Agostino Ricchi
I tre tiranni
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ATTO III

SCENA I Listagiro e Pilastrino fanno uno incanto piacevole al vecchio il quale, per mezzo di quello, pensa, la sera, godersi di Lúcia; e, fattolo stracinare ai diavoli e leggatolo sotto una scala, gli svaligian la casa e rompengli i forzieri e escon fuori carichi di robbe con i sacchetti in mano dei danari.

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ATTO III

 

 

SCENA I

 

Listagiro e Pilastrino fanno uno incanto piacevole al vecchio il quale, per mezzo di quello, pensa, la sera, godersi di Lúcia; e, fattolo stracinare ai diavoli e leggatolo sotto una scala, gli svaligian la casa e rompengli i forzieri e escon fuori carichi di robbe con i sacchetti in mano dei danari.

 

Listagiro, Pilastrino, Girifalco.

 

Listagiro.

O Pilastrino,

non mi stringer a questo perché sai

che la Chiesa lo vieta. E, se qualcuno

m'accusasse al Vicario, che sarebbe

atto a tenermi che non ruinassi?

So come fanno.

Pilastrino.

Tu puoi pur pensare

che, se ben non sapessi la natura

di quest'uomo da ben, non ardirei

dimandarti tal cosa; ma, per altro,

l'ho cognosciuto esser liberale

e per l'amico che vo' che tu 'l serva

per amor mio. Non pigliar piú lunghezze.

Mettiamvi mano.

Listagiro.

Io ti credo ogni cosa.

Ma questo tu sai pur che non si puote

fare in un punto, come pensa, forse:

perché bisogna prima comandare

che sia portata; e poi far ch'ogni notte

venga da sé, senza mandar per lei.

E questo poi non manca. Giá lo feci

per uno ambasciator di Portogallo

che mi donò cinquecento ducati

in tanti razzi: e feci che, in un'ora,

l'ebbe nel letto.

Pilastrino.

Non guardar giá a quello;

ché è ben persona, questo gentiluomo,

da farti il tuo dovere.

Girifalco.

Io t'imprometto,

se fai ch'io l'abbia in letto, di vestirti

tutto da capo a piè, senza mille altre

cose ch'io ti darò. Tu avrai prima

tanto guarnel che fará un bel giubbone,

che era fodra d'un saio di mio padre;

ed un paio di calze di scarlatto

a martingala, ch'ebbi dal Gonnella,

che ne l'avea donate il duca Borsio,

e non son fruste che un poco al ginocchio;

ed un par di pianelle come queste,

che non son rotte. Poi le scarpe nuove

comprerem questa pasqua.

Pilastrino.

Che ti pare?

Di' poi di nol servire!

Listagiro.

Io son forzato,

poi che ti veggio esser cosí magnanimo.

Mi vo' fidar di te. Le bolge e i libri

ch'oggi ti lasciai in man...?

Pilastrino.

Son ben qui presso.

Listagiro.

Ordina, adunque, come t'ho insegnato,

ogni cosa ivi in terra. Truova i cuori

di colombi e di gufi; e ben rassetta

tutti quegli instrumenti e quei sacchetti

e libri; e fa' da te quella orazione.

E consacra la casa in ogni canto

con quei licori. E troverai quel sangue

di fenice da far tutti i caratteri;

e la verga e la stola.

Pilastrino.

Sará fatto.

Listagiro.

Come sei ben gagliardo in su le gambe?

ché, a questo, non si siede.

Girifalco.

Eh! , assai bene:

ché sto tal volta in piedi un'ora in piazza,

senza avervi che fare. Or pensa! A questo,

che l'ho caro, vo' far de le gambe

palanche.

Listagiro.

Oh bene! E de le braccia salci.

Ella è la vite che a le tue palanche

si leggherá co' salci. E questa tutta

sará la vigna.

Pilastrino.

E noi i lavoratori

che ricoglion il vin senza sementi,

sol per zappare e saper ben congiungere

le palanche a le viti.

Listagiro.

Sta' in cervello,

ch'io te la do istasera in ogni modo

anzi che vadi al letto; e poi l'avrai,

ogni sera, invisibile. E potrebbe

venirti ancora in odio per il troppo,

ché sei pur vecchio.

Girifalco.

Averò prima in odio

quest'occhi, questa vita e queste membra

che quel bocchin.

Listagiro.

Ci penserai poi tu.

Quanto tempo è che non sei confessato?

ché questo impediria.

Girifalco.

Mi confessava...

non mi ricordo quando.

Listagiro.

Or non c'è dubbio.

Le cose anderan ben.

Pilastrino.

Mi parria buono

avedimento a velargli la fronte

perché possa durare e, per le varie

cose, non s'abbarbagli e, all'apparire

de' diavoli, non tema.

Girifalco.

Fate voi

quel che vi pare il meglio. Ma, di grazia,

in che forma verranno?

Listagiro.

In varie forme.

Chi d'animai, chi di donne e di pesci

piglian la pelle; e chi ne la lor propria

vengono e son brutti che tremare

fanno in fine al solaio di paura;

e cosí in altri modi. E farti male

non posson, se di giá tu non parlassi;

ché allor ti salirian tutti a la pelle.

Pur, non ti farian mal; ma forse avresti

qualche paura. E, se pur tu volessi

segnarti o chiamar Dio, tien bene a mente

che ti porterian via. Ma, se vuoi nulla,

chiama il diavol per nome.

Girifalco.

E come ho a dire?

Satenasso? Così, pian piano? o forte?

Questo non ci verrá?

Listagiro.

, ; va bene.

Hai giá imparato. Ma chiamane un altro,

se questo non vi fosse.

Girifalco.

Gambatorta?

Listagiro.

Tutto sta bene. Si può incominciare.

Férmati cosí in mezzo.

Girifalco.

E voi sarete

diavoli? o pur cosí?

Listagiro.

Appunto! Questo

nol possiam far. No, no. Mutarci in diavoli?

Lascia pure andar tutti questi dubbi;

e dispuonti a la cosa.

Girifalco.

Eccomi qui.

Cari fratelli, mi vi raccomando

che non mi faccin mal.

Listagiro.

Or ciascun taci.

Férmati in questo cerchio; ed avertisci

di non parlar, se non come t'ho detto.

Miástor, ániptos chiè dolichóschios,

teostighìs, cantílios chiè nodòs,

móscos apalotrephìs chiè ámpelos

frenomoròs, gereòs chiè phalacròs,

te claudo in hoc circulo et te invoco,

exorcizo et tibi ac tuis impero,

demon Maladies, ut ludifices

cum caracteribus vestri nominis

istum perditum. E, per la gran virtú

di questi nomi tuoi, con le caterve

de la tua compagnia, fa' che ne venga

e porti Lúcia inanzi che trapassi

a l'orologio il termin di tre ore.

Fa' che tu non ti muova. Sta' piú ardito

su la vita.

Pilastrino.

Tien questa.

Girifalco.

Satenasso!

Pilastrino.

Non sono ancor venuti. Sta' paziente:

ché al terzo incanto...

Listagiro.

Porgemi quell'acqua.

Auturgòs, chrismodòs, agauròs, criòs,

cladéutir, inófliz, antíphron, lícnos

chiè áutis táchistos, attende in tuo

circulo et argue, invoca, increpa omnes

demones a Sathana usque ad Saraboth:

nec deerit tibi virtus et vis in

mei nomine. Lascia pur del cielo,

de la terra, de l'erbe e de le piante

le natural virtudi; e stringe forte

chi ti crede per forza, ché in fra poco

verrai un altro uomo.

Pilastrino.

Ferma!

Girifalco.

Satenasso!

Pilastrino.

Tien quest'altra, per burla.

Girifalco.

Gambatorta!

Pilastrino.

Sta', Girifalco, se ben fossi tócco:

ché vengono or.

Listagiro.

Senti com'io son destro!

Girifalco.

Maladies!

Pilastrino.

E 'l malanno! Taci, un tratto.

Lascia fornir l'incanto.

Listagiro.

Párochros chiè

sapròs, hipnilòs, philárghiros, chriódis...

! Tien. Ben tócco.

Girifalco.

Oimei! M'ha rotto il capo.

Non poteva piú star. Mi portan via,

a l'inferno. Oimei! Orgilla! Aiutami.

Son morto. Oh!

Listagiro.

Órseo, orchózo, chielévo,

epióntes. Riportatel qua nel cerchio.

Fate che non vi ponga tutti quanti

ne le catene. Parvi che sia giusto

volernelo portare, in mia presenza,

sol per dire «oimei»?

Pilastrino.

Meriteriano

che gli leggassi tutti. Tun! tun! tun!

Girifalco.

Oimei, anima mia! ché sarò morto

prima ch'io t'abbi.

Pilastrino.

Or abbiam bello e fatto.

Listagiro.

Rimedio non v'è piú.

Girifalco.

Son morto. Aiuto!

Misericordia! Oimè! O Pilastrino,

m'han preso per il collo.

Pilastrino.

Oimei! Fo voto

Mi portano ancor me.

Girifalco.

San Gimignano!

Una testa di cera, s'io ne scampo.

Ribbaldella, sarai pur di me sazia,

che sei cagion di questo. O Satenasso,

perché mi legghi le mani e i piedi?

Lasciami, priego, ritornare a casa,

ché non sono ancor morto. E ti prometto

di mutar vita ed andare in un bosco

a mangiar l'erba e farmi un uomo santo.

Oimè! che la corata mi si schianta

di doglia; ché giá sento, in fin di qui,

rompere i miei cascioni che i vicini

denno rubbarmi. Che sia maladetto

mio padre e la mia madre e la mia balia

che non mi soffocorno quando nacqui,

per venire a tal punto! Ah, vita mia!

Dove debbe essere or quel boccolino?

Se tu 'l sapessi, di tanta disgrazia,

l'avresti pur per male. Oimei! O Lúcia!

Oimei! M'han rotto un braccio. Oimè! la testa.

Mi strozzan tuttavia. Sono a l'inferno,

in mezzo al fuoco.

Pilastrino.

È pure andata netta.

Listagiro.

Fa' in modo, Pilastrin, che non vegnamo

a le mani in fra noi.

Pilastrino.

Partirem tutto.

Nettiam pur presto.

 

 

 


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