Giacomo Zanella
Liriche

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Natura e poesia (ii).

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Natura e poesia (ii).

 

Sull'aprico rïalto, ove le mura

Del piccioletto mio Linterno eressi,

Erano arate zolle e di matura

Non ignobil vendemmia i tralci oppressi.

 

Ma tu di me non dorrai, Natura,

Quando, precorsa da' tuoi lieti messi,

Colma il grembo di fiori e di verzura

Verrai di maggio a visitare le mèssi.

 

O delle cose onnipossente, antica,

Madre immortal, se del tuo fertil regno

Con calce e sasso invasi alcuna parte,

 

Non sarò sconoscente; e della spica

E del grappolo invece, il desto ingegno

L'etereo fior t'educherà dell'arte.

 


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