Giovanni Bovio
Filosofia sociale
Lettura del testo

L'evoluzione - L'Utopia.

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L'evoluzione - L'Utopia3.

… Quando si considera il moto del pensiero nella storia e il moto della natura nel pensiero e si considera che il moto non è accidentale rispetto alla natura delle cose, alla estensione ed alla durata, la necessità si affaccia alla mente in forma di evoluzione: ed oggi che l'uomo, soppresso il caso, vuol misurare il moto nella storia e nel pensiero come aveva fatto nella natura, la necessità prende il nome di evoluzione. La legge di evoluzione, dunque, significa, nella espressione più immediata ed universale, misura del moto dalla natura nel pensiero e dal pensiero nella storia. Ed è legge progressiva, perchè la natura nel pensiero si fa necessità psico-fisica, ed il pensiero nella storia si fa necessità cosmo-sociale...

… La legge di evoluzione è il postulato di ogni filosofia e di ogni scienza, è il moto logico della natura che si fa moto naturale del pensiero...

… La legge di evoluzione, essendo continua, spiega la necessità del dove cominci l'evoluzione scientifica, dove finisce l'evoluzione storica e perchè l'evoluzione scientifica si traduca di nuovo in nuova evoluzione storica. Il fatto compiuto si esplica in nuovo pensiero ed il pensiero compiuto si traduce in nuovo fatto...

L'utopia è ciò che esce dal presente, ma non esce dalla legge di evoluzione: non è, ma sarà da ciò che è. Il vaniloquio esce dalla legge di evoluzione, ed esce in due modi: o vagheggiando un idolo che si sottrae ad ogni tempo, perchè in nessun tempo se ne trovano i germi, o un idolo già logoro dal tempo. E c'è l'utopia mista, quella di Dante, che nello Stato imperiale vagheggiava la separazione di due poteri. In quell'idolo dantesco c'era il concetto vivo dello Stato laico e la reminiscenza classica dell'Impero romano. Il concetto vivo viene attuandosi nell'evoluzione che laicizza gli Stati e gli sottrae ai culti dominanti; la reminiscenza classica morì col poeta invano gridante ad Alberto tedesco:

Vieni a veder la tua Roma che piagne...

Alberto non venne, Roma pianse per lui, l'impero si rifece. Da Alberto a Dante, da Cola di Rienzo a Savonarola ed a Campanella, da Giannone a Gioberti, a Mazzini ed a Cattaneo, l'Italia è stata la terra classica delle utopie, le quali vogliono essere studiate, non solo come materia della filosofia della storia, ma come preliminari alla filosofia del diritto, perchè in nome del diritto si affaccia ogni utopia, alcune del diritto storico, come la reminiscenza classica di Dante, altre di un diritto ideale, come l'Italia una di Mazzini e gli Stati Uniti Europei di Cattaneo.

Molte di quelle ombre si sono fatte cosa salda, molte di quelle utopie s'è fatta realtà. Sono, dunque, finite le utopie?

Sarebbero fermate la vita e la storia. Questo cadere di secolo è flagrante di utopie audaci, gravide di un ordine nuovo: c'è l'utopia politica, intesa a realizzare la sovranità delle Nazioni, e c'è l'utopia sociale, destinata ad equilibrare il lavoro col prodotto. Chi scherza sopra esse, chi tenta disarmarle con pie riformucce, o comprimerle con la violenza, non è uomo di Stato, è stolto. La legge di evoluzione spiega quali tra esse le possibili e sin dove possibili.

È chiaro nel naturalismo spiegarsi la legge di evoluzione, della quale ora dobbiamo investigare il principio e i fattori.





3 Dal cap. I: L'evoluzione



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