Cap.

 1    1|     siamo?~ ~— Si vede che lei, caro ingegnere, mi scusi, veh!
 2    1|         lavori. Ma fra un anno, caro ingegnere, voi pagherete,
 3    3|         pelo e via!~ ~— Ah, no! caro Vermutte; quest'affare mi
 4    3|          troppi questi parenti, caro Vermutte! Eppoi, da quello
 5    3|          Ma io, se fossi in te, caro Vermutte, mi affiderei alle
 6    3|   avvogliati di lavoro. Quella, caro Vermutte, quella è la vera
 7    3|   angiolo del cielo!~ ~— Nulla, caro Vermutte. Ti ho detto la
 8    3|         conigliolaia.~ ~— Male, caro Vermutte, male!~ ~— Eh,
 9    6| MONUMENTO~ ~ ~ ~— La questione, caro signor Annibale, è semplice,
10    6|      diranno di tutti i colori, caro signor Annibale, e noi dovremo
11    6|         signori e da poeti, io, caro Falsetti, me n'occuperei
12    6|    ascoltato.~ ~— Ma no, ma no, caro Professore...~ ~— Ma, via,
13    6|      Chiavacci farmacista; nome caro ad Igèa per le sue inimitabili
14    8|        e me la rivolta.~ ~— Eh! caro mio. O che lavoro è questo ? —
15    9|    piglia rimedio a tempo, qui, caro mio, ci si lascia la pelle!~ ~—
16   15|       veleno nel fiato.~ ~— Ma, caro lei, in qualche modo bisognerà
17   15|   baccelline ne toccano. Eppoi, caro Sindaco, i proverbi non
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