Francesco Belo
Il pedante
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ATTO V

SCENA V Luzio, Malfatto, Trappolino, Prudenzio.

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SCENA V

 

Luzio, Malfatto, Trappolino, Prudenzio.

 

Luzio. Guarda pur che tu non me dichi le bugie, che il mastro me voglia e poi non sia lo vero.

Malfatto. Alla , non dico bugie io. E me llo ave ditto ancora quell'altro che stava con quello, con esso.

Luzio. Ché diavolo non parli che sii inteso?

Malfatto. Orsú! Andamo, che te llo dirò poi domattina, fraschetta!

Luzio. Oh! tu me dice villania, sciagurato!

Malfatto. Me ciancio con teco. Ma andiamo un poco qua, ché voglio parlare a un mio compagno.

Luzio. Come ha nome?

Malfatto. Non te llo voglio dire. Ecco la casa. Aspettateme voi, Luzio, ché voglio bussare.

Luzio. ; ma spácciate.

Malfatto. Tic, toc. Oh de casa! oh nesciuno! oh quello! Tic. Non ci deve essere, neh vero?

Luzio. No, che non ci deve essere. Andiamo con Dio.

Malfatto. Lassame bussare tre altre volte, prima. Tic. E una.

Trappolino. Chi è ? Olá!

Malfatto. Amici. Simo io.

Trappolino. El cancaro che te venga! Che vòi?

Malfatto. Ché non respondi tu, adesso?

Trappolino. Respondi pur tu, ché parlo con teco.

Luzio. Che dici tu? Olá!

Malfatto. Che vòi che dica, o Luzio?

Luzio. Dilli quello che ti pare. Che me fa a me?

Trappolino. Chi sei tu che hai bussato?

Malfatto. Sono un certo omo da bene.

Trappolino. Tu devi avere cattivi vicini, neh vero?

Malfatto. , , sto qua vicino; e vorria parlare a colui che sta qua dentro.

Trappolino. Chi è? come ha nome?

Malfatto. Non me ssi aricorda a me. O Luzio, come se chiama quello ch'io te dissi ch'io cercavo?

Luzio. E che ne so io? A me lo dimandi? Tu non hai buon cervello.

Malfatto. Dove sei andato? Olá! Tic.

Trappolino. Che te manca? non me vedi?

Malfatto. Sai? lo vorria, adesso che me aricordo, quello delli quatrini.

Trappolino. Se non me dici altro, tu starai di fuori.

Malfatto. Non cognosci tu quell'uomo grande cosí, che me parlava ieri?

Trappolino. Tu devi essere qualche pazzo.

Luzio. Tu l'hai a punto indovinato.

Malfatto. , sono la merda!

Trappolino. O va' magna, va'. Bona sera.

Malfatto. Te nne vai, eh? Odi, di grazia; ascolta un'altra volta.

Trappolino. Che vòi, prosontuoso?

Luzio. Ché non li gitti qualche pitale nel capo, si lo hai? E levatello dinanzi.

Malfatto. Eh! non far, de grazia, fratello: vòi?

Trappolino. Son contento. Ma dimme: chi adimandi?

Malfatto. Adimando che vorria parlare di portante a lui.

Trappolino. Chi diavolo sei tu?

Malfatto. So' quello. Eh! de grazia, non me buttare la testa nello pitale.

Luzio. Se tu non vieni, te lassarò Malfatto, veh!

Malfatto. Aspetta un altro poco. Oh quello! E tu come te chiami?

Trappolino. E che ne vòi tu sapere, bestia?

Malfatto. Lo vorria sapere perché, quando te trovassi, te vorria dire «bon ».

Trappolino. Te llo dirò poi, un altro giorno di questa stimana.

Malfatto. Che sta male lo patrone tuo, eh?

Trappolino. E va' alle forche, sciagurato!

Malfatto. Orsú! Basta. Adunque recomandami a esso e dilli ch'a lui sempre sempre...

Luzio. E camina, se vòi! Non vedi tu che parli col vento, ché colui s'è partito?

Malfatto. Be', io volevo che facessi l'imbasciata a quel compagno.

Luzio. Tutti te lli fai compagni. Non te vergogni? Ma va' bussa, va'.

Malfatto. O aspetta un poco. Tic, toc.

Prudenzio. Chi impulsa l'hostio?

Luzio. Ego sum, domine.

Prudenzio. Bene veniat. Oh! Magnifico misser Antonio, fate introire il nostro discipulo.

Malfatto. Vedi che t'ho ditto lo vero?

Luzio. Oh! tu sei el buon figliolo! Ma sta' cheto, de grazia.

Malfatto. Voglio parlare per dispetto tuo, voglio parlare; misser , che voglio parlare. Vedi !

 

 

 


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