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Atto, Scena
1 I, 4| che totiens quotiens un uomo esce delli anni adolescentuli, 2 II, 1| nova foggia de abito e di uomo è questa di costui?~ ~Malfatto. 3 II, 2| perdonateme voi) da maggior uomo che lui. Ed io, per me, 4 II, 2| come son donna, fossi un uomo e potesse, faria le pazzie.~ ~ 5 II, 3| conciare con questo bono uomo che me ha dati li quatrini, 6 III, 2| lupanare? E tu com'è possibile, uomo nefario, ch'in tanti cotidiani 7 III, 4| quatrini: neh vero, quell'uomo?~ ~Prudenzio. Taci, se non 8 IV, 2| temeritá dell'inconsiderato uomo e il flagizio perpetrato 9 IV, 4| cogita d'essere un vafro uomo et è un ideota che non degerisce 10 IV, 5| giovane; e, se voi che sète uomo non possete contrastare 11 V, 4| del mondo per le quali l'uomo, argumentando, a perfetta 12 V, 5| Malfatto. Non cognosci tu quell'uomo grande cosí, che me parlava 13 V, 7| io te farò el piú tristo uomo di Roma.~ ~Malfatto. Ecco, 14 V, 7| tenete.~ ~Prudenzio. Ah scevo uomo! latrina fetida! Te farò