Giacomo Zanella
Liriche

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Un mattino d'inverno sui colli Berici

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Un mattino d'inverno sui colli Berici

(1872).

 

Vittorïoso il sol spezza le nebbie,

Che, sgominate, in lieve

Falange si dileguano

Dietro le selve ancor vacue di neve;

E paiono velate monacelle

Che in lenta fila tornino alle celle.

 

Laggiù nella pianura escon, dal candido

Mar, palagi e tuguri;

Ritti, come fantasime,

Giganteggian dell'alpe i coni oscuri

In lontananza; e luccica, ad imago

D'argentea benda, appiè de' boschi, il lago.

 

Tutti gli augelli o valicâr l'oceano

O, nelle grotte occulti,

Il grigio ciel sogguardano;

Tu sol, crollando la brina, a' virgulti,

Saltelli, o re delle siepi piccino,

E conforti di canto il mio cammino.

 

Picciolo alato, alla natura in lagrime

Fedel solo rimasto!

Cosí le spalle volgere

Suole sovente alla sventura il fasto;

E nel tetto dei ricchi, or senza pane,

Ultimo amico il povero rimane.

 


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