Agostino Ricchi
I tre tiranni
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ATTO V

SCENA II Pilastrino, ricercando qualche suo amico vecchio per mangiar seco, si imbatte in Girifalco e, per ire a cena seco, lo invita a cenar con lui; ed è dal vecchio scorto, onde il disegno vien fallato.

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SCENA II

 

Pilastrino, ricercando qualche suo amico vecchio per mangiar seco, si imbatte in Girifalco e, per ire a cena seco, lo invita a cenar con lui; ed è dal vecchio scorto, onde il disegno vien fallato.

 

Pilastrino, Girifalco.

 

Pilastrino.

Che farai istasera,

Pilastrino? S'accosta ora di cena,

e tu in casa non hai né panfuoco.

Sono ora in piazza. Lasciami cercare

se trovassi qualcun di questi miei

amici vecchi; e non avrò a comprare:

ch'oramai m'incomincia a increscer troppo,

cosí mi truovo stretto di danari,

poi che Crisaulo mi fe' render quello

ch'era mio di ragione! Or, come spendo

un quattrino, mi par che mi sia tratto

un dente de' migliori che abbia in bocca,

che gli ho piú cari la metá che gli occhi.

Ma guardo pure e non ci veggio alcuno.

Quel non è Girifalco? Orsú! Mi voglio

apparecchiare a una magra cena.

Girifalco da ben, Dio ti contenti.

Ti son pur servitor: ma sei un cert'uomo

che non mi degni; o che tu m'abbia in odio,

non so perché.

Girifalco.

T'ho in luogo di fratello.

Pilastrino.

Toccala qui. Vo' che istasera facci

una bontá: che venga a cenar meco,

se mi vuoi ben.

Girifalco.

Non posso.

Pilastrino.

Dissi bene

che non mi degneresti. Non ci è peggio

che essere, in questo mondo, pover'uomo;

ch'ognun ti fugge. Avrem di buon pipioni

in colombaia; e buon vin ne le bótte;

e 'l pan, se non è poi bianco a tuo modo,

manda per esso a casa.

Girifalco.

S'io potessi,

non mi aresti a pregare.

Pilastrino.

E dove ceni?

Girifalco.

A casa.

Pilastrino.

Vedi che tu mi rifiuti.

Girifalco.

Dimmi altro, se vuoi nulla.

Pilastrino.

Oh! Va', ch'io voglio,

per non cenar da me, venir teco io

a casa tua.

Girifalco.

Perdonami. Non posso.

Pilastrino.

E perché questo? Oh! co! La cosa è guasta.

Oh! che spilorcio!

Girifalco.

Ho forestieri a casa.

Un'altra volta, poi.

Pilastrino.

Ed io che sono?

Arei pensato aver luogo nel letto

ove tu dormi. T'ho pure ancor fatto

qualche piacer.

Girifalco.

No, no. Sono oratori

de' veniziani. Parti che sia onesto

che venga a star fra lor?

Pilastrino.

Sono oratore

anch'io, per questo; ma non so concludere.

Non avrò premio da la mia republica.

Vatti con Dio. S'io non ti pelo, un tratto,

quella barbaccia nido di piattoni,

non sarò mai contento. Volpe vecchia!

ché non penso, cercando tutto il mondo,

si ritruovasse un che sopra il quattrino

fosse piú scozzonato. Se potesse

chi te n'ha giá fatt'una farne un'altra,

forse che perderesti il ciaccolare

e lo schermo.

 

 

 


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