Atto, Scena

 1     1,      5|     SCENA V~ ~ ~ ~Pilastrino porta a Orgilla da cena abbondantissimamente
 2     1,      5|     Va' tra' de l'acqua;~ ~e porta  tutt'oggi de le legna;~ ~
 3     1,      6| traverso? E poi al padrone~ ~porta mille ciancette e vuol che
 4     2,      3|     però son venuto in su la porta~ ~ad incontrarvi.~ ~ ~ ~
 5     2,      3|    erano ivi aspettarlo a la porta~ ~duo servi o tre. E mi
 6     2,    Mad|             Timaro, corri;~ ~porta aceto rosato e malvagía~ ~
 7     2,    Mad| allegro e ardente sole,~ ~li porta, insieme con un dolce caldo,~ ~
 8     2,      1|     e, caduto di contra a la porta di Crisaulo, la famiglia
 9     3,      4| subito ch'io giungo in su la porta,~ ~te ne dará segnale; e
10     4,      4|   non t'ha voluto~ ~aprir la porta, a quel che t'è incontrato~ ~
11     4,      5|     che non vede e non ode e porta l'ali~ ~per fuggirli di
12     4,      5|  dato~ ~qualche percossa; né porta saette~ ~o dardi da impiagar;
13     4,      7|    io gli sveglierò o che la porta~ ~anderá in terra.~ ~ ~ ~
14     4,      7|   fava. Non mi batter piú la porta.~ ~Debbi essere ubbriaco.~ ~ ~ ~
15     4,      7|         Va'. Son contento.~ ~Porta qui tutto quello c'hai del
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