Atto, Scena

 1   Pro       |     giovane; ché ne ho date molte piú di punte, come piú pericolosi
 2   Pro       |          molte piú di punte, come piú pericolosi colpi degli altri,
 3   Pro       |      buona memoria locale. Questi piú attempati so che non bisogna
 4   Pro       |        elle, in simili luoghi, el piú delle fiate, parlino piú
 5   Pro       |          piú delle fiate, parlino piú coi gesti che con la boca
 6   Pro       |  attempati vi tengono compagnia e piú quegli che nelle infelice
 7   Pro       |  murmuratori che non possono star piú cheti. Diavolo, crepagli!
 8   Pro       |       meno dall'angoscia; e tanto piú quanto se imbattono in certi
 9   Pro       |           fine e per compiacer ai piú. Ma, se l'auttore avessi
10   Pro       |      farla latina, vi fosse stata piú accetta, egli si sarebbe
11     I,     1|           ciò che, come non hanno piú di bisogno di te, ti stracciono
12     I,     1|           d'ogni tua fatica e, il piú delle fiate, te lla dánno
13     I,     1|       Voglio andar, prima che sia piú tardi, sino in Banchi. Parte
14     I,     1|            Curzio. Non ne parliam piú. Caminamo: ch'io voglio
15     I,     2|       porti?~ ~Minio. Eccolo, e è piú grosso che non è lo tuo.~ ~
16     I,     2|          Gran mercé, ché lo tuo è piú bagnato! Per ciò...~ ~Luzio.
17     I,     2|        ciò...~ ~Luzio. E lo mio è piú meglio. Ma dimme un po':
18     I,     2|         tua madre.~ ~Minio. No. È piú bella madonna mia. Ma non
19     I,     3|           questa fantasia, quanto piú presto possete cacciatevela;
20     I,     4|       straziate.~ ~Prudenzio. Non piú parole; e fa' che tu stii
21     I,     5|        tale occasione ch'io potrò piú scopertamente accommodarmi
22     I,     5|     delibero che non me ci coglia piú persona, s'io posso. I'
23     I,     5|      questa strada qui che mi par piú corta assai.~ ~ ~ ~
24    II,     1|      dinari da casa; né, possendo piú aspettarlo, punto dalla
25    II,     1|        non ci voglio venire e che piú presto me ne voglio andare
26    II,     1|       Malfatto. Vederemo chi sará piú poltrone, o lui o esso.~ ~
27    II,     1|      metterve queste mie che sono piú sane.~ ~Curzio. Un'altra
28    II,     1|         Son stracco. Io non posso piú caminare.~ ~Curzio. Camina,
29    II,     2|                Fulvia. Non venite piú innanzi. Di grazia, tornatevi
30    II,     2|           ché forsi mi terrestivo piú cara che non mi tenete.~ ~
31    II,     2|         qua, se vi piace, ché l'è piú corta.~ ~ ~ ~
32    II,     3|         ne ricordo, non ce voglio piú stare con lui; ché me voglio
33    II,     3|            el tuo patrone compone piú versi?~ ~Malfatto. . È
34    II,     5|          Diavolo! Non passará mai piú nessuno delle ciambelle?
35   III,     1|      donna e si pregiano di avere piú mogli a l'usanza turchesca.
36   III,     1|     essere punite e uccise. E, il piú delle fiate, loro stessi
37   III,     1|       ella l'altro, colá. - E chi piú di questo sciagurato del
38   III,     1|       Rita. Diavolo che venga mai piú!~ ~Malfatto. Vòi che venga
39   III,     2|            ché io non lo farò mai piú.~ ~Prudenzio. Pigliate,
40   III,     2|           Malfatto. So c'ha fatto piú male a me ch'a io. Mastro,
41   III,     2|              Prudenzio. Orsú! non piú. Torniamo dentro.~ ~ ~ ~
42   III,     3|           Ceca. Questo si è tanto piú quanto si trova in questa
43   III,     3|           e, d'allora in qua, mai piú non l'ho veduto e temo ch'
44   III,     3|           veduto e temo ch'il sia piú tosto morto che no. Questo
45   III,     3|          grazia, non ne ragioniam piú; ché non sta bene a noi,
46   III,     4|      crede a tali uomini che sono piú tosto l'infamia del mondo
47   III,     4|        poco pregiati appresso dei piú, allontanato se n'era.~ ~
48   III,     4|         che, come te ssi rimbatte piú innanzi, tu gli va di dietro;
49    IV,     2|       rispondere ai maggiori tuoi piú cautamente che non fai.~ ~
50    IV,     3|         mia.~ ~Ceca. Madonna, non piú, di grazia. Vanne dentro
51    IV,     3|             Ceca. Madonna, quanto piú presto ve lla levate de
52    IV,     3|      meglio per voi.~ ~Iulia. Non piú: basta. Qualche cosa será.~ ~
53    IV,     5|    Patrone, io ve ricordo che, se piú ne avessivo rechiesti, piú
54    IV,     5|        piú ne avessivo rechiesti, piú ne arestivo trovati ch'el
55    IV,     5|       carne, che fará lei ch'è di piú fragile e di piú debole
56    IV,     5|          ch'è di piú fragile e di piú debole complessione?~ ~Curzio.
57    IV,     5|         non so che vi conoschiate piú in costei ch'in vostra moglie;
58    IV,     5|      moglie; ché, per mia , val piú un'ogna del piede suo che
59    IV,     5|           deve dormire.~ ~Rufino. Piú presto deve esser morto.~ ~
60    IV,     5| gastigassi qualche volta, sarebbe piú avertito alle cose mie che
61    IV,     5|        cose mie che non è. Ma non piú. Va' e ripichia un'altra
62    IV,     6|        bastone, ché ti farò fugir piú che di passo.~ ~Malfatto.
63    IV,     6|           che mio figliuolo vadia piú alla scola sua; ché non
64     V,     1|          vengo. Vederá ch'io sarò piú matto che pazzo a non ce
65     V,     1|     garzone, ché non voglio stare piú con lui.~ ~Prudenzio. Ove
66     V,     1|              Malfatto. Non voglio piú guardare. Ma, come torno,
67     V,     2|           Perché non siamo andate piú a bon'otta?~ ~Fulvia. Non
68     V,     3|          questa viècula acciò che piú presto me espedisca da questo
69     V,     4|         produsse, o se ella fosse piú lunga che l'anno, una minima
70     V,     4|           Deh! camina; non tardar piú, de grazia.~ ~Rufino. Eccome.
71     V,     4|         di casa senza te; e tanto piú in simili luoghi. E che
72     V,     4|          sotrarre altrui per aver piú compagni acciò piú licito
73     V,     4|           aver piú compagni acciò piú licito gli sia el peccare,
74     V,     4|     aiutame.~ ~Rufino. Acostatevi piú alla porta.~ ~Curzio. Che
75     V,     7|        per Deum, ch'io non voglio piú che me stanzi in casa, ché
76     V,     7|     Prudenzio. Non avemo de andar piú innanzi. Sonate un poco
77     V,     7|         Antonio. Volete che canti piú?~ ~Prudenzio. Non piú voi,
78     V,     7|       canti piú?~ ~Prudenzio. Non piú voi, per adesso, no; lassate
79     V,     7|         Mastro Antonio. Ancora  piú? Oh! vo' siu piú doto d'
80     V,     7|        Ancora  piú? Oh! vo' siu piú doto d'Orlando.~ ~Luzio.~ ~ ~ ~
81     V,     7|          oprire, ch'io te farò el piú tristo uomo di Roma.~ ~Malfatto.
82     V,     7|       Mastro Antonio. I' no posso piú.~ ~Malfatto. ! Non me
83     V,     7|          So bene che non ospitará piú in casa nostra.~ ~Malfatto.
84     V,     8|        non voglio andare perdendo piú el tempo in cercarlo quia
85     V,     8|       patrone... Ché son oggi mai piú di doi anni che la sposò
86     V,     8|          per contentarlo di molto piú che lui non li avea saputo
87     V,     8|   coltello in mano, pregavalo che piú tosto che della assenzia
88     V,     8|            Non ce è oste qua. Sta piú  abasso la taverna.~ ~
89     V,     8|          che non te nne rizzi mai piú!~ ~Repetitore. Aspettate,
90     V,     8|         poltrone!~ ~Malfatto. Son piú omo da bene che non simo
91     V,     8|     vostra composizione, io? c'ho piú caro un carlino che non
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