei fatti com' 1996 V| viaggio d'Italia!~ ~E il furor lirico già portava via verso l' 1997 I| fine, e grassi lenoni di Lisbona che menavano a Buenos-Aires 1998 X| il padre era passato a Livorno, e il Rummo si sforzava 1999 IV| prendeva latte, gli aveva lodato il Buondelmonti. E vedendolo 2000 IV| coronare la sua opera e darsi lode:~ ~- Speriamo che sia oggi