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Emilia Ferretti Viola (alias Emma) Una fra tante Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Cap.
1001 5| compiuto; e se v’ha grand’errore commesso contro la società 1002 8| che cerca di imitare ed esagerare la virtù della sincerità 1003 4| mostravasi anzi puerilmente esagerata nella propria sensibilità; 1004 4| veduta.~ ~Le pareva, nell’esagerazione di un sentimento che le 1005 9| luogo che così rivedeva nell’esaltamento della preghiera; rammentava 1006 9| impassibile.~ ~La giovanetta, esaltata, disperata, diventava eloquente; 1007 5| ignoranze, il trovar che l’esatta conoscenza della loro esistenza 1008 1| senza rendersi un conto esatto delle sue impressioni, sentiva 1009 11| la potessero ascoltare ed esaudire.~ ~E se il concetto della 1010 14| cosa che ci impoverisce, esaurendoci nell’opere della fantasia 1011 12| sua carità non s’era mai esaurita, non era venuta mai meno.~ ~ 1012 1| montagne, come l’educanda esce dalle mura del chiostro: 1013 3| dell’egoismo soddisfatto, escendo dalle sue alcove, dalle 1014 14| dalle corde metalliche che escirà mai armonia potente e grande, 1015 8| sue più tristi passioni, escono forti e gagliarde le aspirazioni 1016 8| iniquo, delitto veramente esecrabile, se vi fu raffinatezza nel 1017 14| contro cui fu più prudente l’esecuzione del delitto, o meno evidente 1018 12| triste modo di esserlo, che esenta chi ne professa le opinioni, 1019 5| onesto e sincero, perché l’esercitare la carità imparzialmente 1020 13| quelle case agglomerate non esercitava più nella notte la sua fatale 1021 5| distinzioni religiose, che non esige certificati o raccomandazioni, 1022 8| vergogna sociale, così com’ella esiste ora fra noi, è forse la 1023 5| di tanto la miseria già esistente nel mondo, non si riparerà 1024 2| perduta fra i monti, non esistesse più e che non fosse mai 1025 Pre| denunciarlo a tutti. Ma poi esitai. Una falsa vergogna, una 1026 5| a casa sua, ci va senza esitazioni, c’entra senza difficoltà, 1027 12| difficile e pericolosa, e il cui esito sembrava incerto assai.~ ~ 1028 12| essa quanto più poteva, esortandola per il momento a rassegnarsi.~ ~ 1029 3| fatta guarire, e intanto l’esortava a raccomandarsi al Signore.~ ~ 1030 5| potrebbero coll’aiuto di esperti educatori ritentare la prova 1031 5| disgraziati e già colpevoli, dopo espiata una pena, potrebbero coll’ 1032 8| che invece di salvarla, espongono la fanciulla a maggior rischio. 1033 5| complicate, e se mi permetto di esporne qui brevemente alcune, quelle 1034 2| lei fosse più d’ogni altra esposta a subire tutto il male che 1035 5| nei quali le loro figlie esposte per la miseria e l’abbandono 1036 9| atteggiamento della persona, nell’espressione del viso, in quella degli 1037 8| confusa, non sapeva come esprimerle la sua riconoscenza, e le 1038 6| e la sua riconoscenza si esprimeva calorosamente nei suoi discorsi. 1039 | esserci 1040 7| farle coraggio, e sentiva d’essergliene grata.~ ~Dopo un quarto 1041 9| mescolassero al voto doloroso degli esseri viventi.~ ~E la ragazza 1042 | esserne 1043 | esservi 1044 4| diede una sbirciata al viso estenuato e pallido della ragazza. 1045 11| della povera Barberina si estenuava fra le paure e i terrori 1046 8| dell’uomo civile, ridiventa estetico, ridiventa nobile e grande. 1047 5| colte, si raffredda e s’estingue nel popolo, e la carità 1048 1| casupola, di essere già un’estranea fra quegli alberi e quei 1049 8| e lotta per entrare nell’eterna armonia; che assorbe e divora, 1050 5| sa più lavorare senza l’evidenza della meta reale e l’eccitamento 1051 3| fatica e il malessere, ed evocando le memorie del passato per 1052 12| quello che la memoria di lui evocava nel suo pensiero, e si mise 1053 1| sempre nascevano sotto l’evocazione di certe melodie strascicanti 1054 12| insistito di nuovo in questa faccenda, che i tempi correvano poco 1055 | facendo 1056 8| Barberina s’era levata e facendone un involto.~ ~8210; Oh non 1057 | facessero 1058 2| case alte e oscure, che si facevan ombra tra loro, consumandosi 1059 5| chiaro della ragione alle facili e indefinite leggi del pregiudizio, 1060 3| vuol dire un negoziante che fallisce! 8210; replicò la signora 1061 Pre| tutti. Ma poi esitai. Una falsa vergogna, una ripugnanza 1062 12| senonché donne di perduta fama; diceva che, accolta nella 1063 5| di un’individualità cara, famigliare, protettrice? Perché non 1064 8| istituzione fiorisce accanto alle famiglie, agli educandati, alle scuole 1065 1| campagna, ma le era divenuto familiare come il canto delle cicale 1066 9| picchiò all’uscio con una familiarità un po’ arrogante, e quando 1067 8| donna di mezz’età salutò familiarmente la vecchia, dicendole che 1068 14| Socrate o un Plauto, un fanciullo o un animale che sieno perfetti, 1069 7| cortile, lo manteneva umido e fangoso, quasicché ci piovesse sempre.~ ~ 1070 7| eh Giustina! Dove sei, fannullona?~ ~Pochi istanti dopo, uno 1071 10| ridde notturne, le loro fantasie di gente morta che anela 1072 2| paurosamente la confusa fantasmagoria del suo primo viaggio; quasicché 1073 10| società ha bisogno anche di fantasmi, crea dei tipi, sa ideare 1074 13| mostro informe la figura fantastica e vaporosa della città con 1075 7| quella bambina un aspetto fantasticamente diabolico, quasi non fosse 1076 3| uomini, gli uomini sono tutti farabutti. Se ne guardi, ragazzina, 1077 12| mascalzone vizioso o qualche farabutto brutale non abbia a correre 1078 | faranno 1079 1| coscienza di vivere, lo farebbero come lo faceva lei, senza 1080 | farli 1081 | farlo 1082 7| per la toeletta, per la farmacia o per la tavola; ventagli, 1083 | farò 1084 12| sorriso di certo, se la gran farragine di donne e il gran da fare 1085 | farsene 1086 | farti 1087 8| provava dell’essere sotto il fascino di un sogno e di non vedere 1088 13| aveva preparato la monaca, fasciò una parte del viso come 1089 11| loro ardita giovinezza, fasto meritevole d’essere annoverato 1090 2| della sua cucina.~ ~Era la fata maravigliosa che si presentava 1091 9| condizione come un’irreparabile fatalità che l’aveva colpita.~ ~La 1092 4| davanti alla mia bottega; fatevi coraggio.~ ~8210; Ma dove 1093 4| che il lavoro sia duro, faticoso, grossolano...~ ~La giovanetta 1094 9| alla padrona della casa in favore della ragazza.~ ~Andò via 1095 12| che i tempi correvano poco favorevoli per andare a cercarsi delle 1096 12| ottenere altri e più importanti favori.~ ~E intanto la disgraziata 1097 12| che il nostro regolamento favorisce e appoggia.~ ~Dov’erano 1098 14| un’emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che 1099 3| portar disgrazia al suo favorito. Ma la Barberina non le 1100 8| aveva visto là dentro, si fé più vicina alla donna, le 1101 13| attrazione di quelle luci febbrili, di quei palazzi monumentali 1102 11| si estendeva numerosa, feconda, infinita, intorno a lei; 1103 14| lontane speranze succedono i fecondi tentativi per far migliore 1104 1| piacere di vivere che era fecondo di vita.~ ~Cresceva come 1105 2| poiché si creavano la propria felicità, se la facevano coi teatri, 1106 11| loro, ma era soltanto una femmina; e la sua esistenza gravitava 1107 11| ributtante della propria femminilità.~ ~Abbiezione irrevocabile, 1108 3| 8210; l’hanno portata qui ferita di coltello.~ ~Poi seguì 1109 8| domandò maravigliata la donna, fermandosi sull’uscio.~ ~8210; Avrei 1110 2| conosceva? Ma a che serviva il fermare così le parole, invece di 1111 4| Barberina dovette dunque fermarsi in istrada, dinanzi alle 1112 6| andarsene si era di nuovo fermata, le disse:~ ~8210; Provi 1113 9| derisione anche quando stavano ferme.~ ~8210; Voglio andar via, 1114 8| sacrificava sugli altari di feroci divinità. Ma che forse la 1115 8| velluto alle ringhiere di ferro, con eleganti candelabri 1116 4| intorno al quale la civiltà festante danzava indifferente e sdegnosa.~ ~ 1117 9| Barberina, si movessero festanti e luride fra le cortine 1118 14| intelletto; abbiamo messo la fiaba come una barriera insormontabile, 1119 5| la mancanza d’energia; la fiacchezza nell’operare. Da ogni cosa 1120 5| nostro ci insegna ad essere fiacchi e indifferenti; è un cinico 1121 9| nell’afa di quella camera la fiamma della lucernetta a petrolio. 1122 11| morale che sollevava ogni sua fibra e ogni suo pensiero.~ ~Che 1123 3| ospedale; e si confortava, fidando nelle proprie forze e nell’ 1124 3| quella povera morta. Lei, la fidanzata di Luca, rassomigliare ad 1125 6| capelli bianchi ispiravano fiducia e rispetto alla ragazza; 1126 12| vedono quelle che hanno un figlio, una madre, un vincolo qualunque 1127 12| capo del letto... debbo figurare come se fossi ancora in 1128 9| non sapevo... non potevo figurarmi... oh lei signora che sa 1129 9| provocare un processo, e figurarvi poi come testimone? senza 1130 3| infermerie, essa si era figurata che quella corrente trascinava 1131 6| fondo della bottega. Se la figurò grande, la vide con l’immaginazione 1132 5| enti morali, specialisti filantropici di malattie morali, non 1133 6| ricordavano la sua nonna, che filava la sera seduta sulla pietra 1134 3| allora le lunghe e ombrose file delle querci e dei castani 1135 4| sempre l’immagine umana, dei fili miracolosi che portano lontano 1136 9| mentre tiene fra le mani il filo invisibile, ma sicuro, che 1137 11| ideale dell’aspirazione filosofica o religiosa.~ ~Barberina 1138 8| e il bruto ridiventerà o filosofo, o moralista, o artista.~ ~ 1139 9| rispose pacatamente la signora fingendo una grande maraviglia. 8210; 1140 5| questi ricoveri creati con fini specialmente determinati, 1141 8| poco quella sghignazzata o finì o si perdette nella lontananza.~ ~ 1142 8| notte, fossero destinati a finir presto; che tutto quello 1143 7| riprese a parlare:~ ~8210; Finisca pure di far colazione, bambina 1144 5| Istituti di beneficenza, che finiscono soltanto col riescir utili 1145 9| dato e quell’abito di lana finissima...~ ~8210; Ma io non lo 1146 12| e di dovere che essendo finora scaturiti specialmente dal 1147 9| esso contrastava con un fioco bagliore crepuscolare, che 1148 8| accorgono; e quell’istituzione fiorisce accanto alle famiglie, agli 1149 1| saliva il pendìo ombroso e fiorito del monte, e le pareva di 1150 Pre| fiabe possa giovare.~ ~ ~ ~Firenze, 15 dicembre 1877.~ ~Emma~ ~ ~ ~ 1151 13| fatto per lei.~ ~La macchina fischiò con violenza rabbiosa. Barberina 1152 6| il viso dall’altra parte fissando per un momento, con paura, 1153 3| levandosi gli occhiali e fissandola con maraviglia.~ ~8210; 1154 13| allargò, e i suoi sguardi si fissarono con intenso desiderio su 1155 4| che i suoi occhi lagrimosi fissassero un vuoto smisurato, un abisso 1156 11| burrascosa.~ ~I suoi occhi fissavano il cielo, seguivano quelle 1157 9| quella degli occhi sbarrati e fissi, uno spavento intraducibile, 1158 6| seduta sulla pietra del focolare accanto a lei, e sulle ginocchia 1159 13| Barberina tremando come una foglia baciò la mano della buona 1160 1| cicale o l’agitarsi delle foglie scosse dal vento.~ ~Pure 1161 2| rispose di sì e le porse il foglio che il parroco del paese 1162 12| spiegazioni date, trovò senza fondamento le domande che da più parti 1163 5| inventata dai ricchi, che qual fondazioni popolari e pratiche da poter 1164 8| piatti, dei bicchieri e delle forchette.~ ~8210; Quanta gente! 8210; 1165 8| crescere di numero e di formare una maggioranza; di sostituire 1166 4| sdegnosa.~ ~Quell’abisso formicolava di gente, di dolori, di 1167 3| viuzze anguste e buie, che formicolavano di gente e di carrozze. 1168 8| quasi tutte povere e mal fornite, e sebbene quella via fosse 1169 7| era proprio una ragazza fortunata, e così via, ma non le narrava 1170 12| la sua vista era debole e fosca in quel momento, e non poté 1171 8| inflitte legalmente nei foschi tempi medioevali, e ancora, 1172 12| debbo figurare come se fossi ancora in quella casa... 1173 1| esposto alla brezza pura e fragrante della montagna. E in quel 1174 11| la luce e il sole, puri e fragranti come l’aria delle cime alpestri, 1175 8| solo momentaneamente parer franche e sincere. Erano sfacciate 1176 12| infantili col pudore e la franchezza dell’innocenza, l’avevano 1177 3| certo orgoglio onesto e franco, e contava i mesi e gli 1178 5| equivoche amicizie con i fratacchioni del vicinato, ora quelle 1179 1| accompagnata dalla mamma e da un fratellino. Luca la seguiva ad una 1180 14| ardentemente; non è dalle fredde tastiere di avorio o dalle 1181 7| aspetta.~ ~Barberina si fregò gli occhi, si rialzò, e 1182 9| animava.~ ~Si udivano passi, fruscio di vesti, gente che rideva 1183 12| prete e dalla suora, era una fuga.~ ~Barberina doveva passare 1184 5| birichino del cinquecento fuggiva dinanzi all’acqua benedetta.~ ~ ~ ~ 1185 7| trattenne e s’accontentò di fulminarla con uno sguardo, dicendo 1186 11| di quella casa non fosse funestata da quei tristi lamenti.~ ~ 1187 12| questa fanciulla ingegnosa e furba non vedi il rappresentante 1188 9| miseramente sulla paglia.~ ~La sua furberia e naturale perspicacia, 1189 8| momento con certi occhi furbi e curiosi, nei quali si 1190 2| detto di presentare alla sua futura padrona.~ ~La signora l’ 1191 8| anche il quartiere dei suoi futuri padroni era tanto di lusso, 1192 9| uccellino abbandonare la gabbia, mentre tiene fra le mani 1193 8| quando sia forte e s’incarni gagliardamente in uno solo, chiamasi anche 1194 8| passioni, escono forti e gagliarde le aspirazioni elevate e 1195 9| oziosa, in mezzo a compagne gaie e giovani, che forse v’avrebbe 1196 11| presso al suo letto.~ ~Donne galanti, mogli adultere, giovanette 1197 12| forza una innocente nella galera della prostituzione, per 1198 7| tavola per salvarsi e stare a galla.~ ~Le vie popolate non le 1199 8| Barberina rossa rossa come un galletto.~ ~Se la sua padrona di 1200 3| paura, e le tremavano le gambe.~ ~La portinaja, che si 1201 3| per la notte. E intanto il gattone dormiva saporitamente, e 1202 2| e che le memorie fossero gemme o monete da ricontarsi con 1203 8| dové fuggire l’indignazione generale!~ ~Non v’ha un che di simile 1204 8| Sarebbero state buone e generose, sarebbero state madri devote, 1205 14| quale non abbia in sé il germe della propria effettuazione, 1206 3| Rosa la trattenne con un gesto imperioso.~ ~8210; Dove 1207 9| avvicina il cacciatore per ghermirlo.~ ~Ma l’uomo, a quelle mosse 1208 3| era roba da farne danaro, ghiottonerie o vesti.~ ~8210; Serve per 1209 1| ognora squisita; il vecchio giaciglio di paglia bastava ai suoi 1210 10| paurose della notte. La luce giallognola del lume moriva dolcemente 1211 9| scioglievano nel chiarore giallognolo e inquieto del lume. Un 1212 8| sbarre di legno e vide un giardinetto chiuso fra delle case e 1213 8| malinconia il guardare in quel giardino buio e desolato, e anche 1214 2| cuore di un essere vivente e gigantesco, che riversava delle ondate 1215 1| sull’orizzonte.~ ~Se la ginestra o il timo del monte potessero 1216 4| sanno fare mille e mille gingilli graziosi e inutili, come 1217 9| semioscura e che si trascinava ginocchioni per terra raccomandandoglisi.~ ~ 1218 3| i suoi dolori e le sue gioje sono silenziose, e passa 1219 5| nome in qualche cronaca di giornale, pure credevano fossero 1220 5| gente. E così accade che giornalmente, sotto le mura stesse di 1221 10| quella lunga e terribile giornata, la povera ragazza non ne 1222 10| nascosto e stanco durante le giornate attive e laboriose delle 1223 5| soccorso o rifugio, e che dei giovanetti traviati da cattivi compagni 1224 8| quasi tutte belle.~ ~Alcune giovanissime, non avevano che il pregio 1225 Pre| scrittrice di fiabe possa giovare.~ ~ ~ ~Firenze, 15 dicembre 1226 11| narrava, ridendo, a tre giovinastri avvinazzati, rozzi e brutali, 1227 12| donnaccia diceva che la giovinetta si era presentata volontariamente, 1228 7| ringhiera che faceva il giro di tutto il cortile della 1229 1| per chi sa rassegnarsi, e giungerà un giorno nel quale il Signore 1230 12| volle un pezzo, prima che giungesse a capire ciò che v’era scritto.~ ~ 1231 1| valle silenziosa e deserta giungessero ad ogni istante i rumori 1232 12| me? 8210; E la giovanetta giungeva le mani e pregava; pregava 1233 4| paura di quella folla.~ ~Giunta dall’ortolana, avrebbe voluto 1234 8| dinanzi al quale erano giunte finalmente, e spingendo 1235 6| paura, la sua piccina che giuocava seduta sopra una paniera 1236 3| padrona, che era sempre stata giusta e amorevole per lei.~ ~La 1237 8| l’ha avuta o che io non gliel’ho data.~ ~Barberina, un 1238 | gliela 1239 4| bambini della sua signora gliele avevano mostrate e descritte 1240 1| mesta e pensosa. Dei grossi goccioloni le cadevano di sotto alle 1241 5| maggiore popolarità della quale gode l’ospedale di fronte agli 1242 3| finalmente il piacere di godersi una volta in vita sua il 1243 12| stava scritto.~ ~Appoggiò i gomiti ai guanciali, rialzò il 1244 6| perché con gli occhi rossi e gonfi una bella ragazza come voi 1245 7| sofferenti, e certe labbra gonfie e rosse che rivelavano in 1246 9| guardate dalla mamma o dalla governante, e provò forse anch’esso, 1247 12| cercarsi delle brighe con chi governava, e che meglio era il serbare 1248 10| loggiati dei mercati, sui gradini delle arene, nei chiostri 1249 5| l’ha compiuto; e se v’ha grand’errore commesso contro la 1250 11| mancava. E i ricordi delle grandiose scene di natura, e il sentimento 1251 5| la cui necessità è pure grandissima, che sono creati al fine 1252 12| un turbine di gioia e di gratitudine intensa.~ ~Non ringraziò, 1253 3| una persona di servizio gravemente ammalata.~ ~La fecero portare 1254 8| attrazione intorno alla quale gravita tutto il mondo intellettuale, 1255 11| femmina; e la sua esistenza gravitava oramai inesorabilmente nella 1256 4| fare mille e mille gingilli graziosi e inutili, come mai quella 1257 6| brontolò fra sé, rialzando il grembiale sopra un fianco:~ ~8210; 1258 8| udire in sé una voce che le gridasse di non levare il suo povero 1259 8| Non voglio toccare una gridata dalla padrona, che dirà 1260 8| qui vicino a me, 8210; gridava una. 8210; No, accanto a 1261 1| voltarsi.~ ~8210; Mamma! 8210; gridò Barberina con voce soffocata. 1262 3| il cadavere corpulento e grottesco, le cui forme si delineavano 1263 9| Una mano si posò sulla gruccia dell’uscio.~ ~Barberina 1264 7| questi nei quali non si guadagna niente. L’è un affar serio, 1265 9| voglio lavorare, servire, guadagnarmi il pane onoratamente, 8210; 1266 12| con altri. Cercarono di guadagnarsi l’appoggio di una società 1267 1| che serve piangere così? Guadagnerai del danaro a X, e potrai 1268 9| proprietario di schiavi, il suo guadagno e le sue ricchezze.~ ~Vedeva 1269 12| di suscitare dei grossi guai; il bravo sacerdote e la 1270 3| E si fermò di nuovo per guardarla.~ ~8210; Che cosa? 8210; 1271 1| che anche le sue pecore la guardassero con maraviglia, non riconoscendola 1272 9| con la quale un bambino guarderebbe il suo uccellino abbandonare 1273 3| male era lungo, difficile a guarirsi e tale da richiedere molta 1274 12| E intanto la disgraziata guariva, e il giorno fatale si avvicinava 1275 13| viso come ci avesse male, e guidata dalla suora scese in un 1276 11| tempo in tempo, come un guizzo di cosa viva, grida strazianti.~ ~ 1277 1| gagliardo appetito, e al suo gusto era parsa ognora squisita; 1278 5| adoperarsi per aiutare laddove havvi bisogno di soccorso, è forse 1279 14| regioni ignote e lontane dell’idealismo. Era un’emigrazione incessante, 1280 14| toccar quasi con mano l’idealità e far trasalire al contatto 1281 Pre| accingendomi di nuovo a idear novelle e volgendo il pensiero 1282 10| fantasmi, crea dei tipi, sa ideare commedie; ma a’ suoi tipi 1283 12| società di beneficenza. Idearono un piano ingegnoso, lo studiarono, 1284 12| fra i suoi.~ ~Il disegno ideato dal prete e dalla suora, 1285 12| una lotta di credenze o di idee, e sia pure di logica contro 1286 11| angosciose, quella megera ideò un triste e feroce disegno.~ ~ 1287 14| una sordità grossolana e idiota ci fa sordi ai singhiozzi 1288 8| un dio, ma un’offerta all’idolo del proprio egoismo.~ ~ ~ ~ 1289 3| umane senza rumore, pudico e ignobile.~ ~ ~ ~ 1290 2| influenza della solitudine, ignorando l’isolamento; aveva provato 1291 5| bisogno di soccorso, perché ignorano perfino che il soccorso 1292 14| mentre questa non poteva ignorare che per parte dei colpevoli 1293 9| destò una viva e sconcia ilarità fra tutte le commensali.~ ~ 1294 12| non questo. Era un mezzo illegale e disperato; ma come sottrarla 1295 11| in quegli anditi; che v’illuminassero, v’abbagliassero tutte le 1296 13| fanali accesi, le vetrine illuminate delle botteghe, le case 1297 12| raggio di sole autunnale illuminava mestamente la bianca fila 1298 11| aiuto e dare a lei gravi imbarazzi.~ ~Indignata da quella fiera 1299 11| vette lontane dei monti; s’imbiancò l’orizzonte per le prime 1300 8| letto parato e una poltrona imbottita e coperta di stoffa rossa 1301 8| bella scala con tappeti, con imbottiture di velluto alle ringhiere 1302 3| di districarsi da questo imbroglio. La Barberina la supplicava 1303 8| sfrontatezza che cerca di imitare ed esagerare la virtù della 1304 7| più diversi che si potesse immaginare. Abiti da ballo sciupati 1305 3| sorriso di benevolenza; immaginava di rivedere quella signora 1306 14| fatti un mondo astratto d’immagini e di colori, di suoni e 1307 5| servire veramente ai bisogni immediati e quotidiani della povera 1308 1| sé a quella cosa ignota, immensa, che laggiù nelle grandi 1309 12| come lei. Ma come fare?~ ~Immischiarsi, più di quanto avevano già 1310 9| e le ultime stelle che impallidivano all’orizzonte, morendo dolcemente 1311 2| intelligente e docile, e imparò presto assai quello che 1312 5| sincera la bocca che lo impartiva.~ ~Ma l’intenso e fervido 1313 5| perché l’esercitare la carità imparzialmente sarà sempre per esso un 1314 4| delle donne che rimbalzavano impaurite soltanto perché la ruota 1315 10| tormentoso e prestava l’orecchio impaurito ad ogni rumore, ad ogni 1316 12| lo levi se non vuole che impazzi.~ ~8210; Non posso, 8210; 1317 12| fare per esse, non avesse impedito agli impiegati di occuparsi 1318 3| un momento la portinaja impensierita, e temendo che quella ragazza 1319 8| affacciavano indefiniti e imperfetti.~ ~Erano passate alcune 1320 7| ringhiera; poi, con voce imperiosa, diversa assai da quella 1321 9| impassibile quelle parole impetuose, e sopportò l’urto di quello 1322 3| traendo seco, come un fiume impetuoso, i più disgraziati e i più 1323 12| trionfo di risatine stupide d’impiegatucci triviali e ignoranti, e 1324 12| quei buoni che si erano impietositi di lei, nacque un disegno, 1325 5| altra e più alta miseria implora il suo aiuto; è la religione 1326 12| vaneggiava sempre, gridando e implorando.~ ~La suora dell’infermeria 1327 9| quale si rimise daccapo a implorarla, perché la lasciasse andare.~ ~ 1328 9| suoi affetti, il suo amore implorassero per lei e con lei quella 1329 8| quelle stesse colpe.~ ~Le impone, come punizione del fallo, 1330 11| schiavitù il non essere libero imponeva un marchio d’inferiorità 1331 12| per ottenere altri e più importanti favori.~ ~E intanto la disgraziata 1332 11| inevitabile che le era stata imposta.~ ~Ma quella donnaccia s’ 1333 14| l’affetto più gentile è impotente. Vi sono anche dei casi, 1334 12| logiche ed energiche le sue imprecazioni contro l’assurda crudeltà 1335 11| Barberina.~ ~Mostrò loro quella impresa come cosa degna della loro 1336 4| maravigliose sulle quali rimane impressa per sempre l’immagine umana, 1337 1| un conto esatto delle sue impressioni, sentiva già di appartenere 1338 1| emozioni, di pensieri nuovi e impreveduti per entrambi, che erano 1339 8| giovanette abbandonate, le imprudenti e leggere; ed ora, improvvisamente, 1340 9| ieri, c’era nell’aria un’impudica impazienza della gente d’ 1341 1| inconsapevole di fra le cose inanimate, e le parve vederlo e conoscerlo 1342 14| nostro Dio non è più lontano, inarrivabile, è qui con noi nella natura, 1343 2| si presentava desiderata, inattesa, agli occhi stanchi della 1344 1| raggiunto un intento, pel quale inavvertitamente avevano lavorato da un gran 1345 5| sono cresciuti così nell’inazione dello spirito e nella fatica 1346 3| cosa già veduta un valore incalcolabile; a misura che il sentimento 1347 8| loro memoria un terrore incancellabile, terrore che, trasformandosi 1348 7| compagnia; era tornata come per incanto ad essere tutta di gente 1349 14| E sgomenti della propria incapacità, l’impotenza è scusa ai 1350 8| di una donna specialmente incaricata di incoraggiare, persuadere, 1351 8| ora, quando sia forte e s’incarni gagliardamente in uno solo, 1352 10| fiabe della sua fantasia s’incarnino in un’esistenza reale, che 1353 9| del timo, salire come un incenso verso l’immagine della santa, 1354 9| ebbe vergogna della propria incertezza e della propria timidità; 1355 10| dolorosamente le crudeli ed incessanti armonie della sua lugubre 1356 8| ardì rispondere, fece un inchino, salutò con uno sguardo 1357 8| agita ancor sempre nell’uomo incivilito, se non a loro?~ ~E lo potrebbe 1358 5| monopolio religioso, un’incombenza speciale di alcuni, e che 1359 11| Ricordava una famiglia, che incominciando dalla madre sua, si estendeva 1360 3| padroni di prima, stava per incominciare una litania di recriminazioni 1361 3| di una distanza ignota e incommensurabile. 8210; Dove sono andati? 1362 8| involto.~ ~8210; Oh non s’incomodi, 8210; esclamò la ragazza 1363 1| confuso sino allora; uscì inconsapevole di fra le cose inanimate, 1364 3| piccini, avevano perduta l’inconsapevolezza dell’infanzia e sembrava 1365 11| che di terso, di puro, di incontaminato in se stessi, che si ribellava 1366 5| meriterebbero.~ ~Questo fatto incontestabile, dell’ignoranza nelle classi 1367 5| altari, dubitiamo assai che incontrandovi invece un libero pensatore 1368 1| col quale soleva sempre incontrarsi la sera, quando riconducendo 1369 2| persone sconosciute che avea incontrate, e i paesi nuovi che aveva 1370 1| passando per la via ove c’incontravamo ti manderò un saluto.~ ~ 1371 1| mezzo il suo discorsetto d’incoraggiamento, e le disse senz’altro di 1372 8| specialmente incaricata di incoraggiare, persuadere, accalappiare 1373 2| affabili della signora l’incoraggiarono, ed essa la seguì tutta 1374 14| emigrazione incessante, favorita e incoraggiata sempre, che dalla terra 1375 11| infame, e si stendeva pura e incorruttibile col raggio di sole ai piedi 1376 5| suoi occhi, per opera degli increduli, tutta la vita ideale delle 1377 5| scandalizzate dalla loro incredulità, le buone relazioni che 1378 5| che quel prete soccorra l’incredulo, quando ai suoi occhi, per 1379 8| società soffre di un male incurabile, e ha cercato in esse il 1380 5| morale, penetrare con l’indagine e il ragionamento laddove 1381 12| la Questura, senza fare indagini, accontentandosi soltanto 1382 1| fuoco fatuo che insegue indarno, e il mondo scintilla ovunque 1383 8| ignoranza le si affacciavano indefiniti e imperfetti.~ ~Erano passate 1384 2| udiva, un ribrezzo morale indefinito, simile alla paura di una 1385 11| morale di paure e terrori indescrivibili.~ ~Era una lotta disperata.~ ~ 1386 2| chi rivolgersi per farsi indicare la via.~ ~Finalmente una 1387 10| signore stesso a liberarla e a indicarle dove poteva ricoverarsi 1388 9| dov’era la padrona e le fu indicato un uscio laterale, dicendole 1389 8| perdere; questa donna vi indicherà la vostra camera e vi porterà 1390 4| veste, altre spaventate indietreggiavano perché il bambino dell’ortolana, 1391 7| l’altra, 8210; la bambina indietreggiò spaventata, e la donna a 1392 5| mai cessare gli abusi, le indifferenze crudeli, le mostruose negligenze 1393 5| altro sia sicuro di averne l’indirizzo, o di saperne i particolari?~ ~ 1394 6| guardava con una curiosità indiscreta, che intimidiva la fanciulla, 1395 14| prospera più che mai, e una indiscrezione nostra potrebbe farla ritornare 1396 9| che la padrona era un po’ indisposta, che per questo, da qualche 1397 3| altro ancora, e poi una fila indistinta d’altri letti che si perdeva 1398 12| innocenza e della libertà individuale, trionfavano i difensori 1399 5| ugualmente sopra di tutti, individualmente non meno che collettivamente, 1400 4| delicate e gentili del singolo individuo, o che la forza di associazione 1401 12| interesse, che copre tanta indolenza e tanti abusi in questo 1402 8| il bel vestito che doveva indossare. Non ne aveva mai portati 1403 8| stupore intraducibile.~ ~Indossavano tutte delle belle vesti, 1404 13| giovanetta si travestì.~ ~Indossò l’abito che le aveva preparato 1405 4| tutt’uno. Se avesse potuto indovinare la via che, traverso le 1406 1| libri, i giornali, ed aveva indovinato che cos’era la povertà. 1407 14| dolore?~ ~Sprechiamo tutti indubbiamente nelle sottigliezze della 1408 1| sarebbero stati amorevoli e indulgenti verso di lei, che essa avrebbe 1409 5| il corpo sarà avvezzo e indurito alla fatica fisica, tanto 1410 11| che la compassione potesse indurre qualche persona a fare più 1411 3| portinaja sembrava tanto ineffettuabile quanto assurda.~ ~8210; 1412 5| può venire il bene; è dall’inerzia soltanto che non verrà mai 1413 11| esistenza gravitava oramai inesorabilmente nella cerchia ributtante 1414 11| accetterebbe volentieri la sorte inevitabile che le era stata imposta.~ ~ 1415 9| Sapeva bene che abusava infamemente dell’inesperienza di questa 1416 12| quelle labbra ancor quasi infantili col pudore e la franchezza 1417 14| statua inutile o una tela infeconda?~ ~È un lusso, non una necessità.~ ~ 1418 14| che un ideale stupido e infecondo se il voler la cosa bella 1419 1| quale il non essere felici è infelicità. Ora la sua esistenza aveva 1420 11| libero imponeva un marchio d’inferiorità crudele e assurdo.~ ~È così 1421 3| sibilando per gli anditi e le infermerie, essa si era figurata che 1422 5| per i bambini, per gli infermi; istituti fondati coll’intenzione 1423 5| colpita con le credenze, infiacchisce anch’essa senza che una 1424 8| povera per rifiutarla, e poi, infine, per concedere all’abuso 1425 11| estendeva numerosa, feconda, infinita, intorno a lei; fin dove 1426 10| sensi. E non è soltanto infinitamente piccolo il numero dei vivi 1427 14| cosa importa l’intendere le infinite variazioni prodotte da una 1428 13| nere dei suoi tetti. Un infinito numero di stelle brillò 1429 8| vita umana, ma vigoroso e inflessibile come un fatto naturale che 1430 8| tormentare e cinismo nell’infliggere sofferenze, fu sempre quando 1431 8| morte vera, dopo quella inflitta dalla legge.~ ~Ma la società 1432 8| raccapriccio le crudeli torture inflitte legalmente nei foschi tempi 1433 3| ad essa, non soltanto le infondevano coraggio, ma le facevano 1434 5| allo spirito stesso che informa la loro istituzione.~ ~Perché 1435 3| me chi vuole a prendere informazioni che le darò buone.~ ~8210; 1436 13| in lontananza come mostro informe la figura fantastica e vaporosa 1437 9| vecchia di stamane m’ha ingannata, m’ha fatto credere che 1438 11| Ma quella donnaccia s’ingannava.~ ~Il corpo della povera 1439 4| tante piccole invenzioni ingegnose che v’avea ammirate, le 1440 3| torneranno più? 8210; domandò ingenuamente la Barberina, che non poteva 1441 9| senza rialzarsi, più che inginocchiata, accasciata dietro la seggiola, 1442 9| ribrezzo e di paura.~ ~Essa s’inginocchiò per terra accanto ad una 1443 8| addosso, come se quelle ingiurie oscene fossero dirette a 1444 8| voci stridule, e le parole ingiuriose e sconce che profferivano, 1445 14| grido di una vittima colpita ingiustamente, o il lamento di chi soffre, 1446 2| la grande città riceveva ingorda e insaziabile l’ondata umana 1447 1| si era sentita presa nell’ingranaggio di quella macchina; s’era 1448 6| disperazione! Ma non sarò ingrata: vedrà; mi saprò fare onore 1449 8| E se vi fu mai supplizio iniquo, delitto veramente esecrabile, 1450 8| quelle stesse fanciulle, e le inizia al vizio, ve le obbliga, 1451 2| signore e quei signori, per innalzare tutti quei monumenti che 1452 11| attenta!~ ~Quante preghiere innalzava alla santa della cappella, 1453 9| trovare qualche persona che innamoratasi di lei avrebbe migliorato 1454 9| andare nella sua casa? eh, innocentina?~ ~La donna si mise ancora 1455 8| fisica, pure quegli stessi inorridiscono pietosi alle storie della 1456 12| che l’avevano fatta a sua insaputa; condannata irrevocabilmente 1457 2| città riceveva ingorda e insaziabile l’ondata umana che entrava 1458 2| sogno splendido, e guardava insaziata, col desiderio, nella vita 1459 9| queste cose, le avevano insegnato a leggere chiaramente nell’ 1460 2| quello che la sua signora le insegnava.~ ~Così in breve tempo la 1461 5| buoni e cattivi la carità l’insegnavano tutti; e l’insegnamento 1462 8| cucire di bianco? Oh, mi insegni un poco lei, quello che 1463 2| seguenti, a poco a poco, le insegnò tutto quello che doveva 1464 1| ha il suo fuoco fatuo che insegue indarno, e il mondo scintilla 1465 9| sincero come quello.~ ~Non la inseguì più, non le sorrise; la 1466 14| deve cercare l’ideale e inseguirlo, perseguitarlo, volerlo 1467 7| confortare dalle parole insinuanti e autorevoli di essa, tutta 1468 10| dell’alba, pura e bianca, s’insinuò lentamente fra le gelosie, 1469 3| assorderebbe, tormentoso e insistente, avvolgendoci dovunque. 1470 3| affacciava con angosciosa insistenza la certezza che, se usciva 1471 12| confortare quella poveretta. Essa insisteva con un’ostinazione disperata, 1472 12| risposto, se essi avessero insistito di nuovo in questa faccenda, 1473 7| e nello stesso tempo un’insofferenza, un’ira nascosta per il 1474 3| non so che di mutato ed insolito.~ ~Un giorno la Barberina 1475 11| un sonno pesante, un’afa insopportabile, un nauseabondo odore di 1476 14| fiaba come una barriera insormontabile, fra noi e la realtà; e 1477 8| solo, quanto in centomila; instabile come le vicende e la vita 1478 1| quella macchina colossale e instancabile che crea la civiltà e il 1479 12| sui prati, aveva guardato insù alla vetta dei monti per 1480 8| tappeto a fiori, le pareva d’insudiciarlo, e salì tutta confusa e 1481 8| proprio sicura che la signora intenda che io lo metta nei giorni 1482 9| tutto questo meglio di me m’intenderà... Permetta che vada via 1483 2| come ne vedeva molti senza intenderli; o erano forse pieni di 1484 1| intendeva più di quello che l’intendessero i fiori e le pecore della 1485 9| raccomandasse ancora e finisse con l’intenerirla troppo.~ ~Barberina era 1486 4| ma le faceva provare più intensamente il suo isolamento; e pareva 1487 13| covasse nascostamente dolori intensi, sofferenze ignote, e che 1488 1| Credevano aver raggiunto un intento, pel quale inavvertitamente 1489 5| commesso contro la società intera, non è quello del fare il 1490 12| vedere un prete o una monaca interessarsi ai casi di una disgraziata, 1491 12| i preti e le monache, s’interessava a quella disgraziata, mentre 1492 5| come lo era una volta, l’intermediario fra il bisognoso e la carità 1493 5| Chiesa mendica dal mondo intero, e che il denaro che gli 1494 7| sorridente.~ ~La Barberina interrogava sempre la vecchia intorno 1495 3| dolore 8210; disse la donna interrompendosi e contorcendosi. Stette 1496 1| sembravale mai cosa che interrompesse il silenzio o che stuonasse 1497 3| ancora quel riso di prima, interrotto da un lamento. Poi le due 1498 8| poté fingere di non averla intesa.~ ~Quando l’uscio si richiuse 1499 8| cosicché la donna o non l’intese o poté fingere di non averla 1500 3| udremmo così fors’anche l’intiera città mormorare dolcemente, 1501 14| animo nostro nelle sue più intime manifestazioni è scuola 1502 8| scannellate.~ ~Quel lusso l’intimidì, e nel mettere la grossa 1503 8| che le stava meglio.~ ~Le intimò di vestirsi e ripulirsi, 1504 14| condizione di cose tanto intollerabile quanto vergognosa.~ ~ ~ 1505 8| ciarlavano e ridevano con delle intonazioni di voce, rauche e stanche, 1506 7| soldo, 8210; e la vecchia intonò una lunga litania di miserie 1507 2| speranza, senza distrazione, intorpiditi leggermente dalla mancanza 1508 8| mordente sulla pelle, lasciava intravedere ancora qua e là, come raggi 1509 1| mutato a un tratto. Aveva intravveduto l’amore e la gioia. Tutto 1510 8| ignota e brutta, che le aveva intristite e contaminate per sempre.~ ~ 1511 4| reggendosi per lo sgomento che l’invadeva di nuovo, quasi ancor più 1512 11| pura e luminosa che l’aveva invasa?~ ~Povera bambina, che popolava 1513 12| lei improvvisamente; la invasero come un turbine di gioia 1514 5| spirito del male delle nazioni invecchia con esse, ma dura sempre; 1515 5| astratta teoria di carità, inventata dai ricchi, che qual fondazioni 1516 4| quelli stessi che hanno inventate delle macchine che cuciono 1517 1| monotone che la bambina inventava da sè, seguendo con gli 1518 11| brillava su quella casa, turpe invenzione di civiltà.~ ~E quando Barberina 1519 4| di lusso, tante piccole invenzioni ingegnose che v’avea ammirate, 1520 7| certe smorfiacce maligne e invereconde, che davano al viso di quella 1521 1| patito per il freddo dell’inverno o per il sole cocente dell’ 1522 12| così grosso che, per quanto inverosimile fosse la somma, doveva pur 1523 9| tiene fra le mani il filo invisibile, ma sicuro, che gli ha legato 1524 4| spontaneamente la parola, e l’invitasse a restare, o almeno le indicasse 1525 8| più di rifiutare i loro inviti e di mettersi a sedere.~ ~ 1526 12| debolezza, la sua impotenza e invocava aiuto, chiedeva di morire 1527 8| sembravano un’ultima e tacita invocazione dell’innocenza, che moriva 1528 11| sua madre; che disperate invocazioni, alla pace pura e solenne 1529 7| dire la vecchia, mentre inzuppava pane in un bicchiere di 1530 8| 8210; e fece una smorfia ironica e sfacciata. 8210; Su via 1531 8| quel visino! 8210; rispose ironicamente la donna. 8210; Ma la si 1532 2| volte la coglieva una paura irragionevole di non più rivederlo, di 1533 9| la sua condizione come un’irreparabile fatalità che l’aveva colpita.~ ~ 1534 1| E provava una curiosità irresistibile di vedere, di sapere, di 1535 11| ancor maggiore per la sua irrevocabilità, ma anzi sembra più abbietta 1536 11| fiera resistenza, sempre più irritata dalle supplicazioni e dalle 1537 11| aria delle cime alpestri, irrompessero a un tratto qual turbine 1538 12| di più fra tante e tante iscritte nel registro della Questura? 1539 8| stessa cosa. La fa sua, l’iscrive; e l’iscritta è per sempre 1540 12| catena di schiavitù dell’iscrizione che le vende alla società, 1541 14| ci volessimo staccare e isolare. Abbiamo portato con aristocratico 1542 4| ciascuna di quelle persone isolatamente, in special modo se erano 1543 5| tanto miserabili o tanto isolati da non poter aspettarsene 1544 2| egoismo umano. E l’egoismo isolato non prospera facilmente; 1545 5| egli non è più senonché un isolatore in mezzo alle lotte della 1546 8| gentile; dal disgusto che ispira la ragazza venduta, nasce 1547 6| rugoso e quei capelli bianchi ispiravano fiducia e rispetto alla 1548 7| sei, fannullona?~ ~Pochi istanti dopo, uno degli usci che 1549 1| di buon grado alle loro istanze, promettendo il suo ajuto, 1550 5| doveri del suo stato, egli isterilisce con la sua presenza lo spirito 1551 8| laide follie dei sensi, gl’istinti bestiali, e così purgandone 1552 5| opera di beneficenza essere istituita in modo che essa per sua 1553 5| stesso che aveva creato le istituzioni di beneficenza.~ ~Quella 1554 8| vizio, ve le obbliga, e istorce danaro dalla loro abbiezione 1555 5| nella civile e colta città italiana, nella quale seguiva il 1556 9| simpatiche città di provincia italiane, che distava poche ore di 1557 1| potuto, col tempo, essendo laboriosa ed economa, guadagnare del 1558 10| durante le giornate attive e laboriose delle grandi città.~ ~Spettro 1559 9| che è già stato preso al laccio o nella rete, gli si avvicina 1560 8| 8210; Sì, 8210; rispose laconicamente la donna, 8210; questa camera 1561 4| pareva che i suoi occhi lagrimosi fissassero un vuoto smisurato, 1562 5| direttori e amministratori laici, nel quale i medici governano 1563 9| incominciò una conversazione laida e chiassosa, che la presenza 1564 11| piano. Sghignazzando per i laidi scherzi che proferivano, 1565 3| voltava e rivoltava nel letto, lamentandosi sempre.~ ~8210; È un lusso 1566 12| la poverina. 8210; Non mi lamenterò più, sopporterò dolori e 1567 9| al chiarore della vecchia lampada, o che suonavano lietamente 1568 2| dell’isolamento, e non v’ha landa sterminata o mare senza 1569 10| mente. Camposanto le cui lapidi non portano più neppure 1570 3| Le vie le parvero più larghe, le case più belle, il cielo 1571 9| domani mattina per tempo mi lascerà andare? 8210; domandava 1572 7| accanto alla vecchia e, lasciandosi confortare dalle parole 1573 9| volontariamente qui ed io non posso lasciar escire nessuna donna senza 1574 3| casa sua; ma poi, prima di lasciarla, si fe’ di nuovo seria seria 1575 2| così le parole, invece di lasciarle andare per la loro strada 1576 5| per soccorrerlo, invece di lasciarsi andare a prestar fede ai 1577 3| scontenta. 8210; E l’hanno lasciata in questi panni.~ ~8210; 1578 4| ortolana, annaffiando il lastricato dinanzi alla bottega, aveva 1579 9| dura e fredda e dormire sul lastrico della via o all’ombra della 1580 9| le fu indicato un uscio laterale, dicendole che la padrona 1581 12| diceva che vi aveva vissuto lautamente e v’avea contratto un debito 1582 7| si ripettinasse, che si lavasse, che rimettesse con garbo 1583 7| sgocciolava sempre, ora dai cenci lavati, ora dalla terra umida dei 1584 1| crea la civiltà e il lusso, lavorando giorno e notte nel mondo 1585 3| contenti di lei. Ed essa voleva lavorar molto, farsi più esperta 1586 8| gran palle di vetro fine, lavorate e scannellate.~ ~Quel lusso 1587 1| inavvertitamente avevano lavorato da un gran pezzo. Ormai 1588 2| ma tranquillo, ove tutti lavoravano senza speranza, senza distrazione, 1589 3| accontento di fare i più duri lavori: mi vorranno bene, mi terranno 1590 11| società civile e dell’ordine legale, appese un cartello, sul 1591 3| un’affinità misteriosa, un legame nascosto, pieno di tenerezze 1592 9| invisibile, ma sicuro, che gli ha legato al piede.~ ~Non ardiva però 1593 9| anche dal vincolo che la legava alla padrona di quel luogo, 1594 8| tempi medioevali, e ancora, leggendo le vecchie storie, provano 1595 12| leggermente; ma era un sonno così leggero che ogni rumore dell’infermeria 1596 5| alle facili e indefinite leggi del pregiudizio, quando 1597 14| tornare alla terra come legioni di fantasime. E di quelle 1598 2| della folla, il correre dei legni, il fischio lontano delle 1599 4| tutta piena di paniere, di legumi, di piatti e vasi in terraglia, 1600 2| ogni giorno dietro di sé un lembo di quella veste morale che 1601 1| sviluppo intellettuale fu lento.~ ~Non era provocato artificialmente, 1602 3| prospettiva di tende e di lenzuola, fra le quali si muovevano 1603 2| La signora l’aperse, lo lesse, poi con un sorriso dolce 1604 13| avvertimenti e le dette una lettera da consegnarsi al parroco 1605 5| narrazione, molti fra i miei lettori faranno forse delle obiezioni; 1606 14| domanderà forse qualche lettrice che avrà avuto la pazienza 1607 7| canapè, 8210; e le fece posto levando un abito rosa cosparso di 1608 3| 8210; esclamò la portinaja levandosi gli occhiali e fissandola 1609 9| andar via e aspettare il levar del sole per cercarsi di 1610 8| roba che la Barberina s’era levata e facendone un involto.~ ~ 1611 12| Levate, levate quel cartello, levatelo subito!~ ~La suora dubitava 1612 12| disperata, perché le fosse levato il cartello. Quel nome non 1613 11| savie parole di consiglio, lezioni di morale severe e ponderate. 1614 4| E intanto misurava una libbra di susine ad un bambinetto.~ ~ 1615 5| tutto dalla società colta e liberale che cammina sulla via del 1616 3| sforzi dolorosi e inutili per liberarsene.~ ~Finalmente una monaca 1617 11| per invocarla affinché la liberasse, impaziente di togliersi 1618 9| rimborsarla; non sapeva che liberata fors’anche dal vincolo che 1619 13| per stringere quelle mani liberatrici che tanto avevano fatto 1620 12| nei suoi primordi con dei libretti della cassa di risparmio, 1621 Pre| fatto che narro in questo libro è un fatto vero.~ ~E chi, 1622 9| lampada, o che suonavano lietamente il pianoforte nella sala 1623 12| una disgrazia, incerta e lieve sempre, se la paragoniamo 1624 8| donna, le toccò il braccio lievemente con la mano e disse:~ ~8210; 1625 5| specialmente determinati, che si limitano a servire un bisogno urgente 1626 14| risvegliato sino all’ultimo limite tutti i ribrezzi e i disgusti 1627 1| confine d’Italia, in uno Stato limitrofo al nostro.~ ~Barberina tornò 1628 3| cielo più azzurro e più limpido di prima. Era una mattina 1629 9| tutti i suoi casi; parlò il linguaggio pudico e casto di una bambina 1630 2| gente che parlava in tante lingue, la sgomentavano; la stazione 1631 7| ogni dimensione contenenti liquidi d’ogni colore, che non si 1632 11| un nauseabondo odore di liquori, di vini e di profumi avvolgeva 1633 8| neppure un fiore; delle donne litigavano in un cortile vicino, e 1634 8| di metterla al medesimo livello. Quell’istinto d’assorbire, 1635 4| magre e lunghe, di un color livido che le faceva sembrar ancor 1636 3| erano mesti e tranquilli. La livrea dell’ospedale pesava sopra 1637 3| ospedale? Crede che sia una locanda? Dio buono, ragazzina, non 1638 8| volgo potenza più grande e lodata che non la sincerità stessa.~ ~ 1639 3| portando un attestato di lode della sua padrona.~ ~Pensava 1640 10| porte dei teatri, sotto ai loggiati dei mercati, sui gradini 1641 12| o di idee, e sia pure di logica contro l’assurdo, non debba 1642 12| sua innocenza prorompevano logiche ed energiche le sue imprecazioni 1643 8| vecchia come il mondo, usata e logora pei milioni di visi che 1644 3| della bestia e sotto ai logori cenci della donna. Se a 1645 4| civilmente, ma con un abito logoro e sudicio, un cappello unto 1646 4| descritte con orgoglio e loquacità infantile. Ora, a un tratto, 1647 11| ove l’innocenza demente lottava e forse sperava ancora, 1648 2| suoi monti, all’abbagliante luccicare del sole sulle vette di 1649 4| una sfumatura azzurra e lucente all’orizzonte, tanto distanti, 1650 3| scarmigliata, con gli occhi neri e lucenti.~ ~Quando la Barberina si 1651 9| quella camera la fiamma della lucernetta a petrolio. L’ombra dei 1652 12| sobria in tutto, e poi per lucro dandosi al lusso sfrenato 1653 13| dall’orizzonte co’ suoi lumi, i suoi campanili e le macchie 1654 1| o guardando i vapori che luminosi e lenti ascendevano verso 1655 11| Salì alta nel cielo la luna, e sparì lenta e luminosa 1656 13| lumi, i suoi campanili e le macchie nere dei suoi tetti. Un 1657 4| fuori nella strada, camminò macchinalmente verso la bottega dell’ortolana.~ ~ 1658 4| che hanno inventate delle macchine che cuciono da sé, delle 1659 4| velocità del pensiero, delle macchinette semplici come balocchi da 1660 8| numero e di formare una maggioranza; di sostituire alla qualità 1661 8| portava.~ ~Era una delle maggiori e più ripugnanti miserie 1662 11| scusare, ma l’accusava anzi maggiormente; il suo male non era per 1663 7| zoppicava un poco, era magra e sparuta come fosse malata, 1664 4| toccandole tutte con delle dita magre e lunghe, di un color livido 1665 1| genitori, poverissimi, che a mala pena campavano la numerosa 1666 5| specialisti filantropici di malattie morali, non sono noti al 1667 8| animo serbava tuttora la malefica impronta; s’avrebbe potuto 1668 3| malgrado la fatica e il malessere, ed evocando le memorie 1669 12| prigione orribile piena di malfattori e di istrumenti di torture, 1670 7| faceva certe smorfiacce maligne e invereconde, che davano 1671 8| dalla finestra.~ ~Le metteva malinconia il guardare in quel giardino 1672 3| nella sua povertà oscura e malinconica ebbe finalmente il piacere 1673 1| abito nero? 8210; E guardò malinconicamente i suoi piedi nudi e le maniche 1674 3| bigie e quelle penombre malinconiche un’affinità misteriosa, 1675 8| case e delle mura, umido e malinconico, senza che in esso crescesse 1676 11| ora con disgusto, ora con malizia, talvolta con ira.~ ~Era 1677 4| Barberina con curiosità maliziosa. La povera ragazza non se 1678 7| delle sue brutte risatine maliziose e sfacciate.~ ~Intanto la 1679 7| rivelavano in lei un tipo malsano e scrofoloso.~ ~Della bambina 1680 4| Eppure passavano delle mamme portando seco con amore, 1681 5| eccitamento dell’azione del corpo. Mancando ad essi coll’istruzione, 1682 12| nascere il desiderio di mandare a vuoto l’opera loro, perché 1683 1| avrebbe fatta chiamare per mandarla a X.~ ~8210; Così presto! 1684 12| badare agli altri malati, e mandarle il prete dell’infermeria 1685 6| commossa, 8210; c’è, e m’ha mandato lei! Se sapesse quale era 1686 8| la fantesca.~ ~8210; Mi manderanno qui il lavoro? dovrò forse 1687 3| scherza con lui, sa? Mi manderebbe via senz’altro, se la tenessi 1688 1| via ove c’incontravamo ti manderò un saluto.~ ~Barberina gli 1689 1| alla famiglia sua, alla mandra, alla valle.~ ~Pianse. Sì, 1690 1| fiori e le pecore della sua mandria.~ ~Il suo sviluppo intellettuale 1691 3| Rossi torni qui per farsi mangiar vivo da tutti quelli cui 1692 1| malinconicamente i suoi piedi nudi e le maniche della sua camicia fatte 1693 5| l’ospedale centrale e il manicomio, noti a tutti, e in modo 1694 7| scoloriti, vesti da estate, manicotti e pellicce, servizi da thè 1695 12| andava e che non avesse manifestato spontaneamente il desiderio 1696 8| fantesca, e dai sospetti che manifestava, ringraziò timidamente, 1697 14| nella loro più brutale manifestazione, che fu cagione del delitto.~ ~ 1698 14| nostro nelle sue più intime manifestazioni è scuola d’arte e di scienza, 1699 8| incominciava a dare segni manifesti d’impazienza.~ ~8210; Insomma, 1700 7| cadendo nel cortile, lo manteneva umido e fangoso, quasicché 1701 1| chiostro: ingenua, vergognosa, maravigliandosi di tutto e di tutti. Anch’ 1702 1| si risvegliavano lenti e maravigliati nelle lunghe ore di ozio, 1703 3| maravigliata una volta, ora non la maravigliava più, ed essa si confortava 1704 4| cuciono da sé, delle lenti maravigliose sulle quali rimane impressa 1705 2| v’ha landa sterminata o mare senza fine che ci renda 1706 1| le donne di città, e per maritarti ad un uomo che porti degli 1707 3| altro, senza cerimonie: suo marito è fallito.~ ~8210; Fallito! 1708 12| accettare la sua sorte come un martirio e di piegarcisi perché tale 1709 8| rassomigliare ad un branco di gente mascherata. Ne avevano le mosse, le 1710 2| profondo s’agitava una gran massa di gente che si odiava, 1711 2| predilige vivere nelle grandi masse di vita umana parassita 1712 5| cavadenti, il professore di medicina che si è acquistato un nome 1713 3| le avrebbero date delle medicine che l’avrebbero fatta guarire, 1714 8| legalmente nei foschi tempi medioevali, e ancora, leggendo le vecchie 1715 5| sempre; vispo e giovane, nel medioevo violava la legge religiosa, 1716 5| male, ed è il vero genio melefico del nostro tempo.~ ~Ogni 1717 6| stridula sì, ma a momenti quasi melliflua, allora la Barberina si 1718 14| piaceri dolcissimi della melodia, a che servirebbe portare 1719 1| sotto l’evocazione di certe melodie strascicanti e monotone 1720 11| che tornava a scuotere le membra della povera convalescente, 1721 10| teatri, sotto ai loggiati dei mercati, sui gradini delle arene, 1722 13| venditore di schiavi fra la sua merce.~ ~Ma quel fischio morì 1723 11| ospedale non venne verso il meriggio a raccogliere la povera 1724 5| fosse la più colta, non merita più il nome di civile, quella 1725 7| buon cuore e doveva pur meritare che le si volesse bene.~ ~ 1726 12| pareva impossibile che senza meritarselo in alcun modo, dopo tanti 1727 5| mondo la sola cosa che può meritarsi veramente il nome di male, 1728 7| quella donna, che si era meritata da lei tanta riconoscenza; 1729 3| Rossi, era buona e non si meritava una disgrazia così grossa! 1730 5| che di rado l’aiuto che si meriterebbero.~ ~Questo fatto incontestabile, 1731 11| ardita giovinezza, fasto meritevole d’essere annoverato fra 1732 12| che non è vero, che non lo merito, lo dica! 8210; E si rivolgeva 1733 9| l’immagine della santa, e mescolarsi al dolce chiarore del lumicino, 1734 9| inscienti della natura si mescolassero al voto doloroso degli esseri 1735 13| e quivi la Barberina fu messa in una camera, dove la fecero 1736 12| liete e belle, ora sparute e meste. E presso alle economiche 1737 3| accarezzarli.~ ~Quei bambini erano mesti e tranquilli. La livrea 1738 5| lavorare senza l’evidenza della meta reale e l’eccitamento dell’ 1739 14| di avorio o dalle corde metalliche che escirà mai armonia potente 1740 6| replicò subito la donna mettendole amorevolmente una mano sulla 1741 1| donne non azzardavano di metter bocca in quel discorso, 1742 9| che mi mandò l’ordine di metterlo.~ ~8210; Dovevi rifiutare, 1743 9| mi dice; vuol certamente mettermi alla prova, vuol vedere 1744 8| riconoscenza, e le disse che la mettessero pur subito a lavorare, che 1745 8| aspettava sull’uscio.~ ~8210; Mettila nella camera rossa, al secondo 1746 3| bambini, e poi, più giù, al mezzanino, quelle della sua cucina, 1747 3| bigie del salotto e l’altre mezze aperte delle camere dei 1748 9| scintillante di stelle, di quelle migliaia di stelle che conosceva 1749 14| deve lavorare modificando e migliorando, è lì che deve cercare l’ 1750 8| mondo, usata e logora pei milioni di visi che se la sono sentita 1751 14| e che il delirio non la minacci di nuovo.~ ~E Luca? 8210; 1752 8| parlato dei pericoli che minacciano le giovanette abbandonate, 1753 5| delle generazioni avvenire è minacciata di morte morale? Che cosa 1754 4| dinanzi alla bottega, aveva minacciato di schizzarle coll’acqua, 1755 5| dalle piccole cure del suo ministero. Il denaro che ha non lo 1756 4| di miserie, mentre una minoranza felice passava accanto ad 1757 3| tutte le ore, e tutti i minuti.~ ~8210; Si parte...? 8210; 1758 4| immagine umana, dei fili miracolosi che portano lontano le parole 1759 9| finisce un giorno o l’altro miseramente sulla paglia.~ ~La sua furberia 1760 12| vaneggiava più, e che un crudele misfatto era stato commesso sopra 1761 8| selvaggia; una cordialità mista ad un desiderio maligno 1762 13| che ci fossero dei tristi misteri dietro a tutto quel lusso 1763 2| volesse uno sforzo intenso e misterioso, che facesse fruttare le 1764 9| presente dappertutto, il mistero di quella camera le pareti 1765 9| trepidante, con un ribrezzo misto di paura. Quella donna le 1766 4| accomodati.~ ~E intanto misurava una libbra di susine ad 1767 4| rispose subito. Per un momento misurò anch’essa con la mente pigra 1768 8| maravigliata di prima.~ ~La mobiglia della camera era piuttosto 1769 9| fuggì; fuggì dietro un mobile, volle aprire la finestra 1770 2| facevano coi teatri, colle mode, coi libri, mentre lei l’ 1771 14| il genio artistico deve modellare i suoi ideali è la natura 1772 14| schiavitù sorta nei tempi moderni?~ ~Non lo possiamo credere. 1773 9| proprie figliuole, giovanette modeste e gentili, ben guardate 1774 3| non erano ricchi; erano modesti negozianti, pe’ quali, specialmente 1775 2| di tutta quella folla. I modi affabili della signora l’ 1776 14| dentro che deve lavorare modificando e migliorando, è lì che 1777 11| letto.~ ~Donne galanti, mogli adultere, giovanette viziose, 1778 9| sa tirar l’acqua al suo molino finisce un giorno o l’altro 1779 3| accasciamento interno, come se una molla si rompesse o piegasse dentro 1780 4| sotto alle dita e una cosa molle che cedeva e s’apriva sotto 1781 8| e darsi a tutti, in quel molteplice suicidio morale che la società 1782 4| afflizione in mezzo alla moltitudine, quasi andassero sempre 1783 14| spazio e reduci da altri mondi tornare alla terra come 1784 8| esclamò con una smorfia da monello, che contrasse il suo viso 1785 2| memorie fossero gemme o monete da ricontarsi con un piacere 1786 5| riguardare la carità come un monopolio religioso, un’incombenza 1787 9| ardiva appena rispondere con monosillabi alle domande che le rivolgevano 1788 1| dolci contemplazioni, e alla monotona disciplina del lavoro.~ ~ 1789 2| allora un’acuta fragranza montana le tornava alla memoria 1790 11| dei muschi e delle erbe montane affogassero i profumi dell’ 1791 13| febbrili, di quei palazzi monumentali e di quelle case agglomerate 1792 2| per innalzare tutti quei monumenti che vedeva per le strade 1793 8| ridiventerà o filosofo, o moralista, o artista.~ ~Dal fango 1794 8| invece, vantandosi di quella moralità che dovrebbe essere la salvezza 1795 8| per dare ad esse, coi suoi morbi fisici, il suo cinismo morale; 1796 4| città. Ricordò con chiarezza morbosa tanti piccoli oggetti di 1797 8| se la sono sentita viva e mordente sulla pelle, lasciava intravedere 1798 9| impallidivano all’orizzonte, morendo dolcemente affogate nella 1799 12| in mezzo ai malati e ai morenti, al dolore fisico e al dolore 1800 13| merce.~ ~Ma quel fischio morì nella notte senza risvegliarvi 1801 11| di vizio e di corruzione morisse nella corrente pura e luminosa 1802 3| Beppa.~ ~E la Barberina, mormorando un grazie e un saluto, chinò 1803 3| fors’anche l’intiera città mormorare dolcemente, e il brontolìo 1804 3| che l’egoismo soddisfatto mormorasse dolcemente, quasi russasse 1805 3| sollecitudine di quella che non mostrasse per il solito; le pareva 1806 4| sua signora gliele avevano mostrate e descritte con orgoglio 1807 4| sentire paura e affetto, e mostravasi anzi puerilmente esagerata 1808 13| veduta in lontananza come mostro informe la figura fantastica 1809 11| della povera Barberina.~ ~Mostrò loro quella impresa come 1810 2| depredazione morale ignota, mostruosa come un delitto, dolorosa 1811 5| indifferenze crudeli, le mostruose negligenze che si avverano 1812 9| della povera Barberina, si movessero festanti e luride fra le 1813 9| vedendo che la ragazza non si moveva, le disse:~ ~8210; Se davvero 1814 9| mobili e delle tende si movevano per quel tremolìo della 1815 8| guardarle senza ardire di muovere un passo. 8210; Venga... 1816 14| sempre, che dalla terra muoveva verso il cielo.~ ~Ma quante 1817 3| lenzuola, fra le quali si muovevano incessantemente visi scarni, 1818 1| si mise a sedere sopra un muricciuolo, e nascose il viso nelle 1819 11| che nella fragranza dei muschi e delle erbe montane affogassero 1820 3| invece dolcemente al gran mutamento che si era operato nella 1821 3| dovunque. Ma l’egoismo è muto per noi; i suoi dolori e 1822 | N 1823 | N. 1824 12| erano impietositi di lei, nacque un disegno, pio e ardito, 1825 8| tempo della Reggenza, che narra come un principe asiatico, 1826 5| seguiva il fatto che sto narrando, di tali istituti ve ne 1827 11| commettevano quelle disgraziate, narrandole poi con l’orgoglio del più 1828 2| affatto per lei, o sentiva narrare di certe vergogne subìte, 1829 5| questo punto della nostra narrazione, molti fra i miei lettori 1830 Pre| Il fatto che narro in questo libro è un fatto 1831 9| persone cui voleva bene. Gli narrò tutti i suoi casi; parlò 1832 1| del monte. Quasi sempre nascevano sotto l’evocazione di certe 1833 8| occulte alle giovanette, o le nasconde così male, che il vero si 1834 2| d’attività e di zelo, di nascondere quell’afflizione alla sua 1835 4| piatti e vasi in terraglia, e nascondersi affatto nel fondo di essa; 1836 6| messo in modo che quasi le nascondeva il viso, col suo portamento 1837 1| sopra un muricciuolo, e nascose il viso nelle mani.~ ~8210; 1838 13| quella gran città covasse nascostamente dolori intensi, sofferenze 1839 11| vergogne che vi stavano nascoste e stipate; che nella fragranza 1840 7| per la tavola; ventagli, nastri, cappelli; insomma era un 1841 3| un braccio al collo. Un nastro rosso, sbiadito, le allacciava 1842 1| tanti anni nei monti ove era nata.~ ~Essa esciva dalle valli 1843 9| sera tornare alla sua città nativa.~ ~E andò via così com’era 1844 11| continuo, incessante, una nausea morale che sollevava ogni 1845 11| un’afa insopportabile, un nauseabondo odore di liquori, di vini 1846 5| lo spirito del male delle nazioni invecchia con esse, ma dura 1847 2| que’ giorni di pioggia o di nebbia ripensava alla viva luce 1848 14| perfezioni vaganti fra le nebbie delle astrazioni, diventano 1849 5| prete ridotto ormai quasi necessariamente in codesta condizione morale 1850 Pre| sapendo quel fatto, di negare alla triste verità il suo 1851 12| mezzana, dal canto suo, negava recisamente che la fanciulla, 1852 12| e con esso dimenticati o negletti.~ ~E per questo le raccomandazioni 1853 5| indifferenze crudeli, le mostruose negligenze che si avverano ogni giorno 1854 3| ancora che cosa vuol dire un negoziante che fallisce! 8210; replicò 1855 5| credente, o no? se è un nemico della sua Chiesa o un amico 1856 3| scarmigliata, con gli occhi neri e lucenti.~ ~Quando la Barberina 1857 8| in quell’ora, eccitata e nervosa, intorno alla tavola ove 1858 8| ridiventa estetico, ridiventa nobile e grande. In lui dal ribrezzo 1859 12| anziché giovarle, forse le nocquero; e così sciocco è sempre 1860 1| turbata, sentiva alla gola un nodo che non le permetteva di 1861 3| seggiola, non le darò maggior noia del gatto che le dorme costì 1862 3| La signora Rosa era molto noiata della piega che prendeva 1863 10| portano più neppure dei nomi, ma soltanto dei numeri, 1864 1| sgomenta. L’aveva sentita nominare tante volte quella città; 1865 1| quella città; l’avevano nominata dinanzi a lei gli uomini 1866 1| certi negozianti di X, e le nominò una fra le principali città 1867 6| ragazza; le ricordavano la sua nonna, che filava la sera seduta 1868 | nonne 1869 9| Capitolo nono~ ~ ~ ~ ~Barberina ardiva 1870 10| da quelle scene s’odono note rauche e dolorose, condannate 1871 9| escire nessuna donna senza notificarla alla polizia; d’altra parte 1872 Pre| scrivere?~ ~Quando giunse a mia notizia, provai subito con l’indignazione 1873 11| gli usci perché la gioia notturna di quella casa non fosse 1874 10| l’esistenza le loro ridde notturne, le loro fantasie di gente 1875 2| servizio di casa sua.~ ~Quel noviziato non durò molto. Barberina 1876 7| e attillata per andare a nozze.~ ~8210; Si ricorderà di 1877 1| malinconicamente i suoi piedi nudi e le maniche della sua camicia 1878 4| nella folla, nuda di una nudità morale quasi ancor più vergognosa 1879 10| dei nomi, ma soltanto dei numeri, tanto è l’oblìo nel quale 1880 3| dolore, a quelle sofferenze numerizzate, di triste e ributtante 1881 8| nella spera.~ ~La Barberina obbedì, e quasi quasi non si riconobbe. 1882 9| d’accomodare le cose. Sii obbediente e quieta, te ne troverai 1883 8| signora vuole che la stia qui; obbedisca senza chieder tanto; vedrà 1884 5| volgo. Ma perché il povero, obbietteranno molti, non cerca da sé di 1885 8| ricoverarsi.~ ~Non fece più obbiezioni; e ritraendosi vergognosa 1886 11| disperata condizione un obbrobrio sempre crescente, come ai 1887 5| lettori faranno forse delle obiezioni; diranno che in tutte le 1888 3| morti 8210; e le diede un’occhiata maligna e sfacciata; poi 1889 7| guancie rosse, che begli occhietti vivaci!~ ~La bambina che 1890 8| che il popolo non tiene occulte alle giovanette, o le nasconde 1891 4| e i bambini della Beppa occupavano quel po’ di posto che ancora 1892 5| noti al popolino come l’oculista, il cavadenti, il professore 1893 2| gran massa di gente che si odiava, che si derideva, che soffriva 1894 11| insopportabile, un nauseabondo odore di liquori, di vini e di 1895 9| chiarore del lumicino, quasi le offerte inscienti della natura si 1896 8| data.~ ~Barberina, un po’ offesa e un po’ sgomenta dal tono 1897 12| rappresentante della legge che le offre il premio delle sue fatiche, 1898 7| poterle dare di più, le offrì senz’altro tutto il suo 1899 9| ragazza tremava dalla paura ogniqualvolta quel chiasso e quei passi 1900 1| e al suo gusto era parsa ognora squisita; il vecchio giaciglio 1901 | ognuna 1902 7| salame, dei citrioli, l’oliera e un pezzo di cacio; e mentre 1903 | oltre 1904 3| fino allora le lunghe e ombrose file delle querci e dei 1905 1| genitori; saliva il pendìo ombroso e fiorito del monte, e le 1906 5| del fare il male, ma dell’omettere scientemente di fare il 1907 8| della donna, e da quell’onda viva, nella quale la società 1908 2| gigantesco, che riversava delle ondate disordinate di vita a quell’ 1909 3| dove tutti erano buoni e onesti, o almeno le erano sempre 1910 9| servire, guadagnarmi il pane onoratamente, 8210; e il pianto le troncava 1911 9| famiglia, rispettabile e onorato?~ ~Pensò per tranquillarsi, 1912 6| ingrata: vedrà; mi saprò fare onore dai miei padroni, lavorerò 1913 5| energia; la fiacchezza nell’operare. Da ogni cosa che lavora 1914 3| gran mutamento che si era operato nella sua vita. Tutto ciò 1915 10| le cose vive d’oggi e l’operosa attività d’ogni nuovo giorno, 1916 12| esenta chi ne professa le opinioni, non soltanto da ogni credenza 1917 8| ardisse di interrogarla o di opporsi alla sua volontà.~ ~8210; 1918 8| forma onesta, legalizzare e ordinare tutto ciò, e farne una istituzione 1919 8| quel modo? La signora l’ha ordinato e mi pare che la dovrebbe 1920 10| è soltanto sopra i resti organici di cose che non sono più, 1921 8| Tutto ciò è legalmente organizzato, e cammina come un orologio; 1922 5| che essa per sua natura e organizzazione fosse già tanto vicina al 1923 1| tardi, dopo rinvenuti dall’orgasmo di quell’ora; e il dolore, 1924 10| lo spettro triste delle orgie e del vizio che cova nascosto 1925 8| altre meno giovani serbavano orgogliose e procaci le traccie di 1926 14| sociale, dalla quale ebbe origine tutta la mia storia, si 1927 4| una voragine.~ ~Era sull’orlo, cadeva.~ ~La Barberina 1928 8| con eleganti candelabri ornati da gran palle di vetro fine, 1929 7| aveva proprio un cuor d’oro, e con queste parole s’avviò 1930 8| organizzato, e cammina come un orologio; cammina così bene, che 1931 11| malato, che le raffigurava le orribili ore passate, prima che lo 1932 13| vide una casa circondata da ortaglie e da lunghi pergolati, e 1933 11| angosciosa, la triste donna non osava ritentare una prova simile 1934 9| conversazione stupida e oscena, che rivelò a poco a poco 1935 2| scherzava, che si pigiava oscenamente col pensiero e col fatto. 1936 2| sua esistenza seguiva così oscuramente il suo corso dalla cucina 1937 2| vergogne subìte, di certi oscuri delitti commessi quotidianamente, 1938 7| tutta consolata da quella ospitalità cordiale, si mise a mangiare 1939 5| sotto le mura stesse di ospizi e ricoveri, seguano tristi 1940 5| confortati, pensando che vi sono ospizj nei quali le loro figlie 1941 10| vive e belle, in carne ed ossa.~ ~E col tempo e coll’ingegno 1942 8| stava in mezzo alla camera osservandola sfacciatamente, si spogliò 1943 14| lo vuoi. E l’ascoltare e osservare l’animo nostro nelle sue 1944 14| intuizione, le sue pronte osservazioni debbono fruttare e prosperare; 1945 12| poveretta. Essa insisteva con un’ostinazione disperata, perché le fosse 1946 8| Capitolo ottavo~ ~ ~ ~ ~La casa alla quale 1947 4| essa con la mente pigra e ottusa la profondità di quel dolore; 1948 14| non vi sia senso pigro od ottuso che per opera della volontà 1949 | ovunque 1950 1| maravigliati nelle lunghe ore di ozio, mentre pasceva le pecore 1951 9| Andar via? 8210; rispose pacatamente la signora fingendo una 1952 6| compiacenza alle guancie paffute della bambina; poi, tornando 1953 7| neppure quanto bastasse a pagarle la colazione di quella mattina.~ ~ 1954 8| un prezzo a quel fatto, e pagarlo, e misurare il valore della 1955 9| non puoi partire, senza pagarmi la roba che ti ho dato e 1956 14| Mentre scrivo queste pagine essa è tuttora vivente.~ ~ 1957 9| male, senza farle del bene. Pagò, e disse qualche parola 1958 8| le fece provare due o tre paia di scarpe, perché scegliesse 1959 8| perché scegliesse quel paio che le stava meglio.~ ~Le 1960 13| quelle luci febbrili, di quei palazzi monumentali e di quelle 1961 8| candelabri ornati da gran palle di vetro fine, lavorate 1962 4| fondo della bottega pieno di panieri, fra i quali ruzzavano i 1963 7| di certo. E poi, non le par di avere un visino che si 1964 12| incerta e lieve sempre, se la paragoniamo al delitto di tenere a forza 1965 5| alimentava la carità, oramai la paralizza. E la società che gli ha 1966 3| assicella che serviva da parapetto allo sportello della portinaja. 1967 2| grandi masse di vita umana parassita sordido e vigoroso, ma pur 1968 6| eredità che s’aspettava da una parente, e il suo sguardo si rasserenò. 1969 8| rinnegare se stessa, i suoi parenti, le persone che amava di 1970 8| anche solo momentaneamente parer franche e sincere. Erano 1971 2| occhi aperti, che le faceva parere ancora più triste la realtà.~ ~ 1972 9| mistero di quella camera le pareti della quale sembravano moralmente 1973 8| ricorda quella strana cronaca parigina del tempo della Reggenza, 1974 3| tutte tedesche, e quando parlano non si capisce un’acca. 1975 12| pensar subito al caso suo, di parlarne a chi poteva giovarle, e 1976 2| le cose di questo mondo? Parlavano forse soltanto di fatti 1977 3| subito.~ ~8210; Oh non ne parli male, 8210; disse, 8210; 1978 6| quel servizio del quale vi parlo non ci sarà più, ne troveremo 1979 1| appetito, e al suo gusto era parsa ognora squisita; il vecchio 1980 3| o almeno le erano sempre parsi tali, e di non presentarsi 1981 13| quella folla.~ ~Le era parso allora che quella gran città 1982 3| della Barberina. 8210; Certe partenze non si possono strombettare 1983 13| disse addio.~ ~La carrozza partì.~ ~Era salva?~ ~Barberina 1984 6| qui, i miei padroni sono partiti e non so più che cosa fare.~ ~ 1985 12| contro gli sforzi inutili del partito avverso.~ ~Barberina era 1986 5| beneficenza. Dispensatore parziale, anche se onesto e sincero, 1987 5| essa? Volete che non faccia parzialità, quando la sua Chiesa mendica 1988 1| capre che aveva portato a pascere per tanti anni nei monti 1989 1| lunghe ore di ozio, mentre pasceva le pecore e sedeva canterellando 1990 12| Eppure ogni giorno esse ci passano d’accanto, ora liete e belle, 1991 3| portineria; se il padrone di casa passasse ora, sentirebbe il che mi 1992 3| 8210; I miei genitori sono pastori...~ ~8210; Ah! 8210; fece 1993 3| quasi rivedesse la casa paterna dopo essere stata lungo 1994 6| così io, non posso vedere a patire.~ ~8210; Quant’è buona, 1995 8| debole e stanca. La malattia patita e della quale non era ancora 1996 3| la debolezza della quale pativa ancora e i timori che le 1997 1| minacciava allora, per la quale pativano e si tormentavano i genitori, 1998 14| credenti, sono ritornate in patria, quante ne tornano ogni 1999 2| ritornarvi. E allora ricordava paurosamente la confusa fantasmagoria 2000 11| Passarono dei giorni, e peggio ancora che i giorni passarono 2001 5| della società civile; fatto peggiore col tempo, il diavolo nostro 2002 5| così avviene che i casi peggiori, i più urgenti, quelli che