Agostino Ricchi
I tre tiranni
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ATTO III

SCENA II Fronesia, parlando con Lúcia, dimostra averle giá contato quel che pensò cercando Filocrate; e di nuovo gne le narra; e, messole in disgrazia Filocrate, le mostra che fece male a dir villania a la roffiana e le persuade che, per l'avenire, la tenga amica.

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SCENA II

 

Fronesia, parlando con Lúcia, dimostra averle giá contato quel che pensò cercando Filocrate; e di nuovo gne le narra; e, messole in disgrazia Filocrate, le mostra che fece male a dir villania a la roffiana e le persuade che, per l'avenire, la tenga amica.

 

Fronesia, Lúcia.

 

Fronesia.

Non l'avresti mai

pensato che ti avesse in questo modo

lasciata. O parti che questo sia amore,

a l'incontro di quel che porti a lui?

Ve' come v'ingannate a creder tanto

a chi vi fa buon viso! ché non fanno

profession d'altro che di darne ciance

e di tenerci in berta.

Lúcia.

Non si puote

con lor cognoscer tanto. Ma vedrai

ch'io vo', per l'avenir, mutar costume

e fuggirgli da lunge: perché, poi,

non si può far di non prestargli fede

o in tutto o in parte; tanto piú che quello

che noi vorremmo crediam facilmente.

Ma dimmi brevemente un'altra volta

come facesti.

Fronesia.

Ti par duro a crederlo?

Dico che giá l'avea cercato alquanto

quando intervenni esser fuor di Bologna

duo miglia. Ed io v'andai; ma, quando giunsi

appresso al luogo, ch'era una capanna,

mi venne incontra, forte borbotando.

E, quando mi cognobbe, a presti passi

tornava a dietro. Ed io forte 'l pregai

che si fermasse, ché da parte tua

li voleva parlare: onde si volse

e disse tutto quel che giá t'ho detto,

con arroganza; e, in presenza d'alcuni,

ci minacciava.

Lúcia.

Ti prometto certo

che m'è uscito de la fantasia

che non li son mai piú per voler bene,

se vivessi mill'anni.

Fronesia.

Hai da sapere

che è ben gran tempo che la sua natura

ho cognosciuto e forse l'avrei detto

inanzi che ora; ma ti li vedeva

troppo inclinata.

Lúcia.

Ora, per l'avenire,

forse li sarò manco.

Fronesia.

Oh! Mi facesti

il gran dispetto, ier, quando gridasti

con quella vecchia che trovasti meco:

non per altro se non che son poi genti

c'han pratiche infinite e dicon sempre

de' fatti d'altri; e d'una cosa tale

si laverá la bocca in mille luoghi.

Ed a te non stan ben fatti nomi,

perché sai quel che importa: tanto piú,

avendoti ora forse a maritare

ad altri che a Filocrate.

Lúcia.

E chi è quella?

Ha la cattiva cera.

Fronesia.

Non guardare

a quello: ché, se poi la cognoscessi,

avresti caro che ti fosse amica;

ché ha poche pari.

Lúcia.

E in che?

Fronesia.

Prima, ella cuce

e fa de le suoi man quello che vuole.

Fa poi profumi rari e d'ogni sorte

acque e belletti. Ed ha mille secreti

che vagliono a l'amore; che, se avessi,

inanzi questo, aúto la sua pratica,

ti avria saputo dir se pure in vero

questi t'amava. Ed io, per questo solo,

desiderava che pigliassi seco

pratica, perché poi potresti avere

da lei quel che volessi. Ma sei donna

troppo di tuo cervello.

Lúcia.

Me ne incresce,

a , d'averlo fatto; ma non puoti

lasciarla dir, quando la vidi entrare

in certe ciance.

Fronesia.

Non si vorria mai

rompersi con altrui cosí a la prima,

senza ascoltar ragion. Se non volevi

sentir parlar di quel giovin, che disse

volerti tanto ben, ma non devevi

dirnele con ira; ché, se forse

lo cognoscessi, ancor non ti parrebbe

uom da farsene beffe; ch'egli è pure

(anco che tu non vogli), in ogni cosa,

altr'uomo che Filocrate.

Lúcia.

Io lo so.

Fronesia.

Parti che bisognasse usare, adunque,

simil parole seco?

Lúcia.

A me sta male

dare audienza a tutte queste cose,

se non con quegli che m'avesser poi

a tôr per moglie.

Fronesia.

Se tu avessi fatto

miglior cera a costui, che sai che, al fine,

non ti sposasse? Parriati star bene?

Poco cervello! Come ti governi,

cosí ti troverai. Segui colui

ch'è venuto or villano in ogni cosa

dove prima fu sol di costumi!

Questi, ch'è giovan, bello, ricco e nobile

e cosí ti vuol ben...

Lúcia.

Che ne sai tu,

che ne parli cosí?

Fronesia.

Passo ogni giorno

quasi dal suo palazzo e bene spesso

vado da la madre. E, per tuo amore,

sempre mi viene in contra e mi saluta

e fa carezze. Ed ivi di continovo

usa colei; che avrá forse giá detto

di quella subbitezza.

Lúcia.

E questo pensi

che l'avrá detto a lui?

Fronesia.

Forse che .

Ma, quando ne li avesse ancora detto,

farem cosí. Direm che eri adirata

con la madonna, se ci torna piú;

perché l'ho giá piú volte detto che eri

cosí gentile. E tu, per l'avenire,

non ti portar cosí perché daresti

un nome attorno d'essere un gallaccio,

un'altieraccia: come san poi dire,

ché aggiungon sempre.

Lúcia.

È stato buon che m'abbi

fatta avertita, ché, per l'avenire,

ci avrò piú cura; perché veggio anch'io

che non sta bene.

 

 

 


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