Agostino Ricchi
I tre tiranni
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ATTO II

SCENA VI Pilastrino, avendo cenato col vecchio, esce ebbro di casa: e, caduto di contra a la porta di Crisaulo, la famiglia sua esce fuori con arme dubbitando di romori.

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SCENA VI

 

Pilastrino, avendo cenato col vecchio, esce ebbro di casa: e, caduto di contra a la porta di Crisaulo, la famiglia sua esce fuori con arme dubbitando di romori.

 

Pilastrino ebbro, Fileno.

 

Pilastrino.

Oh! oh! co! co!

Sta', sta', ch'io vengo. Ohu! ! ! Listagiro,

corri, ché la casa trema, ca...cade.

Lascia, lascia 'l vecchio, ché affumma tutta.

Oh! co! co! Ve' ch'io 'l dissi. Eccola in terra.

L'addovinai pur. Leva! leva! Lasciami

spegn...gne...gne...gner quel mocchilone. Addio!

Sta' , Pilastrino, in su la persona.

Te n'hai fatt'una ben...ben...buona, a raso

canale. Oh! Stammi cosí bene allegro.

, , gli è buono: ch'è piú dolce ch'essere

in su la pancia (oh che dolce morire!)

d'una vitella cotta col formaggio;

ch'è piú dolce che 'l mele. Oh! Cosí vogliono

esser gli uomini li...liberali! Ohu!

oh! co! Guarda come gira ben...bene

il tetto in su la piazza! So, so che nol

farebbe Iddio che non ci sia qui al mulin

di Bertaccio. Sta', sta', che viene. Eccolo.

Véllo. Sta' pur fermo. Non mi ti accostar,

ché son troppo stanco. Ecco quan...quante

belle donne! Se non mi pare 'l bor...boor...

borgo nuovo! Leva! leva! fugge! oh!

fugge sotto, ché 'l ciel ca...casca! Ve' che 'l

camino arde in cu...cucina. ! Leva

la torta. Ve' che mi struggo tutto, ahuè!

d'ambascia. Oh! S'io non pagassi un pan unto,

qui, il letto de la Gnesa, tan...tanto mi

vien sonno! Oimè! come mi duol lo stomaco

ne le budella! Ve', giú, quan... quante

pecorelle! Vo' saltare anch'io e ballar

d'allegrezza. Lasciami appoggiar prima

con la persona. Chiocciola marinella,

cava fuor le corna. Oh potta di santo...!

Par ch'abbi la febbre, cosí mi bolle

il fegato! Oh! Bogli bogli, calderon,

per dispetto del tuo padron. Oh! co! S'io

mi reggo d'allegrezza, ch'io diventi

speziale o sbirro. Lascia ch'io fornisca

questa, e vengo. Streppiti e calderoni,

ch'io li ho impegnati. E viva la ca...

Sta', non mi dar la spinta. Eccomi giú.

Oimei, c'ho rotto dentro! auhè!

Fileno.

Chi è quello?

Timaro, chi è ? Senti? Chi grida?

Che romore è? Che vuol dir, Pilastrino?

Tu non rispondi? È morto. Aiuto, aiuto!

Arme, arme! Fuori! ché gli è stato morto,

qui, Pilastrino. Accennami col dito

se ancor sei vivo.

Pilastrino.

Oh! oh! oimè meschino!

Fileno.

Non c'è mal, non c'è mal.

Pilastrino.

Ben... ben sapeva

ch'oggi m'avea a venir qualche disgrazia.

S'io campo, faccio voto di vestirmi

pinzocora del terzo ordine. Oimei! oh!

che m'esce il fiato.

Fileno.

Guarda gaglioffo!

Forse ch'io nol pensai che gli è ubbriaco,

questo impiccato? M'era giá venuto

il cuor, di compassione e di paura,

ad un granel di miglio. Che t'han fatto?

Di', Pilastrino.

Pilastrino.

Son caduto giú

da le mura de la ròcca. Oimei! Aiutami,

qua giú nel fosso, fratello, ch'io moro.

Vorrei la candela da benedire

e ben da bere in questo affanno.

Fileno.

Parti

ch'abbia ben preso l'orso per gli orecchi,

questo poltron? Sta' , che sei ubbriaco

spolpato. Quel che avresti di bisogno

in questo mal sarebbe un braccio e un terzo

d'un buon querciuol. Questo porco da stalla,

ch'ogni tre si cuoce!

Pilastrino.

Tu non dici

il ver, se fossi mia madre. Ti vo' far

men... men... mentir per la gola. Aspettami,

assassino! ch'io ti voglio accusare.

Non camperai da le mie mani. È desso,

quel traditor, quel biroldaio, boia.

Ti vo' cavare il cuor, coglion, co l'unghie.

Lasciami pure arrizzare il ca... capo

ben... bene. Sta'. Tien... tienti alto. Oh! Bene!

Io me ne vado in chia... chiazzo Barletti

a ber con l'oste. Addio.


 

 

 


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