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     Cap.

   1    | 15
   2 Pre|                    Firenze, 15 dicembre 1877.~ ~Emma~ ~ ~ ~
   3   2|           rischiarava i suoi monti, all’abbagliante luccicare del sole sulle
   4  11|                  che v’illuminassero, v’abbagliassero tutte le vergogne che vi
   5   1|             angoscie.~ ~Barberina fissò abbagliata il suo fuoco fatuo, che
   6   5|              non se ne cura; eppure gli abbandona il più alto e delicato ufficio
   7   9|            guarderebbe il suo uccellino abbandonare la gabbia, mentre tiene
   8   1|              anche per te 8210; disse e abbassò gli occhi e si fece rossa
   9   5|              forma di beneficenza venga abbastanza a sostituirla col nome di
  10  11|                 n’andavano vergognosi e abbattuti i visitatori di quella casa;
  11   8|                 con la mente, alle cose abbiette; se non avessero dovuto
  12   8|              quale andava debitrice all’abbigliamento elegante che portava, le
  13   1|                  8210; E così dicendo l’abbracciava, poi con una mossa rapida
  14   2|              vivere fra tanta gente, di abitare con essa quelle case alte
  15   9|              tutti coloro che l’avevano abitata prima della povera Barberina,
  16   3|                 quartiere che era stato abitato dai suoi padroni, e del
  17   3|             padroni.~ ~La casa ove essi abitavano era situata in uno stretto
  18   3|             anziché d’essere malata, di abituarsi invece dolcemente al gran
  19   9|                 ridere. Sapeva bene che abusava infamemente dell’inesperienza
  20   8|               infine, per concedere all’abuso una forma onesta, legalizzare
  21   3|               parlano non si capisce un’acca. Perché lo vuol sapere?
  22   4|                  le raccontò quanto era accaduto, allora l’ortolana fece
  23   8|               incoraggiare, persuadere, accalappiare le giovanette povere, le
  24   3|           fermava di tempo in tempo per accarezzarli.~ ~Quei bambini erano mesti
  25   3|             esterna, ma per opera di un accasciamento interno, come se una molla
  26   9|                  più che inginocchiata, accasciata dietro la seggiola, lo guardava
  27   2|                e stretti dal tumultuoso accavallarsi della marea sempre crescente
  28   9|             mamma sua aveva promesso di accendere un lume ogni sabato affinché
  29   1|         pregheremo sempre tutti per te. Accenderò un lumicino dinanzi all’
  30  12|       rassegnazione, ad ogni parola che accennasse anche da lontano alla possibilità
  31   2|           commessi quotidianamente, e s’accertava che tutti quei racconti
  32  13|               guardava paurosa i fanali accesi, le vetrine illuminate delle
  33   9|                    Barberina ringraziò, accettando l’offerta, e s’avviò verso
  34  12|               sacrifizio; le dissero di accettare la sua sorte come un martirio
  35   7|                  Le sarò grata se vorrà accettarlo. 8210; E la vecchia lo prese,
  36  12|               casa di tolleranza, aveva accettato vesti e biancherie che ella
  37  11|           finalmente alla sua volontà e accetterebbe volentieri la sorte inevitabile
  38   4|              umiliata, chinò il capo, e acciecata dalle lagrime che le pendevano
  39 Pre|                La smisi soltanto quando accingendomi di nuovo a idear novelle
  40   3|             malate che li chiamavano, o accoccolandosi presso a qualche infermiera,
  41   3|          portinaja, con un grosso gatto accoccolato fra le pieghe della sottana.~ ~
  42   3|             suoi dispiaceri, si alzò, e accommiatandosi da lei brevemente, la lasciò.~ ~
  43   9|                riparleremo e si vedrà d’accomodare le cose. Sii obbediente
  44   4|             scorsa, ma ora si son tutti accomodati.~ ~E intanto misurava una
  45   3|                 Si rimise gli occhiali, accomodò per bene i guanciali sudici
  46   2|               li portasse a spasso o li accompagnasse alla scuola.~ ~Barberina
  47   9|                8210; se vuol parlarle l’accompagnerò io.~ ~Barberina ringraziò,
  48  13|               che essa non conosceva, l’accompagnò. Il buon sacerdote che aveva
  49   8|             eleganti nella forma e nell’acconciatura, le vuole ricche di bellezza
  50   8|              delle belle vesti, avevano acconciature stravaganti con fiori fra
  51  12|          Questura, senza fare indagini, accontentandosi soltanto delle spiegazioni
  52   1|          pienezza del sentimento che li accontentava a quel modo.~ ~L’angoscia
  53   3|           troverò presto un padrone; mi accontento di fare i più duri lavori:
  54   7|             quell’atto si trattenne e s’accontentò di fulminarla con uno sguardo,
  55   4|             così lontani l’aveva allora accorata profondamente; adesso ripensava
  56   4|          Sembravale che tutti dovessero accorgersi, passandole accanto, che
  57   8|                non lo sanno o non se ne accorgono; e quell’istituzione fiorisce
  58   1|                  non perché se ne fosse accorta da : aveva già sedici
  59  11|             essa lo sapeva. Avea scelto accortamente fra i più triviali e tristi,
  60   2|            Finalmente una signora le si accostò e le domandò se essa non
  61  12|                 alla padrona d’una casa accreditata come quella cui aveva appartenuto
  62   5|                 morale e materiale, che accresce di tanto la miseria già
  63   8|                Barberina non fecero che accrescere l’ardire delle altre, e
  64   4|               pareva che ognuna di esse accrescesse il vuoto intorno a lei,
  65   8|                 coperta di stoffa rossa accrescevano l’illusione che provava
  66   7|                nella quale si trovavano accumulati gli oggetti più diversi
  67  11|                 la poteva scusare, ma l’accusava anzi maggiormente; il suo
  68   8|               dissimili fra loro. E per acquietarsi Barberina rialzava il capo,
  69   5|              dovrebbero essere, e non s’acquistano fra il popolo il diritto
  70   9|        perspicacia, la lunga esperienza acquistata in queste cose, le avevano
  71   5|         professore di medicina che si è acquistato un nome nella cura speciale
  72   8|               suoi monti per fare degli acquisti.~ ~Era uno sguardo duro
  73   2|              vette di essi, e allora un’acuta fragranza montana le tornava
  74  14|           prende i migliori fra noi per acutezza di sensi e prontezza d’ingegno,
  75   4|            stato.~ ~Barberina camminava adagio. Aveva paura della gente,
  76  12|           levarlo più tardi, non poteva adattarsi neppure per un istante all’
  77  14|               artisti, e per questo più adatti ad intendere e compenetrarci
  78   8|                 che le permetta così di addimostrare che ha mezzi propri di sussistenza
  79   6|           poggiata tante volte la testa addormentandosi, mentre essa le contava
  80   7|              consiglio della donna e si addormentò profondamente.~ ~Mentre
  81   1|             loro modesta casupola; egli aderì di buon grado alle loro
  82   1|            insciente alle speranze dell’adolescenza, i suoi genitori, poverissimi,
  83   5|               per esso, ma che invece l’adopera molte volte contro la società
  84   5|              soltanto compassione senza adoperarsi per aiutare laddove havvi
  85  11|                puerile cinismo umano, l’adoriamo e lo prendiamo ad esempio,
  86  11|                    Donne galanti, mogli adultere, giovanette viziose, tutte
  87   7|               di gente come lei, buona, affabile, sorridente.~ ~La Barberina
  88   2|              tutta quella folla. I modi affabili della signora l’incoraggiarono,
  89   9|     rivolgendosi alla Barberina, con un’affabilità un po’ stentata, cercò di
  90   2|                 casa e dal suo paese; l’affaccendarsi della folla, il correre
  91   3|                  rispose subito quella, affacciandosi ad uno sportello nella vetrata
  92   8|                fece quasi paura.~ ~Le s’affacciarono a un tratto alla mente mille
  93   8|             fatto naturale che ancora s’affanna e lotta per entrare nell’
  94  14|           migliori le cose vive? Perché affannarti a creare sul marmo o sulla
  95   7|                 guadagna niente. L’è un affar serio, ragazzina mia, l’
  96   3|                specialmente allora, gli affari non andavano troppo bene,
  97  12|                 svenuta. L’infermiera s’affaticava invano per farla rinvenire,
  98  14|           questo.~ ~Quello che possiamo affermare è che ormai essa è salva
  99   3|               della portinaja un che di affermativo, come se dicesse di sì,
 100   8|              bottegai, o nell’ospedale, afferrate così a mezz’aria, a sbalzi,
 101  12|             forse entrata nell’ospedale affetta, oltre la malattia cerebrale,
 102   8|                uno sguardo e un sorriso affettuoso la vecchia, la quale, desiderando
 103  12|               servizio dell’ospedale, s’affiatò col padre spirituale di
 104   2|           volerle bene, e la signora le affidava spesso anche i bambini perché
 105   3|                penombre malinconiche un’affinità misteriosa, un legame nascosto,
 106   7|         aggrappava come fosse stata per affogare e avesse finalmente trovato
 107  11|             muschi e delle erbe montane affogassero i profumi dell’orgia, e
 108   9|           orizzonte, morendo dolcemente affogate nella luce del giorno, e
 109  10|                 le sue scene sono ormai affollate di gente viva nell’apparenza
 110   3|                isolamento dell’ospedale affollato! Le parve una voce di casa
 111   8|             male morale, come nel corpo affranto e nel viso sparuto la sofferenza
 112   8|            assorbire, d’assimilarsi e d’affratellarsi che nasce sempre negli animi
 113   8|              gli occhi per guardare gli affreschi del soffitto, e volgendosi
 114   8|           persone camminavano con passo affrettato nell’andito al quale metteva
 115   3|                mezzo a gente straniera; affrettò il passo, e non sentì più
 116   3|                da una vetrata sudicia e affumicata, cuciva la vecchia portinaja,
 117   6|          sorrideva, ma quel suo sorriso agghiacciava la parola ardente e grata
 118  12|              che le vende alla società, aggiunge quell’altra più stretta
 119   8|               la padrona l’aspettava, e aggiungendo:~ ~8210; Passate, passate,
 120   5|          osservazione vera, ed io posso aggiungere di mio, che nella civile
 121  12|            aveva, e a quel debito non s’aggiungeva il fatto dell’essersi presentata
 122  13|            monumentali e di quelle case agglomerate non esercitava più nella
 123   4|                 prevalesse nelle grandi agglomerazioni di persone a quella delle
 124   1|              servizio di una famiglia d’agiati commercianti.~ ~Era fresca
 125   8|               selvaggia e brutale che s’agita ancor sempre nell’uomo incivilito,
 126   5|                della vita civile che si agitano intorno a lui; non ha più
 127   9|              con fervore, e l’animo suo agitato si figurava l’alto silenzio
 128   2|               luogo triste e profondo s’agitava una gran massa di gente
 129   1|                sentimenti confusi che s’agitavano in lei, la bambina diventava
 130   8|           ragazza, e la sua ignoranza l’aiutava nel disperdere quei dubbii
 131   3|                    8210; Per carità, mi aiuti lei, signora Rosa. Mi cerchi
 132   1|             istanze, promettendo il suo ajuto, e raccomandando la Barberina
 133   1|              già un’estranea fra quegli alberi e quei prati. Le sembrava
 134    | alcun
 135   9|               paura.~ ~La paura divenne alfine più forte del fervore.~ ~
 136  10|             confronto dei molti che per alimentare quella vita presente hanno
 137   2|               egoismo di un altro, o di alimentarsi nell’altrui sentimento servile
 138   9|                 e inquieto del lume. Un alito d’aria scuoteva nell’afa
 139   3|              nastro rosso, sbiadito, le allacciava i capelli e uno scialle
 140  13|             quella vista il cuore le si allargò, e i suoi sguardi si fissarono
 141   9|            tutti i vantaggi di una vita allegra e spensierata, tutte le
 142   1|                addio. Era un giovanotto allegro e robusto, col quale soleva
 143  10|                fra quegli spettri, e ci allietano l’esistenza le loro ridde
 144   8|                 che incominciava già ad allontanarsi, la donna di servizio si
 145  14|                 realtà, tanto più ce ne allontaniamo.~ ~Eppure l’arte, se non
 146   8|                 camera.~ ~La ragazza si allontanò dalla finestra.~ ~Le metteva
 147    | Allorché
 148    | alquanto
 149   9|                acceso dinanzi all’umile altare, nell’angoscia se lo figurava
 150   4|               di una protezione un poco altera.~ ~8210; Gran ciacciona
 151  14|                disgusti del pudore, può alterare e smorzare quei sentimenti
 152   9|                certe mosse delle labbra altere e sprezzanti, che parevano
 153   8|              gelosie chiuse sino a metà altezza della finestra non lasciavano
 154    | altrettanto
 155    | altrimenti
 156  13|            della carrozza ardiva appena alzare lo sguardo di tempo in tempo
 157   7|                 Intanto la Barberina si alzava da tavola, e con animo commosso
 158  12|          pensiero, e si mise a piangere amaramente.~ ~Pianse per un pezzo;
 159  14|       soprattutto è scuola che porta ad amare e volere quell’ideale sommo
 160   1|            toglieva ad entrambi tutta l’amarezza della separazione; anzi
 161   8|                 madri devote, avrebbero amato, avrebbero vissuto anch’
 162   8|                 parenti, le persone che amava di più.~ ~8210; Come mai,
 163   3|            gente a piedi e di venditori ambulanti.~ ~Alla Barberina non pareva
 164   3|                 rivedere quella signora amica della sua padrona, alla
 165   9|                 una ad una come fossero amiche, e non provava più la paura
 166   4|                serio e cambiò l’aria di amichevole interessamento che aveva
 167   5|                 conventi e le equivoche amicizie con i fratacchioni del vicinato,
 168  12|                delirio e pareva dovesse ammalare di nuovo.~ ~A che cosa potevano
 169  11|         pazienza; temeva che la ragazza ammalasse, che qualche caso inatteso
 170  12|              Nella quiete di una sala d’ammalati meno frequentata delle altre,
 171  14|          possiamo credere. Non possiamo ammettere che vi sia cosa voluta da
 172   9|                disse subito la padrona, ammiccando coll’occhio. 8210; Sta tranquilla,
 173   7|             bambina mia, e poi... 8210; ammiccò coll’occhio e fece una delle
 174   5|     indistintamente, che ha direttori e amministratori laici, nel quale i medici
 175   5|          ipocrisia, erano però talvolta ammirabili e grandi di abnegazione
 176   8|               simile a quella che aveva ammirata tante volte nel salotto
 177   4|         invenzioni ingegnose che v’avea ammirate, le quali dovevano servire
 178   1|                faceva con rispetto, con ammirazione, e solamente il babbo rispondeva,
 179  11|                 di essa la confortava e ammoniva; entrava tacita tacita,
 180  11|                 le cui severe parole di ammonizione le tornavano alla mente,
 181   8|              lascia nel fondo dolenti e ammorbate delle creature umane sepolte
 182   3|               era sempre stata giusta e amorevole per lei.~ ~La signora le
 183  14|                 non so nulla.~ ~Vi sono amori più forti d’ogni pregiudizio,
 184  12|             duole come il braccio di un amputato.~ ~L’economia loro che cos’
 185   4|                 alla moltitudine, quasi andassero sempre smarrite in essa
 186   8|             poco il perché, e se vuole, anderà a chiederlo alla padrona.
 187   9|             avvicinò impaurita.~ ~8210; Andiamo, 8210; rispose; e le si
 188  10|             fantasie di gente morta che anela pur sempre di vivere.~ ~
 189  11|            quelle notti passati spiando angosciosamente ogni passo, ogni suono di
 190   4|            povera ragazza il sentimento angoscioso del suo isolamento. Veniva
 191   1|              virtù e le ignoranze degli animali e dei fiori, diventava cosa
 192   1|                Luca non le dava retta e animandosi sempre più continuava: 8210;
 193   3|                 settembre. La città era animata da un lieto andirivieni
 194   9|            pianse.~ ~Intanto la casa si animava.~ ~Si udivano passi, fruscio
 195   9|              quel tremolìo della luce e animavano sinistramente la stanza.~ ~
 196   4|               il bambino dell’ortolana, annaffiando il lastricato dinanzi alla
 197   4|          prestasse attenzione. Ad essa, annientata dalla disperazione del più
 198  11|               fasto meritevole d’essere annoverato fra le memorie di quella
 199   8|                eppur sempre trafelata e ansante, che non ha tempo da perdere,
 200   4|              quello di prima, aspettava ansiosa che l’ortolana finisse il
 201   5|                 misura che cresce quell’antagonismo, a misura che il prestigio
 202   8|              volte nel salotto dei suoi antichi padroni.~ ~Passò del tempo
 203   5|              gli ha tolto volonterosa l’antico prestigio, che gli ha tolto
 204   2|                 padrona.~ ~La signora l’aperse, lo lesse, poi con un sorriso
 205   8|              sghignazzante, una servile apologia di quella stessa cosa ignota
 206   5|            presso a questa sciagura gli appaia ancora degna di commiserazione;
 207   7|               Lesta, richiudi l’uscio e apparecchia per due.~ ~Barberina seguì
 208   8|            quale era entrata, la tavola apparecchiata e le donne che sedevano
 209   5|                 tanto più difficile gli apparirà ogni altro sforzo, il quale
 210 Pre|                immaginazione, quando mi apparisse più seducente e cara un’
 211   7|            creatura umana e viva, ma un’apparizione stravagante e soprannaturale.~ ~
 212   8|              sua inesperienza sarebbero apparse in ogni sua parola, e tremava
 213   4|                 signora, e che le erano apparsi quella volta come una sfumatura
 214   1|                 indicasse come ella non apparteneva più alla famiglia sua, alla
 215  12|                 proteggere le donne che appartenevano alla Questura; quella ragazza
 216   2|                 più cose che alla gente appartengono, a misura che osservava
 217  12|       accreditata come quella cui aveva appartenuto la Barberina? E non era
 218   8|                nel mondo al quale possa appellarsi, non ha più altro scampo
 219  11|            civile e dell’ordine legale, appese un cartello, sul quale era
 220  12|                 regolamento favorisce e appoggia.~ ~Dov’erano nel caso presente
 221   2|               fuori di .~ ~Barberina, appoggiata al muro dalla parte esterna
 222  12|              Cercarono di guadagnarsi l’appoggio di una società di beneficenza.
 223  13|                 un’altra donna, mandata appositamente, l’accompagnava.~ ~Barberina
 224   3|               sapeva che i suoi padroni apprezzavano la sua buona volontà ed
 225   8|               modo che non le riescì di aprirle.~ ~Guardò allora traverso
 226   9|                 nell’andito, e non ardì aprirlo: pareva un animale debole,
 227  11|                 porta di Barberina.~ ~L’aprirono ed entrarono.~ ~Si udirono
 228  12|             istrumenti di torture, le s’aprisse dinanzi, e che essa ne uscisse
 229   3|                occhi grandi e ingenui s’aprivano pieni di sorrisi alla vista
 230   9|                 poltrona. Aveva un viso arcigno e freddo, uno sguardo duro,
 231  14|                  perseguitarlo, volerlo ardentemente; non è dalle fredde tastiere
 232  11|         sembrava di veder costantemente ardere il lumicino acceso da sua
 233   1|          audacemente l’animo suo perché ardesse e vivesse.~ ~8210; Tornerò
 234   8|               intimidiva troppo, perché ardisse di interrogarla o di opporsi
 235  11|              come cosa degna della loro ardita giovinezza, fasto meritevole
 236   8|              sfacciate, senza che quell’arditezza le facesse anche solo momentaneamente
 237   7|             malata, con degli occhiacci arditi, eppure nello stesso tempo
 238  12|                nacque un disegno, pio e ardito, ma la cui effettuazione
 239  11|              ricordi del passato con un ardore disperato. Ci trovava la
 240  10|              mercati, sui gradini delle arene, nei chiostri e nelle chiese;
 241   7|               rosa cosparso di stelle d’argento e un vecchio scialle tarlato,
 242   8|            entrare in una bella camera, ariosa, pulita, nella quale era
 243   5|             delle individualità elette, aristocraticamente severe, non avvicinabili
 244  14|            isolare. Abbiamo portato con aristocratico egoismo tutte le cose nostre
 245   7|                pane e vino; poi aprì un armadio e ne trasse del salame,
 246   9|                fatto tante volte; s’era arricchita a quel modo; e soleva sempre
 247   4|             avesse saputo come fare per arrivarci, sarebbe andata per quella
 248  12|               fanno queste infelici per arrivare alla liberazione, e che
 249   5|            superare distanza alcuna per arrivarvi.~ ~Questo difetto, assai
 250   8|                sconce che profferivano, arrivavano chiare e distinte agli orecchi
 251   9|              con una familiarità un po’ arrogante, e quando la signora domandò
 252   8|                 con fiori fra i capelli arruffati e mezzi disciolti; portavano
 253   8|         bellezza naturale e di bellezza artificiale; più saranno seducenti e
 254  10|               società n’ha creati altri artificiali. Tombe di creature vive;
 255   1|              lento.~ ~Non era provocato artificialmente, ma nasceva spontaneamente
 256   8|                filosofo, o moralista, o artista.~ ~Dal fango di quella miseria
 257  14|               realtà; e più ci sentiamo artisti, e per questo più adatti
 258  14|              creta nella quale il genio artistico deve modellare i suoi ideali
 259   1|             vapori che luminosi e lenti ascendevano verso sera sull’orizzonte.~ ~
 260   6|                 dorme non piglia pesci. Asciugatevi gli occhi per benino, perché
 261  11|            sollevavano dai guanciali, e ascoltavano paurose.~ ~La padrona udì
 262  14|             voci della realtà; e  non ascoltiamo più che noi stessi, le nostre
 263   8|              che narra come un principe asiatico, tormentato da piaghe crudeli,
 264   5|                istituti di beneficenza, asili per le giovanette abbandonate,
 265  10|                 del giorno, che riposa, aspettando la notte, sulle porte dei
 266   5|              tanto isolati da non poter aspettarsene l’aiuto. E così avviene
 267   1|               Barberina, starò lassù ad aspettarti, e canterò tutte le canzoni
 268   1|                   8210; Non vuoi che ti aspetti? 8210; domandò allora dopo
 269   9|              Pallida, silenziosa, senza assaggiare nessuna vivanda, senza più
 270  14|         subiscono ogni giorno di questi assassinii fisici e morali protetti
 271   1|                vita nella quale basta l’assenza del dolore per essere felici,
 272   3|           abbandono e disperazione sull’assicella che serviva da parapetto
 273   3|               la guardò con maraviglia, assicurandola amorevolmente che non aveva
 274   8|            gelosie.~ ~Ma erano chiuse e assicurate in modo che non le riescì
 275   3|               come ringraziarla. Quelle assicurazioni e quelle lodi in bocca della
 276   2|              quantità di gente che vive assieme pigiata nello stesso luogo!
 277   8|            Quell’istinto d’assorbire, d’assimilarsi e d’affratellarsi che nasce
 278  12|             infermiera e rimase sola ad assistere la malata. A poco a poco
 279   3|                infermiere che l’avevano assistita, disse addio a due o tre
 280   4|            individuo, o che la forza di associazione delle cose cattive prevalesse
 281  12|           momenti non ci voleva credere assolutamente; le pareva impossibile che
 282   2|               sentimento dell’abbandono assoluto e dell’isolamento, e non
 283  12|               vinta dalla stanchezza si assopì leggermente; ma era un sonno
 284   8|                la quantità.~ ~Istinto d’assorbimento morale, istinto potente,
 285   8|                livello. Quell’istinto d’assorbire, d’assimilarsi e d’affratellarsi
 286   8|              divora, sperando di essere assorbito, e crea il disordine per
 287   4|                infantile. Quei rumori l’assordavano nello stato di debolezza
 288   3|                 case, dalle sue vie, ci assorderebbe, tormentoso e insistente,
 289  11|          pensiero era tanto lontana che assumeva una forma ideale, e invocarla
 290   9|                sé e contento di essersi astenuto dal commettere una cattiva
 291   5|             sforzo di superare ignote e astratte distanze morali, né far
 292   9|                che conosceva e guardava attentamente fin da quando era bambina,
 293   4|                 con amore, sorridenti e attente i loro bambini, c’erano
 294  11|            quella casa, la scuotesse, l’atterrasse e la distruggesse per sempre?
 295   3|                 presentarsi portando un attestato di lode della sua padrona.~ ~
 296   9|               sorvegliava da una camera attigua, dove le portavano un pranzo
 297   5|                 Da ogni cosa che lavora attivamente nasce qualche nuova forma
 298  10|              stanco durante le giornate attive e laboriose delle grandi
 299  14|               possa diventare sottile e attivo.~ ~Non raggiunge l’ingegno
 300   7|          spaventata, e la donna a quell’atto si trattenne e s’accontentò
 301   8|              proprio viso e si guardava attonita e impaurita. Allora la signorina
 302  10|               le maschere di seta e gli attori sommi, bisogna che le fiabe
 303   1|                 lo fanno tanto pieno di attrattive e tanto pieno d’angoscie.~ ~
 304   2|                 crescere senza sentir l’attrito della società, di chi senza
 305   5|          apparivano loro piuttosto come attuazioni di un’astratta teoria di
 306  12|                di carità intelligente e audace.~ ~Quando ebbero fissato
 307   1|               con trasporto, e vi portò audacemente l’animo suo perché ardesse
 308   3|                    8210; Ah, non lo sa? Auf... che dolore 8210; disse
 309   2|     scoraggiamento profondo, e cercava, aumentando d’attività e di zelo, di
 310   1|               gran gioia, una gioia che aumentava il dolore stesso, ma che
 311   7|               dalle parole insinuanti e autorevoli di essa, tutta consolata
 312  12|               un pallido raggio di sole autunnale illuminava mestamente la
 313   9|                avessero loro.~ ~8210; È avara come un usuraio e maligna
 314    | aveano
 315   9|               il primo passo non voleva averglielo fatto fare lui; no di certo.
 316    | averne
 317    | aversi
 318    | avevo
 319   5|            sulla stessa via, ove i suoi avi incontravano il prete e
 320   8|            Barberina.~ ~Era una miseria avida di vivere, pigra e oziosa,
 321   2|                ricordando ogni cosa con avidità; ricontando tutto ciò che
 322  14|                dalle fredde tastiere di avorio o dalle corde metalliche
 323    | avranno
 324    | Avrei
 325    | avuta
 326   8|               così purgandone se stessi avvelenare altri?~ ~E questo veleno
 327   1|                era stato tanto pieno di avvenimenti, di emozioni, di pensieri
 328   5|             mostruose negligenze che si avverano ogni giorno sotto ai nostri
 329   5|            scopo di soccorrerle, questo avverarsi continuamente di tali ignoranze,
 330   5|                denaro che gli chiede un avversario bisognoso, lo può dare ad
 331    | avverso
 332  13|        liberazione le fece ancora molti avvertimenti e le dette una lettera da
 333   3|                 già stata sei volte io. Avvezzandocisi non si sta poi tanto male.
 334  14|              sottigliezze dell’armonia, avvezzare i nervi dell’udito ai piaceri
 335   2|                    Barberina però non s’avvezzava alla vita di città quanto
 336   5|                 Tanto più il corpo sarà avvezzo e indurito alla fatica fisica,
 337   7|                 e vedere da che parte s’avviavano, non avrebbe potuto fare
 338   9|             laccio o nella rete, gli si avvicina il cacciatore per ghermirlo.~ ~
 339   5|          aristocraticamente severe, non avvicinabili dal volgo. Ma perché il
 340   1|               aspetto, 8210; rispose, e avvicinandosele ancora di più si chinò verso
 341   9|               egli faceva una mossa per avvicinarsele, fuggì; fuggì dietro un
 342   9|             quel chiasso e quei passi s’avvicinavano alla sua porta.~ ~Essa giunse
 343   9|       interessamento.~ ~Barberina se ne avvide: indovinò la compassione
 344   5|            aspettarsene l’aiuto. E così avviene che i casi peggiori, i più
 345  11|              ridendo, a tre giovinastri avvinazzati, rozzi e brutali, le paure
 346   3|               senza dirmi niente, senza avvisarmi...~ ~8210; Eh bambina mia,
 347   3|                tormentoso e insistente, avvolgendoci dovunque. Ma l’egoismo è
 348  10|                pregava, ora si lasciava avvolgere da un grave torpore di febbre
 349   2|             tutta la sua vita passata l’avvolgesse, le tornasse vicina, presente,
 350   2|           quella veste morale che aveva avvolta e protetta la bambina.~ ~
 351   9|                 silenzio dei suoi monti avvolti nella notte, mentre l’orecchio
 352   8|              aprir bocca; appena appena azzardava di muoversi sulla seggiola.~ ~
 353   1|         rispondeva, mentre le donne non azzardavano di metter bocca in quel
 354   3|                 più belle, il cielo più azzurro e più limpido di prima.
 355   5|                tempi, non avendo con le bacchettone del vicinato, scandalizzate
 356  12|          tranquilla, la lasciò sola per badare agli altri malati, e mandarle
 357   8|        rivestirla; il resto l’avrà poi. Badi che questa roba gliela consegno
 358   9|                contrastava con un fioco bagliore crepuscolare, che passando
 359   8|                 refrigerio senonché nei bagni caldi di sangue umano, e
 360   3|                8210; Si parte...? 8210; balbettò la Barberina che aveva paura
 361   9|             agitazione di quell’ora, le balenò finalmente un raggio di
 362   7|            potesse immaginare. Abiti da ballo sciupati e scoloriti, vesti
 363   4|               macchinette semplici come balocchi da bambini che pure ti sanno
 364  10|                 sue paure, poi di nuovo balzava sbigottita da quel sonno
 365   7|               della scala s’aprì, e una bambinetta di forse tredici o quattordici
 366   4|              una libbra di susine ad un bambinetto.~ ~8210; E quella signora...
 367  12|                quella sorte terribile e barbara voluta dalla legge?~ ~Pur
 368   1|           dinanzi all’immagine di santa Barbera nella cappella del bosco.
 369  14|                 messo la fiaba come una barriera insormontabile, fra noi
 370   2|         locomotive e dei treni, fossero barriere insuperabili che la separavano
 371   3|                 alcune piante piccole e basse. Dei bambini vestiti di
 372  11|               orrore dal pensiero dalle bassezze che per vile interesse commettevano
 373  10|                 e alle sue commedie non bastano le maschere di seta e gli
 374   2|            mandava talvolta neppur luce bastante per cucire di bianco, quante
 375  11|              trovare parole e preghiere bastanti per invocarla affinché la
 376 Pre|         immagine della mia fantasia, mi basti però sempre l’animo di cacciarli
 377   8|                a tastoni.~ ~Il cuore le batteva forte forte.~ ~Doveva vedere
 378  10|           misura che le ore della notte battevano monotone e regolari dal
 379   7|                belle guancie rosse, che begli occhietti vivaci!~ ~La bambina
 380   9|            sereni del suo paese.~ ~Quei bei colori, entrando  dentro,
 381   8|               aveva mai portati di così belli, né in colori tanto chiari.
 382    | benché
 383   3|               scarni, onde di capelli e bende di malati; e il contrasto
 384   5|               fuggiva dinanzi all’acqua benedetta.~ ~ ~ ~
 385   6|               ragazza. 8210; Che Dio la benedica!~ ~8210; Volete provare?
 386   2|             protezione efficace, con la benefica illusione di una libertà
 387   5|                 gli venga sostituito il benefizio di una solida istruzione;
 388  12|                presso alle economiche e benemerite non si vedono le altre travolte
 389   3|               ritorno con un sorriso di benevolenza; immaginava di rivedere
 390   2|              poi con un sorriso dolce e benevolo disse:~ ~8210; Non ho potuto
 391   6|               Asciugatevi gli occhi per benino, perché con gli occhi rossi
 392    | bensì
 393   8|           sedere in mezzo a loro, senza bere, senza mangiare, senza aprir
 394   3|            piacere, sotto al pelo della bestia e sotto ai logori cenci
 395   8|            follie dei sensi, gl’istinti bestiali, e così purgandone se stessi
 396  10|                 dolcemente nel chiarore biancastro del giorno e i riflessi
 397   6|              viso rugoso e quei capelli bianchi ispiravano fiducia e rispetto
 398   7|             mentre inzuppava pane in un bicchiere di vino. 8210; Si ricorderà
 399  14|             perfetti, e non prendere un bimbo, un uomo o una donna e cercare
 400   8|            posto è , accanto a quella bionda con la rosa in capo, 8210;
 401   5|                 come il diavolo lieto e birichino del cinquecento fuggiva
 402   8|           esciva uno stridulo e confuso bisbiglio di voci che s’univa al rumore
 403    | bisogna
 404   3|               monache 8210; disse 8210; bisognerebbe essere contente di soffrire.~ ~
 405   4|             sudicio, un cappello unto e bisunto, che poteva essere stato
 406  12|               di buona condotta. Le sue bizzarre ritrosie, la sua disubbidienza
 407   7|              caffè scompagnati o rotti, bocce e boccettine d’ogni dimensione
 408   7|            scompagnati o rotti, bocce e boccettine d’ogni dimensione contenenti
 409   7|                riposi. Ora mangeremo un boccone e la si ristorerà. È il
 410   8|            grata alla signora della sua bontà; ma la donna tagliò corto
 411   1|              Barbera nella cappella del bosco. Siamo troppo miserabili,
 412  12|               sedere sul letto, alzò le braccia, le stese verso il cartello,
 413   8|            facevano rassomigliare ad un branco di gente mascherata. Ne
 414   8|             dare per vivere, di farsi a brani per dividersi e suddividersi
 415  12|           suscitare dei grossi guai; il bravo sacerdote e la povera suora
 416   3|           visite diventavano sempre più brevi, e che c’era nel contegno
 417   3|              signora le fece una visita brevissima, ma le disse tante cose
 418   1|              come un fiore esposto alla brezza pura e fragrante della montagna.
 419  12|                 andare a cercarsi delle brighe con chi governava, e che
 420  11|                 e pura la luce del sole brillava su quella casa, turpe invenzione
 421  13|               infinito numero di stelle brillò nel silenzio della notte,
 422   3|              mormorare dolcemente, e il brontolìo di piacere dell’egoismo
 423   6|             sulla soglia della bottega, brontolò fra sé, rialzando il grembiale
 424   3|                trovava c’era un’afa, un brulichìo di gente, un’ombra pesante
 425   1|                 più? 8210; domandò esso brutalmente.~ ~Barberina non rispose
 426   8|                aspirazioni ideali; e il bruto ridiventerà o filosofo,
 427   3|             disse l’altra con lo stesso brutto sorriso di prima. 8210;
 428   8|               anni in un modo veramente buffo. 8210; Per bene! 8210; ripeté,
 429   9|            dicendo la verità, ora delle bugie, le faceva vedere la sua
 430   3|          signora. Rinvigorita da quella buon’aria le sue guancie pallide
 431  11|                 ombre nere di una notte burrascosa.~ ~I suoi occhi fissavano
 432   9|               sé per lo sgomento, le si buttò ai piedi, la supplicò, la
 433   9|                 ricevimento; e cercò di cacciare dalla mente la tormentosa
 434 Pre|            basti però sempre l’animo di cacciarli lontano, qualora accanto
 435   9|                rete, gli si avvicina il cacciatore per ghermirlo.~ ~Ma l’uomo,
 436   7|                  l’oliera e un pezzo di cacio; e mentre faceva tutto questo,
 437   1|           povertà. Era il sudiciume che cade in terra; i rimasugli e
 438   7|            torbida e sudicia, la quale, cadendo nel cortile, lo manteneva
 439   7|                 pianticelle scolorite e cadenti, cenci d’ogni dimensione
 440   1|             creava i ricchi, e lasciava cadere a terra come una segatura
 441   1|                Dei grossi goccioloni le cadevano di sotto alle palpebre sulle
 442   8|                raccoglieva i suoi abiti caduti a terra, 8210; tocca a me
 443   7|           pellicce, servizi da thè e da caffè scompagnati o rotti, bocce
 444   3|                tetto della vecchia casa calasse giù a poco a poco e la coprisse,
 445  12|                  forse appena ventenne, calcolando i suoi tristi guadagni?
 446   9|               grossi guadagni, e, quasi calcolasse il valore di un capitale,
 447   5|            morali, né far subentrare il calcolo chiaro della ragione alle
 448   8|           refrigerio senonché nei bagni caldi di sangue umano, e non ripugnasse
 449   9|             Vedrai che domani sarai più calma 8210; disse allora la padrona.~ ~
 450   6|               riconoscenza si esprimeva calorosamente nei suoi discorsi. La vecchia
 451   1|                stessa fosse avvenuto un cambiamento; le pareva che nella sua
 452   8|             veleno che l’uccide.~ ~È un cambio mostruoso.~ ~È quasi sempre
 453   4|           ortolana fece un viso serio e cambiò l’aria di amichevole interessamento
 454   1|             nudi e le maniche della sua camicia fatte di tela grossolana.
 455   7|           parecchie volte nella camera, camminando in punta di piedi e guardandola
 456   4|              stanca e debole, e avrebbe camminato notte e giorno.~ ~Ma essa
 457   7|                 Dopo un quarto d’ora di cammino, la donna si fermò dinanzi
 458  10|                 monotone e regolari dal campanile di una chiesa vicina, le
 459  13|         orizzonte co’ suoi lumi, i suoi campanili e le macchie nere dei suoi
 460   1|            poverissimi, che a mala pena campavano la numerosa famiglia, pensarono
 461  12|                era facile cosa il farne cancellare il nome. E con l’elastica
 462   8|        ringhiere di ferro, con eleganti candelabri ornati da gran palle di
 463   6|              cuore aperto, con tutta la candida ingenuità del suo animo.~ ~
 464   9|                nell’animo di questa, il candore verginale, l’ingenuità dell’
 465   8|              della ragazza inesperta, e cangiando ipocritamente quello che
 466   3|          camposanto. Ci portan via come cani. È ancora grazia se ci portano
 467   1|              pasceva le pecore e sedeva canterellando sul pendìo del monte. Quasi
 468   1|            starò lassù ad aspettarti, e canterò tutte le canzoni che più
 469   3|           attenzione ogni bottega, ogni cantonata, ogni svolta, cercando di
 470   8|                con impazienza. 8210; Lo capirà fra poco il perché, e se
 471   3|               tagliarci a pezzi? Ma non capisci che lo fanno dopo; quando
 472   9|              calcolasse il valore di un capitale, le parlò della sua innocenza,
 473   3|              dalla Beppa, e qualcosa le capiterà. Si spicci, e se vuol tornare
 474   5|             santo raccomandarsi, quando capiti loro un caso come quello
 475  12|               commossa. Aveva ormai ben capito che quella poveretta non
 476   9|           rivedere la piccola e modesta cappelletta dinanzi alla quale soleva
 477   7|               tavola; ventagli, nastri, cappelli; insomma era un vero emporio
 478   4|              abito logoro e sudicio, un cappello unto e bisunto, che poteva
 479   1|                casa venne anche Luca il caprajo a dirle addio. Era un giovanotto
 480   4|              tutto, tutto quello che il capriccio poteva desiderare, dove
 481  12|              suo letto, era scritto con caratteri grandi e chiari; ma la sua
 482   6|          ragazza, e con voce stridula e carezzevole ad un tempo, le chiese:~ ~
 483   7|               lana rossa. 8210; Riposi, carina, riposi. Ora mangeremo un
 484   5|                 Il prete e il credente, caritatevoli il più delle volte per interesse
 485  10|         maschere sieno vive e belle, in carne ed ossa.~ ~E col tempo e
 486   8|               Ma che forse la scure del carnefice o il coltello del sacerdote,
 487  11|           punirla, la subiscono.~ ~Quel cartellino unto e sdrucito pesava su
 488  12|         primordi con dei libretti della cassa di risparmio, questa ragazza
 489   5|                che non è diretto da una casta, da un ordine speciale di
 490   3|                 file delle querci e dei castani che crescevano sul pendìo
 491   9|            parlò il linguaggio pudico e casto di una bambina mentre narrava
 492   5|                Adesso il prete, buono o cattivo, deve pensare a sé; al pericolo
 493   5|            popolino come l’oculista, il cavadenti, il professore di medicina
 494   4|               dita e una cosa molle che cedeva e s’apriva sotto il peso
 495  10|                 città.~ ~Spettro che si cela sonnolento framezzo alla
 496   2|              occhi stanchi della povera Cenerentola. E Barberina fissava con
 497   1|                 la Barberina faceva dei cenni di diniego; Luca non le
 498   8|         talvolta in uno solo, quanto in centomila; instabile come le vicende
 499   5|               sono essi come l’ospedale centrale e il manicomio, noti a tutti,
 500   8|                 fosse situata quasi nel centro della città, pure era così
 501   3|                 cantonata, ogni svolta, cercando di rammentarsi i luoghi
 502   9|               disse. 8210; Io non ti ho cercata, non ti ho voluta; ti sei
 503   6|           Guardate un po’ che caso! voi cercate un padrone, io una persona
 504   9|                 servizio... per bene... cercavo del lavoro io... sono inesperta,
 505   5|               nelle ore di tribolazione cercherà un soccorso sulla stessa
 506  12|              affetta, oltre la malattia cerebrale, di un male che provava
 507   3|                momento all’altro, senza cerimonie: suo marito è fallito.~ ~
 508   3|                angosciosa insistenza la certezza che, se usciva di , non
 509   5|                religiose, che non esige certificati o raccomandazioni, che non
 510   5|                 allora non potranno mai cessare gli abusi, le indifferenze
 511   1|             Signore ci richiamerà a sé; cesseranno allora gli stenti e le fatiche,
 512  12|                   Finalmente il delirio cessò; e un giorno, mentre un
 513   4|              corrente umana, che non si chetava e che non riposava mai.
 514   5|              sedute col confessore e le chiaccherate sulle porte dei conventi
 515   4|                 signora Rosa è una gran chiacchierona!~ ~E intanto sceglieva dei
 516   3|          Barberina. 8210; È così che si chiama quello stanzone  dove
 517   9|              volle aprire la finestra e chiamar aiuto, corse all’uscio,
 518   8|                sola ad aspettare che la chiamassero e che le dessero qualcosa
 519   3|                della sua signora che la chiamava.~ ~Come le parve buona quella
 520   3|          rispondendo alle malate che li chiamavano, o accoccolandosi presso
 521   7|          parlato sinora alla Barberina, chiamò più volte:~ ~8210; Giustina,
 522   9|             avevano insegnato a leggere chiaramente nell’animo delle disgraziate
 523   8|                profferivano, arrivavano chiare e distinte agli orecchi
 524  12|                  e fintanto che non sia chiarita la vostra innocenza...~ ~
 525   9|             sbigottito ascoltava ora il chiassoso andirivieni, ora la gioia
 526   8|             essere andata a cercare una chiave, si fermò davanti ad un
 527   5|               che ciascun povero che ne chieda la via ad un altro sia sicuro
 528   5|                 e che il denaro che gli chiede un avversario bisognoso,
 529   5|               avevano in passato, a chi chiederebbero un consiglio? E senza un
 530   3|                giorno la Barberina ardì chiederle se l’aveva scontentata in
 531   8|            perché, e se vuole, anderà a chiederlo alla padrona. Il mio è un
 532   4|                 quante ne vengono qui a chiedermi un servizio! E tutte ragazze
 533  12|               la promessa che avrebbero chiesto il permesso di levarlo più
 534   8|               tempo in tempo la ragazza chinava un poco il capo, e allora
 535  10|                gradini delle arene, nei chiostri e nelle chiese; spettro
 536   1|            educanda esce dalle mura del chiostro: ingenua, vergognosa, maravigliandosi
 537   8|            dette in uno scoppio di risa chiudendo l’uscio dietro a sé.~ ~Barberina
 538  11|          indifferenza servile corsero a chiudere gli usci perché la gioia
 539   3|           saporitamente, e la portinaja chiudeva di tempo in tempo le palpebre
 540   9|          signora, proteggetemi!~ ~8210; Chiudi la tua camera, 8210; disse
 541    | ciascun
 542    | ciascuna
 543   1|           familiare come il canto delle cicale o l’agitarsi delle foglie
 544   5|             assurdo è potente sempre la cieca stupidità che colpisce le
 545  11|             fragranti come l’aria delle cime alpestri, irrompessero a
 546   9|           intorno alla misera creatura. Cinica, impassibile, senza pietà,
 547   3|              dicesse loro cose tristi e ciniche, che ai bambini non si dicono
 548   5|            fiacchi e indifferenti; è un cinico sonnolento che fugge dinanzi
 549   8|                contrasse il suo viso di cinquant’anni in un modo veramente
 550   5|           diavolo lieto e birichino del cinquecento fuggiva dinanzi all’acqua
 551  13|                 Barberina vide una casa circondata da ortaglie e da lunghi
 552   2|              deserto quanto il sentirci circondati e stretti dal tumultuoso
 553   7|               ne trasse del salame, dei citrioli, l’oliera e un pezzo di
 554   3|              disgusto a quelle servette civettuole e trasandate alle quali
 555   8|          aspirazioni elevate e le virtù civili.~ ~A chi darebbesi tutta
 556   4|                e sperava riavere la sua clientela. Ma quando la ragazza, con
 557   9|             quelli dei pregi che i suoi clienti le avrebbero pagato a caro
 558   7|                un pozzo. Vasi di fiori, cocci ripieni di terra nella quale
 559   1|              dell’inverno o per il sole cocente dell’estate; la polenta
 560   5|                quasi necessariamente in codesta condizione morale è pur
 561   5|                ricrea l’intelligenza in codeste lotte, impoverisce sempre
 562   8|                  e pareva che allora la cogliesse un selvaggio e imperioso
 563   2|               angoscia.~ ~Alle volte la coglieva una paura irragionevole
 564   1|               che usciva dalle mura del collegio, pura, ingenua, desiderosa
 565   3|               le sue guancie pallide si colorivano leggermente, e i suoi occhi
 566   8|                cerchia di quelle stesse colpe.~ ~Le impone, come punizione
 567   5|           sempre la cieca stupidità che colpisce le cose buone con le cattive
 568   8|                 che fossero state tutte colpite in altri tempi da qualche
 569  11|                la quale dura e vive nei colpiti come marchio d’infamia.~ ~
 570  12|          sacerdote rimase profondamente colpito da quel racconto, e le promise
 571   3|                  Era un male ignoto che colpiva tutti, anche i piccini.~ ~
 572    | colui
 573   5|                  vecchio e reazionario, combatté più tardi le aspirazioni
 574   5|                legge religiosa, anziché combattere la religione; vecchio e
 575   6|         ingenuità del suo animo.~ ~Così combinarono che la vecchia l’avrebbe
 576   1|               spontaneamente in lei per combinarsi poi con quello che era fuori
 577   1|             tutto fosse ormai fissato e combinato. Credevano aver raggiunto
 578   8|               dentro, in mezzo a quella comitiva giovane e spensierata, l’
 579   8|              quello che si vedeva fosse commedia e finzione, l’abito e l’
 580   5|          istituti ve ne sono parecchi e commendevoli, e fatti in modo che la
 581   9|            sconcia ilarità fra tutte le commensali.~ ~Allora incominciò una
 582   1|                di una famiglia d’agiati commercianti.~ ~Era fresca e robusta,
 583   9|                 di essersi astenuto dal commettere una cattiva azione.~ ~ ~ ~
 584  11|         bassezze che per vile interesse commettevano quelle disgraziate, narrandole
 585   5|              gli appaia ancora degna di commiserazione; e volete che egli sia caritatevole
 586   3|               quando usciva per fare le commissioni o per accompagnare i bambini.~ ~
 587   8|             vecchie storie, provano una commozione sdegnata per le vittime
 588   8|             interamente ristabilita, le commozioni di quella mattina, lo spavento
 589   6|                Barberina si sentì tutta commuovere per quelle buone parole
 590   3|               quello di sentirsi seduta comodamente, al sicuro, in un’abitazione
 591   5|          giovanetti traviati da cattivi compagni vi troverebbero lavoro e
 592   9|             loro d’entrare, e vedendosi comparire dinanzi la Barberina, rimase
 593   8|               via, e non sanno vedere e compatire nel triste contegno il male
 594   1|               sente, e tutta la vita si compendia nell’affannosa impazienza
 595  14|               più adatti ad intendere e compenetrarci nella realtà, tanto più
 596  11|                 che ci si era educato e compenetrato tutto, contrastavano con
 597   5|           sempre più il bisognoso senza compensarlo in verun modo di quello
 598  12|              cos’è? Il vero titolo a un compenso, la prova del ravvedimento
 599   4|               punto una donna venne per comperare delle susine. Era una vecchia
 600   3|              quanto assurda.~ ~8210; La compiango, cara ragazzina! 8210; disse
 601  12|       dissolutezza e nell’abiezione più compiuta, e che il nostro regolamento
 602  11|             alto concetto che contrasta compiutamene col puerile cinismo umano,
 603   5|                carità non sia diventata compiutamente una virtù civile e non sia
 604  11|         ricadere sopra uno solo, perché compiuti da molti collettivamente,
 605   5|                 Le ragioni sono varie e complicate, e se mi permetto di esporne
 606   2|                 vedeva senza intendere, complicati istrumenti di civiltà che
 607   7|                 che le fa bisogno senza complimenti. Io vado intanto, per sapere
 608   8|                me ne sto qui a fare dei complotti con lei, in danno della
 609   8|          suicidio morale che la società compra a caro prezzo, si consuma
 610   8|               sussistenza co’ quali può comprare la propria libertà; nel
 611   1|                 turchino da chi l’aveva comprate; e le parve di dover avere
 612   8|            abitino di tela che le aveva comprato la sua buona signora di
 613   8|                 il modo di guardare de’ compratori di pecore e di vitelli,
 614   4|             usato. Quella donna, mentre comprava le susine, scegliendole
 615  12|              alla suora che l’ascoltava compresa di pietà e di stupore senza
 616   3|            ingresso aperta a tutti, che comunicava incessantemente colla città,
 617   8|          rifiutarla, e poi, infine, per concedere all’abuso una forma onesta,
 618   3|              della visita, il medico le concesse il tanto sospirato permesso
 619   5|            potrebbe sapere e ottenere e concludere qualcosa. Ma quelle raccomandazioni
 620   5|                n’ha il povero, dal gran concorso di gente che ci va, ma anche
 621  10|                 note rauche e dolorose, condannate ad echeggiare come tasti
 622  12|               l’assurda crudeltà che la condannava. Poi a momenti, sentiva
 623  11|             tuttora le prostitute, e la condividono tutti quei miserabili che
 624   5|                 che si trovassero nelle condizioni della povera Barberina;
 625   9|        accompagnata la mattina.~ ~8210; Conduci questa ragazza nella sua
 626   9|               fine del pranzo per farsi condurre dalla padrona, per richiederle,
 627   9|            segreti del luogo ove era, e confermò tutti i suoi sospetti.~ ~
 628   9|             come testimone? senza dover confessare in pubblico d’essere stato
 629   5|                interminabili sedute col confessore e le chiaccherate sulle
 630   3|                 pure una bella cosa! Ma confidare in un momento di riposo
 631   3|               carità, la quale cercò di confortarla con delle buone parole,
 632   3|           piccini.~ ~Barberina si sentì confortata trovandosi in una sala dove
 633   5|             padri di famiglia non sieno confortati, pensando che vi sono ospizj
 634   3|               litania di recriminazioni confortatrici. Ma la ragazza l’interruppe
 635  12|                 cosa potevano servire i conforti dinanzi a quel dolore, dinanzi
 636  12|                sopra un’innocente.~ ~La confortò alla meglio, la pregò di
 637   7|                che provava, si rammentò confusamente di quel che le era seguito
 638   9|           purché vada via.~ ~La signora congedò con un cenno l’altra donna
 639  12|                lo discussero.~ ~Era una congiura di buoni. Un vero miracolo
 640   9|            ormai quasi sera, che io non conosca nessuno, che non sappia
 641   5|               molti, non cerca da sé di conoscere meglio questi Istituti creati
 642   1|         inanimate, e le parve vederlo e conoscerlo per la prima volta.~ ~Barberina
 643   3|            quella casa, fra quelle mura conosciute le pareva di non essere
 644  11|                la vita del mondo da lei conosciuto, e quel ricordo la sorreggeva.
 645   8|             farne un vizio. Vizio ormai consacrato dal tempo e divenuto pel
 646  13|                 le dette una lettera da consegnarsi al parroco del suo paese;
 647   8|                attenta alla roba che le consegnava; e le presentò un bel vestito
 648   8|             Badi che questa roba gliela consegno io, che è sua, e che non
 649   3|                suo paese, più vicina al conseguimento di tutti i suoi desideri.
 650  11|          delitto che commetteva, ma per consigliarla d’essere prudente. Essa
 651  12|             infermeria affinché ella si consigliasse con lui.~ ~Al prete la giovanetta
 652   9|                 puro quello il quale ti consigliò a valerti dei suoi servizi
 653   3|        portinaja, che sapeva l’arte del consolare e credeva di confortare
 654   7|               autorevoli di essa, tutta consolata da quella ospitalità cordiale,
 655   6|                 vostre lagrime; su via, consolatevi, venite con me. So di un
 656   3|               frequenti e più veri e la consolavano.~ ~Durò un pezzo in quello
 657   3|               trasse un gran respiro di consolazione.~ ~Le vie le parvero più
 658   5|              uomo scimmia, ne tragga le consolazioni che s’ebbero i suoi padri.~ ~
 659   8|                compra a caro prezzo, si consuma con rapidità vertiginosa
 660   2|                 facevan ombra tra loro, consumandosi a vicenda la luce e l’aria.
 661   2|              tutta quella gente dovesse consumare incessantemente anche qualcosa
 662   8|                 parte di sé; quando non consumò la vita per l’ideale, ma
 663   3|                  8210; Sei di certo una contadina? 8210; chiese di nuovo,
 664   2|              alla paura di una malattia contagiosa; le pareva che una povera
 665   8|              desiderio di profanare, di contaminare, più facilmente si smorzeranno
 666  11|            letto d’ospedale, straziata, contaminata; e al disopra di quel letto
 667   8|               che le aveva intristite e contaminate per sempre.~ ~Alcune parevano
 668   8|                ora, 8210; disse costei, contando la roba che la Barberina
 669   5|               in avanti il povero potrà contare. E lo deride, lo sprezza,
 670  14|             idealità e far trasalire al contatto del proprio pensiero, i
 671   1|           silenzi, alle placide e dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina
 672   7|            boccettine d’ogni dimensione contenenti liquidi d’ogni colore, che
 673   3|               8210; bisognerebbe essere contente di soffrire.~ ~8210; Sì,
 674   3|                tanto tempo. Provava una contentezza quasi spensierata; adesso
 675   3|              sua buona volontà ed erano contenti di lei. Ed essa voleva lavorar
 676   9|             sentiva tutto fiero di sé e contento di essersi astenuto dal
 677   8|               aspetta nel salottino dei conti. 8210; Le fece entrare.~ ~
 678   3|                 donna interrompendosi e contorcendosi. Stette zitta un momento,
 679   3|             maligna e sfacciata; poi si contorse di nuovo. 8210; Hai paura?~ ~
 680  11|          desiderata virtù ideale che si contrapponga ai vizi e alle trivialità
 681   8|                 smorfia da monello, che contrasse il suo viso di cinquant’
 682  14|               quel tempo senzaché se ne conturbi tutta e che il delirio non
 683   3|          ospedale. I primi giorni della convalescenza le parvero interminabili.~ ~
 684   6|             servizio che vi potrà forse convenire.~ ~8210; Oh signora! 8210;
 685   5|            chiaccherate sulle porte dei conventi e le equivoche amicizie
 686   1|              signorina appena uscita di convento, ignorante come le pecore
 687   9|                piace di veder gente, vi conviene a tornar subito in camera
 688  13|               La città era sparita e il convoglio correva rapidamente verso
 689   3|                uscì dalla gola, stretta convulsivamente. Fece alcuni passi per uscire,
 690   8|                una poltrona imbottita e coperta di stoffa rossa accrescevano
 691  12|                 pubblico interesse, che copre tanta indolenza e tanti
 692   8|                nuovo in quel momento, e coprì la voce bassa della Barberina,
 693   3|          calasse giù a poco a poco e la coprisse, la soffocasse, le togliesse
 694  14|              tastiere di avorio o dalle corde metalliche che escirà mai
 695   7|          consolata da quella ospitalità cordiale, si mise a mangiare con
 696   8|             pezzo la casa, e tirando la cordicella di un campanello mezzo nascosta
 697   7|             maligno, mentre, facendo le corna alla vecchia e alla Barberina,
 698   8|            venga, 8210; fecero tutte in coro, vedendo come la fanciulla,
 699   3|                    Ci prendono i nostri corpi anche dopo morti 8210; e
 700   3|            donne guardarono il cadavere corpulento e grottesco, le cui forme
 701   5|           pensare a sé; al pericolo che corre la sua religione; ha l’animo
 702   9|                 È un difetto che qui si correggerà presto, 8210; rispose un’
 703   8|             della sua camera; passavano correndo, saltellando; e dal fruscìo
 704  11|                 corrotta di quel luogo, corromperebbero presto anche lei, e che
 705   9|                nuovo di convincerla, di corromperla, di farle intendere tutti
 706   9|                  entrando  dentro, si corrompevano e morivano fra l’ombre rossiccie
 707  11|                delle altre, l’atmosfera corrotta di quel luogo, corromperebbero
 708  14|        discernere l’innocente fra tante corrotte e colpevoli, e perché non
 709   5|              miseria e l’abbandono alle corruzioni dei tristi, troverebbero
 710   9|              per la paura di perdere la corsa e di non godere il suo biglietto
 711   9|               finestra e chiamar aiuto, corse all’uscio, ma udì delle
 712  11|                con indifferenza servile corsero a chiudere gli usci perché
 713   2|                 così oscuramente il suo corso dalla cucina alle botteghe,
 714   9|                festanti e luride fra le cortine del letto e i riflessi dello
 715   8|               bontà; ma la donna tagliò corto a questi discorsi, dicendo
 716    | cosicché
 717   7|             posto levando un abito rosa cosparso di stelle d’argento e un
 718  11|              quale le sembrava di veder costantemente ardere il lumicino acceso
 719    | costì
 720   3|                un vecchio fazzoletto di cotone color turchino, ebbe un
 721  10|             delle orgie e del vizio che cova nascosto e stanco durante
 722  13|            allora che quella gran città covasse nascostamente dolori intensi,
 723  11|           collettivamente, non soltanto creano delle vittime, ma riversano
 724   5|                spirito stesso che aveva creato le istituzioni di beneficenza.~ ~
 725   1|               laggiù nelle grandi città creava i ricchi, e lasciava cadere
 726   2|                 diversamente, poiché si creavano la propria felicità, se
 727   3|                 vuol fare all’ospedale? Crede che sia una locanda? Dio
 728   9|              con quella fiera sicurezza credendo di poter disporre liberamente
 729  14|            quelle carovane speranzose e credenti, sono ritornate in patria,
 730   3|           rispose l’altra. 8210; Almeno credessi che ci fosse chi lo manda!
 731  12|                  Quando glielo dissero, credettero fosse per impazzire.~ ~Fu
 732  12|               istante all’idea d’essere creduta una prostituta.~ ~La suora
 733   9|       contrastava con un fioco bagliore crepuscolare, che passando traverso le
 734   5|       spiegheremo subito la cagione, va crescendo nel presente, e la distanza
 735   8|          malinconico, senza che in esso crescesse neppure un fiore; delle
 736   1|                 sedici anni la bambina, cresciuta sino allora con le virtù
 737   5|           fisica.~ ~In coloro, che sono cresciuti così nell’inazione dello
 738  14|                solamente nel vero, e la creta nella quale il genio artistico
 739   3|              era situata in uno stretto crocicchio di viuzze anguste e buie,
 740   5|         riedificazione alcuna, e quanto crolla da una parte, non si riedifica
 741  12|           imprecazioni contro l’assurda crudeltà che la condannava. Poi a
 742   4|            inventate delle macchine che cuciono da sé, delle lenti maravigliose
 743   3|           vetrata sudicia e affumicata, cuciva la vecchia portinaja, con
 744   9|                 certamente a casa e che cucivano sedute intorno alla tavola,
 745   7|           ragazza, che aveva proprio un cuor d’oro, e con queste parole
 746  12|               vende ad un padrone solo, cupido e avaro.~ ~Quel debito la
 747   3|                 non potevano quindi far curare nella propria casa una persona
 748  12|                esortò pel momento a non curarsi di quel cartello, a star
 749   5|                 distratto dalle piccole cure del suo ministero. Il denaro
 750   9|              stava sull’uscio per udire curiosamente questo dialogo, poi, rivolgendosi
 751   8|                 con certi occhi furbi e curiosi, nei quali si leggeva una
 752   3|           ancora per qualche momento la curva leggera del capo, del collo
 753   9|            poverina, la quale si rimise daccapo a implorarla, perché la
 754   1|            sempre così, diventate delle damine e vi vergognate di noi altri;
 755   2|                la finestra della quale, dando sopra uno stretto cortile
 756   3|               8210; chiese di nuovo, ma dandole questa volta senz’altro
 757  12|               in tutto, e poi per lucro dandosi al lusso sfrenato nel vizio?
 758   8|               dei complotti con lei, in danno della casa. Vedrà da sé,
 759  14|              durare come cosa inutile e dannosa, non è che soccorrendo i
 760   4|               quale la civiltà festante danzava indifferente e sdegnosa.~ ~
 761   9|                  e che pur era presente dappertutto, il mistero di quella camera
 762   3|               sorrise ancora.~ ~8210; A dar retta alle monache 8210;
 763   8|                le virtù civili.~ ~A chi darebbesi tutta quella vita selvaggia
 764   7|          confusa che non aveva nulla da darle, neppure quanto bastasse
 765   8|                altri?~ ~E questo veleno darlo a bambine, a fanciulle che
 766   9|               polizia e a noi; vorresti darmi ad intendere che era un
 767   4|            essere nulla, neppure chi le dasse un consiglio?~ ~E alla Barberina
 768   3|              involto dei suoi panni dal davanzale dello sportello; ma poi
 769   5|            stessi altari rovesciati, la dea Ragione o l’immagine dell’
 770  12|            logica contro l’assurdo, non debba sempre prevalere alto e
 771  14|                 sue pronte osservazioni debbono fruttare e prosperare; è
 772   3|                 più disgraziati e i più deboli.~ ~Barberina non vedeva
 773   3|             migliorava, e benché ancora debolissima, simulava col medico di
 774  10|                                Capitolo decimo~ ~ ~ ~ ~Barberina era rimasta
 775   9|          pensava a tutto questo mentre, decisa di andarsene, aspettava
 776   5|              che il prestigio religioso declina, e che la spensierata indifferenza
 777   3|                di dare  per  pronte definizioni delle sue parole.~ ~8210;
 778   2|               bambina.~ ~Era una natura delicata, ma fiera ed energica. Aveva
 779   3|              grottesco, le cui forme si delineavano sotto le pieghe del lenzuolo,
 780  11|                 a raccogliere la povera delirante, che nei sogni spaventosi
 781  11|               del letto ove l’innocenza demente lottava e forse sperava
 782   5|                efficacia della cosa che demoliscono.~ ~L’intelletto grossolano
 783   5|               intelletto grossolano dei demolitori non capisce quanta grandezza
 784   3|               tutti quelli cui deve dei denari? 8210; replicò con ironia
 785 Pre|              impulso di raccontarlo, di denunciarlo a tutti. Ma poi esitai.
 786   3|                 misura che la Barberina deperiva, si sentiva più tranquilla,
 787   8|                  nella quale la società depone le sue più tristi passioni,
 788   2|                che essa richiedesse una depredazione morale ignota, mostruosa
 789   5|              povero potrà contare. E lo deride, lo sprezza, o non se ne
 790   2|             gente che si odiava, che si derideva, che soffriva o scherzava,
 791   9|              che parevano sorridere con derisione anche quando stavano ferme.~ ~
 792   5|              essere utile, che facevano derivare per esso un vantaggio dall’
 793   4|               gliele avevano mostrate e descritte con orgoglio e loquacità
 794   1|            nella sua valle silenziosa e deserta giungessero ad ogni istante
 795   2|                renda l’animo sgomento e deserto quanto il sentirci circondati
 796   8|              glielo manda vuol dire che desidera che se lo metta, 8210; e
 797   8|        affettuoso la vecchia, la quale, desiderando forse di restar sola con
 798   3|           conseguimento di tutti i suoi desideri. E pensava a Luca, pensava
 799   1|                collegio, pura, ingenua, desiderosa di vivere.~ ~La natura la
 800   8|               Ha sentito la campana del desinare? Son già tutte a pranzo;
 801  14|                 famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso le regioni
 802   8|                 in quel giardino buio e desolato, e anche le voci di quelle
 803   8|                uno solo, chiamasi anche despotismo.~ ~Difesa dei buoni e difesa
 804   2|       rammentare, come se il ricordo le desse dei diritti di proprietaria
 805   8|                 la chiamassero e che le dessero qualcosa da fare, quando
 806  11|            coraggio di riposare, sempre desta, sempre attenta!~ ~Quante
 807   9|                 la compassione che essa destava in lui, e in mezzo alla
 808   8|              tutte le cose che non sono destinate a durare, un che d’incerto
 809   8|             soltanto una notte, fossero destinati a finir presto; che tutto
 810   9|                qualche osservazione che destò una viva e sconcia ilarità
 811   9|               donna, che era il braccio destro della padrona, sapeva come
 812   5|            creati con fini specialmente determinati, che si limitano a servire
 813   5|       sonnolento che fugge dinanzi alle determinazioni energiche, come il diavolo
 814  13|                 la fecero riposare e le dettero di che ristorarsi.~ ~La
 815   7|            piedi a quel modo, poverina; dev’essere stanca, si metta su
 816   8|         generose, sarebbero state madri devote, avrebbero amato, avrebbero
 817   7|                 aspetto fantasticamente diabolico, quasi non fosse una creatura
 818   3|              sana, giovane, onesta; che diamine! lo troverà sicuramente
 819   9|                lei creda le cose che mi dice; vuol certamente mettermi
 820 Pre|              giovare.~ ~ ~ ~Firenze, 15 dicembre 1877.~ ~Emma~ ~ ~ ~
 821  10|            venissero a prendere, che le dicessero che era libera; sperava
 822   1|                 un pezzo, perché glielo dicevano i genitori, non perché se
 823   3|                aver visitata l’ammalata dichiarò che il male era lungo, difficile
 824   4|             signora Rosa?~ ~8210; Se le dico che quella signora Rosa
 825   9|               via subito... e Barberina diè in uno scoppio di pianto.~ ~
 826  12|              individuale, trionfavano i difensori del potere civile contro
 827   5|                direttamente, ma è anche difficilmente in grado di poter superare,
 828   3|       sospettosa e compassionevole; ora diffidando della propria compassione,
 829   6|           guardando la vecchia con aria diffidente e nello stesso tempo sperando
 830   3|               ci sta? 8210; rispose con diffidenza la signora Rosa. 8210; Ci
 831   4|               poteva tollerare un lungo digiuno.~ ~Quella fame intensa accresceva
 832   5|               ideale che lo confortava, dilegua senza che nella realtà gli
 833  10|       lentamente fra le gelosie, e fece dileguare a poco a poco le ombre paurose
 834  10|            della notte in quella camera dileguava come spettro che fugge all’
 835   3|              dinanzi a questo terribile dilemma. Aveva paura, e le tremavano
 836   3|                coraggio, ma le facevano dimenticare la debolezza della quale
 837  12|              volgo con esso, e con esso dimenticati o negletti.~ ~E per questo
 838   4|             dall’ospedale aveva perfino dimenticato di mangiare, e il suo stomaco
 839   5|                 avendo più copreti la dimestichezza di una volta, né colle monache
 840   3|                  prima di giungere alla dimora de’ suoi padroni.~ ~La casa
 841   3|             prima, dacché essa le aveva dimostrato tanta e maggior sollecitudine
 842   1|           Barberina faceva dei cenni di diniego; Luca non le dava retta
 843    | dinnanzi
 844   8|                i suoi impiegati, i suoi dipendenti; che riconosce la posizione
 845  12|              scena; e lo spavento le si dipingeva negli occhi sbarrati, e
 846   1|             quella promessa; poi, senza dir altro, si svincolò dalla
 847   8|              gridata dalla padrona, che dirà poi che me ne sto qui a
 848   5|          faranno forse delle obiezioni; diranno che in tutte le principali
 849  14|                e sia salva davvero, non diremo né il nome della città nostra
 850   5|                 indistintamente, che ha direttori e amministratori laici,
 851   9|                  Non ardiva però ancora dirglielo, perché non si sentiva sicura
 852   8|               dall’altra parte, proprio dirimpetto, era una porticina semplice
 853   3|                  Partita! partita senza dirmi niente, senza avvisarmi...~ ~
 854  14|                 tutti la difficoltà del discernere l’innocente fra tante corrotte
 855   8|               capelli arruffati e mezzi disciolti; portavano vesti di colori
 856   5|             pregiudizi che glieli fanno disconoscere? Non è questa per parte
 857   8|               delle quali aveva sentito discorrere o in mercato, o dai bottegai,
 858   6|                 si faceva coraggio e le discorreva di nuovo a cuore aperto,
 859   1|          parlava, lasciò a mezzo il suo discorsetto d’incoraggiamento, e le
 860   3|                 signora e che era assai discosta dall’ospedale, guardava
 861  12|            ingegnoso, lo studiarono, lo discussero.~ ~Era una congiura di buoni.
 862   3|               varco della porta, ove si disegnava un momento prima sul fondo
 863   2|              che riversava delle ondate disordinate di vita a quell’essere ignoto
 864   5|                 capo della beneficenza. Dispensatore parziale, anche se onesto
 865  14|              modo.~ ~Si dovrebbe dunque disperare affatto di riparare a questo
 866   6|                 sana come voi, non deve disperarsi così presto. M’avete proprio
 867   8|                 ignoranza l’aiutava nel disperdere quei dubbii i quali per
 868   8|           rivelava più inquietudine che dispetto. La fantesca camminò rapidamente,
 869   2|                 non mostrava mai nessun dispiacere d’aver lasciato il proprio
 870   8|             senza saperne il perché, le dispiaceva che quella camera fosse
 871   9|                 suo. Aveva troppi mezzi disponibili per dubitare che questo
 872   9|             sicurezza credendo di poter disporre liberamente di sé.~ ~Non
 873   5|                pregiudizi che governano dispoticamente l’animo delle classi meno
 874   7|            stesso in quella casa che le dissi. A quest’ora la signora
 875   8|              essere, eppure erano tanto dissimili fra loro. E per acquietarsi
 876  12|               non supera le altre nella dissolutezza e nell’abiezione più compiuta,
 877   3|                non fossero andati tanto distante da X da non poterli raggiungere.~ ~
 878   4|            lucente all’orizzonte, tanto distanti, che il vederseli così lontani
 879  12|                nella medesima positura, distesa sui prati, aveva guardato
 880   3|                poco a poco incominciò a distinguere con maggior chiarezza ciò
 881   8|       profferivano, arrivavano chiare e distinte agli orecchi della Barberina,
 882   5|                che soffrono, che non fa distinzioni religiose, che non esige
 883   5|              turbato, e incessantemente distratto dalle piccole cure del suo
 884   2|        lavoravano senza speranza, senza distrazione, intorpiditi leggermente
 885   3|          pensava tra sé e sé al modo di districarsi da questo imbroglio. La
 886  11|            scuotesse, l’atterrasse e la distruggesse per sempre? Sperava forse
 887   5|         credente, fintanto che non sarà distrutta in noi l’abitudine del riguardare
 888  12|             pregò di star zitta, di non disturbare le altre malate con le sue
 889  12|               bizzarre ritrosie, la sua disubbidienza alla padrona, il debito
 890   3|             stava meglio, quelle visite divenivano più rare, e la ragazza osservava
 891   9|             colla sua paura.~ ~La paura divenne alfine più forte del fervore.~ ~
 892   5|           soccorsi della beneficenza va diventando ogni giorno più grande.~ ~
 893  14|                nebbie delle astrazioni, diventano audaci tentativi per perfezionare
 894   5|          fintanto che la carità non sia diventata compiutamente una virtù
 895   8|             contro se stesso, fosse poi diventato col tempo una viltà sghignazzante,
 896   1|              8210; perché voglio che tu diventi mia moglie. 8210; Egli le
 897   1|           Barberina non rispose subito. Diventò ancor più rossa di prima;
 898   7|                poi, con voce imperiosa, diversa assai da quella con la quale
 899   2|               Ma questi felici lo erano diversamente, poiché si creavano la propria
 900   5|            particolari?~ ~Perché questa diversità? Come accade che le madri
 901   2|                 A inventare il lusso, i divertimenti, tutte quelle centinaia
 902   7|                È il pane del povero che divideremo; ma lo mangeremo di buon
 903   8|            vivere, di farsi a brani per dividersi e suddividersi e darsi a
 904  12|        rassegnazione, non c’era volontà divina o umana dinanzi alla quale
 905   8|           eterna armonia; che assorbe e divora, sperando di essere assorbito,
 906   8|                vita per l’ideale, ma la divorò per accontentare la materia;
 907   2|            Barberina era intelligente e docile, e imparò presto assai quello
 908   7|             ringraziò di nuovo, e seguì docilmente i consigli della donna,
 909  12|                                Capitolo dodicesimo~ ~ ~ ~ ~Nella quiete di
 910  12|              prostituta.~ ~La suora con dolcezza e severità l’esortò a rassegnarsi;
 911  14|             nervi dell’udito ai piaceri dolcissimi della melodia, a che servirebbe
 912   3|              respiro, e il capo grave e dolente le ricadeva sopra il guanciale
 913   8|             cattive, e lascia nel fondo dolenti e ammorbate delle creature
 914   3|               che non aveva mai avuto a dolersi di lei e che sperava di
 915  10|                 quali l’umanità strappa dolorosamente le crudeli ed incessanti
 916  10|             scene s’odono note rauche e dolorose, condannate ad echeggiare
 917   3|                 brutti, e faceva sforzi dolorosi e inutili per liberarsene.~ ~
 918   9|                 si mescolassero al voto doloroso degli esseri viventi.~ ~
 919  14|               di nuovo.~ ~E Luca? 8210; domanderà forse qualche lettrice che
 920  12|           fanciulla non era in grado di domare il suo sdegno, il suo ribrezzo
 921  11|               la paura, anzi il terrore domerebbero a poco a poco la fiera resistenza
 922   8|           quando il sospetto cresceva e dominava le speranze della sua ignoranza.~ ~
 923   5|       difficoltà astratta che sfugge al dominio dei sensi e dell’energia
 924    | dopoché
 925   3|                signora Rosa, così poco, dormirò sopra una seggiola, non
 926   7|                 perdere, è tardi. Avete dormito un pezzo e la signora vi
 927   7|                 quel modo più presto di dosso la grave sonnolenza che
 928   8|             quale, risaputosi il fatto, dové fuggire l’indignazione generale!~ ~
 929   9|           biglietto d’andata e ritorno, dovendo quella stessa sera tornare
 930   5|                esso un voler mancare ai doveri del suo stato, egli isterilisce
 931   1|                dubbio, tornerò anche se dovessi camminare a piedi giorno
 932   9|             ordine di metterlo.~ ~8210; Dovevi rifiutare, 8210; disse la
 933  12|             quella donna diceva, che le dovevo tanto denaro, che non me
 934   5|         popolari, tanto conosciuti come dovrebbero essere, e non s’acquistano
 935  14|               una gran parte di ciò che dovremmo alla realtà.~ ~Che cos’è
 936   1|              con tenerezza 8210; tu non dovresti essere come le altre.~ ~
 937   8|                  Saprete poi quello che dovrete fare, 8210; rispose la signora,
 938   8|               manderanno qui il lavoro? dovrò forse cucire di bianco?
 939   3|                insistente, avvolgendoci dovunque. Ma l’egoismo è muto per
 940   6|                disse:~ ~8210; Provi dal droghiere di faccia... 8210; la vecchia
 941   8|             aiutava nel disperdere quei dubbii i quali per effetto di quella
 942   1|               mano, 8210; tornerò senza dubbio, tornerò anche se dovessi
 943   9|            troppi mezzi disponibili per dubitare che questo pesciolino uscisse
 944  12|             levatelo subito!~ ~La suora dubitava che alla poveretta fosse
 945   5|               esso dinanzi agli altari, dubitiamo assai che incontrandovi
 946  12|               mancare.~ ~Ma essa non ne dubitò. La fede e la speranza rinacquero
 947  12|                esse è pur sempre vivo e duole come il braccio di un amputato.~ ~
 948    | durante
 949  11|               viva, grida strazianti.~ ~Durarono finché una portantina d’
 950    | Ebbene
 951  11|               altro che una prova degli eccessi commessi nella colpa stessa,
 952   8|    chiacchierava e rideva in quell’ora, eccitata e nervosa, intorno alla
 953  11|                 audaci nell’oscenità.~ ~Eccitati dal vino, dalla festa che
 954    | Ecco
 955    | Eccoci
 956  10|                 dolorose, condannate ad echeggiare come tasti vivi, dai quali
 957  13|             notte senza risvegliarvi un’eco.~ ~La gran città sparì a
 958   1|             tempo, essendo laboriosa ed economa, guadagnare del danaro,
 959  12|          sparute e meste. E presso alle economiche e benemerite non si vedono
 960   8|             accanto alle famiglie, agli educandati, alle scuole pubbliche,
 961  14|          perfezione?~ ~A che servirebbe educare l’orecchio alle sottigliezze
 962   8|                bene, che le giovani ben educate, le spose pudiche o non
 963   5|        potrebbero coll’aiuto di esperti educatori ritentare la prova del riuscir
 964   8|                 quei dubbii i quali per effetto di quella stessa ignoranza
 965  13|           valsero i suoi protettori per effettuare la sua liberazione.~ ~Coll’
 966  11|               Una notte quel disegno si effettuò.~ ~Barberina guardava paurosa
 967  12|               per essa. Le disse le più efficaci parole di conforto che potesse
 968   5|               misurare la grandezza e l’efficacia della cosa che demoliscono.~ ~
 969  14|                bello sarebbe inutile ed egoista. Perché il bello solo non
 970  12|             cancellare il nome. E con l’elastica parola di tutela del pubblico
 971   8|             debitrice all’abbigliamento elegante che portava, le sembrò una
 972   8|               quarant’anni. Vestiva con eleganza ed alla povera ragazza parve
 973   5|           timidi, a delle individualità elette, aristocraticamente severe,
 974   1|           trattasse un argomento troppo elevato per esse; e ora la piccola
 975   9|          esaltata, disperata, diventava eloquente; parlò delle sue paure,
 976   5|            istituzione civile, cosa che emana direttamente dalla vita
 977   5|                nella vita sociale dovrà emanare dalla nuova forma di carità
 978   5|                che gli appariva come un’emanazione dello spirito stesso che
 979  14|           pensiero della famiglia umana emigrava desioso e impaziente verso
 980  14|          lontane dell’idealismo. Era un’emigrazione incessante, favorita e incoraggiata
 981 Pre|            Firenze, 15 dicembre 1877.~ ~Emma~ ~ ~ ~
 982   4|                 occhi della Barberina s’empirono di lagrime, e non rispose.~ ~
 983   7|                ogni dimensione e colore empivano tutte quelle ringhiere dalle
 984   7|           cappelli; insomma era un vero emporio di roba e dei più svariati.~ ~
 985   2|            natura delicata, ma fiera ed energica. Aveva quella purezza d’
 986   9|              uno spavento e un ribrezzo energico e sincero come quello.~ ~
 987  12|                 grossa somma, una somma enorme...~ ~Il prete non rispondeva.~ ~
 988   5|             popolarità?~ ~Perché questi enti morali, specialisti filantropici
 989   5|               ci va senza esitazioni, c’entra senza difficoltà, sa che
 990    | entrambe
 991   8|                 In quelle vecchie vesti entrano, sempre vive e belle, nuove
 992   1|          principali città d’Italia, per entrar al servizio di una famiglia
 993  11|              Barberina.~ ~L’aprirono ed entrarono.~ ~Si udirono delle grida
 994  12|           spontaneamente il desiderio d’entrarvi.~ ~Quanto alla Questura,
 995   8|                Barberina disse:~ ~8210; Entri, lesta. Il suo posto è ,
 996  13|               la condusse amorevolmente entro il cancello, e la fece entrare
 997    | eppur
 998   5|                 porte dei conventi e le equivoche amicizie con i fratacchioni
 999   2|               udiva fare certi discorsi equivoci, udiva raccontare fatti
1000   6|             all’economie già fatte, all’eredità che s’aspettava da una parente,


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