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| Alfabetica [« »] eppure 21 equivoche 1 equivoci 1 era 263 erano 53 erbe 2 eredità 1 | Frequenza [« »] 300 in 273 con 264 della 263 era 248 barberina 246 più 219 quella | Emilia Ferretti Viola (alias Emma) Una fra tante Concordanze era |
Cap.
1 Pre| prima.~ ~Sentiva che non era più possibile, sapendo quel 2 1| d’agiati commercianti.~ ~Era fresca e robusta, timida 3 1| tanti anni nei monti ove era nata.~ ~Essa esciva dalle 4 1| Anch’essa, come l’educanda, era stata rinchiusa in un breve 5 1| resto del mondo; anch’essa era stata abituata ai lunghi 6 1| Barberina di casa sua era poverissima.~ ~Essa lo sapeva 7 1| dire la povertà. Mentre era ancora a casa sua, indovinava 8 1| indovinava che la miseria era cosa che non soltanto la 9 1| tormentavano i genitori, ma che era una disgrazia che l’avrebbe 10 1| appetito, e al suo gusto era parsa ognora squisita; il 11 1| salute in tutto ciò che era intorno a lei. Attingeva 12 1| un piacere di vivere che era fecondo di vita.~ ~Cresceva 13 1| intellettuale fu lento.~ ~Non era provocato artificialmente, 14 1| combinarsi poi con quello che era fuori di lei.~ ~I suoi pensieri 15 1| e che pur desiderava.~ ~Era l’educanda che usciva dalle 16 1| aveva mandata a chiamare, era una vecchietta ancor vispa 17 1| babbo e il nonno. Il nonno c’era stato, era il solo che l’ 18 1| nonno. Il nonno c’era stato, era il solo che l’avesse vista, 19 1| città dove esse si trovavano era situata presso il confine 20 1| valle.~ ~Pianse. Sì, adesso era povera, lo sapeva, ne era 21 1| era povera, lo sapeva, ne era certa. Aveva visto le belle 22 1| aveva indovinato che cos’era la povertà. Era il sudiciume 23 1| che cos’era la povertà. Era il sudiciume che cade in 24 1| per la società. Essa si era sentita presa nell’ingranaggio 25 1| ingranaggio di quella macchina; s’era sentita presa dolcemente, 26 1| il caprajo a dirle addio. Era un giovanotto allegro e 27 1| bambini.~ ~La Barberina s’era abituata ad ascoltare la 28 1| le capre di Luca, e che era solo a guardarle come era 29 1| era solo a guardarle come era lei; e le faceva piacere 30 1| piacere di sapere che egli non era lontano. E il canto di Luca 31 1| rumori della campagna, ma le era divenuto familiare come 32 1| quel grido, turbata com’era dal proprio dolore.~ ~Barberina 33 1| 8210; le disse Luca che era rimasto vicino a lei. 8210; 34 1| il dolore stesso, ma che era pur sempre gioia. Per opera 35 1| dette ora.~ ~Per Barberina era finita quell’epoca di vita 36 1| per lei che dolore, e lo era.~ ~Nell’infanzia si spera 37 1| bastava.~ ~Quel quarto d’ora era stato tanto pieno di avvenimenti, 38 1| gran pezzo. Ormai non c’era più nulla a dire, e quella 39 1| sognato di poterlo essere.~ ~Era la pienezza del sentimento 40 2| giunse alla città, essa era talmente confusa e maravigliata 41 2| paurosa quella scena. Nessuno era ancora venuto a prenderla 42 2| e le domandò se essa non era la Barberina, che veniva 43 2| confessò arrossendo che s’era molto vergognata di tutta 44 2| non durò molto. Barberina era intelligente e docile, e 45 2| penombra della sua cucina.~ ~Era la fata maravigliosa che 46 2| e protetta la bambina.~ ~Era una natura delicata, ma 47 2| lontana da tutti, non s’era mai sentita sola; perché 48 2| una virtù.~ ~Barberina s’era sentita sola per la prima 49 2| viaggio da N, dove pure s’era trovata in mezzo a tanta 50 2| abbandono, d’isolamento le era sempre rimasto; lo provava 51 2| non sapeva che male fosse; era una paura lontana, vaga 52 2| più soffrire la Barberina era la mancanza di quell’aria 53 2| strumenti di tortura? C’era dunque della gente felice 54 2| anche qui? felice come lo era stata lei una volta, quando 55 2| lei una volta, quando lo era tanto, che non aveva neppure 56 3| al gran mutamento che si era operato nella sua vita. 57 3| ammalata dichiarò che il male era lungo, difficile a guarirsi 58 3| fede in quella padrona, che era sempre stata giusta e amorevole 59 3| Nel luogo ove si trovava c’era un’afa, un brulichìo di 60 3| raccapezzare dove fosse.~ ~Era in un letto stretto e duro, 61 3| ogni cosa.~ ~Vicino a lei era una giovanetta pallida e 62 3| accanto un’altra malata. Era una donna di mezza età, 63 3| lamento. Poi, quando la suora era andata via, si voltò verso 64 3| Barberina sentì ridere. Era un riso soffocato, triviale. 65 3| piangessero? Che cosa c’era lì dentro in quella sala, 66 3| dolore stesso? Che cosa era che in quel luogo le metteva 67 3| giovane, ma ancor bella, che era seduta sul letto con un 68 3| hanno preso, non si sa! Non era roba da farne danaro, ghiottonerie 69 3| di Barberina.~ ~8210; Chi era? 8210; chiese dopo un momento 70 3| più altro.~ ~La Barberina era più sgomentata dal modo 71 3| malattia simile alla sua.~ ~Era quella sala, situata a terreno, 72 3| faceva a lei e a tanti altri. Era un male ignoto che colpiva 73 3| sempre presso di sé, perché era una brava e onesta ragazza, 74 3| della sua signora, che non era solita a prodigarne, le 75 3| suo dovere dal giorno che era partita. E si figurava spesso 76 3| la giovanetta, come non era mai stata prima fra loro. 77 3| sempre più brevi, e che c’era nel contegno della sua signora 78 3| aveva bisogno di lei, che era malata, che stava forse 79 3| e le infermerie, essa si era figurata che quella corrente 80 3| abitino di tela col quale era entrata nell’ospedale, fece 81 3| e più limpido di prima. Era una mattina chiara e fresca 82 3| fresca di settembre. La città era animata da un lieto andirivieni 83 3| abitava la sua signora e che era assai discosta dall’ospedale, 84 3| casa ove essi abitavano era situata in uno stretto crocicchio 85 3| 8210; Povera signora Rossi, era buona e non si meritava 86 3| singhiozzi.~ ~La signora Rosa era molto noiata della piega 87 3| parlò ieri, e tutti buoni; c’era una signora che cercava 88 3| mettevano al quartiere che era stato abitato dai suoi padroni, 89 3| finestre dal posto in cui era. L’angoscia di quel momento 90 3| quella signora Rosa, che era il solo essere vivente che 91 4| fondo di essa; ma la bottega era piena; un uomo vuotava precisamente 92 4| cosa, le raccontò quanto era accaduto, allora l’ortolana 93 4| il discorso.~ ~Barberina era sulle spine.~ ~Ritta davanti 94 4| supplichevole l’ortolana. Essa era nella strada tutta sola, 95 4| per essa una voragine.~ ~Era sull’orlo, cadeva.~ ~La 96 4| il peso della sua mano: era un pomodoro.~ ~L’ortolana 97 4| la ruota di una carrozza era passata troppo vicino alla 98 4| incontravano sorridenti; era dunque tutta quella gente 99 4| alla sua angoscia non v’era fra tutta quella gente chi 100 4| Nella grande città dove c’era tutto, tutto quello che 101 4| comperare delle susine. Era una vecchia vestita civilmente, 102 4| tempi, ma che ormai non era soltanto fuor di moda, ma 103 4| stava più insieme, tanto era sdruscito e usato. Quella 104 4| destra, o a sinistra. Per lei era tutt’uno. Se avesse potuto 105 4| quella via, così sola com’era, stanca e debole, e avrebbe 106 5| Quella guida, quel consiglio, era la carità religiosa.~ ~Il 107 5| tutti; e l’insegnamento era buono, fosse bugiarda o 108 5| prete non è più, come lo era una volta, l’intermediario 109 5| d’ogni cittadino come lo era prima di ogni credente, 110 6| una mossa per andarsene si era di nuovo fermata, le disse:~ ~ 111 6| Barberina con riconoscenza.~ ~Era una brutta vecchia. Ma quel 112 6| mandato lei! Se sapesse quale era la mia disperazione! Ma 113 6| della Barberina, perché era un sorriso sfacciato, maligno 114 7| folla le teneva compagnia; era tornata come per incanto 115 7| servizio, le domandava come era la signora, se la conosceva 116 7| La vecchia le diceva che era una buona casa, un servizio 117 7| facilmente uno fra mille, che lei era proprio una ragazza fortunata, 118 7| tutto il cortile della casa. Era un cortile stretto e buio. 119 7| stretto e buio. La casa era altissima, e visto dalle 120 7| nastri, cappelli; insomma era un vero emporio di roba 121 7| altra ingombra di roba com’era prima, e portava piatti, 122 7| gli altri non sapevano. Era una brutta bambina; zoppicava 123 7| bambina; zoppicava un poco, era magra e sparuta come fosse 124 7| perché le avevano detto che era infelice! Doveva avere un 125 7| confusamente di quel che le era seguito nella mattina. Ebbe 126 7| verso quella donna, che si era meritata da lei tanta riconoscenza; 127 7| lo prese, dicendole che era una brava ragazza, che aveva 128 8| da quella della vecchia. Era situata anch’essa in una 129 8| centro della città, pure era così poco frequentata, come 130 8| dei suoi futuri padroni era tanto di lusso, non si sarebbero 131 8| d’una povera ragazza, com’era lei.~ ~A destra, al primo 132 8| destra, al primo piano v’era una bella porta con vetrata 133 8| parte, proprio dirimpetto, era una porticina semplice e 134 8| non sarebbe piaciuta, che era troppo rozza e ignorante 135 8| presentata quasi subito, era ancora una bella donna di 136 8| per fare degli acquisti.~ ~Era uno sguardo duro e fisso 137 8| ariosa, pulita, nella quale era un bel letto parato.~ ~8210; 138 8| La mobiglia della camera era piuttosto bella, e la povera 139 8| buona signora di prima.~ ~Era un abitino scuro, e la sua 140 8| roba che la Barberina s’era levata e facendone un involto.~ ~ 141 8| patita e della quale non era ancora interamente ristabilita, 142 8| aveva dei brutti sospetti. Era ignorante, ma pur sapeva 143 8| quasi da vecchie.~ ~Chi era tutta quella gente che passava 144 8| sua camera? Dove andava? Era dunque tanto numerosa la 145 8| la seguì per l’andito.~ ~Era un corridoio lungo e oscuro. 146 8| trasognata la camera nella quale era entrata, la tavola apparecchiata 147 8| 8210; urlava un’altra.~ ~Era una cordialità selvaggia; 148 8| muoversi sulla seggiola.~ ~Era rossa rossa, vergognosa, 149 8| vivente che lo portava.~ ~Era una delle maggiori e più 150 8| ove sedeva la Barberina.~ ~Era una miseria avida di vivere, 151 8| ipocritamente quello che era colpa prima, in uno stato 152 8| male che commetteva non era il sacrifizio a un dio, 153 9| i segreti del luogo ove era, e confermò tutti i suoi 154 9| le mettevano più paura. Era sicurezza e riposo in confronto 155 9| ciò che provava, mentre era seduta fra quelle disgraziate.~ ~ 156 9| Essa chiese subito dov’era la padrona e le fu indicato 157 9| dicendole che la padrona era un po’ indisposta, che per 158 9| quando la signora domandò chi era, rispose che c’era gente 159 9| domandò chi era, rispose che c’era gente che aveva bisogno 160 9| un po’ più di quello che era necessario.~ ~La padrona 161 9| l’interruppe indignata. Era un’indignazione violenta, 162 9| diceva la fanciulla.~ ~Era l’ultima volta che la povera 163 9| Non sapeva ancora che era già schiava o quasi, venduta 164 9| alla quale senza saperlo era già debitrice degli abiti 165 9| padrona di quel luogo, ve n’era un altro, che non poteva 166 9| attentamente fin da quando era bambina, e che le pareva 167 9| escire da quella casa.~ ~Ma era venduta.~ ~La donna lo sapeva, 168 9| vorresti darmi ad intendere che era un fine innocente e puro 169 9| già fatto tante volte; s’era arricchita a quel modo; 170 9| cosa gliene importava? Non era anzi una ragione di più 171 9| caro prezzo? che cosa v’era nel mondo, per quella donna, 172 9| fantesca.~ ~Quella donna, che era il braccio destro della 173 9| intenerirla troppo.~ ~Barberina era di nuovo sola, nella camera 174 9| chiuse veniva di fuori.~ ~Era una luce calda e velata, 175 9| riflessi dello specchio.~ ~C’era folla lì dentro.~ ~C’era 176 9| era folla lì dentro.~ ~C’era la gente d’ieri, c’era nell’ 177 9| C’era la gente d’ieri, c’era nell’aria un’impudica impazienza 178 9| non si vedeva, e che pur era presente dappertutto, il 179 9| nessun uomo prima di lui.~ ~Era un signore che passava la 180 9| si arrestò perplesso.~ ~Era un rispettabile cittadino 181 9| si ricordò del luogo ove era, sorrise alla ragazza e 182 9| finzione ciò che vedeva, né era possibile simulare uno spavento 183 9| nativa.~ ~E andò via così com’era venuto, senza farle del 184 10| decimo~ ~ ~ ~ ~Barberina era rimasta sola di nuovo.~ ~ 185 10| partenza di quel signore le era sorta una speranza di salvezza.~ ~ 186 10| prendere, che le dicessero che era libera; sperava che forse 187 10| all’apparire dell’alba.~ ~Era lo spettro triste delle 188 11| terrori indescrivibili.~ ~Era una lotta disperata.~ ~Barberina 189 11| dell’orribile megera che era la padrona di quel luogo, 190 11| sorte inevitabile che le era stata imposta.~ ~Ma quella 191 11| Essa resisteva sempre.~ ~Era un disgusto intraducibile, 192 11| che ormai nel suo pensiero era tanto lontana che assumeva 193 11| sentimento infantile che ci si era educato e compenetrato tutto, 194 11| maestra severa e forte, che era stata sempre con lei e in 195 11| in lei, e quella maestra era la natura. Ricordava una 196 11| gioia di quella stanza s’era specchiata tante volte. 197 11| grande bellezza di natura era sempre forte e potente fuori 198 11| appese un cartello, sul quale era scritta una parola infame.~ ~ 199 11| malizia, talvolta con ira.~ ~Era una prostituta.~ ~Esse invece 200 11| mentre quella disgraziata era una schiava; e la sua giovinezza 201 11| maggiormente; il suo male non era per esse se non altro che 202 11| guardandola con disprezzo.~ ~Era una prostituta.~ ~Non aveva 203 11| comune con le altre, non era più donna come loro, ma 204 11| più donna come loro, ma era soltanto una femmina; e 205 12| profondo sospiro. No, non era più in quel luogo orribile, 206 12| in quel luogo orribile, n’era uscita; era nell’ospedale.~ ~ 207 12| orribile, n’era uscita; era nell’ospedale.~ ~Si mise 208 12| ancora intorno a sé. Come mai era venuta lì? quando?~ ~Dopo... 209 12| appeso sopra al suo letto, era scritto con caratteri grandi 210 12| chiari; ma la sua vista era debole e fosca in quel momento, 211 12| si assopì leggermente; ma era un sonno così leggero che 212 12| infermeria la svegliava.~ ~Era inquieta. Alla mente debole 213 12| pareva che tutto ciò che era avvenuto non fosse stato 214 12| sperava, ma aveva paura. Era una paura indefinibile.~ ~ 215 12| giungesse a capire ciò che v’era scritto.~ ~Finalmente capì. 216 12| quello che aveva provato, era quasi svenuta. L’infermiera 217 12| raggiunse. Domandò che cosa era stato, ma né le malate più 218 12| La povera fanciulla non era in grado di domare il suo 219 12| quello scritto infame non c’era chi parlasse per me? 8210; 220 12| quel cartello.~ ~La monaca era profondamente commossa. 221 12| che un crudele misfatto era stato commesso sopra un’ 222 12| potuto soccorrerla.~ ~Ma non era così facile il confortare 223 12| vedendo che la ragazza s’era fatta più tranquilla, la 224 12| riguardava la sua liberazione.~ ~Era un buon uomo; pio sino alla 225 12| sentimento religioso si era sviluppato in lui profondo 226 12| morale, la sua carità non s’era mai esaurita, non era venuta 227 12| s’era mai esaurita, non era venuta mai meno.~ ~Il caso 228 12| luogo d’onde la poveretta era uscita, non valsero a nulla. 229 12| diceva che la giovinetta si era presentata volontariamente, 230 12| e biancherie che ella s’era perfino portate seco all’ 231 12| ormai che la fanciulla era iscritta nei suoi registri, 232 12| iscritta nei suoi registri, non era facile cosa il farne cancellare 233 12| appartenuto la Barberina? E non era forse entrata nell’ospedale 234 12| provava la sua colpa? Che cos’era il nome di una ragazza di 235 12| Che cosa importava se là c’era andata più o meno volentieri, 236 12| volentieri, ora che la cosa era fatta e che non si poteva 237 12| partito avverso.~ ~Barberina era dunque condannata a restare 238 12| Questura; quella ragazza era iscritta, era caduta ormai 239 12| quella ragazza era iscritta, era caduta ormai nell’abisso, 240 12| ci doveva stare. Che cos’era di più di tante altre? Doveva 241 12| raccomandavano i frati?~ ~Non c’era più scampo.~ ~La giovanetta 242 12| di piegarcisi perché tale era la volontà di Dio.~ ~Ma 243 12| profonda e sincera com’era quella che portava nel cuore 244 12| vigoroso d’ogni credenza, era in lei un sentimento primitivo 245 12| di sopra di ogni cosa vi era un senso di ribellione onesta 246 12| modo.~ ~Non poteva. Non c’era rassegnazione, non c’era 247 12| era rassegnazione, non c’era volontà divina o umana dinanzi 248 12| volentieri anche subito.~ ~Era disperazione di donna, non 249 12| bambina.~ ~Per essa non vi era possibilità di conforto.~ ~ 250 12| governava, e che meglio era il serbare la propria influenza 251 12| ma la cui effettuazione era difficile e pericolosa, 252 12| studiarono, lo discussero.~ ~Era una congiura di buoni. Un 253 12| dal prete e dalla suora, era una fuga.~ ~Barberina doveva 254 12| rimaneva se non questo. Era un mezzo illegale e disperato; 255 12| legge?~ ~Pur troppo non c’era altro scampo.~ ~ ~ ~ 256 13| città, la prima volta che v’era entrata; il vago senso di 257 13| lusso, quella folla.~ ~Le era parso allora che quella 258 13| La carrozza partì.~ ~Era salva?~ ~Barberina traversando 259 13| notte, laddove prima si era veduta in lontananza come 260 13| fatale potenza. La città era sparita e il convoglio correva 261 13| splendida e pura, Barberina era salva.~ ~ ~ ~ 262 14| per parte dei colpevoli era l’istinto di quegli stessi 263 14| lontane dell’idealismo. Era un’emigrazione incessante,