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… Che è la tradizione?
Io qui non parlo della tradizione orale o scritta, nè della traditio longa manu aut brevi manu, non parlo della tradizione nè secondo il linguaggio teologico nè secondo il linguaggio giuridico; parlo della tradizione lucreziana: lampada cursu tradere. È la lampa della vita, che passa di generazione in generazione, di evo in evo. Secondo la legge di causalità, la generazione che passa, consegna qualche cosa alla generazione che arriva, e questa all'altra di ogni posa indegna. Ora la lampa della vita umana è il pensiero, Tale, dunque, la consegna. Il pensiero è una infinita successione di gradi. La tradizione, dunque, è evoluzione.
… Ciascun essere ha la sua tradizione, e ciascuno la deriva dal suo genio, cioè dal suo naturale carattere originario che è la nota individuativa per gli individui, specifica per le specie, generica per i generi, universale per la legge.
Nell'individuo la tradizione spiega la possibilità o no di un dato etico, e lascia prevedere, sino ad un punto, gli atti consecutivi. Il calcolo di probabilità di codesta previsione è fondato sulla tradizione. Nelle famiglie costituisce la legge di eredità e di atavismo...
La tradizione di un popolo è l'evoluzione schietta del suo genio naturale.
È impossibile che un popolo abbia una tradizione difforme dal suo ambiente; il suo genio sarà di mercanti, di agricoltori, di pastori, di marinai, di cacciatori e di guerrieri, e però astuto, semplice, molle, fiero, voltabile, costante, ecc., secondo l'ambiente in che vive. La tradizione svolgerà questo genio sino alla religione, all'arte e alla filosofia, la quale, sebbene universale, non saprà al tutto sottrarsi all'ambiente naturale, come non può sottrarsi al secolo e neppure alla generazione...
… La tradizione non contrasta assolutamente allo spirito nuovo di un'epoca, contrasta relativamente cioè sotto la sola forma di consuetudine, che è la forma rudimentale della tradizione, come la legge evolutiva finisce con lo assimilare lo spirito nuovo, incarnandolo nelle nazioni, secondo il peculiare genio di ciascuna.
… Un popolo non è mai assolutamente servo vivendo nella sua tradizione; ma servo diventa assolutamente, quando n'è sbalzato fuori per qualsivoglia ragione ed in qualunque modo: perchè nella propria tradizione un popolo, svolgendosi secondo il suo genio, che è l'autonomia razionale temperata dall'ambiente naturale, è libero; fuori della sua tradizione è come alienato da sè, ed è servo.
La libertà nazionale non è la libertà umana, ma l'una sta all'altra come mezzo a fine. La libertà nazionale è lo svolgimento di ciascuna nazione nella propria tradizione, la libertà umana è il punto, verso cui tutte le tradizioni nazionali, lasciate le differenze convergono. La rivoluzione non è, come si crede, violatrice della tradizione, è l'esplosione della tradizione stessa nell'atto di riprendere il suo cammino impedito o deviato. La rivoluzione ha il torto di affrettare la tradizione più che non sia stata indugiata; la reazione ha il torto di volerla rifare; la tradizione compensa il vizio dell'una col difetto dell'altra, e riequilibra la storia.
Quando la tradizione nazionale vien presa astrattamente, cioè separata, dagli individui, separata dalle altre nazioni e separata dalla sua propria evoluzione nell'avvenire, riesce una parte a ciò che Vico chiamava boria delle nazioni, e dall'altra all'onnipotenza dello Stato, in cui la vita nazionale si concentra. Cosiffatta tradizione genera gli uomini della Ragion di Stato, i quali danno la massima Salus publica suprema lex esto; e per salute pubblica intendono la salvezza dello Stato.
Quando la tradizione di un paese si corrompe in guisa che neppure le scosse valgono ad equilibrarla, nasce la scienza dei mezzi, la politica scritta.
Porta l'impronta del tempo, e nasce con la faccia di Gerione. Mentre propone ultimo fine la salus publica, propone come primo mezzo l'espressione della pubblica infermità, la bugia.