Giacomo Zanella
Liriche

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Il grillo (lxxxviii).

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Il grillo (lxxxviii).

 

Dolce come di rivoli zampillo

Giù da muscosa pietra, o tintinnio

Di premuto orïuol lusinghi, o grillo,

Di sotto al focolar l'orecchio mio.

 

Tu nell'imo ricovero tranquillo

Segui indefesso il tuo costume; ed io

Dell'ozïosa seggiola al tuo trillo

Attendo e l'ora delle coltri obblio.

 

A' gravati occhi miei la lampa asconde

L'ultimo guizzo; il mio pensier io sento

Che si mesce al tuo suono e si confonde,

 

E parmi fluttüar, come per vento

Leggera nave abbandonata all'onde,

E cosí vaneggiando m'addormento.

 


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