Giacomo Zanella
Liriche

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Sopra una conchiglia fossile

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Sopra una conchiglia fossile

nel mio studio

(1864).

 

Sul chiuso quaderno

Di vati famosi,

Dal musco materno

Lontana riposi,

Riposi marmorea,

Dell'onde già figlia,

Ritorta conchiglia.

 

Occulta nel fondo

D'un antro marino

Del giovane mondo

Vedesti il mattino;

Vagavi co' nautili,

Co' murici a schiera;

E l'uomo non era.

 

Per quanta vicenda,

Di lente stagioni,

Arcana leggenda

D'immani tenzoni

Impresse volubile

Sul niveo tuo dorso

De' secoli il corso!

 

Noi siamo di ieri;

Dell'Indo pur ora

Sui taciti imperi

Splendeva l'aurora;

Pur ora del Tevere

A' lidi tendea

La vela di Enea.

 

È fresca la polve

Che il fasto caduto

De' Cesari involve.

Si crede canuto

Appena all'Artefice

Uscito di mano

Il genere umano:

 

Tu, prima che desta

All'aure feconde

Italia la testa

Levasse dall'onde,

Tu, suora de' polipi,

De' rosei coralli

Pascevi le valli.

 

Riflesso nel seno

De' ceruli piani

Ardeva il baleno

Di cento vulcani:

Le dighe squarciavano

Di pelaghi ignoti

Rubesti tremoti.

 

Nell'imo de' laghi

Le palme sepolte;

Nel sasso de' draghi

Le spire rinvolte,

E l'orme ne parlano

De' profughi cigni

Sugli ardui macigni.

 

Pur baldo di speme

L'uom, ultimo giunto,

Le ceneri preme

D'un mondo defunto:

Incalza di secoli

Non anco maturi

I fulgidi augùri.

 

Sui tumuli il piede,

Ne' Cieli lo sguardo,

All'ombra procede

Di santo stendardo:

Per golfi reconditi,

Per vergini lande

Ardente si spande.

 

T'avanza, t'avanza,

Divino straniero;

Conosci la stanza

Che i fati ti diêro:

Se schiavi, se lagrime

Ancora rinserra,

È giovin la terra.

 

Eccelsa, segreta

Nel buio degli anni

Dio pose la mèta

De' nobili affanni.

Con brando e con fiaccola

Sull'erta fatale

Ascendi, mortale!

 

Poi quando disceso

Sui mari redenti

Lo Spirito atteso

Ripurghi le genti,

E splenda de' liberi

Un solo vessillo

Sul mondo tranquillo;

 

Compiute le sorti,

Allora de' cieli.

Ne' lucidi porti

La terra si celi:

Attenda sull'àncora

Il cenno divino

Per novo cammino.

 


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