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I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
(1864).
Fra l'ardue spire del camino e cala
Del tizzo semispento
L'ultima fiamma ad agitar coll'ala.
La tremebonda vampa,
In fantastica danza i fluttuanti
Sull'opposta parete ombre giganti.
Nel buio fondo di muscosa roccia
Batte sul cavo porfido una goccia;
Dall'oscillante pendolo il minuto
Nell'abisso del tempo andar perduto.
Stanza fanciullo udía, quando nel verno
Cinger cogli altri il focolar paterno.
Gli amati labbri. Ma tu già non taci,
Col tuo squillo immortal l'ore fugaci,
Che se al sonno mal vigili la testa
L'universo non dorme e non si arresta.
Che son? che fui? Pel clivo
Della vita discendo, e parmi un'ora
Correa sui monti a prevenir l'aurora.
Nato con me, verdeggiano le chiome;
Di me, cangiata larva, altro che il nome.
Precipitoso io varco
Di lustro in lustro: della vecchia creta
Lo spirto avido anela alla sua mèta.
Non io, non io, se l'alma
Da' suoi nodi si sferra, e si sublima,
Che sente degl'infesti anni la lima.
A piú perfetta vita, e senza posa
Al suo merigge ogni creata cosa.
In frutto il fiore: dalla cava pianta
Che april di vellutate iridi ammanta.
Non quale la rischiari
Da' tuoi remoti padiglioni, o Sole,
Opaca un dí questa rotante mole;
E di zolfi rovente e di metalli,
L'erta ascendeva de' celesti calli.
I regni delle felci: a mano a mano
Fêro gli spenti mostri al seme umano.
Non mai paga natura, e dal profondo
Volve indefessa a dí piú belli il mondo.
D'un avvenir meraviglioso. Il nulla
Io nella tomba troverò la culla.
Già non ebbero i miei progenitori;
Per le foche passando e pe' castori,
Le belve ad abbracciar come sorelle;
Una patria superba oltre le stelle.
De' congeneri uranghi il piè torcendo,
Io verso le serene
Plaghe dell'alba la montagna ascendo.
Trascorrere pel ciel: dall'Orïente
Fannosi incontro all'infiammata mente,
Fragrante, che dall'ultimo orizzonte
A Colombo blandía la scarna fronte.
Intimi lampi e desiderî immensi,
Che a moribondo nume arde gl'incensi,
Chiudetevi nel canto
Del solingo poeta, e men doglioso
Che il sasso scalderà del suo riposo.