IntraText Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText | Cerca |
Francesco Belo Il pedante Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
Atto, Scena
2004 V, 8| Livia. E, perché è giá la seconda vigilia, non voglio andare 2005 V, 4| ne so io? Solo Idio sa el secreto dei cuori umani.~ ~Rufino. 2006 IV, 6| Malfatto. Sí, che non possa sedere. Oh! che l'è gran poltrone, 2007 III, 4| Non sai tu che Amore fa i seguaci suoi ingeniosi e scaltriti? 2008 V, 4| buoni effetti che da loro ne segueno.~ ~Rufino. Patrone, voi 2009 IV, 2| Prudenzio. Di' pur via; séguita.~ ~Malfatto. No, no: io 2010 II, 2| saprá che voi l'abbiate seguito d'allora in qua che, senza 2011 III, 4| parole ingiuriose come un seminario di mali.~ ~Curzio. Io non 2012 II, 1| Camina, camina, ché giá semo arrivati.~ ~Malfatto. Sí! 2013 V, 3| lascivie e crapule, in nella senectu fiunt bis pueri! Ma tedet 2014 I, 4| benché dicitur che a fele, senio confetto, se lli convenga 2015 Pro | come persone ripiene e di senno e di discrezione, benché 2016 V, 1| ignoranti che non comprendono i sensi delle litterali parole. 2017 Pro | orecchi acciò che vi entri el senso de questa nostra comedia: 2018 V, 8| camera stavo a giacere, sentei un derotto pianto; e il 2019 III, 1| scemonito, che risponde sentendo pichiar la porta del vicino! 2020 V, 7| finestra. Oh Luzio! Non me senti, eh?~ ~Mastro Antonio. A 2021 III, 1| sia Dio che voi me avite sentita!~ ~Ceca. Perdonateci. Ci 2022 V, 8| Malfatto. Ecco lo sasso. Sentite? olá!~ ~Rufino. Fate stare 2023 V, 8| lusinghe, con sconiuri, sentivo che la cagione di ciò li 2024 | senz' 2025 V, 7| Sis nostro liceat mi sequerere mei, heu.~ ~ ~ ~Malfatto. 2026 IV, 2| Prudenzio. Videbis che tu te serai posto a ludere in qualche 2027 I, 1| vista di suoi begli occhi sereni, che 'l sole di splendore 2028 III, 4| magistrum tu et fac ut sis sermone modestus.~ ~Malfatto. Parlate, 2029 V, 3| Caminate, ché iam est multum sero.~ ~Repetitore. Non ve conturbamini. 2030 V, 7| no.~ ~Prudenzio. Va'; e serra quella porta, dico.~ ~Malfatto. 2031 V, 7| verrete, che la porta è serrata?~ ~Prudenzio. Tu vederai 2032 III, 3| sorella, che si acquista in servire i signori.~ ~Ceca. De grazia, 2033 IV, 4| mandano fuori e io prometto di servirli come meritano. Me nne voglio 2034 V, 4| voglia, che vi prometto di servirve.~ ~Curzio. Va'! Pichia, 2035 III, 3| frettolosa che vogli esser servita sí presto?~ ~Rita. Io gli 2036 III, 4| de quegli che della loro servitú godeno. E, fra gli altri, 2037 II, 1| Orsú! Basta. Son vostro serviziale.~ ~Curzio. Costui deve esser 2038 V, 8| te voglio essere servus servorum et osculartene le mani.~ ~ 2039 V, 8| fratello! Io te voglio essere servus servorum et osculartene 2040 II, 5| questo?~ ~Malfatto. E che voi sèti un certo che fa alli scolari...~ ~ 2041 III, 4| E, per questo, i' sono sforzato d'impegnarmi e gli amici 2042 V, 7| Pel corpo mio, che m'ha sfracassao el liuto.~ ~Prudenzio. Oh! 2043 III, 3| questo.~ ~Ceca. O farci sfregiare, o una cosa simile, ché 2044 I, 1| trovo tanto innanzi nel sfrenato appetito trascorso e seco 2045 III, 4| Curzio. Voi fate un gran sgranellare di latini, oggi!~ ~Malfatto. 2046 III, 3| non sta bene a noi, che siam femine, parlare de' fatti 2047 | siate 2048 II, 5| molte vulnere da questi sicari famuli di questi magnifici 2049 V, 8| aucte et educate nel clustro sidereo dallo opifero Iove.~ ~Rufino. 2050 V, 5| Ché diavolo non parli che sii inteso?~ ~Malfatto. Orsú! 2051 Pro | PROLOGO~ ~ ~ ~Silenzio. Oh! spettatori, che ciccalar 2052 V, 4| biasmano.~ ~Curzio. Questi sono simie, che paiono e non sono uomini; 2053 Pro | el mercato delle usure e simonie e distupri e adultèri. E 2054 | sin 2055 | sine 2056 V, 8| eccellentissimo patrone mio singularissimo misser Rufino, voler componer 2057 V, 7| Ancora sè piú? Oh! vo' siu piú doto d'Orlando.~ ~Luzio.~ ~ ~ ~ 2058 V, 8| egli la vide che, tutto smarrito, gridò: - Oh consorte mia! -~ ~ 2059 V, 8| anni d'essere coram quel soavio, blandulo e niveo corpusculo.~ ~ 2060 V, 8| contro a sua voglia per sodisfare ai prieghi del signore, 2061 I, 4| farò cosa che tu sarai sodisfatto.~ ~Malfatto. E lui ancora?~ ~ 2062 V, 3| omnino e portarovi risposta sodisfattoria.~ ~Prudenzio. M'aricomando 2063 II, 1| patrone del banco ove mi sogliono venire i dinari da casa; 2064 III, 1| Rita. Io credo che tu ti sogni, pecorone!~ ~Malfatto. Alla 2065 III, 1| ma vol che ci vada io a solecitarla. In veritá, che li ho compassione, 2066 Pro | cioè il parlar nostro, come solete far qualche volta, per giuoco, 2067 I, 1| piaceri non sogliano mai venir soli. E, che ciò sia, in me misero 2068 III, 4| maximus, in nel suo proprio solio, quando pur me farete fuori 2069 V, 8| letto e per buona pezza sollazzatosi con esso lei, si era levata 2070 V, 4| Rufino, Ceca.~ ~ ~ ~Curzio. Sollécitati, esci qui fuori. Giá son 2071 Pro | Ecco ch'io sento giá sollevati i murmuratori che non possono 2072 V, 4| notte come fia questa ch'in somma felicitá trapassar aspetto, 2073 Pro | starete in ordine con vostro sommo piacere, aprendoci ben sú 2074 Per | regazzo~ ~Mastro Antonio sonatore~ ~Fulvia donna~ ~Iulia donna~ ~ 2075 II, 2| abbracciará e faravi carezze. E sonne certa, per ciò che cosí 2076 Pro | ditto a questi musici che sonnino, io me nne andarò. E voi 2077 III, 1| quando me nne renderete la sopposta? Missere, che volete? Ecco, 2078 V, 8| costoro.~ ~Rufino. Quivi sopragiunse la serva. E, ricominciato 2079 I, 2| se se vole innamorare de sòrema ancora ma che non voglio 2080 III, 2| voglio che tu parli a tua sororia da parte nostra.~ ~Minio. 2081 III, 4| casa. Cosí mi levarò pur di sospetto di quel pedantaccio ignorante: 2082 III, 1| Non so come Idio gli possa sostenere al mondo simili uomini e 2083 V, 4| hanno, inei quai cercano di sotrarre altrui per aver piú compagni 2084 II, 5| essendo la maestá sua di sottile, acuto e peregrino ingegno, 2085 V, 3| lassar venire, che voi lo soziarete incolumen e senza lesione 2086 V, 5| bussare.~ ~Luzio. Sí; ma spácciate.~ ~Malfatto. Tic, toc. Oh 2087 V, 8| partite, de grazia. Olá! Spacciateve.~ ~Repetitore. Ecco. Voltateve, 2088 V, 8| Entratevene lá dentro e spacciatevi acciò possiate dar ordine 2089 IV, 6| beuto. Odi, odi; non te spartire. Oh cancaro! S'io torno 2090 V, 8| Repetitore. Come piace alla Spectabilitá Vostra. Ma speditevi; entrate 2091 II, 5| e morigerosa Livia, vero speculo di pulcritudine e di exemplare 2092 III, 4| Chiama qui fuori Trappolino. Spedisciti, ch'ell'è tardo. Idio, aiutami 2093 II, 4| la risposta d'ogni cosa speditamente acciò proveda a' casi sua.~ ~ ~ ~ 2094 Pro | ch'io non lo so dire. Che spegner è quello che si fa colá 2095 Pro | voi possete, se non che se spegneranno i lumi e poi farete le comedie 2096 Pro | altro diavolo: - Fa' che li spenghino, ché me vorria mettere intorno 2097 IV, 4| furente. Pur, nihilominus, speramo che, mediante el buon naturale 2098 II, 2| consoli.~ ~Rita. Buono è di sperare in lui. È meglio che nel 2099 III, 4| e guarda che tu non gli sperda.~ ~Malfatto. Non me sperderò, 2100 III, 4| sperda.~ ~Malfatto. Non me sperderò, no. Ma dove dite che vanno?~ ~ 2101 I, 1| in guidardone di mei mal spesi anni, mi ha contra mia voglia 2102 IV, 6| che vorria che me mandassi spesso, lo mastro. Ma vorria che 2103 III, 4| savia e morigerosa e che la Spettabilitá Sua non cogitet ch'un paro 2104 Pro | PROLOGO~ ~ ~ ~Silenzio. Oh! spettatori, che ciccalar è questo? 2105 IV, 6| Malfatto. E che hai paura? che spezzi l'uscio? la porta?~ ~Ceca. 2106 V, 7| minor rigore che non fai? Spidisciti. Vanne de sopra.~ ~Malfatto. 2107 I, 1| occhi sereni, che 'l sole di splendore avanzano, veder non desidero. 2108 I, 4| ne andarò a letto, se me spogliarete.~ ~Prudenzio. Fa' ch'io 2109 I, 4| torno in scola, te darò una spogliatura!~ ~Malfatto. Ed io me ne 2110 V, 8| e che conatamente non mi spolii sino alla interulla, non 2111 III, 2| ignoranzia, latibulo di sporcizie, cloaca di fecce? Ma non 2112 I, 5| ch'io voglio che prima mi sposi; ch'io ne ho cotta la bocca 2113 V, 8| sono contenti che voi la sposiate stanotte per ogni modo. 2114 V, 8| mai piú di doi anni che la sposò contro a sua voglia per 2115 IV, 4| non incumba a qualch'altro spurcissimo negozio e il nostro, per 2116 Pro | vecchia», l'abborriscono e vi sputano su come che se avessino 2117 Pro | trovarebbe forsi altro che sputo. Questi pedanti me intendono 2118 Pro | continuo gli colano e, quando sputono, fan certe gongole che verrebbono 2119 IV, 4| è che vadia con la barba squalida e faccia con li oculi un 2120 IV, 6| allo patrone! Mò che me sse ricorda, se aranno magnato 2121 III, 4| barbitonsore. Non odi, villico, stabulatio, Malfatto?~ ~Curzio. Stiamo 2122 IV, 6| voluto aprire, me dará delle staffilate. Io so che voglio bussare. 2123 I, 2| cagna! come l'è fresco, stamattina! Alla fé, ch'io mi sono 2124 | stan 2125 V, 4| Hai tu avertito colui che stanghi bene la porta?~ ~Rufino. 2126 V, 7| io non voglio piú che me stanzi in casa, ché l'è un morbo 2127 V, 6| ocello de línceo se ivi stanziassino, per ciò che Malfatto con 2128 II, 3| andato verso qua giú. Poco stará a tornare. Eh! non ti partire 2129 Pro | frati e sempre hanno uno starnuto e una corregia in ordine. 2130 | starò 2131 IV, 4| statim.~ ~Mastro Antonio. Stasí pur quanto che ve piase.~ ~ 2132 II, 1| Curzio. Se nol vòi dire, statti.~ ~Malfatto. Che non te 2133 | stavo 2134 I, 4| grazia di questa radiante stella alla quale la famosa dea 2135 I, 1| bastante a dargli delle stelle del cielo.~ ~ ~ ~ 2136 II, 5| cittá magnanima sia cosí sterile del consorzio de' viri probi 2137 | stessa 2138 I, 1| prometto ciò ch'ella vole, noi stiam conci!~ ~Curzio. E perché?~ ~ 2139 V, 5| un altro giorno di questa stimana.~ ~Malfatto. Che sta male 2140 III, 1| per parer valenti e che stimino l'onore, le uccidono, che 2141 IV, 5| non possete contrastare ai stimoli della carne, che fará lei 2142 II, 5| magisterio circa le cose veneree, stimulandone molto la concupiscenzia 2143 V, 1| stare con noi e devemoti stipendiare e hai da fare a modo tuo, 2144 V, 7| questo modo alli uomini stipendiati dal Gimnasio romano, eh? 2145 II, 5| e maestro regionario con stipendio congruo e condecente ad 2146 V, 3| inelle viscere come arida stipula. Ma será buono ch'io volti 2147 V, 7| ché se cce passará questa stizza.~ ~Prudenzio. Non me romper 2148 IV, 2| Prudenzio. Ah furcifer! demente! stolido!~ ~Malfatto. Aspettate, 2149 V, 8| amor nostro; ché l'è uno stolto e vi sarebbe detrimento 2150 Pro | Vostre cose che vi facessino stomacare! O non sapete voi che le 2151 IV, 6| alla fé, che li voglio stracciare tutti li libri. Ben li trovarò 2152 I, 1| piú di bisogno di te, ti stracciono quanti contratti, quante 2153 IV, 2| da esso, da questo rotto straciato.~ ~Prudenzio. Ah temerario! 2154 V, 7| Magnificenzia Vostra questi strambotti?~ ~Prudenzio. Al commando 2155 V, 7| patre!~ ~Malfatto. Mastro, strappateli la barba.~ ~Prudenzio. Aiuta 2156 I, 4| scarpe mezze rotte e mezze straziate.~ ~Prudenzio. Non piú parole; 2157 Pro | vituperano e chiamanole streghe, maliarde, ruffiane, dispettose, 2158 IV, 2| vis bonus esse videri»? Et stringe os et crepitum.~ ~Malfatto. 2159 III, 5| Repetitore. Non fate stultizie.~ ~Luzio. Alla fé, che lo 2160 II, 1| si rintoppa innanzi, vo' sturargli gli orecchi di buona maniera. 2161 I, 1| non vi sturbi.~ ~Curzio. Sturbar lui mene?~ ~Rufino. Signor 2162 I, 1| E io dubito che non vi sturbi.~ ~Curzio. Sturbar lui mene?~ ~ 2163 V, 7| Luzio.~ ~ ~ ~Parcere subiectis, quod cadunt alba ligustra:~ ~ 2164 Pro | ricevere el nerbo o il verbo substenziale, per dire meglio, dei nostri 2165 V, 8| Prudenzio. Sei forsi el nostro substituto del ludo litterario?~ ~Repetitore. 2166 IV, 2| che tutte le opere mie me succedono oggi extra votum.~ ~Malfatto. 2167 IV, 1| Mastro Antonio. A no sudo, no; a so' be' stracco. 2168 II, 2| levassi contro di lei sarebbe sufficiente a tôrgli ogni ventura.~ ~ 2169 V, 7| soppeditare, inmemore delli suffragi ricevuti nella nostra mansione.~ ~ 2170 IV, 5| sogliano questi mercanti essere sufistichi, schizzinosi, ch'a pena 2171 | sulla 2172 | sulle 2173 IV, 5| affannassi; e ora, che de picol summa di dinari l'ho richiesto, 2174 | sumus 2175 | sunt 2176 IV, 3| che me dica ogni cosa a suon di frustate.~ ~Ceca. Madonna, 2177 | super 2178 II, 5| capegli e li ocelli glauci co' supercilii leni biforcati, col pettusculo 2179 III, 4| dechiarargli pedetentim tutte le superfluitá che se fanno in questa terra 2180 I, 4| domane.~ ~Prudenzio. Ego te supplico, per Deum immortalem.~ ~ 2181 V, 8| certamente ch'un po' di suspetto è quello che mi tiene cosí 2182 V, 8| Prudenzio. Io verrò, adunque. O sustituto nostro!~ ~Repetitore. Che 2183 V, 8| io non so se lo trovarò svegliato. Pur credo che sí. Non può 2184 III, 3| non mancano loro, no, i sviati e i ribaldi, ché, Dio grazia, 2185 I, 4| uno inrumatore, un caupone tabernario inimico del politico vivere; 2186 III, 2| parcit virge odit filium». Tacci, giottonciculo! ché chi 2187 Pro | si dica ch'ella è morta, taceranno. Quest'altre donne son certo 2188 III, 2| quando.~ ~Prudenzio. Non vòi tacere, arcula de ignoranzia, latibulo 2189 III, 4| Prudenzio. Odite. «Nulli tacuisse nocet, nocet esse locutum».~ ~ 2190 Pro | sulle brusche cere, sul tagliar dei mostacci e brusciar 2191 II, 5| che pultano a chiunque le tagne; e sono inepti a tutte le 2192 | tam 2193 | tanquam 2194 V, 4| potrebbe estinguere. Costui tarda pur assai a venire. Oh Rufino!~ ~ 2195 V, 4| Curzio. Deh! camina; non tardar piú, de grazia.~ ~Rufino. 2196 V, 7| Antonio. Oh! fa' si che tasa quel zotarello.~ ~Prudenzio. 2197 IV, 6| essi poi me chiamaranno tata, missere; e io compararò 2198 III, 2| Domini, et tu fac istud tema. E avvertisci ch'io non 2199 I, 4| responder al precettore cosí temerariamente? Guarda pur, ch'io non ti 2200 IV, 4| possa cader sul capo la tempesta!~ ~Prudenzio. Vade cito 2201 IV, 4| Prudenzio. E che verrá tempestive.~ ~Malfatto. Ve possa cader 2202 III, 3| si lamentará di me c'ho temporeggiato troppo al ritornare.~ ~Ceca. 2203 I, 4| l'amare queste puellule tenere; benché dicitur che a fele, 2204 II, 5| est ch'io non fo bene a tenerlo, ché quanti báiuli, quanti 2205 I, 4| se lli convenga un mure tenero. Oh terque quaterque infelice 2206 V, 7| Non me andate, de grazia, tentando de pazienzia; ché, se ci 2207 V, 8| giovane, ch'insino allora avea tenuta seco nel letto e per buona 2208 Pro | a pecoragine el non aver tenuto bene a mente questa e massime 2209 I, 4| convenga un mure tenero. Oh terque quaterque infelice Prudenzio! 2210 IV, 2| e non arò fatto nihil; e terrammi Sua Signoria un mendace 2211 II, 2| vedere el cuore; ché forsi mi terrestivo piú cara che non mi tenete.~ ~ 2212 III, 4| alle pugna con lui, che ve terrò la cappa? Voi me guardate? 2213 I, 3| rendervi chiara senz'altri testimoni apresso di lui.~ ~Fulvia. 2214 I, 3| lui ne potrai far buona testimonianza; ch'io so ch'elli avea gran 2215 I, 4| loro, bisogna che sia un testis iniquus, un garulo inquieto, 2216 | tibi 2217 II, 3| dire come stai tu.~ ~Ceca. Tieni le mani a te. Che farai?~ ~ 2218 IV, 5| Oltre che vi pelano e vi tirano sino al sangue. Ed èvvi 2219 IV, 6| essa, cosí, per lo letto e tirare delle corregge, cosí. Fu. 2220 V, 7| sè la bretta?~ ~Malfatto. Tirateve sú le brache, mastro.~ ~ 2221 V, 8| quanti sassi che gli ho tirati non gne nne abbi còlto qualcuno. 2222 V, 8| Oh de sotto! Volete che tiri?~ ~Repetitore. E va' in 2223 II, 3| quatrini, dico.~ ~Ceca. To', vatti con Dio.~ ~Malfatto. 2224 II, 3| qua dentro.~ ~Ceca. Non se tocca qua dentro, se non se piange.~ ~ 2225 II, 3| farai?~ ~Malfatto. Volevo toccare un po' qua dentro.~ ~Ceca. 2226 II, 1| vorria far? Che guardi? che tocchi?~ ~Malfatto. Tocco che voi 2227 II, 1| che tocchi?~ ~Malfatto. Tocco che voi avete certe belle 2228 Pro | che parlono peggio de un todesco quando si sforza de parlar 2229 III, 3| forsi un mese doppo ch'io el tolsi; e, d'allora in qua, mai 2230 I, 3| potevo fare io? Homelo forsi tolto da me? Certo che non; e 2231 I, 4| cinedulo calamistrato, un tonditore di monete, un lenone, uno 2232 II, 2| lei sarebbe sufficiente a tôrgli ogni ventura.~ ~Fulvia. 2233 V, 8| in questo mezzo, voglio tornar a chiamare Malfatto, ch' 2234 V, 7| pusillanimo!~ ~Mastro Antonio. Vo' tornarme indrio aziò non me daga 2235 V, 7| bona sera.~ ~Prudenzio. Tórnate dentro, tu; e fa' che non 2236 II, 4| gli è promessa, e ch'ella tornerá a riparlarmi in casa di 2237 III, 2| Prudenzio. Orsú! non piú. Torniamo dentro.~ ~ ~ ~ 2238 I, 4| pur.~ ~Prudenzio. Ch'io, totis viribus...,~ ~Malfatto. 2239 | tra 2240 III, 1| che li par loro che 'l tradire le mogli non sia peccato 2241 V, 7| Mastro Antonio. Vedete che ne tragono.~ ~Rufino. Diavolo coglili!~ ~ 2242 IV, 4| Antonio. Questa sè una mala trama.~ ~Prudenzio. Io el so, 2243 | tramite 2244 V, 7| agricola, incola et accola, transfuga della patria sua, uso andare 2245 V, 4| questa ch'in somma felicitá trapassar aspetto, ma quella che Ercole 2246 IV, 6| tac.~ ~Ceca. Che sí che ti trarò d'un sasso nel capo!~ ~Malfatto. 2247 I, 5| si lassi in tanto errore trascorrere. E quella giovane, che molte 2248 I, 1| innanzi nel sfrenato appetito trascorso e seco venuto a tale (per 2249 Pro | diavolo mi sono io lasciato trasportar dalla còlera? Perdonatemi. 2250 V, 7| Taci, se non vòi ch'io ti trasverberi con quell'ense.~ ~ ~ ~ 2251 V, 7| tedet mihi. A questo modo se trattano li omini nelle vie publiche 2252 III, 4| Ma non curare, che gli trattono bene! ché, non che li figliuoli 2253 I, 5| certa Filippa che abita in Treio e ch'io veggia di parlar 2254 III, 3| Dio ce nne guardi! Qualche trent'uno.~ ~Rita. Non ci faccino 2255 Pro | delle porte e 'l far de' Trentuni. Ma dove diavolo mi sono 2256 III, 2| Prudenzio. Alla fé, che te farò trepidare innanzi a noi.~ ~Malfatto. 2257 III, 4| voglio andare nunc nunc al tribunale della Reverenzia dil Monsignor 2258 II, 3| quinto de vino e un pezzo de trippa prima che torni lo mastro: 2259 V, 3| State sano e vivete in tripudio, ch'io ve llo condurrò omnino 2260 IV, 3| credo. Che sí, fraschetta, tristarello!...~ ~ ~ 2261 I, 2| non dicessi che facemo le tristizie.~ ~ ~ ~ 2262 III, 4| Prudenzio. Lá giú per quel trivio.~ ~Malfatto. Non erano se 2263 IV, 2| che tu non ludi se non col troco.~ ~Malfatto. Patrone, voi 2264 V, 8| non quanti scartabelli si trovano, ch'io appena li so leggere.~ ~ 2265 Pro | vi cercassi ai piedi vi trovarebbe forsi altro che sputo. Questi 2266 III, 4| andargli accatando, son per trovargli. Vadi el mondo come vole, 2267 II, 3| Malfatto. Io voglio andare a trovarla, a fé. Bona sera.~ ~Ceca. 2268 V, 1| fé, ch'io ho deliberato trovarme un altro garzone, ché non 2269 V, 4| dirve il vero, ho caro di trovarmi sempre appresso di voi; 2270 IV, 2| vassi poi in qua. E cosí la trovate.~ ~Prudenzio. Questo sarebbe 2271 IV, 5| rechiesti, piú ne arestivo trovati ch'el medesmo vi arebbono 2272 V, 7| longa con li lapidi, eh? Trucidatore publico! pusillanimo!~ ~ 2273 V, 7| famulando e rusticando per li tuguri alieni resarcendo el ventre 2274 V, 7| predone, depopulatore e turbatore della quiete nostra!~ ~Malfatto. 2275 III, 1| avere piú mogli a l'usanza turchesca. E de ciò quella ragione 2276 | tutt' 2277 III, 2| buon cavallo, se non sarai ubidiente?~ ~Minio. Eh! mastro, perdonateme. 2278 I, 1| lamenti, cercono di farti uccidere e pensono che 'l mancar 2279 III, 1| che stimino l'onore, le uccidono, che sieno uccisi loro! 2280 III, 1| subito debino essere punite e uccise. E, il piú delle fiate, 2281 III, 1| le uccidono, che sieno uccisi loro! Oimè! ch'io ne so 2282 III, 1| ingordigia del danaio o degli uffici o per empirse el ventre 2283 V, 8| Rufino. Per lo corpo... Uh! Uhu!~ ~Malfatto. Non bisogna 2284 III, 4| tu me farai convertire la ultrapelia in ira.~ ~Malfatto. E me 2285 III, 4| ancora quanto conato abino le umane lettere appresso i buoni 2286 V, 4| sa el secreto dei cuori umani.~ ~Rufino. Fate adunque 2287 II, 2| vi lasciò, penso che se umiliará e che vi abbracciará e faravi 2288 II, 5| della genitrice della mia unica, lepida, blandula, melliflua 2289 III, 4| reverendo illustrissimo mio unico perpetuo domino colendissimo 2290 II, 5| legem», la necessitá, l'uopo non ha lege, qui a multum 2291 V, 3| mihi che 'l mio precettore urisca inelle viscere come arida 2292 III, 1| pregiano di avere piú mogli a l'usanza turchesca. E de ciò quella 2293 IV, 5| farestivo senza aspettare che vi uscissino questi danari delle mani, 2294 III, 4| parecchie volte e sempre mi è uscita di mente.~ ~Curzio. Qualche 2295 III, 4| Rufino. Qua giú, che usciva de un certo monestero, e 2296 Pro | si tiene el mercato delle usure e simonie e distupri e adultèri. 2297 IV, 4| studi, posser ridurla in uxoria fede, quia est viro potens. 2298 | v' 2299 V, 1| delle litterali parole. Ma vacci, se Dio te guardi la grazia 2300 IV, 4| Costui se cogita d'essere un vafro uomo et è un ideota che 2301 IV, 1| che m'ha pregao che me ghe vaga a veerlo, ché vol che ghe 2302 I, 1| celebrai le nozze, me partii e vagando per il mondo a guisa di 2303 Pro | ragionato un pezzo e aver vaghezzato a vostro modo. E credo bene 2304 III, 1| qualche grado, per parer valenti e che stimino l'onore, le 2305 III, 4| liberale arti, incumba a simile vanitá: quia «vanitas vanitatum 2306 III, 4| simile vanitá: quia «vanitas vanitatum et omnia vanitas»; ché sapete 2307 III, 4| che non sia el vero, se ne vantono, ch'è il peggio. Ma, se 2308 IV, 2| cerciorandomene, te scoriarò vapulandote con la scutica, ché me delibero 2309 III, 2| in via publica te volemo vapulare.~ ~Minio. Ecco Malfatto, 2310 V, 8| vi sarebbe detrimento a vapularlo.~ ~Rufino. Per lo corpo... 2311 III, 2| Io te voglio dare mille vapulature acciò che tu essemplifichi 2312 V, 6| per i quadranti qualche vasculo de mulso, per il che se 2313 IV, 2| e se agionge poi lá, e vassi poi in qua. E cosí la trovate.~ ~ 2314 III, 2| io.~ ~Prudenzio. Luzio, vatene dentro e incumbi alla lezione; 2315 V, 1| aspettate, che adesso vengo. Vederá ch'io sarò piú matto che 2316 II, 1| quel giovane!~ ~Malfatto. Vederemo chi sará piú poltrone, o 2317 V, 2| io non volevo che me cci vedessi entrare.~ ~Rita. Madonna, 2318 IV, 2| risposta de insipido! Non vedesti tu almeno dove entrorno?~ ~ 2319 III, 1| ve responderanno.~ ~Rita. Vedine nessuno tu?~ ~Malfatto. 2320 IV, 3| l'è certo la sua, ché né vedova né maritata se gli può dire; 2321 IV, 3| alle povere bisognose e vedove aver si deve. Grande infelicitá 2322 IV, 1| pregao che me ghe vaga a veerlo, ché vol che ghe faga no 2323 II, 3| diavolo! Tu vorrai che te vega madonna e che gridi molto 2324 V, 8| sú, ch'io voglio che tu veghi stanotte cosa che te piacerá. -~ ~ 2325 IV, 1| me l'ha be' ditto che ghe vegna.~ ~Repetitore. Oh che pulchra 2326 IV, 1| Antonio. Ello me disse che mi vegnesse a zercarlo.~ ~Repetitore. 2327 V, 7| pugna.~ ~Mastro Antonio. Vegní qua, digo: ché, se me guardi 2328 V, 7| Magnificenzia e no vorria me ne vegnissi danno.~ ~Prudenzio. Tu hai 2329 IV, 1| Mastro Antonio. De grazia, vegnite un pochetin abasso, ché 2330 V, 6| credo ch'un equo con tanta velocitá avessi itinerato al domo 2331 II, 5| Se io fosse cerciorato vendundarme la toga, voglio cognoscerlo 2332 III, 2| questo modo, eh? tristo, venefico!~ ~Luzio. Eh! mastro, vel 2333 V, 8| tuo, sí.~ ~Prudenzio. Bene veneritis. Che dite, magnifico?~ ~ 2334 I, 3| Ceca. Che, madonna sí, che venghiate di sopra.~ ~ ~ ~ 2335 III, 2| Malfatto, mastro.~ ~Prudenzio. Veni, accede, ambula.~ ~Malfatto. 2336 V, 8| e fate intendere che noi venimo.~ ~Repetitore. Cosí farò.~ ~ 2337 IV, 1| Repetitore. Aspettate, ché nunc venio.~ ~Mastro Antonio. El voio 2338 | venissi 2339 | Venivo 2340 V, 5| Non vedi tu che parli col vento, ché colui s'è partito?~ ~ 2341 IV, 2| Non sai tu che «non sis ventosus si vis bonus esse videri»? 2342 II, 2| sufficiente a tôrgli ogni ventura.~ ~Fulvia. Tu dici el vero. 2343 I, 5| giovane, che molte fiate gli è venut'a parlare, credo che sia 2344 V, 8| è, per Dio.~ ~Rufino... venutagli dietro in Roma, in un monasterio 2345 | venuti 2346 II, 5| biforcati, col pettusculo niveo, vera cassula et arcula ove ch' 2347 V, 1| Malfatto. Non voglio verberare io, ché sono scorrociato.~ ~ 2348 II, 5| voglio dare ad minus cento verberature. Certum est ch'io non fo 2349 I, 4| delli anni adolescentuli, verbi gratia un par nostro, non 2350 III, 4| verbosus noli contendere verbis». Ma non crediate ch'io 2351 Pro | per ricevere el nerbo o il verbo substenziale, per dire meglio, 2352 III, 4| Non rispondo quia «contra verbosus noli contendere verbis». 2353 V, 8| poteva, quasi di se stesso vergognandosi, cominciò a commemorare 2354 III, 4| ambula? che ambula? Non ve vergognate, voi, che fate el savio, 2355 V, 5| lli fai compagni. Non te vergogni? Ma va' bussa, va'.~ ~Malfatto. 2356 III, 2| meglio che se fussino in vernacula lingua.~ ~Luzio. Oimè! oimè! 2357 | verrai 2358 Pro | sputono, fan certe gongole che verrebbono a schifo ai frati e sempre 2359 | verrete 2360 II, 3| tuo patrone compone piú versi?~ ~Malfatto. Sí. È andato 2361 I, 4| soppeditare el prossimo con mille versuzie e doli. Benché, noi non 2362 IV, 2| sumus con monsignore, col vertice, col culmine della sacrosanta 2363 V, 1| andare.~ ~Repetitore. Iam vesperascit, domine. Chi è lá giú? Olá!~ ~ 2364 III, 4| nocturno tempore, vanno li vespertilioni.~ ~Curzio. Ve possino venire 2365 II, 1| giú, alle fattezze e al vestire, l'è il servo suo. E' non 2366 III, 1| empirse el ventre e andar ben vestiti, gli menono in casa gli 2367 V, 8| precettore.~ ~Rufino. Cosí, vestitomi, entrai seco in camera: 2368 III, 2| Luzio. Eh! non me datis in vias, de grazia.~ ~Prudenzio. 2369 V, 4| sono come fragile barca vicin'al porto da contrari venti 2370 III, 1| prima sentir a tutto el vicinato che me respondino.~ ~Malfatto. 2371 IV, 2| po' pensare.~ ~Prudenzio. Videbis che tu te serai posto a 2372 IV, 2| ventosus si vis bonus esse videri»? Et stringe os et crepitum.~ ~ 2373 V, 7| trattano li omini nelle vie publiche che stanno a pernoctare 2374 V, 3| ch'io volti giú per questa viècula acciò che piú presto me 2375 IV, 1| volete?~ ~Mastro Antonio. Viegno da spasso da San Roco.~ ~ 2376 III, 4| coloro e vedi ove entrano e viennimelo subito a referire e guarda 2377 Pro | vengono in fastidio e sanno di vieto? E, che sia el vero, adimandatene 2378 V, 8| perché è giá la seconda vigilia, non voglio andare perdendo 2379 | VII 2380 | VIII 2381 V, 7| poco.~ ~Prudenzio. Ah cane villatico! Latri da longa con li lapidi, 2382 II, 5| quanti báiuli, quanti inepti villichi sono in questa inclita e 2383 III, 4| al barbitonsore. Non odi, villico, stabulatio, Malfatto?~ ~ 2384 I, 4| Prudenzio.~ ~Omnia vincit amor et nos cedamus amori.~ ~ 2385 II, 3| che me dia un quinto de vino e un pezzo de trippa prima 2386 III, 4| Prudenzio. Ah lingue viperee, defloratore de l'onor nostro!~ ~ 2387 III, 2| Prudenzio. «Qui parcit virge odit filium». Tacci, giottonciculo! 2388 II, 5| sterile del consorzio de' viri probi e sia fertile delli 2389 I, 4| Prudenzio. Ch'io, totis viribus...,~ ~Malfatto. Misser sí.~ ~ 2390 V, 3| precettore urisca inelle viscere come arida stipula. Ma será 2391 I, 1| ad onorato vivere attende vituperevole cosa sarebbe; per ciò che, 2392 III, 1| delle fiate, loro stessi dei vitupèri ed errori delle mogli ne 2393 V, 4| de tanti uomini infami e vituperosi che si scriveno; e, se di 2394 V, 3| ho inteso. State sano e vivete in tripudio, ch'io ve llo 2395 I, 4| stimiamo; quia, «cum recte vivis, non cures verba malorum». 2396 IV, 2| Prudenzio. Promitto, per Deum vivum, che, non tam cito me vide 2397 IV, 3| son quegli che gli fanno viziosi e cattivi, che meritarebbono 2398 Pro | alla muta. Odi, odi quel vizioso che dice con quell'altro 2399 V, 7| è necessario de stare a vociferare qui come un demente.~ ~Mastro 2400 III, 3| è ella sí frettolosa che vogli esser servita sí presto?~ ~ 2401 I, 1| molto onorevole e, se pur voglino mostrare de favorirti, ti 2402 IV, 5| Curzio. Rufino, tu vedi ch'io volentieri ascolto i consegli tuoi. 2403 | volermi 2404 | volessi 2405 V, 3| Potrete dirli, se pur nol volessino lassar venire, che voi lo 2406 III, 2| quando?~ ~Luzio. Quando voletis voi.~ ~Malfatto. So c'ha 2407 | voleva 2408 | volevi 2409 Pro | ho detto «nova», eh? Che volévivo forsi ch'io vi dicessi « 2410 Pro | fastidio perché ella sia volgare, essendosi fatto a buon 2411 V, 8| levare.~ ~Rufino. Orsú! Se volite venire, speditevi; se non, 2412 III, 2| dunque a quel modo, ché volo ut tu discas che totiens 2413 I, 3| che si portava la gatta... volsi dire, la gatta si portava 2414 IV, 6| basarla e de mozzicarla e de voltarme con essa, cosí, per lo letto 2415 II, 2| mi possa fuggire.~ ~Rita. Voltate di qua, se vi piace, ché 2416 IV, 4| Prudenzio. Malfatto, vòltate, che te volti el carnifice! 2417 V, 8| Spacciateve.~ ~Repetitore. Ecco. Voltateve, ch'io ve llo metterò.~ ~ 2418 III, 3| altro, adunque.~ ~Ceca. Voltiamo questo canto qui, ché scortaremo 2419 V, 4| drizzando gli occhi in un bel volto, che, ad un'otta, non perda 2420 V, 4| riverente non se gli inchini e voluntario pregione non se gli renda? 2421 | vorrai 2422 | vorranno 2423 | vorremo 2424 I, 3| la fará condiscendere ai voti mei.~ ~Rita. Grande errore 2425 IV, 2| me succedono oggi extra votum.~ ~Malfatto. Patrone, bon 2426 V, 7| Mastro Antonio. Mentite pur vu; e, se no me paghé, farò...~ ~ 2427 IV, 1| pavana. Alle guagnelle de san Zacaria, che voio andare a casa 2428 IV, 1| disse che mi vegnesse a zercarlo.~ ~Repetitore. Se volete 2429 V, 4| vengo a oprire.~ ~Rufino. Zi! Patrone, acostatevi.~ ~ 2430 V, 7| Oh! fa' si che tasa quel zotarello.~ ~Prudenzio. S'io vengo