Giacomo Zanella
Liriche

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Una villa eretta dal Palladio (lxxxiii).

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Una villa eretta dal Palladio (lxxxiii).

 

Con lento passo alle frondose rive

Io mi tolgo talor dell'Astichello;

Né sul quadrante un'ora descrive,

Che al marmoreo non giunga antico ostello,

 

Ove di Paolo ancor grandeggia e vive

L'impetüoso animator pennello,

Che di ninfe, d'eroi, di numi e dive

De' Calidonî il nido altier fe' bello.

 

O logge! o mense! o cembali! o vïole!

O sedenti matrone! o di leggiadre

Donzelle e cavalier giochi e carole

 

Eterna festa! Non negar, Natura

Che tu d'ogni bellezza augusta madre,

Dalla figlia sei vinta in queste mura.

 


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