Agostino Ricchi
I tre tiranni
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ATTO IV

SCENA I Filocrate viene a tre ore, accompagnato, per parlare a Lúcia, la quale li dice, per consiglio di Fronesia, una gran villania; ed egli, per il non sperato tradimento, divien furioso.

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ATTO IV

 

SCENA I

 

Filocrate viene a tre ore, accompagnato, per parlare a Lúcia, la quale li dice, per consiglio di Fronesia, una gran villania; ed egli, per il non sperato tradimento, divien furioso.

 

Filocrate, Compagni, Fronesia, Lúcia.

 

Filocrate.

Fatevi qui da canto,

appresso al muro, ché non diam sospetto

a chi passa; e guardate bene intorno,

se vedeste qualcosa; e fate solo

quel ch'io farei per voi.

Compagni.

; va' pur via.

Non ho paura ch'abbiamo istasera

a insanguinar le spade. Anzi, son certo

che potrem far l'amore a la sicura,

qui, con questi pilastri.

Fronesia.

Hai gente teco?

Filocrate.

ben.

Fronesia.

Fatevi tutti insieme in qua.

Filocrate.

Visch! Si vuol pure far desiderare.

Or siam qui tutti.

Fronesia.

Sta', ché vien. Son qui.

Lúcia.

Filocrate, odi. Tu hai fatto bene

a venir qui stasera; ché, in presenza

di questi tuoi, voglio che interamente

sappia l'animo mio: perché, forse

con danno tuo, non cresca in quello errore

ove bruttamente or sei perduto.

Mi sono accorta del tuo scelerato

e disonesto amore; e, se non fosse

che a me starebbe mal che, per mio conto,

venissero omicidii, non sarei

tanto indugiata che di tale ardire

fossi punito come tu merti:

ché poco mi costava. Or questo è 'l tutto.

Ti priego forte (e cosí ancor da parte

di mia madre perché cognosce anch'ella

l'animo tuo villano) che tu lasci

e ti rimanga di passar di qua

ed al tutto ti levi de la mente

di avermi piú per donna o per amica.

E quando, seguitando la tua via,

non faccia conto de le mie parole,

se ben sei un furfante, un sciagurato,

farem che tu cognosca l'error tuo

in qualche modo. E la cagion di questo,

essendo un ladroncello come sei,

meglio di me lo debbi saper tu,

con questi tuoi; ché volevate insieme

menarmi via.

Filocrate.

Che dici, Lúcia cara?

Odi. Hoti fatto forse dispiacere

a venir qua? Non voglia usar tant'ira

con me tuo servo.

Lúcia.

Abbrevia queste ciance.

Toglimiti dinanzi.

Filocrate.

Ah scelerata!

fonte di tradimenti! intero albergo

d'iniquitá! femina ingrata e rea!

insolente ubbriaca! Questo è quello

che mi volevi dire, in ricompenso

de le buone promesse che fino ora

m'hai sempre dato? Ah sfacciata! che mai

ad alcun tenderai fatte reti.

Questo è 'l buon merto (ah scelerata Circe!)

del mio servir? Lasciami, te ne priego,

far giusta vendetta e che tal peste

togli a davanti a chi, non cognoscendo

com'io fosse per essere ingannato...

Lascia! lascia! ché questo non è 'l primo.

Non ti varranno...

Compagni.

Resta! resta! sta'!

Tienlo. Non odi? Toglili quell'arme.

E che volevi far? Poco cervello!

Pórti con una...

Filocrate.

Lascia, oimei!

ché vo' sfondar quell'uscio e le fenestre.

Stelle crudeli, e che vo' far di questa

mia vita? State un poco. Aimei! Son morto.

Non mi menate via.

Compagni.

Vien: non gridare.

Piglial di . ! Ben. Con manco strepito

che si può. Zitto!

Filocrate.

Taci, taci, taci!

Leva, leva! Ognun corra ai malandrini.

M'avete assassinato. Ah traditori!

E dove mi portate? Lascia qui.

Non è la tua. Non mi legate stretto,

ché non voglio fuggire. A le prigioni, ah?

Morrò pur dunque, un tratto, e farò sazi

quegli avoltori ch'entro il petto ogni ora

pasco col core: anzi, una donna; io mento:

una fera crudele. A quanto strazio

m'hai riserbato, Amore? Anzi, son morto.

Dico che no. Ah! Cecco di Bertella,

aiutami, che sia scannato a brenti!

E tu, Giannosso, che sia scorticato!

Chi l'avria mai creduto? A questo modo

mi lascian stracinare a la famiglia.

Deh! Lasciami spogliar; to' questi panni;

non li vo' piú. Son diventato un altro.

Voglio volar. Lasciami questo braccio,

ché mi vo' gittar giú da quella torre.

Odi, fratello. Deh! Va' di' a mia madre

che or ora sono stato assassinato

e che, s'io campo...

Compagni.

, camperai bene.

Non ti pigliar pensieri. Entriamo in casa.

Poi che è cosí, facciam che si confessi

anzi che venga a peggio.

 

 

 


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