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Arnaldo, è il più grande dei nostri amici: sarà alto due buoni metri. Mery che lo vide un giorno a Marsiglia, fece per lui un verso celebre:
Ei s'abbassa e raccatta l'uccel che va per l'aria.
Era cresciuto tanto presto, a vent'anni era così magro, aveva un portamento talmente brutto, la schiena incurvata, le ginocchia piegate e le gambe strascicanti, che noi lo mandammo in Italia. La sua capigliatura era fine e lunga, d'un biondo dorato, gli occhi erano celesti e guardavano sempre in aria. Era poeticamente malinconico e pieno d'illusioni, sognava Beatrice e imitava i versi di Lamartine. Quando tornò fra noi qualche anno dopo era un uomo sano e robusto, dalla barba ispida e folta. Aveva attraversato a piedi tutta la penisola, era salito pel primo da Courmayeur alla vetta del monte Bianco, e non ne aveva menato vanto sui giornali. Da allora, Arnaldo che non ha nè casa nè famiglia, viaggia tutto l'anno, passando a preferenza l'estate al mezzogiorno, l'inverno al nord volendo, come egli dice, visitare ogni stagione nella propria casa. Non guarda più sopra le nostre teste, ma ci rivolge, corrugando le ciglia, un'occhiata rapida, viva e penetrante. Come noi tutti, ha perduto lui pure le sue illusioni, ma ha troppo esperienza per rimpiangerle. È deciso ad adattarsi alle circostanze ed a non disprezzare gli uomini. Sta troppo bene, e non è abbastanza ambizioso da cadere nel pessimismo.
Parlavamo di lui, seduti sull'orlo d'un burrone, che il rompersi d'una morena aveva scavato, e formava una specie di ghiacciaio di sabbia, ineguale, tutto curve, e crepacci da cui s'innalzavano punte, e cocuzzoli, quando lo vedemmo comparire tutto ad un tratto in fondo al burrone: arrivava dall'Italia; aveva lasciato il suo equipaggio alla stazione di La Plaine e veniva a noi attraverso le montagne per la strada più corta e più cattiva. Noi lo salutammo con un'energica acclamazione, ma Renzo solo discese ad incontrarlo; Renzo era un birichino di dieci anni, che non temeva nè di rompersi l'osso del collo, nè di interrogare le persone. Quando fu vicino ad Arnaldo gli chiese senza tanti preamboli:
– È vero, signore, che lei fu brigante?
– Sì, mio caro.
– Mi racconti in che modo, la prego.
– Subito, – rispose Arnaldo, e accomodò il fanciullo sulla sua spalla e salì a noi senza scomporsi troppo. Pareva che camminasse sull'asfalto del boulevard.
Dopo colazione Arnaldo mantenne la promessa, ma Renzo non si divertì e s'addormentò profondamente; questo serva di norma al lettore; il racconto non è adatto ai ragazzi e meno ancora alle ragazze.