Giacomo Zanella
Liriche

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Il funerale (vii).

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Il funerale (vii).

 

Quel le rote tacquero e le spole;

risonò nell'ampia sala il canto.

Era di marzo; e non aveva il sole

Rinnovellato alle campagne il manto;

 

Ancor le siepi non avean vïole,

E fioriva soletto il calicanto.

Ma non mancâr mestissime parole

E d'accorate giovinette il pianto,

 

Che in bianco abito chiuse, e della cera,

Che nelle destre ardea, piú bianche in viso,

Portavan altre, ed altre in lunga schiera

 

Seguian la bara dell'estinta amica,

Commiserando il caro fior reciso,

L'orbato amante e l'egra madre antica.

 


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