Atto, Scena

 1   Arg        |    voglio dire~ ~di me, se a sorte non mi cognosceste.~ ~Io
 2     1,      3|      e la fortuna~ ~e la sua sorte iniqua e ingiuriosa;~ ~troverá
 3     1,      3|   Certo, non mai; ché la mia sorte è tale~ ~ch'io sempre peni.
 4     1,      4|    mi sia negato~ ~da la mia sorte.~ ~ ~ ~Calonide.~ ~ ~ ~Lascia
 5     1,      5|  tratto di costoro~ ~di mala sorte. Eparo! o Eparo!~ ~ ~ ~Eparo.~ ~ ~ ~
 6     1,      7|   Lúcia,~ ~ché non venisse a sorte a la fenestra~ ~e guastasse
 7     1,      7| suggetti? Ma che! Forse~ ~la sorte mia, perché non peni sempre,~ ~
 8     3,      2|    poi profumi rari e d'ogni sorte~ ~acque e belletti. Ed ha
 9     4,      6|  come poi si vedrá, fûrno di sorte che egli ottenne per quelle,
10     5,      3| intenda~ ~almen parte di mia sorte felice~ ~a cui si truova
11     5,      7|      quest'empia che dichiam Sorte o Fortuna.~ ~Quanto fòra
12     5,      7| amara esca!~ ~Dato è a me in sorte una piú acerba pena~ ~di
13     5,      7|     sol di vendetta.~ ~Ma la sorte non volse perché, quando~ ~
14     5,      7|    ch'io pensava; e da me, a sorte,~ ~in me credendo d'averla
15     5,      7|      nozze; perché vo', se a sorte~ ~non fosse fatta, come
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