Atto, Scena

 1    II,     4|   essere ritornato, poi che la porta è aperta. Lásciamegli rendere
 2   III,     1|       Chi bussa? che vòi da la porta nostra?~ ~Rita. Chi è quello?
 3   III,     1|   risponde sentendo pichiar la porta del vicino! Io vo' pur ripichiar
 4   III,     4|     Malfatto. È vero, , e ce porta lo...~ ~Prudenzio. Non lo
 5    IV,     1|      servizio. Questa e' xe la porta. Voio battere. Tic, tac.
 6    IV,     2|        in una casa, che ha una porta, quando si vole entrare
 7    IV,     3|       Minio; e madonna è sulla porta.~ ~Minio. Eh! mamma mia,
 8    IV,     4|      battere, ché  averta la porta.~ ~Prudenzio. Non posso
 9    IV,     5|     non risponde, gitta giú la porta, ch'io voglio entrare per
10    IV,     6|         che spezzi l'uscio? la porta?~ ~Ceca. Aspetta, aspetta
11     V,     2|         Rita. Madonna, ecco la porta. Aspettate, ch'io pichiarò.~ ~
12     V,     4|      colui che stanghi bene la porta?~ ~Rufino. Signor . Ma
13     V,     4|    Rufino. Acostatevi piú alla porta.~ ~Curzio. Che te hanno
14     V,     7| Prudenzio. Va'; e serra quella porta, dico.~ ~Malfatto. Cosí?~ ~
15     V,     7|        come ce verrete, che la porta è serrata?~ ~Prudenzio.
16     V,     8|      , tu!~ ~Rufino. Apri la porta e vederai se io ci verrò.~ ~
17     V,     8|      Prudenzio. Chi impulsa la porta? Olá!~ ~Repetitore. Ego
Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on touch / multitouch device
IntraText® (VA2) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2011. Content in this page is licensed under a Creative Commons License